" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

31 luglio 2009

IL RISORTO E' LA NOSTRA FORZA

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“EGLI TI DARA' LA SUA FORZA”
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Nei momenti di spossatezza, o di tedio, rivolgiti fiduciosamente al Signore, dicendogli, come quel nostro amico: “Gesù: vedi Tu che cosa ci puoi fare...: io sono già stanco prima di cominciare la lotta”. — Egli ti darà la sua forza. (Forgia, 244)
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Vuoi sapere qual è il fondamento della nostra fedeltà?
Ti direi, a grandi linee, che si basa sull'Amore di Dio, che fa vincere tutti gli ostacoli: l'egoismo, la superbia, la stanchezza, l'impazienza...
Un uomo che ama, calpesta sé stesso; sa che, pur amando con tutta l'anima, non sa ancora amare abbastanza. (Forgia, 532)
E Gesù, che ha acceso i nostri desideri, ci viene incontro e ci dice:
"Chi ha sete, venga a Me e beva".
Ci offre il Suo Cuore, perché sia il nostro riposo e la nostra fortezza.
Quando ci decideremo ad accettare la Sua chiamata, sperimenteremo che le Sue Parole sono vere: la nostra fame e la nostra sete aumenteranno fino a desiderare che Dio stabilisca nel nostro cuore il luogo del Suo riposo, e che non allontani mai più da noi il Suo calore e la Sua luce. (E' Gesù che passa, 170)

IL PERDONO DI ASSISI

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Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che va sotto il nome di "Perdono d'Assisi", e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini.
Milioni e milioni di anime hanno varcato questa "porta di vita eterna" e si sono prostrate qui per ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui festa si celebra il 2 Agosto ("Festa del Perdono").
L'aspetto religioso più importante del "Perdono d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla Confessione e alla Comunione Eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall'impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara, stato di vita iniziato da entrambi alla Porziuncola.
L'evento del Perdono della Porziuncola resta una manifestazione della Misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d'Assisi.
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COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO
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Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla Sua destra la Sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli.
Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
La risposta di Francesco fu immediata:
"Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".
"Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al Mio vicario in terra, da parte Mia, questa indulgenza".
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta.
Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione.
Poi disse:
"Per quanti anni vuoi questa indulgenza?".
Francesco scattando rispose:
"Padre Santo, non domando anni, ma anime".
E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò:
"Come, non vuoi nessun documento?".
E Francesco:
"Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è Opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'Opera Sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".
E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime:
"Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".
(Da "Il Diploma di Teobaldo", FF 3391-3397)
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CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
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(per sè o per i defunti)
Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l'anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso dell'Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere dal mezzogiorno del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale.
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Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie e cioè:
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- Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
- Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;
- Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare alcune preghiere.
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In particolare:
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-Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
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Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
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UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

" VOLONTA', ENERGIA, ESEMPIO"

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Volontà. —Energia. —Esempio. —Ciò che si deve fare, si fa... Senza tentennare... Senza riguardi. Altrimenti, né Cisneros sarebbe stato Cisneros; né Teresa de Ahumada, Santa Teresa...; né Iñigo de Loyola, Sant'Ignazio... Dio e audacia! —“Regnare Christum volumus!”. (Cammino, 11)
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"Miles" soldato, chiama l'Apostolo il cristiano.
Ebbene, in questa benedetta e cristiana guerra di amore e di pace per la felicità di tutte le anime, vi sono, nelle schiere di Dio, soldati stanchi, affamati, esausti per le ferite..., ma contenti: portano nel cuore le luci sicure della vittoria. (Solco, 75)
Non sai se quel che si è impadronito di te è esaurimento fisico oppure una specie di stanchezza interiore, o tutte e due le cose insieme...: lotti senza lotta, senza l'anelito di un autentico e concreto miglioramento, per appiccare la gioia e l'amore di Cristo alle anime.
Voglio ricordarti le chiare parole dello Spirito Santo: sarà incoronato soltanto chi avrà combattuto legitime veramente, nonostante tutto.(Solco, 163)

IL REGNO DI DIO E' ACCANTO A TE

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"IL REGNO DI DIO E' GIUNTO AL VOSTRO CUORE”
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Perché non provi a trasformare in servizio di Dio la tua vita tutta: il lavoro e il riposo, il pianto e il sorriso? — Lo puoi..., e lo devi! (Forgia, 679)
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Attento a non cadere in quella malattia del carattere che ha per sintomi la mancanza di stabilità in tutto, la leggerezza nell'operare e nel dire, la superficialità...: in una parola, la frivolezza.
E la frivolezza —non dimenticarlo—, che rende i tuoi programmi quotidiani così vuoti (così “pieni di vuoto”), farà della tua vita, se non reagisci in tempo —non domani: adesso!— un fantoccio, morto e inutile. (Cammino, 17)
Per seguire le orme di Cristo, l'apostolo di oggi non viene a riformare nulla, né tanto meno a disinteressarsi della realtà storica che lo circonda...
Gli basta agire come i primi cristiani, vivificando l'ambiente in cui si trova. (Solco, 302)
Come Cristo passò facendo il bene lungo le vie della Palestina, così anche voi, negli itinerari umani della famiglia, della società civile, delle relazioni professionali quotidiane, della cultura e del riposo, dovete compiere una grande semina di pace.
Sarà questa la prova migliore che il Regno di Dio è giunto al vostro cuore: noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita — scrive l'apostolo Giovanni — perché amiamo i nostri fratelli. (E' Gesù che passa, 166)

28 luglio 2009

IL MIO TEMPO APPARTIENE A TE, O SIGNORE!

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"Oh! Come rimpiangeremo,
in punto di morte,
tutto il tempo
che avremo dedicato ai piaceri,
alle conversazioni inutili,
al riposo anziché
dedicarlo alla mortificazione,
alla preghiera,
alle buone opere,
a pensare alla nostra miseria,
a piangere sui nostri peccati!"
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(S. Giovanni Maria Vianney)

AMA E FA' QUEL CHE VUOI...

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Le opere dell’amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace che giunge a te e a loro.
Dove c’è pace c’è Dio;
è così che Dio riversa pace e gioia nei nostri cuori.
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(Madre Teresa di Calcutta)

IL PENSIERO DEL GIORNO 28 LUGLIO 2009

"Dio, è il Custode della nostra libertà, dell'amore della verità. Questo Occhio che ci vede non è un occhio cattivo che ci sorveglia, ma è la presenza di un Amore che non ci abbandona mai e ci dona la certezza che il bene è essere, il bene è vivere: è l'Occhio dell'amore che ci dà l'aria per vivere".
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(Benedetto XVI - Aosta, Omelia 24 luglio 2009)
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Clicca per ascoltare la versione audio dell'ultimo Messaggio da Medjugorje

LAVORARE PREGANDO

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“NON E' DIFFICILE TRASFORMARE IL LAVORO IN ORAZIONE”
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Lavoriamo, e lavoriamo molto e bene, senza dimenticare che la nostra arma migliore è l'orazione. Pertanto, non mi stanco di ripetere che dobbiamo essere anime contemplative in mezzo al mondo, che cercano di trasformare il loro lavoro in orazione. (Solco, 497)
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Siate convinti che non è difficile trasformare il lavoro in un dialogo di preghiera. Non appena lo si è offerto e si è messo mano all'opera, Dio è già in ascolto, già infonde coraggio.
Abbiamo raggiunto lo stile delle anime contemplative, in mezzo al lavoro quotidiano!
Perché ci pervade la certezza che Egli ci vede, mentre ci richiede continui superamenti: quel piccolo sacrificio, quel sorriso ad un importuno, il cominciare dall'occupazione meno piacevole ma più urgente, la cura dei dettagli di ordine, la perseveranza nel compimento del dovere quando sarebbe così facile interromperlo, il non rimandare a domani ciò che dobbiamo concludere oggi..., tutto per far piacere a Lui, a Dio nostro Padre!
E magari, sul tavolo di lavoro o in un posto opportuno, che non richiama l'attenzione ma che a te serve da svegliarino dello spirito contemplativo, collochi il crocifisso, che per la tua anima e per la tua mente è il manuale da cui apprendi le lezioni di servizio.
Se ti decidi — senza singolarità, senza abbandonare il mondo, nel bel mezzo delle tue occupazioni abituali — ad avviarti per questi cammini contemplativi, ti sentirai immediatamente amico del Maestro, con il divino incarico di aprire i sentieri divini della terra a tutta l'umanità.
Sì: con il tuo concreto lavoro contribuirai ad estendere il Regno di Cristo in tutti i continenti.
Una dopo l'altra si succederanno le ore di lavoro offerte per le nazioni lontane che si aprono alla fede, per i popoli orientali ai quali è barbaramente impedito di professare liberamente la religione, per i paesi di antica tradizione cristiana in cui sembra che la luce del Vangelo si sia offuscata e che le anime si dibattano nelle tenebre dell'ignoranza... in questo modo, che grande valore assume un'ora di lavoro, perseverare con impegno costante ancora per un po', qualche minuto ancora, per terminare tutto bene!
Stai trasformando, in modo semplice e pratico, la contemplazione in apostolato, come un'imperiosa necessità del cuore che batte all'unisono con il dolcissimo e misericordioso Cuore di Gesù, Signore nostro. (Amici di Dio, 67)

27 luglio 2009

NOVENA MONDIALE SECONDO LE INTENZIONI DELLA SANTA VERGINE


“La prima povertà dei popoli è quella di non conoscere Cristo”, diceva Madre Teresa di Calcutta.
“Gli uomini sono affamati di Dio. Gli uomini sono assetati di amore. Siamo coscienti di questo? Conosciamo questo fatto? Lo vediamo? Abbiamo gli occhi per vedere questo… Dobbiamo aprire i nostri occhi per vedere…”
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La ricerca del senso e dei valori è per i cristiani un’opportunità storica, affinchè proclamino il Cristo, che è la Via, la Verità e la Vita.
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La parola “crisi” è senza dubbio una parola che ritorna molto spesso da qualche mese nei media. La preoccupazione è reale ed è giustificata, poiché alcuni di noi sono stati colpiti pienamente. Questo “bombardamento” tuttavia rischia di allontanare ogni capacità di speranza.
Così come ha sottolineato il Papa Benedetto XVI più volte, la crisi che stiamo attraversando non è solo una crisi economica o finanziaria.
È principalmente la crisi di una società che sta cercando il modello del guadagno facile, e soprattutto rapido, qualche volta a detrimento della giustizia, della solidarietà o anche dei valori morali fondamentali.
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L’attenzione per coloro che soffrono, la lotta contro l’ingiustizia, contro la povertà, la fame, la malattia, contro le disuguaglianze, contro l’uso della violenza, sono sempre state al centro dell’attenzione della Chiesa in tutto il mondo.
Cristo è venuto ad annunciare ad ognuno di noi che è amato da Dio. Per rafforzare la Sua testimonianza ha guarito una moltitudine di malati.
La Chiesa continua la missione di Cristo al servizio di tutti quelli che soffrono. Come potrebbe essere indifferente rispetto ogni persona che soffre, quando sa che, infatti, è Cristo che soffre in ogni persona?
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In questo periodo segnato dalla crisi economica e finanziaria, il messaggio di Benedetto XVI di quest’anno per la Quaresima è stato un bel messaggio di speranza per l’umanità:
“Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Dio di soddisfare una fame più profonda che sperimentiamo nel profondo della nostra anima: la fame e la sete di Dio”, scriveva Benedetto XVI.
“Nello stesso tempo, il digiuno ci aiuta a comprendere la situazione in cui vivono tanti dei nostri fratelli”, a continuato il Papa.
Il Santo Padre ha detto che scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri “mostriamo concretamente che il nostro simile, che si trova nel bisogno, non è per noi un estraneo”.
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Il mondo attende delle risposte schematiche alle domande alle quali la Chiesa dà delle risposte dettagliate, e la maggior parte non trova il tempo per comprenderle.
I messaggi che riceviamo a Medjugorje dalla Santa Vergine sono proprio le risposte che la Chiesa ha dato da sempre. Questi possono cambiare vite ed illuminare le coscienze per poter far fronte alle provocazioni odierne.
Il problema è molto importante. Abbiamo il diritto di lasciar credere al mondo che Dio è indifferente alle sofferenze dell’umanità?
A Medjugorje la Santa Vergine non parla con superficialità: noi, i cristiani, possiamo cambiare il mondo; abbiamo un messaggio straordinario di speranza e siamo i portatori di questo messaggio.
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Oggi, Radio Maria vi propone un modo semplice di partecipare alla missione molto importante della Chiesa, e di far conoscere l’Amore di Dio nel mondo.
La nostra Radio è solo un messaggero. Rispetto ai bisogni che sono nel mondo, Radio Maria è solo una goccia d’acqua nell' oceano e non può realizzare questa missione senza di voi.
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Con il desiderio di offrire qualcosa di speciale alla Santa Vergine, vogliamo organizzare una Novena a scala Mondiale, Novena che vogliamo offrire insieme secondo le intenzioni della Santa Vergine per aiutarLa, affinché i Suoi piani per il mondo volgano a compimento, e per sostenerLa di seguito nella Sua missione al servizio della Chiesa di Cristo.
La Novena inizierà il 27 Luglio e finirà il 4 Agosto.
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Cosa potremmo offrire alla Santa Vergine Maria?
Radio Maria si propone di fare questa cosa, con il desiderio di riunire per questa Novena un maggior numero possibile di gente del mondo intero.
In questo modo, formeremo insieme una meravigliosa immagine della Chiesa Universale.
Nello stesso tempo, sostenendo la Santa Vergine nelle Sue intenzioni, non facciamo altro che sostenere milioni di uomini di tutto il mondo, che attraverso di noi, di tutti coloro che parteciperanno a questa Novena, riceveranno ogni giorno nel loro cuore il messaggio di speranza della Santa Vergine, Madre di Cristo e Madre della Chiesa.
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Attraverso questa Novena Mondiale, che unirà tutti noi nella fede, speranza e amore, potremmo far discendere sull'umanità, mediante la Misericordia di Dio, un enorme bene.
La partecipazione e il nostro aiuto permetterà forse, ad una famiglia che ha perso tutto, ad un missionario che si sente solo ed abbandonato, ad un giovane che cerca il senso della propria vita… e a quanti altri… di ritrovare la speranza.
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Crediamo che questa nostra concorde unione nella preghiera ci porterà ad una nuova esperienza dell’Amore di Dio effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato e che è sempre un inizio, un passaggio verso un altro livello di vita.
Così come, attraverso la preghiera si possono fermare le guerre, anche le guerre del dubbio e dell’incredulità, e si possono cambiare le leggi naturali, noi sinceramente speriamo che questa nostra preghiera comunitaria, unita al Cuore di Maria e per la vittoria del Suo Cuore Immacolato faccia in modo che il cambiamento dei nostri cuori e della nostra vita siano per Lei il dono più caro.
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COME PREGARE QUESTA NOVENA?
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La Novena inizierà il 27 Luglio e finirà il 4 Agosto.
Consiste in:
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1.– Preghiera:
ogni giorno si reciterà:
- il Rosario della Divina Misericordia (alle ore 15)
- il Rosario del giorno
- e la preghiera giornaliera della Novena dedicata alla Santa Vergine (ognuno può scegliere liberamente una Novena in onore della Santa Vergine, per esempio, la Novena dedicata alla Santa Vergine di Fatima, o quella dedicata alla Santa Vergine di Lourdes, o di Medjugorje oppure ogni altra Novena rivolta alla Santa Vergine che si trova nei libri di preghiera);
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2.– Digiuno:
durante la Novena si farà digiuno (eccetto le persone malate) con pane e acqua, mercoledì e venerdì. Ognuno può decidere liberamente come vivere questo digiuno, in funzione della sua salute e del suo cuore.
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3.– Eucarestia:
ogni giorno, o almeno una volta durante la Novena si parteciperà alla Santa Messa (con la Confessione e la Comunione).
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4.– Bibbia:
ogni giorno si leggerà alcuni versetti della Bibbia.
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Ave Maria!

IL PENSIERO DEL GIORNO 27 LUGLIO 2009

"Il compito educativo dei nonni è sempre molto importante, e ancora di più lo diventa quando, per diverse ragioni, i genitori non sono in grado di assicurare un'adeguata presenza accanto ai figli, nell'età della crescita.
Affido alla protezione di Sant'Anna e San Gioacchino tutti i nonni del mondo, indirizzando ad essi una speciale benedizione".
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(Benedetto XVI - Angelus 26 luglio 2009)
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Clicca per ascoltare la versione audio dell'ultimo Messaggio da Medjugorje
http://www.reginamundi.info/medjugorje/ultimo.asp

L'UOMO NOBILITA IL LAVORO

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“IL LAVORO E' LA PRIMA VOCAZIONE DELL'UOMO”
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Il lavoro è la prima vocazione dell'uomo, è una benedizione di Dio, e si sbagliano, purtroppo, quelli che lo considerano un castigo. (Solco, 482)
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Non appena fu creato, l'uomo dovette lavorare.
Non sto inventando: basta aprire le prime pagine della Bibbia per leggere che — ancor prima che il peccato entrasse nell'umanità e, come conseguenza della trasgressione, comparissero la morte, le pene e le miserie [Cfr Rm 5, 12] — Dio formò Adamo col fango della terra, e creò per lui e per la sua discendenza questo mondo così bello, ut operaretur et custodiret illum [Gn 2, 15], perché lo lavorasse e lo custodisse.
Dobbiamo convincerci, pertanto, che il lavoro è una realtà meravigliosa che ci viene imposta come una legge inesorabile alla quale tutti, in un modo o nell'altro, siamo sottomessi, anche se qualcuno tenta di sottrarsi.
Sappiatelo bene: quest'obbligo non è sorto come conseguenza del peccato originale, e tanto meno è una scoperta moderna.
Si tratta di un mezzo necessario che Dio ci affida sulla terra, dando ampiezza ai nostri giorni e facendoci partecipi del Suo potere creatore, affinché possiamo guadagnare il nostro sostentamento e, nello stesso tempo, raccogliere frutti per la vita eterna [Gv 4, 36]: l'uomo nasce per lavorare, come gli uccelli per volare [Gb 5, 7].
Potreste farmi osservare che sono passati molti secoli, e che ben pochi la pensano così; che la maggioranza, semmai, si affanna per motivi ben diversi: gli uni, per il denaro; altri, per mantenere la famiglia; altri ancora, per raggiungere una certa posizione sociale, per sviluppare le proprie capacità, per soddisfare passioni disordinate, per contribuire al progresso sociale.
In generale, la gente affronta le proprio occupazioni come una necessità da cui non può sfuggire.
Di fronte a questa visione piatta, egoista, gregaria, tu e io dobbiamo ricordarci e ricordare agli altri che siamo figli di Dio, ai quali, come ai personaggi della parabola evangelica, nostro Padre ha rivolto l'invito: Figlio, va' a lavorare nella vigna [Mt 21, 28].
Vi assicuro che, se ci impegniamo tutti i giorni a considerare i nostri doveri personali come una richiesta divina, impareremo a portare a termine il compito con la maggior perfezione umana e soprannaturale di cui siamo capaci.
Forse qualche volta ci ribelleremo — come il figlio maggiore che rispose: Non voglio [Mt 21, 29] —, ma poi, pentiti, sapremo reagire, e ci dedicheremo con rinnovato impegno al compimento del dovere. (Amici di Dio, n. 57)

L'ASCESI CRISTIANA a cura di Luciano Pugliese

L'ASCESI CRISTIANA .
Carissimi,
ho cercato di preparare un schema sull' ascesi cristiana ... non è una cosa da poco parlare di ascesi, cioè rinovarsi nel nostro essere cristiano, nel vivere nel quotidiano nutrendoci della bellezza della Croce.
... Lo schema che segue vuole indicare in maniera generale cosa vuol dire ascesi cristiana...
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Ascesi cristiana:
- Rigenerazione del proprio essere quotidiano.
- Educata mortificazione.
- Comunione con Cristo.
- Niente vittimismo.
- Penitenza non è fine a sé.
- È un crescere nell'amore di Cristo.
- La sorgente è il Mistero di Cristo.
- Sobrietà e libertà delle schiavitù.
- Educare con carità e servizio.
- Discernimento deciso e concreto.
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Per i Padri del deserto ascesi significa:
UN'AMORE CHE LIBERA E TRASFIGURA.
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L'ascesi è liberazione, è speranza, scavalcamento di ogni muro di egoismo per i vari spazi della libertà.
Questi Padri che vivono di nulla, acquistano sul mondo un dominio invicibile, a sovrana noncuranza di ogni bene e liberi da ogni forma di schiavitù che li rende signori di tutto, felici di dimorare nel Cuore di Dio.

UN INCONTRO MERAVIGLIOSO CON IL RISORTO

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UN INCONTRO DIVINO CON IL RISORTO
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Mentre percorrevo un bosco di spine,
ho incontrato Gesù.
Vedere Gesù,
conoscerLo, amarLo, essere benedetti da Lui,
possederLo nella pienezza dell'amore,
partecipare alla Sua stessa ferita
e palpitare dei Suoi stessi palpiti.
E quale bene potrà mai paragonarsi
a questo sommo, immenso ed unico bene,
che eccede in grandezza
tutte le gioie del Cielo e della terra!...
Sì, Gesù mio,
quanto sospiro di vederTi,
come anelo di possederTi,
da quanto tempo gemo senza di Te
invocando la dolcezza del Tuo Volto!...
MostraTi a quest'anima afflitta,
dimmi che mi hai perdonata,
dimmi che mi ami e che il mio affanno viene da Te.
Aiutami a camminare sulle orme di Francesco,
fammi comprendere se è questa la mia via...
guidata dalla Vergine Maria,
con Francesco e Chiara,
vado incontro a Gesù.

DINANZI ALLA COLPA (proposta da Lilly)

Mio Dio, com'è duro aver torto!
E accettarlo così;
senza cercare scuse,
senza cercare di fuggire
questo peso dell'atto compiuto,
senza cercare di addossarlo ad altri,
o alla società, o al caso,
o alla cattiva sorte.
Senza cercare dieci ragioni valide,
dieci spiegazioni prolisse
per provare agli altri,
e soprattutto a se stessi,
che sono le cose che hanno torto,
e che il mondo è fatto male.
Com'è duro accettare di aver torto!
Senza adirarmi perché nella mia autodifesa
m'intrappolo sempre più,
portando argomenti che non reggono.
Senza voler ad ogni costo essere infallibile, impeccabile;
e che ancora?
Signore, liberami dalla paura
dinanzi alla colpa di cui debbo portare le conseguenze.

DOVUNQUE PUOI INCONTRARE DIO

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“IL MONDO, LUOGO DI INCONTRO CON DIO”
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Hai bisogno di formazione, perché devi avere un profondo senso di responsabilità, che promuova e incoraggi l'azione dei cattolici nella vita pubblica, nel rispetto dovuto alla libertà di ciascuno e ricordando a tutti che devono essere coerenti con la propria fede. (Forgia, 712)
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Un uomo consapevole che il mondo - e non solo il tempio - è il luogo del suo incontro con Cristo, ama questo mondo, si sforza di raggiungere una buona preparazione intellettuale e professionale, e va formando - in piena libertà - il proprio criterio sui problemi dell'ambiente in cui opera; e di conseguenza prende le sue decisioni che, essendo decisioni di un cristiano, sono anche frutto di una riflessione personale, umilmente intesa a cogliere la Volontà di Dio in questi particolari piccoli e grandi della vita.
Ma a questo cristiano non viene mai in mente di credere o di dire che lui scende dal tempio al mondo per rappresentare la Chiesa, e che le sue scelte sono le soluzioni cattoliche di quei problemi. Questo non va, figli miei!
Un atteggiamento del genere sarebbe clericalismo, cattolicesimo ufficiale o come volete chiamarlo.
In ogni caso, vuol dire violentare la natura delle cose. Dovete diffondere dappertutto una vera mentalità laicale, che deve condurre a tre conclusioni:
- a essere sufficientemente onesti da addossarsi personalmente il peso delle proprie responsabilità;
- a essere sufficientemente cristiani da rispettare i fratelli nella fede che propongono - nelle materie opinabili - soluzioni diverse da quelle che sostiene ciascuno di noi;
- e a essere sufficientemente cattolici da non servirsi della Chiesa, nostra Madre, immischiandola in partigianerie umane.
Interpretate quindi le mie parole per quello che sono: un appello all'esercizio - tutti i giorni! e non solo nelle situazioni di emergenza - dei vostri diritti; e all'esemplare compimento dei vostri doveri di cittadini - nella vita politica, nella vita economica, nella vita universitaria, nella vita professionale - addossandovi coraggiosamente tutte le conseguenze delle vostre libere decisioni, assumendo la responsabilità dell'indipendenza personale che vi spetta.
E questa cristiana mentalità laicale vi consentirà di evitare ogni intolleranza e ogni fanatismo, ossia - per dirlo in modo positivo - vi farà convivere in pace con tutti i vostri concittadini e favorire anche la convivenza nei diversi ordini della vita sociale. (Colloqui, 117-118)

25 luglio 2009

IL PENSIERO DEL GIORNO 25 LUGLIO 2009

" Nel nostro concetto mondiale di oggi del potere pensiamo che ha il potere chi ha grandi proprietà; in economia è chi ha qualcosa da dire, che dispone di capitali per influire sul mondo del mercato, pensiamo che ha il potere chi dispone del potere militare, che può minacciare...
Il potere lo ha chi può essere pericoloso, chi può minacciare, chi può distruggere, chi ha in mano tante cose del mondo.
Ma la Rivelazione ci dice che non è così. Il vero potere è il potere di grazia e misericordia. "
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(Benedetto XVI - Omelia 24 Luglio 2009)
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Clicca per ascoltare la versione audio dell'ultimo Messaggio da Medjugorje:

IL SIGNORE E' IL NOSTRO SCUDO

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"IL SIGNORE - DICONO! - LI ABBANDONA: CHE COSA FANNO, LORO, CON DIO?”
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C'è una notevolissima quantità di cristiani che sarebbero apostoli..., se non avessero paura.
Sono gli stessi che poi si lamentano, perché il Signore - dicono! - li abbandona: che cosa fanno, loro, con Dio? (Solco, 103)
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La nostra missione di cristiani è di proclamare la regalità di Cristo, annunciandola con le nostre parole e le nostre opere.
Il Signore vuole che i Suoi fedeli raggiungano ogni angolo della terra.
Ne chiama alcuni nel deserto, lontano dalle preoccupazioni della società umana, per ricordare agli altri, con la loro testimonianza, che Dio esiste.
Ad altri affida il ministero sacerdotale.
Ma i più li vuole in mezzo al mondo, nelle occupazioni terrene.
Pertanto, questi cristiani devono portare Cristo in tutti gli ambienti in cui gli uomini agiscono: nelle fabbriche, nei laboratori, nei campi, nelle botteghe degli artigiani, nelle strade delle grandi città e nei sentieri di montagna.
Mi piace ricordare a questo proposito la scena della conversazione di Cristo coi discepoli di Emmaus.
Gesù cammina insieme a due uomini che hanno perso quasi ogni speranza, tanto che la vita comincia a sembrar loro priva di significato.
Ne comprende il dolore, entra nel loro cuore, comunica loro qualcosa della vita che palpita in Lui.
Quando arrivano al villaggio e Gesù fa mostra di proseguire, quei due discepoli Lo trattengono e quasi Lo costringono a restare con loro.
Lo riconoscono più tardi, quando spezza il pane: " Il Signore — esclamano — è stato con noi ".
Ed essi si dissero l'un l'altro: " Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture? ".
Ogni cristiano deve rendere presente Cristo fra gli uomini; deve agire in modo tale che quelli che lo avvicinano riconoscano il bonus odor Christi, il profumo di Cristo; deve comportarsi in modo che nelle azioni del discepolo si scorga il Volto del Maestro. (E' Gesù che passa, 15)

METTERE CRISTO AL PRIMO POSTO

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“METTERE CRISTO AL VERTICE DI TUTTE LE ATTIVITA' UMANE”
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Qualsiasi attività — umanamente importante o no — deve trasformarsi per te in un mezzo per servire il Signore e gli uomini: è questa la vera misura della sua importanza. (Forgia, 684)
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Lavora sempre, e in tutto, con sacrificio, per mettere Cristo al vertice di tutte le attività umane. (Forgia,685)
La corrispondenza alla grazia sta anche nelle piccole cose della giornata, che sembrano senza importanza e, invece, hanno la trascendenza dell'Amore. (Forgia,686)
Non bisogna dimenticare che il lavoro umanamente degno, nobile e onesto, può — e deve! — essere elevato all'ordine soprannaturale, e diventare un'occupazione divina. (Forgia, 687)
Gesù, nostro Signore e Modello, crescendo e vivendo come uno di noi, ci rivela che l'esistenza umana — la tua —, le occupazioni comuni e ordinarie, hanno un senso divino, di eternità. (Forgia, 688)

IL PENSIERO DEL GIORNO 24 LUGLIO 2009

"Quando crediamo che tutto sia perduto, non abbiamo altro da fare che gridare: Signore, salvaci, stiamo perendo!".
Nostro Signore, infatti, è là, proprio vicino a noi e ci guarda con compiacimento, ci sorride e ci dice: "Allora tu Mi ami davvero, riconosco che Mi ami!.. ".
E' proprio nelle lotte contro l'inferno e nella resistenza alle tentazioni che proviamo a Dio il nostro amore.
(S. Giovanni Maria Vianney - Curato d'Ars)
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23 luglio 2009

CONSACRAZIONE AL SANGUE DI GESU' CRISTO

Signore Gesù che ci ami
e ci hai liberati dai nostri peccati
con il Tuo Sangue,
Ti adoro, Ti benedico
e mi consacro a Te con viva fede.
Con l'aiuto del Tuo Spirito
m'impegno a dare di tutta la mia esistenza,
animata dalla memoria del Tuo Sangue,
un servizio fedele alla Volontà di Dio
per l'avvento del Tuo Regno.
Per il Tuo Sangue versato
in remissione dei peccati,
purificami da ogni colpa
e rinnovami nel cuore,
perché risplenda sempre più in me
l'immagine dell'uomo nuovo creato
secondo giustizia e santità.
Per il Tuo Sangue,
Segno di riconciliazione con Dio tra gli uomini,
rendimi docile strumento di comunione fraterna.
Per la potenza del Tuo Sangue,
prova suprema della Tua carità,
dammi il coraggio di amare Te e i fratelli
fino al dono della vita.
O Gesù Redentore,
aiutami a portare quotidianamente la croce,
perché la mia goccia di sangue,
unita al Tuo, giovi alla redenzione del mondo.
O Sangue Divino,
che vivifichi con la Tua grazia il corpo mistico,
rendimi pietra viva della Chiesa.
Dammi la passione dell'unità tra i cristiani.
Infondimi nel cuore grande zelo
per la salvezza del mio prossimo.
Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie,
perché a tutti i popoli sia dato di conoscere,
amare e di servire il vero Dio.
O Sangue Preziosissimo,
Segno di liberazione e di vita nuova,
concedimi di perservare nella fede,
nella speranza e nella carità, perché,
da Te segnato, possa uscire da questo esilio
ed entrare nella terra promessa del Paradiso,
per cantarti in eterno la mia lode
con tutti i redenti.
Amen.

PICCOLA MEDITAZIONE

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Un santo è un avaro che va riempiendosi di Dio a furia di vuotarsi di sé.
Un santo è un povero che fa la sua fortuna svaligiando i forzieri diDio.
Un santo è un debole che si asserraglia in Dio e in Lui costruisce la sua fortezza.
Un santo è un imbecille del mondo, stulta mundi, che si istruisce e si laurea con la sapienza di Dio.
Un santo è un ribelle che lega sè stesso con le catene della libertà di Dio.
Un santo è un miserabile che lava la sua sporcizia nella misericordia di Dio.
Un santo è un paria della terra che costruisce in Dio la sua casa, la sua città e la sua patria.
Un santo è un codardo che diventa audace e coraggioso facendosi scudo della potenza di Dio.
Un santo è un pusillanime che cresce e ingigantisce con la magnificenza di Dio.
Un santo è un ambizioso di tale statura da soddisfarsi soltanto possedendo razioni sempre più grandi di Dio...
Un santo è un uomo che prende tutto da Dio: un ladro che ruba a Dio anche l'amore con cui può amarlo.

AMORE AUTENTICO

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“L'AMORE AUTENTICO E PURO FRA UN UOMO E UNA DONNA”
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Non manchino ogni giorno un "Gesù ti amo" e una comunione spirituale - almeno -, in riparazione per tutte le profanazioni e i sacrilegi che Egli patisce per stare con noi. (Solco, 689)
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E adesso, figlie e figli miei, permettetemi di soffermarmi su di un altro aspetto - particolarmente toccante - della vita di tutti i giorni.
Mi riferisco all'amore umano, l'amore autentico e puro fra un uomo e una donna, il fidanzamento, il matrimonio.
Mi preme di dire una volta ancora che questo santo amore umano non è qualcosa di semplicemente consentito o tollerato, accanto alle vere attività dello spirito, come potrebbe sottintendersi in quei falsi spiritualismi cui alludevo dianzi.
Sono quarant'anni che sto predicando a viva voce e per iscritto tutto il contrario, e finalmente cominciano a comprenderlo quelli che non lo capivano.
L'amore che conduce al matrimonio e alla famiglia può essere anch'esso un cammino divino, vocazionale, meraviglioso, una strada per la completa dedicazione al nostro Dio.
Fate le cose con perfezione, vi ricordavo, mettete amore nelle piccole attività della giornata, scoprite - insisto ancora - quel qualcosa di divino nascosto nei particolari: tutta questa dottrina ha speciale applicazione nello spazio vitale in cui si muove l'amore umano.
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(Colloqui con Mons. Escrivá, 121)

IL SACERDOTE di don Novello Pederzini

Vive ed opera nel mondo, ma non appartiene al mondo.
È figlio di uomini, ma ha l'autorità di renderli figli di Dio.
È povero, ma ha il potere di comunicare ai fratelli ricchezze infinite.
È debole, ma rende forti i deboli col Pane della Vita.
È servitore, ma davanti a lui si inginocchiano gli Angeli.
È mortale, ma ha il compito di trasmettere l'immortalità.
Cammina sulla terra, ma i suoi occhi sono rivolti al cielo.
Collabora al benessere degli uomini, ma non li distoglie dalla mèta finale che è il Paradiso.
Può fare cose che neppure Maria e gli Angeli possono compiere: celebra la S. Messa e perdona i peccati.
Quando celebra ci sovrasta di qualche gradino, ma la sua azione tocca il cielo.
Quando assolve rivela la potenza di Dio che perdona i peccati e ridona la vita.
Quando insegna propone la Parola di Gesù:" Io sono la Via, la Verità e la Vita".
Quando prega per noi il Signore lo ascolta, perché lo ha costituito "Pontefice", cioè ponte di collegamento fra Dio e i fratelli.
Quando lo accogliamo diventa l'amico più sincero e fedele.
È l'uomo più amato e più incompreso; il più cercato e il più rifiutato.
È la persona più criticata, perché deve confermare con il suo esempio l'autenticità del messaggio.
È il fratello universale, il cui mandato è solo quello di servire, senza nulla pretendere.
Se è santo, lo ignoriamo; se è mediocre, lo disprezziamo.
Se è generoso, lo sfruttiamo; se è "interessato", lo critichiamo.
Se siamo nel bisogno, lo assilliamo; se vengono meno le necessità, lo dimentichiamo.
E solo quando ci sarà sottratto comprenderemo quanto ci fosse indispensabile e caro.
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DEL SACERDOTE, TANTO GRANDE E TANTO FRAGILE, HANNO DETTO:
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S. Agostino - Il Sacerdote è il vertice di tutte le grandezze.
Monsabré - Nessuno è più grande di questo povero, piccolo uomo che celebra i Sacramenti.
S. Francesco - Se incontrassi simultaneamente un Angelo e un Sacerdote, saluterei prima il Sacerdote, perché egli è un altro Cristo.
Fulton Sheen - Il Sacerdote non si appartiene perché è tutto e solo di Dio e dei fratelli.
S. Giovanni Bosco - Il più grande dono che Dio possa fare a una famiglia è un figlio sacerdote.
S. Giovanni Vianney - Lasciate per vent'anni una parrocchia senza prete e vi si adoreranno le bestie.
S. Padre Pio - Quando celebro la S. Messa sono sospeso sulla croce con Gesù.

PER CHIEDERE IL DONO DELLA PAZIENZA

O Signore,
Salvatore paziente,
Tu accettasti come Volontà del Padre
l'amaro calice della Tua Passione
e della Tua Morte.
Ascolta il mio lamento,
e il Tuo esempio mi aiuti
a sopportare le mie sofferenze
per partecipare, almeno in parte,
alla Tua Passione.
Fa' che la pazienza con la quale
sopporterò i miei dolori
esprima la riconoscenza profonda
del mio amore per Te,
Tu che sei il mio Cristo Crocifisso.
Amen.

IL PENSIERO DEL GIORNO 23 LUGLIO 2009

"Intere generazioni che si sono succedute nei campi di calcio delle nostre parrocchie e dei nostri paesi hanno imparato 'giocando' i valori della pace, della condivisione e della giustizia, del rispetto dell'altro e delle regole...
Oggi,con la stessa forza progettuale, siamo chiamati a lanciare una nuova proposta sportiva ed educativa, capace di indicare le linee del sistema sportivo del XXI secolo".
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(Benedetto XVI - messaggio ai ciclisti del Tour de France , mercoledì 22 luglio 2009)
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21 luglio 2009

UN VERO AMICO

Un amico fedele è un balsamo nella vita,
è la più sicura protezione.
Potrai raccogliere tesori d'ogni genere
ma nulla vale quanto un amico sincero.
Al solo vederlo,
l'amico suscita nel cuore
una gioia che si diffonde in tutto l'essere.
Con lui si vive una unione profonda
che dona all'animo gioia inesprimibile.
Il suo ricordo ridesta la nostra mente
e la libera da molte preoccupazioni.
Queste parole hanno senso
solo per chi ha un vero amico;
per chi, pur incontrandolo tutti i giorni,
non ne avrebbe mai abbastanza.
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(Maria Maistrini)

CRISTO NEI POVERI

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“METTERE CRISTO IN MEZZO AI POVERI”
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Per "il sentiero del giusto malcontento", le masse se ne sono andate e continuano ad andarsene.
Fa male..., però, quante persone risentite abbiamo fabbricato tra coloro che sono spiritualmente o materialmente bisognosi!
Bisogna tornare a mettere Cristo in mezzo ai poveri e agli umili: è proprio fra loro che Egli sta più volentieri. (Solco, 228).
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I poveri diceva quel nostro amico sono il mio miglior libro spirituale e il motivo principale delle mie preghiere.
Soffro per loro, e soffro per Cristo in loro. E, siccome mi addolora, capisco che Lo amo e che li amo. (Solco, 827)
Gesù nostro Signore ha tanto amato gli uomini, che Si è incarnato, ha preso la nostra natura ed è vissuto in contatto quotidiano con poveri e ricchi, con giusti e peccatori, con giovani e vecchi, con gentili e giudei.
Ha dialogato costantemente con tutti: con quelli che Gli volevano bene e con quelli che cercavano solo il modo di travisare le Sue parole, per condannarLo.
Cerca di comportarti anche tu come il Signore. (Forgia, 558)
Non ti rallegra provare così da vicino la povertà di Gesù?...
Com'è bello essere privi anche del necessario! Però come Lui: in modo nascosto e silenzioso. (Forgia, 732)

IL PENSIERO DEL GIORNO 22 LUGLIO 2009

Cari amici,
siate seminatori di fiducia e di speranza.
E' infatti profondo il senso di smarrimento che spesso vive la gioventù di oggi. Non di rado le parole umane sono prive di futuro e di prospettiva, prive anche di senso e di sapienza.
Si diffonde un atteggiamento di impazienza frenetica e una incapacità a vivere il tempo dell'attesa. Eppure, questa può essere l'ora di Dio
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(Benedetto XVI - Discorso 4 luglio 2009 )
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19 luglio 2009

SIATE COME BAMBINI

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" SIATE MOLTO BAMBINI! ”
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Ti consiglio di provare qualche volta a ritornare... all'inizio della tua "prima conversione", il che, se non è proprio come ridiventare bambini, gli assomiglia molto: nella vita spirituale, bisogna lasciarsi condurre con piena fiducia, senza timori né doppiezze; si deve parlare con assoluta chiarezza di ciò che si ha nella testa e nell'anima. (Solco, 145)
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Siate molto bambini! Quanto più piccoli, tanto meglio.
Ve lo dice l'esperienza di questo sacerdote, che ha dovuto rialzarsi molte volte nel corso di questi trentasei anni — mi sembrano tanto brevi e tanto lunghi! — vissuti cercando di compiere un'esplicita Volontà di Dio.
Una cosa mi ha sempre aiutato: essere rimasto bambino, continuare a rifugiarmi nel grembo di mia Madre e nel Cuore di Cristo, mio Signore.
Le grandi cadute, quelle che causano gravi devastazioni nell'anima, talvolta con effetti quasi irrimediabili, procedono sempre dalla superbia, dal credersi adulti, autosufficienti.
In tali casi, prevale nella persona una sorta di incapacità di chiedere aiuto a chi lo può dare: non solo a Dio, ma anche all'amico, al sacerdote.
E quella povera anima, isolata nella sua disgrazia, cade nel disorientamento, nel traviamento. (Amici di Dio, 147)

IL PENSIERO DEL GIORNO 19 LUGLIO 2009

Gli atti che non rispettano la vera dignità della persona, anche quando sembrano motivati da una "scelta di amore", in realtà sono il frutto di una "concezione materiale e meccanicistica della vita umana", che riduce l'amore senza verità a "un guscio vuoto da riempire arbitrariamente" (cfr n. 6) e può così comportare effetti negativi per lo sviluppo umano integrale.
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(Benedetto XVI - Angelus 12 Luglio 2009)
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18 luglio 2009

DESIDERATE LA PAROLA DI DIO

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“SIATE BAMBINI CHE DESIDERANO LA PAROLA DI DIO”
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La nostra volontà, con la grazia, è onnipotente davanti a Dio.
Così, di fronte a tante offese al Signore, se diciamo a Gesù con volontà efficace, nell'andare in tram, per esempio: “Dio mio, vorrei fare tanti atti d'amore e di riparazione quanti sono i giri delle ruote di questa vettura”, in quello stesso istante, nei confronti di Gesù, abbiamo realmente amato e riparato secondo il nostro desiderio.
Questa “sciocchezza” non esula dall'infanzia spirituale: è il dialogo eterno tra il bambino innocente e il padre innamorato pazzo di suo figlio: Quanto mi vuoi bene? Dimmi!
E il piccolo scandisce: —Mol-ti mi-lio-ni! (Cammino, 897)
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Nella vita interiore è assai vantaggioso per noi tutti essere quasi modo geniti infantes, come quei piccoli che sembrano fatti di gomma, che sanno godere persino dei loro capitomboli, perché si rimettono subito in piedi per continuare le loro scorribande e perché hanno anche, se è necessario, il conforto dei genitori.
Se ci comportiamo come loro, gli inciampi e gli insuccessi — peraltro inevitabili — della vita interiore non sboccheranno mai nell'amarezza.
Reagiremo col pentimento, ma senza sconforto, e col sorriso che sgorga, come acqua limpida, dalla gioia della nostra condizione di figli di Dio, figli del Suo Amore di Padre, della Sua grandezza, della Sua sapienza infinita, della Sua misericordia.
Ho imparato, nei miei anni di servizio al Signore, ad essere figlio piccino di Dio.
E' ciò che chiedo a voi: siate quasi modo geniti infantes, bambini che desiderano la Parola di Dio, il Pane di Dio, l'Alimento di Dio, la fortezza di Dio, per comportarvi d'ora innanzi come veri cristiani. (Amici di Dio, 146)

17 luglio 2009

PREGHIERA DI LIBERAZIONE PER SPEZZARE I LEGAMI MALIGNI CHE PROVENGONO DAI NOSTRI ANTENATI

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Gesù,
liberaci da tutte le tendenze, abitudini cattive
presenti nel nostro albero genealogico:
le tendenze al gioco, allo sperperare,
al bere, alla droga,
alla grettezza, al furto.
Dacci autorità a porre fine
ad ogni incorreggibile cattiva abitudine.
Liberaci, o Gesù.
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Gesù liberaci da tutte le devianze sessuali
presenti nel nostro albero genealogico:
violenza sessuale, incesti,
omosessualità, pedofilia, prostituzione.
Dacci forza per infrangere
queste catene di vincoli maligni.
Liberaci, o Gesù.
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Gesù liberaci da tutti gli idoli
che hanno adorato le nostre generazioni precedenti:
il denaro, il potere,
il piacere, la casa,
i terreni, igioielli, i titoli.
Taglia i vincoli che ci legano a questi casi di idolatria.
Noi scegliamo di servire solo Te, vero Dio,
e di vivere secondo la tua parola.
Liberaci, o Gesù.
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Gesù, liberaci da tutta la corruzione
e la violenza dei nostri antenati
che sono stati truffatori, sfruttatori,
torturatori, ricattatori, criminali.
Rompi in noi i legami di vendetta,
di comportamento violento, di ira edi malignità.
Liberaci, o Gesù.
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Gesù liberaci da tutto il male compiuto
dai nostri antenati spinti dall'odio:
odio verso gli altri, verso sè stessi,
verso Dio, odio razziale, fanatismo religioso.
Poni fine in noi a tutte le radici dell'odio.
Rendi ora il nostro albero genealogico
pieno di uomini e donne ricolmi di amore,
datori di vita e salute, di amore e bontà.
Liberaci, o Gesù.
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Gesù, abbiamo pregato per l'albero genealogico
affinché noi, i vivi,
siamo separati dalle influenze negative
dei nostri antenati e loro, i defunti,
abbiano il perdono e le grazie necessarie
per entrare nella felicità della vita eterna.
Tu hai ascoltato la nostra preghiera.
Ci guarirai tutti, vivi e defunti.
Ci renderai sani e santi.
Grazie Gesù, della Tua presenza in mezzo a noi.
Grazie Gesù, per la Tua misericordia
verso di noi e i nostri antenati.

LE SETTE SANTE BENEDIZIONI

(Nelle benedizioni che seguono il segno di croce si fa una sola volta)
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1. Mi benedica la potenza del Padre Celeste, la sapienza del Figlio divino, l'amore dello Spirito Santo. Amen.
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2. Mi benedica Gesù crocifisso, per mezzo del Suo preziosissimo Sangue. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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3. Mi benedica Gesù dal tabernacolo, per mezzo dell' Amore del Suo Cuore divino. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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4. Mi benedica Maria dal Cielo, Madre celeste e Regina e riempia la mia anima di un più grande amore a Gesù. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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5. Mi benedica il mio angelo custode, e tutti i santi Angeli vengano in mio aiuto per respingere gli attacchi degli spiriti maligni. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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6. Mi benedicano i miei Santi patroni, il mio santo patrono di battesimo e tutti i Santi del Cielo. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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7. Mi benedicano le anime del Purgatorio e quelle dei miei defunti. Che siano i miei intercessori presso il trono di Dio affinché io possa raggiungere la patria eterna. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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Discenda su di me la benedizione della santa Madre Chiesa, del nostro Santo Padre Papa Giovanni Paolo II, la benedizione del nostro vescovo......, la benedizione di tutti i vescovi e sacerdoti del Signore, e questa benedizione, così come viene diffusa da ogni Santo Sacrificio dell'altare, discenda su di me tutti i giorni, mi preservi da ogni male e mi dia la grazia della perseveranza e di una santa morte. Amen.
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(Queste bellissime benedizioni possono essere invocate sia su sè stessi che sugli altri sostituendo il discenda su di me con discenda su di te o su di voi e si consiglia molto ai genitori sui propri figli e familiari malati e non.
Invocare la benedizione di Dio è il compito di ogni cristiano perché Gesù ha raccomandato molto di benedire anche i propri nemici. Ricordiamoci il precetto: benedite e non maledite coloro che vi perseguitano affinché siate figli, veri figli del vostro Padre Celeste.)