" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

26 dicembre 2011

PAUSA PER PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE


Cari amici e sostenitori di questo blog,
domani partirò per compiere il mio pellegrinaggio nel 30° anniversario delle apparizioni a Medjugorje. Quindi, per circa 15 giorni, questo blog non verrà aggiornato. Vi chiedo di pregare per me e così farò anch'io per voi. Dio e la Sua Mamma vi benedicano tutti. A presto!
Scarlet

25 dicembre 2011

DIO SI UMILIA



E a Betlemme nasce il nostro Dio: Gesù Cristo! - Non c'è posto nella locanda: nasce in una stalla. E Sua Madre Lo avvolge in fasce e Lo adagia nella mangiatoia (Lc 2, 7). Freddo. Povertà. Io mi metto al servizio di Giuseppe. Com'è buono Giuseppe! Mi tratta come un figlio. E mi perdona se prendo in braccio il Bambino e rimango per ore a dirGli cose dolci e ardenti! E Lo bacio - baciaLo anche tu - e Lo cullo, e canto per Lui, e Lo chiamo Re, Amore, mio Dio, mio Unico, mio Tutto! Com'è bello il Bambino e com'è corta la decina! (Santo Rosario, misteri guadiosi, 3)
La Sua esistenza umana ha inizio nel seno di Sua Madre, ove permane nove mesi come ogni altro mortale, nel modo più naturale. Ben sapeva il Signore quale estremo bisogno avesse di Lui l'umanità, e ardente era la Sua ansia di scendere sulla terra per la salvezza di tutte le anime: eppure ogni cosa segue il suo corso. Egli nacque quando giunse il Suo momento, come ogni altro uomo sulla terra. Dal concepimento alla nascita, nessuno — tranne Giuseppe ed Elisabetta — si rende conto del prodigio: Dio viene a porre la Sua dimora tra gli uomini.
Il Natale di Gesù è soffuso di ammirevole semplicità: il Signore viene senza risonanza, sconosciuto a tutti. Qui in terra, soltanto Maria e Giuseppe partecipano a questa avventura divina. Poi i pastori, ai quali gli angeli recano l'annunzio. E, più tardi, quei saggi dell'Oriente. È così che ha compimento l'evento trascendente che unisce il cielo alla terra, Dio all'uomo.
È mai possibile tanta insensibilità di cuore al punto di abituarsi a queste scene? Dio viene nell'umiltà perché ci sia possibile avvicinarLo, perché ci sia possibile corrispondere al Suo amore con il nostro amore, perché la nostra libertà si arrenda non più soltanto alla manifestazione della Sua potenza, ma anche allo splendore della Sua umiltà.
Ineffabile grandezza di un Bambino che è Dio! Suo Padre è il Dio che ha fatto i cieli e la terra, eppure Egli è lì, in una mangiatoia, quia non erat eis locus in diversorio, perché non c'era altro posto sulla terra per il Signore di tutto il creato.
(E' Gesù che passa, 18)

23 dicembre 2011

SULLA VIA DEI SUOI PASSI


"La festa di Natale parla tanto all'anima e mi sembra che inviti a morire a tutto per rinascere ad una vita nuova, una vita tutta d'amore.
Oh, se potessi essere piccola come Gesù e poi crescere al Suo fianco mettendo i piedi sulle orme dei Suoi passi divini!"
(Beata Elisabetta della Trinità)

L'AMORE SI MANIFESTA CON I FATTI


Spìngiti fino a Betlemme, avvicìnati al Bambino, cùllalo, diGli tante cose ardenti, stringiteLo al cuore... — Non parlo di bambinate: parlo di amore! E l'amore si manifesta con i fatti: nell'intimità della tua anima, Lo puoi ben abbracciare! (Forgia, 345)
Dobbiamo contemplare Gesù Bambino, nostro Amore, nella culla. Dobbiamo contemplarLo consapevoli di essere di fronte ad un Mistero. È necessario accettare il Mistero con un atto di fede; solo allora sarà possibile approfondirne il contenuto, guidati sempre dalla fede. Abbiamo bisogno, pertanto, delle disposizioni di umiltà proprie dell'anima cristiana. Non vogliate ridurre la grandezza di Dio ai nostri poveri concetti, alle nostre umane spiegazioni; cercate piuttosto di capire che, nella Sua oscurità, questo Mistero è luce che guida la vita degli uomini.
Quando parlo davanti al presepe, cerco sempre di immaginarmi Gesù nostro Signore proprio così, avvolto in fasce e adagiato sulla paglia di una mangiatoia; ma al tempo stesso cerco di vederLo, mentre è ancora Bambino e non parla, come Dottore e Maestro. Ho bisogno di considerarLo in questo modo, perché devo imparare da Lui. Per imparare da Lui è necessario conoscere la Sua vita; è necessario leggere il santo Vangelo e meditare le scene del Nuovo Testamento per addentrarci nel senso divino dell'esistenza terrena di Gesù.
Dobbiamo infatti riprodurre la vita di Cristo nella nostra vita. Ma ciò non è possibile se non attraverso la conoscenza di Cristo che si acquista leggendo e rileggendo la Sacra Scrittura e meditandola assiduamente nell'orazione, così come facciamo ora, davanti al presepe.
Bisogna capire gli insegnamenti che Gesù ci dà fin dall'infanzia, fin da neonato, fin dal momento in cui i Suoi occhi si sono aperti su questa benedetta terra degli uomini.
Gesù, che cresce e vive come uno di noi, ci rivela che l'esistenza umana, con le sue situazioni più semplici e più comuni, ha un senso divino.
(E' Gesù che passa, nn. 13-14)

LA PREGHIERA DELL'UMILE PENETRA LE NUBI



"La preghiera è onnipotente e ottiene tutto. Io vi dico: chiedete e riceverete. Ad ogni modo non dimenticate che per essere sentiti è necessario chiedere nel modo giusto. In molti chiedono, non tutti ricevono, perché non chiedono come dovrebbero: con umiltà, con fede, con perseveranza. Io non tòllero i superbi: Mi rifiuto di ascoltare le loro preghiere". (Rivelazione di Gesù alla mistica Catilina Rivas del 24 settembre 1996)

LA DOLCEZZA DELLA MADRE DI DIO


Puntiamo l’attenzione sulla dolcezza della Madonna, sulla Sua assoluta capacità di dominare gli eventi e di non lasciare vincere da ciò che non è amore. Ci sono molte forme di violenza, ogni mancanza di amore è una violenza nei riguardi degli altri. Spesso non ci si accorge del male fatto a qualcuno e si rimane indifferenti dinanzi la sofferenza anche dei più vicini.
Se ci rivolgiamo a Lei con la recita del Santo Rosario, diventiamo sensibili alle gioie e alle sofferenze del nostro prossimo: riusciremo a sentire la condizione interiore degli altri e parteciperemo alla loro felicità, ai loro dolori e non solo a quelli di quanti amiamo.
Riempirsi di Spirito Santo dilata la capacità di amare.
La preghiera conduce ad amare tutti, ci fa sentire il dolore intimo degli altri e ci spinge ad agire con premura e disponibilità. Come fece la Madonna quando andò a trovare la cugina Elisabetta, aiutandola nelle faccende domestiche, servendola con tutto il suo ineffabile Amore.
La Madonna è chiamata Beata perché ha creduto in Dio, ha donato la sua vita a Dio e ha raggiunto la pienezza della vera felicità.
Chi conta solo su sè stesso non può essere beato, non vive nella gioia del Signore.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

DOBBIAMO ESSERE UMILI


Tu devi obbedire — o devi comandare — mettendoci sempre molto amore. (Forgia, 629).
Pertransiit benefaciendo. Che cosa fece Gesù per prodigare tanto bene e nient'altro che bene lungo il Suo passaggio? I santi Vangeli ci danno la risposta facendoci conoscere, in tre parole, un'altra biografia di Gesù: Erat subditus illis. Egli obbediva. Oggi che il mondo è così pieno di disobbedienza, di mormorazioni, di disunione, tanto di più dobbiamo apprezzare l'obbedienza.
Sono un grande amico della libertà, e proprio per questo amo tanto la virtù cristiana dell'obbedienza. Dobbiamo sentirci figli di Dio e vivere il desiderio appassionato di compiere la volontà del Padre. Fare le cose secondo il volere di Dio perché ci va di farle: ecco il motivo più soprannaturale della nostra condotta.
... Quando Dio nostro Signore concede agli uomini la Sua grazia, quando li chiama con una vocazione specifica, è come se tendesse loro la mano; mano paterna, piena di fortezza, ma soprattutto di amore, perché Egli ci cerca a uno a uno, come figli e figlie, e conosce la nostra fragilità. Il Signore attende da noi lo sforzo di prendere la mano che ci porge: ci chiede questo sforzo come riconoscimento della nostra libertà. Per riuscire a compierlo è necessario essere umili, sentirci figli bambini e amare la benedetta obbedienza dovuta alla Sua paternità benedetta.
(E' Gesù che passa, 17)

21 dicembre 2011

L'ATTESA DI MARIA


Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all'infinito.

CONSENTIGLI DI ESSERE ESIGENTE CON TE!


Dio ci ama infinitamente di più di quanto tu stesso ti ami... consentiGli, dunque, di essere esigente con te! (Forgia, 813)
Il Signore conosce bene i nostri limiti, l'attaccamento alla nostra personalità, le nostre ambizioni; conosce quanto ci sia difficile dimenticare noi stessi e darci agli altri. Sa che cosa sia non trovare amore e constatare che anche quelli che dicono di seguirLo lo fanno solo a metà. Ricorderete le scene drammatiche, narrate dagli Evangelisti, nelle quali vediamo gli Apostoli pieni ancora di aspirazioni temporali e di progetti soltanto umani. Ma Gesù li ha scelti, li tiene con Sé, e affida loro la missione che Egli aveva ricevuto dal Padre.
Anche noi siamo chiamati da Gesù che ci domanda, come a Giacomo e a Giovanni: Potestis bibere calicem, quem ego bibiturus sum?, siete disposti a bere il calice che Io sto per bere, il calice dell'abbandono completo alla volontà del Padre? Possumus!, sì, siamo disposti, rispondono Giacomo e Giovanni.

Io e voi, siamo veramente disposti a compiere in tutto la volontà di Dio nostro Padre? Abbiamo dato tutto intero il nostro cuore al Signore, o ci manteniamo attaccati a noi stessi, ai nostri interessi, ai nostri comodi, al nostro amor proprio? C'è qualcosa che non si addice alla nostra condizione di cristiani e che ci impedisce di purificarci? Ecco oggi l'occasione di rettificare. (E' Gesù che passa, 15)

16 dicembre 2011

MARANATHA', VIENI SIGNORE GESU'!


A BETLEMME IL CIELO SCENDE SULLA TERRA


"Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi".
Unica Aurora che precede il Sole, Stirpe di Davide che spunta come una rosa in mezzo alle spine.
Miriam, Figlia di Israele che porti in grembo Colui che porta tutto,
candida Alba che annuncia nel silenzio verginale il sorgere tanto atteso del Sole che viene a visitarci.
Maria, grazie alla Tua luce che solo gli umili vedono, noi sappiamo che,
per tutti coloro che abitavano nella valle delle tenebre di morte, è giunta la liberazione.
Porta di comunicazione fra il cielo e la terra, attraverso Te io mi reco a Betlemme dove il Cielo scende sulla terra.

14 dicembre 2011

TUTTO PUO' E DEVE PORTARCI A DIO


Urge la diffusione della luce della dottrina di Cristo. Fa' provvista di formazione, riempiti di idee chiare, della pienezza del messaggio cristiano, per poterlo poi trasmettere agli altri. — Non aspettarti illuminazioni da Dio, che non ha motivo di dartene, dal momento che disponi di mezzi umani concreti: lo studio, il lavoro. (Forgia, 841)
Il cristiano deve avere sete di sapere. Dall'approfondimento della scienza più astratta, all'abilità manuale degli artigiani, tutto può e deve condurre a Dio. Non c'è lavoro umano che non sia santificabile, che non sia occasione di santificazione personale e mezzo per collaborare con Dio alla santificazione di coloro che ci circondano. La luce di coloro che seguono Gesù Cristo non deve essere collocata nel fondo della valle, ma in vetta alla montagna, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
Il lavoro così fatto è orazione. Lo studio così fatto è orazione. La ricerca scientifica così fatta è orazione. Tutto converge verso una sola realtà: tutto è orazione, tutto può e deve portarci a Dio, alimentando un rapporto continuo con Lui, dalla mattina alla sera. Ogni onesto lavoro può essere orazione; e ogni lavoro che è orazione, è apostolato. In tal modo l'anima si irrobustisce in un'unita di vita semplice e forte.
Il Signore fa affidamento su di noi per portare anime alla santità, per avvicinarle a Sé, unirle alla Chiesa ed estendere il Regno di Dio in tutti i cuori. Il Signore ci vuole disposti a donarci, fedeli, sensibili, innamorati. Ci vuole santi, totalmente Suoi.
(E' Gesù che passa, nn. 10-11)

SEGUIRE DA VICINO LE ORME DI CRISTO


La nostra condizione di figli di Dio ci porterà — insisto — ad avere spirito contemplativo in mezzo a tutte le attività umane — luce, sale e lievito, attraverso l'orazione, la mortificazione, la cultura religiosa e professionale —, facendo diventare realtà questo programma: quanto più siamo immersi nel mondo, tanto più dobbiamo essere di Dio. (Forgia, 740)
Non dobbiamo guardare il mondo con aria delusa. Hanno reso un cattivo servizio alla catechesi, forse involontariamente, quei biografi di santi che hanno voluto trovare ad ogni costo cose straordinarie nella vita dei servi di Dio fin dai loro primi vagiti. (…)
Ora, con l'aiuto di Dio, abbiamo imparato a scoprire lo spatium verae poenitentiae, il tempo di una vera penitenza; in quei momenti facciamo propositi di emendatio vitae, di migliorare la nostra vita. È questa la via per preparare l'anima alla grazia e alle ispirazioni dello Spirito Santo. E con la grazia — ve lo ripeto — viene il gaudium cum pace, la gioia, la pace e la perseveranza nel cammino (E' Gesù che passa, 9)

NELLE BRACCIA DI DIO COME BAMBINI


Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.

Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore, ora e sempre.

13 dicembre 2011

8 DICEMBRE: IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA


Questa Solennità indica l’inizio della storia di una Creatura impareggiabile, ineguagliabile nella santità e nella docilità alla volontà di Dio. Da questo privilegio seguono tutti gli altri, senza questo privilegio non sarebbe mai potuta diventare Madre di Dio. Non poteva il Figlio di Dio incarnarSi in un corpo contaminato dal peccato originale e dunque macchiato dalla bava di satana.
Occorreva una Creatura speciale, purissima, innocente, Immacolata.
Il dogma dell’Immacolata Concezione non inventa nulla che non sia già inserito nella Sacra Scrittura. Il saluto “Piena di Grazia”, manifesta sufficientemente che l’Arcangelo Gabriele si rivolgeva ad una Fanciulla incontaminata dal peccato, senza alcuna macchia del peccato originale.
Altrimenti non avrebbe salutato Maria con questa definizione: “Piena di Grazia”.
Quando un bicchiere è pieno di qualsiasi liquido, non puoi aggiungere altro, perché è già pieno. La pienezza esclude la possibilità di aggiungere qualcos’altro. La Vergine Maria è Piena di Grazia e si esclude qualsiasi altra presenza. Un dono che Dio ha esclusivamente riservato all’unica Donna della storia, degna di diventare Madre del Creatore.
Ecco perché chi prega la Madonna e si avvicina a Lei diventa simile a Gesù. Diventa sempre più buono e onesto, giorno dopo giorno sente una forza interiore mai provata prima che permette di vivere le virtù con maggiore facilità. È la Madonna a trasmettere il Suo Spirito, ad agire nelle anime che La invocano e si consacrano al Suo Cuore Immacolato.
Attraverso la Corona del Santo Rosario la Madonna ci trasmette le Grazie e il Suo Spirito.
Dobbiamo però arrivare all’umiltà della mente e alla semplicità del cuore, lo chiede la Madonna, solo così comprenderemo in modo chiaro la necessità di vivere il Vangelo senza stravolgerlo e l’importanza del nostro apostolato verso quanti sono lontani da Gesù.

UN'ORAZIONE CONTINUA


Padre, mi hai confidato: io mi porto addosso molti sbagli, molti errori. — Lo so bene, ti ho risposto. Ma Dio nostro Signore, che pure lo sa e ci fa conto, ti chiede solo l'umiltà di riconoscerlo, e la lotta per rettificare, per servirlo ogni giorno meglio, con più vita interiore, con un'orazione continua, con la devozione e con l'impiego dei mezzi adeguati per santificare il tuo lavoro. (Forgia, 379)

Vita interiore, in primo luogo. Quanti ancora non lo capiscono! Quando sentono parlare di vita interiore pensano alle navate buie o all'aria viziata di alcune sacrestie. Da più di un quarto di secolo cerco di insegnare che non è nulla di tutto ciò. Io mi riferisco alla vita interiore dei comuni cristiani, quelli che abitualmente si incontrano in piena strada, all'aria aperta: quelli che per la strada, nel lavoro, in famiglia e nei momenti di svago non perdono di vista Gesù per tutta la giornata. Non è forse questa una vita di continua orazione? E non hai forse compreso anche tu la necessità di essere anima di orazione, di avere con Dio un rapporto che ti deifichi?Questa è la fede cristiana, e così l'hanno sempre intesa le anime d'orazione: Diventa Dio — scrive Clemente Alessandrino — l'uomo che vuole tutto ciò che Dio vuole.

L'inizio non è facile; costa sforzo rivolgersi al Signore e ringraziarlo della sua pietà paterna e concreta verso di noi. Poi, a poco a poco — benché non sia cosa del sentimento — l'amore di Dio si fa tangibile come una traccia profonda nell'anima. È Cristo che ci segue amorosamente:Ecco, sto alla porta e busso.
(E' Gesù che passa, 8)

8 dicembre 2011

VENITE A ME, VOI TUTTI CHE SIETE STANCHI


«Venite a Me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da Me, che sono mite e umile di Cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il Mio giogo infatti è dolce e il Mio peso leggero».

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Se queste parole fossero accolte da tutti, avremmo sette miliardi di persone nelle Chiesa a pregare. Perché molti sono stanchi e oppressi, ognuno ha dei motivi personali, c’è chi è stanco per il lavoro e la vita intensa, c’è chi è oppresso dalle preoccupazioni, ansie inutili, desideri irrealizzabili. Che portano all’avvilimento e alla demoralizzazione.
Soprattutto l’oppressione scatenata da insoddisfazioni più o meno riconosciute, schiaccia la vita spirituale e paralizza ogni desiderio che conduce alla preghiera e ai Sacramenti. L’oppressione arriva soprattutto dall’interno, dai quei pensieri che martellano il cuore fino a realizzarli. Quei pensieri che portano al nulla e alla vanità esteriore che durano pochissimo tempo e poi svaniscono.
Oggi un po’ ovunque si festeggia il mito dell’apparenza, mostrarsi perfetti per suscitare ammirazione per alcuni minuti. E quanta preparazione per farsi bellissime, mentre non si dedicano dieci minuti a Gesù per ringraziarLo e adorarLo.
Quante ore molte persone trascorrono nei centri di bellezza o in palestra o sotto i bisturi del chirurgo per sistemare alcuni millimetri che non stanno bene… Quanto più si cerca di apparire belli esteriormente tanto più si perde la spiritualità interiore. Non si può ascoltare l’invito di Gesù: “Venite a Me”, non possono andare perché impegnati ogni giorno alla ricerca della perfezione del corpo.
Qui è tutto l’inganno… cercare la perfezione esteriore dimenticando la vita interiore.
Non è sbagliato curare il corpo e l’aspetto esteriore, ci mancherebbe, ma tutto si misura dall’intenzione: perché si fa? La maggior parte per sedurre, quindi, si tratta di vanità, vanagloria inutile. L’aspetto esteriore curato è manifestazione di controllo personale, ma non sempre viene curata anche l’anima. Occorre curare l’anima e il corpo.
La vita sedentaria fa male un po’ a tutto il corpo, si suggerisce di passeggiare ogni giorno, anche di fare un po’ di palestra in casa o altrove per aiutare il fisico. Spesso chi cerca di abbellire l’apparenza non ha tempo per aiutare il corpo con lunghe passeggiate. Non c’è più il tempo per fare altro, mentre l’apparenza passa e la salute del corpo rimane.
Il viso manifesta l’anima, niente può cambiare i lineamenti di chi non prega. Guardate invece i volti delle persone che pregano: c’è gioia, serenità, bontà. Traspare dal volto la verità e l’onestà.

7 dicembre 2011

IMPLORA LA MISERICORDIA DIVINA


Per ciascuno di noi, come per Lazzaro, fu proprio un “veni foras” — vieni fuori, a metterci in movimento. — Come fanno pena quelli che ancora permangono morti, e non conoscono il potere della misericordia di Dio! — Rinnova la tua santa gioia perché, di fronte all'uomo che si decompone senza Cristo, si alza l'uomo che è risorto con Lui. (Forgia, 476)
E' cosa buona considerare le insidie di questi nemici dell'anima: il disordine della sensualità e della leggerezza superficiale; l'insipienza della ragione che si oppone al Signore; la presunzione altèra che rende sterile l'amore a Dio e alle creature. Tali situazioni dello spirito sono ostacoli evidenti, e il loro potere perturbatore è grande. Per questo la liturgia ci porta nell'introito ad implorare la Misericordia Divina: "A Te, Signore, elevo l'anima mia. Dio mio, in Te, confido: non sia confuso! Non trionfino su di me i miei nemici". Nell'antifona dell'offertorio ripeteremo: "Confido in Te, che io non sia confuso!".
Ora che il tempo della salvezza è vicino, è consolante ascoltare dalle parole di San Paolo che quando si manifestarono la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il Suo amore per gli uomini, Egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per la Sua Misericordia.
Scorrendo la Sacra Scrittura scoprirete costantemente la presenza della Misericordia di Dio: essa riempie la terra e si estende a tutti i Suoi figli, super omnem carne: ci circonda, ci previene, si moltiplica, per venirci in aiuto, e costantemente viene riconfermata. Dio, venendoci incontro come Padre amoroso, ci accoglie nella Sua Misericordia: una Misericordia soave, buona come le nuvole apportatrici di pioggia.
Gesù completa e ricapitola tutta la storia della Misericordia Divina:

"Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia"; e ancora: "Siate misericordiosi, come e misericordioso il vostro Padre Celeste". (E' Gesù che passa, 7)

4 dicembre 2011

AIUTACI, SIGNORE...



.... quando, nel fragore della tempesta non sappiamo più come andare avanti, a ricordare che sei Tu che ci insegnerai la via per la quale dobbiamo camminare” (Salmo 32,8)

DIO AMA SCEGLIERE STRUMENTI DEBOLI


Stiamo volentieri, Signore, nella Tua mano piagata. Stringici forte! Spremici! Fa' che perdiamo tutta la miseria terrena!, che ci purifichiamo, che ci infiammiamo, che ci sentiamo imbevuti del Tuo Sangue! — E poi, gettaci lontano!, lontano, con fame di messe, in una semina ogni giorno più feconda, per amore di Te. (Forgia, 5)
Senza troppa fatica potremmo trovare nella nostra famiglia, tra i nostri amici e i nostri colleghi, per non parlare dell'immenso panorama del mondo, tante persone più degne di ricevere la chiamata di Cristo. Persone più semplici, più sagge, più influenti, più importanti, più riconoscenti, più generose.
Quando ci penso, ne sento vergogna. Però mi rendo anche conto che la nostra logica umana non serve per spiegare le realtà della grazia. Dio ama scegliere strumenti deboli perché appaia con maggiore evidenza che l'opera è Sua.
(…) Vi dicevo che tutto è avvenuto senza alcun merito da parte nostra, perché alla base della vocazione c'è la consapevolezza della nostra miseria, la certezza che la luce che illumina l'anima — la fede —, l'amore con cui amiamo — la carità —, e lo slancio che ci sostiene — la speranza — sono doni gratuiti di Dio. Pertanto, se non cresciamo in umiltà, perdiamo di vista lo scopo della scelta divina: ut essemus sancti, la santità personale.
È con questa umiltà che possiamo comprendere le meraviglie della chiamata divina. La mano di Cristo ci raccoglie dal granaio: il Seminatore stringe nella Sua mano piagata il pugno di frumento; il Sangue di Cristo imbeve il seme, lo impregna. Poi il Signore lo getta nel solco, perché morendo sia vita e, affondando nella terra, sia capace di moltiplicarsi in spighe dorate.
(E' Gesù che passa, 3)

NON POSSIAMO INSEGNARE QUELLO CHE NON METTIAMO IN PRATICA


“Coepit facere et docere” — Gesù cominciò a fare e poi a insegnare: tu e io dobbiamo dare la testimonianza dell'esempio, perché non possiamo condurre una doppia vita: non possiamo insegnare quello che non mettiamo in pratica. In altre parole, dobbiamo insegnare quello che, perlomeno, ci sforziamo di mettere in pratica. (Forgia, 694)
Il Signore non Si è limitato a dirci che ci amava, ma lo ha dimostrato con le opere. (…) Venne a insegnare, ma innanzitutto a fare; venne a insegnare, ma facendoSi modello, facendoSi Maestro ed esempio con la Sua condotta.
Possiamo ora continuare il nostro esame di coscienza davanti a Gesù Bambino. Siamo decisi a fare in modo che la nostra vita serva di modello e di insegnamento agli uomini, nostri fratelli e nostri uguali? Ognuno di noi è deciso a essere un altro Cristo? Ma non basta dirlo con le labbra. Tu, che come cristiano sei chiamato a essere un altro Cristo — lo domando a ciascuno di voi e lo domando a me stesso — , meriti che si dica anche di te: coepit facere et docere?, e cioè che hai incominciato a fare le cose da figlio di Dio, attento alla volontà del Padre, in modo da spingere tutte le anime a prendere parte alle cose buone e nobili, divine e umane della Redenzione? Vivi la vita di Cristo nella tua vita ordinaria in mezzo al mondo?
Fare le opere di Dio non è una bella frase: significa corrispondere all'invito di spendere la propria vita per Amore. Bisogna morire a sè stessi per rinascere a vita nuova. Tale è l'obbedienza di Gesù, usque ad mortem, mortem autem crucis: propter quod et Deus exaltavit illum, e per questo Dio Lo esaltò.
(E' Gesù che passa, 21)

LA COMPASSIONE DI GESU'


La compassione di Gesù era infinita come infinita è la Sua Persona Divina. La compassione della Madonna è quasi infinita perché pur essendo Madre di Dio non è Dio. La compassione di San Francesco d’Assisi e di San Pio da Pietrelcina certamente è stata elevatissima rispetto a tutti gli altri Santi ma sempre microscopica rispetto alla Madonna.
Ognuno di noi prova compassione per gli altri in misura proporzionata alla Grazia che possiede.
L’amore spirituale non è qualcosa che si inventa o si possiede quasi per caso. Solo una vita virtuosa e la frequenza dei Sacramenti ci permettono di riempirci dello Spirito di Dio. La Sua Grazia è la fiamma che incendia il nostro cuore di amore e lo spinge ad amare tutti.
La compassione cresce con la Grazia di Dio, si amano gli altri con maggiore facilità, si perdona immediatamente anche se nei casi di ingiustizia è opportuno ristabilire la verità.
Non dobbiamo valutare quante preghiere recitiamo e quante opere facciamo, la guida è sempre la retta intenzione, con quale amore compiamo queste opere. Se è un amore ipocrita le buone opere non servono a nulla, invece la vita spirituale impegnata permette la purificazione di questo amore e la crescita di buone disposizioni interiori.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

PER PREPARARCI AL RITORNO DI GESU' NELLA GLORIA


Signore Gesù, Pastore delle nostre anime, la prima volta che sei venuto, sei venuto umilmente a cercarci.
Il Tuo ritorno invece sarà nella gloria, quando dissiperai l'oscurità di questo mondo ed eliminerai il peccato.
Concedici di prepararci alla Tua venuta, perché Tu possa, al Tuo ritorno, trovarci nella pace.

2 dicembre 2011

TROVIAMO IL TEMPO PER STARE CON LUI?


Sappiamo che Gesù è in Chiesa nel Tabernacolo e non Lo andiamo a visitare quasi mai!

Gesù ci chiama dal Tabernacolo, se vogliamo conoscerLo come Dio Amore e se abbiamo bisogno di grazie, ci ripete: “Venite e vedrete”.

LA DOLCEZZA DEL TUO AMORE


Gesù, sei la mia roccia, la mia forza, il mio baluardo, il mio scudo.
Tutto ciò che è in me Ti loda poiché Tu ci hai fatto passare dalle tenebre alla Tua luce mirabile.
Benedetto sei Tu per la Tua Chiesa, fondata sulla pietra ferita del Tuo Corpo che emette sangue ed acqua.
Sii lodato per questa ferita, per questa debolezza che ci comunica la forza e la vitalità.
Anche oggi, nel deserto torrido della modernità, Tu sei la roccia del Tuo popolo.
Tu accompagni il Tuo popolo errante affinché possa gustare la dolcezza del Tuo amore e non l'amarezza delle acque. Benedetti siano i successori di Pietro, le pietre su cui fondasti la Tua Chiesa affinché estendessero il Tuo Corpo ovunque sulla terra.

29 novembre 2011

29 NOVEMBRE 2011: INIZIA LA NOVENA ALL'IMMACOLATA


1° Giorno:
INVOCAZIONE DI AIUTO A MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave Frutto di salvezza, noi Ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi.
Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l’opera sublime della Redenzione e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il Suo Sangue, ci ha donato.
Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvatori insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere “segni” di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen.
3 Ave Maria

2° GIORNO:
TI SALUTO, O MARIA

Ti saluto, O Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode.
Tu sei la Corredentrice, la Rugiada del mio arido cuore, la serena Luce della mia mente confusa, la Riparatrice di tutti i miei mali.
Compatisci, o Purissima, l’infermità dell’anima mia.
Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio Tuo in mio favore e, finchè durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi.
3 Ave Maria

3° GIORNO:
OTTIENIMI UN CUORE FEDELE

Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male.
Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal Suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo.
3 Ave Maria

4° GIORNO:
AIUTACI, O MADRE

Regina nostra, inclita Madre di Dio, Ti preghiamo: fa’ che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la Tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo.
Questo ci conceda Gesù Cristo, Tuo Figlio, che Ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, Ti ha incoronata Regina, e Ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen.
(S. Antonio di Padova)
3 Ave Maria

5° GIORNO:
SALVACI, O MARIA!

O Vergine, bella come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli Angeli, fa’ che noi, Tuoi figli, Ti assomigliamo, e che le nostre anime ricevano un raggio della Tua bellezza che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità.
O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. RispecchiandoTi nel volto dei Tuoi figli, concedi a noi un riflesso del Tuo lume e del Tuo fervore.
Sàlvaci, o Maria, bella come la luna, fulgida come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore. Amen.
3 Ave Maria

6° GIORNO:
TU, O MARIA

Ave Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più gloriosa degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fragranza, Giglio che olezza soave, Rosa profumata che si schiude alla salute dei mortali.
Ave, Tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificenza, aperto a tutti, Oasi di mistiche delizie.
Ave Purissima! Vergine Madre!
Degna di lode e di venerazione, fonte d’acque zampillanti, tesoro d’innocenza, splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen.
(San Germano)
3 Ave Maria


7° GIORNO:
RICORDATI DEI TUOI FIGLI


O Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei chiamata “Aiuto dei Pastori”, proteggi e assisti i vescovi nella loro missione apostolica, e quanti, sacerdoti e religiosi, laici, li aiutano nella loro ardua fatica.
RicordaTi di tutti i Tuoi figli; avvalora presso Dio le loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità.
RicordaTi di coloro che versano nelle tribolazioni, nelle necessità, nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e affretta il sospirato giorno della giusta libertà.
3 Ave Maria

8° GIORNO:
O PADRE MISERICORDIOSO


O Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi Ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Vergine Maria ad essere Madre del Figlio Tuo fatto Uomo. Ti ringraziamo perché L’hai preservata da ogni peccato, L’hai riempita di ogni dono di grazia, L’hai congiunta all’opera di Redenzione del Tuo Figlio e L’hai assunta in anima e corpo al Cielo.
Ti preghiamo, per Sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristiana, di crescere ogni giorno nel Tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel Tuo Regno beato. Amen.
3 Ave Maria

9° GIORNO:
CHINATI SU DI NOI

Ascolta, o Prediletta da Dio, l’ardente grido che ogni cuore fede innalza verso di Te. Chinati sulle nostre piaghe doloranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custodisci il fiore della purezza nei giovani, proteggi la Chiesa santa, fa’ che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà…
Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al Tuo trono l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai Tuoi altari: tutta Bella sei, o Maria! Tu Gloria, Tu Letizia, Tu Onore del nostro popolo. Amen.
3 Ave Maria

CHI VUOLE TRASFORMARE LA CHIESA DIVINA IN UNA CHIESA UMANA?


Oggi, sono molti quelli che si illudono di ascoltare Gesù mentre in realtà ascoltano sè stessi o addirittura il principe delle tenebre. Non sono più in grado di percepire la voce di Dio; lo Spirito Santo è assolutamente ignorato e spesso pregato con metodi protestanti.
Ricordiamo le Parole di Gesù: “Il Figlio dell'Uomo, quando verrà, troverà la Fede sulla terra?”
(Lc 18,8). Questo indica che verrà per mettere fine a questi tempi di assoluta corruzione, verrà per riportare la Sua Chiesa allo splendore e alla fedeltà dei primi secoli cristiani. Sono i 10 segreti di Medjugorje ad indicare che presto Dio interverrà in questo mondo diventato pagano per riprenderne l’autorità.
La presenza della Madonna con le Sue apparizioni ha ridestato i cuori di milioni di persone, non di miliardi, e il consuntivo delle vere apparizioni non è sicuramente incoraggiante.
Nonostante tutti i richiami di questi ultimi decenni, la stragrande maggioranza delle parrocchie ha completamente dimenticato il Vangelo di Gesù. Di tutto si parla tranne che degli insegnamenti del Signore. Di tutto si organizza tranne l’adorazione eucaristica silenziosa anche giornaliera. Quasi ovunque si fa l’adorazione inserendo molti canti e lunghe preghiere, invece l’adorazione eucaristica è la contemplazione silenziosa di Gesù Eucaristico.
La crisi di fede e l’apostasia
(perdita della fede), preannunciate a Fatima dalla Madonna nel 1917 si stanno realizzando pienamente. Giorno dopo giorno si avvera la divisione tra quanti scelgono una falsa spiritualità e altri che rimangono fedeli al Vangelo.
Ciò che sorprende è l’assoluta cecità di molti cattolici riguardo i segni dei tempi. Quanti vescovi e sacerdoti non vogliono vedere la rovina all’interno della Chiesa? Ognuno ha i suoi motivi per non voler vedere, certamente la ricerca di una vita comoda e non più dedita ai sacrifici ha preso il sopravvento.
Oramai ci avviciniamo ai tempi della purificazione, basta osservare quanto sta avvenendo nel mondo per comprendere che la Chiesa Cattolica si sta dissolvendo per colpa dei cardinali e dei vescovi affiliati alla Massoneria ecclesiastica. Non mancano anche monsignori e giovani sacerdoti rampanti che sperano di raggiungere le alte sfere per appagare l’ambizione.
Riflettere un quarto d’ora sulla condizione spirituale delle parrocchie, sul silenzio dei Prelati dinanzi agli scandali e sulla continua diffusione di eresie un po’ ovunque. Tutto tace… in attesa della realizzazione del piano massonico di trasformare la Chiesa Divina in una Chiesa umana, eliminando tutto ciò che richiede impegno spirituale.
Una rimozione che avverrà dolcemente… indolore per molti cattolici che non conoscono la sana dottrina e non leggono bene il Vangelo.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

ECCOMI, PERCHE' MI HAI CHIAMATO


È giunto per noi un giorno di salvezza, di eternità. Una volta ancora si odono i richiami del Pastore Divino, le Sue parole affettuose: “Vocavi te nomine tuo” — ti ho chiamato per nome. Come nostra madre, Egli ci invita per nome. Anzi: con il nomignolo affettuoso, familiare. — Laggiù, nell'intimità dell'anima, chiama, e bisogna rispondere: “Ecce ego, quia vocasti me” — eccomi, perché mi hai chiamato, deciso stavolta a non permettere che il tempo passi come l'acqua sui ciottoli, senza lasciare traccia. (Forgia, 7)
Forse un giorno — non voglio generalizzare, apri il tuo cuore al Signore e raccontaGli la tua storia — un amico, un comune cristiano come te, ti svelò un panorama profondo e nuovo, eppure vecchio come il Vangelo. Ti suggerì la possibilità di impegnarti seriamente a seguire Cristo, a essere apostolo di apostoli. Forse in quel momento hai perduto la tranquillità, per ritrovarla trasformata in pace, quando liberamente, perché ti andava di farlo — è questo il motivo più soprannaturale — rispondesti di sì a Dio. Sopraggiunse allora una gioia forte, incessante, che può scomparire soltanto se ti allontani da Lui.
Non mi piace parlare di eletti o di privilegiati. Eppure il Signore chiama e sceglie. Sono parole della Scrittura: Elegit nos in ipso ante mundi constitutionem — dice san Paolo — ut essemus sancti. Ci ha scelti prima della creazione del mondo perché fossimo santi. So che questo non ti riempie di orgoglio né ti fa considerare superiore agli altri.
Questa scelta, radice della tua chiamata, deve essere la base della tua umiltà. Si innalza forse un monumento ai pennelli di un grande pittore? Sono serviti per dipingere dei capolavori, ma il merito è dell'artista. Noi cristiani siamo soltanto strumenti del Creatore del mondo, del Redentore di tutti gli uomini.
(E' Gesù che passa, 1)

27 novembre 2011

PIENA DI GRAZIA

Piena di grazia è Colei che "ha trovato grazia presso Dio". Maria è "il nuovo fiore della terra che il Cielo coltiva dall'alto" per divenire degna Madre del Signore.

PREGHIAMO CON IL VANGELO DELLA I DOMENICA DI AVVENTO


Signore Gesù, per ben 3 volte ripeti a ciascuno di noi il verbo "Vegliate", come un consiglio, un comando, ma anche l'avvertimento di un Padre che si preoccupa per tutti i Suoi figli perchè siano attenti e non si lascino vincere dalle fatiche,dagli ostacoli e dalle tante preoccupazioni di questo tempo.

LA MERAVIGLIOSA GIACULATORIA INSEGNATA DALLA MADONNA

"O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!"

27 NOVEMBRE: FESTA DELLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


SUPPLICA ALLA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

(Da recitarsi alle 17 del 27 Novembre, festa della Medaglia, ogni 27 del mese, ed in ogni urgente necessità)

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei Tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui Ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle Tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui, prostrati davanti a Te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da Te prescelta per la manifestazione della Tua Medaglia. Noi veniamo a Te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a Te sì cara, per ringraziarTi del gran dono che ci hai fatto dandoci la Tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque Ti promettiamo che, secondo il Tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della Tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il Tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici Tuoi e del Tuo Divin Figlio. Sì, il Tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unìsono col Tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l'ora Tua, o Maria, l'ora della Tua bontà inesauribile, della Tua misericordia trionfante, l'ora in cui facesti sgorgare per mezzo della Tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest'ora, che Ti ricorda la dolce commozione del Tuo Cuore, la quale Ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest'ora sia anche l'ora nostra: l'ora della nostra sincera conversione, e l'ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso proprio in quest'ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i Tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le Tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a Te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le Sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la Tua Immacolata Concezione e per l'amore che Ti spinse a darci la Tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già Ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la Tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i Tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la Tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest'ora solenne Ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. RicordaTi che anch'essi sono Tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Sàlvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averTi tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirTi a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Così sia.

Salve Regina...
e poi ripetere per 3 volte: "O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te".

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA:LA STORIA
(Apparizioni di Maria SS.ma del 1830 a Parigi, Rue du Bac, 140)

Nella notte del 18 luglio 1830, verso le ore 23,30, S. Caterina Labouré, Figlia della Carità di S. Vincenzo De Paoli, si sentì sommessamente chiamare dai piedi del letto: "Suor Labouré! ... Suor Labouré!...". Si svegliò di soprassalto e vide un bimbo risplendente di luce, il suo angelo custode, che la invitava a recarsi in cappella: "Vieni!, in cappella la Madonna ti aspetta". La novizia non se lo fece ripetere. Si vestì e seguì la sua guida celeste. Nella cappella, la giovane suora fu condotta fino al presbiterio e qui la SS. Vergine non si fece attendere. Un fruscio di veste di seta ed ecco la Regina del cielo avanzare dalla parte destra e venire a sedersi sulla poltroncina, da cui il direttore, il padre Aladel, soleva tenere le sue istruzioni alle novizie. Col cuore traboccante di gioia, S. Caterina si gettò in ginocchio, giunse le mani e le posò in grembo alla Vergine Santa. Ebbe così inizio, tra la Mamma Celeste e l'umile suora, un colloquio durato oltre due ore. Prima di scomparire, come qualcosa che si spegne, la SS. Vergine disse a S. Caterina: "Ritornerò, figlia mia, perché ho una missione da affidarti!".
Ad un tratto il globicino che la Madonna teneva sul cuore scomparve in alto e le sue mani si abbassarono, avvolgendo, il mondo che aveva sotto i piedi con raggi luminosi, simbolo delle grazie ottenute per noi. Si formò quindi, attorno alla figura della SS. Vergine, una cornice ovale con le parole della giaculatoria a caratteri d'oro:
" O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te! ". Poi il quadro sembrò voltarsi. La figura della Madonna scomparve e rifulse al centro una grande M, sormontata da una crocetta. Sotto la M brillarono i Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Attorno si stagliarono 12 fulgidissime stelle. La veggente sentì una voce che le diceva: "Fà coniare una medaglia su questo modello, le persone che la porteranno al collo con fiducia, riceveranno grandi grazie!". La medaglia dell'Immacolata, coniata nel 1832, fu denominata dal popolo stesso Medaglia Miracolosa per eccellenza, per il gran numero di grazie spirituali e materiali ottenute per intercessione di Maria.
La seconda apparizione ebbe luogo il 27 novembre 1830, sempre nella cappella della Casa Madre delle Figlie della Carità, mentre S. Caterina faceva la meditazione pomeridiana delle 17,30. Senza che nessuno se ne accorgesse, l'ormai noto fruscio di veste di seta la scosse. Con un tuffo al cuore alzò gli occhi e scorse sull'altare maggiore la Madonna. Aveva una veste color bianco-aurora, un manto azzurro, un velo bianco in testa ed era ritta su di una mezza sfera, avvolta da un serpente verdastro. All'altezza del cuore, l'Immacolata reggeva con le mani e stringeva amorosamente un altro globicino dorato, offrendolo a Dio con atteggiamento materno. Una voce disse alla veggente: " Questo globicino simboleggia il mondo intero ed ogni anima in particolare! ". Poi le dita della SS. Vergine si riempirono di anelli splendenti, ornati di pietre preziose che irradiavano fasci di luce verso il basso.

Che la Madonna ci custodisca tutti sotto il Suo Manto!
Ave Maria!

TI ADORO, TI AMO, AUMENTA LA MIA FEDE


Quando Lo ricevi, diGli: Signore, spero in Te; Ti adoro, Ti amo, aumenta la mia fede. Sii il Sostegno della mia debolezza, Tu che sei rimasto nell'Eucaristia, inerme, per porre rimedio alla debolezza delle creature. (Forgia, 832)
Assistendo alla Santa Messa imparerete a trattare ciascuna delle tre Persone Divine: il Padre che genera il Figlio; il Figlio, generato dal Padre; lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio. Trattando una qualunque delle tre Persone trattiamo un unico Dio; e trattandole tutte e tre, la Trinità, trattiamo ugualmente un solo Dio, Unico e Vero. Amate la Messa, figli miei, amate la Messa. Fate la Comunione con fame, anche se siete freddi e pieni di aridità: fate la Comunione con fede, con speranza, con ardente carità.
Non ama Cristo chi non ama la Santa Messa, chi non si sforza di viverla con calma e serenità, con devozione, con amore. L'amore affina gli innamorati, li rende più delicati; li porta a scoprire e curare tanti particolari, magari minimi, ma sempre significativi della vibrazione di un cuore appassionato. È in questo modo che dobbiamo assistere alla Santa Messa. Penso perciò che coloro che vogliono ascoltare una Messa corta e frettolosa dimostrano, con un contegno per giunta poco elegante, di non avere compreso il senso e il valore del Sacrificio dell'altare. L'amore per Cristo, che Si offre per noi, ci fa trovare, al termine della Messa, alcuni minuti per un ringraziamento personale, intimo, che prolunghi nel silenzio del cuore l'azione di grazie dell'Eucaristia.
(E' Gesù che passa, nn. 91-92)

UN PROBLEMA SERIO NELLA VITA SPIRITUALE: LA DISSIPAZIONE


La dissipazione è un problema molto serio nella vita spirituale, è un peso che schiaccia le virtù e i buoni sentimenti. Invece la distrazione nella preghiera è un’altra cosa, non è voluta anzi molti soffrono quando cercano il vero raccoglimento. La distrazione è una debolezza e può capitare a tutti, ma riusciamo a controllarla meglio quando prepariamo la preghiera con un po’ di raccoglimento o cerchiamo i luoghi silenziosi.
La dissipazione comporta invece la dispersione di quanto avevamo raccolto di buono nel cammino spirituale, è il dissolvimento delle cose spirituali buone. Dissiparsi significa compiere qualcosa di non necessario e di non spirituale, quella perdita di tempo in situazioni opposte al Vangelo.
Sono tantissime nella giornata i momenti di dissipazione, è nostro dovere saperle cogliere per abbandonarle ed evitarle nel futuro. Si consideri che nella dissipazione si perde tempo inutilmente ma si fa perdere tempo anche agli altri.
La dissipazione è forte dove c’è lo spirito mondano, in coloro che parlano inconsideratamente e che vogliono sempre parlare per non perdere l’abitudine di giudicare. Chi si dà tutto all’allegrezza e non ricorda più la sua miseria spirituale, cadrà sempre in peccati di giudizio ed altri peccati.
La debolezza che permette alla dissipazione di imporsi, è dovuta alla mancata mortificazione, all’assenza di controllo personale, in pratica si segue l’istinto. E l’istinto è opposto alla mortificazione e alla stessa ragione.
Ci sono poi quelli che attuano un controllo mentale totale su ogni parola, sguardo, movimento, agendo con doppiezza ed inganno, e questo è un comportamento opposto alla vita spirituale.
Gli affanni della vita colpiscono un po’ tutti, ci si preoccupa senza agire con Fede.
È comprensibile oggi la preoccupazione degli anziani per la loro pensione che si vuole eliminare. Anche la preoccupazione di molte famiglie con difficoltà economiche e senza lavoro. Come vi ho anticipato giorni fa, avrei preferito qualsiasi politico italiano e di qualsiasi schieramento piuttosto che il governo dei banchieri massoni. Trascrivo un articolo di un quotidiano dal titolo “Monti è un massone iniziato due volte”, con la testimonianza di un massone molto importante.
«Mario Monti? “È un massone e ha avuto una duplice affiliazione, una inglese e una mista anglo-franco-belga. Monti appartiene al corpo d'elite della massoneria”. A parlare, ribadendo il concetto sul premier italiano, è Gioele Magaldi, leader del Grande Oriente Democratico. Intervistato da La Zanzara su Radio24, il massone scende nei dettagli: “Quella inglese è un corpo d'elite con tre gradi. La questione della filiazione di Monti, che è venuta in anni lontani, ne parlerò nel mio libro”. Il Fratello Monti, come lo aveva definito qualche giorno fa, non sarebbe il solo affiliato alla Loggia. “Ci sono altri fratelli nel governo -continua Magaldi-. C'è un alto tasso di grembiulini nel nuovo governo, ci sono molti massoni, è un Governo ad alta concentrazione di massoni”».
Se fossero massoni con una viva preoccupazione per gli italiani e soprattutto per le fasce più deboli, diremmo che tutto sommato può andare, qui invece si sta realizzando un piano ben congegnato per l’arricchimento personale dei massoni e delle grandi banche europee.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

23 novembre 2011

LA MIA MENTE RICORRE A TE


Signore Gesù, la mia mente ricorre a Te, presente nel tabernacolo: Ti porto tutti i nostri malesseri e problemi, le nostre tristezze e inquietudini; Tu che hai la soluzione a tutto, accogli le nostre angosce; il nostro cuore, carico di peccati, sembra scoppiare, ma l'amore che esce da quel tabernacolo ci dà speranza, ci dà la forza di rialzarci, ci dà il coraggio di chiederTi perdono.

NELLE MANI DI DIO


Nelle Tue mani, Signore, sono i miei giorni, io Ti appartengo, prendi possesso della mia vita, delle mie azioni, della mia mente, del mio cuore.
"Io confido in Te, Signore, nelle Tue mani sono i miei giorni."
(Sal 30, 15-16)

A MARIA IMMACOLATA


O Maria Vergine Immacolata, Tu che sei la Madre di Gesù e la Madre nostra e hai risposto con tutta l'umiltà e la gioia del Tuo Cuore a Dio: "Si faccia di Me secondo la Tua Parola" fa' che anche noi, attraverso le Tue mani purissime ci presentiamo al Signore e dopo esserci immersi dentro il calice nel Sangue Preziosissimo di Gesù, dove ci sentiamo uniti, purificati e santificati, ci impegnamo nella vita di ogni giorno con la preghiera, il sacrificio e la carità ad aiutare i nostri fratelli bisognosi; dacci lo Spirito Santo, Tuo Sposo, perchè sia la Forza della nostra vita.
Mostraci Gesù, Maestro e Salvatore, Via Verità Vita, a gloria di Dio Padre. Amen.
(Padre Pietro Casula)

OCCUPARSI DEGLI ALTRI E DIMENTICARSI DI SE' STESSI


I veri ostacoli che ti separano da Cristo — la superbia, la sensualità... —, si superano con la preghiera e la penitenza. E pregare e mortificarsi è anche occuparsi degli altri e dimenticarsi di sè stessi. Se vivi così, vedrai che la maggior parte dei tuoi contrattempi spariranno. (Via Crucis, Stazione X. n. 4).

Parli e non ti ascoltano. E se ti ascoltano, non ti capiscono. Sei un incompreso!... D'accordo. In ogni caso, affinché la tua croce abbia tutto il rilievo della Croce di Cristo, è necessario che tu ora lavori così, senza esser preso in considerazione. Altri ti capiranno. (Via Crucis, Stazione III. n. 4).

Come amare veramente la Croce Santa di Gesù?... Desiderala!... Chiedi forza al Signore per impiantarla in tutti i cuori, in lungo e in largo per il mondo! E poi... offriGli riparazione con gioia; cerca di amarLo anche coi battiti di tutti i cuori che ancora non lo amano. (Via Crucis, Stazione V. n. 5).

Per quanto tu ami, non amerai mai abbastanza.
Il cuore umano ha un enorme coefficiente di dilatazione. Quando ama si allarga in un crescendo di affetto che supera tutti gli ostacoli.
Se tu ami il Signore, non ci sarà creatura che non trovi spazio nel tuo cuore.
(Via Crucis, Stazione VIII. n. 5).

TE LO DICO IN NOME DI DIO: NON DISPERARE



Sono santi coloro che lottano fino alla fine della loro vita: coloro che sanno sempre rialzarsi dopo ogni inciampo, dopo ogni caduta, per proseguire coraggiosamente il cammino con umiltà, con amore, con speranza. (Forgia, 186)

Il Signore Si è avvicinato tanto alle creature, che tutti conserviamo in cuore aneliti di altezza, ansia di salire in alto, di fare il bene. Se ora ridesto in te tali aspirazioni, è perché voglio che ti convinca della sicurezza che Egli ha posto nella tua anima: se lo lasci operare, servirai — dal tuo posto — come strumento utile, dall'efficacia insospettata. E affinché tu non ti allontani, per viltà, dalla fiducia che Dio ripone in te, evita la presunzione di disprezzare ingenuamente le difficoltà che appariranno sul tuo cammino di cristiano.

Non dobbiamo stupircene. Trasciniamo in noi stessi — conseguenza della natura caduta — un principio di opposizione, di resistenza alla grazia: sono le ferite del peccato originale, esacerbate dai nostri peccati personali. Pertanto, dobbiamo intraprendere quelle ascensioni, quei còmpiti divini e umani di ogni giorno — che sempre sfociano nell'Amore di Dio —, con umiltà, con cuore contrito, fiduciosi nell'assistenza divina, e tuttavia dedicando ad essi le nostre migliori energie, come se tutto dipendesse da noi.

Mentre lotti — una lotta che durerà fino alla morte —, non escludere la possibilità che insorgano, violenti, i nemici di dentro e di fuori. E, come se questo peso non bastasse, a volte faranno ressa nella tua mente gli errori commessi, forse abbondanti. Te lo dico in nome di Dio: non disperare. Se ciò avviene — non deve succedere necessariamente, né sarà cosa abituale —, trasforma la prova in un'occasione per unirti maggiormente al Signore, perché Lui, che ti ha scelto come figlio, non ti abbandonerà. Permette la prova, per spingerti ad amare di più e farti scoprire con maggiore chiarezza la Sua continua protezione, il Suo Amore.

Ti ripeto, fatti coraggio, perché Cristo, che ci ha perdonato sulla Croce, continua a offrire il Suo perdono nel sacramento della Penitenza, e sempre, per giungere alla vittoria abbiamo un Avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto; Egli è Vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo
[1 Gv 2, 1-2]. (Amici di Dio, 214)

21 novembre 2011

VOGLIO SEGUIRTI, SIGNORE...


... ma a volte il cammino diventa insopportabile e la stanchezza mi sfinisce...
Tendimi la mano e portami n braccio, Ti prego, io confido in Te!!!

L'ANIMA CRISTIANA PREGA COSI'...


Non ho altro da consegnarTi che le mie miserie, le mie debolezze, Signore. Ma Tu sai che le riconsegno a Te con tutto l'amore di cui può essere capace il mio piccolo cuore, certo che anche la mia nullità, ridonata a Te, potrà divenire un grazie di amore al Tuo Amore.

LA CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA


Consacrarsi al Cuore Immacolato della Madonna è la migliore protezione che possiamo avere; non trascuriamoLa mai. Ogni giorno possiamo trovare una decina di minuti per rifugiarci Lì dove satana non può entrare nè causare pericoli.


O Vergine Santa, Madre di Gesù e Madre nostra, che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli per portare al mondo un messaggio di pace e di salvezza, io mi impegno ad accogliere questo Tuo messaggio.
Mi consacro oggi al Tuo Cuore Immacolato, per appartenere così interamente a Gesù. Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione, nell'amore di Dio e dei fratelli, seguendo il Tuo esempio.
In particolare Ti offro le preghiere, le azioni, i sacrifici della giornata, in riparazione dei peccati miei e degli altri, con l'impegno di compiere il mio dovere quotidiano secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il santo Rosario, contemplando i Misteri della vita di Gesù, intrecciati ai misteri della Tua vita.
Voglio vivere sempre da vero figlio Tuo e cooperare perché tutti Ti riconoscano e Ti amino come Madre di Gesù, vero Dio e unico nostro Salvatore. Amen.

DEDICATO ALLA BEATA VERGINE MARIA


Per la nostra vita spirituale - Il dono di Maria, Madre degli uomini (Padre D. Ruotolo)

Se vogliamo valutare in una luce più placida, accessibile a noi, l'amore di Dio per l'umanità, guardiamo il gran dono di Maria, fattoci da Gesù Stesso sulla Croce. Maria, Maria, Maria!

Il Tuo Nome è dolcezza ineffabile che risuona dall'un capo all'altro del mondo, il Tuo Cuore è abitacolo della bontà di Dio, potremmo dire è la bontà di Dio fatta nostra in Te.

Maria è un dono che racchiude tutti gli altri, perché Essa è Madre della grazia, della misericordia, della consolazione e del perdono. Nessuna lingua può cantare abbastanza le Sue lodi, nessun cuore può amarLa abbastanza, nessun intelletto può valutarne la grandezza. In realtà, Dio che opera sempre con semplicità, ci ha dato in Maria un tesoro semplicissimo, comprensivo, pieno, col quale la vita viene ad essere imbalsamata di dolcezza.

È la Mamma della Chiesa, è la Mamma dell'umanità peregrinante, è il Rifugio dei peccatori, è la Salute degli infermi, è Fonte di grazie, ed è impossibile trovare chiuse le porte della speranza invocandoLa.

La bontà di Dio ha dato il frutto della vita sul Calvario, il frutto ha dato la pianta di ogni bene in Maria; non si può temere di nulla quando si giunge al Cuore di Maria, non c'è nulla d'impossibile quando si fa appello a Lei.

Per sperimentarlo bisogna darsi a Maria, ed implorare da Gesù che ci dia a Maria; non basta pregarLa con qualche ossequio, bisogna affidarsi a Lei come figli, invocandoLa Mamma; non basta avere una devozione di simpatia, bisogna vivere con Lei ed imitarne la vita. Maria ci dona Gesù come Suo Frutto soave formato nel Suo corpo immacolato.
È impossibile ricevere Gesù escludendo Maria, ed è impossibile amare Gesù senza attingere questo amore dal Cuore di Maria. Gesù ci dona Maria come Mamma Sua, come Mamma nostra, ed attraverso le Sue immagini ce ne fa sentire il fascino materno.

Si direbbe quasi che le immagini miracolose di Maria sono come la Sua eucaristia, dalle quali si effonde come polla di acqua viva in mille misericordie. Quelle immagini sono come la roccia del deserto, dalla quale Mosè fece scaturire l'acqua per le assetate moltitudini.

Ogni Santuario di Maria, anche il più solitario e nascosto, è una roccia percossa dalla bontà potente di Dio, che dà acque di grazie. Noi non ponderiamo abbastanza questa provvidenza di carità dolcissima, non vediamo le correnti soprannaturali che si condensano intorno ai quadri di Maria, non vediamo che essi sono il dono della Madre ai figli sconsolati e reietti.
Chi si ferma alle apparenze, non vive di Maria e non ne sperimenta la materna bontà in tutta la sua esuberante ricchezza; non basta guardare l'immagine di Maria, bisogna viverne, bisogna cibarne l'anima contemplandoLa con amore, bisogna risalire a Colei che rappresenta, bisogna chiamarLa come dono dell'anima, bisogna stare innanzi a Maria nei raggi della Sua materna bontà, perché quei raggi di verginale candore che scaturiscono dalle infinite fonti dell'Amore, sono raggi di Dio riflessi in Lei, di Dio che in Lei si manifesta a noi come sorridente mamma!
L'Eucaristia è frutto sacerdotale, ex opere operato, è frutto delle parole stesse dell'Eterno Sacerdote. La comunione di Maria attraverso le Sue immagini, per così dire, è dono che Dio fa a chi ama Maria come Mamma, poiché l'immagine diventa come ostia del dono, pronta a darsi a chi anela alla Mamma e confida nella Mamma. Che se il cuore si dà interamente a Maria, e s'inabissa in Lei per avere le Sue grazie, allora l'immagine quasi sparisce, e la Mamma Si dona all'anima per sostenerla, e donandoSi, le dona Gesù.

È un mistero che può intendere chi lo esperimenta, chi vive di Maria come si ciba di Gesù, chi riceve Maria come dono di Gesù, e per Lei riceve il dono della santità.
Chi può ridire che cosa grande è il dono di Maria così considerato?

Io mi levo al mattino, apro le braccia a Dio, recito il Gloria Patri tre volte, e dico ad ogni volta: In manus tuas, Domine, commendo spiritum meam, ecce ancilla Domini fiat voluntas tua.

È l'offerta di me che si completa poi nella S. Comunione.

Ma io apro anche le braccia a Maria, ed affidandomi a Lei, Le recito l'Ave e Le dico:

Nelle Tue mani, o Signora, raccomando l'anima mia; ripeto l'Ave e Le dico: Ecco il tuo servo, sia fatto di me secondo la Tua parola, e desidero vivere della Sua vita. Ripeto ancora l'Ave e Le dico: Sia fatta la Tua volontà, desiderando di essere guidato da Lei nella vita, e guidato alla perfezione dalla Sua volontà; io inizio la giornata così, affidandomi interamente a Maria, attiro il dono Suo in me, vivo di Lei e sono sicuro di vincere ogni battaglia.
Cristo regni sempre nei nostri cuori!

LA DEVOZIONE DELLE TRE AVE MARIA


Dice Gesù (Mt 16,26): "Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'ani­ma sua?". L'affare perciò più importante di questa vita è la salvezza eterna. Volete salvar­vi? Siate devoti della Vergine Santissima, Me­diatrice di tutte le grazie, recitando ogni giorno Tre Ave Maria.
Santa Matilde di Hackeborn, monaca be­nedettina morta nel 1298, pensando con timore al momento della sua morte, pregava la Ma­donna di assisterla in quel momento estremo. Consolantissima fu la risposta della Madre di Dio:

"Sì, farò quello che tu Mi domandi, figlia Mia, però ti chiedo di recitare ogni giorno tre Ave Maria: la prima per ringraziare l'Eterno Padre per averMi resa onnipotente in Cielo e in terra; la seconda per onorare il Figlio di Dio per averMi dato tale scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i Santi e di tutti gli Angeli; la terza per onorare lo Spirito Santo per averMi fatta, dopo Dio, la più miseri­cordiosa".
La speciale promessa della Madonna vale per tutti, eccetto per coloro che le recitano con ma­lizia, con l'intenzione di proseguire più tran­quillamente a peccare. Qualcuno potrebbe obiettare che ci sia grande sproporzione nell'ot­tenere la salvezza eterna con la semplice recita giornaliera di tre Ave Maria. Ebbene, al Con­gresso Mariano di Einsiedeln in Svizzera, P. Giambattista de Blois rispondeva così: "Se que­sto mezzo vi sembrerà sproporzionato, dovete prendervela con Dio stesso che ha concesso al­la Vergine tale potere. Dio è Padrone assoluto dei Suoi doni. E la Vergine SS. ma, nella potenza d'intercessione risponde con generosità pro­porzionata al Suo immenso amore di Madre".
L'elemento specifico di questa devozione è l'intenzione di onorare la SS. Trinità per aver reso la Vergine partecipe della Sua potenza, sa­pienza e amore.
Questa intenzione, però, non esclude altre buone e sante intenzioni. La prova dei fatti con­vince che questa devozione è di grande effica­cia per ottenere grazie temporali e spirituali. Un missionario, fra' Fedele, scriveva:
"I felici risultati della pratica delle tre Ave Maria sono così evidenti e innumerevoli che non è possibile registrarli tutti: guarigioni, conversioni, lume nella scelta del proprio stato, vocazioni, fedeltà alla vocazione, vittoria sulle passioni, rasse­gnazione nella sofferenza, difficoltà insormon­tabili superate...".
Alla fine del secolo scorso e nei primi due decenni dell'attuale, la devozione delle tre Ave Maria si diffuse rapidamente in vari paesi del mondo per lo zelo di un cappuccino francese, P. Giovanni Battista di Blois, coadiuvato dai mis­sionari.
Essa diventò una pratica universale quando Leone XIII concesse indulgenze e prescrisse che il Celebrante recitasse con il popolo le tre Ave Maria dopo la S. Messa. Questa prescrizio­ne durò fino al Concilio Vaticano II.
Durante la persecuzione religiosa nel Messi­co Pio X in una udienza a un gruppo di Messi­cani disse:
"La devozione delle Tre Ave Maria salverà il Messico".
Papa Giovanni XXIII e Paolo VI impartirono una benedizione speciale a quanti la propagano. Diedero impulso alla diffusione numerosi Cardinali e Vescovi.
Molti Santi ne furono propagatori. Sant' Alfonso Maria de' Liquori, come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d'inculcare la bella pratica. Voleva che tutti l'adottassero: preti e religiosi, peccatori e anime buone, bam­bini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e beati reden­toristi, fra i quali S. Gerardo Maiella, ne eredi­tarono lo zelo.
S. Giovanni Bosco la raccomandava viva­mente ai suoi giovani. Anche San Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Gio­vanni B. de Rossi, che ogni giorno dedicava fi­no a dieci, dodici ore al ministero delle confes­sioni, attribuiva alla recita quotidiana delle tre Ave Maria la conversione di peccatori ostinati.
Chi recita ogni giorno l'Angelus e il S. Rosa­rio non ritenga un sovrappiù questa devozione. Consideri che con l'Angelus onoriamo il Miste­ro dell'Incarnazione; con il S. Rosario meditia­mo i Misteri della vita del Salvatore e di Maria; con la recita delle tre Ave Maria onoriamo la SS. Trinità per i tre privilegi concessi alla Ver­gine: potenza, sapienza e amore.
Chi ama la Mamma Celeste non esiti ad aiu­tarLa a salvare le anime per mezzo di questa pratica facile e breve, ma tanto efficace.
Possono diffonderla tutti: sacerdoti e religio­si, predicatori, madri di famiglia, educatori ecc..
Non è un mezzo di salvezza presuntuoso o superstizioso, ma l'autorità della Chiesa e dei santi insegna che la salvezza è nella costanza del proposito. Anche tu sii fedele ogni giorno, diffondi la recita a chi desideri maggiormente che si salvi, ricorda che la perseveranza nel bene ed una buona morte sono grazie che si chiedono, in ginocchio, ogni giorno come tutte le grazie che ti stanno a cuore.
(da: "Una chiave del Paradiso", G. Pa­squali)

Prima di iniziare questa devozione, medita sui numeri dal 249 al 254 del Trattato della vera devozione a Maria, ti accorgerai che tanti cristiani recitano l'Ave Maria, ma pochi la conosco a fondo.
Tu pregala con frequenza e come espressione del tuo amore e della tua fede:
- negli Angeli
(Ave)
- nella potenza e grandezza del SS. Nome di Maria (o Maria)
- nel mistero della pienezza di grazia in Maria fin dal primo istante della Sua Immacolata Concezione (Piena di grazia)
- nell'’unione di Dio con le anime, quella di Maria, la tua, le nostre, per mezzo della Grazia, vita di Dio in noi! (il Signore è con Te)
- nella grandezza e nella bontà della Prediletta fra tutte le donne ( Tu sei benedetta fra le donne)
- nel mistero dell'’Incarnazione, ove Gesù inizia la nostra salvezza (e benedetto il Frutto del Tuo seno, Gesù)
- nella Divina Maternità e nella Sua perpetua Verginità (Santa Maria, Madre di Dio)
- nella mediazione di Maria (prega per noi)
- nella misericordia di Maria e nella gravità del peccato (peccatori)
- nel bisogno della grazia e nella continua ed efficace protezione di Maria (adesso)
- nei novissimi e nell'intervento di Maria per una buona morte (e nell'ora della nostra morte)
- nella gloria che desideriamo ed attendiamo per l'aiuto di Maria SS.
(Amen)

PRATICA
Prega devotamente ogni giorno così, mattina o sera
(meglio mattina e sera):

Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dal Maligno in vita e nell'ora della morte,


per il Potere che Ti ha concesso l'Eterno Padre. Ave, Maria...

per la Sapienza che Ti ha concesso il divin Fi­glio.
Ave, Maria...

per l'Amore che Ti ha concesso lo Spirito Santo. Ave Maria...

Propagate questa devozione perché "CHI SALVA UN'ANIMA, HA ASSICURATO LA PROPRIA."
(Sant'Agostino)

19 novembre 2011

IL CRISTIANO TROVA LA FORTEZZA NEL CREATORE


Non essere così fiacco, molle. — È ormai ora di respingere quella strana compassione che senti di te stesso. (Cammino, 193)
Stavamo parlando di lotta. Sappiamo che essa richiede allenamento, alimentazione adeguata, medicine urgenti in caso di infermità, di contusioni, di ferite. I Sacramenti, medicina principale della Chiesa, non sono superflui: quando vengono abbandonati volontariamente, non è possibile fare un solo passo nel cammino al seguito di Gesù. Ne abbiamo bisogno come abbiamo bisogno della respirazione, della circolazione del sangue, della luce. Ne abbiamo bisogno per saper cogliere in ogni istante ciò che il Signore vuole da noi.
L'ascetica esige fortezza, e il cristiano trova la fortezza nel Creatore. Siamo oscurità, ed Egli è vivissimo Splendore; siamo infermità, ed Egli è vigorosa Salute; siamo miseria, ed Egli è infinita Ricchezza; siamo debolezza, ed Egli ci sostiene, quia tu es, Deus, fortitudo mea: Tu sei sempre, mio Dio, la nostra fortezza. Non c'è nulla quaggiù che possa opporsi allo sgorgare impaziente del Sangue Redentore di Cristo. Ma la nostra piccolezza può offuscarci lo sguardo al punto di non avvertire più la grandezza divina. Ecco dunque la responsabilità di tutti i fedeli, specialmente di coloro che hanno il compito di guidare spiritualmente — di servire — il popolo di Dio, di non soffocare le fonti della grazia, di non vergognarsi della Croce di Cristo.
(E' Gesù che passa, 80)