" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

31 gennaio 2011

3 PENSIERI DEL CUORE A GESU'


Lo scopo della mia vita, Signore: la ricerca di Te.

Il dolore più grande: la certezza di non conoscerTi e amarTi mai abbastanza.

La gioia più profonda: la consapevolezza di essere partecipe al Tuo disegno di salvezza perchè Tu, così grande, Ti servi di noi, così piccoli e inutili.

LA VITA E' UNO SPECCHIO

Renato non aveva quasi visto la signora, dentro la vettura ferma al lato della carreggiata. Pioveva forte ed era buio. Ma si rese conto che la donna aveva bisogno di aiuto.
Così fermò la sua macchina e si avvicinò. L'auto della signora odorava ancora di nuovo.
Lei pensava forse che poteva essere un assalitore: non ispirava fiduciaquell'uomo, sembrava povero e affamato.
Renato percepiva che la signora aveva molta paura e le disse:
"Sono qui per aiutarla, signora, non si preoccupi. Perché non aspetta nella mia auto dove fa un po' più caldo? A proposito, il mio nome è Renato".
La signora aveva bucato una ruota e oltretutto era di età avanzata.
Mentre la pioggia cadeva a dirotto, Renato si chinò, collocò il crik e alzò la macchina. Quindi cambiò la gomma, sporcandosi non poco.
Mentre stringeva i dadi della ruota, la donna aprì la portiera e cominciò a conversare con lui. Gli raccontò che non era del posto, che era solo di passaggio e che non sapeva come ringraziarlo per il prezioso aiuto.
Renato sorrise mentre terminava il lavoro.
Lei domandò quanto gli doveva. Già aveva immaginato tutte le cose terribili che sarebbero potute accadere se Renato non si fosse fermato per soccorrerla.
Ma Renato non pensava al denaro, gli piaceva aiutare le persone... questo era il suo modo di vivere.
E rispose: "Se realmente desidera pagarmi, la prossima volta che incontra qualcuno in difficoltà, si ricordi di me e dia a quella persona l'aiuto di cui ha bisogno".
Alcuni chilometri dopo la signora si fermò in un piccolo ristorante, la cameriera arrivò e le porse un asciugamano pulito per farle asciugare i capelli rivolgendole un dolce sorriso.
La donna notò che la cameriera era circa all'ottavo mese di gravidanza, ma lei non permetteva che la tensione e i dolori cambiassero il suo atteggiamento e fu sorpresa nel constatare come qualcuno che ha tanto poco, possa trattare tanto bene un estraneo.
Allora si ricordò di Renato. Dopo aver terminato la sua cena, e mentre la cameriera si allontanò ad un altro tavolo, la signora uscì dal ristorante.
La cameriera ritornò curiosa di sapere dove la signora fosse andata, quando notò qualcosa scritto sul tovagliolo, sopra al quale aveva lasciato una somma considerevole.
Le caddero le lacrime dagli occhi leggendo ciò che la signora aveva scritto. Diceva: "Tieni pure il resto. Qualcuno mi ha aiutato oggi e alla stessa maniera io sto aiutando te. Se tu realmente desideri restituirmi questo denaro, non lasciare che questo circolo d'amore termini con te, aiuta qualcuno".
Quella notte, rincasando, stanca, si avvicinò al letto; suo marito già stava dormendo e non volle svegliarlo perché sapeva che prima di addormentarsi era stato preda di mille angosce, quindi, rimase a pensare al denaro e a quello che la signora aveva scritto.
Quella signora come poteva sapere della necessità che suo marito e lei avevano di quel denaro: con il bebè che stava per nascere, tutto sarebbe diventato più difficile...
Pensando alla benedizione che aveva ricevuto, fece un grande sorriso. Ringraziò Dio e si voltò verso il suo preoccupato marito che dormiva al suo lato, lo sfiorò con un leggero bacio e gli sussurrò: "Andrà tutto bene. Ti amo... Renato!".

La vita è così... è uno specchio: tutto quello che tu dai, ti ritorna!

COME MERITARSI IL CIELO?

Un bravo cristiano tiene in poco conto i beni terreni: egli pensa soltanto a render bella la propria anima, ad accumulare ciò che lo renderà felice in eterno, ciò che dura in eterno.
Guardate i re, gli imperatori, i grandi della terra: sono molto ricchi, ma sono contenti?
Se amano il buon Dio sì, ma se non Lo amano no, non sono contenti. Personalmente trovo che non vi sia nulla di più triste dei ricchi quando non amano il buon Dio.
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(Isa Mandonico)

REPORTAGE SU MEDJUGORJE

E’ il 24 giugno del 1981, quando in un piccolo paese a 30 chilometri da Mostar, in Bosnia-Erzegovina sei ragazzi affermano di aver visto e parlato con la Madonna. Sono: Ivanka Ivankovic, Mirijana Dragičević, Vicka Ivankovic, Marija Pavlovic, Ivan Dragičević e Jakov Colo.
Un’esperienza che si ripeterà quasi ogni giorno, passando indenne attraverso persecuzioni, guerre e contrasti religiosi. Un luogo ricco di suggestioni e controverso e che, ancora oggi, continua a lasciarci dei messaggi.
Dice padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria:
”Presto Medjugorje sarà al centro del mondo per i 10 segreti; la Madonna vuole aiutarci a superare una tappa pericolosissima della storia del mondo. Per la prima volta il mondo è a rischio di autodistruzione. La Madonna lo impedirà”.

Nessuno sa se i veggenti hanno ricevuto gli stessi segreti. Ma nel momento in cui ciascuno dei segreti starà per realizzarsi, la Madonna chiederà alla veggente Mirijana di rivelarli al mondo:
“Non dobbiamo avere paura. La Madonna non vuole la fede che nasce dalla paura", dice Mirijana.
Ma questi segreti riguardano tutti gli uomini?
Vicka:
“Sì. Anche la Chiesa; la Madonna ha detto che quello che è cominciato con Lourdes e Fatima finisce a Medjugorje. Dopo Medjugorje, penso non ci saranno altre apparizioni. Per questo la Madonna è da tanto tempo in mezzo a noi.”
I segreti riguarderebbero, quindi, previsioni gravi e inquietanti. E ascoltando attentamente le parole di Marija, tra le righe, la veggente ci fornisce indicazioni su cui riflettere.
Marija:
“Noi vediamo in mille occasioni persone che hanno avuto esperienza di Dio. San Francesco è andato dal capo dei Musulmani per dire “Pace, fratello mio”. Se noi amiamo, cominciamo ad andare oltre tutto, oltre ogni guerra, ogni conflitto, ogni religione. Perché Dio ci chiama ad amare sopra ogni cosa”.
Questo è l’appello della veggente Marija ai governanti della terra, oggi. E allora, che cos’è davvero Medjugorje?
È soltanto, come dice qualcuno, “lo scenario del più clamoroso imbroglio mai architettato”? Oppure è realmente l’ultima speranza di redenzione dell’umanità? Ma cosa vedono questi veggenti?
Ivanka: “Prima che viene ci sono tre lampi. E’ una Persona viva come noi”; Mirijana: “Vedo una Signora con un vestito lungo e un Bambino in braccio. Quando Lei ti guarda hai la sensazione di essere baciata e abbracciata. Hai la sensazione di essere con una Mamma.”
Mirijana: "Da bambini Le abbiamo fatto una domanda: come è possibile che sei cosi bella?"
Lei, sorridendo, ha risposto: "Perché amo. Se volete essere così belli amate!”
Oggi Medjugorje è anche l’avventura di una terra insanguinata dai conflitti politici, etnici, razziali e religiosi. E’ la vicenda di un conflitto tra vescovi e frati e di uno scisma strisciante.

Raffaele Ascheri, giornalista: “Credo che i registi delle apparizioni siano i francescani locali perché il Vaticano negli anni ’70, aveva imposto loro di lasciare la metà delle parrocchie. Quindi dovevano trovare qualcosa di eclatante per riconquistare il potere sulle parrocchie”.
Ma le apparizioni potrebbero avere anche una giustificazione politica.
Gian Carlo Zizola, giornalista: “Inizialmente, l’operazione Medjugorje era stata elaborata a tavolino con una funzione politica, di impiantare un focolaio di devozione mariana in funzione anticomunista: una Fatima dell’est”.
Insomma, sono davvero dei veggenti o dei truffatori?
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Le commissioni mediche italiane, composte da vari specialisti studiano i veggenti durante le presunte estasi. E tutte sono giunte alle stesse conclusioni.
Luigi Frigerio, medico: ”Sicuramente questa documentazione dimostra che non c’è frode, inganno, né patologia e questo stato alterato di coscienza non trova spiegazione scientifica in linea naturale.”
Giorgio Gagliardi, psico-fisiologo: “Frode o inganno cosciente lo escludo”.
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Medjugorje e’ anche lo scenario in cui accadono strani fenomeni celesti.
Proprio il 18 marzo 2010, e’ avvenuto il fenomeno del sole che pulsa davanti alla troupe de "La storia siamo noi" che ha tentato di filmarlo. Ma esiste una spiegazione scientifica?
Il Dottor Valerio Rossi Albertini, fisico del CNR, raggiunge Medjugorje e porta con sé una telecamera ad alta definizione corredata di filtri speciali. Il fenomeno solare però non si ripete, ma il cielo sopra le colline ha sprazzi improvvisi di luce, come scie luminose.
Valerio Rossi Albertini: “Nei 2 giorni di riprese effettuate del sole non abbiamo osservato fenomeni anomali. Le spiegazioni potrebbero essere meteorologiche più che astrali. Per quanto riguarda le colline circostanti effettivamente, qualcosa di particolare si è registrato. Abbiamo fatto rilevazioni solo ottiche. C’è bisogno di ulteriori prove”.
E se si trattasse di suggestione collettiva?
Fausta Marsicano, psicoterapeuta: “Posso escludere che sia stato un fenomeno di suggestione. E’ stata una percezione sincronica. E poi non c’era nessuna relazione di empatia tra noi”.

La posizione del Vaticano su Medjugorje è di grande prudenza. Secondo diverse testimonianze, invece, il Papa, Giovanni Paolo II, sarebbe stato convinto dell’autenticità del fenomeno. Mirijana: “Ho avuto la fortuna e la gioia di conoscere Giovanni Paolo II che mi ha detto che se non fosse stato Papa sarebbe già venuto a Medjugorje”.
Zizola: “Giovanni Paolo II era un fanatico della Madonna. Ha visitato tutti i santuari mariani in tutto il mondo. Ma a Medjugorje non ha mai voluto mettere piede”.
Se i vescovi che si sono succeduti nella diocesi di Mostar sono contrari alle apparizioni, non così l’ex arcivescovo di Spalato, che in un’intervista inedita del 1991 dichiara:
“Ho visto subito che era una cosa seria. I veggenti non sono bugiardi. Però non è facile credere. Io con il tempo ho capito, ho avuto l’esperienza della preghiera che mi ha convinto. Avevo un’esperienza della presenza di Dio. Ho visto che non ero un vescovo buono come pensavo.”
Nel 2010 il pontefice Benedetto XVI affida il caso ad una Commissione Vaticana d’inchiesta, presieduta dal Cardinale Camillo Ruini. Intanto, il Vaticano ha proibito i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje. Chi desidera andare lo fa in forma privata. E’ però un dato di fatto che qui siano già arrivati decine di migliaia di sacerdoti, più di 200 vescovi e almeno 10 cardinali.

(Marco Tosatti)

AVE, O MARIA, PIENA DI GRAZIA...

" Piena di grazia " è il Nome più bello di Maria, Nome che Le ha dato Dio Stesso, per indicare che è da sempre e per l'Amata, l'Eletta, la Prescelta per accogliere il dono più prezioso, Gesù, l'Amore Incarnato di Dio.

( Benedetto XVI)

GESU' E' IL NOSTRO TUTTO!

Se la ferita ti duole, Lui è il Medico.
Se la febbre ti brucia, Lui è la Fonte.
Se l'iniquità ti perseguita, Lui è la Giustizia.
Se la debolezza ti estenua, Lui è la Forza....
Se la morte ti spaventa, Lui è la Vita.
Se il Cielo ti attrae, Lui è la Via.
Se il buio ti sommerge, Lui è la Luce.
Se la fame ti consuma, Lui è il Cibo.

(S. Ambrogio)

31 GENNAIO: SAN GIOVANNI BOSCO, IL GRANDE EDUCATORE DEI GIOVANI!

"Fate quello che potete; Dio farà ciò che non possiamo fare noi.
Confidate in ogni cosa in Gesù Sacramentato e in Maria Ausiliatrice, e vedrete che cosa sono i miracoli".
(Don Bosco)

DIO NON CI LASCIA MAI DA SOLI!

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Sotto ad ogni Croce...
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... c'è Gesù che la sorregge!

30 gennaio 2011

LUCE NEL BUIO

Se ti guardi intorno e vedi solo il buio,
Io sarò la Tua Luce che verrà a salvarti.
Se nel cuore trovi solo desolazione,
Io sarò la Speranza che verrà a proteggerti.
Se hai voglia di chiudere gli occhi
per non vedere la solitudine in te, aprili:
vedrai ME!

BEATI I POVERI IN SPIRITO, DI ESSI E' IL REGNO DEI CIELI

Monte delle Beatitudini in Israele
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Il discorso della montagna, quello delle Beatitudini, non conosce tramonto, nè confine geografico o di cultura. Oggi, più che mai, l'umanità è afflitta da varie problematiche, prove, violenze e soprusi, ma, o Signore Gesù, non stancarTi di consolare questi Tuoi figli, chiamandoli beati, ma soprattutto fa' che l'uomo del nostro tempo, nel Tuo Nome, senta fame e sete di giustizia, di misericordia e di pace.

GESU', NOSTRA UNICA SPERANZA

O Ostia Santa,
nostra unica Speranza
in tutte le sofferenze e contrarietà della vita!
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(Santa Faustina Kowalska)

SE VOLETE CHE DIO VI RISPONDA...

Che Lui vi risponda o no, continuate ad invocarLo, ad invocarLo senza posa sotto le volte dell'assidua preghiera.
Che Lui venga o no, confidate che sempre più si avvicina a voi, ad ogni amorevole cenno del cuore.
Che vi parli o no, non stancatevi di implorarLo.
Se pure non vi dirà la risposta che vi aspettate, non dubitate che in qualche modo velatamente Si rivolgerà a voi.
Nel buio delle vostre più profonde preghiere, sappiate che gioca a nascondino con voi.
Ed in mezzo alla danza della vita, della malattia e della morte, se continuate ad invocarLo, senza lasciarvi sfiduciare dal Suo apparente silenzio, otterrete la risposta.
Amen.

29 gennaio 2011

DEVOZIONE DEI SETTE DOLORI DI MARIA SANTISSIMA

La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette “Ave Maria” al giorno meditando sui Suoi dolori e sulle Sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

- La pace in famiglia.
- L’illuminazione circa i misteri divini.
- L'accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la Volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.
- La gioia eterna in Gesù e in Maria.

1° dolore: La rivelazione di Simeone. Ave Maria…

2° dolore: La fuga in Egitto. Ave Maria…

3° dolore: Lo smarrimento di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme. Ave Maria…

4° dolore: L'incontro con Gesù sulla via del Calvario. Ave Maria…

5° dolore: La crocifissione, la morte, la ferita al costato e la deposizione sul Calvario. Ave Maria…

6° dolore: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria sotto la Croce. Ave Maria…

7° dolore: La sepoltura di Gesù e le lacrime e la solitudine di Maria. Ave Maria…

"O Cuore Addolorato e Immacolato di Maria, prega per noi che ricorriamo a Te...!"

TU NON SEI SMARRITA NELLA VITA

Gesù all’anima:

Tu non sei smarrita nella vita perché preghi. La preghiera è l’unica forza dell’uomo ed è l’unica debolezza di Dio…
L’Onnipotente è vinto dalla preghiera, conforta chi prega.

Due grandi doni Dio ha fatto all’uomo nel crearlo: la libertà e la preghiera.
Per la libertà l’uomo può meritare, per la preghiera può guadagnare.
Per la libertà può possedere Dio, amandoLo; per la preghiera può possedere la Potenza, la Misericordia, la Provvidenza e la Carità di Dio.
Il Signore ha voluto che l’uomo pregasse per ottenere grazie, e lo ha voluto per l’infinita bontà, pur conoscendo le necessità della Sua creatura, facendola con la preghiera cooperatrice della grazia che riceve.

Per accendere la luce, per attivare un motore, per produrre il calore ci vuole la corrente elettrica; ma se non c’è il polo negativo che si unisce al polo positivo, la corrente non agisce.

L’anima che prega è come il polo negativo che si accosta al polo positivo, è la negazione di ogni potenza che si accosta all’Infinita Potenza, all’Infinita Sapienza, all’Infinito Amore, ed ottiene grazie.
Per ottenerle ci vuole il contatto pieno con Dio, con la fede, l’umiltà, l’amore e la fiducia. Se il polo negativo non si accosta pienamente al positivo, la corrente non opera, e se l’anima non si unisce a Dio pienamente, la grazia non può venire a lei ...
Un risentimento, un atto di avarizia, possono impedire o annullare l’efficacia della preghiera.

L’umiltà, il riconoscimento della propria miseria che include il pentimento, può rendere efficace anche la preghiera di un peccatore, come rese efficace la preghiera del pubblicano che si batteva il petto alla porta del Tempio.

La stessa Confessione è una preghiera alla misericordia di Dio, che ottiene per il Sacramento il perdono, la grazia, la gioia.

Prega perciò, togli ogni ostacolo alla preghiera, non ti considerare migliore degli altri, riconosci la tua nullità confidando in Dio, e la preghiera diventa onnipotente.

Non ti stancare, prega ripetutamente, perché chi picchiò alla porta dell’amico per avere il pane, non fece un colpo solo con la mano, nè disse una sola volta quel che voleva (cf Luca 11,5-8).

L’insistenza della preghiera orienta l’anima a Dio, accresce il senso della umiltà, accende l’amore.

Se non ti vedi esaudito non cedere alla tentazione di lasciare la preghiera: insisti con profonda umiltà, con vera fede, con forte amore. Avrai certamente grazie in armonia con la tua eterna salvezza.

Dà nella carità e ti sarà dato nella misericordia. Abbi il cuore largo e Dio sarà largo con te.
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L’anima a Gesù:

O Gesù, guarda la mia debolezza; dammi il dono della preghiera e fa' che io viva amandoTi sopra tutte le cose.
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(Sac. Dolindo Ruotolo)

AMA LA VITA

Ama la vita così com'è,
amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
...amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

(Madre Teresa di Calcutta)

28 gennaio 2011

LA CAPACITA' DI SOPPORTARE LE TRIBOLAZIONI

Che cosa andiamo dicendo quando subiamo una cattiva azione?
Spezziamo il nostro lamento e il nostro desiderio di vendetta, tenendo presenti le sofferenze che ha patito il Signore, raccomandando colui che ci ha offeso a Lui, anche se questo non è cosa semplice. Così come non dobbiamo lamentarci quando si presentano infermità o problemi di salute. Tutto questo è utile per la nostra salvezza e per l'espiazione dei nostri peccati.
Ciò che noi dobbiamo sopportare è poca cosa in confronto a coloro che furono pesantemente tribolati sia nel corpo che nello spirito.

Occorre dunque, che guardiamo le sofferenze degli altri, per imparare a sopportare le nostre. Che se piccole non ci sembrano, questo dipende dalla nostra capacità di sopportazione, perchè quanto meno siamo capaci di resistere, tanto grandi saranno le tribolazioni che si presenteranno lungo il nostro cammino. Tanto più grande sarà il nostro merito, quanto più saremo capaci di patire, e lo troveremo più lieve se ci saremo disposti e saremo pronti.

San Francesco d'Assisi pronunciò queste parole: "Lodato sii, mio Signore, per quelli che perdonano per il tuo amore, e sostengono infermità e tribolazioni. Beati quelli che le sosterranno in pace, che da Te, Altissimo, saranno incoronati".
Queste parole parlano da sè e non hanno bisogno di alcuna spiegazione...

TENIAMOCI STRETTI A GESU' E ALLA MADONNA

Teniamoci saldamente stretti Gesù e alla Vergine Maria, cosa che è per noi fonte di serenità e coraggio, che ci fa andare avanti anche nei momenti difficili.
L'atto di affidamento o di consacrazione è mettere noi stessi nelle Loro mani, con la nostra vita, i nostri desideri, i nostri pensieri e i nostri limiti umani, lasciandoci guidare, cercando di imitarLi nella loro santità e nelle Loro virtù, al fine di essere come vuole il nostro Signore Dio e di fare la Sua Volontà.
Tutto ciò, comunque, richiede intensa fede, ma è proprio la fede stessa che ci aiuta a superare i numerosi ostacoli della nostra vita.
In questo modo, ci sarà la consapevolezza che non saremo più gli stessi, ma figli prescelti di Maria e fratelli minori di Gesù Cristo, e come tali più belli sia dentro che fuori, e chiamati ad essere annunciatori della grande Misericordia di Dio e ad essere uomini e donne di carità in una società confusa e senza valori come la nostra.
La nostra esperienza di consacrati ci permetterà di dire che matura in noi quella gioia e quella certezza di non essere mai soli.
Gesù e Maria si fidano di noi nella misura in cui noi ci fidiamo di Loro, anche se siamo fragili creature con tanti limiti, ed agiscono attraverso la nostra disposizione, in modo da realizzare quel progetto di salvezza che Dio ha per tutti noi.
Dobbiamo sperare che tanti dubbiosi, pagani e quelli che si sono allontanati dalla fede, possano essere toccati nei loro cuori, affinchè vengono indirizzati sulla via del bene e della santità, strettamente aggrappati al desiderio di un amore puro ed eterno, profondo, indelebile, insostituibile.

LE SOFFERENZE SQUISITE PER GESU'

Carissimi amici,
ecco a voi un elenco delle PICCOLE COSE, PICCOLI ATTI, PICCOLE RINUNCE, PICCOLE SOFFERENZE da offrire con gioia a Gesù: questo è il vero modo di amarLo e di piacerGli.

Sono i doni più graditi, i fiorellini più profumati, i regali meno vistosi, ma più costosi e meno pericolosi per l'amor proprio. E, dal punto di vista umano, sono mezzi efficacissimi per allenare la volontà e rassodare il carattere.
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- Cadendo nel ridicolo, sopportare lo scherno altrui.
- Non essere amati; non valorizzati; non creduti.
- Vivere nell'oscurità, nel buio spirituale.
- Lavorare molto e combinare poco o nulla.
- Non vedere il risultato del proprio lavoro.
- Lavorare e vedere attribuito il buon esito ad altri.
- Rinunciare al desiderio di lavori che non potremo fare più.
- Avere superiori che danno ordini contradittori, che hanno linea indecisa, incerta, anche sulle vie spirituali e sul da farsi nelle cose materiali.
- Dover fare lavori inutili.
- Avere un temperamento intraprendente ed essere condannati all'inazione.
- Essere trascurati, dimenticati, messi da parte.
- Vederci compatiti da persone che fanno compassione.
- Vederci scavalcati e raggirati.
- Perdere tempo, senza colpa, nei contrattempi.
- Valere in un genere e dover lavorare in un altro.
- Essere fraintesi, male interpretati, male giudicati.
- Essere cagionevoli di salute ed avere l'aspetto di buona salute.
- Sentirci oppressi dal peso della superiorità di una persona fatua o mediocre.
- Vedere sottolineati e notati i nostri difetti, le malefatte, mai le virtù e ciò che è riuscito bene.
- VEDERE DETTARE LEZIONI DI UMILTA', DI CARITA' DA CHI NON E' AFFATTO UMILE NE' CARITATEVOLE, E RINGRAZIARE UMILMENTE.
- Vedere una persona che sta manovrando per venire al nostro posto e dissimulare, lasciare fare, rimettersi a Dio.
- NON ESSERE COMPRESI...SPECIALMENTE DALLE PERSONE CARE...cui abbiamo fatto del bene...anche dai superiori...dai direttori spirituali.
- Sentirsi un po' bene e un po' male e tirare innanzi; talvolta, farebbe quasi più piacere e più comodo una malattia definitiva.
- Essere stanchi e non poterne più e trascinarsi ugualmente, esteriormente sereni.
- Aver seminato bene e raccogliere ingratitudine.

PROMETTI A TE STESSO


Prometti a te stesso
di essere così forte
che nulla potrà distruggere
la serenità della tua mente.

Prometti a te stesso
di parlare di bontà,
di bellezza e di amore
ad ogni persona che incontri,
di fare sentire a tutti i tuoi amici
che c'è qualcosa di grande in loro,
e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.

Prometti a te stesso
di pensare solo al meglio,
di lavorare per il meglio,
di aspettarti solo il meglio,
di essere entusiasta del lavoro degli altri,
come lo sei tu del tuo.

Prometti a te stesso
di dimenticare gli errori del passato
per guardare a quanto di grande
puoi fare in futuro,
di essere sereno in ogni circostanza
e di regalare un sorriso
ad ogni creatura che incontri,
di dedicare così tanto tempo
a migliorare il tuo carattere
da non avere tempo per criticare gli altri.

Prometti a te stesso
di essere troppo nobile per l'ira,
troppo forte per la natura,
troppo felice per lasciarti vincere dal dolore.

26 gennaio 2011

DAGLI INSEGNAMENTI DI GESU'...

Gesù ci insegna la via della pace e della libertà.
Dai Suoi insegnamenti possiamo dedurre alcune cose che se attuate, arrecano grande pace.

Ecco le cose fondamentali: facciamo in modo di fare la volontà degli altri, in un umile atto di sottomissione, piuttosto che fare la nostra volontà; in questo modo Dio verrà incontro ai nostri desideri; ricordiamoci che Gesù disse che chi vuole essere il più grande, si faccia servitore di tutti.

Inoltre, meglio desiderare di avere meno da Dio, piuttosto che ambire a chissà cosa, desiderando forse di avere tutto, correndo il rischio di insuperbirsi. Cerchiamo di considerarci una nullità; cerchiamo di metterci all'ultimo posto, coscienti che Cristo ci farà primi nel Suo Regno.

Desideriamo sempre che nelle nostre azioni si faccia la Volontà di Dio, così siamo sicuri che saremo ricompensati. Una persona che opera in questo modo, entra nel mondo della pace e della tranquillità.

Una grande dottrina di perfezione è racchiusa nelle Parole del Signore, piene di significato e ricche di frutto: dunque, il Vangelo deve essere la nostra regola di vita.

Se seguiamo gli insegnamenti di Gesù, nessun turbamento sorge tanto facilmente. In realtà, chi ha fede e segue la Parola del Signore, viene messo a conoscenza della Verità, che dona uno spirito libero.

Ogni volta che siamo inquieti ed oppressi, ci siamo allora allontanati dalla Parola, e la Verità non è in noi. Ma Gesù, che tutto può, che ha sempre cari i problemi dell'anima, accresce la Sua grazia in noi, cosicchè noi possiamo adempiere alle Sue Parole e raggiungere la salvezza, per poi godere il fuoco amoroso dello Spirito Santo con il nostro cuore, e amare Dio con tutta l'anima e con tutta la mente.

UN SEGRETO TRA LA VERGINE E SUO FIGLIO

Il dolore della Madre di Dio è incomparabilmente al di sopra di quanto possano esprimere le parole umane. Rimane un segreto tra la Vergine e Suo Figlio.

(Cardinale Charles Journet, Mater Dolorosa, Editions Christiana, 1974)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

PREGARE E'...

Pregare non è anzitutto dire delle cose a Dio, ma fare silenzio davanti a Lui, stare ad ascoltarLo sentendoci guardati da Lui e godendo di stare a lungo in Sua compagnia.

Pregare è lodare, benedire, magnificare e ringraziare Dio. Molto spesso la nostra preghiera si esaurisce nel chiedere qualcosa al Signore e ci dimentichiamo che l'aspetto essenziale della preghiera è la lode ed il ringraziamento al Signore per quanto ci ha donato ed ha fatto per noi.

Pregare è aprire il cuore a Dio facendo a Lui le nostre confidenze più intime. E' opportuno mettere al corrente Dio di ciò che ci succede, non per informarLo, dal momento che Egli già conosce tutto di noi, ma perché questo esercizio è utile a noi stessi perché ci rende più riflessivi e responsabili di fronte alle vicende della nostra esistenza ed alle scelte che facciamo ogni giorno.

Pregare è consultarsi con Dio, cioè sforzarsi di entrare nel modo di pensare e di vedere le cose come le pensa e le vede Lui.

Pregare è aderire alla Volontà di Dio. Si deve pregare per suscitare in noi l'amore per Dio ed amare Dio significa fare ciò che Egli desidera. Non dobbiamo con la preghiera pretendere di far cambiare idea a Dio, o di tirarLo dalla nostra parte per imporGli il nostro punto di vista, ma, al contrario, la preghiera deve spingere noi dalla parte di Dio.

LA GIOIA NELLA SOFFERENZA

Dice Gandhi: "La sofferenza non è che un aspetto della gioia: l'una e l'altra si susseguono immancabil­mente".

E Chesterton: "La gioia è il grande segreto del cristiano".

Pascal afferma che "nessuno è felice quanto il vero cristiano".

Ed è vero!

Ma il cristiano deve prendere la sua croce e seguire il Maestro. Il dolore è il fedele compagno di ogni esistenza uma­na: si può ben dire che:
non c'è gioia senza croce, e non c'è pace senza sofferenza!

E' NECESSARIO PREGARE SEMPRE SENZA STANCARSI

Con la preghiera si può affrontare qualsiasi genere di lotta.
L'anima dovrà pregare in qualunque stato essa si trovi.
Deve pregare l'anima pura e bella perché, in caso contrario, perderà la sua bellezza.
Deve pregare l'anima che aspira alla santità, perché altrimenti non le sarà data. Deve pregare l'anima appena convertita, se non vuole fatalmente ricadere.
Deve pregare l'anima immersa nei peccati per ottenere di venirne fuori.
Non c'è anima esonerata dal pregare, perché è attraverso la preghiera che discendono le grazie.
Quando preghiamo, dobbiamo adoperare l'intelligenza, la volontà e il sentimento.
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(S. Faustina Kowalska)

CRISTO, VERO MEDICO

Medico delle anime e dei corpi, il Signore Si è caricato di tutti i problemi dell’esistenza umana. In Cristo irrompe il mondo nuovo, redento dal peccato e ricco della grazia divina. La verifica di tutto ciò viene esemplificata dall’espulsione dei demoni, la guarigione dei malati e della suocera di Pietro.

Di fronte a tali prodigi per i discepoli di Cristo sarà più facile superare la fragilità della vita quotidiana, in particolare accostarsi all’esperienza del dolore, illuminati da una speranza nuova. Significativa è l’esperienza del dolore di Giobbe. Dalla maledizione egli passa alla rassegnazione, alla consegna della propria vita nelle mani di Dio.

Ma quali sono gli impegni e i doveri del cristiano per far tesoro del miracolo della guarigione servendo prontamente i fratelli? Sono quegli stessi di Cristo: annunciare la Parola di Vita affinchè a partire da essa tutti arrivino a cercare il Signore; scacciare i demoni operando il bene; passare tra chi soffre, offrendo la generosità del nostro cuore; infine, come Paolo, di spontanea volontà, farsi servo di tutti.

Però occorre ritirarsi spesso nel deserto del proprio cuore per scoprire nella preghiera l’amore del Padre che nel Figlio opera innumerevoli prodigi per tutti i Suoi figli sulla terra.
Dio vi benedica.
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(Vito Matraxia)

LA SUA TUNICA D'ORO SIGNIFICA CHE ELLA FU ARDENTE IN AMORE E CARITA'

Santa Brigida vedeva la Regina del Cielo, la Madre di Dio, con una preziosa corona sulla testa e i capelli stesi su forcina di grande bellezza.
La tunica era d'oro, brillante di indicibile splendore, e il mantello di color ceruleo, cioè del colore del cielo sereno. Improvvisamente le apparve il beato Giovanni Battista che le disse:
"Ascolta attentamente ciò che questo significa. La corona significa che la Regina è Signora e la Madre del Re degli Angeli. I capelli tirati, che è la Vergine purissima e immacolata. Il mantello celeste, che tutte le cose temporali erano per Lei come morte. La tunica d'oro significa che arse di carità e fu fervorosa internamente ed esternamente".

(Santa Brigida di Svezia, Le rivelazioni celesti – Libro I, cap. 31)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

24 gennaio 2011

LA PREGHIERA

In generale l’uomo non prega volentieri. E’ facile che egli provi, nel pregare, un senso di noia, un’imbarazzo, una ripugnanza, un' ostilità addirittura. Qualunque altra cosa gli sembra più attraente e più importante. Dice di non aver tempo, di aver impegni urgenti, ma appena ha tralasciato di pregare, eccolo mettersi a fare le cose più inutili.
L’uomo deve smettere di ingannare Dio e sè stesso. E’ molto meglio dire apertamente: “Non voglio pregare”. Ma è vero che la preghiera è solo noia? Proviamo a guardarla un pò più da vicino... questa preghiera...
Perchè si prega ?
A questa risposta potremmo rispondere semplicemente: “Perchè Gesù ha pregato, perchè Gesù stesso ci ha detto di pregare, e perchè Lui Stesso ci ha insegnato a pregare con il Padre Nostro." (Lc. 5.16; Mt. 14.23; Mc.3.13; Lc. 6.28; Lc. 22.40...) Ma vorremmo capire meglio.
La preghiera è un bisogno intimo dell’uomo, innato nel suo cuore. Perchè? Semplicemente perchè Dio ci ha creato affinchè noi entrassimo in comunione con Lui; e la preghiera si inserisce in questo gioco di comunione.

La preghiera è uno strumento di amicizia, forse il più alto, il più misterioso, il più sublime. Dice Santa Teresa d’Avila:
“La preghiera, altro non è che, un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento da solo a solo con Colui da cui sappiamo di essere amati”.
Nel gioco dell’ amicizia la componente essenziale è quella della comunicazione. L’amicizia è fondamentalmente un incontro interpersonale e questo non si fa senza parole, senza esplicitazione. L’ immagine di due persone che stanno l’una accanto all’altra, ma non esprimono il loro rapporto, è l’immagine di due persone che non hanno rapporto fra di loro. Quindi nell’amicizia importante è il comunicare. Siamo invitati, quindi, al dialogo con Gesù. E’ questo il senso della preghiera:
si prega per accrescere la nostra amicizia con Dio.
La preghiera è il mezzo; l’amicizia con Dio è il fine.
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.
La preghiera è un’anelito, un sussulto del cuore,
è un soffio che non sai da dove viene e non sai dove va.

La preghiera è un’ incontro, a volte uno scontro, spesso un’attesa.
E’ il pianto di Pietro al canto del gallo,
è lo stabat di Maria ai piedi della Croce.

La preghiera è un attimo di eterno,
è una scelta d’amore,
è un bacio che accarezza un viso.

La preghiera è un ricordo e un progetto,
è un grido ed è silenzio.

Sono le lacrime di chi piange per chi non piange,
sono le suppliche della terra, le lodi della Chiesa.

La preghiera è il nostro respiro, la nostra vita, il nostro tutto.
Non c’è uomo che non prega,
c’è solo un uomo che non sa di pregare.

DIO E' AMORE

In questo nostro mondo, ricco di potenzialità, ma anche estremamente complesso e problematico, è più che mai urgente costruire sulla roccia della fede...
Secondo la più pura tradizione giudaica, che è stata ripresa e sviluppata dalla tradizione cristiana, il mondo poggia su tre colonne:
1) la lettura e l'ascolto della Parola di Dio;
2) la preghiera pubblica e quella personale;
3) le opere di misericordia, cioè l'azione ispirata dall'amore.

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

O Cuore Immacolato di Maria,
ardente di bontà,
mostra il Tuo amore verso di noi.
La fiamma del Tuo Cuore, o Maria,
scenda su tutti gli uomini.
Noi Ti amiamo tanto.
Imprimi nei nostri cuori il vero amore
così da avere un continuo desiderio di Te.
O Maria, Umile e Mite di cuore,
ricordaTi di noi quando siamo nel peccato.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo del Tuo Cuore Immacolato,
la salute spirituale.
Fa' che sempre possiamo guardare
alla bontà del Tuo Cuore materno
e che ci convertiamo per mezzo
della fiamma del Tuo Cuore.
Amen.
.
N.B.: Non dimentichiamo di pregare quotidianamente il Santo Rosario secondo le intenzioni della nostra cara Mamma Celeste...

LA CAPPELLA DI MARIA A MELCHTHAL

Nel 1620, fu eretta una cappella a Maria nel luogo della roccia santificata dal beato Nicola. Si trovava nel villaggio di Melchtal, dove viveva un pio cappellano di nome Traxler. Era di Stans.
Da Melchtal dirigeva spesso i suoi passi verso Ranft, borgo di Flüeli appartenente al Comune di Sachseln, dove visitava il suo amico, il cappellano di Flüeli. Un giorno, durante una delle sue visite, intravide ad una delle finestre della casa di quest’ultimo, i tratti incantevoli di una persona a lui sconosciuta. Non disse niente ma, riavendo questa stessa visione durante molte altre visite, finì col domandare all’amico il nome della persona che occupava la camera in questione.

– La camera è vuota e chiusa, rispose il cappellano di Flüeli. Non vi si trova che una antica statua della Santa Vergine. L’avevano, all’inizio, collocata nella galleria del sacrestano. Ma, spesso, durante la notte, si osservava una luce assai viva che la circondava. Per questo motivo era stata collocata in quella stanza che le era stata espressamente riservata.

Ciò che mi dite è molto straordinario e meraviglioso.

– Senza dubbio,
continuò il cappellano di Milon, ma quello che è ancora più importante è che spesso si odono come dei pianti e dei singhiozzi dentro questa stanza isolata.

– Quel che mi dite, fratello caro, mi induce un vivo desiderio di vederla.

– Volentieri, seguitemi.

Alla vista della statua dal dolce viso, il cappellano di Traxler non poté trattenere un grido di ammirazione.
.
- Ma sono questi, esclamò, i tratti, i veri tratti della signora che vedo spesso alla finestra di questa stanza. Di grazia, cedetemi questa antica statua.

La statua gli fu ceduta e l’immagine di Maria fu tosto trasferita solennemente da Flüeli alla cappella di Melchthal.
In seguito alle voci di questi fatti meravigliosi, immediatamente iniziarono i pellegrinaggi alla Vergine di Melchthal e numerosi ex-voto dimostrano che Maria non è stata insensibile alle preghiere che da questo santuario si elevano verso il Suo trono celeste.

(Mons. G. F. Chèvre, I principali santuari di Maria nella Svizzera cattolica, 1898)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

23 gennaio 2011

SAN GIUSEPPE, UN'IMMAGINE DELLA PUREZZA DEL PADRE ETERNO

San Giuseppe è per la Santissima Vergine un' immagine della purezza del Padre Eterno.
Dovendo essere il guardiano, la sicurezza e la protezione di questa Vergine Divina, la Creatura più santa, la più preziosa che doveva esistere dopo la Santa Umanità del Salvatore, non si saprebbe esprimere quale potesse essere il suo rispetto per Lei.
Se Dio Padre ha preso questo santo per dare l’idea delle Sue Perfezioni, se ha reso visibile in lui quello che era nascosto nella Sua Essenza di tutta l’eternità, se lo ha scelto per farne l’immagine della Sua Santità, che idea ci si deve formare di san Giuseppe?
Dio gli dona in abbondanza il Suo spirito di Padre; esprime sensibilmente in lui tutte le Sue perfezioni divine, la Sua saggezza, prudenza, il Suo amore, la Sua misericordia; ne fa il carattere di tutte le Sue bellezze.
Infine, dato che Dio Padre è invisibile nella Sua Persona e incomprensibile nel Suo Essere e nelle Sue Produzioni, lo ha reso invisibile e celato ai nostri spiriti e, a mio vedere, fuori dalla possibilità di essere compreso dagli uomini.

(M. Olier, Vita interiore della Santissima Vergine)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

LA DESOLAZIONE

Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene, il messaggero cattivo ti dà desolazione spirituale. Essa è il contrario della consolazione: è oscurità, turbamento, inclinazione a cose basse e terrene, inquietudine dovuta a vari tipi di agitazione, tentazioni, sfiducia, mancanza di speranza e amore, pigrizia, svogliatezza, tristezza e senso di lontananza del Signore. Infatti, come la consolazione è contraria alla desolazione, così i pensieri che nascono dalla consolazione sono opposti a quelli che nascono dalla desolazione.

Il nemico parla con la desolazione. Il suo nome è diavolo, che significa "divisore". La sua azione, è contraria a quella del Dio-con-noi, ti divide dalla sua "compagnia", ti lascia de-solato, abbandonato, con sentimenti di tristezza.

Il nemico prima ti divide da Dio, poi da e in te stesso, poi dagli altri, e infine dalla creazione. Così separato da Dio, di cui sei immagine, perdi la tua identità e rompendo la tua relazione che ti fa vivere, quella tra te come creatura e il tuo Creatore, si spezzano anche le altre.

Resti solo, "desolato", in una solitudine sempre maggiore e senza confini, senza sapere chi sei, da dove vieni e verso dove vai.

Sei turbato e sconvolto, pieno di paura, sospeso in un vuoto vorace che inutilmente cerchi di riempire con illusori piaceri.

Il suo nome è anche satana, che vuol dire "accusatore". È il contrario di Paràclito, che significa "Consolatore".

La consolazione è quando sei in armonia con l'opera di Dio, e trovi nella calma e nell'abbandono in Lui la tua forza.

Conosciamo tutti la desolazione, meglio della consolazione, anche perché il male è più percepibile del bene. Se, quando cerchi il male, il nemico ti alletta col piacere apparente, quando vuoi uscire dalla schiavitù, ti ostacola con la desolazione, dispiacere apparente. Non dialogare con queste voci.

La desolazione ha un triplice linguaggio, opposto a quello della consolazione.

C'è una desolazione sensibile, con oscurità, turbamento, attrattiva al male, agitazione, ribellione e repulsione al bene: è l'opposto della consolazione sensibile. In sé non è un male: è solo una prova, con forte pericolo di caduta, ma anche opportunità di purificazione.

C'è una desolazione sostanziale, un calo di fede, speranza e amore, opposta alla consolazione sostanziale, non sensibile. Può portare all'infedeltà, alla disperazione, all'indifferenza o addirittura all'odio verso Dio.
È l'accidia 'il male di vivere', praticata nelle odierne società occidentali, nei Paesi in cui l'ideale di una vita all'insegna della sicurezza e dell'abbondanza di beni sembra essere il fine di tutto. Si avverte una desolazione quasi insensibile, opposta alla consolazione corrispondente, che si traduce in assenza di gioia, di pace e di ogni buon sentimento, con i sentimenti contrari o, peggio, di tepore e apatia, che possono portare all'accidia.

Non dare ascolto a questi sentimenti che ti bloccano. Nell'esame della coscienza, la prima cosa è stanare questi pensieri negativi.

Le desolazioni, se non avvertite e riconosciute, portano al male, e dal male al peggio. Sèntile e riconòscile; ma dissenti da esse. Non coltivarle: sono l'inizio della tua sconfitta.

Dio le permette solo perché, prese con pazienza e fiducia, siano per te opportunità di crescita.

UNA BELLA PREGHIERA DEL MATTINO

Mio Dio,
saluto con gioia la luce
di questo nuovo giorno.
Tu fai continuamente brillare
la Tua luce nelle mie tenebre,
nella mia paura, nel mio spirito timoroso,
nelle mie debolezze.
Io Ti ringrazio!
Ti prego, oggi, per tutti coloro
che vivono nelle tenebre della paura
e della depressione.
Concedi loro il coraggio.
Ti prego per tutti coloro
che piangono una persona cara.
Fa' che il loro prossimo sia comprensivo.
Ti prego per i nostri morti.
Concedi loro la Tua pace e la Tua luce.

SI CONVERTE L'UOMO CHE SCOPRE DI ESSERE AMATO DA DIO

"Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, (...) Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: 'Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino'.
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: "Venite dietro a Me, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito lasciarono le reti e Lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e Lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo".
.
La parola inaugurale di Gesù, premessa a tutto il Vangelo è: convertitevi. E subito il 'perché' della conversione: perché il Regno si è fatto vicino. Ovvero: Dio Si è fatto vicino, vicinissimo a te, ti avvolge, è dentro di te.
Allora 'convértiti' significa: gìrati verso la Luce, perché la Luce è già qui. La conversione non è la causa ma l'effetto della tua 'notte toccata dall'allegria della luce' (Maria Zambrano).
Immaginavo la conversione come un fare penitenza del passato, come una condizione imposta da Dio per il perdono, pensavo di trovare Dio come risultato e ricompensa all'impegno. Ma che buona notizia sarebbe un Dio che dà secondo le prestazioni?
Gesù viene a rivelarci che il movimento è esattamente l'inverso: è Lui che mi incontra, che mi raggiunge, mi abita. Gratuitamente. Prima che io faccia qualcosa, prima che io sia buono, Lui mi è venuto vicino.
Allora io cambio vita, cambio luce, cambio il modo di intendere le cose. Scrive padre Vannucci:
"La verità è che noi siamo immersi in un mare d'amore e non ce ne rendiamo conto".
Quando finalmente me ne rendo conto, comincia la conversione. Cade il velo dagli occhi, come a Paolo a Damasco. Abbandono le barche come i quattro pescatori, lascio le piccole reti per qualcosa di ben più grande.
Gesù passando vide... due coppie di fratelli, due barche, un lavoro?
No, vede molto di più: in Simone bar Jona vede Kefa, Pietro, la roccia su cui fondare la Sua Chiesa; in Giovanni intuisce il discepolo dalla più folgorante definizione di Dio: Dio è Amore; Giacomo sarà 'figlio del tuono', uno che ha dentro la vibrazione e la potenza del tuono.
Lo sguardo di Gesù è uno sguardo creatore, una profezia. Mi guarda, e vede in me un tesoro sepolto, nel mio inverno vede grano che matura, una generosità che non sapevo di avere, strade nel sole. Nel Suo sguardo vedo per me la luce di orizzonti più grandi.
"Venite dietro a Me: vi farò pescatori di uomini".
Raccoglieremo uomini per la vita. Li porteremo dalla vita sepolta alla vita nel sole. Risponderemo alla loro fame di libertà, amore, felicità.
I quattro pescatori Lo seguono subito, senza sapere dove li condurrà, senza neppure domandarselo: hanno dentro ormai le strade del mondo e il cuore di Dio. Gesù camminava per la Galilea e annunciava la buona novella, camminava e guariva la vita.
La bella notizia è che Dio cammina con te, senza condizioni, per guarire ogni male, per curare le ferite che la vita ti ha inferto, e i tuoi sbagli d'amore. Dio è con te e guarisce. Dio è con te, con amore: la sola cosa che guarisce la vita.
Questo è il Vangelo di Gesù: Dio con Voi, con amore.
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(Mons. Alfredo Adornato)

QUESTA GLORIA ERA POSSIBILE AD UNA DONNA

"Quel giorno non stavo pregando: avevo appena mangiato e mi stavo riposando. Mentre non stavo pensando a nulla, fui rapita in spirito e vidi la Vergine nella Sua Gloria. Una Donna poteva dunque essere posta su un tale trono e in una tale maestà?
Questo sentimento mi provocò una ineffabile gioia. Questa gloria era possibile ad una Donna: eccoLa ed io L’ho vista. Era in piedi, e pregava per il genere umano; l’attitudine che proviene dalla bontà e quella che viene dalla forza donava alla Sua preghiera delle inenarrabili virtù. Alla vista di questa preghiera venivo riempita di felicità...."

(Beata Angela Da Foligno, Il Libro delle Visioni e delle Istruzioni, Quarantaquattresimo capitolo - La preghiera alla Santa Vergine)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

22 gennaio 2011

L'AMORE DI DIO

Questa è la storia di Clifford Hill, un prete di Londra.
Era stato sollecitato da Dio ad andare in Svizzera per partecipare ad una gara di sci.
Non era un esperto sciatore e non riusciva a capire perchè era stato mandato là.
Arrivato il momento del ritorno, mentre stava preparando le valige si domandava se avesse fatto qualche sbaglio per non riuscire a capire perchè era stato mandato in quel posto.
Nel pomeriggio era andato con la comitiva per l’ultima passeggiata prima del ritorno.
Da un lato vi era una montagna coperta di neve, un sentiero di 1.50 m. con un guardrail in legno per proteggere dal cadere su un pendio innevato di 30.7 m. verso un precipizio di 153.8 m.
Mentre stava camminando Clifford aveva sentito il grido disperato di una bambina di tre anni che aveva messo un piede in fallo e stava scivolando sotto il guardrail in legno.
Tutti i presenti erano rimasti ammutiliti, ma un uomo era saltato oltre il guardrail e si era messo all’inseguimento cercando di tenersi in equilibrio e aveva raggiunto la bambina a tre metri dal precipizio. Cautamente, un passo indietro, tenendo la bambina in braccio si era messo in salvo. L’uomo che aveva salvato la bambina era suo padre. Nessun altro aveva mosso un muscolo per aiutare.
Poi Clifford Hill aveva sentito la voce di Dio:
“Ti ho fatto venire qui per vedere. Hai visto la bambina scivolare giù verso una sicura morte. Hai visto i suoi occhi cercare suo padre e l’hai sentita gridare per aiuto. Hai visto il padre rispondere immediatamente e, senza esitazioni, lanciarsi giù nel fianco della montagna per soccorrere la figlia. In questo modo amo i miei figli."
“Signore,è meraviglioso. É meraviglioso!”
Dio stava ancora parlando, ma questa volta con parole di rimprovero.
"Perchè dici che è meraviglioso? Credi che avrei fatto meno di un padre umano? Non l’ho creato io? Non ho fatto il padre capace di tale amore per sua figlia? Non sono Dio? Non vi è un altro Dio. Non vi è un altro Dio! Ho creato le estremità della terra. Ho creato l’uomo a Mia immagine. Non ha detto Mio Figlio che il servo non è superiore al suo padrone? Ho fatto l’uomo capace di salvare grazie al suo amore, come sei stato testimone tu, questo ponmeriggio.
Ho messo in lui il Mio amore. Il Mio amore per tutti i Miei figli è piu grande dell’amore di questo padre per sua figlia.
É un amore un milione di volte più grande. Un milione di volte più grande. Il Mio Adorato Figlio non è andato ai limiti della Croce per tutta l’umanità? Perchè dubiti del Mio amore?"
Dio stava ricordando a Clifford Hill:
“Il Mio è un Amore immutato, più alto delle altezze e più profondo delle profondità. Di' al Mio popolo che li amo".

MARIA, AIUTACI!

Maria, aiutaci a lasciare amori piccoli per un amore più grande, anzi, per l’Amore Totale che è Dio Trinità.

Aiutaci a capire l'amore di Dio per noi, cosicchè possiamo rispondere con l'amore della creatura per Dio.

Aiutaci a vedere nell'amore di Dio la risposta alla nostra ricerca di amore, fino a consumarci nel Dio Amore.

Maria, poniamo nelle tue mani il Santo Padre Benedetto XVI e tutta la Chiesa, proteggili ed assistili nella lotta contro il male, affinchè le porte degli inferi non prevalgano su di essi.

Donaci, oggi, il coraggio di testimoniare con la vita la nostra fede, anche quando dovessimo affrontare le più aspre prove, abbracciando e sostenendo la Croce di Cristo.

Amen.

PERLE DI SAGGEZZA

Per giungere dove non sei, devi passare per dove non sei. Per giungere a possedere tutto, non volere possedere niente. Per giungere ad essere tutto, non volere che essere niente”.

“Non pensare ad altro se non che tutto è disposto da Dio. E dove non c’è amore, metti amore e ne riceverai amore”.
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(S. Giovanni della Croce)

COLLOQUIO D'AMORE


Signore, sono affamato di Te!

Nutri questo mendicante
col flusso continuo della Tua Divinità.

Rallegrami con la presenza,
che tanto desidero, della Tua grazia.

Ecco la mia domanda, ecco il mio desiderio:
che il Tuo amore che arde
mi penetri interamente,
mi riempia e mi trasformi a Tua immagine.

O Luce che sempre brilla
e non è mai oscurata, illuminami!

Fuoco che sempre brucia
e non si estingue mai, abbracciami!

O Amore, sempre ardente
e che mai s'intiepidisce,
assorbimi e trasformami in Te!

O Amato, donami di trovarTi,
e poi tenerTi e di stringerTi forte a me
in un abbraccio spirituale.

Io Ti desidero, sospiro verso di Te.

ConcediTi a me,
unisciTi intimamente alla mia anima
e inebriami con il vino del Tuo Amore.

O Gesù,
Fiore più bello della più bella primavera;
Vita eterna, Vita che sei la mia vita
e senza la quale muoio;
Vita che sei la mia gioia
e senza la quale piango;
amabile e dolce Vita,
donami di essere unito
e di addormentarmi nella pace in Te.

Abbatti, dolce Gesù,
l'odiosa muraglia della mia tiepida vita
e fa' che in tutta gioia e libertà,
io Ti segua con un coraggio invincibile.

Fa' che si levi il vento violento
di una infinitamente ardente carità,
che mi precipiti in Te così impetuosamente
da far sì che non abbia
più altro respiro all'infuori di Te.

21 gennaio 2011

LA DEVOZIONE DELLE TRE AVE MARIA

Santa Matilde, per quanto ormai consumata in santità, per quanto unita a Dio in una specie di Paradiso anticipato, aveva una grande paura della morte.
Voleva che il grande passaggio fosse anche per lei — come per molti Santi — nient’altro che un ultimo atto di amore. Tuttavia, per la sua grande umiltà e il basso concetto che aveva di sè stessa, temeva assai quel momento.
Intensificando allora le sue preghiere e la sua confidenza verso la Mamma del Cielo, La scongiurava con dolci lacrime di non abbandonarla in punto di morte.
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Meravigliosa e consolante fu la risposta della Madre di Dio a quell’anima in pena, che rappresen­tava in quell’istante tutta l’umanità, di fronte al momento estremo della morte:
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"Io farò ciò che Mi chiedi, figlia Mia, impegnandoMi con una solenne promessa. Ma chiedo che da te siano recitate ogni giorno fedelmente e devotamente tre Ave Maria.
La prima per ringraziare l’eterno Padre di averMi reso onnipotente in Cielo ed in terra.
La seconda in onore del Figlio Divino per avermi dato lumi e sapienza impareggiabili fra tutti gli angelici Spiriti.
La terza in ono­re dello Spirito Santo per aver acceso nel Mio Cuore le fiamme più ardenti dell’amore Suo.
Non temere, Mi servi­rò della Mia potenza per distruggere nel punto estremo del­la tua vita la potenza dell’eterno nemico, mentre adopererò il lume della Mia sapienza per fortificare in quel tremendo istante la tua fede e la fiamma della Mia carità per supplire in quel momento all’insufficienza del tuo amore.
Nessuno può farMi un saluto più dolce che usan­do con riverenza la parola: Ave che Dio Padre Mi ri­volse, confermando così, con la Sua Onnipotenza ch’Io fossi libera da ogni macchia di peccato.”
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Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dalle insidie del maligno in vita e specialmente nell'ora della morte,
per il potere che Ti ha concesso l'Eterno Padre. Ave, o Maria...
per la sapienza che Ti ha concesso il Divin Figlio. Ave, o Maria...
per l'amore che Ti ha concesso lo Spirito Santo. Ave, o Maria...