" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

30 giugno 2009

1 LUGLIO: FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU'

O Piaghe,
o Sangue Prezioso del mio Signore,
che io Ti benedica in eterno.
O Amore del mio Signore divenuto piagato!
Quanto siamo lontani dalla conformità alla Tua Vita!
O Sangue di Gesù Cristo,
balsamo delle nostre anime,
sorgente di ogni misericordia,
fa' che la mia lingua
imporporata di sangue
nella quotidiana celebrazione
della Messa,
Ti benedica adesso e sempre.
O Signore,
chi non Ti amerà?
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(San Gaspare del Bufalo)
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ATTO DI CONSACRAZIONE AL SANGUE DI CRISTO
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Signore Gesù,
che ci ami e ci hai liberati
dai nostri peccati con il Tuo Sangue,
Ti adoro, Ti benedico
e a Te con viva fede mi consacro.
Con l’aiuto del Tuo Spirito
mi impegno a fare
di tutta la mia esistenza,
animata dalla memoria del Tuo Sangue,
un servizio fedele alla Volontà di Dio
per l’avvento del Tuo Regno.
Per il Tuo Sangue versato
in remissione dei peccati,
purificami da ogni colpa
e rinnovami nel cuore,
perché risplenda sempre più in me
l’immagine dell’uomo nuovo
generato secondo giustizia e santità…

APOSTOLI DELLA CARITA'

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“PRATICA LA CARITA' SENZA LIMITI”
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Ama e pratica la carità, senza limiti e senza discriminazioni, perché è la virtù che ci caratterizza come discepoli del Maestro.
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Tuttavia, la carità non può portarti — non sarebbe più una virtù — ad attenuare la fede, a togliere gli spigoli che la definiscono, ad addolcirla fino a trasformarla, come alcuni pretendono, in qualcosa di amorfo che non ha la forza e il potere di Dio. (Forgia, 456)
Il Signore ha preso l'iniziativa, ci è venuto incontro.
Ci ha dato questo esempio, affinché con Lui ci applichiamo al servizio del prossimo, affinché — mi piace ripeterlo — stendiamo generosamente il nostro cuore sul pavimento, per consentire agli altri di camminare sul soffice, e risulti loro più gradevole la lotta ascetica.
Dobbiamo comportarci così perché siamo stati resi figli del medesimo Padre, di un Padre che non ha esitato a darci il Suo Figlio Amatissimo.
La carità non siamo noi a costruirla; ci invade con la grazia di Dio: perché è stato Lui ad amarci per primo [Cfr 1 Gv 4, 10].
È bene lasciarci compenetrare da questa bellissima verità.
Se possiamo amare Dio, è perché siamo stati amati da Dio [Origene, Commentarii in Epistolam ad Romanos, 4, 9].
Tu e io siamo in grado di riversare affetto su chi ci sta accanto, perché siamo nati alla fede attraverso l'Amore del Padre.
Domandate audacemente al Signore questo tesoro, la virtù soprannaturale della carità, per esercitarla fin nei più piccoli particolari.
Spesso noi cristiani non abbiamo saputo corrispondere a questo dono; talvolta lo abbiamo deprezzato, limitandolo a un'elemosina fredda, senz'anima; o lo abbiamo ridotto a beneficenza più o meno stereotipata.
Riassume molto bene questa aberrazione il rassegnato lamento di una malata:
"Qui mi trattano con 'carità', ma mia madre mi curava con affetto".
L'amore che nasce dal Cuore di Cristo non può dar spazio a simili distinzioni. (Amici di Dio, nn. 228-229)

AMARE I NOSTRI NEMICI

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Non siamo buoni fratelli dei nostri fratelli, gli uomini, se non siamo disposti a mantenere una condotta retta, anche quando chi ci sta accanto interpreta male il nostro comportamento, e reagisce in modo spiacevole. (Forgia, 460).
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Noi, figli di Dio, ci forgiamo nella pratica del Comandamento nuovo, impariamo nella Chiesa a servire e a non farci servire [Cfr Mt 20, 28], e siamo in grado di amare l'umanità in modo nuovo, che tutti scopriranno essere frutto della grazia di Cristo.
Il nostro amore non va confuso con il sentimentalismo, neppure con il mero cameratismo, e nemmeno con il desiderio poco chiaro di aiutare gli altri per dimostrare a noi stessi la nostra superiorità.
È saper convivere col prossimo, venerare — insisto — l'immagine di Dio insita in ogni uomo, facendo in modo che anche lui la contempli, e così sappia dirigersi a Cristo.
Universalità della carità significa, pertanto, universalità dell'apostolato; capacità nostra di trasformare in opere, e sul serio, il grandioso impegno di Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità [1 Tm 2, 4].
Se si devono amare anche i nemici — intendo coloro che ci considerano loro nemici: per quanto mi riguarda, non mi sento nemico di niente e di nessuno — a maggior ragione bisognerà amare coloro che sono semplicemente lontani, coloro che ci sono meno simpatici, coloro che, per motivi di lingua, di cultura, di educazione, sembrano il mio o il tuo opposto. (Amici di Dio, 230)

CUORE DI GESU': CUORE SACERDOTALE

CUORE SACERDOTALE

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Il Cuore di Gesù è il Cuore Sacerdotale per eminenza. In Esso è la sorgente infinita del Sacerdozio.
Nessun cuore può essere sacerdotale se non partecipando alla pienezza del Sacerdozio racchiusa nel Cuore di Gesù.
Il Cuore sacerdotale è il cuore consacrato "a vantaggio degli uomini in tutte le cose di Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati…" (Eb 5,1-2).
Il Cuore di Gesù è stato l’Altare e la Vittima sublime per la gloria di Dio e per la salvezza degli uomini. Tutto l’amore per il Padre, tutto l’amore per noi, Gesù lo brucia sull’altare del Suo Adorabile Cuore.
Tutto il dolore per le offese a Dio, tutto il dolore per le rovine delle anime, Gesù lo soffre nel Suo Adorabile Cuore.
Tutte le offerte di riparazione a Dio e di espiazione per gli uomini, Gesù le trasforma in offerta sacerdotale di adorazione, lode, riparazione, propiziazione.
Cuore sacerdotale di Gesù, riempi i cuori dei Tuoi sacerdoti e fa che Ti amino, per meritare anche il frutto particolare della Tua Promessa:
"Ai sacerdoti darò il dono di commuovere i cuori più induriti".
Ogni vocazione sacerdotale ha la sua radice nel Cuore di Gesù. Nessuno può diventare sacerdote se non viene scelto e chiamato da Gesù: "Io ho scelto voi" (Gv 15,16).
E deve essere grande l’amore del Cuore di Gesù verso i sacerdoti, se la sera del Giovedì Santo, nell’ultima Cena, allorché Egli istituì il Sacerdozio sacramentale, uscì in questa esclamazione:
"Ho desiderato ardentemente fare questa Pasqua con voi, prima di soffrire" (Lc 22,15).
Ed è per questo che il Suo lamento più doloroso a Santa Margherita fu quello riguardante i sacerdoti:
"Quel che più Mi è penoso, è di vederMi trattato così da cuori a Me consacrati".
I sacerdoti sono i prediletti del Cuore di Gesù, sono la porzione più preziosa del Suo Amore, sono i Suoi ministri, i Suoi amici, i Suoi intimi.
Beato chi è chiamato e chi corrisponde a questa scelta d’amore così personale!
Purtroppo anche in questo "molti sono i chiamati, pochi gli eletti" (Mt 20,16).
Se San Giovanni Bosco dice che Dio chiama al Sacerdozio uno su tre ragazzi, è ben triste sapere che la corrispondenza a questa chiamata eccezionale è molto, molto scarsa, e sta calando ancora in modo pauroso, perché la maggior parte dei giovani corrono appresso alle chimere del mondo e vivono incatenati agli istinti più vergognosi della carne.
Cuore di Gesù, salva e santifica i Tuoi sacerdoti!
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(P. Stefano M. Manelli, FI)
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Proposito: Impegniamoci a pregare molto il Sacro Cuore di Gesù perché voglia donarci santi sacerdoti.

IMPARA A FARE IL BENE

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“IMPARARE A FARE IL BENE”
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Quando sei insieme a una persona, devi vedere un'anima: un'anima da aiutare, un'anima da comprendere, un'anima con cui convivere e che va salvata. (Forgia, 573)
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Mi piace raccogliere queste parole, che lo Spirito Santo ci ha comunicato per mezzo del profeta Isaia: "Discite benefacere" [Is 1, 17], "imparate a fare il bene".
La carità verso il prossimo è una manifestazione dell'amore verso Dio. Pertanto, nello sforzo per migliorare in questa virtù, non possiamo fissarci alcun limite.
Con il Signore, l'unica misura è amare senza misura.
Da una parte, perché non riusciremo mai a contraccambiare ciò che Egli ha fatto per noi; dall'altra, perché anche l'amore di Dio per le creature si manifesta così: sovrabbondante, senza calcoli, senza confini.
La misericordia non si limita a un mero atteggiamento di compassione: la misericordia è sovrabbondanza di carità che, simultaneamente, comporta sovrabbondanza di giustizia. Misericordia vuol dire mantenere il cuore in carne viva, umanamente e soprannaturalmente pervaso da un amore forte, abnegato, generoso. (Amici di Dio, 232)

VIVI SERENO SOTTO IL MANTO DI MARIA, TUA MADRE!

Maria, Regina del mondo,
Madre di tutti noi,
Vergine Riparatrice
di tante umane ingratitudini,
donaci speranza, pace, amore.
Così sia.

CORAGGIO, CE LA FAI

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29 GIUGNO 2009:
SAN PIETRO E SAN PAOLO, APOSTOLI
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Coraggio! Tu... ce la fai.
—Vedi che cosa ha fatto la grazia di Dio di quel Pietro dormiglione, rinnegatore e codardo..., di quel Paolo persecutore, odiatore e caparbio? (Cammino, 483)
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Gli dice Pietro: "Signore! Tu lavare i piedi a me?"
E Gesù risponde: "Quello che Io faccio, tu adesso non lo comprendi; lo comprenderai più avanti."
Pietro insiste: "I piedi a me Tu non li laverai mai."
Gesù gli replica: "Se Io non ti laverò, non avrai parte con Me."
Simon Pietro si arrende: "Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e la testa."
Di fronte alla chiamata a una donazione totale, completa, senza esitazioni, molte volte opponiamo una falsa modestia, come quella di Pietro...
Magari fossimo anche noi uomini di cuore, come l'Apostolo! Pietro non permette a nessuno di amare Gesù più di lui.
Questo amore porta a reagire così: eccomi qui, lavami mani, testa, piedi! Purificami del tutto!, perché io voglio darmi a Te senza riserve. (Solco, 266)
“Pesa su di me la sollecitudine per tutte le chiese”, scriveva San Paolo; e questo sospiro dell'Apostolo ricorda a tutti i cristiani — anche a te! — la responsabilità di mettere ai piedi della Sposa di Cristo, della Santa Chiesa, ciò che siamo e ciò che possiamo, amandola fedelissimamente, anche a costo dei propri averi, dell'onore e della vita. (Forgia, 584)

26 giugno 2009

PREGHIAMO CON I SALMI: SALMO 9

RINGRAZIAMENTO PER LA VITTORIA
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Ti loderò Signore con tutto il cuore
e annunzierò tutte le Tue meraviglie.
Gioisco in Te ed esulto,
canto inni al Tuo Nome, o Altissimo.

Mentre i miei nemici retrocedono,
davanti a Te inciampano e periscono,
perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa;
siedi in trono Giudice Giusto.

Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l’empio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico,
è scomparso il ricordo delle città che hai distrutte.

Ma il Signore sta assiso in eterno;
erige per il giudizio il Suo trono:
giudicherà il mondo con giustizia,
con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

Il Signore sarà un riparo per l’oppresso,
in tempo di angoscia un rifugio sicuro.
Confidino in Te quanti conoscono il Tuo Nome,
perché non abbandoni chi Ti cerca, Signore.

Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate tra i popoli le Sue opere.
Vindice del sangue, Egli ricorda,
non dimentica il grido degli afflitti.
Abbi pietà di me, Signore,
vedi la mia miseria, opera dei miei nemici,
Tu che mi strappi dalle soglie della morte,
perché possa annunziare le Tue lodi,
esultare per la Tua salvezza
alle porte della città di Sion.

Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata,
nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede.
Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia;
l’empio è caduto nella rete, opera delle sue mani.

Tornino gli empi negli inferi,
tutti i popoli che dimenticano Dio.
Perché il povero non sarà dimenticato,
la speranza degli afflitti non resterà delusa.

Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo:
davanti a Te siano giudicate le genti.
Riempile di spavento, Signore,
sappiano le genti che sono mortali.
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Questo salmo, che il breviario presenta come 9 A, forma un solo salmo con 9 B.
La Bibbia ebraica lo spezza erroneamente in 9 e 10, creando un problema di numerazione, ma in realtà si ha un solo salmo. Noi seguiremo l’unità del salmo presentato dalla versione latina e spezzato in due dal breviario solo per ragioni di lunghezza.
L’orante presenta a Dio il suo proposito di lodarLo sempre. Ha il cuore pieno di gioia e non può immaginare una vita senza Dio.
I suoi nemici indietreggiano davanti all’azione di difesa di Dio; e questi erano nemici agguerriti, radicati in temibili fortezze.
Contro il Signore nessuno può resistere, e anzi Egli sta erigendo il Suo trono per quel giudizio dove le controversie delle nazioni saranno dipanate con condanna o premio.
Il Signore è Invincibile e perciò è un riparo sicuro. Chi confida in Lui ha la certezza di non restare deluso.
L’orante effonde il suo giubilo di fede a quanti abitano in Sion e li esorta ad annunciare Dio in mezzo ai popoli.
Erano afflitti, ma ora sono stati liberati dagli oppressori. Egli si è fatto loro difensore poiché i popoli nemici hanno versato il loro sangue.
L’orante passa a considerare sè stesso, posto com’è nell’insieme degli eventi, e si propone di “annunciare le lodi del Signore”, che lo ha liberato dalle soglie della morte.
I popoli hanno aggredito Sion, ma i loro disegni di superbia si sono rivolti contro di loro, poiché così il Signore ha voluto.
L’orante desidera che gli empi cessino di occupare la terra, creata da Dio per la pace, e che ritornino all’insignificanza sociale presentata come “inferi” da cui sono partiti.
L’orante chiede che l’uomo non prevalga mai e si trovi sempre di fronte all’azione di Dio, che governa il mondo con giustizia e che fa sì che la “speranza degli afflitti non resti delusa”.

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Che Dio illumini sempre il nostro cuore e il nostro cammino.

E' IN LIBRERIA IL NUOVO VOLUME DI ANTONIO SOCCI, "I SEGRETI DI KAROL WOJTYLA " (Rizzoli)

Ecco una sintesi del contenuto del libro:
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Karol Wojtyla dall’età di ventisei anni viveva delle autentiche esperienze mistiche.
È questa una delle notizie che il libro di Antonio Socci offre, con testimonianze di prima mano, sull’uomo che più ha impressionato e commosso la nostra generazione.
La natura di queste esperienze e le “rivelazioni” soprannaturali che egli custodiva spiegano anche i suoi gesti profetici?
E illuminano il suo giudizio sul carattere “apocalittico” dei nostri anni?
Giovanni Paolo II è il primo slavo sulla Cattedra di Pietro, primo straniero da 500 anni, uno dei papi più giovani per uno dei pontificati più lunghi della storia della Chiesa, un Papa proveniente da un Paese dell’Est, il Papa che ha abbattuto i sistemi totalitari del blocco comunista, cambiando la storia del mondo, il Papa che ha portato la Chiesa nel terzo millennio e che, con la sua personalità, ha ridato forza al Papato suscitando lo stupore e l’ammirazione di tanti popoli, insieme all’odio di chi ha cercato di assassinarlo sul luogo stesso del martirio di San Pietro.
Ma il suo è anche un pontificato misteriosamente annunciato e accompagnato da una serie stupefacente di profezie, di mistici, di avvenimenti soprannaturali e di manifestazioni della Madonna. Perché?
Tanti segni e messaggi – insieme all’evidente drammaticità dei problemi del mondo di oggi – concordano nell’indicare il nostro tempo come lo scenario di drammatiche prove.
Cosa sapeva Karol Wojtyla?
È vero che lui stesso è riuscito a scongiurare un’immane tragedia che minacciava l’umanità?
E come?
Rispondere a questi interrogativi porta a riflettere sul presente e su quello che ci aspetta.
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Antonio Socci

LA PREGHIERA

LA PREGHIERA è conversare con Dio,
esporsi a Lui amandoLo.
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LA PREGHIERA è difesa
contro la tristezza e lo scoraggiamento;
è un germoglio della mansuetudine,
è un frutto del distacco e della gioia.
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Se desideri PREGARE VERAMENTE
non rattristare alcuna creatura.
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(Evagrio Pontico - IV secolo)

TI ASPETTA UN GRANDE AMORE IN CIELO

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Ne sono sempre più persuaso: la felicità del Cielo è per coloro che sanno essere felici sulla terra. (Forgia, 1005)
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(Oggi la Chiesa celebra la festa di San Josemaría Escrivá)
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Scrivevi:
Simile est regnum coelorum” — il Regno dei Cieli è simile a un tesoro...
Questo passo del Santo Vangelo mi è caduto nell'anima, e ha messo radici.
Lo avevo letto tante volte, senza coglierne il midollo, il sapore divino”.
Tutto..., tutto deve vendere l'uomo avveduto, pur di ottenere il tesoro, la perla preziosa della Gloria! (Forgia, 993)
Pensa quanto è gradito a Dio nostro Signore l'incenso che è bruciato in Suo onore; pensa anche a quanto poco valgono le cose della terra, che appena cominciate sono già finite...
Invece, un grande Amore ti aspetta in Cielo: senza tradimenti, senza inganni: tutto l'Amore, tutta la bellezza, tutta la grandezza, tutta la scienza...!
E senza stancare: ti sazierà senza saziarti. (Forgia, 995)
Non c'è maggior dignità che sapersi a servizio: al servizio volontario di tutte le anime!— È così che si conquistano i grandi onori: quelli della terra e quelli del Cielo. (Forgia, 1045)

FIDUCIA IN DIO NEI PERICOLI - "LA MESSE E' MOLTA E POCHI GLI OPERAI"

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.
Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il Suo santuario.
Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della Sua dimora,
mi solleva sulla rupe.
E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella Sua casa sacrifici d’esultanza,
inni di gioia canterò al Signore.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di Te ha detto il mio cuore: “Cercate il Suo Volto”;
il Tuo Volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il Tuo Volto,
non respingere con ira il Tuo servo.
Sei Tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.
Mostrami, Signore, la Tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.
Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
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“La messe è molta e pochi gli operai”
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La messe è molta e pochi gli operai. —“Rogate ergo!” —Pregate, dunque, il Signore della messe perché mandi operai nel Suo campo. La preghiera è il mezzo più efficace di proselitismo. (Cammino, 800)
Ancora risuona nel mondo quel grido divino: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e che altro voglio, se non che divampi?”.
Eppure, vedi: è quasi tutto spento...Non ti viene voglia di propagare l'incendio? (Cammino, 801)Vorresti attrarre al tuo apostolato quell'uomo di scienza, quel personaggio autorevole e quel tale pieno di prudenza e di virtù. Prega, offri sacrifici e lavòrateli con il tuo esempio e con la tua parola.
Non vengono! —Non perdere la pace: vuol dire che non sono necessari. Credi che non ci fossero dei contemporanei di Pietro, dotti, e autorevoli, e prudenti, e virtuosi, al di fuori del gruppo dei primi dodici? (Cammino, 802)
Strazia il cuore il grido — sempre attuale! — del Figlio di Dio, che si lamenta perché la messe è molta e gli operai sono pochi.
Questo grido è uscito dalla bocca di Cristo, perché anche tu possa ascoltarlo: come gli hai risposto fino a ora? Preghi, almeno ogni giorno, per questa intenzione? (Forgia, 906)
Per seguire il Signore è necessario darsi una volta per tutte, senza riserve e virilmente: bruciare le navi senza esitare, perché non vi siano possibilità di tornare indietro. (Forgia, 907)

25 giugno 2009

PREGHIAMO CON I SALMI: SALMO 8

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Salmo 8
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O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il Tuo Nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la Tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la Tua potenza contro i Tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il Tuo cielo, opera delle Tue dita,
la luna e le stelle che Tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché Te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché Te ne curi?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle Tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
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O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il Tuo Nome su tutta la terra.
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L’orante esprime il suo stupore verso Dio.
Ogni cosa sulla terra manifesta la Sua potenza e grandezza - “il Suo Nome” -.
Egli è tanto potente che può abbattere i Suoi avversari anche solo con la bocca dei bimbi e dei lattanti, proclamanti la Sua maestà, che gli empi vorrebbero oscurare.
Lo spettacolo della volta stellata fa sentire l’orante piccolo, poca cosa, e quindi realtà trascurabile da Dio, ma non è affatto così. L’uomo - afferma l’orante – è fatto poco meno degli angeli, capace di dominio sulle cose create da Dio. Gli angeli sono puri spiriti e come tali hanno una natura superiore a quella dell’uomo, che apprende le cose in concomitanza con i sensi, mentre l’angelo è semplice intellezione. Tuttavia gli angeli non procreano, collaboratori di Dio, una carne, che è animata da un’anima creata all’istante da Dio per la formazione di un nuovo uomo o di una nuova donna. Poi nessun angelo ha una carne contro la quale lottare, e con la quale giungere a testimoniare il suo amore a Dio fino a sacrificare la vita.
L’orante termina il salmo con le stesse parole di stupore con il quale l’aveva cominciato.

SIAMO FIGLI DI DIO

“SEI FIGLIO DI DIO”
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Il battesimo ci rende “fideles” — fedeli, parola che, come l'altra, “sancti” — santi, i primi seguaci di Gesù usavano per indicarsi tra di loro, e che ancor oggi è in uso: si parla dei “fedeli” della Chiesa. — Pensaci! (Forgia, 622)
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In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui [...].
Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto» (Mt 3, 13.17).
Con il Battesimo, Dio nostro Padre ha preso possesso della nostra vita, ci ha incorporati alla Vita di Cristo e ci ha mandato lo Spirito Santo. La forza e il potere di Dio illuminano la faccia della terra. Faremo ardere il mondo, nelle fiamme del fuoco che sei venuto a portare sulla terra!...
E la luce della tua verità, Gesù nostro, illuminerà le intelligenze, in un giorno senza fine.
Io ti sento esclamare, mio Re, con voce viva, tuttora vibrante. «Ignem veni mittere in terram, et quid volo nisi un accendatur?» (Lc 12, 49).
E rispondo – con tutto me stesso – con i miei sensi e le mie facoltà:
«Ecce ego: quia vocasti me!» (1 Sam 3, 9). Il Signore ha posto nella tua anima un sigillo indelebile, per mezzo del Battesimo: sei figlio di Dio.Bambino: non ardi dal desiderio di far sì che tutti Lo amino? (Santo Rosario, Iº mistero luminoso)

23 giugno 2009

IL CUORE ADORABILE DI GESU' E' IL NOSTRO RIFUGIO SICURO

"Fratelli,
manteniamo ferma la nostra fede
in Gesù, Figlio di Dio
che sa prendere parte
alle nostre sofferenze:
Egli Stesso infatti
è stato messo alla prova
in ogni cosa come noi.
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Accostiamoci dunque con fiducia
al Cuore di Cristo,
Sorgente della grazia
per ricevere misericordia,
trovare grazia
ed essere aiutati in ogni nostra necessità”
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(cfr. Eb 4,14-16)
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Dolce Cuore del mio Gesù
fa che io T’ami sempre più!

CAMMINARE CON GESU'

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“Gesù, nel Tuo Nome, cercherò anime”
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“Duc in altum”. —Prendi il largo! —Respingi il pessimismo che ti rende codardo. “Et laxate retia vestra in capturam” —e getta le tue reti per la pesca. Non vedi che puoi dire, come Pietro: “In nomine tuo, laxabo rete” —Gesù, nel Tuo Nome, cercherò anime? (Cammino, 792)
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Dobbiamo accompagnare Cristo nella Sua pesca divina. Gesù si trova presso il lago di Genezaret e la gente si accalca intorno a Lui per ascoltare la Parola di Dio [Lc 5, 2].
Anche oggi! Non lo vedete? Desiderano ascoltare il messaggio di Dio, anche se all'esterno lo nascondono.
Alcuni forse hanno dimenticato la dottrina di Cristo; altri — senza loro colpa — non l'hanno mai appresa e pensano alla religione come a qualcosa di strano. Convincetevi, però, di una realtà sempre attuale: presto o tardi arriva un momento in cui l'anima non ne può più, non le bastano più le spiegazioni abituali, non la soddisfano più le menzogne dei falsi profeti.
Allora, anche se non lo ammettono, quelle persone sentono il bisogno di saziare la loro inquietudine con l'insegnamento del Signore. (Amici di Dio, nn. 260)

PREGHIAMO CON I SALMI - SALMO 6

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Signore, non punirmi nel Tuo sdegno,
non castigarmi nel Tuo furore.
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Pietà di me, Signore: vengo meno;
risanami, Signore: tremano le mie ossa.
L’anima mia è tutta sconvolta,
ma Tu, Signore, fino a quando...?
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VolgiTi, Signore, a liberarmi,
salvami per la Tua misericordia.
Nessuno tra i morti Ti ricorda.
Chi negli inferi canta le Tue lodi?
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Sono stremato dai lunghi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.
I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori.
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Via da me voi tutti che fate il male,
il Signore ascolta la voce del mio pianto.
Il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.
Arrossiscano e tremino i miei nemici,
confusi, indietreggino all’istante.
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Padre, a Te la gioia del nostro ritorno.
Figlio, a Te le lacrime del nostro pentimento.
Spirito, a Te il sì di un cuore rinnovato. Amen.


Preghiera salmica di D. M. TUROLDO

Padre,
Fonte amorosa
della vita e della speranza,
Ti preghiamo per ogni fratello
che geme e piange;
per quanti non riusciamo a confortare:
dona a tutta la gente che soffre,
al Tuo popolo di poveri,
forza nella tribolazione
e fiducia per i giorni d’angoscia;
così rinvigoriti dal Tuo soccorso
possiamo tutti giungere
all’alba della risurrezione
qui e nella vita eterna. Amen.
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COMMENTO
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Il Salmo 6 è il primo dei sette «salmi penitenziali».
È il lamento di un malato che collega la sua sofferenza al proprio peccato.
La preghiera che il profeta Geremia fa in favore del suo Popolo: “Correggi, Signore… ma non essere troppo duro… altrimenti sarebbe la fine!” (Ger 10,24), il Salmista la grida per il suo caso (v. 2).
A differenza del giusto Giobbe, l’orante del Sal 6 non vanta alcuna innocenza, anzi, chiede a Dio di non reagire con furore, come la sua colpa meriterebbe (v. 2), ma di farsi guidare dalla Sua Misericordia (v. 5). Se Dio, infatti, ha tutte le ragioni per essere adirato (v. 2), tuttavia, Lo si supplica di correggere, come fa un padre, e non di vendicarsi come un qualsiasi despota orientale. Deve anche Lui “convertirsi”, deve “tornare” ad essere “il Dio che salva, perché è fedele (nell’amore)” (v. 5).
Per l’Ebreo che si esprime in questa preghiera, la malattia è la porta della morte, perciò, dell’annientamento nel vago dello Sheol. Questa prospettiva dà al fedele l’audacia della disperazione, perciò egli, come il pio Re Ezechia (Is 38, 18-19), o come il polemico Giobbe (Gb 7,21) ricorda a Dio che non ci guadagna nulla ad abbandonare alla morte il suo fedele.
Infatti, come i grandi oranti sopracitati, domanda a Jhwh: “Chi negli inferi canta le Tue lodi?” (v. 6b).
Se poi, l’infermità è castigo per un peccato commesso, il fedele ne accetta le conseguenze e si presenta a Dio nel suo stato di compunzione: egli è come affogato nelle sue stesse lacrime (vv. 7-8).
Dunque, più che le lacrime d’un ammalato, è descritto il pianto d’un penitente. Potrebbe essere la descrizione anticipata di quelle lacrime che, secondo la tradizione, solcarono il volto dell’apostolo Pietro, o quelle di compassione che resero quasi cieco San Francesco d’Assisi, che si commuoveva profondamente al ricordo della Passione dolorosa del suo amato Signore, Gesù Cristo.
Non a caso il Sal 6 è stato amato da tutta la tradizione monastica come espressione della vera compunzione e del conseguente “dono delle lacrime”.
Lacrime prese sul serio da Dio, il quale:
- ode il pianto (v. 9b);
- ascolta la supplica (v. 10a);
- esaudisce la preghiera (v. 10b).
È l’esperienza del Salmista, e di chiunque, mosso dallo Spirito Santo, sa unire, come il Cristo della Passione: preghiera, supplica, grida e lacrime (Eb 5,7).
Non scandalizziamoci, infine, se in questa supplica, come nella maggior parte dei Salmi, compare l’invettiva contro i nemici, descritti come coloro che gioiscono nel veder soffrire il fedele di Dio (v. 11).
L’imprecazione, l’attenzione al Nemico, è parte integrale e realistica della preghiera ebraica, ed entrerà anche in quella cristiana. Gesù, infatti, ci fa finire la Sua orazione con la richiesta: “Ma liberaci dal Maligno!” (Mt 6,13). E questo, ogni giorno, sempre.

CRISTIANI PER SERVIRE

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“Se noi cristiani sapessimo servire!”
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Quando ti parlo del “buon esempio”, intendo anche indicarti che devi comprendere e scusare, che devi riempire il mondo di pace e di amore. (Forgia, 560)
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Se noi cristiani sapessimo servire! Andiamo dal Signore e confidiamoGli la nostra decisione di voler imparare a servire, perché soltanto così potremo non solo conoscere e amare Cristo, ma farLo conoscere e farLo amare dagli altri. Come Lo faremo conoscere alle anime? Con l'esempio, come Suoi testimoni, offrendoci a Lui in volontaria servitù in tutte le nostre opere, perché Egli è il Signore di tutta la nostra vita, perché è l'unica e definitiva ragione della nostra esistenza.
Poi, dopo aver offerto la testimonianza dell'esempio, saremo idonei a istruire con la parola, con la dottrina.
Gesù fece così: Coepit facere et docere, prima insegnò con le opere, poi con la Sua predicazione divina.
Per servire gli altri nel nome di Cristo, è necessario essere molto umani. Se la nostra vita fosse disumana, Dio non vi edificherebbe nulla, perché di solito non costruisce sul disordine, sull'egoismo, sulla prepotenza.
È necessario comprendere tutti, convivere con tutti, scusare tutti, perdonare tutti. Non si tratta di dire che è giusto ciò che non lo è, o che l'offesa a Dio non è offesa a Dio, o che il male è bene. Però, non risponderemo al male con il male, ma con dottrina chiara e buone opere, affogando il male nell'abbondanza di bene.
Cristo allora regnerà nella nostra anima e in quelle di coloro che ci sono vicini. C'è chi cerca di costruire la pace nel mondo senza mettere nel suo cuore l'amore di Dio, senza servire le creature per amore di Dio.
Come è possibile realizzare una simile missione di pace? La pace di Cristo è quella del Suo Regno; e il Regno di nostro Signore si fonda sul desiderio di santità, sull'umile disponibilità a ricevere la grazia, su una vigorosa opera di giustizia, su una divina effusione d'amore.
(E' Gesù che passa, 182).

PREGHIAMO CON I SALMI - SALMO 5

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Porgi l'orecchio, Signore, alle mie parole: intendi il mio lamento.
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Ascolta la voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché ti prego, Signore.
Al mattino ascolta la mia voce;
fin dal mattino T'invoco e sto in attesa.
Tu non sei un Dio che si compiace del male;
presso di Te il malvagio non trova dimora;
gli stolti non sostengono il Tuo sguardo.
Tu detesti chi fa il male,
fai perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.
Ma io per la Tua grande misericordia
entrerò nella Tua casa;
mi prostrerò con timore nel Tuo santo tempio.
Signore, guidami con giustizia
di fronte ai miei nemici;
spianami davanti il Tuo cammino.
Non c'è sincerità sulla loro bocca,
è pieno di perfidia il loro cuore;
la loro gola è un sepolcro aperto,
la loro lingua è tutta adulazione.
Condannali, o Dio,
soccombano alle loro trame,
per tanti loro delitti disperdili,
perché a Te si sono ribellati.
Gioiscano quanti in Te si rifugiano,
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in Te si allieteranno
quanti amano il Tuo nome.
Signore, Tu benedici il giusto:
come scudo lo copre la Tua benevolenza.

Commento
E’ l’invito eterno ad incominciare la giornata con la preghiera!
Si tratta in particolare di una preghiera d’invocazione o, secondo alcune traduzioni, di "un’esposizione di richiesta". Lo Spirito Santo, mediante S. Paolo, richiamerà il bisogno di esporre le nostre necessità al Signore con le seguenti parole: "...Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti...." (Filippesi 4,6).
Purtroppo molti "predicatori" si dimenticano, nelle omelie, del frequente invito di Dio a rivolgersi a Lui, con il risultato che numerosi fedeli angustiati dalle necessità....si rivolgono ai maghi, o alle sette!
Papa Giovanni Paolo II, chiedendo al mondo le preghiere quando viene ricoverato in ospedale, ci dona un chiaro esempio dell’utilizzo della preghiera in caso di bisogno. Quanti familiari, amici, parenti e parroci pregano per la guarigione dei loro congiunti o conoscenti in caso di malattia o di ricovero ospedaliero?
Lo Spirito Santo (cap. 5 seg.) ci ammonisce ricordandoci che presso Dio "il malvagio non trova dimora" e il Signore "detesta i sanguinari e gli ingannatori" ed in generale tutti gli empi.
Tali parole, unite alle riconferme del Nuovo Testamento (Mt 25,31 seg. - 13,41 - 13,49 - 18,6 -Gal. 5, 19 seg. - Ap. 21,8 ecc.), fanno piazza pulita di certe eresie che circolano anche tra i cristiani, in forza delle quali Dio ci ama "come siamo" (senza quindi chiederci di santificarci, mediante la preghiera, i Sacramenti, la meditazione biblica) e....tutti, quindi, andremo in Paradiso!
Eresie che, in un colpo solo, annullano la Parola di Dio, l’esempio dei Santi, i messaggi mariani ed il Magistero della Chiesa di duemila anni.
Il Salmo prosegue con l’invocazione a Dio affinché disperda gli empi. E questo è un appello ricorrente in vari Salmi. Lo Spirito Santo, autore di tutta la Scrittura, lo confermerà anche in un passo, poco letto, del Nuovo Testamento spiegandone la ragione: "...Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione: nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù, questo individuo sia dato in balia di satana per la rovina della sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore" (1 Corinzi 5,3 seg.).
Le parole conclusive del Salmo sono di conforto per i giusti: "Tu li proteggi ed in te si allieteranno quanti amano il Tuo Nome". E quanti amano il Nome del Signore non sono coloro che vanno a Messa considerandola solo un dovere! Sono invece tutte le persone che amano veramente Dio: Lo pregano con il cuore, cercano di osservare i Suoi comandamenti e di vivere le Sue parole che meditano giornalmente; accedono spesso ai sacramenti ed a Messa ci vanno perché incontrano Dio, vivo e vero!

COME UNA DOLCE TRAPPOLA

Il Signore ha rivelato a Santa Caterina da Siena la ragione per la quale aveva creato Maria :
« Mi sono riservato, dice, questa Figlia beneamata come una dolce esca, allo scopo di catturare gli uomini, soprattutto i peccatori, e di attrarli, in seguito, al Mio Amore ».
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(Sant'Alfonso de Liguori - Le Glorie di Maria)
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Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesú.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

21 giugno 2009

IL PAPA PREGA DAVANTI ALLE SPOGLIE DI SAN PIO

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA)
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Papa Benedetto XVI è sceso nella cripta del Santuario di San Giovanni Rotondo e ora è raccolto in preghiera davanti alle spoglie di San Pio. Nella cripta è presente solo la fraternità dei Frati minori Cappuccini. Il Papa ha acceso due lampade nei pressi dell'urna, come simbolo delle visite pastorali degli ultimi due pontefici.
Dopo aver sostato in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento, il santo padre sta ora visitando la cella n.1 del convento, dove è morto Padre Pio. Il papa si è soffermato a lungo a guardare gli oggetti custoditi nella cella.
A padre Pio da Pietrelcina "Dio ha affidato il perenne messaggio del Suo amore crocifisso per l'intera umanità".
Sono parole pronunciate da Papa Benedetto XVI nell'udienza del 14 ottobre 2006 in piazza San Pietro. A ricordarle al Pontefice è stato l'arcivescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, mons.Domenico D'Ambrosio, salutandolo sul sagrato del santuario della Madonna delle Grazie prima che il Papa visitasse la cripta in cui sono custodite le spoglie del santo.
D'Ambrosio ha citato anche Papa Giovanni Paolo II, quando 22 anni fa disse che la città di San Giovanni Rotondo "sta vedendo da un po' di tempo un giorno fatto dal Signore, che ci chiama ad essere sempre degni della testimonianza qui data da padre Pio".
"Vi offriamo, Padre Santo - ha concluso D'Ambrosio citando ciò che padre Pio scrisse a Papa Paolo VI - la nostra preghiera e sofferenza quotidiana, quale piccolo ma sincero pensiero degli ultimi dei vostri figli, affinché il Signore vi conforti con la sua grazia per continuare il diritto e faticoso cammino, nella difesa dell'eterna verità, che mai si cambia col mutare dei tempi".
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PIOGGIA NON SCORAGGIA I FEDELI
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La pioggia e il cielo gonfio di nuvole nere non hanno scoraggiato i fedeli che affollano il sagrato della Chiesa dedicata a San Pio, a San Giovanni Rotondo, dove tra poco comincerà la Messa solenne presieduta da papa Benedetto XVI.
I funzionari della Digos confermano i dati che erano previsti: 24.000 persone potranno seguire la celebrazione dal sagrato, mentre numerosi altri gruppi di fedeli sprovvisti di permessi seguiranno la messa attraverso i maxi schermi che sono stati collocati all'esterno dell'area.
A San Giovanni Rotondo si calcola la presenza di oltre 31.000 persone.
Sin dalle prime ore del mattino sono giunti pullman pieni di fedeli. I pellegrini sono arrivati da tutte le regioni d'Italia e sono presenti nella città garganica anche gruppi provenienti da Stati Uniti, Inghilterra e Irlanda. Festosi sono i cartelloni di accoglienza a papa Benedetto XVI che visita per la prima volta i luoghi di San Pio.
I fedeli indossano i cappellini con lo stemma pontificio (ne sono stati distribuiti 30.000 dal Comune) e le sciarpette (30.000 messe a disposizione dai frati Cappuccini) con i colori del Vaticano, bianco e giallo.
Il papa sta ora percorrendo le strade di San Giovanni Rotondo a bordo della papamobile e i fedeli salutano sventolando le bandiere e gridando 'Viva il papa, via il papa'. '
'Per noi - dicono i più - e' un momento di grande gioia, è il riconoscimento della grandezza del nostro santo, un santo che amiamo''.
Le campane delle chiese suonano a festa e il clima nella cittadina garganica è di grande gioia.

GRAZIE PADRE PIO

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Grazie Padre Pio,
sei "grande"
fra le tante opere giuste
che hai fatto per il nostro bene.
Hai creato i Gruppi di Preghiera
che si sono ramificati
in tutto il mondo.
Significa che sono tante
le persone che pregano
con il pensiero, con le parole
con i sospiri e con sicurezza.
Si rivolgono a Te, Padre Pio,
che sei vicino a Gesù
e puoi intercedere per noi.
Gesù ascolta e vede tutto,
sorride felice
e apre le sue braccia
e stringe fortemente tutti
con amore e gioia.
Ti raccomandiamo
i bambini indifesi
dalla cattiveria umana,
tieni unite le famiglie
con il cordone della fedeltà,
dell'umiltà e della sincerità.
Proteggi gli anziani dalla
furbizia degli scaltri.
Ti raccomandiamo i Gruppi
di Preghiera;
fa' che nascano tante nuove
e sante vocazioni
e che i nostri cuori
e le nostre anime
rimangano pure e candide
come il giorno del Battesimo.
Grazie, Gesù,
dei Santi
che ci hai fatto incontrare
su questa terra;
essi sono per noi
lenti di ingrandimento
che ci fanno conoscere ed amare
sempre di più
Gesù nostro Padre e Creatore.
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(una devota)

VUOI TELEFONARE A DIO? (Meditazione)

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- Controlla che il prefisso sia giusto.
- Non comporre il numero senza pensarci bene per non fare una telefonata a vuoto.
- Non irritarti quando senti il segnale di «occupato ». Attendi e riprova.
- Sei certo di avere composto il numero giusto?
- Ricorda che una conversazione telefonica con Dio non è un monologo.
- Non parlare continuamente tu, ma ascolta che cosa ha da dirti Lui.
- Se la comunicazione si interrompe, verifica se sei stato tu ad aver interrotto il collegamento.
- Non abituarti a chiamare Dio unicamente in casi di emergenza, scegliendo solo il numero di pronto intervento.
- Non telefonare a Dio solo alle ore della « tariffa ridotta », ossia prevalentemente di domenica.
- Anche nei giorni feriali dovrebbe esserti possibile una breve chiamata ad intervalli regolari.
- Ricordati che le telefonate con Dio sono senza scatti.
- Non dimenticarti di richiamare Dio che ti lascia incessantemente messaggi sulla tua segreteria telefonica.

N.B.
:
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Se nonostante l’osservazione di queste norme, la comunicazione risulta difficile, rivolgiti con fiducia allo Spirito Santo:

Egli riattiverà la linea.

Se il tuo apparecchio non funziona per niente, portalo al seminario di riparazione che si chiama anche il Sacramento del Perdono.
Qualsiasi apparecchio è
garantito a vita e sarà rimesso a nuovo da un trattamento gratuito.

IL BAMBU' (Racconto - meditazione)

In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto.
Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi.
Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva bello e robusto. Perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno , il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse:
"Caro bambù, ho bisogno di te".
Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia:
"Signore,sono pronto. Fà di me l'uso che vuoi".
La voce del Signore era grave:
"Per usarti devo abbatterti !".
Il bambù si spaventò:"Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi".
"Mio caro, bambù", continuò il Signore, "se non posso abbatterti, nonposso usarti".
Il giardino piombò in un forte silenzio. Anche il vento smise di soffiare.
Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò:
"Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi".
"Mio caro bambù", disse ancora il Signore, "non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie".
"Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!".
"Se non posso tagliarli, non posso usarti".
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volo via. Tremando, il bambù disse fiocamente:
"Signore, tagliali".
"Mio caro bambù, devo ancora farti di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore.
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò:
"Signore, spacca e strappa".
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, taglio i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità.
Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse l'altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza.
Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.
Noi la chiamiamo "sofferenza".
Dio la chiama:"Ho bisogno di te".

SAPER PERDONARE

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“VOLER BENE A TUTTI, COMPRENDERE, SCUSARE, PERDONARE”
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L'amore alle anime, per Dio, ci fa voler bene a tutti, comprendere, scusare, perdonare... Dobbiamo avere un amore che copra le innumerevoli deficienze delle miserie umane. Dobbiamo avere una carità meravigliosa, “veritatem facientes in caritate”, sapendo difendere la verità, senza ferire. (Forgia, 559)
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Anche voi, come me, vi scoprirete quotidianamente pieni di errori, se vi esaminate con coraggio alla presenza di Dio.
Quando, con l'aiuto di Dio, si lotta per estirparli, gli errori non hanno più un'importanza decisiva, e si finisce per superarli, anche se sembra di non riuscire mai a sradicarli del tutto.
Inoltre, al di sopra delle tue debolezze, tu contribuirai a porre rimedio alle grandi mancanze degli altri, purché ti impegni a corrispondere alla grazia di Dio.
Riconoscendoti debole come loro — capace di tutti gli errori e di tutti gli orrori —, sarai più comprensivo, più delicato e, nel contempo, più esigente affinché tutti noi ci decidiamo ad amare Dio con il cuore intero.
Noi cristiani, noi figli di Dio, dobbiamo assistere gli altri mettendo in pratica onestamente ciò che gli ipocriti malignamente sussurravano al Maestro: Non guardi in faccia ad alcuno [Mt 22, 16]. Ciò significa che dobbiamo respingere decisamente ogni preferenza di persone — ci interessano tutte le anime! —, anche se, logicamente, dobbiamo cominciare a occuparci di coloro che, per qualunque motivo — anche per motivi apparentemente umani —, Dio ha messo al nostro fianco. (Amici di Dio, 162)

19 giugno 2009

IL CUORE DI GESU', PACE DEI CRISTIANI


1. Dio Padre si è degnato di:
1. concederci, nel Cuore di Suo Figlio, infinitos dilectionis thesauros, tesori inesauribili di amore, di misericordia, di tenerezza. Per convincerci dell'evidenza dell'amor di Dio — che non solo ascolta le nostre preghiere, ma le previene — basta seguire il ragionamento di San Paolo:
“Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?”(Rm 8, 32)
La grazia rinnova l'uomo dall'interno e lo converte, da peccatore e ribelle, in servo buono e fedele. E fonte di ogni grazia è l'amore che Dio nutre per noi e che Egli stesso ci ha rivelato, non soltanto con le parole, ma con i fatti.
L'amore divino fa sì che la Seconda Persona della Santissima Trinità, il Verbo Figlio di Dio Padre, prenda la nostra carne, e cioè la nostra condizione umana, eccetto il peccato.
E il Verbo, Parola di Dio, è Verbum spirans amorem, la Parola dalla quale procede l'Amore.
L'amore ci si rivela nell'Incarnazione, nel cammino redentore di Gesù Cristo sulla nostra terra, fino al sacrificio supremo della Croce. E, sulla Croce, si manifesta con un nuovo segno:
“Uno dei soldati Gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv 19, 34). Acqua e Sangue di Gesù che ci parlano di una donazione realizzata sino in fondo, sino al consummatum est: tutto è compiuto (Gv 19, 30), per amore.
Nella festa di oggi, considerando ancora una volta i misteri centrali della nostra fede, ci meravigliamo del modo in cui le realtà più profonde — l'amore di Dio Padre che dona il Figlio, e l'amore del Figlio che cammina sereno verso il Calvario — si traducano in gesti così alla portata degli uomini.
Dio non si rivolge a noi in atteggiamento di potenza e di dominio; viene a noi “assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini” (Fil 2, 7).
Gesù non si mostra mai lontano o altezzoso anche se nei Suoi anni di predicazione Lo vediamo a volte indignato e addolorato per la malvagità degli uomini. Ma, se facciamo attenzione, vediamo subito che il Suo sdegno e la Sua ira nascono dall'amore: sono un ulteriore invito a uscire dall'infedeltà e dal peccato.
“Forse che Io ho piacere della morte del malvagio — dice il Signore Dio — o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?”(Ez 18, 23).
Queste parole ci spiegano tutta la vita di Cristo e ci fanno comprendere perché Si è presentato a noi con un Cuore di carne, con un Cuore come il nostro, sicura prova di amore e testimonianza costante del mistero inenarrabile della carità divina.
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(Omelia pronunciata il 17 giugno 1966, festa del Sacro Cuore da San Josemaria Escrivà)

18 giugno 2009

19 GIUGNO 2009: SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'

Il Tuo Cuore, o Gesù,
è l'Asilo di pace,
il soave Rifugio nelle prove della vita,
il Pegno sicuro della mia salvezza.
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A Te mi consacro interamente,
senza riserve, per sempre.
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Prendi possesso, o Gesù,
del mio cuore, della ia mente,
del mio corpo, dell'anima mia,
di tutto me stesso.
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I miei sensi, le mie facoltà,
i miei pensieri ed affetti
sono Tuoi.
Tutto Ti dono e Ti offro;
tutto appartiene a Te.
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Signore, voglio amarTi sempre più,
voglio vivere e morire di amore.
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Fa', o Gesù,
che ogni mia azione,
ogni mia parola,
ogni palpito del mio cuore
siano una protesta di amore;
che l'ultimo respiro sia un atto
di ardentissimo e purissimo amore
per Te.
Amen.

CONSACRAZIONE PER MEZZO DELLA SANTA VERGINE

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Carissimi amici miei,
vi invito tutti, caldamente, se lo desiderate, a consacrarvi al Sacro Cuore di Gesù. Il Cuore Adorabile e Soavissimo del nostro Salvatore è la Dimora più dolce, il Rifugio più sicuro per il nostro spirito inquieto e tormentato.
Vi invito a compiere questo atto di solenne consacrazione attraverso l'intercessione potente della nostra Cara Mamma Celeste: Lei è la Via più sicura per arrivare al Cuore di Gesù.
Sono certa che Gesù nulla nega alla Sua Dolcissima Mamma.
Dio vi benedica tutti!
Scarlet
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O Santissima, Amabilissima
e Gloriosissima Vergine Madre di Dio,
nostra cara Madre,
Signora e Avvocata,
alla quale siamo tutti votati e consacrati,
gloriandoci di appartenerTi
in qualità di figli,
servi e schiavi nel tempo
e nell'eternità,
ecco che di comune accordo
ci gettiamo ai Tuoi piedi
per rinnovare i voti
della nostra fedeltà
e servitù verso di Te;
e per pregarTi che,
in qualità di cosa Tua,
Tu ci offra, dedichi, consacri
e immoli al Sacro Cuore
dell'Adorabile Gesù,
noi e tutto ciò che noi siamo,
tutto ciò che faremo e soffriremo,
senza riservarci niente,
non volendo avere altra libertà
che quella di amarLo,
altra gloria che quella di appartenerGli
in qualità di schiavi e vittime
del Suo Puro Amore,
altra volontà o potere
che quello di piacerGli e soddisfarLo in tutto,
a costo delle nostre vite.
E ppoichè hai ogni potere
su questo Amabile Cuore,
fa' dunque, o nostra Madre benigna,
che riceva e accetti questa consacrazione
che noi facciamo oggi alla Tua presenza
e per il Tuo tramite,
con le dichiarazioni della nostra fedeltà,
se siamo sostenuti dalla Sua grazia e dal Tuo aiuto,
che Ti supplichiamo di non rifiutare.
Amen.

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESU'

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Gesù,
sappiamo che Tu sei Misericordioso
e che hai offerto il Tuo Cuore per noi.
Esso è incoronato dalle spine
e dai nostri peccati.
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Sappiamo che Tu ci supplichi costantemente
affinchè noi non ci perdiamo.
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Gesù,
ricordaTi di noi quando siamo nel peccato.
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Per mezzo del Tuo Cuore
fa' che tutti gli uomini si amino.
Sparisca l'odio tra gli uomini.
Mostraci il Tuo Amore.
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Noi tutti Ti amiamo
e desideriamo che Tu ci protegga
col Tuo Cuore di Pastore
e ci liberi da ogni peccato.
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Gesù, entra in ogni cuore!
Bussa, bussa alla porta
del nostro cuore.
Sii paziente e non desistere mai.
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Noi siamo ancora chiusi
perchè non abbiamo capito
il Tuo Amore.
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Bussa continuamente,
fa', o Buon Gesù,
che Ti apriamo i nostri cuori
almeno nel momento in cui
ci ricordiamo della Tua Passione
sofferta per noi.
Amen.

IL RISORTO NON CI LASCIA MAI SOLI

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"LO HAI SEMPRE ACCANTO"
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Com'è stupenda l'efficacia della Sacra Eucaristia, nell'azione — e ancor prima nello spirito — delle persone che la ricevono con frequenza e devozione. (Forgia, 303)
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Se quegli uomini, per un pezzo di pane — per quanto il miracolo della moltiplicazione sia molto grande — si entusiasmano e Ti acclamano, che cosa dovremo fare noi per i molti doni che ci hai concesso e specialmente perché Ti dai a noi senza riserve nell'Eucaristia? (Forgia, 304)
Bambino buono: gli innamorati, su questa terra, come baciano i fiori, la lettera, il ricordo di chi amano!...
E tu, potrai forse dimenticarti che Lo hai sempre accanto... Lui!?
Ti dimenticherai... che Lo puoi mangiare? (Forgia, 305)
Affàcciati molte volte in oratorio, per dire a Gesù:... mi abbandono nelle Tue braccia.
Lascia ai Suoi piedi ciò che hai: le tue miserie!
In questo modo, nonostante il turbinìo di cose che ti porti dietro, non mi perderai mai la pace. (Forgia, 306)