" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

31 agosto 2009

" DI NUOVO IN MARCIA! "

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La convinzione di essere fatto di "cattiva pasta" la conoscenza di te stesso ti procurerà la reazione soprannaturale che farà radicare sempre più nella tua anima la gioia e la pace, di fronte all'umiliazione, al disprezzo, alla calunnia... Dopo il "fiat" Signore, quello che Tu vuoi , il tuo ragionamento in questi casi dovrà essere: "Ha detto solo questo? Si vede che non mi conosce: altrimenti non sarebbe stato così breve". Poiché sei convinto di meritare un trattamento peggiore, ti sentirai grato verso quella persona, e ti rallegrerai di ciò che farebbe soffrire altri. (Solco, 268)
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Di continuo sperimentiamo la nostra personale inefficacia. Ma a volte sembra che tutte queste cose si sommino insieme e si manifestino con maggiore evidenza; allora ci rendiamo conto più che mai di essere ben poca cosa.
Che fare? Expecta Dominum [Sal 26, 14], spera nel Signore; vivi di speranza, ci suggerisce la Chiesa, con amore e con fede. Viriliter age [Sal 26, 24], comportati virilmente.
Che cosa importa essere creature di fango, se la nostra speranza è riposta in Dio? Se in qualche momento un'anima sperimenta la caduta, o fa un passo falso — non è necessario che succeda —, gli si dà il rimedio opportuno, come si fa abitualmente quando è in pericolo la salute fisica; poi, di nuovo in marcia!
Di fronte alle nostre miserie e ai nostri peccati, di fronte ai nostri errori — anche se, per grazia di Dio, sono di poca importanza —, ricorriamo alla preghiera e diciamo a Dio nostro Padre:
"Signore, alla mia povertà, alla mia fragilità, ai cocci di questo vaso rotto, metti qualche punto, e io — con il mio dolore e con il tuo perdono — sarò più forte e più bello di prima".
È una preghiera consolante, da ripetere ogni volta che si rompe la povera terracotta di cui siamo fatti. (Amici di Dio, nn.94-95)

" COME VA LA TUA PRESENZA DI DIO? "

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Ti manca vita interiore: perché non porti all'orazione le preoccupazioni dei tuoi e il proselitismo; perché non ti sforzi di veder chiaro, di trarre propositi concreti e di metterli in pratica; perché non hai visione soprannaturale nello studio, nel lavoro, nelle tue conversazioni, nei tuoi rapporti con gli altri...
Come va la tua presenza di Dio, conseguenza e manifestazione della tua orazione? (Solco, 447)
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Ogni volta che sentiamo nel cuore il desiderio di essere migliori, di corrispondere con più generosità al Signore, e cerchiamo una luce che ci guidi, un riferimento preciso per la nostra esistenza cristiana, lo Spirito Santo porta alla nostra memoria le parole del Vangelo: "è necessario pregare sempre, senza stancarsi" [Lc 18, 1].
L'orazione è il fondamento di ogni attività soprannaturale; l'orazione ci rende onnipotenti, e se prescindessimo dalla sua potenza non otterremmo nulla.
Vorrei che oggi, in questa nostra meditazione, ci persuadessimo una volta per sempre della necessità di avviarci ad essere anime contemplative, nel bel mezzo della strada e del lavoro, grazie ad un colloquio costante con il nostro Dio, che non deve mai venir meno lungo tutta la giornata.
Se vogliamo seguire lealmente le orme del Maestro, è questa l'unica via.
È molto importante — perdonatemi se insisto — osservare il comportamento del Messia, perché Egli è venuto a mostrarci la via che conduce al Padre.
Assieme a Lui scopriremo come è possibile dare rilievo soprannaturale alle attività in apparenza più insignificanti; impareremo a vivere ogni istante con vibrazione d'eternità e comprenderemo con crescente profondità che la creatura ha bisogno di momenti di colloquio intimo con Dio, per starGli vicino, per invocarLo, per lodarLo, per prorompere in rendimento di grazie, per ascoltarLo o, semplicemente, per stare con Lui. (Amici di Dio, nn. 238-239)

IL PENSIERO DEL GIORNO 31 AGOSTO 2009

"Amare deve essere normale per noi come vivere e respirare, giorno per giorno, fino alla nostra morte.
Per capire questo, e per metterlo in pratica, abbiamo immenso bisogno della preghiera, quella che ci unisce a Dio e che si riversa continuamente sugli altri".
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(Beata Madre Teresa di Calcutta)
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PER ESSERE BUONI

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“SCUSARE TUTTI”
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Sarai buono solo se saprai vedere le cose buone e le virtù degli altri. — Pertanto, se devi correggere, fallo con carità, nel momento opportuno, senza umiliare... e con la disposizione di imparare e di migliorare tu stesso in ciò che correggi. (Forgia, 455)
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Una delle prime manifestazioni concrete della carità consiste nel dischiudere all'anima i cammini dell'umiltà.
Se riteniamo sinceramente di essere nulla; se ci rendiamo conto che, senza l'aiuto divino, la più debole, la più inconsistente delle creature sarebbe migliore di noi; se ci vediamo capaci di tutti gli errori e di tutti gli orrori; se sappiamo di essere peccatori anche se combattiamo con impegno per prendere le distanze da tante infedeltà..., come possiamo pensar male degli altri, come possiamo alimentare nel cuore il fanatismo, l'intolleranza, l'alterigia?
L'umiltà ci conduce quasi per mano a quel modo di trattare il prossimo, che è il migliore di tutti: comprendere tutti, saper convivere con tutti, scusare tutti, non creare divisioni né barriere; comportarsi — sempre! — da strumenti di unità.
Non invano in fondo all'uomo esiste un forte anelito alla pace, all'unità con i propri simili, al reciproco rispetto dei diritti della persona, in una prospettiva che conduce alla fraternità. È un riflesso di ciò che vi è di più prezioso nella condizione umana: se tutti siamo figli di Dio, la fraternità non si riduce a luogo comune o a ideale illusorio: risplende come mèta difficile, ma reale.
Nell'orazione, con l'aiuto della grazia, la superbia può trasformarsi in umiltà.
E germoglia nell'anima la vera gioia, pur dovendo costatare che ancora portiamo del fango sulle ali, la melma della nostra triste miseria, che comincia a essiccarsi. Più tardi, con l'aiuto ella mortificazione, quel fango cadrà, e potremo volare molto in alto, perché il vento della misericordia di Dio ci sarà favorevole.
(Amici di Dio, nn. 233. 249)

30 agosto 2009

RINNOVO CONSACRAZIONE DELL'ITALIA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

In questo ultimo periodo c'è tanto accanimento verso la Chiesa e il Sommo Pontefice.
Tutto ciò perché il Papa , fedele alla sua missione espone una verità elementare:
"La vera soluzione per l'epidemia dell'AIDS non sono i profilattici, ma piuttosto un rinnovo spirituale e umano."...
Ed ecco che certi politici governanti europei anti cristiani si scatenano contro il Santo Padre, davanti all'odio dei nemici della Chiesa, la nostra risposta sarà quella della vera carità, quella che ha sempre sconfitto il maligno e i suoi seguaci.
Propongo come riparazione alle offese a Gesù, alla Madonna, alla Chiesa, al Sommo Pontefice.. offese come ad es. nel Museo comunale di Napoli, il Pan, ha presentato un Cristo velato da un preservativo, una Madonna travestita da Batman e un Padre Pio mascherato da Robin, e altre vignette offensive sono state pubblicate in una nota rivista francese.
Tutto questo ci ricorda le parole profetiche della Madonna di Fatima:
"I buoni saranno martirizzati , il Santo Padre avrà molto da soffrire... ma alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà."
Fra poco. il 13 Settembre, ricorre il 50° anniversario della Consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria, fatta in occasione della chiusura del Congresso Eucaristico del 1959. Cinquanta anni fa il beato Papa Giovanni XXIII ha desiderato che questa consacrazione diventasse "un motivo di impegno nella pratica delle cristiane virtù, una difesa contri i mali che ci minacciano, una sorgente di prosperità anche temporale."
Oggi, quando l'empietà attacca la Chiesa, il Suo Pastore, le figure di Gesù e Maria...mentre il mondo è in subbuglio, impegniamoci sempre più nella pratica e nella difesa delle virtù cristiane e nello stesso tempo come atto di riparazione a Gesù per le offese ricevute, propongo di regalare ogni uno di noi almeno un rosario a chi occasionalmente incontriamo, chiedendo di unirsi a noi e magari rinnovare l'atto di Consacrazione nella propria famiglia dopo aver recitato il Santo Rosario come 50 anni fa.
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O Cuore Immacolato di Maria,
colmo di bontà,
mostra il Tuo amore verso di noi;
la fiamma del Tuo Cuore, o Maria,
scenda su tutti gli uomini.
Noi Ti amiamo immensamente,
imprimi nei nostri cuori il vero amore
così che abbiamo un desiderio continuo verso di Te.
O Maria, di soave ed umile cuore,
ricordati di noi quando siamo nel peccato.
Tu sai che tutti gli uomini peccano;
donaci per mezzo del Tuo Cuore Immacolato
di essere guariti da ogni malattia spirituale.
Fa' che sempre possiamo guardare
la bontà del Tuo Cuore Materno
e che ci convertiamo
per mezzo della fiamma del Tuo Cuore.
Amen, Amen, Amen!
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(Il testo "Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria" è stato suggerito dalla Madonna stessa alla veggente Jelena Vasilj di Medjugorje nel novembre 1983.)

UN INNO ALLA SINCERITA'

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“LA RELIGIONE E' LA PIU' GRANDE RIBELLIONE DELL'UOMO”
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Oggi, quando l'ambiente è pieno di disobbedienza, di mormorazione, di intrighi, di inganni, dobbiamo amare più che mai l'obbedienza, la sincerità, la lealtà, la semplicità: il tutto, con senso soprannaturale, che ci renderà più umani. (Forgia, 530)
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La religione è la più grande ribellione dell'uomo che non sopporta di vivere da bestia, che non si rassegna — non trova riposo — finché non conosce ed entra in rapporto con il Creatore.
Vi voglio ribelli, liberi da ogni legame, perché vi voglio — Cristo ci vuole! — figli di Dio.
Schiavitù o filiazione divina: questo è il dilemma della nostra vita. O figli di Dio, o schiavi della superbia, della sensualità, dell'egoismo angoscioso in cui tante anime si dibattono.
L'Amore di Dio indica il cammino della verità, della giustizia, del bene.
Se ci decidiamo a rispondere al Signore: "La mia libertà è per Te", ci troviamo liberati da tutte le catene che ci avevano legati a cose senza importanza, a ridicole preoccupazioni, ad ambizioni meschine.
E la libertà — tesoro incalcolabile, perla meravigliosa da non gettare alle bestie [Cfr Mt 7, 6] — va interamente impiegata ad imparare a fare il bene. (Amici di Dio, 37-38)

27 agosto 2009

IL TUO CUORE, MAMMA, E' IL MIO RIFUGIO!


"Nei bisogni gettatevi nelle braccia di Maria Santissima,
ricorrete a Lei come a una Madre Misericordiosa,
poi non vi inquietate,
non vi perdete d'animo,
ma fidatevi di Lei"
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(San Paolo della Croce)

26 agosto 2009

MIRACOLATA A LOURDES

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MALATA DI S.L.A. (una forma di sclerosi)
VA A LOURDES E CAMMINA
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Una donna lucana, sulla sedia a rotelle da quattro anni per S.l.a. e in cura alle Molinette di Torino, è tornata da Lourdes sulle sue gambe. La notizia è data dal Corriere della Sera, Stampa e Repubblica.
"Lei, Antonietta Raco, 50 anni, "la paziente miracolata" - scrive il Corriere della Sera - preferisce parlare di un dono e di una grazia".
Il medico che dal 2006 la cura, il neurologo delle Molinette di Torino, Adriano Chiò, corruga la fronte e dice:
"Non è spiegabile con i mezzi di cui scientificamente dispongo".
La psicologa che assiste l'ex malata, Enza Mastro, spiega che una guarigione simile provoca emozioni come una vittoria al Superenalotto.
Di fatto questa signora lucana di Francavilla sul Sinni, da anni malata di S.l.a., un male degenerativo che porta alla morte, costretta dal 2005 sulla sedia a rotelle, dopo un viaggio a Lourdes ha ricominciato a camminare senza alcun aiuto:
"Ho addirittura corso" racconta lei con un po' di ritrosia, quasi con vergogna.
"Un miracolo? Questo saranno le autorità ecclesiastiche a stabilirlo - commenta il neurologo che ha in cura la donna da anni - la visita era programmata da tempo e non serviva ad accertare eventuali prodigi, sono sorpreso da questa strana evoluzione della malattia".
È certamente un fenomeno insolito e non ho mai osservato nulla del genere in un malato di S.l.a., una malattia che può rallentare, al massimo fermarsi, ma non può migliorare, perché intacca i neuroni in modo irreversibile.
Non riesco a darmi una spiegazione scientifica. Mi ci vorrà del tempo per elaborare un fenomeno del genere perché nella visita appena fatta, l'unico sintomo riscontrato è un problema alla gamba sinistra, dove la malattia aveva esordito".

QUANTE ANIME LONTANE DA TE, MIO DIO!

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“SIGNORE, TANTE ANIME LONTANE DA TE!"
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Vedo la Tua Croce, Gesù mio, e godo della Tua grazia, poiché il premio del Tuo Calvario è stato per noi lo Spirito Santo...
E Ti dai a me, ogni giorno, innamorato — pazzo! — nell'Ostia Santissima...
E mi hai fatto figlio di Dio!, e mi hai dato Tua Madre.
Non mi basta ringraziare: il mio pensiero corre altrove: Signore, Signore, tante anime lontane da Te!
Alimenta nella tua vita desideri ardenti di apostolato, perché Lo conoscano..., e Lo amino..., e si sentano amati! (Forgia, 27)
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Che rispetto, che venerazione, che affetto dobbiamo provare per ogni singola anima, di fronte all'evidenza che Dio la ama come qualcosa di Suo! (Forgia, 34)
Di fronte all'apparente sterilità dell'apostolato, ti assalgono le avvisaglie di un'ondata di scoraggiamento, che la tua fede respinge con fermezza... Però ti rendi conto d'aver bisogno di più fede, umile, viva e operativa.
Tu, che desideri la salvezza delle anime, mettiti a gridare come il padre di quel ragazzo malato, posseduto dal demonio: “Domine, adiuva incredulitatem meam!” Signore, aiuta la mia incredulità!
Non dubitare: si ripeterà il miracolo. (Forgia, 257)

LA BELLEZZA DELLA MADONNA

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LA BELLEZZA DI MARIA
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La bellezza di Maria?
I Vangeli non ci indicano nulla sulla bellezza della Madre di Gesù Cristo, oltre alla Sua totale grande umiltà e alla Sua totale purezza verginale, che sono bellezze morali e spirituali.
Sulla Sua bellezza fisica, a priori, nulla...
“Venendo al mondo, Gesù portava, sulla Sua fronte, i riflessi della bellezza della Vergine, la Sua limpidezza, la purezza del Suo sguardo, ed ecco che, adesso, la Vergine si è caricata della bellezza del Cristo Redentore.”
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La bellezza di Maria?
È in primo luogo lo splendore assoluto che proviene dalla pienitudine della grazia, in Lei, pienitudine che lo stesso Arcangelo Gabriele ha salutato e che esprime in maniera così mirabile San Louis-Marie Grignion de Monfort, con queste parole:
"Dio, il Padre, ha fatto un insieme di tutte le acque, che ha chiamato mare; ha fatto un insieme di tutte le Sue grazie, che ha chiamato Maria"...
Una plenitudine di grazia che si adatta fisicamente alla Vergine di Nazaret e La rende “più bella di tutte le signore che conosco”, affermava Bernadette Soubirous, nel 1854, al Commissario Jacomet, similmente a tutti coloro che hanno avuto il privilegio inaudito di vedere “la Bella Signora” (cf le vedenti di La Salette)...
Le Scritture nulla dicono sulla bellezza fisica di Maria, ma La suggeriscono in varie riprese.
In realtà, se le Scritture nulla dicono direttamente sulla bellezza di Maria, ce la suggeriscono indirettamente in varie riprese.
Come sottolineano i Padri della Chiesa, i Dottori e altri esegeti della Bibbia è esattamente di Maria, soprattutto, di cui si parla nel Libro del Cantico dei Cantici, quando si evoca la “Beneamata”.
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"Come sei bella, amica mia,
come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre,
che scendono dalle pendici del Gàlaad.
I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte procedono appaiate,
e nessuna è senza compagna.
Come un nastro di porpora le tue labbra
e la tua bocca è soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.
Come la torre di Davide il tuo collo,
costruita a guisa di fortezza.
Mille scudi vi sono appesi,
tutte armature di prodi.
I tuoi seni sono come due cerbiatti,
gemelli di una gazzella,
che pascolano fra i gigli.
Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia.
Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!
Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L'odore dei tuoi profumi
sorpassa tutti gli aromi.
Le tue labbra stillano miele vergine,
o sposa, c'è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti
è come il profumo del Libano.
Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, sposa, giardino chiuso,
fontana sigillata".
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(Cantico dei Cantici 4,1-5.7.9-12)
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... In tutti i campi dell’arte, in tutte le culture dell’universo e a tutte le epoche, una moltitudine innumerevole di artisti, celebri o sconosciuti, attratti e conquistati da un tale splendore mariano, hanno tentato di tradurne l’indicibile bellezza.
Così, da Maria figlia di Sion, alla Vergine messicana di Nostra Signora di Guadalupe o alla Nostra Signora di Fatima, passando per le Madonne africane o giapponesi e le icone slave, esistono tanti ritratti di Maria quanto sono le razze umane sotto il cielo...

SLANCIO APOSTOLICO

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“SE TI MANCA SLANCIO APOSTOLICO, DIVENTERAI INSIPIDO”
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Come vuole il Maestro, tu devi essere — ben inserito in questo mondo, nel quale ci tocca vivere, e in tutte le attività degli uomini — sale e luce.
Luce, che illumina le intelligenze e i cuori; sale, che dà il sapore e preserva dalla corruzione.
Pertanto, se ti manca slancio apostolico, diventerai insipido e inutile, defrauderai gli altri e la tua vita sarà un'assurdità. (Forgia, 22)
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Molti, come per autogiustificarsi, si domandano:
— Ma io, perché dovrei intromettermi nella vita degli altri?
— Perché hai l'obbligo, in quanto cristiano, di intrometterti nella vita degli altri, per servirli!
— Perché Cristo si è intromesso nella tua vita, e nella mia! (Forgia, 24)
Se sei un altro Cristo, se ti comporti da figlio di Dio, lì dove sei appiccherai il fuoco: Cristo infiamma, non lascia indifferenti i cuori. (Forgia, 25)

DIO AL DI SOPRA DI TUTTO

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Tutta la vita è un'ascensione,
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tutta la vita è meditazione, obbedienza,
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fiducia e speranza, anche nelle oscurità;
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e tutta la vita è questa "sacra fretta",
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che sa che Dio è sempre la priorità
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e nient'altro deve creare fretta
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nella nostra esistenza.
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(Benedetto XVI - Omelia 15 agosto 2009)

25 agosto 2009

FUGIT IRREPARABILE TEMPUS

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“ È DAVVERO BREVE IL TEMPO CHE ABBIAMO PER AMARE ”
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Un figlio di Dio non ha paura della vita e non ha paura della morte, perché il fondamento della sua vita spirituale è il senso della filiazione divina: Dio è mio Padre, egli pensa, ed è l'Autore di ogni bene, è tutta la Bontà.
Ma tu ed io, agiamo davvero da figli di Dio? (Forgia, 987)
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La fugacità del cammino su questa terra dovrebbe incitare noi cristiani a trarre maggior profitto dal tempo, non certo ad aver paura del Signore, e ancor meno a considerare la morte una tragica fine.
Un anno che passa — lo si è detto in mille modi, più o meno poetici —, con la grazia e la misericordia di Dio, è un passo avanti verso il Cielo, nostra Patria definitiva.
Pensando a questa realtà, comprendo molto bene l'esclamazione di San Paolo ai Corinzi: Tempus breve est! [1 Cor 7, 29], come è breve la durata del nostro passaggio sulla terra!
Queste parole, per un cristiano coerente, risuonano nel più intimo del cuore come un rimprovero per la propria mancanza di generosità, come un costante invito a essere leale.
È davvero breve il tempo che abbiamo per amare, per dare, per riparare.
Non è giusto perciò che lo sperperiamo, che gettiamo irresponsabilmente questo tesoro dalla finestra: non possiamo sprecare il momento del mondo che Dio ha affidato a ciascuno di noi.
Verrà anche per noi quel giorno che sarà l'ultimo e che non ci spaventa: con ferma fiducia nella grazia di Dio, siamo pronti, fin da questo momento, con generosità, con fortezza, con amore alle cose piccole, ad accorrere all'appuntamento con il Signore portando le lampade accese.
Perché ci attende la grande festa del Cielo. (Amici di Dio, 39-40)

" CHE COSA HANNO DETTO, CHE COSA PENSERANNO... "

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Quanto più in alto è collocata la statua, tanto più duro e pericoloso è poi il colpo nella caduta. (Solco, 269)
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Sentiamo parlare di superbia e forse ci immaginiamo un agire dispotico, vessatorio: la folla che acclama e il vincitore che passa, come un imperatore romano, piegando il capo sotto gli archi trionfali, per timore di urtarvi la fronte gloriosa.
Dobbiamo essere realisti: tale genere di superbia trova posto soltanto in una fantasia malata. Dobbiamo lottare contro altre forme, più sottili, più frequenti: l'orgoglio di anteporre la propria eccellenza a quella del prossimo; la vanità nelle conversazioni, nei pensieri e nei gesti; una suscettibilità quasi morbosa, che si offende per parole e azioni del tutto inoffensive.
Queste sì che possono essere, e sono, tentazioni comuni. Ci si considera il sole, il centro di coloro che ci sono accanto; tutto deve ruotare intorno a noi.
Non è raro che si ricorra, con smania morbosa, a simulare dolore, tristezza, malattia, perché gli altri si prendano cura di noi e ci vezzeggino.
La maggior parte dei conflitti che sorgono nella vita interiore di molte persone, sono un prodotto dell'immaginazione:
"Che cosa hanno detto, che cosa penseranno, come mi considerano...".
E la povera anima soffre, per triste vanità, a causa di sospetti infondati.
In questa avventura disgraziata, la sua amarezza è continua, ed è causa di disagio per gli altri: tutto questo accade perché non sa essere umile, perché non ha imparato a dimenticare sè stessa e a darsi, generosamente, al servizio degli altri per amore di Dio. (Amici di Dio, 101)

24 agosto 2009

PERDIAMOCI NELL'IMMENSITA' DEL CUORE DI CRISTO!

"Donatevi a Gesù,
per entrare nell'immensità
del Suo grande Cuore,
che contiene il Cuore della Sua Santa Madre
e di tutti i santi,
e per perdervi in questo Abisso di Amore, di Carità,
di Misericordia, di Umiltà,
di Purezza, di Pazienza,
di Sottomissione e di Santità".
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(San Giovanni Eudes - Coeur admirable, III, 2)

" SAPERSI VINCERE TUTTI I GIORNI "

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Non è spirito di penitenza fare in certi giorni grandi mortificazioni, e in altri tralasciarle.
Spirito di penitenza significa sapersi vincere tutti i giorni, offrendo cose — grandi e piccole — per amore e senza spettacolo. (Forgia, 784)
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Ma è in agguato un nemico potente che si oppone al nostro desiderio di incarnare fino in fondo la dottrina di Cristo: è la superbia, che cresce quando non cerchiamo di scoprire dietro agli insuccessi e alle sconfitte la mano benefica e misericordiosa del Signore.
L'anima si vela allora di penombra — di triste oscurità — e si sente perduta. L'immaginazione inventa ostacoli irreali che si dissolverebbero se guardassimo le cose con un briciolo di umiltà.
A motivo della superbia e dell'immaginazione l'anima si caccia a volte in tortuosi calvari, nei quali però non v'è Cristo, perché dove è il Signore si gode la pace e la gioia, anche quando l'anima è in carne viva e circondata da tenebre.
C'è un altro nemico ipocrita della nostra santificazione: l'idea che la battaglia interiore vada sferrata contro ostacoli straordinari, contro draghi che buttano fuoco dalle fauci. È un altro tranello dell'orgoglio: vogliamo lottare, ma con grande spettacolo, tra squilli di trombe e svettare di stendardi.
Dobbiamo convincerci che il nemico più grande della roccia non è il piccone o altro strumento di demolizione, per potente che sia: è quell'acqua insignificante che penetra, a goccia a goccia, tra le sue fenditure, fino a disgregarne la struttura. (E' Gesù che passa, 77)

IL PENSIERO DEL GIORNO 24 AGOSTO 2009

L'insegnamento di Gesù sembra 'duro', troppo difficile da accogliere e da mettere in pratica. C'è allora chi lo rifiuta e abbandona Cristo; c'è chi cerca di 'adattarne' la parola alle mode dei tempi snaturandone il senso e il valore.
Gesù non si accontenta di un'appartenenza superficiale e formale, non Gli è sufficiente una prima ed entusiastica adesione; occorre, al contrario, prendere parte per tutta la vita al Suo pensare e al Suo volere.
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(Benedetto XVI Angelus 23 Agosto 2009)
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23 agosto 2009

PREGHIAMO CON I SALMI: SALMO 118

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MEDITAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
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T'invoco con tutto il cuore,
Signore, rispondimi;
custodirò i Tuoi precetti.
Io Ti chiamo, salvami,
e seguirò i Tuoi insegnamenti.
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Precedo l'aurora e grido aiuto,
spero sulla Tua Parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte
per meditare sulle Tue promesse.
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Ascolta la mia voce, secondo la Tua grazia;
Signore, fammi vivere secondo il Tuo giudizio.
A tradimento mi assedianoi miei persecutori,
sono lontani dalla Tua Legge.
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Ma Tu, Signore, sei vicino,
tutti i Tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le Tue testimonianze
che hai stabilite per sempre.


PENSA ALLA TUA VITA

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"DEVI PENSARE ALLA TUA VITA E CHIEDERE PERDONO"
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Con serenità, senza scrupoli, devi pensare alla tua vita, e chiedere perdono, e fare il proposito fermo, concreto e ben deciso, di migliorare in questo e in quel punto: in questo particolare che ti costa, e in quello che abitualmente non porti a compimento come devi, e lo sai. (Forgia, 115)
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Riémpiti di buoni desideri, che è cosa santa, e Dio la loda.
Ma non accontentarti di questo!
Devi essere anima — uomo, donna — di realtà concrete.
Per realizzare questi buoni desideri, devi formulare propositi chiari, precisi.
E, dopo, figlio mio, àpplicati a lottare, per metterli in pratica, con l'aiuto di Dio!(Forgia, 116)
Considera attentamente la tua condotta. Vedrai che sei pieno di errori, che danneggiano te e forse anche coloro che ti stanno accanto.
Ricorda, figliolo, che i microbi non sono meno importanti delle bestie feroci. E tu coltivi questi errori, questi sbagli, come si coltivano i microbi in un laboratorio, con la tua mancanza di umiltà, con la tua mancanza di orazione, con le tue omissioni nel compimento del dovere, con la poca conoscenza di te stesso... E, poi, questi focolai infettano l'ambiente.
Hai bisogno di un buon esame di coscienza quotidiano, che ti conduca a propositi concreti di miglioramento, affinché tu senta un vero dolore per le tue mancanze, per le tue omissioni e per i tuoi peccati.(Forgia, 481)

IL PENSIERO DEL GIORNO 23 AGOSTO 2009

La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio.
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(Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica ROSARIUM VIRGINIS MARIAE)
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20 agosto 2009

IL PENSIERO DEL GIORNO 20 AGOSTO 2009

Mangia, lavora, prega e fai un po' di bene se ti è possibile.
La malinconia è nemica dell'anima, perciò sii allegra, tanto allegra!
Vivi come gli uccelli dell'aria: di giorno in giorno, confidando nelle Parole di Gesù:
"Siete figli Miei e non vi lascerò mancare ciò che vi occorre. Il domani è nelle mani del Padre". (p. 53)
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(Servo di Dio Don Quintino Sicuro - eremita - 1920 + 1968)
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ABBANDONIAMOCI NELLE BRACCIA DI MARIA!

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"Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza,
nell'abbandono confidente sta la vostra forza".
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Il Signore aspetta per farvi grazia,
per questo sorge per aver pietà di voi,
perché un Dio Giusto è il Signore;
beati coloro che sperano in Lui!
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(Is 30, 15. 18)

16 agosto 2009

PIU' LUMINOSA DEL SOLE, PIU' BELLA DELLA LUNA, PIU' FRAGRANTE DELLA ROSA, PIU' CANDIDA DELLA NEVE: MARIA!

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Dalle Lettere di Adamo di Perseigne ad Andrea di Tours
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La Madre di Dio, all'udire Elisabetta che Le predice l'avvenire, ripensa all'annuncio dell'angelo da parte del Signore. Considera la purità della Sua coscienza esente da ogni macchia, per cui Si vede portata in alto per opera divina, ben sopra il mondo e ogni creatura, per la prerogativa di una grazia singolare corrisposta con la vita.
Allora nel giubilo di una gioia immensa canta al Signore un cantico nuovo, esclamando:
"L'anima mia magnifica il Signore".
L'anima di Maria magnifica il Signore, perché prima è stata magnificata da Lui. Senza l'iniziativa divina che L'ha preceduta, Maria non avrebbe potuto magnificare a sua volta il Signore.
Maria magnifica dunque Colui dal quale è stata magnificata. E non solo con la lode della bocca Lo magnifica, non solo con l'integrità del corpo, ma per il carattere unico del Suo amore.
Molti lodano con le labbra, ma si smentiscono con la vita. Il loro cuore orgoglioso li rende autori di scelleratezza, invece che capaci di adorazione.
Di costoro sta scritto: "Dichiarano di conoscere Dio, ma Lo rinnegano con i fatti". (Tt 1,16). Questa razza di gente non esalta Dio, al contrario minimizza il Nome del Signore, per quanto è in suo potere.
A costoro si riferisce l'Apostolo affermando: "Il Nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani". (Rm 2,24).
In Maria, invece, magnifica il Signore la lingua, la vita, l'anima: la lingua, che loda la meravigliosa santità della divina gloria; la vita, che merita con le opere la gloria stessa; l'anima, che ama in modo singolare, raggiungendolo sulle ali della contemplazione, mentre lo spirito e il seno ne contengono l'incomprensibile magnificenza.
L'anima mia - Ella dice - magnifica il Signore.
Come Lo magnifichi? Puoi forse rendere più grande la grandezza infinita? "Grande è il Signore -dice il salmista - e degno di ogni lode". (Sal 144,3).
E' tanto grande che la Sua grandezza non si può paragonare né misurare.
Come dunque Lo magnifichi se non Lo rendi da piccolo grande, né da grande più grande?
Eppure Lo magnifichi perché Gli dài lode.
Tu magnifichi il Signore, o Maria, perché fra le tenebre di questo mondo, Tu più luminosa del sole, Tu più bella della luna, Tu più fragrante della rosa, Tu più candida della neve, Lo fai conoscere irradiandone lo splendore.
Lo magnifichi, dunque, non aumentando la Sua grandezza infinita, ma portando fra le tenebre di questo mondo la luce sconosciuta della vera Divinità. Il Signore, come non viene mai meno essendo eterno, così non può progredire essendo perfetto; è eterno, perché non ha inizio né fine, è perfetto perché nulla manca alla Sua pienezza.
E tuttavia Tu Lo magnifichi, quando per l'eccellenza dei Tuoi meriti T'innalzi fino a ricevere la pienezza della grazia.
Infatti lo Spirito Santo, che sopravviene in Te pur lasciandoTi Vergine intatta, Ti rende Madre di Dio, perché al mondo perduto Tu generi il Salvatore.
Quali le cause di tali prodigi? Ciò proviene dal motivo che il Signore è con Te, Lui che ha fatto dei Suoi doni i Tuoi meriti; ecco perché affermo che tanto più Tu magnifichi il Signore, quanto maggiormente in Lui e da Lui sei magnificata.
Che significa che l'anima Tua magnifica il Signore, se non che Tu stessa sei da Lui talmente elevata da ricevere tutta la pienezza della grazia?
Le Tue gloriose e singolari virtù Ti dilatano sino a raggiungere la magnificenza di una gloria senza pari. Ti dilatano, dico, perché tutta rorida dalla rugiada dello Spirito Santo, tutta impregnata dall'unione celeste, la Tua anima si dilata col desiderio dell'amore come una pelle intrisa d'olio, fino a raggiungere lo stesso Verbo di Dio.
Tu sei il cestello di Mosè, tu il ricettacolo del Verbo, tu la cella del vino nuovo che inebria la sobrietà dei credenti. Tu sei la Madre di Dio.
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Ave, o Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

IL PENSIERO DEL GIORNO 16 AGOSTO 2009

"Se non andassi in cielo - esclamava (il Santo Curato d'Ars) - come sarei addolorato! Non vedrei mai la Santa Vergine, questa Creatura così bella!". Consacrò inoltre più volte la sua parrocchia alla Madonna, raccomandando specialmente alle mamme di fare altrettanto ogni mattina con i loro figli.
Cari fratelli e sorelle, facciamo nostri i sentimenti del Santo Curato d'Ars.
E con la stessa fede, rivolgiamoci verso Maria Assunta in Cielo, affidandoLe in modo particolare i sacerdoti del mondo intero.
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(Benedetto XVI - Angelus 15 Agosto 2009)
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15 agosto 2009

LA MIA DEDICA A MARIA

Cara Mamma,
nel giorno solenne in cui ricordiamo la Tua gloriosa Assunzione in Corpo e Anima al Cielo, anch'io desidero rivolgerTi la mia piccola lode. Dedico a Te, Mamma dolcissima, la lirica di Dante.
Tu sei la Stella della mia vita, Tu sei la mia aurora di salvezza. Ti amo, Mamma, Ti voglio bene.
Il Tuo Cuore, Mamma, è il mio rifugio. Ti voglio bene!
Tua Scarlet
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" Vergine Madre,
Figlia del Tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,
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Tu se' Colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
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Nel ventre Tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.
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Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace.
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Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a Te non ricorre,
sua disianza vuol volar senz'ali.
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La Tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
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In Te misericordia, in Te pietate,
in Te magnificenza, in Te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate ".

OGGI LA VERGINE MARIA E' ACCOLTA NEI CIELI: RALLEGRIAMOCI ED ESULTIAMO!

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" Tutta Splendore sei, Figlia di Sion,
come l'aurora T'innalzi nel Cielo.
Bella, e Tutta gloriosa,
o Vergine Maria,
Tu passi da questo mondo a Cristo;
splendi tra i santi
come il sole tra gli astri.
Gioiscono gli angeli,
si rallegrano gli arcangeli
per la Tua esaltazione, o Maria!
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Ave, speranza nostra,
ave, benigna e pia,
ave, piena di grazia,
o Vergine Maria.
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Ave, fulgida rosa,
roveto sempre ardente,
ave, pianta fiorita
dalla stirpe di Iesse.
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In Te vinta è la morte,
la schiavitù è redenta,
ridonata la pace,
aperto il Paradiso.
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O Trinità Santissima,
a Te l'inno di grazie,
per Maria nostra Madre,
nei secoli dei secoli. Amen.

MARIA ENTRA NELLA LUCE DEL REGNO

"O Maria Assunta in Cielo,
io lodo con Te il Signore,
lodo la Sua Misericordia
che Ti ha avvolta di bellezza
e mi unisco agli angeli e ai santi
per cantare il Magnificat con Te!
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Guardami, sorridimi,
indicami sempre il Cielo.
Tu che dal Cielo mi vieni vicino,
proteggimi e liberami
da tutto ciò che mi lega ancora
e purificami da tutte le cose
che non mi aiutano a salire.
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Tu che hai saputo cantare
la più alta lode al Signore,
insegnaci a riconoscerLo
nostro Salvatore
e ad affidarci a Lui
conl'umiltà delle creature,
riempici di amore e di grazia,
affinché possiamo cantare
anche noi con Te
le meraviglie del Signore.
E così sia!"

IL PENSIERO DEL GIORNO 15 AGOSTO 2009

Guardando l'Assunta in Cielo comprendiamo meglio che la nostra vita di ogni giorno, pur segnata da prove e difficoltà, scorre come un fiume verso l'oceano divino, verso la pienezza della gioia e della pace.
Comprendiamo che il nostro morire non è la fine, ma l'ingresso nella vita che non conosce la morte. Il nostro tramontare all'orizzonte di questo mondo è un risorgere all'aurora del mondo nuovo, del giorno eterno.
"Maria, mentre ci accompagni nella fatica del nostro vivere e morire quotidiano, mantienici costantemente orientati verso la vera patria della beatitudine. Aiutaci a fare come Tu hai fatto".
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(Benedetto XVI - Omelia 15 Agosto 2008)
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14 agosto 2009

MARIA, TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO, E' INTRODOTTA NEI TABERNACOLI DIVINI


" L'Immacolata Vergine, preservata da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della Sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col Suo corpo e con la Sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell'universo, perchè fosse più pienamente conformata al Figlio Suo, il Signore dei dominanti, il Vincitore del peccato e della morte.
L'Assunzione della Santa Vergine è una singolare partecipazione alla Risurrezione del Suo Figlio e un'anticipazione della risurrezione degli altri cristiani:
nella Tua Maternità hai conservato la Verginità, nella Tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, Tu che hai concepito il Dio vivente e che con le Tue preghiere libererai le nostre anime dalla morte (Liturgia bizantina)".
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(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 966)
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Maria Santissima assunta in Cielo è segno di speranza e modello per la Chiesa tutta e per ogni cristiano.
" Colei che nel parto aveva conservato illesa la Sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il Suo corpo dopo la morte.
Colei che aveva portato nel Suo seno il Creatore fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini.
Colei che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti.
Doveva contemplare il Suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, Lei che Lo aveva visto sulla Croce; Lei che, preservata dal dolore quando Lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando Lo vide morire.
Era goiusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed Ancella di Dio ".
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(S. Giovanni Damasceno)
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Ave, o Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.

IL PENSIERO DEL GIORNO 14 AGOSTO 2009

"Signore, insegnaci a non amare noi stessi, a non amare soltanto i nostri cari, a non amare soltanto quelli che ci amano.
Insegnaci a pensare agli altri, ad amare anzitutto quelli che nessuno ama.
Concedi la grazia di capire che ad ogni istante , mentre noi viviamo una vita troppo felice, protetta da te, ci sono milioni di esseri umani, che sono pure Tuoi figli e nostri fratelli, che muoiono di fame senza aver meritato di morire di fame, che muoiono di freddo senza aver meritato di morire di freddo.
Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo. E non permettere più, o Signore, che noi viviamo felici da soli.
Facci sentire l'angoscia della miseria universale, e liberaci dal nostro egoismo".
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(Raoul Follereau)
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13 agosto 2009

IL PENSIERO DEL GIORNO 13 AGOSTO 2009

"Dobbiamo trattare il prossimo con dolcezza, stando attenti a non offenderlo in alcun modo. Quando voltiamo le spalle a qualcuno o lo offendiamo, è come se mettessimo una pietra sul nostro cuore".
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(S. Serafino di Sarov)
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11 agosto 2009

IL PENSIERO DEL GIORNO 11 AGOSTO 2009

"Attraverso la preghiera riusciamo a stare con Dio. Ma chi è con Dio è lontano dal nemico. La preghiera è sostegno e difesa della castità, freno dell'ira, acquietamento e dominio della superbia. La preghiera è custodia della verginità, protezione della fedeltà nel matrimonio, speranza per coloro che vegliano, abbondanza di frutti per gli agricoltori, sicurezza per i naviganti."
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(San Gregorio di Nissa)
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L'AMORE DI CHIARA PER LA VERGINE MARIA

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OGGI 11 AGOSTO SANTA CHIARA ("LA CHIARA LUCE")
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Tommaso Celano, parlando di Francesco e di Chiara e delle sue Suore, dice che camminarono "dietro le orme dello stesso Cristo e della sua santissima Madre".
Anche Francesco ha visto in questa luce l'importanza della vita di Chiara. Non a caso scrive alle Clarisse, che da lui avevano ricevuto la Forma di vita:
"Voglio seguire la vita e la povertà dell'altissimo Signor nostro Gesù Cristo e della Sua Santissima Madre" (RsC VI,7: FF 2790), intendendo rivolgere loro l'ultima espressione della sua volontà in quello scritto, che inviò loro poco prima di morire e che Chiara ha inserito nella Regola.
Indica qui espressamente l'imitazione di Maria, perché si rivolge alle damianite e vuole esortarle a seguire fedelmente la via tracciata, con il loro particolare atteggiamento di donne.
Chiara ha corrisposto nel modo migliore al suo santo compito.
Qualche particolare della sua devozione a Maria: colloca la festa dell'Assunta di Maria tra i sette giorni dell'anno, in cui le Clarisse devono ricevere la santa Comunione, dimostrando di ritenerla una solennità tra le più grandi.
Ma la devozione di Chiara per la Vergine non si riscontra semplicemente nelle abitudini comuni dell'epoca, perché invoca la Sua intercessione in modo particolare.
Appare chiaro che si trattava di una devozione straordinaria. Un indice di questo amore preferenziale è la sospensione del digiuno nelle feste della Madonna, secondo il desiderio di Francesco.
Venerava la Vergine perché aveva una profondissima fiducia nel Suo aiuto.
La Madre di Dio si prende veramente cura dell'uomo, è vera Madre pure per gli uomini: insegna loro ad avvicinarsi a Cristo e diviene il modello luminoso del vero imitatore di Cristo.
Imitare Maria è la strada più sicura per unirsi a Dio.
A questa amorosa Madre non dobbiamo, dunque, rifiutare il nostro affetto.
Quale atteggiamento della Madonna ha colpito in modo particolare Chiara? Quali tratti cercava soprattutto di imitare in Lei?
Chiara prende a modello soprattutto la castità e verginità di Maria:
"Stringiti alla Sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del Suo sacro seno raccolse e nel Suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere" (3LAg 18: FF 2890).
Il voto di verginità le consente di imitarLa.Ma non si limita a questo.
Contempla la povertà nella vita della Vergine e in questo trova un nuovo obbligo a praticare questa virtù:
"In perpetuo osserviamo la povertà, l'umiltà di Nostro Signore Gesù Cristo e della Sua Santissima Madre" (RsC XII,13: FF 2820).
Maria si dichiara "serva" del Signore; perciò l'imitazione di Lei conduce all'umiltà. Chi La segue nella verginità, povertà e umiltà è chiamato da Dio ad una grazia simile alla Sua: portare "con corpo casto e verginale" il Figlio dell'Altissimo.
Vale la pena, a questo punto, riportare l'intera esortazione e meditazione sulla Maternità della Vergine, inviata alla B. Agnese:
"Stringiti alla Sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del Suo sacro seno raccolse e nel Suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere... Sì, perché è ormai chiaro, che la più degna fra tutte le creature, cioè l'anima dell'uomo fedele, è resa dalla grazia di Dio, più grande del cielo. Mentre i cieli, infatti, con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l'anima fedele invece, ed essa sola, è Sua dimora e soggiorno, e ciò soltanto a motivo della carità, di cui gli empi sono privi. È la stessa Verità che lo afferma: "Colui che ama Me, sarà amato dal Padre Mio; ed Io pure l'amerò; e Noi verremo a Lui e porremo in Lui la Nostra dimora".
A quel modo, dunque, che la gloriosa Vergine delle vergini portò il Cristo materialmente nel Suo grembo, tu pure, seguendo le Sue vestigia, specialmente dell'umiltà e povertà di Lui nel tuo corpo casto e verginale, puoi sempre, senza alcun dubbio, portarLo spiritualmente.
"E conterrai in te Colui dal quale tu e tutte le creature siete contenute, e Lo possederai in una maniera ben più reale e definitiva di qualsiasi possesso dei beni transeunti di questo mondo" (3LAg FF 2890-2893).
E seguendoLa per la strada dell'umiltà e povertà, camminerà con la Vergine fino ai piedi della Croce.
Chiara, vera discepola di Francesco, come lui ha un intimo amore per la Madonna, ma si spinge oltre lo stesso santo. È penetrata con tale decisione nel pensiero della imitazione della Vergine, che esorta all'imitazione di Maria e non solo di Cristo:
"È questa, carissime sorelle mie, la vetta di quella povertà altissima che vi ha fatti eredi e regine del Regno dei cieli, vi ha rese povere di sostanze, ma ricche di virtù. Questa sia la vostra porzione, che è quella che porta alla terra dei viventi. Alla quale, dilettissime sorelle, interamente affezionate, per amore di nostro Signore Gesù Cristo e della Sua Santissima Madre, non vogliate mai aver altro sotto il cielo" (RsC VIII,4ss: FF 2795).
Chiara si è sforzata di diventare "una perfetta imitatrice della Vergine Maria". L'immagine della Madonna illumina anche la sua morte.
Perché la Madre di Dio, accompagnata da una schiera di sante vergini, le appare sul letto di morte, per confortarla, darle forza e ornarla per l'ingresso nella patria celeste:
"Ed ecco che una moltitudine di Vergini in vesti bianche, le quali portavano tutte sopra dei loro capi glirlande dorate, entra dentro (al monastero), fra le quali v'era una più preclara di tutte l'altre, dalla quale corona una bellezza procedeva per le fessure e tagliature di essa, che converte in quella casa la notte in luce di chiaro dì. Pervenne al letticciuolo dove giace la sposa del Figliolo Suo, e inchinandosi amorevolmente sopra di lei, gli concede il Suo dolcissimo abbracciamento. Le Vergini che sono con lei gli donano un bellissimo palio, e a gara tutte servendola, coprono il corpo e adornano la Sua camera con esso". (LegsC ..)
"E quella Vergine che pareva maggiore da prima la coperse nel letto con un panno sottilissimo, tanto sottile che per la sua grande sottilità madonna Chiara, benché fosse coperta con esso, tuttavia si vedeva. Poi la Vergine delle vergini, che era maggiore, inchinava la faccia sopra la faccia della vergine santa Chiara, o sopra il suo petto, perché la testimonia non potette bene discernere l'uno dal l'altra. E fatto questo, tutte sparirono... E la santissima madonna Chiara morì poi il lunedì seguente" (Proc ...)
Perfetta imitazione della Vergine Maria, tanto da esserne il vero Volto e la vera Immagine, da alcuni studiosi è chiamata "Altera Maria", in sintonia con Francesco "Alter Christus".
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SANTA CHIARA DI ASSISI

Chiara nasce da una nobile famiglia nel 1194, da Favarone di Offreduccio di Bernardino e da Ortolana. La madre, recatasi a pregare alla vigilia del parto nella Cattedrale di S. Rufino, sentì una voce che le predisse: “Oh, donna, non temere, perchè felicemente partorirai una chiara luce che illuminerà il mondo”. La bambina fu chiamata Chiara e battezzata in quella stessa Chiesa. Si può senza dubbio affermare che una parte predominante dell’educazione di questa fanciulla è dovuta proprio alla Cattedrale di San Rufino, la sua Chiesa, dove poco distante sorgeva la casa paterna. L'ambiente familiare di Chiara era pervaso da una grande spiritualità. La madre educò con ogni cura le sue figlie e fu tra quelle dame che ebbero la grande fortuna di raggiungere la Terra Santa al seguito dei crociati.
Chiara aveva appena dodici anni quando Francesco d'Assisi compì nella pubblica piazza il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dall'esempio di San Francesco, la giovane Chiara, sette anni dopo, lo raggiunse alla Porziuncola.
L'esperienza della completa rinuncia e delle predicazioni di Francesco, la fama delle doti che aveva Chiara per i suoi concittadini, fecero sì che queste due grandi personalità s'intendessero perfettamente sul modo di fuggire dal mondo comune e donarsi completamente alla vita contemplativa.
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La notte dopo la Domenica delle Palme (18 marzo 1212) accompagnata da Pacifica di Guelfuccio (prima suora dell'ordine), la giovane si recò di nascosto alla Porziuncola, dove era attesa da Francesco e dai suoi frati. Qui il Santo la vestì del saio francescano, le tagliò i le tagliò i capelli consacrandola alla penitenza e la condusse presso le suore benedettine di S. Paolo a Bastia Umbra, dove il padre inutilmente tentò di persuaderla a far ritorno a casa.
Consigliata da Francesco si rifugiò allora nella Chiesina di San Damiano che divenne la Casa Madre di tutte le sue consorelle chiamate dapprima “Povere Dame recluse di San Damiano” e, dopo la morte della Santa, Clarisse (Ordo Sanctae Clarae, O.S.C.). Qui visse per quarantadue anni, quasi sempre malata, iniziando alla vita religiosa molte sue amiche e parenti compresa la madre Ortolana e le sorelle Agnese e Beatrice.
Nel 1215 Francesco la nominò badessa e formò una prima regola dell'Ordine che doveva espandersi per tutta Europa. La grande personalità di Chiara non passò inosservata agli alti prelati, tanto che il Cardinale Ugolino (legato pontificio) formulò la prima regola per i successivi monasteri e più tardi le venne concesso il privilegio della povertà con il quale Chiara rinunciava ad ogni tipo di possedimento.
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Nel 1243, durante un'incursione di milizie saracene nel Monastero di San Damiano, Chiara scacciò con un atto di coraggio la soldatesca.
La fermezza di carattere, la dolcezza del suo animo, il modo di governare la sua comunità con la massima carità e avvedutezza, le procurarono la stima dei Papi che vollero persino recarsi a visitarla.
La morte di San Francesco e le notizie che vari monasteri accettavano possessi e rendite amareggiarono e allarmarono la Santa che sempre più malata volle salvare fino all'ultimo la povertà per il suo convento componendo una Regola (simile a quella dei Frati Minori) approvata poi dal Cardinale Rainaldo (futuro Pp Alessandro IV) nel 1252 e alla vigilia della sua morte da Pp Innocenzo IV, recatosi a S. Damiano per portarle la benedizione e consegnarle la bolla papale che confermava la sua regola.
Il giorno dopo,11 agosto 1253, Chiara muore, officiata dal Papa che volle cantare per lei non l'ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.
Il suo corpo venne sepolto a San Giorgio in attesa di innalzare la chiesa che porta il suo nome. Nonostante l'intenzione di Pp Innocenzo IV fosse quella di canonizzarla subito dopo la morte, si giunse alla bolla di canonizzazione nell'autunno del 1255, dopo averne seguito tutte le formalità, per mezzo di Pp Alessandro IV.
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Leggende :
Chiara è la protettrice delle telecomunicazioni: il giorno di Natale, nella messa servita da Francesco, non c'era Chiara, poiché era costretta a letto a causa della sua infermità. Volendo vedere la messa, le sarebbe apparsa una visione della celebrazione;
• I Saraceni erano alle porte di Assisi, e stavano assediando san Damiano. Chiara, allora, avrebbe preso l'ostensorio, esponendolo alla finestra. Una luce accecante avrebbe spaventato i Saraceni facendoli fuggire dal convento e da Assisi;
• Papa Gregorio IX le fece visita al convento, e le chiese di benedire il pane. E, quando Chiara lo benedì, vi sarebbe comparsa sopra una croce.
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Significato del nome Chiara :
"trasparente, illustre" (latino).