" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

31 marzo 2010

COME CONFESSARSI

RICORDA!!!
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GESU', NELL'UMILE PERSONA DEL SACERDOTE, TI ATTENDE NEL CONFESSIONALE!!!
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OGNI VOLTA CHE TI CONFESSI SI FA GRANDE FESTA IN CIELO!
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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo: sempre sia lodato.
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L’ultima volta che mi sono confessato...
Ringrazio il Signore per...
I miei peccati sono...
Prendo questo proposito...
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ATTO DI DOLORE
Mio Dio, mi pento e mi dolgo
con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i Tuoi castighi e
molto più perché ho offeso Te, infinitamente Buono
e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo con il Tuo santo aiuto
di non offenderTi mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.
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Penitenza e assoluzione da parte del sacerdote
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ALL’INIZIO DELLA CONFESSIONE:
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Padre buono, ho bisogno di Te,
conto su di Te per esistere e vivere.
Nel Tuo Figlio Gesù, mi hai guardato ed amato.
Io non ho avuto il coraggio di lasciare tutto e di seguirTi
e il mio cuore si è riempito di tristezza,
ma Tu sei più forte del mio peccato.
Credo nella Tua potenza sulla mia vita,
credo nella Tua capacità di salvarmi
così come sono adesso. Ricordati di me. Perdonami!
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DOPO LA CONFESSIONE:
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Tu hai perdonato, o Signore, i miei peccati,
mi hai abbracciato come figlio
e mi hai ricolmato del Tuo amore.
Io Ti ringrazio e Ti prometto di riamarTi
sempre di più e di non separarmi mai da Te.
Aiutami ad essere fedele nei propositi
e generoso nel servizio. Amen.

LA SANTA SEDE HA COSTITUITO UNA COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER MEDJUGORJE

La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato Mercoledì 17 Marzo che la Santa Sede ha costituito presso la Congregazione per la Dottrina della Fede una Commissione Internazionale che esaminerà il fenomeno di Medjugorje. La Commissione è presieduta dal Cardinal Camillo Ruini e nella Commissione vi sono altri Cardinali, Vescovi, esperti e periti.
Nella Conferenza stampa in Vaticano, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, P. Federico Lombardi, DI, ha chiarito che la citata Commissione lavorerà con discrezione e che, dopo un lavoro prolungato, essa consegnerà i propri risultati alla Congregazione per la Dottrina della Fede.
Il Nunzio Apostolico in Bosnia Erzegovina, l’Arcivescovo Alessandro D' Errico, ha annunciato la medesima notizia ai Vescovi della Conferenza Episcopale della Bosnia Erzegovina, su mandato del Segretario di Stato della Santa Sede il Cardinale Tarcisio Bertone.
Il Nunzio Apostolico Mons. D' Errico ha trasmesso la notizia anche ai fedeli al termine della Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Maria Madre della Chiesa a Mostar.
Il Provinciale della Provincia Francescana dell’Erzegovina, il Dott. fra' Ivan Sesar, in una dichiarazione riportata dal Večernji list, dice tra l’altro:
“Per noi questa non è una sorpresa. Ci rallegriamo di questa notizia e siamo pronti ad ogni collaborazione. A Medjugorje niente avviene segretamente, tutto è accessibile al pubblico. Ogni persona benintenzionata ed interessata al fenomeno di Medjugorje si può convincere personalmente di ciò che accade. Quando verrà nella Provincia Francescana dell’ Erzegovina, cioè in questa parrocchia che è affidata a questa Provincia, noi siamo assolutamente aperti ad ogni genere di collaborazione, siamo pronti ad aiutarli nei loro lavori ed a dare loro le informazioni che ci richiederanno” .

STRADE PER LA FELICITA'

Ne abbiamo cercate di strade per raggiungere la felicità:
le strade ben illuminate del successo,
le strade scintillanti del potere,
le strade seducenti della ricchezza,
le strade comode dell'egoismo,
le strade scivolose di soddisfazioni immediate.

Ci siamo ingannati, Signore:
arrivati in un vicolo oscuro e cieco,
privati della nostra speranza,
umiliati nelle attese più nobili,
abbiamo dovuto riconoscere che solo Tu sei la Via.

Abbiamo esplorato la vita in tutti i suoi aspetti,
protesi verso una realizzazione che comportava,
di volta in volta, scelte nuove ed allettanti.
Abbiamo creduto nel benessere che viene da una vita fisica
con i connotati della giovinezza perenne,
abbiamo seguito i percorsi arditi del nostro intelletto e della nostra volontà,
abbiamo provato l'ebbrezza di prevalere,
di convincere la forza delle opinioni,
ma poi abbiamo dovuto ammettere
che solo Tu sei la Vita, una Vita in pienezza,
anche se all'apparenza umiliata e sconfitta.

Tu sei la Verità, dunque, Signore Risorto,
Tu che spalanchi i nostri orizzonti sull'eternità,
Tu che diradi le tenebre dell'anima,
Tu che riveli il Volto autentico di Dio
e rischiari le zone più profonde del nostro cuore.

L'AMORE SI RIPAGA CON L'AMORE

Vuoi sapere in che modo mostrare gratitudine al Signore per quanto ha fatto per noi?... Con amore! Non c'è altra strada. L'Amore si ripaga con l'amore. Ma la certezza dell'affetto la dà il sacrificio. Dunque, coraggio! Rinnega te stesso e prendi la Sua Croce. Allora sarai sicuro di ricambiarGli l'Amore con amore. (Via Crucis, V. n. 1)
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Non è tardi, né tutto è perduto... Anche se così ti sembra. Anche se te lo ripetono mille voci di malaugurio. Anche se ti assediano sguardi beffardi e increduli... Sei arrivato al momento buono per caricarti la Croce: la Redenzione si sta compiendo —adesso—, e Gesù ha bisogno di molti cirenei. (Via Crucis, V. n. 2)
Per vedere felice la persona amata, un cuore nobile non tentenna davanti al sacrificio. Per dar sollievo a un volto dolente un'anima grande vince la ripugnanza e si dà senza tante smorfie... E Dio lo merita meno di un pezzo di carne, di un pugno di fango? Impara a mortificare i tuoi capricci. Accetta la contrarietà senza esagerarla, senza far scene, senza... isterismi. E renderai più leggera la Croce di Gesù (Via Crucis, V. n. 3)
Come amare veramente la Croce Santa di Gesù?... Desiderala!... Chiedi forza al Signore per impiantarla in tutti i cuori, in lungo e in largo per il mondo! E poi... offriGli riparazione con gioia; cerca di amarLo anche coi battiti di tutti i cuori che ancora non Lo amano. (Via Crucis, V. n. 5)

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

O glorioso San Michele,
guardiano e difensore della Chiesa di Gesù Crìsto,
vieni e assisti questa Chiesa,
contro cui le potenze dell'inferno sono scatenate.
Custodisci con cura particolare
il suo capo augusto,
e ottieni che l'ora del trionfo
possa giungere velocemente per lui e per noi.
O glorioso Arcangelo San Michele,
custodiscici durante la vita,
difendici contro gli assalti del demonio,
assistici soprattutto nell'ora della morte;
ottienici un giudizio favorevole,
e la felicità di contemplare il Volto di Dio
per un tempo senza fine.
Amen.

LA CROCE SULLE TUE SPALLE, CON UN SORRISO

Quanto più sarai di Cristo, più grazia avrai per la tua efficacia sulla terra e per la felicità eterna. Ma devi deciderti a seguire la via della dedizione: la Croce sulle tue spalle, con un sorriso sulle labbra, con una luce nell'anima.. (Via Crucis, II. n. 3)

Senti dentro di te: “Come pesa il giogo che hai assunto liberamente!”... E' la voce del diavolo; il fardello... della tua superbia.

Chiedi umiltà al Signore, e anche tu capirai quelle parole di Gesù: Iugum enim meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30), che mi piace tradurre liberamente così: il Mio, giogo è la libertà, il Mio giogo è l'amore, il Mio giogo è l'unità, il Mio giogo è la vita, il Mio giogo è l'efficacia. (Via Crucis, II. n. 4)

Nell'ambiente c'è una specie di paura della Croce, della Croce del Signore. Il fatto è che hanno incominciato a chiamare croci tutte le cose sgradevoli che accadono nella vita, e non sanno sopportarle con senso di figli di Dio, con visione soprannaturale. Tolgono persino le croci piantate dal nostri avi lungo le strade!

Nella Passione, la Croce ha cessato di essere simbolo di castigo, per divenire segno di vittoria. La Croce è l'emblema del Redentore: in quo est salus, vita et resurrectio nostra: lì è la nostra salvezza, la nostra vita, la nostra risurrezione. (Via Crucis, II. n. 5)

PREGHIERA DELLA SERA

Mi duole, Signore,
di non aver saputo essere
Tuo docile servo in questa giornata.
La mia fede ha esitato.
Non ho saputo dar da mangiare
a mio fratello affamato,
non vedendo Te in lui;
non ho dato nulla
a chi ne aveva bisogno,
non scoprendo in lui la Tua immagine divina.
Domani sarà un altro giorno
e vorrei fare ciò che non sono riuscito a fare oggi.
Perdona i miei peccati.

Perdona la superbia del credere
di aver agito come dovevo:
se anche così fosse,
fa' che non me ne attribuisca il merito,
ma sappia sempre riconoscere con umiltà
di aver fatto solo ciò che dovevo.

29 marzo 2010

MARIA ASSOCIATA INTIMAMENTE PIU' DI QUALSIASI ALTRO AL MISTERO DELLA SOFFERENZA REDENTRICE DI CRISTO

La Croce è l'unico Sacrificio di Cristo, che è il solo Mediatore tra Dio e gli uomini.
Ma poiché, nella Sua Persona Divina incarnata, "Si è unito in certo modo ad ogni uomo", Egli offre "a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il Mistero Pasquale".
Egli chiama i Suoi discepoli a prendere la loro Croce e a se­guirLo, poiché patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme.

Infatti Egli vuole associare al Suo Sacrificio Redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari. Ciò si compie in maniera eminente per Sua Madre associata intimamente più di qualsiasi altro al mistero della Sua sofferenza redentrice.
"Al di fuori della Croce non vi è altra scala per salire al Cielo".
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(Catechismo della Chiesa Cattolica, n° 618)
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Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.

CONVIVI CON TE STESSO

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“NON TURBARTI NEL RICONOSCERTI COME SEI”
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Non ho bisogno di miracoli: per me sono più che sufficienti quelli della Scrittura. —Invece, ho bisogno del tuo compimento del dovere, della tua corrispondenza alla grazia. (Cammino, 362)
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Ripetiamo con le parole e con le opere: Signore, confido in Te; mi basta la Tua provvidenza ordinaria, il Tuo aiuto d'ogni giorno. Non dobbiamo chiedere al Signore grandi miracoli. Dobbiamo piuttosto supplicarLo di aumentare la nostra fede, di illuminare la nostra intelligenza, di fortificare la nostra volontà. Gesù resta sempre vicino a noi e Si comporta sempre per quello che è.

Fin dall'inizio della mia predicazione vi ho messo in guardia contro una falsa deificazione. Non turbarti quindi nel riconoscerti come sei: una creatura di fango. Non preoccuparti. Perché tu e io siamo figli di Dio — ecco la vera deificazione — scelti per chiamata divina fin dall'eternità: ci ha scelti, il Padre, in Gesù Cristo, prima della fondazione del mondo, per essere santi e immacolati al Suo cospetto. Noi, che apparteniamo a Dio in modo peculiare e che, nonostante la nostra miseria, siamo strumenti Suoi, saremo efficaci nella misura in cui non perderemo la cognizione della nostra debolezza. Le tentazioni ci segnalano le dimensioni della nostra miseria.

Se provate tristezza costatando con evidenza la meschinità della vostra condizione, vuoi dire che è giunto il momento dell'abbandono completo e docile nelle Mani di Dio.
Narrano di un mendicante che un giorno si fece incontro ad Alessandro Magno chiedendo l'elemosina. Alessandro si fermò e diede ordine che lo facessero signore di cinque città. Il poveretto, sconcertato, esclamò: 'Io non chiedevo tanto!'. E Alessandro, di rimando: 'Tu hai chiesto da quel che sei; io ti ho dato da quel che sono'. (E' Gesù che passa, 160)

28 marzo 2010

DOMENICA DELLE PALME: "BENEDETTO COLUI CHE VIENE!"

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Con opere di servizio, possiamo preparare al Signore un trionfo più grande di quello del Suo ingresso in Gerusalemme... Perché non si ripeteranno né le scene di Giuda, né quella dell'Orto degli Ulivi, né quella notte buia... Otterremo che il mondo arda nelle fiamme del fuoco che Egli è venuto a portare sulla terra!... E la luce della Verità — il nostro Gesù — illuminerà le intelligenze in un giorno senza fine. (Forgia, 947).

Nella meravigliosa unità della Liturgia della Santa Chiesa Cattolica, che ricapitola il vecchio e il nuovo, noi leggiamo oggi parole di profonda gioia: Le folle degli Ebrei, portando rami d'ulivo, andavano incontro al Signore e acclamavano a gran voce: "Osanna all'Altissimo Dio".

L'acclamazione a Gesù rievoca nel nostro spirito quella che ne salutò la nascita a Betlemme. Via via che egli avanzava — narra San Luca — stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: " Benedetto colui che viene, il Re, nel Nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!" (...)

In questa Domenica delle Palme, nel commemorare il giorno in cui il Signore dà inizio alla Settimana decisiva per la nostra salvezza, mettiamo da parte le considerazioni superficiali, andiamo all'essenza, a ciò che è veramente importante. Ebbene, la nostra aspirazione è andare in Cielo. Altrimenti non c'è nulla che valga la pena. Per andare in Cielo è indispensabile la fedeltà alla dottrina di Cristo. Per essere fedeli è indispensabile insistere con costanza nella lotta contro gli ostacoli che si oppongono alla nostra felicità eterna. (...) (È Gesù che passa, nn. 72-83)

27 marzo 2010

DIO AMA CHI DONA CON GIOIA

Soffri! —Ebbene, ascolta: “Lui” non ha il Cuore più piccolo del nostro. —Soffri? È bene che sia così. (Cammino, 230)

Ti avverto che le grandi penitenze sono compatibili anche con le cadute spettacolari provocate dalla superbia. Invece, con il continuo desiderio di piacere a Dio nelle piccole battaglie personali — ad esempio, sorridere quando non se ne ha voglia; e vi posso assicurare che, talvolta, un sorriso costa più di un'ora di cilicio —, è difficile dar spago all'orgoglio, alla ridicola ingenuità di considerarci eroi illustri: ci vediamo come bambini capaci di offrire al loro Padre soltanto delle cose da nulla, che però sono ricevute con immensa gioia. Allora il cristiano deve sempre essere mortificato? Sì, ma per amore.

Forse fino a questo momento non ci eravamo sentiti spinti a seguire così da vicino le orme di Cristo. Forse non ci eravamo resi conto che possiamo unire al Suo Sacrificio Redentore le nostre piccole rinunce: per i nostri peccati, per i peccati degli uomini di ogni tempo, per il malvagio lavoro di Lucifero che continua ad opporre a Dio il suo non serviam! Come oseremo dire senza ipocrisia:
"Signore, mi fanno male le offese che feriscono il Tuo amabilissimo Cuore", se non saremo decisi a privarci di una piccola cosa, o ad offrire un piccolo sacrificio a lode del Suo Amore?
La penitenza — vera riparazione — ci lancia sul cammino della dedizione, della carità. Dedizione per riparare, e carità per aiutare gli altri, come Cristo ha aiutato noi.

Da ora in poi, abbiate fretta di amare. L'amore impedirà di lamentarci, di protestare. Perché spesso sopportiamo le contrarietà, è vero; però ci lamentiamo, e allora, oltre a sprecare la grazia di Dio, Gli impediamo, in futuro, di esigerci ancora. Hilarem enim datorem diligit Deus [2 Cor 9, 7]. Dio ama chi dona con gioia, con la spontaneità che nasce da un cuore innamorato, senza le smancerie di chi si dona come per fare un piacere. (Amici di Dio, 139-140) [Uscire]

26 marzo 2010

UNA MADRE CHE NON CI ABBANDONERA' MAI


Non sei solo. — Né tu né io possiamo trovarci soli. E meno che mai se andiamo da Gesù attraverso Maria, poiché è una Madre che non ci abbandonerà mai. (Forgia, 249)

È il momento di ricorrere alla Madonna, tua Madre celeste, perché ti accolga fra le Sue braccia e ti ottenga da Suo Figlio uno sguardo di misericordia. E cerca subito di formulare propositi concreti: taglia finalmente, anche se fa male, quell'ostacolo piccolo che Dio e tu ben conoscete. La superbia, la sensualità, la mancanza di senso soprannaturale, faranno combutta per sussurrarti: 'Proprio quello? Ma se è una sciocchezza, una cosa di poco conto!'. Tu rispondi, senza dialogare con la tentazione: 'Mi piegherò obbedendo anche a questa richiesta divina'. Non te ne mancheranno i motivi: l'amore si dimostra in modo particolare nelle piccole cose. Normalmente, i sacrifici che il Signore ci chiede, i più impegnativi, sono piccoli, ma continui e preziosi come il battito del cuore.

Quante madri hai tu conosciuto che siano state protagoniste di un episodio eroico, straordinario? Poche, pochissime. Eppure, di madri eroiche, veramente eroiche, che non figurano in nessuna cronaca spettacolare, che non faranno mai notizia — come si dice —, tu e io ne conosciamo molte: vivono in continua abnegazione, sacrificando con gioia i loro gusti e le loro inclinazioni, il loro tempo, le loro possibilità di affermazione o di successo, per tappezzare di felicità i giorni dei loro figli. (Amici di Dio, 134)

25 marzo 2010

PREZIOSITA' DEL SILENZIO


Il silenzio è mitezza.
Quando non rispondi alle offese,
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci a Dio la difesa del tuo cuore,
il silenzio è mitezza.
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Il silenzio è misericordia.
Quando non riveli le colpe dei fratelli,
quando perdoni senza indagare nel passato,
quando non condanni, ma intercedi nel'intimo,
il silenzio è misericordia.
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Il silenzio è pazienza.
Quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi consalazione dagli altri,
quando non intervieni,
ma attendi che il seme germogli lentamente,
il silenzio è pazienza.
.
Il silenzio è umiltà.
Quando taci per lasciare emergere i fratelli,
quando celi nel riserbo i doni di Dio,
quando lasci che il tuo agire sia interpretato male,
quando lasci ad altri la gloria dell'impresa,
il silenzio è umiltà.
.
Il silenzio è fede.
Quando taci perchè è Lui che agisce,
quando rinunci ai suoni,
alle voci del mondo per stare alla Sua Presenza,
quando non cerchi comprensione,
perchè ti basta essere conosciuto da Lui,
il silenzio è fede.
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Il silenzio è Adorazione.

quando abbracci la Croce senza chiedere : "perchè".
Il silenzio è Adorazione.

LE ORAZIONI DI SANTA BRIGIDA DI SVEZIA SALVANO LE ANIME!!! RECITALE ALMENO UNA VOLTA NELLA TUA VITA!!!

Santa Brigida scrisse: "Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita, il dolore, la malattia, la povertà, l'abbandono mi affliggevano.

Con amore ogni sera ho letto queste orazioni e la mia vita si è miracolosamente trasformata e il Signore fedele alle Sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza, di consolazioni.

Qello che Gesù ha fatto per me, miserabile peccatrice, lo farà anche per te mio amato fratello. Leggi ogni giorno queste orazioni".

Infatti, a Santa Brigida, desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che Nostro Signore Gesù Cristo aveva ricevuto durante la Sua Passione, apparve Gesù che le disse:

"Figlia Mia, ho ricevuto sul Mio Corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno 15 Pater e 15 Ave con le orazioni seguenti che ti dò durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle Mie Piaghe".

ORAZIONI E PROMESSE:

(Sono da recitarsi per un anno intero senza interruzione)

Promesse di Gesù per per chi reciterà queste orazioni :
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1. Libererà dal Purgatorio 15 anime della sua stirpe.
2. E 15 giusti della sua stirpe saranno confermati e conservati in grazia.
3. E 15 peccatori della sua stirpe si convertiranno.
4. La persona che le dirà avrà il primo grado di perfezione.
5. E 15 giorni prima di morire riceverà il Mio prezioso Corpo, di modo che sarà liberata dalla fame eterna e berrà il Mio Prezioso Sangue perché non abbia sete eternamente.
6. E 15 giorni prima di morire avrà una amara contrizione di tutti i suoi peccati e una perfetta conoscenza di essi.
7. Metterò il segno della Mia Croce Vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla contro gli attacchi dei suoi nemici.
8. Prima della sua morte Io verrò a lei con la Mia amatissima e dilettissima Madre.
9. E riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne.
10. E conducendola fino là, le darò con singolare tratto a bere alla fonte della Mia Deità, ciò che non farò con quelli che non hanno recitato queste orazioni.
11. Perdonerò tutti i peccati a chiunque è vissuto per 30 anni in peccato mortale se dirà devotamente queste orazioni.
12. E lo difenderò dalle tentazioni.
13. E gli conserverò i suoi cinque sensi.
14. E lo preserverò dalla morte improvvisa.
15. E salverò la sua anima dalle pene eterne.
16. E la persona otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Vergine Maria.
17. E se è vissuto, sempre secondo la sua volontà e se avesse dovuto morire l'indomani, la sua vita si prolungherà.
18. Tutte le volte che reciterà queste orazioni guadagnerà indulgenze.
19. Sarà sicura di essere aggiunta al coro degli Angeli.
20. E chi insegnerà queste orazioni ad un altro, avrà gioia e merito senza fine che saranno stabili in terra e dureranno eternamente in Cielo.
21. Dove sono e saranno dette queste orazioni, Dio è presente con la Sua Grazia.

Prima Orazione

O Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che Ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salute ed amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: "Le mie delizie sono con i figlioli degli uomini", essendoTi fatto Uomo per loro salvezza ricordati di quelle cose che ti mossero a prendere la carne umana e di quello che sopportasti dal principio della Tua Incarnazione fino al salutifero tempo del Tuo patire, ab aeterno ordinato nel Dio Uno e Trino. Ricordati del dolore che, come affermi Tu Stesso, ebbe l'anima Tua quando dicesti: "Triste è l' anima Mia fino alla morte" e quando nell'ultima cena che Tu facesti con i Tuoi discepoli dando loro per vivanda il corpo e sangue tuoi, lavando i loro piedi e amorevolmente consolandoli predicesti la tua imminente Passione. Ricordati del tremito, dell'angustia e dolore che sopportasti nel Santissimo Corpo, prima di andare sul patibolo della Croce, quando dopo l'avere Tu fatto tre volte orazione al Padre, pieno di sudor di sangue, Ti vedesti tradito da uno dei Tuoi discepoli, preso dal Tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni iniquamente da tre giudici condannato a morte, nel più solenne tempo della Pasqua, tradito, burlato, spogliato dei Tuoi vestiti, percosso nella faccia (con gli occhi bendati), legato alla colonna, flagellato e coronato di spine.
Concedimi adunque, Ti prego dolcissimo Gesù, per le memorie che serbo di queste pene, prima della mia morte, sentimenti di vera contrizione, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore!
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Seconda Orazione

O Gesù, vera letizia degli Angeli e Paradiso di delizie, ricordaTi degli orribili tormenti che provasti, quando i nemici Tuoi, come ferocissimi leoni, avendoTi circondato con schiaffi, sputi, graffi ed altri inauditi supplizi, Ti lacerarono; e per le ingiuriose parole, per le aspre percosse e durissimi tormenti, con i quali i nemici Tuoi T'afflissero, io Ti supplico che voglia liberarmi dai miei nemici così visibili come invisibili, e concedi che sotto l'ombra delle ali Tue io ritrovi la protezione dell'eterna salute. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Terza Orazione

O Verbo Incarnato, Onnipotente Creatore del mondo, che sei immenso, incomprensibile, che puoi racchiudere l'universo nello spazio di un palmo, ricordaTi dell' amarissimo dolore che sopportasti quando le santissime Tue mani e piedi furono confitti con chiodi acuminati sul legno della Croce. Oh! qual dolore provasti, o Gesù, allorché, i perfidi crocifissori dilaniarono le Tue membra e sciolsero le congiunture delle Tue ossa, tirarono il Tuo corpo per ogni verso, a loro piacere. Ti prego per la memoria di questi dolori sopportati da Te sopra la Croce, che Tu mi voglia concedere ch'io Ti ami e tema quanto si conviene. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù , Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Quarta Orazione

O Signore Gesù Cristo Celeste Medico, ricordaTi delle sofferenze e dei dolori che Sentisti nelle Tue già lacerate membra, mentre si levava in alto la Croce. Dai piedi alla testa eri tutto un cumulo di dolori ; e nondimeno Ti scordasti di tanta pena, e porgesti pietosamente preghiere al Padre per i nemici Tuoi dicendo : "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Per questa smisurata carità e misericordia e per la memoria di questi dolori concedimi di ricordarmi della Tua amatissima Passione, affinché essa mi giovi per una piena remissione di tutti i miei peccati. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù , Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Quinta Orazione

RammentaTi, o Signore Gesù Cristo, specchio di eterna chiarezza, dell'afflizione che avesti quando, veduta la predestinazione di quelli eletti che, mediante la Tua Passione, dovevano salvarsi, prevedesti ancora che molti non ne avrebbero profittato. Pertanto Ti chiedo per la profondità della Misericordia che mostrasti non solo nell'aver dolore dei perduti e disperati, ma nell'adoperarla verso il ladrone quando gli dicesti: "Oggi sarai meco in paradiso", che tu voglia pietoso Gesù, adoperarla sopra di me al punto della mia morte. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Sesta Orazione

O Gesù Re amabile, ricordaTi del dolore che provasti, quando nudo e disprezzato pendesti in Croce, senza avere, fra tanti amici e conoscenti che T'erano d' intorno, chi Ti consolasse eccetto la Tua diletta Madre, alla quale raccomandasti il discepolo prediletto, dicendo: "Donna, ecco il tuo figlio"; ed al discepolo: "Ecco la tua Madre". Fiducioso Ti prego, pietosissimo Gesù, per il coltello del dolore che allora le trapassò l'anima, che Tu abbia compassione di me nelle afflizioni e tribolazioni mie così del corpo come dello spirito, e mi consoli, porgendomi aiuto e gaudio in ogni prova ed avversità. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Settima Orazione

O Signore Gesù Cristo, fonte di dolcezza inestinguibile che mosso da intimo affetto di amore, dicesti in Croce: "lo ho sete", cioè: desidero sommamente la salute del genere umano, accendi, Ti preghiamo, in noi il desiderio di operare perfettamente spegnendo del tutto la sete delle concupiscenze peccaminose e il fervore dei piaceri mondani. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Ottava Orazione

O Signor Gesù Cristo, dolcezza dei cuori e soavità grandissima delle menti, concedi a noi miseri peccatori, per l'amarezza dell'aceto e del fiele che per noi gustasti nell'ora della Tua morte, che in ogni tempo, specialmente nell' ora del morire nostro, noi ci possiamo cibare del Corpo e Sangue tuo non indegnamente, ma in rimedio e consolazione delle anime nostre. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Nona Orazione

O Signore Gesù Cristo, giubilo della mente, ricordaTi dell'angustia e dolore che patisti quando per l'amarezza della morte e l'insulto dei giudei gridasti al Padre Tuo: "Eli, Eli, lamma sabactani; cioè: Dio mio Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Per questo Ti chiedo che nell'ora della mia morte Tu non mi abbandoni, Signor mio e Dio mio.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria
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Decima Orazione

Cristo, principio e termine ultimo del nostro amore, che dalla pianta dei piedi fino alla cima del capo Ti sommergesti nel mare dei patimenti Ti prego, per le larghe e profondissime Tue Piaghe, che mi voglia insegnare ad operare perfettamente con vera carità nella legge e nei precetti Tuoi.
Amen.
Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Undicesima Orazione

O Signor Gesù Cristo, profondo abisso di pietà e di misericordia io Ti domando, per la profondità delle Piaghe che trapassarono non solo la carne Tua‚ le midolla delle ossa, ma anche le più intime viscere, che Ti piaccia sollevare me, sommerso nei peccati e nascondermi nelle aperture delle Tue ferite.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Dodicesima Orazione

O Signore Gesù Cristo, segno d'unità e legame di carità, abbi in mente le innumerevoli ferite di cui fu ricoperto il Tuo Corpo, lacerato dagli empi Giudei e imporporato del Tuo stesso Preziosissimo Sangue. Scrivi, Ti prego, con quello stesso Sangue nel cuore mio le Tue ferite, affinché, nella meditazione del Tuo dolore e del Tuo amore, si rinnovi in me ogni giorno il dolore del Tuo patire, si accresca l'amore, ed io perseveri continuamente nel renderTi grazie sino alla fine della mia vita, cioè fino a quando io non verrò da Te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che Ti degnasti donarmi dal tesoro della Tua Passione. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Tredicesima Orazione

Signore Gesù Cristo , Re glorioso ed immortale, rammentaTi del dolore che sentisti quando, essendo tutte le forze del Corpo e del Cuore Tuo venute meno, inchinando il capo dicesti: "Tutto è compiuto". Perciò Ti prego per tale angustia e dolore, che Tu abbia misericordia di me nell'ultima ora della mia vita, quando sarà l' anima mia turbata dall' ansia dell'agonia. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Quattordicesima Orazione

O Signore Gesù Cristo, Unigenito dell'altissimo Padre, splendore e figura della sostanza Sua, ricordaTi della preghiera con la quale raccomandasti lo Spirito Tuo dicendo: "Padre, raccomando nelle Tue mani lo spirito Mio". E dopo, piegato il Capo e aperte le viscere della Tua Misericordia per riscattarci, esclamando mandasti fuori l'ultimo respiro. Per questa Preziosissima Morte Ti prego, Re dei Santi, che mi faccia forte nel resistere al diavolo, al mondo ed alla carne, affinché morto al mondo, io viva a Te solo, e Tu riceva nell'ultima ora della mia vita lo spirito mio, che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera di ritornare alla sua patria. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Quindicesima Orazione

O Signore Gesù Cristo, vera e feconda vita, ricordaTi dell' abbondante effusione del Sangue Tuo, allorché piegato il Capo sulla Croce, il soldato Longino Ti squarciò il costato da cui uscirono le ultime gocce di Sangue ed Acqua. Per questa amarissima Passione ferisci, Ti prego, dolcissimo Gesù, il cuor mio, affinché giorno e notte io versi lacrime di penitenza e di amore: convertimi totalmente a Te perché il mio cuore sia perpetua abitazione di Te e la conversione mia Ti piaccia e Ti sia accetta, ed il termine della mia vita sia lodevole, per lodarTi insieme con tutti i Santi in eterno. Amen.
O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini Crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Padre nostro, Ave Maria

Preghiera
O Signor Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivo, accetta questa preghiera con lo stesso immenso amore, col quale sopportasti tutte le Piaghe del tuo Santissimo Corpo; abbi di noi Misericordia, ed a tutti i fedeli, vivi e defunti, concedi la Tua misericordia, la Tua grazia, la remissione di tutte le colpe e pene e la Vita eterna.
Amen.
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Chi è Santa Brigida?
Fondatrice dell' Ordine Brigidino di San Salvatore. Nata, pare, nell'anno 1303 nel castello di Finsta in Uplandia (Svezia) e morta a Roma il 23 luglio 1373. Brigida vantava un'ascendenza aristocratica essendo figlia di una delle più eminenti personalità del suo tempo: il potente governatore di Uplandia Birger Persson e di lngeborg Bengtsdotter, della vecchia stirpe reale dei Folkunghi. La famiglia della madre era molto conosciuta per la profonda religiosità ed il castello di Finsta, dove Brigida visse con i genitori fino all'età di 12 anni, quando le morì la madre, era un centro di alta cultura pia e religiosa, con forti tendenze in misticismi, che non mancò di esercitare sulla formazione del suo carattere, una decisiva influenza. A soli 10 anni Brigida ebbe la sua prima conversazione con Cristo e già da giovane mostrava un vibrante entusiasmo per l'ascetismo. Nel 1378 sposò per ragioni politiche il diciottenne Ulf Gudmarsson divenuto in seguito governatore di Ostrogotia e la giovane coppia prese dimora al castello di Ulvasà. Il marito, anch'egli di parentela reale aveva un carattere mite piuttosto debole. Dal matrimonio nacquero quattro figli e quattro figlie; mentre il carattere di S.Brigida ebbe modo di svilupparsi e risaltò la sua ferrea volontà, la sua pratica energia , la sua indomabile tenacia. La sua vita fu divisa tra l'amministrazione dei suoi considerevolissimi beni, un' alta carica di corte (nel 1335 venne chiamata quale prima dama di corte dalla regina Bianca di Namur, sposa del re Magnus) e i suoi doveri di sposa e di madre. La vita di corte la mise in diretto contatto con la travagliata vita politica del tempo ed generò in lei un vivo interesse per la politica europea, interesse che mantenne per sempre. Al centro della sua vita, però, rimase indiscutibilmente la religione. Chiamò a Ulvasa il primo teologo svedese del suo tempo, il canonico di Linkoping, Magister Matthias, quale confessore e consigliere personale in materia di religione. Attraverso il suo insegnamento prese conoscenza della letteratura religiosa mistica ed apocalittica contemporanea che ebbe gran parte nella sua formazione spirituale. Accanto a tale studio, la lettura della S. Scrittura e delle opere di S. Bernardo di Chiaravale, contribuì a perfezionare la sua educazione religiosa. Intorno all'anno 1340 Brigida lasciò il suo ufficio di corte per ragioni politiche. Al ritorno in Svezia, il marito si ammalò gravemente e morì poco dopo il rimpatrio, nel 1344. Quest'anno rappresenta nella vita di Santa Brigida una data assai significativa.
Lasciò Ulvasa e prese dimora vicino al monastero cistercense di Alvastra dove ricevette la prima di una lunga serie di rivelazioni religiose. Tali rivelazioni le giungevano generalmente in uno stato di estasi e dopo il suo risveglio le scriveva ella stessa o le dettava in svedese al suo confessore, il quale ne curava la traduzione in latino. Secondo il contenuto della prima rivelazione, Cristo l'aveva chiamata Sua sposa e l'aveva scelta quale strumento per avviare gli uomini sulla strada di una cristiana rettitudine. Nelle rivelazioni successive si indirizzava violentemente contro il malcostume del tempo e specialmente contro la vita di corte di Magnus, cercava anche di ristabilire la pace tra Francia ed Inghilterra mediante messaggi divini e di indurre il Papa a far ritorno a Roma. Fu in questi anni che S. Brigida concepì l'idea di fondare un nuovo Ordine religioso chiamato di S. Salvatore, la regola del quale le fu dettata in una delle rivelazioni. Per ricevere la sanzione del Papa alla sua regola, si recò a Roma nel 1349 ove giunse con grande seguito nell'anno santo 1350. Prese probabilmente dimora nella casa di Francesca Papazura al Campo Marzio, in seguito lasciata al convento di Vadstena quale "Hospitale S.Brigittae de Regno Sueciae" per pellegrini svedesi, ed ultimamente passata in possesso delle nuove suore di S. Brigida, una rifondazione modificata dell 'Ordine originale (1911). La casa con relativa Chiesa e Cappella si trova in Piazza Farnese 96, dove le celle di S. Brigida e di sua figlia Caterina si possono ancora visitare. Nel 1370 ricevette da Papa Urbano V la sanzione della sua regola con qualche riserva. La regola fu confermata da Urbano VI nel 1378, e l'ordine, durante il suo più fecondo e rigoglioso periodo sembra aver avuto una settantina di monasteri sparsi in tutta Europa. Raggiunta la meta tanto agognata, S. Brigida si recò in pellegrinaggio in Terra Santa all'inizio del 1372. Tornata a Roma l'anno successivo, rovinata nella salute, vi morì il 23 luglio 1373. Le sue spoglie mortali furono trasportate alla sua Vadstena. Già nel 1379 incominciava, con il favore di Gregorio XI e Urbano VI, il processo per la sua canonizzazione, finito positivamente il 7 ottobre 1391. La Chiesa la ricorda il 23 Luglio.

L'ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Come innamora la scena dell'Annunciazione! Maria quante volte l'abbiamo meditato! E' raccolta in orazione... applica i suoi cinque sensi e tutte le sue facoltà al colloquio con Dio. Nell'orazione conosce la Volontà Divina; e con l'orazione la rende vita della sua vita: non dimenticare l'esempio della Vergine! (Solco, 481)

Non dimenticare, amico, che siamo bambini.

La Signora dal dolce Nome, Maria, è raccolta in preghiera. Tu puoi essere, in quella casa, quello che preferisci: un amico, un servitore, un curioso, un vicino - Quanto a me, in questo momento non oso essere nessuno. Mi nascondo dietro di te e contemplo attònito la scena: l'Arcangelo pronuncia il suo messaggio: Quomodo fiet istud , quoniam virum non cognosco? Come avverrà questo, se Io non conosco uomo? (Lc 1, 34)

Alle parole di nostra Madre si affollano nella mia memoria, per contrasto, tutte le impurità degli uomini, anche le mie.

Come detesto, allora, queste basse miserie della terra! Quanti propositi!

Fiat mihi secundum verbum tuum, Si faccia di Me secondo la tua parola (Lc 1, 38). Nell'incanto di queste parole verginali, il Verbo Si è fatto Carne.

Sta per terminare la prima decina. Ho ancora il tempo per dire al mio Dio, prima di ogni altro mortale: Gesù, Ti amo. (Santo Rosario, I° mistero gaudioso)

24 marzo 2010

ANNUNCIAZIONE: DIO SI FA UOMO

" Eccomi, sono la Serva del Signore;
avvenga di Me quello che hai detto ".

L'UMILE " SI' " CHE HA REDENTO IL MONDO

Accogli nel Tuo grembo,
o Vergine Maria,
il Verbo di Dio Padre.
.
Su Te il Divino Spirito
distende la Sua ombra,
o Madre del Signore.
.
Porta Santa del tempio,
intatta ed inviolabile,
Ti apri al Re della gloria.
.
Predetto dai profeti,
annunziato da un angelo,
viene Gesù Salvatore.
.
A Te sia lode, o Cristo,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

SALUTO ALLA VERGINE


Ti saluto, Signora Santa,
Regina Santissima,
Madre di Dio, Maria,
che sempre sei Vergine,
eletta dal Santissimo Padre celeste
e da Lui, col Santissimo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paràclito, consacrata.
Tu in cui fu ed è
ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ti saluto Suo Palazzo.
Ti saluto Sua Tenda.
Ti saluto Sua Casa.
Ti saluto Suo Vestimento.
Ti saluto Sua Ancella.
Ti saluto Sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e lume dello Spirito Santo
siete infuse nei cuori dei fedeli,
affinché li rendiate, da infedeli, fedeli a Dio.
.
(S. Francesco d'Assisi)

AMARE SIGNIFICA RICOMINCIARE OGNI GIORNO A SERVIRE, CON SEGNI OPERATIVI DI AFFETTO


Questi giorni mi dicevi sono trascorsi più felici che mai. E ti ho risposto senza esitazione: perché 'hai vissuto' un po' più donato del solito. (Solco, 7)

Ricordate la parabola dei talenti. Il servo che ne aveva ricevuto uno, poteva — come i suoi compagni — impiegarlo bene, farlo fruttare, applicando le sue capacità. Invece che cosa decide? Ha paura di perderlo, e va bene. Ma poi? Lo sotterra! [Cfr Mt 25, 18]. Così non dà frutto.

Deve farci riflettere questo esempio di timore malsano di mettere a frutto onestamente le capacità di lavoro, l'intelligenza, la volontà, tutto l'uomo. "Lo sotterro — pensa tra sè quell'infelice — ma la mia libertà è salva!".

No. La libertà ha aderito a qualcosa di molto concreto, all'aridità più povera e più sterile. Ha preso una decisione, perché non poteva non scegliere: e ha scelto male.

Niente di più falso che opporre la libertà al dono di sè, perché tale dono è conseguenza della libertà. Ascoltate bene: una madre che si sacrifica per amore dei suoi figli, ha fatto una scelta; e la misura del suo amore esprimerà quella della sua libertà. Se l'amore è grande, la libertà sarà feconda, e il bene dei figli deriva da questa benedetta libertà, che comporta il dono di sè, e deriva da questo benedetto dono, che è appunto libertà.

Ma, mi direte, quando abbiamo raggiunto ciò che amiamo con tutta l'anima, smettiamo di cercare. La libertà, in tal caso, è scomparsa? Vi assicuro che proprio allora la libertà è più operativa che mai, perché l'amore non si accontenta di adempimenti abitudinari, e non è compatibile con il tedio o l'apatia. Amare significa ricominciare ogni giorno a servire, con segni operativi di affetto.

Insisto, vorrei inciderlo a fuoco in tutti: la libertà e il dono di sè non sono contraddittori; si sostengono a vicenda. La libertà si può cedere soltanto per amore; non riesco a concepire altro genere di concessione. Non è un gioco di parole, più o meno felice. Nel dono di sè volontario, in ogni istante della dedicazione, la libertà rinnova l'amore, e rinnovarsi significa essere sempre giovane, generoso, capace di grandi ideali e di grandi sacrifici. (Amici di Dio, 30-31)

SPERO

Spero che la gente sia ottimista,
spero che le persone che conosco siano felici,
spero di rimanere in buona salute,
spero che lo Spirito Santo mi aiuti,
spero che in televisione facciano programmi intelligenti,
spero che nei telegiornali non evidenzino soltanto le notizie negative,
spero che il giovane che ha bevuto un po' troppo, faccia guidare l'amico,
spero che ognuno si fermi 2 minuti in silenzio a riflettere ogni tanto,
spero che i ragazzi diano più ascolto a quella vocina dentro di loro piuttosto che a quella dell'amico,
spero di far pace con l'amico con cui ho litigato,
spero che i bambini non provino la tristezza di una famiglia divisa,
spero che la Chiesa sia vista come veramente è, cioè una guida che ci lascia liberi e non una gerarchia che impone obblighi,
spero che non si diano giudizi affrettati sulle persone prima di conoscerle bene,
spero che la parrocchi a sia in grado di rispondere ai bisogni delle persone,
spero che gli anziani non si sentano soli,
spero che, in una coppia, una persona ha bisogno dell'altra perché le vuole bene e non che le vuole bene perché ha bisogno di lei,
spero di trovare lavoro,
spero di avere molti amici,
spero che la predica del parroco domenica prossima sia interessante,
spero che la gente legga il Vangelo ogni tanto,
spero molte altre cose,
spero che la genti speri.

Sei d'accordo con me? Ora fermati, e rileggi da capo cambiando le parole ''spero'' con ''prego''; sei ancora d'accordo con me?
La speranza se si trasforma in preghiera diventa certezza. Non certezza che si realizzi tutto quello che noi speriamo, ma certezza che quello che si è realizzato era ciò di cui noi avevamo bisogno, anche se a volte non ne capiamo subito il motivo.

RICORRI SUBITO ALLA CONFESSIONE

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Se qualche volta cadi, figlio mio, ricorri subito alla Confessione e alla direzione spirituale: mostra la ferita!, perché te la curino a fondo, perché eliminino tutte le possibilità di infezione, anche se ti fa male come in un'operazione chirurgica. (Forgia, 192)

Ti riassumo la tua storia clinica: qui cado e lì mi rialzo...: quest'ultima cosa è ciò che conta. Ebbene, continua con quest'intima lotta, anche se procedi a passo di tartaruga. Avanti!
Sai bene, figlio mio, fino a che punto puoi arrivare, se non lotti: l'abisso chiama l'abisso. (Solco, 173)

Hai capito in che cosa consiste la sincerità quando mi hai scritto: 'Sto cercando di abituarmi a chiamare le cose col loro nome e, soprattutto, a non cercare appellativi per ciò che non esiste'. (Solco, 332)

"Abyssus, abyssum invocat..." un abisso chiama l'altro, te l'ho già ricordato. È la descrizione esatta del modo di agire dei bugiardi, degli ipocriti, dei rinnegati, dei traditori: trovandosi a disagio con il proprio modo di comportarsi, nascondono agli altri le proprie frodi, per andare di male in peggio, scavando una voragine fra loro e il prossimo. (Solco, 338)

La sincerità è indispensabile per progredire nell'unione con Dio.
— Se dentro di te, figlio mio, c'è un “rospo”, sputalo! Di' subito, come ti consiglio sempre, ciò che non vorresti che si sapesse. Dopo aver sputato il “rospo” nella Confessione, come si sta bene! (Forgia, 193)

Al momento dell'esame sta' in guardia contro il demonio muto. (Cammino, 236)

22 marzo 2010

IL MONACO E LA PECCATRICE


Un monaco viveva vicino alla casa di una prostituta.
E un giorno, visto l'andare e venire di uomini e stanco di essere testimone di tanto peccato, andò dalla donna e le disse :
- Donna non ti vergogni della vita che conduci ? Non ti vergogni di peccare agli occhi di Dio? Cambia al tua vita perchè il tuo comportamento è veramente ignobile!
La donna veramente colpita dalle parole del monaco, chiese perdono a Dio e smise di prostituirsi. Ma dopo un certo tempo riprese a peccare. Allora il monaco decise di contare gli uomini che entravano nella casa della donna e lo fece deponendo un sasso per ogni uomo. Ogni peccato una pietra, e così una pietra sopra l'altra per giorni e giorni fino a che il cumulo delle pietre fu molto grande. A quel punto si presentò di nuovo alla donna dicendo :
- Vieni e guarda quanti peccati; avevi promesso di non peccare più, ora non puoi negare l'evidenza perché li ho contati uno ad uno. Dio non avrà misericordia di te.
La donna addolorata si chiuse in casa e in ginocchio pregò Dio :”
- Dio mio, abbi misericordia di me, io ho provato a cambiare vita, ma non mi è stato possibile; nessuno mi ha aiutato, nessuno mi ha dato un lavoro, stavo morendo di fame e ho ripreso a peccare. Ti prego Dio, non voglio peccare più e piangendo Lo supplicò: ”
- Fammi morire, portami via da questa vita.
E così fu.
L'Angelo della morte passò la notte stessa dalla casa della donna e la portò via; contemporaneamente passò anche dal monaco portò via anche lui. Grande sorpresa fu per il monaco vedere la donna salire in Cielo e lui ritrovarsi in fondo in fondo:…
- Non è giusto - urlò all'Angelo - lei una peccatrice in Cielo? Ed io monaco, servitore di Dio, che ho sempre condotto una vita irreprensibile e morigerata buttato qua in fondo ?? “
- Hai ragione - gli rispose l'Angelo - ma lei ha chiesto perdono per i suoi peccati; volevo portare in Cielo anche te ma eri troppo zavorrato da tutte le tue pietre e non ce l'ho fatta.…
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(autore: Paulo Coelho)

SIATE SEMPRE SELVAGGIAMENTE SINCERI

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Se il demonio muto — di cui ci parla il Vangelo — si insinua nell'anima, manda tutto in rovina. Invece, se lo si scaccia immediatamente, tutto riesce bene, si va avanti felici, tutto funziona. — Proposito fermo: “sincerità selvaggia” nella direzione spirituale, unita a una delicata educazione... e che tale sincerità sia immediata. (Forgia, 127)

Torno a dire che tutti abbiamo miserie. Ma le nostre miserie non devono mai allontanarci dall'Amore di Dio, anzi, ci faranno trovare rifugio nell'Amore, ci introdurranno in seno alla bontà divina, come i guerrieri antichi si introducevano nella loro armatura. Quel grido: Ecce ego, quia vocasti me [1 Sam 3, 6 e 8] — mi hai chiamato, eccomi! —, è la nostra difesa. Non dobbiamo allontanarci da Dio quando scopriamo le nostre fragilità; possiamo combattere le nostre miserie, proprio perché Dio confida in noi.

Come potremo superare tali meschinità? Torno ad insistere perché il punto è di capitale importanza: con l'umiltà e la sincerità nella direzione spirituale e nel sacramento della Penitenza. Andate con cuore aperto da chi ha il compito di orientare la vostra anima; non chiudetelo, perché se vi entra il demonio muto, poi è difficile scacciarlo.

Perdonate la mia insistenza, ma ritengo imprescindibile che si incida a fuoco nella vostra intelligenza che l'umiltà e — sua conseguenza immediata — la sincerità uniscono fra loro tutti gli altri mezzi e sono fondamento di efficacia per la vittoria. Se il demonio muto entra in un'anima, manda tutto in rovina; invece, se lo si getta fuori immediatamente, tutto riesce bene, la vita procede rettamente. Cerchiamo allora di essere sempre 'brutalmente' sinceri, senza essere imprudenti o maleducati.

Voglio che sia chiara una cosa: il cuore e la carne non mi preoccupano tanto quanto mi preoccupa la superbia. Siate umili. Quando pensate che la ragione sia tutta dalla vostra parte, significa che non ne avete nemmeno un briciolo. Andate alla direzione spirituale con l'anima aperta; non chiudetela, perché — ripeto — vi entrerebbe il demonio muto, che è difficile poi da sloggiare.

Ricordatevi di quel povero indemoniato che i discepoli non riuscirono a liberare. Solo il Signore ottenne la sua liberazione, con orazione e digiuno. In quell'occasione il Maestro operò tre miracoli: il primo, ridare l'udito, perché quando siamo dominati dal demonio muto l'anima rifiuta di ascoltare; il secondo, ridare la parola; e il terzo, cacciare il demonio. (Amici di Dio, 187-188)

20 marzo 2010

" CHI DI VOI E' SENZA PECCATO, GETTI PER PRIMO LA PIETRA CONTRO DI LEI "

"Allora Gesù Si alzò e le disse:
'Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?'.
Ed ella rispose: 'Nessuno, Signore'.
E Gesù disse:
'Neanch’Io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più' ."
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(Gv 8, 7.10-11)

AMIAMO LA DIREZIONE SPIRITUALE!

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Apristi sinceramente il cuore al tuo Direttore, parlando alla presenza di Dio..., e fu meraviglioso comprovare come da te stesso trovavi risposta adeguata ai tuoi tentativi di evasione. Amiamo la direzione spirituale! (Solco, 152)

Conoscete a menadito gli obblighi del vostro cammino di cristiani, che vi condurranno senza sosta e con calma alla santità; siete anche premuniti contro le difficoltà, contro tutte le difficoltà, che si intuiscono fin dai primi passi della strada. Adesso insisto sull'esigenza di farvi aiutare, guidare, da un direttore di coscienza al quale confidare tutte le vostre sante aspirazioni e i problemi quotidiani che riguardano la vostra vita interiore, le sconfitte che potete incontrare e le vittorie.

Nella direzione spirituale siate sempre molto sinceri: non permettetevi di tacere qualcosa, aprite completamente la vostra anima, senza paura e senza vergogna. Guardate che, in caso contrario, questo cammino tanto agevole e accessibile si aggroviglia, e ciò che all'inizio non era niente, finisce per diventare un nodo soffocante.
Quando uno cade non si tratta mai di una disgrazia improvvisa. I casi sono due: o una formazione difettosa fin dalle origini lo ha messo per una via sbagliata, oppure una prolungata negligenza ha indebolito a poco a poco la sua virtù e fatto crescere i vizi: quella dolorosa caduta è l'effetto di uno di questi stati... Una casa non crolla mai all'improvviso. Sarà un difetto del fondamento, tanto antico quanto la costruzione, sarà la trascuratezza degli abitanti che ha lasciato penetrare l'acqua a goccia a goccia finché questa ha fatto marcire le travi del tetto e poi, col progredire del tempo, ha formato aperture più grandi e incrinature più pericolose [Cassiano, Collationes, 6, 17].

Ricordate la storiella dello zingaro che andò a confessarsi? È solo una storiella, una barzelletta, perché delle confessioni vere non si parla mai, e poi anche perché ho molta stima per gli zingari. Poveretto! Era veramente pentito: Signor curato, mi accuso di aver rubato una cavezza... — niente di grave, vero? —; dietro c'era attaccato un mulo...; e dietro un'altra cavezza, e un altro mulo... E così via, fino a venti.
Figli miei, la stessa cosa può accadere anche a noi: ci concediamo la cavezza, e dietro viene il resto, una carovana di cattive inclinazioni, di miserie che immeschiniscono e fanno arrossire; e la stessa cosa avviene nei rapporti con gli altri: si comincia con un piccolo sgarbo, e si finisce per voltare le spalle al prossimo, nella più gelida indifferenza. (Amici di Dio, 15)

19 marzo 2010

CUORE A CUORE...



In un cuore, io; nell'altro Tu, Signore:

INSIEME, PER SEMPRE!

SAPER PERDONARE



"Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."

Mendicava da 25 anni davanti alla grande cattedrale di Notre Dame di Parigi. I soldi che raccoglieva li distribuiva a quelli più poveri di lui. Era diventato amico di tutti, soprattutto di un prete, che officiava proprio lì; ma aveva sempre il viso triste: doveva forse portare un grande peso nel cuore.

Un giorno non lo si vide più. Il prete amico, che ben conosceva la sofferenza - era rimasto senza famiglia a 10 anni: i suoi genitori e familiari erano stati tutti trucidati durante la rivoluzione francese, traditi da un domestico -, dopo lunghe ricerche lo ritrovò morente in una stamberga.

Fu allora che il povero mendicante supplicò:

- Padre, ho un cruccio enorme nel cuore, non ne posso più!

Il sacerdote allora amorevolmente lo incoraggiò a parlare. E il moribondo confessò:

- Tanti anni fa ero al servizio di un'ottima famiglia. Il padrone, sua moglie, la figlia e soprattutto il figlio ancor fanciullo mi volevano molto bene. Si era durante la sanguinosa rivoluzione. Io, attratto dalla brama di venire in possesso di tutti i beni di quella famiglia, la denunciai e feci trucidare tutti; solo il figlio di dieci anni riuscì a sfuggire. Con l'ingiusta eredità divenni ricco, mi diedi a tutti i piaceri; ma non riuscii a dimenticare l'enorme delitto...La Madonna, da me a lungo pregata, finalmente quest'oggi mi ha dato il coraggio di confessarmi.

Mentre il povero penitente così parlava tra le lacrime, a poco a poco ritornava alla mente del sacerdote confessore la storia della sua famiglia. Alla fine fu colpìto al cuore, fissando il penitente e riconoscendolo, da una lucida conclusione: "quell'uomo era l'assassino dei suoi cari e il delapidatore dei beni della sua famiglia!".

Scoppiò allora una furiosa battaglia nel suo cuore tra il perdono e il desiderio di giustizia.

Dopo alcuni istanti d'una tremenda lotta che gli rigò il viso di lacrime, alzò la mano sacerdotale e disse:

- In nome di Dio e mio: io ti assolvo...

E il povero mendicante morì in pace.

FREQUENTATE GIUSEPPE E INCONTRERETE GESU'

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Ama molto San Giuseppe, amalo con tutta l'anima, perché è la persona, assieme a Gesù, che ha amato di più la Madonna e che più è stato in rapporto con Dio: colui che più lo ha amato, dopo nostra Madre. — Merita il tuo affetto, e ti conviene frequentarlo, perché è Maestro di vita interiore, ed è molto potente presso il Signore e presso la Madre di Dio. (Forgia, 554)

Giuseppe è stato, nell'ordine naturale, maestro di Gesù: ha avuto con Lui rapporti quotidiani delicati e affettuosi, e se n'è preso cura con lieta abnegazione. Tutto ciò non è forse un buon motivo per considerare questo uomo giusto, questo santo Patriarca, in cui culmina la fede dell'Antica Alleanza, come Maestro di vita interiore? La vita interiore non è altro che il rapporto assiduo e intimo con Cristo, allo scopo di identificarci con Lui. E Giuseppe saprà dirci molte cose di Gesù. Pertanto, non tralasciate mai di frequentarlo: andate da Giuseppe, raccomanda la tradizione cristiana con una frase dell'Antico Testamento.

Maestro di vita interiore, lavoratore impegnato nel dovere quotidiano, servitore fedele di Dio in continuo rapporto con Gesù: questo è Giuseppe. Andate da Giuseppe. Da Giuseppe il cristiano impara che cosa significa essere di Dio ed essere pienamente inserito tra gli uomini, santificando il mondo. Frequentate Giuseppe e incontrerete Gesù. Frequentate Giuseppe e incontrerete Maria, che riempì sempre di pace la bottega di Nazaret.

La Chiesa intera riconosce in San Giuseppe il suo protettore e patrono. Nel corso dei secoli si è parlato di lui, sottolineando i vari aspetti della sua vita, che lo mostrano costantemente fedele alla missione ricevuta da Dio. È per questo che, da molti anni, mi piace invocarlo con un titolo che mi sta a cuore: Padre e signore nostro.

San Giuseppe è realmente un padre e signore che protegge e accompagna nel cammino terreno coloro che lo venerano, come protesse e accompagnò Gesù che cresceva e diveniva adulto. (E’ Gesù che passa, 56)

18 marzo 2010

SAN GIUSEPPE: IL CUSTODE DELLA SACRA FAMIGLIA

Nessun santo può avere tanti meriti per ottenere da Gesù grazie, come San Giuseppe. Nessuno potrà mai dire a Gesù:
"Io Ti diedi da mangiare col mio sudore, Ti procurai il vestito, io Ti diedi da bere".
Nessun santo potrà mai dire a Gesù come Giuseppe:
"Io Ti ho educato, ancora bambino, Ti portai con queste mie braccia, Ti nascosi in Egitto e là Ti liberai dalla morte spietata a cui Erode tentava di condannarTi. Io in una parola fui il Tuo custode, il Tuo padre davidico".
Come Gesù non può negare i favori che ha ricevuto da San Giuseppe, così non sa negargli niente di ciò che lui Gli chiede.
Se poi Giuseppe chiede qualche grazia a Dio per mezzo di Maria, che cosa potrà mai negare Maria di ciò che Le chiede il Suo sposo, e Gesù di ciò che Gli chiede Sua Madre?
Ecco la misteriosa scala attraverso cui salgono a Dio le nostre preghiere e discendono esaudite, del resto non potrebbe essere altrimenti, viste le parole di santa Teresa d'Avila:
"Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa: chi non crede, ne faccia la prova affinchè si persuada".

IL CUSTODE DEL REDENTORE - 4° PARTE

"Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinchè si persuada", sosteneva Santa Teresa d'Avila.
"Io presi per mio avvocato e patrono il glorioso San Giuseppe e mi raccomandai a Lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo ed in molte altre più gravi, in cui era in gioco il mio onore e la salute dell'anima. Ho visto che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare..." (cfr. cap. VI dell'Autobiografia). Difficile dubitarne, se pensiamo che fra tutti i santi l'umile falegname di Nazareth è quello più vicino a Gesù e a Maria: lo fu sulla terra, a maggior ragione lo è in Cielo. Perchè di Gesù è stato il padre, sia pure adottivo, di Maria è stato lo sposo.
Sono davvero senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a San Giuseppe. Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come patrono dei lavoratori nonchè dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessità, sovviene a tutte le richieste.
Giovanni Paolo II ha confessato di pregarlo ogni giorno. Additandolo alla devozione del popolo cristiano, in suo onore nel 1989 scrisse l'Esortazione apostolica Redemptoris Custos, aggiungendo il proprio nome a una lunga lista di devoti suoi predecessori: il beato Pio IX, san Pio X, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI.

PREGHIERA DI SAN FRANCESCO A MARIA

Ave, Signora Santa Regina,
Santa Madre di Dio, Maria
che sei Vergine fatta Chiesa
ed eletta dal Santissimo Padre Celeste,
che Ti ha consacrata insieme
col Santissimo Suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paràclito;
Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ave, Suo Palazzo,
ave, Suo Tabernacolo,
ave, Sua Casa.
Ave, Suo Vestimento,
ave, Sua Ancella,
ave, Sua Madre.

A DIO PIACE LA SINCERITA'

" Dio, che è Fedele e Giusto,
ci perdonerà i peccati... "
(1 Gv 1,9)
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Il rabbino Elimelec si prefigurava così il Giudizio:

- Mi domanderanno se sono stato giusto. Risponderò di no. Poi vorranno sapere se sono stato caritatevole. Dirò di no. Ho dedicato la mia vita allo studio? No! Alla preghiera? Neppure.

Allora il Giudice Supremo dirà sorridendo:

- Ma tu dici sempre la verità! E grazie alla tua sincerità avrai parte al Mio Regno.

AVE, VERO CORPO

Ave, vero Corpo
nato da Maria Vergine:
immolato sulla Croce per le nostre anime.
Dal costato perforato
acqua e sangue sgorgano.
Tu sei il cibo pregustato
nell'istante ultimo.
O Gesù dolce! O Gesù, Figlio di Maria.
Amen.

DIO E' AUDACIA

Non siate anime dalla visione angusta, uomini o donne minorenni, miopi, incapaci di abbracciare il nostro orizzonte soprannaturale cristiano di figli di Dio. Dio è audacia! (Solco, 96)

Potete esserne sicuri: nel corso degli anni si presenteranno — magari prima di quanto si pensi — situazioni particolarmente dure, che richiederanno molto spirito di sacrificio e un più generoso distacco da sè stessi. Coltiva pertanto la virtù della speranza e, audacemente, fa' tuo il grido dell'apostolo: Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi [Rm 8, 18]; medita con sicurezza e pace: che cosa sarà l'Amore infinito di Dio, riversato su questa povera creatura?

È ormai il momento, in mezzo alle tue occupazioni abituali, di esercitare la fede, di risvegliare la speranza, di ravvivare l'amore; vale a dire, di rendere attive le tre virtù teologali, che ci spingono a sradicare subito, senza infingimenti, senza false coperture, senza giri di parole, gli equivoci nella nostra condotta professionale e nella nostra vita interiore. (Amici di Dio, 71)

17 marzo 2010

SAPENDOMI PESCATORE DI UOMINI...NON PESCO?

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Il Signore vuole da te un apostolato concreto, come quello della pesca di quei centocinquantatré grossi pesci e non altri, presi alla destra della barca. E mi domandi: come mai, pur sapendomi pescatore di uomini, vivendo a contatto con molti compagni, e pur potendo capire verso chi deve essere diretto il mio apostolato specifico, non pesco?... Mi manca Amore? Mi manca vita interiore? Ascolta la risposta dalle labbra di Pietro, nell'altra pesca miracolosa: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla; tuttavia, sulla Tua Parola, getterò la rete". In Nome di Cristo, ricomincia di nuovo. Rinvigorito: via quella fiacchezza! (Solco 377)

L'apostolato, ansia che consuma interiormente il cristiano della strada, non è qualcosa di diverso dal compito di ogni giorno: si confonde col lavoro quotidiano, quando esso è trasformato in occasione di incontro personale con Cristo. In questo lavoro, impegnandoci gomito a gomito negli stessi problemi dei nostri compagni, dei nostri amici, dei nostri parenti, potremo aiutarli a raggiungere Cristo, che ci attende presso la riva del lago. Come Pietro prima di essere apostolo, pescatore; dopo essere stato eletto apostolo, pescatore. Prima e dopo la stessa professione.

Passa accanto agli apostoli, accanto ad anime che si sono date a Lui: ed essi non se ne rendono conto. Quante volte c'è Cristo, e non accanto a noi, ma in noi; eppure viviamo una vita tanto umana! Cristo è vicino, ma i Suoi figli non Gli rivolgono uno sguardo d'affetto, né una parola d'amore, né Gli dedicano un'opera di zelo.

Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontano da terra se non un centinaio di metri [Gv 21, 8]. Subito mettono la pesca ai piedi del Signore, perché è Sua. Così noi impariamo che le anime sono di Dio, che nessuno su questa terra può attribuirsene la proprietà, e che l'apostolato della Chiesa — che è annuncio e realtà di salvezza — non si fonda sul prestigio di qualcuno, ma sulla grazia divina. (Amici di Dio, 264-267)

E' NECESSARIO CHE TU SIA "UOMO DI DIO"

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È necessario che tu sia “uomo di Dio”, uomo di vita interiore, uomo di preghiera e di sacrificio. —Il tuo apostolato dev'essere un traboccare della tua vita “al di dentro”. (Cammino, 961)

Vita interiore. Santità nelle occupazioni abituali, santità nelle cose piccole, santità nel lavoro professionale, nei doveri quotidiani...; santità, per santificare gli altri. Un mio conoscente — non ho ancora finito di conoscerlo! — una volta ha sognato di volare a grande altezza con un aereo, ma non all'interno, nella carlinga; si trovava sulle ali. Poveretto! Che sofferenza e che angoscia! Forse il Signore voleva fargli capire che quello è il modo — pieno di imprevisti, di rischiosi scossoni — in cui vanno per le altezze divine le anime con ambizioni apostoliche, ma che mancano di vita interiore o la trascurano: in continuo pericolo di precipitare, soffrendo, insicuri.

E penso, effettivamente, che rischiano seriamente di smarrire la via coloro che si lanciano nell'azione — nell'attivismo — prescindendo dall'orazione, dallo spirito di sacrificio e dai mezzi indispensabili per ottenere una solida vita di pietà: la frequenza ai Sacramenti, la meditazione, l'esame di coscienza, la lettura spirituale, un assiduo rapporto con la Vergine e con gli Angeli custodi... Tutte queste cose, d'altronde, contribuiscono con insostituibile efficacia a rendere piacevole la giornata del cristiano, perché dalla sua ricchezza interiore stillano dolcezza e felicità divine, come il miele dal favo.

Nell'intimità personale e nel comportamento esterno, nel rapporto con gli altri, nel lavoro, tutti devono riuscire a mantenersi continuamente alla presenza di Dio, in un colloquio — un dialogo — che non si manifesta esternamente. O meglio, che normalmente non si esprime con suono di parole, ma si deve notare dall'impegno e dall'affettuosa diligenza che mettiamo nel portare bene a termine i nostri compiti, importanti o minuti che siano. (Amici di Dio 18-19)