" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

10 novembre 2011

LO SCANDALO



Dare scandalo è sempre un’azione devastante per chi assiste o ne viene a conoscenza.
Lo scandalo è un invito ai piccoli di età a ripetere quel peccato, a viverlo con piena partecipazione. Lo scandalo molto spesso disorienta e frena i più deboli nella fede.
Quando si parla di scandalo si intende il cattivo esempio, l’offesa alla morale, uno stile di corruzione, disonestà, immoralità. Comportamenti che questa società ha oramai assimilato perfettamente, anzi oggi risulta discriminato chi non commette almeno uno scandalo sessuale.
Tra le amiche i racconti più interessanti… sono i tradimenti ai mariti o ai fidanzati!
Poi, è diventato chic raccontare pubblicamente in un’intervista o in altre circostanze sempre davanti un microfono, quei peccati segreti che una decina di anni fa facevano sbiancare anche i più perversi. Invece oggi si raccontano con assoluta naturalezza, mostrando quantomeno di essere un sepolcro imbiancato. Non solamente per le creme e le ciprie che si spalmano sul volto.
Leggo sui quotidiani o sento al telegiornale la consistente vita scandalosa di quasi tutti i personaggi italiani dello spettacolo, sport, ecc. Ciò che rende i loro scandali ancora più pesanti, sono le responsabilità che si caricano di continuo riguardo tutti i peccati che commettono coloro che seguono i loro cattivi esempi. In pratica, se Tizio insegna qualcosa di immorale e di peccaminoso, tutti coloro che lo imitano, oltre a commettere i loro peccati, fanno ricadere le conseguenti pene anche al Tizio che ha dato scandalo. E Tizio si carica di continuo di tutti i peccati che commettono i suoi imitatori!
Adesso comprendete meglio queste parole di Gesù: “Guai a colui a causa del quale vengono gli scandali. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli”.
Se ci guardiamo in giro non c’è quasi più una coscienza delicata e pura, c’è molta cattiveria in moltissime persone, una ipocrisia usata in ogni circostanza. Il distacco dal Vangelo ha fatto assumere a molti atteggiamenti di forte convinzione personale. Ognuno è sicuro di possedere la verità, ognuno ha convinzioni assolute che non vuole rivedere, ognuno è un tribunale che decide la giustizia o l’ingiustizia.
Dobbiamo mollare le certezze opposte al Vangelo, non abbiamo alcuna capacità divina per stabilire ciò che solo Dio conosce. Spesso gli scandali nascono da convinzioni sballate. Chi è convinto che il peccato non è più peccato, va incontro a molte delusioni. E chi continua a dare scandali, mostra di non avere alcun senso morale.
Ma senza Gesù questa società è destinata all’autodistruzione; di sicuro non è più cristiana.
Anche i più grandi peccatori trovano Gesù sempre pronto al perdono, questo lo chiede anche a noi, la nostra vita deve essere piena di pace, carità e perdono verso tutti.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

6 novembre 2011

GESU' E' RIMASTO NELL'EUCARISTIA PER AMORE...PER TE


La frequenza con cui facciamo visita al Signore è in funzione di due fattori: fede e cuore; vedere la verità e amarla. (Solco, 818)
Il cuore! Ogni tanto, senza poterlo evitare, si proietta un'ombra di luce umana, un ricordo gretto, triste, «provinciale»...
- Ricorri subito al Tabernacolo, fisicamente o spiritualmente: e ritornerai alla luce, alla gioia, alla Vita.
(Solco, 817)
Affàcciati molte volte in chiesa, per dire a Gesù:... mi abbandono nelle Tue braccia.
— Lascia ai Suoi piedi ciò che hai: le tue miserie!
— In questo modo, nonostante il turbinìo di cose che ti porti dietro, non mi perderai mai la pace.
(Forgia, 306)
Gesù è rimasto nell'Eucaristia per amore..., per te.
— È rimasto, pur sapendo come L'avrebbero ricevuto gli uomini..., e come Lo ricevi tu.
— È rimasto, affinché te ne cibi, affinché tu Gli faccia visita e Gli racconti le tue cose e, frequentandoLo nell'orazione accanto al Tabernacolo e nella ricezione del Sacramento, ti innamori ogni giorno di più, e faccia in modo che altre anime — molte! — seguano lo stesso cammino.
(Forgia, 887)

DOBBIAMO AMARE LA SANTA MESSA


Lotta per far sì che il Santo Sacrificio dell'Altare sia il centro e la radice della tua vita interiore, in modo che tutta la giornata si trasformi in un atto di culto — prolungamento della Messa che hai ascoltato e preparazione alla successiva —, che trabocca in giaculatorie, visite al Santissimo, nell'offerta del tuo lavoro professionale e della tua vita familiare... (Forgia, 69)
Non comprendo come si possa vivere cristianamente senza sentire il bisogno di un'amicizia costante con Gesù nella Parola e nel Pane, nella preghiera e nell'Eucaristia. Comprendo bene, invece, i vari modi in cui, lungo i secoli, le successive generazioni di fedeli hanno concretato la pietà eucaristica: alcune volte con pratiche collettive che esprimevano pubblicamente la loro fede, altre con atteggiamenti nascosti e silenziosi nella pace sacra del tempio o nell'intimità del cuore.
Dobbiamo, anzitutto, amare la Santa Messa, che deve essere il centro della nostra giornata. Se si vive bene la Messa, come è possibile poi, per tutto il resto del giorno, non avere il pensiero in Dio, non aver la voglia di restare alla Sua presenza per lavorare come Egli lavorava e amare come Egli amava? Impariamo dunque a ringraziare il Signore di un'altra Sua delicatezza d'amore: quella di non aver voluto limitare la Sua presenza al momento del Sacrificio dell'altare, ma di aver deciso di restare nell'Ostia Santa che si conserva nel tabernacolo.
(E' Gesù che passa, nn. 154)

PREGHIERA DEL MATTINO


Dio, Padre onnipotente, Tu sei il Signore della creazione e hai fissato le leggi che la governano.
Ti rendo grazie per avermi protetto durante la notte passata.
Tu hai posto l'uomo nell'universo affinché ne fruisca e, al tempo stesso, lo rispetti come meglio può.
"Tu mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie"
(Sal 91, 92).
Ma Tu non hai lasciato la creazione a sè stessa, non hai abbandonato le Tue creature.
Tu cammini al nostro fianco.
La mia giornata di oggi ha un valore ai Tuoi occhi.
Ti rendo grazie perché Ti ricordi di me, e non soltanto durante il mio sonno notturno: intervieni infatti nei miei progetti e nelle mie azioni, perché Ti prendi cura di noi.
Fa' che la mia vita, oggi, possa contribuire alla salvezza temporale ed eterna dei miei fratelli!

ATTENDE IL NOSTRO AMORE DA QUASI 2000 ANNI


Gesù è rimasto nell'Ostia Santa per noi! Per restare al nostro fianco, per sostenerci, per guidarci. - E l'Amore lo si ripaga unicamente con l'amore. - Come non ricorrere al Tabernacolo, ogni giorno, sia pure per pochi minuti, per portarGli il nostro saluto e il nostro amore di figli e di fratelli? (Solco, 686)
Il nostro Dio ha deciso di rimanere nel tabernacolo per essere nostro alimento, per darci forza, per divinizzarci, per dare efficacia al nostro lavoro e al nostro sforzo. Gesù è allo stesso tempo Seminatore, Seme e Frutto della semina: è il Pane di vita eterna.
(...) Attende il nostro amore da quasi duemila anni. È tanto, ma è poco, perché quando c'è amore il tempo vola.
Mi torna alla memoria uno dei cantici di Alfonso il Saggio in cui si narra la leggenda di un monaco che, nella sua semplicità, aveva supplicato la Madonna di poter contemplare il Cielo, anche solo per un istante. La Vergine ne esaudì il desiderio e il buon monaco venne portato in Paradiso. Al ritorno, non riconosceva nessuno di quelli che dimoravano nel monastero. La sua contemplazione, che aveva creduto brevissima, era durata tre secoli. Tre secoli sono un nonnulla per un cuore innamorato. Io mi spiego allo stesso modo i duemila anni di attesa di Gesù nell'Eucaristia. È l'attesa di Dio, che ci ama, ci cerca, ci accetta come siamo: con i nostri limiti, i nostri egoismi, la nostra incostanza; e tuttavia capaci di scoprire il Suo amore infinito e di darci a Lui interamente.
(E' Gesù che passa, 151)

2 novembre 2011

LA SANTA MESSA DI PADRE PIO


Tutte le ore del giorno erano per Padre Pio una preparazione o un ringraziamento per l'Eucarestia.
Padre, che cos'è la vostra Messa?
- L'unione con la passione di Gesù. La mia responsabilità è unica al mondo - dice piangendo.
- Padre ditemi quello che soffrite nella S. Messa.
-Tutto quello che ha sofferto Gesù nella Sua passione, inadeguatamente, lo soffro anch'io, per quanto a umana creatura è possibile. E ciò contro ogni mio merito e per sola Sua bontà.
- Come restò Gesù dopo la flagellazione?
- Il profeta lo dice: "Diventò una sola piaga, un lebbroso".
...Pallido e sfinito, dopo avere indossato i paramenti sacri si dirigeva all'altare.
Gli occhi della gente sono puntati sul ministro di Cristo che rende visibile il Sacrificio di Gesù sul Calvario.
"Nel nome del Padre e del..." sono parole che Padre Pio pronuncia sempre con un grosso nodo in gola per reprimere un pianto che non riesce del tutto a frenare.
- Vi ho visto tremare mentre salivate i gradini dell'altare. Perchè? Per quello che dovevate soffrire?
- Non per quello che dovevo soffrire, ma per quello che dovevo offrire. Quello che Padre Pio offre nella Messa si vede da come soffre. Gli fu chiesto:
"In quali ore del giorno soffre di più?" Rispose:
- "Durante la celebrazione della S. Messa, e il momento più forte va dalla Consacrazione alla Comunione".
La parola di Dio gli intenerisce il cuore a tal punto che a volte non riesce a trattenere le lacrime.
- Perchè piangete, Padre, quando leggete il Vangelo?
- E ti par poco che un Dio conversi con le Sue creature e che sia da loro contraddetto e che sia continuamente ferito dalla loro ingratitudine e incredulità?
- Perchè piangete all'offertorio?
- E' il momento che l'anima viene separata dal profano.
Curvo sulla mensa e con le mani strette al calice, con il Signore nel cuore, il Padre restava a lungo con Gesù.
- Che dobbiamo fare durante la S. Messa?
- Avere compassione di Gesù e dei fratelli ed amare.
- Come dobbiamo ascoltare la Messa?
- Come vi assistettero Maria Santissima e le pie donne e come San Giovanni al Sacrificio Eucaristico e della Croce.
- Che benefici riceviamo?
- Non si possono enumerare. Li vedrete in Paradiso!

(tratto da "Il cuore di Padre Pio" di Pier Giorgio Messori - Edizioni Shalom)

24 DOMANDE E 24 RISPOSTE


Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande?
La paura.
La cosa più facile?
Sbagliarsi.
L’errore più grande?
Rinunciare.
La radice di tutti i mali?
L’egoismo.
La distrazione migliore?
Il lavoro.
La sconfitta peggiore?
Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti?
I bambini.
Il primo bisogno?
Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande?
La morte.
Il difetto peggiore?
Il malumore.
La persona più pericolosa?
Quella che mente.
Il sentimento più brutto?
Il rancore.
Il regalo più bello?
Il perdono.
Quello indispensabile?
La famiglia.
La rotta migliore?
La via giusta.
La sensazione più piacevole?
La pace interiore.
L’accoglienza migliore?
Il sorriso.
La miglior medicina?
L’ottimismo.
La soddisfazione più grande?
Il dovere compiuto.
La forza più grande?
La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo?
L’amore.
(Madre Teresa di Calcutta)

AVE, REGINA DEI CIELI

Ave, Regina dei Cieli; ave, Signora degli Angeli, Porta e Radice di salvezza rechi nel mondo la luce. Rallègrati Vergine gloriosa, Bella fra tutte le donne; salve, o Tutta Santa, prega per noi Cristo Signore. Amen.

CUORE NEI CUORI


Cuore nei cuori.
Come è difficile Gesù portare il Tuo Cuore nei cuori.
PortarLo dove l'indifferenza è tanta.
Dove i cuori si lasciano soggiogare.
Dove la sofferenza umana straccia l'anima.
Dove questi Tuoi figli sono sedotti da false immagini.
Dove l'inganno del potere offusca le menti.
Dove l'odio si confonde con l'amore.
Dove il Tuo Cuore anche oggi sanguina
squarciato dalla "lancia",
"lancia" di un figlio che non sente
l'immenso e assoluto amore del Padre
che lo ha plasmato,
che non sa aprirGli le porte del cuore.

IL PECCATO PIU' GRANDE


Spesso mi ha terrorizzato una domanda: "qual è il peccato più grande?" L'ho chiesto anche ad altri. L'ho cercato nella Sacra Scrittura; e in tempi diversi ho trovato diverse risposte.
Adesso mi sembra di avere trovato la risposta esatta! Cioè, tutto ciò che è nell'oscurità è solo il risultato di qualche altra cosa. E la causa di quel qualcosa è sempre più grave e più pericolosa del semplice risultato se non annulliamo la causa. In concreto, ecco cosa voglio dire:
Tutti i peccati possibili sono solo il risultato della mancanza di amore. E tutti i problemi possibili sono solo derivanti dall'assenza di amore.
Quando non c'è l'amore, tutte le porte sono aperte al male ed a ogni peccato. Tutte le guerre, tutti gli scontri familiari, tra individui, tutte le mancanze, le ingiustizie, gli assassini, gli aborti: tutto è esito diretto della mancanza di amore per la vita e per l'Animatore della vita, il Creatore di tutte le cose! Ciò significa:
la mancanza d'amore è il peccato più grande.
Se non ci si inpegna quotidianamente a far crescere l'amore, allora la morte dello spirito è già arrivata, e con essa tutti gli altri mali.
(Fra Slavko Barbaric)

"TANTO PIU' GRANDE SEI..."


Le anime grandi hanno in gran conto le cose piccole.

(Escrivà de Balaguer)

UN TUFFO NEL CUORE DI MARIA

Io so bene, o Vergine piena di grazia,
che a Nazaret Tu sei vissuta poveramente,
senza chiedere nulla di più.
Né estasi, né miracoli, né altri fatti straordinari
abbellirono la Tua vita, o Regina degli eletti.
Il numero degli umili, dei «piccoli»,
è assai grande sulla terra: essi possono
alzare gli occhi verso di Te senza alcun timore.
Tu sei la Madre Incomparabile che cammina
con loro per la strada comune,
per guidarli al cielo.
O Madre diletta, in questo duro esilio
io voglio vivere sempre con Te
e seguirTi ogni giorno. Mi tuffo rapita
nella Tua contemplazione e scopro
gli abissi di amore del Tuo Cuore.
Tutti i miei timori svaniscono
sotto il Tuo sguardo materno
che mi insegna a piangere e a gioire.

(Santa Teresa del Bambino Gesù)

SANTA MESSA


Com’è felice quell’Angelo Custode che accompagna un’anima alla S. Messa.
(S. Curato d’Ars)

A GESU'


Gesù è con voi e dove sta Lui non può non trovarsi il Regno del Suo amore. A convincervene vi basti quel continuo aspirare a Lui.
E' possibile che Gesù vi stia lontano, mentre voi Lo chiamate, Lo pregate,
Lo cercate, Lo possedete?

(San Pio da Pietrelcina)

UNA LACRIMA PER I DEFUNTI...


... evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce, una preghiera arriva fino al cuore di Dio.
(Sant'Agostino)

PREGHIAMO PER LE ANIME DEL PURGATORIO


In questo giorno di pietà immensa verso i cari defunti, dobbiamo porre attenzione verso i defunti abbandonati e che giacciono da lunghi anni in Purgatorio per espiare peccati consistenti. Dobbiamo sempre ricordare che finchè l’uomo è in questa vita trova sempre la Misericordia di Gesù pronta a perdonarlo; quando si lascerà questa vita sarà obbligato a pagare tutte le pene scaturite dai suoi peccati.

L’uomo non potrà appellarsi a nessuno perché i suoi peccati deve espiarli lui. E se nessuno prega per lui mentre espia in Purgatorio? E rimane abbandonato in attesa della lunga espiazione dei suoi peccati?

Gesù ha già avvisato in merito:
“In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!” (Mt 5,26).

Quindi, siamo chiamati a fare qualcosa anche noi per tutte le Anime del Purgatorio e non solamente per i nostri cari. Vi coinvolgo in una pratica che richiede un po’ di amore e di misericordia.

Oggi facciamo un piccolo sacrificio recandoci in un cimitero per recitare all’interno mentre camminiamo per i viali, 100 brevi preghiere dell’Eterno riposo. La trascrivo se a qualcuno sfugge:
“L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua, riposino in pace. Amen.”

La Madonna includerà anche i nostri cari, noi recitiamola per tutte le Anime che espiano in Purgatorio i loro peccati. Recitando per 100 volte l’Eterno riposo, riceveremo più bene noi che quelle Anime, perché il nostro è un grande gesto di amore. E si tratta di compiere un sacrificio, magari spostando un impegno o ritagliandoci una mezz’ora per ricordarci dei familiari, conoscenti e tutte le Anime che non abbiamo conosciuto.

Non dimentichiamo che le preghiere delle Anime che espiano in Purgatorio sono molto potenti, si trovano già nella condizione beata e gradite alla Trinità, ma hanno quelle macchie nere ancora impresse nell’abito bianco che invece deve essere perfettamente puro.

Ma le loro preghiere sono veramente forti, ecco perché quanti pregano ogni giorno per 100 volte l’Eterno riposo ricevono continue Grazie e protezioni per sé e i familiari.

Di seguito trascrivo una bella preghiera dettata da Gesù a Maria Valtorta per i defunti. Recitiamo con Fede ed amore questa preghiera per nove giorni consecutivi, grande aiuto riceveranno i nostri cari defunti in Purgatorio.

«O Gesù che con la Tua gloriosa Risurrezione ci hai mostrato quali saranno in eterno i “figli di Dio”, concedi la santa risurrezione ai nostri cari, morti nella Tua Grazia, e a noi, nella nostra ora.

Per il Sacrificio del Tuo Sangue, per le lacrime di Maria, per i meriti di tutti i Santi, apri il Tuo Regno ai loro spiriti.

O Madre, il cui strazio ebbe termine nell'alba pasquale davanti al Risorto e la cui attesa di riunirTi al Tuo Figlio cessò nel gaudio della Tua gloriosa Assunzione, consola il nostro dolore liberando dalle pene coloro che amiamo anche oltre la morte, e prega per noi che attendiamo l'ora di ritrovare l'abbraccio di quelli che perdemmo.

Martiri e Santi che giubilate in Cielo, volgete uno sguardo supplice a Dio, uno fraterno ai defunti che espiano, per pregare l'Eterno per loro e per dire a loro: Ecco, la pace si apre per voi.

Diletti a noi cari, non perduti ma separati, le vostre preghiere siano per noi il bacio che rimpiangiamo, e quando per i nostri suffragi sarete liberi nel beato Paradiso coi Santi, proteggeteci amandoci nella Perfezione, a noi uniti per la invisibile, attiva, amorosa Comunione dei Santi, anticipo di quella Perfetta riunione dei “benedetti” che ci concederà, oltre che di bearci della vista di Dio, di ritrovare voi quali vi avemmo, ma fatti sublimi dalla gloria del Cielo».

1 novembre 2011

MEMORARE

RicordaTi,

o pietosissima Vergine Maria,

che non si è mai udito al mondo

che alcuno abbia ricorso al Tuo patrocinio,

implorato il Tuo aiuto,

chiesto la Tua protezione

e sia stato da Te abbandonato.

Animato da questa fiducia

anch'io ricorro a Te,

o Vergine delle vergini,

e consapevole dei miei peccati

mi prostro a chiederTi pietà.

Non volere, o Madre del Verbo,

disprezzare le mie suppliche,

ma ascoltami propizia ed esaudiscimi.

Amen.

Ave Maria!

SANTA MESSA


"Quale gioia per un cristiano che ha la fede, che, alzandosi dalla Santa Mensa, se ne va con tutto il Cielo nel suo cuore!"

(S. Giovanni Maria Vianney - Curato D'Ars)

SANTA MESSA


"Non ama Cristo chi non ama la Santa Messa, chi non si sforza di viverla con calma e serenità, con devozione, con amore. L'amore affina gli innamorati, li rende più delicati; li porta a scoprire e curare tanti particolari, magari minimi, ma sempre significativi della vibrazione di un cuore appassionato".

(San Josemaría Escrivá - tratto da: "È Gesù che passa" - L'Eucaristia, Mistero di fede e d'amore)

2 NOVEMBRE: COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI


"Per i vostri defunti, per dimostrare ad essi il vostro amore, non offrite solo viole, ma soprattutto preghiere; non curate soltanto la pompa funebre, ma suffragateti con elemosine, indulgenze, ed opere di carità; non preoccupatevi solo per la costruzione di tombe sontuose, ma specialmente per la celebrazione del santo Sacrificio della Messa.
Le manifestazioni esterne sono un sollievo per Voi, le opere spirituali sono un suffragio per essi. Da essi tanto atteso e desiderato".
(S. Giovanni Crisostomo)
***
Indulgenza Plenaria per i Defunti

Dal Mezzogiorno del 1 novembre a tutto il 2 novembre, si può lucrare, una volta sola, l’indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti.
Le condizioni richieste perché l’indulgenza sia valida sono le seguenti:
- visita ad una chiesa e recita del Padre Nostro e Credo;
- Confessione sacramentale;
- Comunione eucaristica;
- preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice: Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre;
- distacco dal peccato anche veniale.

È conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita a una chiesa.

Nei giorni 1-8 novembre i fedeli che fanno visita al cimitero e pregano anche solo mentalmente per i defunti, possono ottenere, una volta al giorno, l’indulgenza plenaria
(applicabile solo ai i defunti), seguendo le condizioni suddette.

Negli altri giorni, è annessa alla visita devota del cimitero, una Indulgenza parziale, sempre per i defunti, proporzionata alla pietà del visitatore.

SANTA MESSA

"Non possiamo onorare meglio Maria che con Gesù. La Vergine stessa rivelò ad un’anima santa che non poteva presentarLe altro dono più gradito di quello di una santa Comunione, perché è proprio là dove raccoglie nelle anime i frutti della Sua Passione. Si può dire che alla Vergine niente sta a cuore quanto vedere i Suoi devoti avvicinarsi alla S.Messa".
(Sant'Alfonso Maria de' Liguori)

SONO ATEO...SONO CREDENTE...


Sono ateo quando vado in Chiesa ma la mia vita rimane fuori.
Sono ateo quando prego Dio con le labbra, ma il mio cuore è muto.
Sono ateo quando alzo le mani a Dio per chiedere, ma poi le tengo chiuse per stringere quello che ho senza donarlo a nessuno.

Sono credente quando mi accorgo che il Dio che cerco è già accanto a me in casa, in auto, nel bar, dove lavoro, dove mi diverto, dove soffro…
Sono credente quanto il mio cuore rimane sereno anche nella situazione più difficile perché ha incise sopra le parole di Gesù.
Sono credente quando finalmente apro le mani e lascio cadere lo scudo e la spada di ricchezze e potere con le quali mi difendo dagli altri.
Sono credente quando credo, respiro, sento e vivo quello che Gesù ha vissuto, facendo in modo che ogni angolo della mia vita, piena di pericoli e a volte povera, sia sempre ricca di Dio.

1 NOVEMBRE: FESTA DI TUTTI I SANTI


Come ci ha esortato con tanto amore la nostra cara Mamma Celeste, chiediamo l'intercessione di tutti i Santi affinché il nostro amore e abbandono sia totale e gradito alla Santissima Trinità.
Serena festa di Ognissanti a tutti!

LA MESSA PER I CRISTIANI


La Santa Messa è una questione d'amore.
(Mon. Javier Echevarría)

31 ottobre 2011

L'AMORE VERO E' USCIRE DA SE' STESSI


La gioia cristiana non è fisiologica: il suo fondamento è soprannaturale, ed è al di sopra della malattia e della contrarietà. — Gioia non è tripudio di sonagli o di ballo popolare. La gioia vera è qualcosa di più intimo: qualcosa che ci fa stare sereni anche se a volte il viso rimane serio. (Forgia, 520)
C'è chi vive amareggiato tutto il giorno. Ogni cosa gli è motivo di apprensione. Si addormenta con un'ossessione fisica: che quest'unica evasione possibile gli durerà poco. Si sveglia con la sensazione ostile e demoralizzante di avere ancora lì di fronte un'altra giornata.
Molti hanno dimenticato che il Signore ci ha collocati, in questo mondo, di passaggio verso la felicità eterna; e non pensano che potranno raggiungerla soltanto coloro che camminano, sulla terra, con l'allegria dei figli di Dio.
(Solco, 305)
L'amore vero è un uscire da sè stessi, è un darsi. L'amore porta con sé la gioia, ma è una gioia con le radici a forma di croce. Finché siamo sulla terra, finché non è raggiunta la pienezza della vita futura, non vi può essere amore vero senza esperienza di sacrificio, di dolore. Un dolore che si gusta, che è amabile, che è fonte di intimo gaudio; ciò nondimeno è un dolore reale, perché si tratta di vincere il proprio egoismo e di prendere l'Amore come regola di tutte e singole le nostre azioni. (E' Gesù che passa, 43)

I SANTI


Non voglio festeggiare tante "zucche vuote" ma teste pensanti che con la loro vita hanno portato Gesù: i santi!

LA VERITA' SCOMODA DEL CRISTIANESIMO


Oggi la maggior parte della gente non cerca più la Verità del Vangelo, non desidera iniziare un cammino di conversione e di santificazione, ma di vivere secondo le proprie voglie.
Non più il Vangelo secondo Gesù, ma secondo sè stessi. Un nuovo vangelo…
È una mentalità oramai estesa ovunque: non riconosce l’autorità Papale, non crede nella morale cattolica. Considerano la loro morale come la migliore e ovviamente la più conveniente, quindi ognuno ha la sua morale, ognuno ha il suo vangelo, che scrivo minuscolo.
Come naturale conseguenza si cerca un confessore moderno, che chiude entrambi gli occhi su ogni forma di peccato e forse favorisce determinati peccati. Viene trasformato il Sacramento della Confessione in una complicità di intenti, Gesù non è presente e neanche la sua Legge morale. La grandezza della Confessione viene svalutata inesorabilmente, si perde la stessa idea della Grazia di Dio oltre il rifiuto di considerare peccati come comportamenti immorali.
Questi cristiani cercano quindi maestri secondo le proprie voglie.

Chi ama Gesù vuole conoscere la verità per agire di conseguenza, per evitare di rivolgersi ad un confessore modernista che non segue il Vangelo. Conoscere è importante per saper scegliere ed amare.
Dare un buon consiglio agli altri e poi vivere l’opposto è uno scandalo per i fedeli. I cattolici vogliono vedere innanzitutto il buon esempio, la pratica di quanto viene predicato. Allo stesso modo i non credenti vogliono vedere dai cattolici laici la pratica delle virtù e degli insegnamenti di Gesù.
Il mondo chiede il marchio di credibilità e sono le buone opere, alimentate dall’amore e dalla verità.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

LASCIA CHE SIA DIO A GUIDARE LA TUA VITA


Signore mio Dio, mi rendo conto di dare troppa importanza al giudizio degli altri.
La loro stima condiziona in me la percezione stessa del mio effettivo valore.
A stento sopporto la loro scarsa considerazione: mi fa perdere sicurezza e mi angoscia.
Fammi da guida nel compiere il mio dovere.
Fa' che, nel riconoscimento altrui delle mie azioni, io percepisca in realtà quanto io valga ai Tuoi occhi.
Proteggimi dalla maldicenza e dalla calunnia.
Fa' che non mi attenda troppo il consenso e l'ammirazione altrui.
Permettimi di cercare la sola gloria che viene da Te.
E quando mi invii insuccessi e umiliazioni, assicurami che sono in vista della mia salvezza; concedimi lo sguardo della fede affinché, con Tuo Figlio, io li accetti volontariamente per la mia redenzione e per quella di tutti i miei fratelli.

I MESSAGGI DELLA MADONNA A MEDJUGORJE E L'INVITO ALL'UMILTA'


Molti intendono la preghiera come uno stato euforico o esaltato che mette assoluto benessere interiore e poi magari si vola in alto con lo spirito… si mettono le ali…
Molti non hanno compreso bene il significato della preghiera che invece deve condurci all’umiltà, come spiega Gesù. Anche la Madonna a Medjugorje ha sempre e solo parlato di umiltà, non di esaltazione.
Chi medita e vive i messaggi della Madonna viene portato gradualmente ad abbandonare la mentalità umana ed ingannevole, a non cercare più quello che piace ai sensi ma quello che è volontà di Dio.
Se guardate i Santi del passato trovate una grande gioia ed equilibrio, ma tutto fondato su una bassa considerazione di sè stessi, e questa è l’umiltà: dare gloria a Gesù e rinnegare sè stessi.
Il cammino cristiano si fonda sull’umiltà, e per arrivare a dominare i propri sensi è necessario pregare e meditare sulla propria vita per correggere i vizi e lasciare crescere le virtù. Per questa ragione la Madonna appare lì da trent’anni. E se moltissimi non hanno trovato alcun giovamento andando a Medjugorje il motivo è dato dalla volontà di non convertire il proprio cuore e di continuare a vivere nei peccati. Di conseguenza non si accettano i richiami a rientrare in sé per dominare gli istinti.
Non è automatico andare a Medjugorje e convertirsi. Occorre la volontà di lottare i peccati.
Ed è importante stoppare l’euforia che aliena la mente dall’anima, dobbiamo cercare la vera gioia che arriva dall’Eucaristia, dalla Confessione, dal Rosario e dalle virtù. Cercare l’esaltazione per mettere le ali… è esclusivamente un atteggiamento spiritualmente immaturo.
Non sbagliamo mai quando seguiamo il Vangelo e i messaggi di Medjugorje.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

28 ottobre 2011

QUANTO E' BUONO IL SIGNORE!


"Quanto è amabile il Suo Cuore! Restiamo là, in quell'asilo! E quel Cuore vivrà sempre nel nostro!"
(S. Francesco di Sales)

HALLOWEEN? NO, GRAZIE!


In un mondo dove già abbiamo di che temere, guerre, malattie, disastri economici, problemi familiari... c'è ancora chi cerca di divertirsi con streghe, spiriti, e musiche lugubri. E poi non ci si spiega perché aumentano le persone depresse!
Dai da bere alcool ad un ammalato di cirrosi epatica e poi non ti meravigliare se la malattia aumenta.
Siamo nel mondo degli squilibri. Più cresce la paura, più si pensa che vedendo spettacoli lugubri, film d'orrore, giornaletti gialli, storie di fantasmi e organizzando feste come quelle di Halloween la paura passi. Ma è proprio così?
No, assolutamente no! La paura, l'ansia, l'angoscia non si superano sottoponendosi a feste d'orrore, ma vivendo nella pace, facendosi magari una passeggiata all'aria aperta, pregando il Signore, aiutando chi è nella necessità, alimentando amicizie sane, ecc... .
Come un ammalato di ulcera non guarisce se beve alcolici, caffè e mangia frittura... così chi vive nella paura, e un po' tutti abbiamo delle paure, non guariamo se, oltre alla fatica di affrontare i problemi reali, ci sottoponiamo anche a tormenti inutili come è ad esempio la festa di Halloween.
Ma è proprio da considerare festa? Una festa deve avere la caratteristica di gioia, pace, comunione, distensione, armonia, bellezza. Niente di tutto questo!
Questa è una tradizione pagana celtica, nata da una leggenda superstiziosa che diffondeva il culto di spiriti, scheletri e di pratiche magiche per pronostici sul futuro.
Quello che sconvolge di più è che anche maestri e insegnanti, sottopongono a queste strane feste i piccoli bambini delle scuole materne ed elementari.
Si fanno vedere filmati d'orrore, ai bambini, e poi ci meravigliamo se tanti bambini la notte hanno incubi.
A un bambino di appena nove anni è stata regalata dai genitori una cassetta con effetti speciali di Halloween, dove suoni orrendi, con catene, urla terribili, pipistrelli, si accavallano continuamente per fare del povero innocente un piccolo "deficiente" impaurito!
Ancora una volta il buon senso è andato a spasso e nessuno lo ha più ritrovato.
Chi non sa divertirsi in un modo sano è segno che è un pò malato.
Rifletti e cerca un pò di buon senso per non lasciarti manipolare da nessuna moda... che porta fuori strada.
Halloween? No grazie. Mi piacciono cose più belle, serene e interessanti!
Don Salvatore Tumino (2002)

OGNUNO DI VOI PUO' TROVARE LA SUA PROPRIA VIA PER QUESTO COLLOQUIO CON DIO


La maggior parte di coloro che hanno problemi personali, “li hanno” per l'egoismo di pensare a sé stessi. (Forgia, 310)
Ognuno di voi, se vuole, può trovare la sua propria via per questo colloquio con Dio. Non mi piace parlare di metodi o di formule, perché non mi è mai garbato costringere la gente dentro schemi rigidi: ho cercato di aiutare tutti ad avvicinarsi al Signore rispettando ogni anima così com'è, con le sue caratteristiche proprie. Chiedete al Signore che metta i Suoi progetti nella vostra vita; non solo nella mente, ma anche nell'intimo del cuore e in tutta la nostra attività esterna. Siate sicuri che in tal modo vi risparmierete una gran parte delle amarezze e delle pene che l'egoismo procura e sentirete la forza di promuovere il bene attorno a voi. Quante contrarietà si dileguano quando interiormente ci mettiamo ben vicini al nostro Dio che non ci abbandona mai! Si rinnova, con modalità diverse, quell'amore per i Suoi, per i malati, per gli infelici, che fa dire a Gesù: «Che ti succede?». «Mi succede...» e, subito, la luce o, almeno, la forza di accettare, e la pace.
Invitandoti a queste confidenze con il Maestro, mi riferisco soprattutto alle difficoltà che nascono dentro di te, perché la maggior parte degli ostacoli alla nostra felicità provengono da un orgoglio più o meno nascosto. Ci giudichiamo di grande valore e dotati di qualità straordinarie; e quando gli altri non ci stimano tali, ci sentiamo umiliati. Ecco una buona occasione per ricorrere alla preghiera e rettificare, con la convinzione che non è mai tardi per cambiare di rotta. Ma è molto opportuno dare inizio a questo cambiamento quanto prima
.(Amici di Dio, 249)

27 ottobre 2011

LE PROMESSE DELLA MADONNA PER LA RECITA DEL SANTO ROSARIO


1) A tutti quelli che reciteranno devotamente il Mio Rosario, Io prometto la Mia protezione speciale e grandissime grazie.

2)
Colui che persevererà nella recita del Mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.

3) Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l'inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.

4)
Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l'amore di Dio all'amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!

5)
Colui che si affida a Me con il Rosario, non perirà.

6)
Colui che reciterà devotamente il Mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.

7)
I veri devoti del Mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

8) Coloro che recitano il Mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle Sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

9)
Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del Mio Rosario.

10)
I veri figli del Mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.

11)
Quello che chiederete con il Mio Rosario, lo otterrete.

12)
Coloro che diffonderanno il Mio Rosario saranno soccorsi da Me in tutte le loro necessità.

13)
Io ho ottenuto da Mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i santi del cielo.

14)
Coloro che recitano fedelmente il Mio Rosario sono tutti Miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

15)
La devozione al Mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

(la Madonna a San Domenico e al Beato Alano)

SANTA MESSA


“Non potrei vivere senza Eucaristia! È l’Eucaristia che mi riempie di Amore e mi dà la forza per servire i poveri e per chinarmi, con amore, sulle loro piaghe”.
(Madre Teresa di Calcutta)

A TE MARIA


A Te,
a Te mi affido con fiducia;
con Te intendo seguire Gesù,
Redentore dell'uomo.
La fatica non rallenti il cammino,
né la stanchezza appesantisca il cuore.
Le difficoltà non spengano il coraggio,
né la tristezza la gioia del cuore.
Tu, o Maria,
Madre del Redentore,
continua a mostrarTi Madre per tutti.
Veglia sul nostro cammino
e fa' che pieni di gioia
possiamo un giorno contemplare
il Tuo Figlio nel cielo.
Amen.

(Giovanni Paolo II)

CINQUE CHICCHI DI RISO



1. Il frutto del silenzio è la preghiera. 2. Il frutto della preghiera è la fede. 3. Il frutto della fede è l'amore. 4. Il frutto dell'amore è il servizio. 5. Il frutto del servizio è la pace.

Quelle che ho scritto sopra non sono parole mie (magari) ma le ho trovate sul sito di Avvenire.it. Le riporta nel suo Mattutino Mons. Gianfranco Ravasi e sono state scritte da Madre Teresa di Calcutta e donate ad un grande giornalista Igor Man. Sono parole profonde da meditare una dopo l'altra, impararle e soprattutto metterle in pratica; forse, così, potremmo costruire un mondo migliore.

SE HAI VINTO NEL PICCOLO, VINCERAI NEL GRANDE


Finché c'è lotta, lotta ascetica, c'è vita interiore. Il Signore ci chiede proprio questo: la volontà di volerLo amare coi fatti, nelle piccole cose di ogni giorno. Se hai vinto nel piccolo, vincerai nel grande. (Via Crucis, 3ª Stazione, n. 2)
Devo mettervi in guardia da un tranello che Satana non disdegna di impiegare — lui non va mai in ferie —, per strapparci la pace. In qualche momento può nascere un dubbio, una tentazione: pensare con sgomento che si va all'indietro o che si avanza appena; può anche prendere forza la convinzione che, nonostante l'impegno per migliorare, si peggiora. Vi assicuro che, ordinariamente, questo giudizio pessimistico riflette solo una falsa visione, un inganno che bisogna respingere. (…) Ricordatevi che la Provvidenza divina ci guida senza posa e non risparmia il suo aiuto — con miracoli portentosi e con miracoli spiccioli — per far progredire i suoi figli.
Militia est vita hominis super terram, et sicut dies mercenarii dies eius
[Gb 7,1], non è una milizia la vita dell'uomo sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario? Nessuno sfugge a questo destino, neppure i pigri che non si danno per intesi: disertano le file di Cristo e si affannano in altre lotte per soddisfare la loro comodità, la loro vanità, le loro ambizioni meschine; diventano schiavi dei loro capricci (...).
Rinnovate ogni mattina, con un serviam! deciso — ti servirò, Signore! —, il proposito di non cedere, di non cadere nella pigrizia o nella noncuranza, e di affrontare i doveri con più speranza, con più ottimismo, ben persuasi che se in qualche scaramuccia saremo vinti, potremo superare lo smacco con un atto di amore sincero.
(Amici di Dio, 217)

MEDITAZIONE. PER UN TEMPO FISSO E AD ORA FISSA.


Meditazione.- Per un tempo fisso e ad ora fissa.- Altrimenti, finirà per adattarsi ai nostri comodi: questo è mancanza di mortificazione. E l'orazione senza mortificazione è poco efficace. (Solco, 446)
Vincete, se è necessario, la poltroneria, la convinzione falsa che l'orazione può attendere. Non rimandiamo mai questa fonte di grazie al domani. Adesso è il tempo opportuno. Dio, Spettatore amoroso di tutta la nostra giornata, assiste alla nostra intima preghiera: e tu, e io — torno ad assicurarlo — dobbiamo riporre la nostra fiducia in Lui, come la si ripone in un fratello, in un amico, in un padre. DiGli — come io Gli dico — che Lui è tutta la Grandezza, tutta la Bontà, tutta la Misericordia. E aggiungi: è per questo che voglio innamorarmi di Te, nonostante la rozzezza dei miei modi, delle mie povere mani tribolate e maltrattate dalla polvere dei sentieri scoscesi della terra.
(…) Non manchino mai, nella nostra giornata, alcuni minuti dedicati in modo speciale a frequentare Dio, elevando verso di Lui il nostro pensiero, senza che le parole debbano affiorare alle labbra, perché cantano nel cuore. Dedichiamo a questa norma di pietà un sufficiente periodo di tempo, a ora fissa, se è possibile. E accanto al Tabernacolo, facendo compagnia a Colui che vi Si è stabilito per Amore. Ma se questo non è possibile, in un luogo qualsiasi, perché il nostro Dio dimora in modo ineffabile nelle nostre anime in grazia. (Amici di Dio, nn. 246. 249)

SIGNORE, NON SO NEMMENO COME COMINCIARE!


Mi hai scritto: “Pregare è parlare con Dio. Ma, di che cosa?”. — Di che cosa? Di Lui, di te: gioie, tristezze, successi e insuccessi, nobili ambizioni, preoccupazioni quotidiane..., debolezze! E atti di ringraziamento e suppliche: e amore e riparazione. In due parole: conoscerLo e conoscerti: “stare insieme”! (Cammino, 91)
Come fare orazione? Posso assicurare, senza paura di sbagliare, che vi sono molte, direi anzi, infinite maniere di pregare. Ma io vorrei per tutti noi la vera orazione dei figli di Dio, non la verbosità degli ipocriti a cui è rivolto l'ammonimento di Gesù: Non chiunque mi dice: «Signore, Signore!» entrerà nel regno dei cieli [Mt 7, 21]. Coloro che sono mossi da ipocrisia potranno forse ottenere il rumore dell'orazione — scriveva Sant'Agostino — ma non la sua voce, perché in essi manca la vita [Sant'Agostino, Enarrationes in Psalmos, 139, 10], perché manca la disposizione di compiere la volontà del Padre. Il nostro invocare il Signore vada dunque unito al desiderio efficace di tradurre in realtà le mozioni interiori che lo Spirito Santo suscita nella nostra anima (...).
Non mi sono mai stancato di parlare di orazione e, se Dio mi dà la grazia, non me ne stancherò mai. Verso il 1930 quando venivano a me, giovane sacerdote, persone di tutte le condizioni — universitari, operai, sani e malati, ricchi e poveri, sacerdoti e laici — che volevano seguire il Signore più da vicino, consigliavo sempre: «Pregate». E se qualcuno mi rispondeva: «Non so nemmeno come cominciare», gli raccomandavo di mettersi alla presenza del Signore e di manifestarGli la propria inquietudine, la propria ansia, con quelle stesse parole: «Signore, non so nemmeno come cominciare!». E tante volte, in quelle umili confidenze, prendeva consistenza l'intimità con Cristo, il rapporto assiduo con Lui.
(Amici di Dio, nn. 243-244)

26 ottobre 2011

IL CRISTIANO INCONTRA CRISTO NEL PROSSIMO...


...e non fuori di lui o al di là di lui.
(Hans Urs von Balthasar)

GESU' PENSA A NOI...



... più di quanto noi pensiamo a Lui.

"ECCO , IO VI MANDO COME AGNELLI IN MEZZO AI LUPI..."


Qualche giorno fa, Benedetto XVI ha detto ai cristiani di "non lasciarsi tentare dal diventare lupi in mezzo ai lupi"; una bella frase. Una richiesta legittima. Gesù infatti disse:

"Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi, siate prudenti... siate avveduti... porgete l'altra guancia... siate miti...." (Gesù). E non erano parole dette tanto per dire, ce ne ha dato l'esempio con la Sua vita.

LA DERIVA MORALE E L'ABBANDONO DELLA FEDE DEI CATTOLICI


Molti non se ne accorgono perchè vivono concentrati su determinate cose senza dare spazio alla volontà di Dio e alle Sue Leggi. C’è spazio nella giornata per molte cose ma non per il Vangelo e la preghiera prolungata.
Se capissero che la preghiera è l’arma che può tutto, resterebbero per ore in ginocchio a pregare.
Se l’umanità non prega più chi si salverà? Dal punto di vista spirituale la situazione è gravissima, ma non lo è meno quella politica/sociale. Uno dei tanti catastrofisti che non considera i disastri politici commessi da lui in Francia, Sarkozy il presidente francese, ha rivelato, in questi giorni, una verità sotto gli occhi di tutti: “Europa mai così vicina all'esplosione”. Forse con questa frase ha voluto ammettere le sue gravissime responsabilità per la guerra in Libia e per il declino economico della Francia, oppure finalmente ha detto qualcosa esatta ed ha capito che lui e la Merkel non hanno titoli per salvare l’Europa dalla grande depressione economica.
Certo, l’affermazione che l’Europa è vicina all’esplosione deve fare riflettere, abbiamo visto in televisione innumerevoli volte le guerre civili in molte Nazioni a causa della povertà, con negozi assaltati e case svaligiate. E come reagiranno quanti hanno fatto del denaro il loro idolo?
Scrivo queste parole e soffro pensando a svariati miliardi di persone che negano Gesù o Lo bestemmiano con la loro vita; essi si trovano in balìa dei diavoli e degli avvenimenti tragici che proprio satana sta preparando per arrivare alla vittoria contro Gesù.
È una illusione folle la sua, lo sappiamo, intanto continua ad attaccare l’umanità da ogni parte, utilizzando ogni mezzo illecito per fomentare l’odio contro Dio e tra gli esseri umani.
Per questo nel 1917 la Madonna disse a Fatima:
“Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà”.
Immaginate se Gesù non avesse permesso a Sua Madre di rilasciare questa affermazione: chi avrebbe sperato nella vittoria finale di Dio? Pochi cristiani, i più fervorosi. Mentre tutti gli altri nel Giudizio sentiranno da Gesù queste tremende parole: “Non so di dove siete”.
“Allontanatevi da Me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Parole che Gesù dice soprattutto ai più vicini.

(padre Giulio Maria Scozzaro)

ASPETTI DI CORRUZIONE NELLA CHIESA



Ci sono alcuni cattolici che vivono all’interno della Chiesa (quelli che appartengono alla Chiesa Nera modernista e/o massonica) che cercano in tutti i modi maliziosi di trovare cavilli stupidi, inventando ogni forma di accusa contro coloro che hanno incontrato Gesù e pregano la Madonna.
È più che evidente che la Chiesa è spaccata in due: c’è una schiera che ha perduto la fede e cerca con subdola malizia di trasformare la sana dottrina per eliminare la Confessione, i peccati, il Rosario, ecc. Noi lottiamo con la preghiera e l’apostolato per difendere la Chiesa Santa ed aiutare i fedeli a comprendere la vera dottrina.
È compito di tutti noi difendere la Chiesa Santa, ma occorre seguire il Vangelo storico.
Sono già azionate in questi tempi contro la Chiesa quelle trappole già sperimentate contro Gesù duemila anni fa, anche se oggi invece si prendono di mira la sana dottrina e quei cattolici che ancora rimangono ancorati al Vangelo storico. Ma si continua a perseguitare il Cristianesimo, ritenuto da satana come la vera Religione del mondo.
Chi è maliziosamente prevenuto contro Gesù e i suoi veri seguaci, non cambia mai atteggiamento.
È questa cecità intellettuale che impedisce in questi tempi a miliardi di uomini di capire la gravità e l’urgenza dei messaggi della Madonna a Medjugorje.
Oggi ci sono consacrati che ostacolano Gesù e Lo imbavagliano. Prelati che rifiutano gli esorcisti nelle loro diocesi e vietano così al Signore di liberare persone che soffrono terribilmente e di miracolare innumerevoli persone malate. Ci rendiamo conto che Gesù ha una pazienza misericordiosa, ma arriverà il momento inevitabile della Sua giustizia.

IL CRISTIANESIMO CI INVITA ALLA GIOIA


Sbagliano ingenuamente quelli che interpretano il Vangelo come una Legge severa e penitente, quindi cupo e quasi senza gioia. Al contrario, i più grandi penitenti sono stati sempre gioiosi, emanavano pace e serenità.
Anche se occorre distinguere i momenti di raccoglimento e di preghiera, da quelli del dialogo e ricreativi. Per esempio il grande Padre Pio nell’ora di svago della sera quando si intratteneva con i figli spirituali nell’orto del convento, raccontava barzellette spirituali che arrecavano gioia e riflessione sulla morale che contenevano.
La gioia è la caratteristica espressiva del cristiano.
La gioia però non è quell’allegria sciocca o l’atteggiamento festaiolo che in realtà manifestano dissipazione e superficialità. La gioia si esprime soprattutto con un sorriso quieto sul viso e con una docilità attenta nel dialogo con gli altri. Non bisogna scambiare la gioia del Vangelo con la risata degli sciocchi che vogliono rallegrare i momenti di preghiera con barzellette e racconti inadatti.
La tristezza invece scaturisce dall’egoismo, dall’ansiosa ricerca di compensazioni, disinteressandosi delle cose di Dio e cercando l’appagamento esclusivamente personale. Questa tristezza presente in qualcuno che frequenta un gruppo di preghiera o una parrocchia, diventa invidia nei confronti di altre persone.
E l’invidia è una gran brutta cosa…
L'invidia è un sentimento nei confronti di un'altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l'invidioso non possiede (o che gli manca).
La gelosia mette ansia ed incertezza nell'essere umano, è causata dal timore che la persona amata sia voluta da altri, o che essa preferisca altri. Più in generale è causata dalla paura di perdere quello che si pensa di avere.
L’egoismo fa pensare solo a sè stessi, non c’è alcuna forma di preoccupazione verso gli altri, e l’espressione facciale è quasi sempre dipinta di tristezza. Invece per i cristiani la gioia è un’autentica necessità. Se l’anima è piena di gioia cristiana, vola con l’amore verso Dio e si dona ai fratelli con grande carità.
È il cuore allegro a permetterci di compiere grandi imprese spirituali.
Chi rimane schiacciato dal suo atteggiamento chiuso, ipocrita, egoista, non conosce la gioia cristiana, fonte della pace interiore e dell’amore puro e sincero verso tutti. È una condizione che non si può inventare o esibire fintamente, la gioia cristiana o c’è o non si può creare.
La tristezza è un’oppressione per chi ne è colpito, e purtroppo non solamente nell’anima in quanto la tristezza corrode all’interno di un organismo che col tempo accusa gli effetti dannosi del pessimismo. Chi somatizza l’ansia, la tristezza, il dolore dell’invidia, non vive bene e prima o poi ricorrerà a medicine consistenti.
Dalla tristezza derivano tutti gli altri mali, ma la tristezza da valutare non è essenzialmente quella che spesso molte persone portano stampata sul volto, si deve invece intendere quella impressa nell’anima. Moltissime persone per ipocrisia o per un atteggiamento tutto sommato positivo, mostrano un sorriso permanente, ma non è quel sorriso a indicare la gioia cristiana. La vera gioia si esprime anche senza parlare o senza accentuare l’allegria.
La gioia cristiana sgorga dal cuore ed illumina tutta la persona.
Quanta gente famosa si mostra sempre sorridente in televisione, mentre l’anima è spenta e paralizzata, desiderosa di fuggire via da quel corpo? E questa gente è costretta a ricorrere alle droghe e a tutta l’immoralità possibile per provare un momento di follia e mai di gioia.
Gente ricchissima che non può comprare la vera gioia cristiana, perché non ha un prezzo.
Quando seguo il telegiornale mi accorgo che quasi tutte le anime dei personaggi che compaiono sono morte spiritualmente, non pregano Gesù e non c’è alcuna traccia di vera gioia cristiana e di pace interiore. In televisione ridono e parlano con scioltezza perché è il loro copione, non appena si spengono le telecamere molti di essi devono ricorrere alle droghe, al sesso impazzito, all’alcool, ad ogni forma di immoralità per illudersi di provare un momento di gioia.
Non è il denaro, il successo, il potere a dare la felicità dei figli di Dio. Il denaro è indispensabile per vivere dignitosamente ma quando si cerca con tutti i mezzi disonesti diventa una vera maledizione.
La vera felicità non si raggiunge con una vita comoda, è il cuore innamorato di Gesù e della Madonna ad irradiare in tutta la persona fasci luminosi di letizia ed equilibrio, ed anche la salute fisica ne acquista grandissimo benessere.
Molte malattie fisiche scaturiscono da squilibri spirituali.
Invece il cuore di chi cerca il Signore Gesù è sempre allegro e gioioso.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

GESU', TESTIMONE DI VERITA'


Dio, Padre onnipotente, Tu non vuoi che l'uomo stia lontano da Te, isolato dagli altri ed estraneo persino a sè stesso. Il Tuo amore cerca la sua compagnia. Ti rendiamo grazie per l'amore che hai per noi e che manifesti in Tuo Figlio Gesù Cristo. Fa' che non dimentichiamo la gravità della Tua parola con il pretesto del Tuo amore. Non permettere che di Te ci fabbrichiamo un'immagine a noi conveniente, per poterla presentare agli altri uomini facilmente e con successo. Gli accadimenti di ogni giorno la spazzerebbero via facilmente, come il vento, e ci ritroveremmo di nuovo nella nostra solitudine. Rendici pronti a metterci in cammino seguendo quanto ci ordina la parola del Figlio Tuo, facci infine rinunciare a volerne dare un'interpretazione interessata volta a censurare quanto di essa non ci piace troppo. Perché soltanto Lui è il Testimone veritiero, il "Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre."

SE SEI CADUTO, RIALZATI CON PIU' SPERANZA


Se sei caduto, riàlzati con più speranza... Solo l'amor proprio non capisce che l'errore, quando lo si corregge, aiuta a conoscersi e a umiliarsi. (Solco, 724)
Avanti, qualunque cosa succeda! Ben protetto dal braccio del Signore, considera che Dio non perde battaglie. Se ti allontani da Lui, quale ne sia il motivo, reagisci con l'umiltà di chi vuole cominciare e ricominciare; di chi vuole fare da figlio prodigo tutti i giorni e anche molte volte nel corso delle ventiquattro ore; di chi vuole risanare il suo cuore contrito nella Confessione, vero miracolo dell'Amor di Dio. In questo sacramento meraviglioso, il Signore pulisce la tua anima e ti inonda di gioia e di forza per non venir meno nella lotta, e per ritornare instancabilmente a Dio anche quando tutto ti sembra oscuro. Inoltre, la Madre di Dio, che è anche Madre nostra, ti protegge con la Sua materna sollecitudine, e ti guida nel tuo avanzare.
Dice la Sacra Scrittura che perfino il giusto cade sette volte
[Pro 24, 16]. Tutte le volte che ho letto queste parole, la mia anima è stata scossa da un forte sussulto di amore e di dolore. Ancora una volta il Signore ci viene incontro, con il Suo avvertimento divino, per parlarci della Sua misericordia, della Sua tenerezza, della Sua clemenza, che mai si esauriscono. Siatene sicuri: Dio non ama le nostre miserie, ma non le rifiuta, e conta proprio su di esse per farci santi. (...)
Mi prostro davanti a Dio. e Gli espongo con chiarezza la mia situazione. Subito ricevo l'assicurazione della Sua assistenza, e sento in fondo al cuore che Lui mi ripete lentamente: «Meus es tu, tu mi appartieni
[Is 43, 1]; sapevo — e so — come sei; avanti!». (Amici di Dio, nn. 214-215).

IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA SI NASCONDE ANCHE NEI CRISTIANI CHE NON MORTIFICANO LA SUPERBIA


Il delirio di onnipotenza che abbiamo visto trionfare in Gheddafi, è presente in miliardi di persone, famose o persone normali, un completo offuscamento dell’intelletto che contempla esclusivamente la propria persona e la innalza a vette quasi divine.
Questo vizio conduce la persona a perdere il senso della realtà, entra in una dimensione paranoica o alienata, effettivamente separata dalla vita reale. Ci sono persone apparentemente sane, molte sono anche famose, le quali innalzano un monumento alla propria superbia, pensando di essere il centro del mondo e pretendono anche una considerazione superiore a quella che viene data a Dio.
Ci troviamo sicuramente dinanzi ad una alterazione intellettuale, una diversa ed opposta considerazione della verità. Questa è la ragione che spinge le persone a pretendere di avere ragione su tutto, a voler imporre il proprio punto di vista.
Ma chi punta tutto su sè stesso e si oppone a Gesù, porta frutti di santità?
(padre Giulio Maria Scozzaro)

19 ottobre 2011

URGE CRISTIANIZZARE LA SOCIETA'


Come vuole il Maestro, tu devi essere — ben inserito in questo mondo, nel quale ci tocca vivere, e in tutte le attività degli uomini — sale e luce. — Luce, che illumina le intelligenze e i cuori; sale, che dà il sapore e preserva dalla corruzione. Pertanto, se ti manca slancio apostolico, diventerai insipido e inutile, defrauderai gli altri e la tua vita sarà un'assurdità. (Forgia, 22)
Il Signore non ci ha creato per darci quaggiù una città definitiva [Cfr Eb 13, 14], perché questo mondo è la via all'altro, alla dimora senza dolore [Jorge Manrique, Coplas, V]. Senza dubbio, noi figli di Dio non dobbiamo disinteressarci delle attività terrene, nelle quali Dio ci colloca perché le santifichiamo, perché le impregniamo della nostra fede benedetta, l'unica che porta vera pace, autentica allegria alle anime e a tutti gli ambienti. Urge cristianizzare la società, portare a tutti i livelli della nostra umanità il senso soprannaturale, e poi impegnarci insieme a elevare all'ordine della grazia il dovere quotidiano, la propria professione, il proprio mestiere. Così, tutte le occupazioni umane saranno illuminate da una speranza nuova, che trascende il tempo e la caducità mondana. (Amici di Dio, 210)