" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

25 novembre 2009

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO proposta da Lilly

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Ho corso fin al fiume alberato
e davanti all'acqua mi sono specchiato.
Ansimavo e il cuore batteva forte,
ma non ero stanco,
sorrideva ogni cosa attorno perchè
riuscivo a vedere la bellezza
del creato fuori e dentro me
la semplicità, l'umiltà e la purezza.
La mia anima era così serena
perchè ora vedevo tutto quell'Amore
offerto gratuitamente per la gioia piena
di ogni uomo, da Nostro Signore.
La mia preghiera si alzò
in un ringraziamento commosso
verso quel tramonto tinto di rosso
e con ali di speranza volò!

AUMENTA LA NOSTRA FEDE

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“TI ADORO, TI AMO, AUMENTA LA MIA FEDE”
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Quando Lo ricevi, diGli: Signore, spero in Te; Ti adoro, Ti amo, aumenta la mia fede. Sii il sostegno della mia debolezza, Tu che sei rimasto nell'Eucaristia, inerme, per porre rimedio alla debolezza delle creature. (Forgia, 832)
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Assistendo alla Santa Messa imparerete a trattare ciascuna delle Tre Persone Divine: il Padre che genera il Figlio; il Figlio, generato dal Padre; lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio. Trattando una qualunque delle Tre Persone trattiamo un Unico Dio; e trattandoLe Tutte e Tre, la Trinità, trattiamo ugualmente un solo Dio Unico e Vero. Amate la Messa, figli miei, amate la Messa. Fate la comunione con fame, anche se siete freddi e pieni di aridità: fate la comunione con fede, con speranza, con ardente carità.
Non ama Cristo chi non ama la Santa Messa, chi non si sforza di viverla con calma e serenità, con devozione, con amore. L'amore affina gli innamorati, li rende più delicati; li porta a scoprire e curare tanti particolari, magari minimi, ma sempre significativi della vibrazione di un cuore appassionato. È in questo modo che dobbiamo assistere alla Santa Messa.
Penso perciò che coloro che vogliono ascoltare una Messa corta e frettolosa dimostrano, con un contegno per giunta poco elegante, di non avere compreso il senso e il valore del Sacrificio dell'altare. L'amore per Cristo, che Si offre per noi, ci fa trovare, al termine della Messa, alcuni minuti per un ringraziamento personale, intimo, che prolunghi nel silenzio del cuore l'azione di grazie dell'Eucaristia. (E' Gesù che passa, nn. 91-92)

MESSAGGIO DI S. MICHELE DEL 21 NOVEMBRE 2009 RICEVUTO, TRAMITE LOCUZIONE INTERIORE DA BENEDETTA, UN'ANIMA CHE VIVE NEL NASCONDIMENTO PER VOLERE DIVINO


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La battaglia spirituale
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Fratellini miei,
la battaglia spirituale infuria e molti figli di Dio cadono sotto l’offensiva nemica. I forti vincono battaglia dopo battaglia e diventano sempre più forti, mentre i deboli cadono, a fatica si rialzano e diventano sempre più deboli. Forza e debolezza sono aggettivi che si contrappongono nella vostra logica, ma io vi dico che si uniscono mirabilmente nella Persona di Gesù, il Salvatore. Lode e gloria al Signore Gesù!

Beati e benedetti coloro che hanno accettato la verità di non potere fare nulla senza Gesù. Costoro, consapevoli di essere debolissimi, pregano umilmente Gesù e, unendosi a Lui per mezzo della preghiera, si uniscono alla Forza stessa, diventando quindi forti in Lui e vincendo per mezzo di Lui la battaglia che Lui ha già vinto per loro nell’eternità. Cosicchè essi afferrano, cioè fanno propria, la vittoria che appartiene a loro, perché così vuole il Donatore di ogni Bene. Beati e benedetti coloro che non piangono più le loro miserie, ma invocano il Nome del Potente e non rendono vana la grazia che è stata conferita loro. Costoro conoscono la verità che rende liberi e felici già nella vita terrena.
Beati e benedetti coloro che sono riconoscenti per la grazia ricevuta e innalzano a Dio il canto di lode del loro cuore, unendosi così alle schiere celesti e vivendo un acconto della futura vita gloriosa.
Beati e benedetti coloro che non rubano meriti a nessuno, ma valutano ogni cosa con rettitudine e, seguendo le orme di Dio Misericordioso, sono giusti e veraci nelle loro testimonianze e rendono gloria al loro Dio che salva.
Beati e benedetti coloro che si adoperano per la lieta testimonianza delle Opere del loro Dio nella loro vita e gridano esultanti la Santità di Colui che solo è Santo, nelle Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Beati e benedetti coloro che si impegnano perché il Regno di Dio si estenda di cuore in cuore, in umile sottomissione allo Spirito Santo, e sono umili e caritatevoli per aiutare i fratelli ed essere a loro volta aiutati.
Beati e benedetti coloro che intercedono per i fratelli, per la Chiesa, per l’Umanità tutta e per le anime purganti. Grande è la loro ricompensa nei Cieli.

Chi è come Dio? C’è forse qualcuno che può dire di somigliare a Lui?

Eppure Lui vi ha creati a Sua Immagine e Somiglianza e, nella Persona di Gesù, voi già vedete i tratti che il Padre ha tracciato in voi. Ma ora siete in battaglia e la patria celeste vi sembra lontana, mentre il nemico vi combatte ora, minuto per minuto, e non vi lascia tregua alcuna.

Perché mai, sotto gli attacchi dell’avversario, dubitate dell’Amore di Dio? Egli ha cura di voi e vi educa, vi rinforza, vi nutre, vi sostiene, vi salva, vi dona fiumi di grazie, perché possiate saziarvi e saziare altri. Imparate a vincere ogni battaglia e le vostre parole saranno edificanti per il vostro prossimo, le vostre testimonianze saranno efficaci e di aiuto a chi, come voi, ha bisogno di Dio per vivere ogni giorno, con le sue prove, le sue battaglie, le sue vittorie o sconfitte. Con l’unione dei vostri cuori che pregano, vincerete colui che vi divide e vi disperde.

Io sono il Capo degli Eserciti di Dio e anche voi credenti fate parte di questo esercito. La tattica della difesa e dell’offesa contro le orde nemiche non sta a voi conoscerla, perché non ne potreste portare il peso. Spetta a voi, invece, essere vittoriosi in Cristo, perché
la vittoria è già vostra, vi è stata guadagnata dal Signore Gesù, e le vostre anime sono segnate dal Sangue dell’Agnello Immolato, e niente e nessuno può farvi del male, perché appartenente al Re del Cielo e della Terra, al Sommo Sacerdote Eterno, al Dio Altissimo che vi ha riconciliati al Suo Amore, con il Suo Amore e per mezzo del Suo Amore.

Santo, Santo, Santo il Signore, Dio dell’Universo. I cieli e la terra sono pieni della Sua gloria.
Osanna nell’alto dei Cieli e Benedetto colui che viene nel Nome del Signore.

Io vengo a voi nel Nome del Signore e vi esorto a cercare la santità di vita. Non lasciatevi schiacciare dalle vostre debolezze, ma fatene un trampolino di lancio per gettarvi nelle Braccia di Colui che vi ama e che vi cerca continuamente.

“Io sto alla porta e busso”, dice Colui che incessantemente bussa alla porta del vostro cuore per cenare con voi, portando Lui stesso le Celesti vivande. Che avete voi da offrirGli?
Offrite il vostro cuore contrito per i peccato commessi, le vostre debolezze, le vostre difficoltà quotidiane, perché Lui vuole aiutarvi infinitamente di più di quanto voi desideriate essere aiutati. Offrite voi stessi a Lui. Ritornate fanciulli di cuore e fatevi assistere e mantenere da Colui che vi ama, offrendoGli quello che Gli spetta: amore e obbedienza filiale, lode e gratitudine.
Se così farete, voi sarete vincitori in ogni battaglia contro il nemico ed egli dovrà fuggire da voi, perché la Presenza del Salvatore Gesù Cristo in voi lo allontanerà, senza bisogno d’altro.
Allo stesso modo
cercate la Vergine Maria, vostra Madre, e rimanete uniti a Lei in amorosa obbedienza filiale, perché i demoni non resistono alla Sua Presenza e devono dileguarsi.

Non dimenticatevi di Me, che sono l’Arcangelo che protegge la Chiesa e ogni credente, né dimenticate le schiere angeliche, l’Angelo custode, i santi e le anime dei giusti che intercedono in vostro favore.
Invocate l’aiuto del Cielo e lo otterrete.

In verità, se perdete le battaglie è colpa vostra, perché la Potenza del Cielo è a vostra disposizione per vincere le vostre battaglie e per intercedere per i vostri fratelli, aiutandoli così anche nelle loro battaglie. Non abbiate paura, ma siate umili, perché solo nell’umiltà potete afferrare la Forza Divina che vi viene gratuitamente offerta.
Al contrario gli stolti, che si credono forti, combattono con le loro forze, che sono nulla a confronto delle potenze che governano i cieli e la terra, e cadono miseramente, diventando zimbello di satana che li indebolisce sempre più, perché vuole portarli alla morte eterna. Lui è omicida fin dal principio e la sua astuta crudeltà è indicibile.
Ma voi, piccoli fratellini miei, non abbiate paura, perché è Fedele il vostro Custode e non vi abbandonerà mai.

Siate umili e semplici e invocate il Nome del Signore. Combattete la buona battaglia della fede e riposate da ogni preoccupazione, perché Dio ha cura di voi e vi provvede con magnanimità in tutto. Amatevi gli uni gli altri, ricevendo da Dio l’Amore vero, perché la Luce si diffonda per mezzo dei vostri cuori.

Per ordine del Dio Altissimo e con gioia, anche io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, e vi accompagno nel cammino della fede, perché facciate vostra la vittoria che Gesù vi ha ottenuto con la Sua Passione, Morte e Risurrezione. Nel Paradiso c’è un posto preparato per voi.
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Adoriamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
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San Michele Arcangelo

L'ANIMA CHE NON E' DIMORA DI CRISTO E' INFELICE

Gesù e l'anima
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Dalle «Omelie» attribuite a San Macario, vescovo
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Una volta Dio, adirato contro i Giudei, diede Gerusalemme in balia dei loro nemici.
Così caddero proprio sotto il dominio di coloro che essi odiavano e si trovarono nell'impossibilità di celebrare i giorni festivi e di offrire sacrifici. Nello stesso modo, Dio, adirato contro un'anima che trasgredisce i Suoi precetti, la consegna ai suoi nemici, i quali, dopo averla indotta a fare il male, la devastano completamente.
Una casa, non più abitata dal padrone, rimane chiusa e oscura, cadendo in abbandono; di conseguenza si riempie di polvere e di sporcizia. Nella stessa condizione é l'anima che rimane priva del suo Signore. Prima tutta luminosa della Sua presenza e del giubilo degli angeli, poi si immerge nelle tenebre del peccato, di sentimenti iniqui e di ogni cattiveria.
Povera quella strada che non é percorsa da alcuno e non é rallegrata da alcuna voce d'uomo! Essa finisce per essere il ritrovo preferito di ogni genere di bestie. Povera quell'anima in cui non cammina il Signore, che con la Sua Voce ne allontani le bestie spirituali della malvagità!
Guai alla terra priva del contadino che la lavori! Guai alla nave senza timoniere! Sbattuta dai marosi e travolta dalla tempesta, andrà in rovina. Guai all'anima che non ha in sé il vero timoniere, Cristo! Avvolta dalle tenebre di un mare agitato e sbattuta dalle onde degli affetti malsani, sconquassata dagli spiriti maligni come da un uragano invernale, andrà miseramente in rovina.
Guai all'anima priva di Cristo, l'Unico che possa coltivarla diligentemente perché produca i buoni frutti dello Spirito! Infatti, una volta abbandonata, sarà tutta invasa da spine e da rovi e, invece di produrre frutti, finirà nel fuoco.
Guai a quell'anima che non avrà Cristo in Sé! Lasciata sola, comincerà ad essere terreno fertile di inclinazioni malsane e finirà per diventare una sentina di vizi. Il contadino, quando si accinge a lavorare la terra, sceglie gli strumenti più adatti e veste anche l'abito più acconcio al genere di lavoro. Così Cristo, Re dei cieli e vero agricoltore, venendo verso l'umanità, devastata dal peccato, prese un Corpo umano, e, portando la Croce come strumento di lavoro, dissodò l'anima arida e incolta, ne strappò via le spine e i rovi degli spiriti malvagi, divelse il loglio del male e gettò al fuoco tutta la paglia dei peccati. La lavorò così col legno della Croce e piantò in lei il giardino amenissimo dello Spirito. Esso produce ogni genere di frutti soavi e squisiti per Dio, che ne é il Padrone.

PREGARE LAVORANDO

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"IL TUO LAVORO DEV'ESSERE ORAZIONE ”
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Prima di cominciare a lavorare, metti sul tavolo o accanto al tuoi attrezzi di lavoro, un Crocifisso. Ogni tanto, lanciaGli uno sguardo... Quando giungerà la fatica, i tuoi occhi si volgeranno a Gesù, e troverai nuova forza per proseguire nel tuo impegno. Perché quel Crocifisso è più che il ritratto di una persona amata —i genitori, i figli, la moglie, la fidanzata...—; Egli è tutto: tuo Padre, il tuo Fratello, il tuo Amico, il tuo Dio, è l'Amore dei tuoi amori. (Via Crucis, Stazione XI. n. 5)
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Vi ripeto spesso che, in questi momenti di conversazione con Gesù, che ci vede e che ci ascolta dal Tabernacolo, non possiamo cadere in un'orazione impersonale; e aggiungo che, per meditare in modo da istaurare immediatamente un dialogo con il Signore — non occorre il suono delle parole —, dobbiamo uscire dall'anonimato, metterci alla Sua presenza così come siamo, senza imboscarci nella folla che riempie la chiesa, né disperderci in una sequela di parole vuote, che non sgorga dal cuore, ma, tutt'al più, da abitudini spoglie di contenuto.

Adesso preciso che anche il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. Se cerchi la santificazione nella tua attività professionale, e per mezzo della tua attività professionale, dovrai necessariamente sforzarti di fare in modo che essa diventi preghiera personale, non anonima. Pertanto questi tuoi sforzi non possono cadere nell'oscurità amorfa di un compito abitudinario, impersonale, perché in quel preciso momento verrebbe meno l'attrattiva divina che anima le tue attività quotidiane. (Amici di Dio, n. 64)

23 novembre 2009

"OCCUPARSI DEGLI ALTRI E DIMENTICARSI DI SE' STESSI "

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I veri ostacoli che ti separano da Cristo — la superbia, la sensualità... —, si superano con la preghiera e la penitenza. E pregare e mortificarsi è anche occuparsi degli altri e dimenticarsi di sè stessi. Se vivi così, vedrai che la maggior parte dei tuoi contrattempi spariranno. (Via Crucis, Stazione X. n. 4).
Parli e non ti ascoltano. E se ti ascoltano, non ti capiscono. Sei un incompreso!... D'accordo. In ogni caso, affinché la tua croce abbia tutto il rilievo della Croce di Cristo, è necessario che tu ora lavori così, senza esser preso in considerazione. Altri ti capiranno. (Via Crucis, Stazione III. n. 4).
Come amare veramente la. Croce Santa di Gesù?... Desiderala!... Chiedi forza al Signore per impiantarla in tutti i cuori, in lungo e in largo per il mondo! E poi... offrigli riparazione con gioia; cerca di amarLo anche coi battiti di tutti i cuori che ancora non lo amano. (Via Crucis, Stazione V. n. 5).
Per quanto tu ami, non amerai mai abbastanza.
Il cuore umano ha un enorme coefficiente di dilatazione. Quando ama si allarga in un crescendo di affetto che supera tutti gli ostacoli.
Se tu ami il Signore, non ci sarà creatura che non trovi spazio nel tuo cuore. (Via Crucis, Stazione VIII. n. 5).

22 novembre 2009

LE LACRIME ED I MESSAGGI DELLA MADONNA A GIAMPILIERI MARINA

A pochi chilometri da Messina si trova Giampilieri Marina. In casa della famiglia Micali Nino, famiglia semplice ed affabile, il 21 ottobre 1989 avviene un episodio che avrebbe successivamente cambiato radi­calmente la vita della stessa famiglia e di migliaia di persone.

Una sacra immagine del Santo Volto di Gesù comincia a lacrimare e si protrae per diversi mesi, richiamando l'attenzione di innumerevoli devoti e curiosi, anche della stampa, la quale si mostra subito interessata e partecipa con rispetto al fenomeno inizia­le della lacrimazione.

Migliaia di persone accorrono per vedere il Volto dell'Ecce Homo, e tra esse ci sono quelle che ricevo­no Grazie, altre che si convertono o guariscono da malattie. Episodi simili erano già avvenuti a Siracusa nel 1953, quando un quadretto del Cuore Immacolato di Maria lacrimò per quattro giorni e avvennero molti miracoli.

Inizialmente, la famiglia Micali è rimasta sorpresa e smarrita dinanzi a quell'afflusso di persone, non voleva minimamente dare maggiore pubblicità alla lacrimazione, e s'impegnò affinchè il tutto non venis­se diffuso, rifuggendo, appunto, da ogni desiderio di pubblicità ed interessi personali.

Le lacrime sono state subito analizzate e si conosce che sono lacrime umane.

La situazione assume un aspetto ancora più clamo­roso il 27 marzo del 1990, quando, in prossimità della Pasqua, le lacrime degli occhi del Santo Volto diventa­no di Sangue, ed escono dalle spine del Sacro Capo, dal naso e dalla bocca. Non solo, ma croci sanguigne di varie forme e dimensioni cominciano ad apparire dappertutto in una stanza. Ancora oggi una parete di quella stanza è piena di crocette di varie forme e dimensioni.

Anche il Sangue è stato immediatamente analizza­to, e anche qui è arrivata la conferma che si tratta di Sangue umano.

Da quel 21 ottobre 1989 ad oggi cosa è avvenuto in quella stanzetta, dove sono presenti statue ed immagi­ni di Gesù, la Madonna e Padre Pio che hanno innu­merevoli volte lacrimato e versato Sangue? Sono avvenute guarigioni visitando la stanza delle lacrima­zioni e rimanendo in amorosa e profonda preghiera.

Altra grande emozione per tutti i visitatori è data dal cotone, in cui misteriosamente appaiono crocette di Sangue, Volti di Sangue e questo Sangue emana un profumo intenso e sorprendente, in quanto non si rie­sce a dare un nome, perché è più gradevole dei miglio­ri profumi che si conoscono.

La particolarità è, appunto, la bambagia profumata, che misteriosamente emette un profumo di rose o altra essenza non paragonabile al miglior profumo della terra. Tantissimi fedeli hanno visto coi propri occhi apparire sulla bambagia appoggiata sul tavolo scritte o macchie di Sangue molto profumato, che si mantiene inspiegabilmente inalterato per anni.

Per chi volesse approfondire maggiormente i mira­coli avvenuti in quella stanzetta di casa Micali, può consultare le persone che sono state miracolate lì. Basta chiedere gli indirizzi e si potranno facilmente contattare.

Le conversioni avvenute in quel luogo sono state numerose. Fedeli da tante parti d'Italia sono venuti e poi ritornati nelle loro case convertiti o prossimi alla conversione, ma che comunque è avvenuta successiva­mente, grazie alla visita compiuta in quella stanza. Da quel luogo sono nate anche vocazioni religiose. Sono passati giovani che hanno scoperto la loro mis­sione, meditando dinanzi le statue che hanno lacrima­to.

Pina Micali è la persona che ha un ruolo importan­te nei fenomeni di Giampilieri. Lei ha ricevuto i mes­saggi da Gesù e successivamente dalla Madonna. È vero che oggi sono numerosi i falsi profeti, ma basta incontrare Pina e parlare con lei anche per pochi minu­ti, per rendersi conto che in lei e in casa sua opera veramente Dio. È sorprendente la sua semplicità, umiltà, carità ed affabilità. La sua bontà non tradisce mai la missione delicatissima affidatale dalla Madonna. Traspare dal suo volto un sorriso dolce e mite, ed ha un cuore mansueto. Ella è incapace di esprimere atteggiamenti diversi da quelli che avverte nel cuore. I sentimenti interni li trasmette all'esterno, e questa purità interiore le merita di avere contatti con il soprannaturale. Pina Micali è veramente trasparente nei pensieri e nei modi.

Fin dal primo momento si è sottomessa al giudizio della Chiesa, in particolare dell'Arcivescovo di Messina, che è sempre al corrente di ciò che si svolge ed avviene in quella stanzetta. I fenomeni di Giampilieri sono stati sempre seguiti dalla Chiesa, che viene informata di ogni avvenimento. È edificante l'obbedienza totale di Pina Micali al suo Vescovo, e quest'atteggiamento accredita maggiormente la sua persona, strumento privilegiato della Madonna.

I fenomeni accaduti a Giampilieri, non si limitano alle sole lacrimazioni, ma c'è molto di più. Pina ini­zialmente aveva locuzioni interiori, che invitavano alla preghiera, all'amore, alla penitenza e all'unità. Dopo cominciò a vedere Gesù, che dal 1992 ogni anno e prima dell'inizio della Quaresima le chiede se è dispo­sta a rivivere la Sua Passione per la conversione dei peccatori. Le annunciò che ogni anno i dolori in lei sarebbero aumentati: cosa che si è sempre verificata.

In questi anni, Gesù ha regolarmente chiesto a Pina la sua disponibilità a soffrire, e quest'atteggiamento gen­tile di Gesù è già accaduto e accade ad ogni Anima Vittima, che si rende disponibile ad aiutare il Signore per salvare i peccatori. Gesù non obbliga, ma invita a partecipare alla Sua Passione.

Degne di attenzione sono le parole dette da Gesù prima di congedarsi dalle visite iniziali a Pina: “Ti lascio sotto la guida di Mia Madre. D'ora in poi sarà Lei ad istruirti”'. Sono parole che risaltano sempre più la figura di Maria Mediatrice e Maestra di vita spirituale. A tante altre anime elette Gesù ha ripe­tuto nel passato queste parole, perché vuole che si arrivi a Lui solo per mezzo della Madre.

Invece, ci sono dei cattolici che pensano diversa­mente da come pensa Gesù. E non è uno sbaglio di poco conto.

Pensano che la Madonna sia un impedimento nel­l'amare Gesù; che pregando la Madonna si prega di meno Gesù e che Gesù vuole essere pregato diretta­mente. Non è così, o meglio, si deve pregare ed adora­re Gesù direttamente, ma Lui chiede a tutti che si fac­cia insieme a Sua Madre, alla Madonna, cioè, che si arrivi alla trasformazione in Maria e si viva sempre nel Suo Cuore Immacolato.

I cattolici che non pregano o pregano poco la Madre di Dio, in realtà conoscono pochissimo la Madonna, perché se avessero letto qualche buon libro su Lei, sulla Onnipotenza per Grazia di Maria, e che Lei è la Mediatrice e Dispensiera di tutte le Grazie, certo, amerebbero Gesù di più e meglio, perché è sem­pre e solo Maria ad insegnare a tutti come adorare in modo migliore, Colui che La chiamava Mamma ed era il Suo Dio.

Maria non è mai stata e mai lo sarà di impedimen­to per andare a Gesù e per amare Gesù come vuole Lui. Egli stesso per farsi Uomo creò Maria e ha dato Maria come Madre, Avvocata e Regina al mondo inte­ro, perché Maria tutto ottiene da Gesù, che è Suo Figlio e Dio. Maria è la Misericordia di Gesù: ciò che chiede, ottiene. E Maria chiede sempre il perdono per tutti noi e la salvezza di tutti i Suoi figli.

Anche in Quaresima Maria è sempre la Corredentrice, perché ha unito sotto la Croce e unirà per sempre i Suoi indicibili dolori a quelli infiniti del Figlio.

Dal 1992, prima di ogni Quaresima, Pina rivive la Passione di Gesù. Le compaiono le stimmate e soffre molto dolore nelle mani, ai piedi e al costato, ma lei si sforza in tutti i modi di mostrarsi sempre serena e piena di gioia, evitando di apparire sofferente e debili­tata.

È stato scritto che Pina non è capace di esternare atteggiamenti diversi da quelli interiori, per questo, chi la vede in Quaresima si accorge della gran soffe­renza che patisce. Durante la Settimana Santa i dolori si intensificano ed è costretta a rimanere a letto, con­fusa e dispiaciuta per il disagio che causa ai familiari, ma si abbandona facilmente alla Volontà di Dio.

Terminata la Quaresima, le stimmate e i segni in diverse parti del corpo cominciano a scomparire e lei lentamente si riprende. Però su tutto il palmo della mano sinistra rimane del sangue raggrumato, il quale si ripresenta come prima se la mano viene lavata con l'acqua. Questa mano - la sinistra - è sempre coperta da una fascia.

A lei la Madonna dal 1993 ha dato tanti messaggi, e sono messaggi che riguardano questi tempi. L'Arcivescovo di Messina è a conoscenza dei messag­gi, ma fino al momento attuale non si è ancora pro­nunciato.

Occorre affermare che ciò che si conosce dei feno­meni in casa Micali e nella persona di Pina è stato "strappato" sempre dietro insistenze da qualche con­fidente familiare. Massima riservatezza e sommo silenzio aveva tenuto Pina per diverso tempo, manife­stando solo a pochi intimi i meravigliosi momenti in cui la Madonna le appariva e donava messaggi per tutti i Suoi figli. Fenomeni che avvenivano in lei, ma lei si sforzava di non lasciar trasparire nulla all'esterno.

Quest'atteggiamento umilissimo ed innocente di Pina, se da una parte lascia dispiaciuti per il fatto che lei non rivelava agli altri le meraviglie che Gesù e Maria hanno operano in quella stanza anche attraver­so la sua persona, dall'altra parte, sono la prova più certa che Pina è vera, genuina, semplice e che rifugge ogni pensiero di superbia e di popolarità.

Stupisce e edifica la riservatezza di Pina. Non ha mai ritenuto importante parlare di sé o di ciò che acca­de alla sua persona. Questa discrezione, serietà e modestia fanno di Pina una donna massimamente cre­dibile, in quanto ha sempre evitato di mettere se stes­sa al centro dei fenomeni o al di sopra di essi.

Il riserbo gentile e costante di parlare delle sue cose ha forse rallentato notevolmente la conoscenza dei fatti di Giampilieri, ma Pina ha solo cercato di evitare la popolarità.

Non ha pensato minimamente che questo suo inno­cente atteggiamento non permetteva a tantissimi fede­li di conoscere e visitare quella stanzetta delle lacri­mazioni e di rimanere toccati dalla Grazia del Signore.

Insieme alla riservatezza dobbiamo evidenziare la disponibilità della famiglia Micali verso i visitatori. Sono sempre disponibili ad accogliere chi si presenta per vedere e, soprattutto, per pregare insieme il Santo Rosario e la coroncina al Preziosissimo Sangue di Gesù.

Fin dal primo istante delle lacrimazioni la famiglia Micali ha sempre rifiutato offerte di qualsiasi genere. Sono state regolarmente e categoricamente rifiutate tante offerte in denaro, nonostante la famiglia Micali sia di umili condizioni e sono in cinque a vivere con un solo stipendio mensile. La casetta dove vivono sembra la casetta di Nazareth per la sua semplicità e dignità. Niente di ricercato o di benessere, ma abbon­dante sobrietà riveste la casa e i suoi abitanti.

L'Amore di Dio non ha prezzo, e quello di spiritua­le che viene donato da Gesù e dalla Madonna anche attraverso Pina, non può e non potrà mai essere ade­guatamente ripagato.

Povertà nel cuore e dignità nella persona sono pre­senti in Pina, strumento scelto da Maria Santissima per far giungere ai Suoi figli le Sue parole d'amore.

È corretto scrivere che la Chiesa non si è ancora pronunciata sui fatti di Giampilieri, per cui, chi legge o visita il luogo deve sapere che tutto è sottomesso al parere della Chiesa, a cui la famiglia Micali e, in par­ticolare Pina Micali, conferma filiale obbedienza.

Il messaggio delle lacrimazioni di Giampilieri si sposa perfettamente coi messaggi dati dalla Madonna a La Salette, Lourdes e Fatima: Gesù è Dio incarnato, Vangelo, Santa Messa e Adorazione Eucaristica, Confessione, preghiera in particolare il Santo Rosario, carità, conversione, umiltà, penitenza e sacrifici.

Non si poteva e non si può rimanere indifferenti dinanzi all'immagine del Volto Santo di Gesù che lacrima Sangue, alle statue della Madonna, ad altre statue e ad un quadretto di Padre Pio che continuano ancora oggi a lacrimare. Qual è il messaggio di queste lacrimazioni? Gesù è risorto ed è glorioso in Cielo, ma il Suo Cuore umano soffre per i peccati del mondo, che Lo offendono continuamente. La Madonna piange perché vede tanti Suoi figli precipitare nell'inferno, come già aveva detto il 1917 a Fatima. Piange lacrime di Sangue, perché i passati richiami con le sole lacrime non hanno toccato i cuori dei Suoi figli, e adesso il dolore al Suo Cuore è insof­fribile, insopportabile.

La Madonna si è abbandonata al pianto, ha ancora continui scoppi di pianto, ha sparso molte lacrime per­ché il Vangelo di Gesù Cristo non e quasi più osservato.

Sono lacrime diventate Sangue, perché ha già pian­to molto, e se le lacrime sono di Sangue, vuol dire che Lei vede i gravi pericoli che corrono i Suoi figli e che adesso non Le resta altro che piangere, per intenerire i cuori dei comuni mortali della terra. La Madonna piange Sangue perché ha già tante volte richiamato i Suoi figli, ma i peccatori non vogliono ascoltare le Sue parole. I peccatori non hanno tempo per accorgersi che questi messaggi sono di una gravità molto dolorosa.

Piangere, chiedere ininterrotte preghiere e pregare incessantemente Lei stessa il Suo Figlio Divino per tutti noi: questo fa' adesso la Madonna in mezzo a noi. È certo che è così.

Le lacrime di Sangue della Madonna sono causate maggiormente e in primo luogo da quei Sacerdoti che calpestano gli insegnamenti di Gesù, che disprezzano e disonorano Gesù. In un messaggio la Madonna ha detto: "Pregate tanto per quelli che non pregano e per i Sacerdoti che si stanno perdendo". Parole dette con profondissimo dolore. Non ha ragione la Madonna di lacrimare Sangue? Se un peccatore trafig­ge "da parte a parte" il Cuore della Madonna, quale sofferenza e dispiacere Le procureranno questi Sacerdoti? Sì, occorre pregare molto per i Sacerdoti, perché devono essere "luce e sale", essere Gesù nel mondo, altrimenti il mondo rimarrà ancora nelle tene­bre, senza buone guide e senza ricevere consigli evan­gelici. Come è altissima la loro dignità, così è incalco­labile la loro responsabilità sulle anime.

Si preghi molto per i Sacerdoti, soprattutto per i Sacerdoti che fanno piangere e molto soffrire la Madonna.

Le lacrime della Madonna chiedono riparazio­ne, consolazione e penitenza. Lacrime che richiamano anche i non credenti a fare un'opera di analisi interio­re o ispezione interna per porsi fondamentali domande sul senso della vita e rispondere con umiltà, cer­cando solamente la Verità. E la Verità è solo una: Gesù Crìsto.

Le lacrime ci ricordano che Gesù e Maria sono profondamente addolorati perché vedono tutto quello che avviene nel mondo, conoscono tutto e che sono presenti in mezzo a noi. Loro piangono ancora perché gli insegnamenti di Gesù non sono quasi più praticati e la maggior parte dell'umanità vive senza Dio.

Non c'è senso del peccato nel mondo. Si è convin­ti che "oramai" tutto è permesso e che l'uomo moder­no ha il diritto di soddisfare tutti gli istinti, anche a costo di degradarsi al di sotto degli animali. I valori cristiani sono calpestati, messi nel dimenticatoio e considerati fuori tempo, perché hanno valore solo le libertà che propone il diavolo, attraverso le sue opere sparse in tutto il mondo, ma camuffate sotto iniziative apparentemente buone.

Gesù e Maria piangono anche per quello che potrebbe accadere ai loro figli, se continueranno a rifiutare l'Amore di Dio? Già, dove sta andando il mondo senza Dio? Chi sta guidando il mondo, se il mondo ha rifiutato Dio? Ecco le lacrime di Giampilieri, in cui Gesù vuol avvertire tutti e richia­mare ogni cuore a Sé.

I richiami, per Sua infinita bontà, Dio continua a farli pervenire all'umanità ormai dimentica di Lui che l'ha creata dal nulla e, come nell'Antico Testamento, ancora oggi si odono le forti grida dei Suoi Profeti antichi, che ripetono a nome di Dio: “Ritornate a Me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritor­nate al Signore vostro Dio, perché Egli è mise­ricordioso e benigno” (GI 2,12).

Innumerevoli peccatori camminano sulla via larga della perdizione eterna, offendendo continuamente Gesù, e la Madonna con il Cuore "trafitto da parte a parte" ha detto in un messaggio: “Molti, molti lo offendono e camminano nelle tenebre per il male che producono: costoro sono in grande pericolo”.

Gesù per mezzo delle lacrime di Giampilieri dice a tutti noi: "Convertitevi. Tornate a Me core tutto il cuore". Guardando negli occhi a te che leggi, ti dice: "Ritorna! Io sono misericordioso. Torna a Me. Vieni nel Mio Cuore! Io ti amo".

Sorprendente è un episodio accaduto a casa di Pina: una persona indemoniata era stata da un Sacerdote esorcista perché riceveva esorcismi, ma la liberazione ancora non avveniva, anche se aveva ricevuto dei miglioramenti. L'esorcista in questione non credeva né a Pina e né alle lacrimazioni di casa sua. Un gior­no, la persona posseduta andò a casa di Pina a Giampilieri, chiaramente non dietro consiglio del Sacerdote, che non credeva. Fatto miracoloso, fu quel­lo che avvenne quando quella persona mise piede nella stanza delle lacrimazioni di Sangue dal Volto Santo di Gesù e dalle statue della Madonna. Entrò dentro, cadde a terra e i diavoli che aveva dentro di sé nel corpo cominciarono a gridare, abbandonarono immediatamente quella persona e fuggirono da quella stanza delle lacrimazioni, dove c'era molto Sangue a forma di crocette nella parete e nelle statue. La perso­na si alzò da terra senza avere più i diavoli nel corpo: era stata liberata solo perché era entrata con fede nella casa di Pina. Nessuna preghiera era stata fatta, nessun esorcista era intervenuto. A proposito dell'esorcista che non credeva, saputo quello che era avvenuto in casa di Pina, si è ricreduto pubblicamente ed è diventato un apostolo delle lacrimazioni di casa Micali e profondo amico spirituale di Pina.

Ma ritorniamo ai messaggi dati a Pina. Lei per alcu­ni anni non ha raccontato niente, perché temeva di non essere creduta o, in ogni caso, non aveva alcun desi­derio di dire agli altri che riceveva messaggi da Gesù e dalla Madonna. Dietro le "dolci insistenze" della Madonna ha cominciato a rivelare quello che le acca­deva.

A confermare i messaggi ricevuti da Pina, ci ha pensato e pensa la Madonna, donando ai visitatori tante Grazie. I miracoli duemila anni fa confermavano la Divinità di Gesù, così a Giampilieri i miracoli hanno confermato e continuano a confermare che veramente tutto è opera di Dio.

Se si osservasse seriamente il Vangelo di Gesù, ci si accorgerebbe che i messaggi dati dalla Madonna altro non sono che un invito a fare ciò che Gesù ci dice di fare nel Suo Vangelo. La Madonna non dice cose nuove a Pina, ma solo e sempre ripete come a Cana: "Fate quello che vi dirà" (Gv 2,5). La Madonna vuol portare sempre e solo, tutti a Gesù, questo è il Suo compito, ed è una responsabilità ricevuta dal Figlio.

Nessuno si preoccupi se prega molto la Madonna, perché Lei rivolge la nostra preghiera a Gesù aggiun­gendo le Sue potentissime preghiere, e Gesù gradisce maggiormente questa preghiera, perchè è presentata da Sua Madre.

In un messaggio la Madonna ha detto alcune paro­le che richiedono riflessione: "Io sono sempre qua con voi giorno e notte fino al giorno che il Mio strumento vivrà. Io sono sempre qua". La Madonna ha promesso di essere sempre in quella stan­zetta fino a quando sarà viva Pina. Questa promessa si è sempre rivelata verissima, in quanto chi entra in quella stanzetta esce sconvolto, fortemente impressio­nato, toccato nel cuore. Per questa ragione, sono avve­nute numerose conversioni e, dobbiamo registrare per precisione come è stato già scritto, anche guarigioni sono avvenute in quella stanzetta.

Il messaggio continua così: "Pregate, pregate, state uniti e non perdete la fede, rialzatela sem­pre di più, Io vi darò forza e coraggio". L'invito alla preghiera la Madonna l'ha sempre ripetuto a Giampilieri, perché Lei come Maestra di perfezione vuol condurre ogni anima a Gesù, Suo Figlio e Suo Dio. Vuol portare l'umanità in Paradiso, alla salvezza eterna.
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Padre Mariano Giuma

INTERVENTI

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Grazie, caro Nicola per le tue parole incoraggianti! Ne ho bisogno! Aiutiamoci tutti insieme a vivere meglio la fede e l'amore a Gesù, nostro Fratello, e a Maria, Sua e nostra Madre! Ancora grazie!
Scarlet
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Grazie a te, perchè attraverso questo blog abbiamo continue opportunità di riflessione e di crescita sulla nostra vita e sull'adesione a Gesù!
Che Dio benedica te e il tuo lavoro!
Nicola

" VENGA IL TUO REGNO, SIGNORE GESU' ! "


SE ATTORNO A TE TUTTO VACILLA

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Se senti vacillare la fede
per la violenza della tempesta,
CALMATI: DIO TI GUARDA.

Se ogni cosa che passa cade nel nulla
senza più ritornare,
CALMATI: DIO RIMANE.

Se il tuo cuore è agitato
e in preda alla tristezza,
CALMATI: DIO PERDONA.

Se la morte ti spaventa
e temi il mistero e l'ombra del sonno notturno,
CALMATI:DIO RISVEGLIA.

Dio ci ascolta
quando nulla ci risponde;
è con noi, quando ci crediamo soli;
ci ama, quando pare che ci abbandona.
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(S. Agostino)

COMMENTO ORIGINALE ALLA SOLENNITA' DI CRISTO, RE DELL'UNIVERSO a cura di Padre Benedetto Maria Tosolini

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Questa solenne Domenica che chiude l'anno liturgico, ci invita a guardare al Vittorioso sulla morte che glorifica tutti quelli che con fede alzano lo sguardo verso Colui che è stato trafitto per i nostri peccati.
Chiedo venia per il ritardo tecnico della spedizione; prolunghiamo la domenica nella settimana che ci introduce all'Avvento che celebra la venuta di Cristo per accoglierLo oggi nella fede. Buona settimana.
padre Benedetto
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SPERANZA DI GLORIA
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"Il Mio Regno non è di questo mondo"
(Gv 18,36)

Grande raccolta di salvati
è il Regno beato dei cieli;
ritorno di ogni uomo nel seno
del Padre da cui è uscito.

Il Regno di Dio è vocazione dell'uomo,
lievito nel cuore che fa fermentare
la vita soffocata dal male,
per diventare pane che sazia.

Rete gettata nel mare della morte
per risuscitare i prigionieri delle tenebre;
seme di vita posto nei cuori di pietra
per far sbocciare l'amore.

Perla preziosa per l'anima redenta,
tesoro nascosto nel campo del mondo,
lampada di luce che accende
la salvezza nei cuori in attesa.

Casa sulla roccia contro la tempesta,
sale che assapora l'amaro gusto
della vita, soggiogata nel regno
delle ombre mortali, vuote di speranza.

È il Cristo il Signore del nuovo Regno
che riconduce al Padre i figli dispersi,
corteo trionfale di vittoria, uomini vivi,
riscattati dalla vanità della non vita.

Regno di amore e di pace sicura
che ristabilisce la verità e la giustizia,
perché Dio sia il Padre di tutti
e il Figlio regni nei cuori redenti.

È un Regno che si costruisce ogni giorno
con paziente amore e carità solerte:
pietra su pietra, per vincere la resistenza
del cuore, assuefatto alla morte.

E Gesù prende il volto dell'affamato
e dell'assetato di giustizia; i miseri
si rallegrano del lieto annuncio e
il ferito sulla strada è fasciato con amore.

Il prigioniero, visitato, ritorna libero
perché è finita la schiavitù; è promulgata
l'era della misericordia del Signore,
consolatore di tutti gli afflitti.

Ricevono la corona di gloria
quelli che erano rivestiti di cenere,
consacrati re con l'olio di letizia,
per essere a lode della sua gloria.

Il Regno è la vita eterna,
il Re è Gesù morto e risorto in noi,
speranza di gloria immortale.
E noi: re, sacerdoti e profeti con Lui!
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(padre Benedetto)

" TE LO DICO IN NOME DI DIO: NON DISPERARE "

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Sono santi coloro che lottano fino alla fine della loro vita: coloro che sanno sempre rialzarsi dopo ogni inciampo, dopo ogni caduta, per proseguire coraggiosamente il cammino con umiltà, con amore, con speranza. (Forgia, 186)

Il Signore Si è avvicinato tanto alle creature, che tutti conserviamo in cuore aneliti di altezza, ansia di salire in alto, di fare il bene. Se ora ridesto in te tali aspirazioni, è perché voglio che ti convinca della sicurezza che Egli ha posto nella tua anima: se Lo lasci operare, servirai — dal tuo posto — come strumento utile, dall'efficacia insospettata. E affinché tu non ti allontani, per viltà, dalla fiducia che Dio ripone in te, evita la presunzione di disprezzare ingenuamente le difficoltà che appariranno sul tuo cammino di cristiano.

Non dobbiamo stupircene. Trasciniamo in noi stessi — conseguenza della natura caduta — un principio di opposizione, di resistenza alla grazia: sono le ferite del peccato originale, esacerbate dai nostri peccati personali. Pertanto, dobbiamo intraprendere quelle ascensioni, quei compiti divini e umani di ogni giorno — che sempre sfociano nell'Amore di Dio —, con umiltà, con cuore contrito, fiduciosi nell'assistenza divina, e tuttavia dedicando ad essi le nostre migliori energie, come se tutto dipendesse da noi.

Mentre lotti — una lotta che durerà fino alla morte —, non escludere la possibilità che insorgano, violenti, i nemici di dentro e di fuori. E, come se questo peso non bastasse, a volte faranno ressa nella tua mente gli errori commessi, forse abbondanti. Te lo dico in nome di Dio: non disperare. Se ciò avviene — non deve succedere necessariamente, né sarà cosa abituale —, trasforma la prova in un'occasione per unirti maggiormente al Signore, perché Lui, che ti ha scelto come figlio, non ti abbandonerà. Permette la prova, per spingerti ad amare di più e farti scoprire con maggiore chiarezza la Sua continua protezione, il Suo Amore.

Ti ripeto, fatti coraggio, perché Cristo, che ci ha perdonato sulla Croce, continua a offrire il Suo perdono nel sacramento della Penitenza, e sempre, per giungere alla vittoria abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto; Egli è Vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo [1 Gv 2, 1-2]. (Amici di Dio, 214)

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.
Nella stalla c'era un altro ospite: un uccellino marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i Suoi Genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l'oro del mondo.
Quando anche le ultime braci stavano per spegnersi, pensò al freddo che avrebbe patito il Bambino messo a dormire sulla paglia della mangiatoia. Spiccò il volo e si posò su un coccio accanto all'ultima brace.
Cominciò a battere le ali facendo aria sui tizzoni perché riprendessero ad ardere. Il piccolo petto bruno dell'uccellino diventò rosso per il calore che proveniva dal fuoco, ma il pettirosso non abbandonò il suo posto. Scintille roventi volarono via dalla brace e gli bruciarono le piume del petto ma egli continuò a battere le ali finché alla fine tutti i tizzoni arsero in una bella fiammata.
Il piccolo cuore del pettirosso si gonfiò di orgoglio e di felicità quando il bambino Gesù sorrise sentendoSi avvolto dal calore.
Da allora il petto del pettirosso è rimasto rosso, come segno della sua devozione al Bambino di Betlemme.

CRISTO, RE DELL'UNIVERSO


La Chiesa chiude il suo anno liturgico, con la solennità di Cristo Re. L'anno liturgico, agli occhi di Dio, è tempo senza fine, in cui si intreccia il dialogo tra Dio Creatore e noi uomini.

Un dialogo in cui Dio non si arrende ai ‘no’ dell'uomo, ma va oltre, cercando di vincere la nostra resistenza con un amore che è davvero infinitamente grande: il Padre non vuole che alcuno si perda! Gesù, venendo tra noi, fattosi Uomo, cerca di riportare non solo la verità, ma l'amore, chiamandoci ad entrare nel Suo Regno.

Così, durante l'anno liturgico, che inizia con l'Avvento, si 'fa memoria' - rivivendola - della passione di Dio per noi. Ci si ripresenta la Vita del Figlio, perché noi possiamo farci coinvolgere, partecipare e così, raggiungere la mèta: entrare nella salvezza.

Dobbiamo sempre ricordarci che ciascuno di noi non è, come qualcuno ha definito l'uomo, 'uno scherzo della natura'. Dio sa quanto siamo grandi ai Suoi occhi: e non può essere diversamente, se pensiamo anche solo un attimo all'amore immenso di un padre che genera un figlio.

Ed è giusto che oggi facciamo festa a Gesù, nostro RE, per quello che, non solo ha operato, ma opera continuamente tra noi e in noi.

Basterebbe pensare alla Sua presenza nell'Eucarestia, al farsi 'Pane della nostra vita', prendendo addirittura fissa dimora in ciascuno di noi, partecipando della nostra vita, qui, che lo vogliamo o no. Questa è la santità e il vero significato di una vita vissuta con Dio: 'vivere di Gesù', o, come dice Paolo :'Vivere Gesù'.

Troppi neppure sanno o pensano che Dio prende tanta parte nella nostra vita. Che perdita! Facciamoci illuminare dalle parole che oggi ci dice l'Apocalisse:

“Gesù Cristo è il Testimone fedele, il Primogenito dei morti, e il pPrincipe dei re della terra.. A Colui che ci ama e ci ha liberato dai nostri peccati con il Suo Sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il Suo Dio e Padre, a Lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli, Amen, ecco viene sulle nubi e ognuno Lo vedrà: anche quelli che Lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per Lui il petto. Sì. Amen. Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente” (Ap 1, 5-8).

Leggendo il Vangelo, pare che Gesù abbia scelto i momenti più drammatici per affermare le grandi verità, che non ammettono ombre. Davanti a Pilato, che aveva il potere di giudicare e condannare, Gesù si poteva difendere da una precisa accusa, imperdonabile: 'Tu sei il re dei Giudei?'. Quell'accusa poteva essere, agli occhi di Pilato, una grottesca invenzione degli avversari di Gesù. Come poteva infatti essere re senza incoronazione, senza territorio da governare, soprattutto senza potenza? Altra era Pilato, che aveva alle spalle l'impero romano, pronto a intervenire con la forza militare, altro era Gesù, solo, abbandonato da tutti, forte solamente per il Suo essere Figlio di Dio, ma volutamente alieno da ogni esercizio di potere terreno.

La Sua potenza era l'Amore del Padre. Pilato aveva davanti a sé un Uomo che non faceva assolutamente paura: una povera cosa che si poteva schiacciare quando e come si voleva. E Gesù, con semplicità, sapendoSi totalmente in mano ad un simile mostruoso potere e avendolo accettato con la logica ferrea dell'amore, risponde con chiarezza disarmante:

“Gesù rispose: Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul Mio conto? Pilato rispose: Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti Ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto? Rispose Gesù: Il Mio Regno non è di questo mondo: se il mio Regno fosse di questo mondo, i Miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei: ma il Mio Regno non è di quaggiù. Pilato allora disse: Dunque tu sei Re? Rispose Gesù: Tu lo dici: Io sono Re. Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la Mia voce” (Gv 16, 33).

Sappiamo che di fronte a questa proclamazione della verità, Pilato chiese: “Ma cos'è la verità?" e non ebbe risposta.

Due modi diversi, contrapposti, di esercitare la regalità e il potere.

Il primo, quello di Pilato, è lo stesso del mondo in tutti i tempi, quando addirittura il potere diventa assoluto, annullando la libertà delle persone, come è nelle dittature. É diventare 'padroni degli uomini e delle cose', è la potenza o prepotenza, a cui poco importa che gli uomini trovino pace, ricevano rispetto della propria dignità e libertà. É un potere che a volte si esercita con tanta virulenza da suscitare terrore.

Ma l'autorità che si esercita nel potere, qualunque questo sia o da qualunque parte venga, dalla famiglia - se volete - dalla società, dalla stessa Chiesa, dovrebbe aiutare a crescere nella libertà, nella giustizia, nel bene: e tutto questo disinteressatamente, senza, con il potere, 'farsi strada', vincendo la tentazione di badare solo ai propri interessi, che, se diventano l'obiettivo del potere, si trasformano in squallide 'rapine' agli uomini e grave bestemmia alla nobile natura dell'autorità, che discende dal Cielo.

‘Fare strada agli uomini - affermava don Milani - senza farsi strada’.

Siamo, a dir poco, scandalizzati, dalla lotta dei partiti per i vari poteri nei governi, da quello nazionale a quello locale: una lotta che, a volte, è stata definita 'di coltelli', poiché non risparmia colpi.

Non avremo mai parole adatte per condannare le squallide scalate al potere, da qualunque parte vengano, vergognosi sfregi al 'servizio della comunità'.

Gesù, invece, - e con Lui tutti i fedeli che Lo seguono, con esemplarità in tanti Santi - continua a dirsi Re, davanti a Pilato e davanti a noi, nella Sua nudità e apparente debolezza, che ignora ogni forma errata di potere.

Gesù continua ad affermare che il Suo potere è l'Amore: un Amore che non si vergogna di essere servizio, fino a lavare, come avvenne nell'Ultima Cena, i piedi dei Suoi discepoli, scandalizzando gli Apostoli. Un Potere che Si fa dono, fino a dare la Vita sulla Croce, perché quelli che Lui governa, noi, abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Un Potere che celebra la Sua gioia nel farSi cibo nell'Eucarestia. Eppure Lui, a differenza di noi uomini, davvero ha potere su di noi, è il nostro Re, Lui e Lui solo può chiamarsi Via, Verità e Vita.

Per Lui tutte le cose sono state fatte e, con Lui, se accettano la Sua regalità, condivideranno la gloria. Di Lui solo possiamo dire in pienezza: 'Tu sei la mia vita, altro io non ho'.

Eppure tanta regalità quasi non si fa sentire, fino a poterla ignorare, anche se così agendo è come oscurare il sole della vita, mettendosi le mani davanti agli occhi per paura della luce, come facciamo a volte, tanti.

E allora se regnare per Gesù è amare, noi possiamo donare a Lui un 'sì' con tutto il cuore, come è nella natura dell'amore.

DirGli 'Grazie, perché mi ami'; farsi portare sulle braccia, anche se qualche volta, seguendo Lui, le nostre braccia, con le Sue, si troveranno distese sulla croce, ma sarà sempre riposare in Dio.

Non resta che affidarci al grande amore a Gesù che aveva Paolo VI, che scrisse quella stupenda pagina, che amo spesso riproporre: ‘Tu ci sei necessario’.

Leggiamola con il cuore e con commozione:

“Oggi, l'ansia di Cristo pervade anche il mondo dei lontani, quando in essi vibra qualche autentico movimento spirituale. Il mondo, dopo aver dimenticato e negato Cristo, Lo cerca. Ma non Lo vuole cercare qual è e dove è. Lo cerca tra gli uomini mortali; ricusa di adorare Dio che Si è fatto uomo e non teme di prostrarsi servilmente all'uomo che si fa dio. Ma oggi dall'inquietudine degli spiriti ribelli e dall'aberrazione delle dolorose esperienze umane, prorompe una confessione al Cristo assente: di Te avremmo bisogno. Di Te abbiamo bisogno, dicono anche altre voci isolate, ma sono molte oggi e fanno coro.

È una strana sinfonia di nostalgici che sospirano a Cristo perduto; di generosi che da Lui imparano il vero eroismo; di sofferenti che sentono la simpatia dell'uomo dei dolori; di onesti che riconoscono la saggezza del vero maestro; di delusi che cercano una parola ferma, una pace sicura; di volenterosi che sperano di incontrarLo sulle vie diritte del bene,

L'ansia di trovare Cristo si insinua anche in un mondo avvinto dalla tecnica del materialismo e della politica, e non vuole soffocare.

O Cristo, nostro unico Mediatore, Tu ci sei necessario per venire in comunione con Dio Padre, per diventare con Te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi, rigenerati dallo Spirito Santo.

Tu ci sei necessario, o solo e vero Maestro delle verità recondite della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo.

Tu ci sei necessario, o Redentore nostro, per scoprire la nostra miseria e per guarirla; per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità; per deplorare i nostri peccati e per averne perdono.

Tu ci sei necessario, o Fratello primogenito del genere umano, per ritrovare la ragione vera della fraternità fra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il bene sommo della pace. Tu ci sei necessario, o grande Paziente dei nostri dolori, per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore di espiazione e redenzione.

Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio con noi, per imparare l'amore vero e per camminare nella gioia e nella forza della tua carità lungo il cammino della nostra via faticosa, fino all'incontro finale con Te amato, con Te atteso, con Te benedetto nei secoli”
(Quaresima 1955).

Vorremmo avere tutti, anche solo una briciola di questa 'passione per Gesù', gli stessi sentimenti di Paolo VI, che sono i sentimenti dei cristiani che amano e si lasciano amare da Gesù.

Che lo Spirito ci aiuti ad abbandonarci a tanto amore.

Interventi

Grazie, Nicola per il tuo apostolato in favore della Medaglia. Maria SS.ma ti ricompenserà certamente colmandoti delle Sue meravigliose grazie materne!
Dio ti benedica!
Scarlet
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Grazie mille, lo farò certamente! Anzi, la regalerò a quanti più possibile, così che la nostra Mamma celeste possa aiutare quante più anime!

MESSAGGIO DI DIO PADRE DEL 18 NOVEMBRE 2009 RICEVUTO, TRAMITE LOCUZIONE INTERIORE DA BENEDETTA, UN'ANIMA CHE VIVE NEL NASCONDIMENTO PER VOLERE DIVINO

Figlio Mio amatissimo,
ascolta la Parola di Colui che chiami Padre e che cerchi con la preghiera e con la vita.
Tu non puoi vederMi e, a causa delle tentazioni del menzognero, hai paura di Me e ti avvicini tremando, perché temi un Mio giudizio severo. Tu dici, a parole, che Io sono Amore, ma il tuo cuore non lo crede abbastanza.

La tua paura fa sì che tu stesso ti allontani da Me e non permette quell’abbraccio che Io desidero da sempre. Io sono qui ora e ti amo di un Amore indicibile e glorioso. Vieni ed apri il tuo cuore, perché Io possa riversare in esso molte più grazie di quante tu possa desiderare.

La tua paura ha un’origine: il peccato; così come il peccato ha un’origine: satana. Per mezzo dell’angelo ribelle il peccato è entrato nel mondo ed ha portato sofferenza, malattia e morte, ma all’inizio non era così. Io so che la tua coscienza ti rimprovera, ora a ragione ed ora a torto, per i disordini della tua anima e della tua vita. Ti dico questo perché tu stesso non sei in grado di giudicare il grado di colpa in cui vivi e in cui vivono i tuoi fratelli. Io non sono un Giudice severo come credi, sono piuttosto un Giudice Giusto. Non avere paura di Me, perché Io ti amo ed opero per il tuo bene presente ed eterno. E’ l’avversario, invece, che devi temere, perché lui ti odia e opera contro di te, per il tuo male presente ed eterno.

Ma se tu riponi veramente la tua fiducia in Dio e a Lui ti consacri con tutto il cuore, allora non devi temere neppure il nemico, perché il tuo Gesù lo ha vinto anche per te e per te ha vinto il peccato, la malattia e la morte, perché tu possa riavere in Lui tutto lo splendore di figlio di Dio, creato dall’Amore, bello, sano e santo. Tutto questo accade nel cielo della tua anima in un istante del Mio Tempo Eterno quando dici “SI” al tuo Signore e si estende nel tuo tempo terreno durante tutto il tuo cammino di conversione, fino all’ultimo giorno, quando, nella misura della tua fedeltà alla grazia ricevuta, tornerai nel cielo dal quale provieni, nella Mia Casa.
Il cammino cristiano è cammino di guarigione totale del tuo essere.

Molto si dice e si scrive anche a proposito di sofferenza ed è un argomento che mai si esaurisce, ciononostante non è vero tutto quello che viene detto anche dai miei figli e questo accade perché il nemico delle anime sa vestirsi anche da angelo di luce e cerca, in ogni modo, di falsare la verità. La sofferenza non viene da Dio, ma viene sempre dal demonio.
Tu sai che, tutto quello che Dio permette, concorre al bene e cerchi di crederlo, ma non ne sei convinto perché non Mi conosci.

Ti faccio subito alcune distinzioni:

1.Ci sono le sofferenze derivanti dal tuo cammino di purificazione, che prevede il ristabilire le tue facoltà allo stato perfetto, nella luce della Verità. Queste sofferenze derivano dalla mortificazione del tuo orgoglio, sono necessarie e salutari e portano alla comunione intima con il tuo Dio, con la conseguente gioia duratura. Sono rese sante e benedette.
2.Ci sono sofferenze derivanti dal peccato, che tu stesso hai commesso e forse stai commettendo nel tempo presente, e anche queste sono rese sante e benedette, perché sono richiami che Io faccio alla tua coscienza, per riportarti nella Luce piena della Vita.
3.Ci sono sofferenze derivanti dai peccati dei componenti del tuo albero genealogico e che Io permetto che si riversino su di te, per un fine grande e glorioso: che tu combatta con l’arma della preghiera e della vita cristiana, per spezzare la maledizione e riportare la Benedizione di Cristo, tuo Signore. Ti ricordo poi che anche le Benedizioni si tramandano di generazione in generazione.
4.Ci sono sofferenze derivanti dal peccato dei tuoi fratelli e anche queste sono rese sante e benedette, perché, tramite il tuo libero arbitrio, ti danno un’opportunità in più per fare il Mio volere, vincendo il male con la forza di Cristo Signore, a tuo e altrui vantaggio.
5.Ci sono sofferenze di compassione derivanti dal tuo buon cuore che si fa carico delle ferite altrui e queste sono doppiamente sante e benedette.

Tutte le sofferenze, comunque, hanno origine dal peccato, cioè dall’allontanamento da Me.
Fuori di Me non c’è Gioia, non c’è Pace, non c’è alcun Bene.
La sofferenza ha invaso l’uomo in tutto il suo essere e in ogni generazione, nei cieli c’è continua battaglia tra gli eserciti del Bene e gli eserciti del Male: i primi ti attirano alla salvezza, mentre i secondi cercano di farti sprofondare sempre più nell’abisso del peccato e della sofferenza, per condurti alla disperazione e alla morte eterna.

Il padre della menzogna continua, anche quando percorri il cammino di fede, ad instillare nella tua mente ogni sorta di dubbio sulla salvezza operata dal Signore Gesù, cerca di scoraggiarti con molte strategie, perché anche tu, figlio Mio, sei in battaglia e sei molto debole. Con le tue sole forze ogni battaglia è persa, te lo assicuro, perché il tuo nemico è molto più potente ed astuto di te. Con la forza di Cristo Signore, invece, ogni battaglia è vinta per te ed Io, da buon Padre, ti provvedo grazia sovrabbondante per resistere alla tentazione e per vincere le tenebre con la Luce di Dio.

Devo però ricordarti che un ostacolo alla vittoria è la tua poca fede, perché è per fede che ottieni vittoria e salvezza in ogni combattimento contro le forze del male.

Un aspetto della fede è credere che Dio non vuole che la sofferenza rimanga in te un solo minuto più del necessario, perché, se è vero che alla Città della Gioia si arriva attraversando la valle del pianto, è altrettanto vero che è giusto individuare la Volontà di Dio per compierla ed arrivare a vivere stabilmente nella gioia già nella tua vita terrena. Lo fecero e lo testimoniarono i santi prima di te e anche tu sei chiamato alla santità. Perché lo dimentichi così spesso? La gioia e il dolore possono convivere felicemente nella Pace del Signore Gesù, che sorpassa ogni umana intelligenza e che rende dolce ogni tribolazione.

Ti dissi un giorno che c’è sofferenza dolce e sofferenza amarissima ed ora ti ricordo che le sofferenze dei santi sono dolci e desiderabili, perché sono vissute per Cristo, con Cristo ed in Cristo e sono gloriose ed invidiabili dagli angeli del cielo. Ma ora non sei capace di ricevere questi insegnamenti. C’è un tempo per ogni cosa sotto il sole, ma è importante che credi che nulla è impossibile a Dio.

Ebbene, tu potresti, mediante l’unione a Cristo Salvatore, recuperare la perfetta salute di spirito, anima e corpo. Questa è Mia Volontà, ma non sempre la tua, perché non ti senti degno dell’Amore di Dio. Su questo punto ti voglio far riflettere ancora una volta:

Credi forse di essere umile quando parli male di te stesso?
Credi forse che Io sia contento di questa falsa umiltà?
Credi forse che le tue parole siano vere e le mie false? Non ho detto e ripetuto nella Sacra Scrittura che sei prezioso ai Miei occhi e che ti amo? Non ho detto che ti ho fatto come un prodigio? Chi dice il vero, Io o te?
Credi forse che sia necessario meritare la grazia? Che grazia sarebbe se tu dovessi pagarla? E con quali presunti meriti potresti pagarla?
Tutto il bene che possiedi non proviene forse da Me?

Io ti amo sempre e comunque e amo tutto di te, anche le tue debolezze. Ti amo come sei, perché tu possa amare i tuoi fratelli come sono. Vivi nel Mio Perdono e perdona i tuoi fratelli con tutto il cuore, affinchè tu guarisca. Non parlare male di te stesso e non parlare male dei tuoi fratelli, perché siete tutti Miei figli amatissimi.

Cerca la Verità e la troverai, credi e vivi una fede vera e prodigiosa. Ti ho creato per la felicità. Cerca la salvezza totale, che comprende guarigione totale del tuo essere: spirito, anima e corpo. La salvezza ti è già stata guadagnata dalla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, Mio Figlio e tuo Dio e Salvatore.

Credi solo ai miracoli istantanei? Sarebbe davvero corto il Mio Braccio e limitata la Mia Sapienza se fossi capace solo di compiere miracoli istantanei. In verità ogni Mia opera è prodigio e miracolo, ma sul Tempo Io solo decido quale sia più conveniente per ciascuno di voi. Credi, invece, che vi voglio belli, sani e santi e osserva la Mia Parola per ottenere quanto ho già disponibile per voi tutti, anche per te.

Dio abita in te: in te abita la salvezza e la guarigione totale. Non devi andare lontano o fare chissà cosa, perché ogni grazia è vicina e a portata di mano. Indaga nelle Scritture e vedi se mai ho detto che voglio che i Miei figli siano malati, sofferenti e in miseria. Continua a scrutare le Scritture e vedi mai se ho detto che faccio preferenze e la salvezza non è per tutti. Continua a investigare le Scritture e vedi se ho mai negato il perdono a qualcuno. E allora, a chi credi: alla Mia Parola eterna, oppure a te stesso e alle tue supposizioni fondate sulle parole di uomini come te o peggio ancora, da falsi profeti che non entrano nel Mio Regno e non permettono agli altri di entrarvi?
Non ci sia troppo tempo per l’inganno, perché la Mia Parola è a disposizione di tutti e il Mio Santo Spirito cerca sempre figli dell’uomo da istruire nella Sapienza.

Invoca e implora lo Spirito di Verità, perché ti conduca alla Verità tutta intera sull’Amore del tuo Dio e credi, con fede umile, in gioiosa sottomissione a Colui che ti ama e ti vuole libero dalla schiavitù del peccato.

Tu sei il Mio figlio amatissimo, tutti coloro che ami sono Miei figli amatissimi, tutti i tuoi fratelli sono Miei figli amatissimi. Ricorda queste Mie Parole, accogli il Mio Amore e trasmettilo a tutti.
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Dio, tuo Padre

" E' TEMPO DI SPERANZA "

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«È tempo di speranza mi dici , e vivo di questo tesoro. Non è una bella frase, Padre, è una realtà». Allora..., il mondo intero, tutti i valori umani che ti attraggono con una forza enorme amicizia, arte, scienza, filosofia, teologia, sport, natura, cultura, anime... , tutto questo riponilo nella speranza: nella speranza di Cristo. (Solco, 293)

Lì, dove già siamo, il Signore ci esorta: «Vigilate!». Di fronte a questa richiesta di Dio, alimentiamo nelle nostre coscienze — traducendoli in opere — desideri pieni di speranza di santità. Figlio Mio, daMMi il tuo cuore [Pro 23, 26], ci suggerisce all'orecchio. Smetti di costruire castelli in aria e deciditi ad aprire la tua anima a Dio, perché solo nel Signore troverai un fondamento reale per la tua speranza e per fare del bene agli altri.
Quando non si lotta contro sè stessi, quando non si respingono con vigore i nemici che si annidano nel nostro castello interiore — orgoglio, invidia, concupiscenza della carne e degli occhi, spirito di autosufficienza, stolta avidità di libertinaggio —, quando non esiste la lotta interiore, i più nobili ideali inaridiscono come fiore d'erba. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l'erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce [Gc 1, 10-11]. Allora, alla minima occasione, germoglieranno lo sconforto e la tristezza, come piante nocive e invadenti.

Gesù non si accontenta di un'adesione titubante. Esige — ne ha il diritto — che noi camminiamo con decisione, senza tentennare davanti alle difficoltà. Chiede passi fermi, concreti; infatti, ordinariamente, i propositi generici servono poco. Quei propositi poco definiti mi sembrano illusioni fallaci, con cui cerchiamo di mettere a tacere le chiamate divine che arrivano al cuore; fuochi fatui che non bruciano né danno calore, e che scompaiono con la stessa fugacità con cui sono sorti.

Perciò, mi persuaderò che le tue intenzioni di raggiungere la mèta sono sincere se ti vedo camminare con decisione.
Opera il bene, rivedendo il tuo atteggiamento abituale di fronte ai compiti di ogni momento; pratica la giustizia, proprio negli ambienti che frequenti, anche se lo sforzo ti fa barcollare; alimenta la felicità di coloro che ti circondano, servendoli con gioia — dal tuo posto, nel lavoro che ti sforzerai di portare a termine con la maggior perfezione possibile —, con spirito di comprensione, col sorriso, col contegno cristiano. E tutto per Dio, pensando alla Sua gloria, con lo sguardo in alto, anelando alla Patria definitiva, perché è questo il solo fine che valga la pena perseguire. (Amici di Dio, 211)

COMUNICAZIONE PER NICOLA

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Ciao, Nicola!
Tu mi chiedi dove poter trovare la Medaglia Miracolosa; è in vendita presso qualsiasi negozio di articoli religiosi della tua città. Ti consiglio vivamente di acquistarla e, soprettutto, di indossarla portandola al collo così come desidera la nostra cara Mamma Celeste.
Dio ti benedica!
Scarlet

20 novembre 2009

CHE COS'E' LA " MEDAGLIA MIRACOLOSA " ?


E' una piccola medaglia dell'Immacolata, già conosciuta in quasi tutto il mondo, chiamata "miracolosa" per le grazie, i prodigi e i miracoli che le vengono attribuiti.
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E' la medaglia della Madonna per eccellenza, perchè è stata voluta personalmente da Lei. Fu una suora, Figlia della Carità, Santa Caterina Labourè, che ricevette direttamente da Maria SS.ma l'incarico di far coniare una medaglia come le appariva nella visione (apparizione avvenuta a Parigi in Rue du Bac, sabato 27 Novembre 1830), con questa promessa:
" Fai, fai coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia".
Sulla medaglia si vede impressa l'immagine dell' Immacolata con le mani aperte da cui escono fasci di luce.
Attorno c'è la scritta: "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi".
Dietro la medaglia si vede la lettera M, l'iniziale del nome Maria, sormontata da una Croce; sotto, due Cuori, uno circondato di spine, l'altro trafitto da una spada; tutt'intorno, dodici stelle.
La Medaglia è un dono di Maria, un segno del Suo amore, un pegno della Sua protezione. Essa si propagò immediatamente in modo prodigioso e, per suo mezzo, si ottennero innumerevoli grazie di conversione, di protezione e di guarigione.
Tra i prodigi più celebri operati da questa medaglia, ricordiamo quello della conversione di un ebreo incredulo, Alfonso Ratisbonne. Aveva messo la medaglia al collo solo per compiacere un amico. Entrò per caso nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte, a Roma, e qui gli apparve, stupenda, la Madonna della medaglia; folgorato e commosso, divenne cattolico, sacerdote e apostolo ardente.
Immensa fu la fiducia dei Santi nella medaglia miracolosa. S. Caterina Labourè la distribuivs a tutti, specialmente agli ammalati e ai peccatori.
S. Teresina di Lisieux, da piccola, metteva le medaglie nelle tasche delle giacche degli operai. S.Massimiliano Maria Kolbe chiamava le medaglie miracolose "munizioni", "proiettili", e ottenne molte grazie e conversioni prodigiose. San Pio da Pietrelcina teneva sempre in tasca un pugno di medaglie miracolose da distribuire, e morì con queste medaglie in tasca.
Concludendo dobbiamo affermare che la Medaglia Miracolosa non è una medaglia come tutte le altre (che restano sempre "opera di uomini" sia pure ispirati da Dio); la Medaglia Miracolosa è opera di Maria SS.ma, è l'unica medaglia voluta da Lei, espressione e pegno del Suo amore per noi.
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- A te che hai letto: porta anche tu con fiducia questa celeste medaglia, fatti apostolo anche tu di questa "Medaglia Miracolosa".
- Avrai grazie e conforti celesti.

DOTTA 'IGNORANZA' DEL S. CURATO D'ARS


Uno dei suoi parrocchiani domandò un giorno al Curato d'Ars:
- Come mai, reverendo, quando prega la si sente appena, mentre invece quando predica grida così forte?
- Semplice - rsipose il Santo - quando predico ho a che fare con dei sordi. Il Buon Dio, invece, ha l'orecchio finissimo.
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Il Curato d'Ars, quand'era seminarista, s'imbattè in un esaminatore severissimo. L'esame fu un vero disastro. Alla fine il professore gli disse:
- Caro Vianney, lei è un perfetto ignorante. Che vuole che ce ne facciamo di un asino?
Al che il Curato d'Ars rispose:
- Se Sansone è riuscito ad abbattere 3.000 filistei con una sola mascella d'asino, che cosa non potrà fare il Signore con un asino completo?

A MARIA


O Donna da tutti e sopra tutti benedetta!
Tu sei l'Onore e la Difesa del genere umano;
Tu sei la Madre di Dio;
Tu la Signora dell'universo,
la Regina del mondo,
Tu sei la Perfezione dell'universo
e il Decoro della santa Chiesa;
Tu Tempio di Dio;
Tu Giardino di delizie;
Tu Porta del Cielo,
Letizia del Paradiso
e Gloria ineffabile del Sommo Dio;
veramente è balbettando
che cantiamo le Tue lodi e le Tue bellezze.
Supplisci con la Tua bontà
alle nostre insufficienze.
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(S. Bernardino da Siena)

" QUANDO PENSATE CHE LA RAGIONE SIA TUTTA DALLA VOSTRA PARTE... "

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Ricorri alla direzione spirituale con sempre maggiore umiltà, e con puntualità, che è pure umiltà. Pensa e non sbagli, perché lì è Dio che ti parla che sei come un bambino piccolo, sincero!, al quale a poco a poco insegnano a parlare, a leggere, a riconoscere i fiori e gli uccelli, a vivere le gioie e le pene, a badare dove cammina. (Solco, 270)
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Torno a dire che tutti abbiamo miserie. Ma le nostre miserie non devono mai allontanarci dall'Amore di Dio, anzi, ci faranno trovare rifugio nell'Amore, ci introdurranno in seno alla bontà divina, come i guerrieri antichi si introducevano nella loro armatura. Quel grido: Ecce ego, quia vocasti me [1 Sam 3, 6 e 8] — mi hai chiamato, eccomi! —, è la nostra difesa. Non dobbiamo allontanarci da Dio quando scopriamo le nostre fragilità; possiamo combattere le nostre miserie, proprio perché Dio confida in noi.
Perdonate la mia insistenza, ma ritengo imprescindibile che si incida a fuoco nella vostra intelligenza che l'umiltà e — sua conseguenza immediata — la sincerità uniscono fra loro tutti gli altri mezzi e sono fondamento di efficacia per la vittoria. Se il demonio muto entra in un'anima, manda tutto in rovina; invece, se lo si getta fuori immediatamente, tutto riesce bene, la vita procede rettamente. Cerchiamo allora di essere sempre 'brutalmente' sinceri, senza essere imprudenti o maleducati.
Voglio che sia chiara una cosa: il cuore e la carne non mi preoccupano tanto quanto mi preoccupa la superbia. Siate umili. Quando pensate che la ragione sia tutta dalla vostra parte, significa che non ne avete nemmeno un briciolo. Andate alla direzione spirituale con l'anima aperta; non chiudetela, perché — ripeto — vi entrerebbe il demonio muto, che è difficile poi da sloggiare. (Amici di Dio, nn. 187-188)

" DIO RESISTE AI SUPERBI "

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Cammino sicuro di umiltà è meditare che, pur mancando di talento, di rinomanza e di beni di fortuna, possiamo essere strumenti efficaci, se ricorriamo allo Spirito Santo affinché ci conceda i Suoi doni. Gli Apostoli, nonostante fossero stati istruiti da Gesù per tre anni, fuggirono spaventati dinanzi ai nemici di Cristo. Tuttavia, dopo la Pentecoste, si lasciarono flagellare e incarcerare, e finirono col dare la vita in testimonianza della loro fede. (Solco, 283)
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Gesù, nostro Signore, ci propone con frequenza l'esempio della Sua umiltà: "Imparate da Me, che sono Mite ed Umile di Cuore" [Mt 11, 29]. Così tu e io impariamo che non c'è un altro cammino, perché solo la sincera conoscenza del nostro nulla ha la forza di attirare su di noi la grazia divina. Per noi Gesù venne a soffrire la fame e a dare cibo, venne a soffrire la sete e a dare da bere, venne rivestito della nostra mortalità e a rivestirci dell'immortalità, venne povero per farci ricchi.

"Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili" [1 Pt 5, 5], insegna l'Apostolo Pietro. In ogni epoca, in ogni situazione umana, non esiste altra via — per vivere una vita divina — che quella dell'umiltà. Forse il Signore si compiace della nostra umiliazione? No. Che cosa guadagnerebbe con la nostra prostrazione Colui che tutto ha creato, e regge e governa ciò che esiste? Dio desidera la nostra umiltà, lo svuotarci di noi stessi, unicamente perché Lui possa riempirci; vuole che non Gli poniamo ostacoli e che — per dirla in modo umano — ci sia più posto per la Sua grazia nel nostro povero cuore. Perché il Dio che ci ispira l'umiltà è lo Stesso che trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al Suo Corpo glorioso, "in virtù del potere che ha di sottomettere a Sé tutte le cose" [Fil 3, 21]. Il Signore ci fa Suoi, ci riempie di Sé; è Lui che ci ottiene la 'divinizzazione buona'. (Amici di Dio, nn. 97-98)

19 novembre 2009

ABBI PAZIENZA!

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"CALMA: LASCIA CORRERE IL TEMPO"
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Sei inquieto. —Ascolta: succeda quel che succeda nella tua vita interiore o nel mondo che ti circonda, non dimenticare mai che l'importanza degli avvenimenti o delle persone è assai relativa. —Calma: lascia correre il tempo; e poi, vedrai da lontano e senza passione i fatti e la gente, acquisterai il senso della prospettiva, metterai ogni cosa al suo posto secondo la sua vera dimensione. Se agisci in questo modo, sarai più giusto e ti risparmierai molte preoccupazioni. (Cammino, 702)

Non intimoritevi e non temete alcun male, anche se le circostanze in cui realizzate il vostro lavoro sono tremende, peggiori forse di quelle di Daniele nella fossa delle belve voraci. La mano di Dio è sempre possente e, se fosse necessario, opererebbe meraviglie. Siate fedeli! Vivete con amore, con consapevolezza e allegria la vostra fedeltà alla dottrina di Cristo, persuasi che i nostri anni non sono peggiori di quelli dei tempi passati e che il Signore è lo Stesso, oggi e sempre.

Ho conosciuto un anziano sacerdote che diceva di se sorridendo: «lo sono sempre tranquillo, tranquillo». Così anche noi, in mezzo al mondo, circondati da leoni affamati, non dobbiamo perdere la pace: tranquilli. Con amore, con fede, con speranza, senza dimenticare mai che, se fosse necessario, il Signore opererebbe miracoli (Amici di Dio, 105)

PREGHIERA AGLI ANGELI


Possano gli angeli custodirti fin dal mattino,
possano loro guidarti attraverso la notte,
possano loro consolarti dalle afflizioni,
possano loro aiutarti a vincere la fatica.

Possano custodirti ora nella loro anima,
possano loro mantenerti migliore,
possano loro vegliare il tuo sonno,
possano loro guardarti attraverso il giorno.

Possano loro manifestarti dandoti nuova fiducia,
possano loro toglierti ogni dubbio,
possano loro darti la pace e toglierti ogni paura,
possano loro sentirti in ogni tua richiesta.

Possano gli angeli custodirti sempre.
Se le tue preghiere non fossero sentite
e se l'angelo non si accorgesse di te
che possa Dio essere sempre lì presente.

IL SACERDOTE SANTO ENTRA NEL CUORE DEL POPOLO

Ascoltiamo Don Dolindo Ruotolo:
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Il vero segreto della formazione del popolo cristiano al cento per cento, sta nei sacerdoti, eredi privilegiati delle promesse di Dio; e perciò, se ogni cristiano deve purificarsi da ogni bruttura di carne e di spirito, e deve santificarsi, molto più questo devono farlo un sacerdote e un religioso.
Bisogna riconoscere francamente, per la nostra salvezza, che il decadimento delle nazioni cattoliche è cominciato sempre col decadimento della santità sacerdotale. Le sette e gli eretici non avrebbero potuto far nulla se non avessero trovato il terreno preparato già dai cattivi sacerdoti, o anche semplicemente da sacerdoti non santi. Anzi è un fatto storico che la quasi totalità delle eresie è sorta da sacerdoti o da frati cattivi, tristi germogli di più o meno latenti strati di immoralità e di peccati.
È un segreto che dolorosamente è ignorato e trascurato dalla maggior parte dei sacerdoti.
La carità e lo zelo si manifestano prima di tutto con le buone maniere nel trattare, e con una grande dolcezza di carattere.
È proprio questo, e possiamo dire è solo questo che risulta innanzi al popolo. Non risulta al popolo lo spirito di preghiera del sacerdote, benché se ne accorga spesso dal modo come tratta i divini misteri; non risulta il suo spirito di penitenza, benché lo argomenti dallo stato del suo corpo e dei suoi abiti; non risulta sempre il suo zelo, benché traspaia dalle sue attività; quello che risulta chiarissimamente è il suo modo di trattare, perché è quello il contatto diretto che egli ha col popolo.

IL CRISTIANO TROVA LA FORTEZZA NEL CREATORE

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Non essere così fiacco, molle. — È ormai ora di respingere quella strana compassione che senti di te stesso.(Cammino, 193)
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Stavamo parlando di lotta. Sappiamo che essa richiede allenamento, alimentazione adeguata, medicine urgenti in caso di infermità, di contusioni, di ferite. I Sacramenti, medicina principale della Chiesa, non sono superflui: quando vengono abbandonati volontariamente, non è possibile fare un solo passo nel cammino al seguito di Gesù. Ne abbiamo bisogno come abbiamo bisogno della respirazione, della circolazione del sangue, della luce. Ne abbiamo bisogno per saper cogliere in ogni istante ciò che il Signore vuole da noi.

L'ascetica esige fortezza, e il cristiano trova la fortezza nel Creatore. Siamo oscurità, ed Egli è vivissimo splendore; siamo infermità, ed Egli è vigorosa salute; siamo miseria, ed Egli è infinita ricchezza; siamo debolezza, ed Egli ci sostiene, quia tu es, Deus, fortitudo mea: Tu sei sempre, mio Dio, la nostra fortezza. Non c'è nulla quaggiù che possa opporsi allo sgorgare impaziente del Sangue Redentore di Cristo. Ma la nostra piccolezza può offuscarci lo sguardo al punto di non avvertire più la grandezza divina. Ecco dunque la responsabilità di tutti i fedeli, specialmente di coloro che hanno il compito di guidare spiritualmente — di servire — il Popolo di Dio, di non soffocare le fonti della grazia, di non vergognarsi della Croce di Cristo. (E' Gesù che passa, 80)