" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

28 agosto 2011

SIGNORE, TANTE ANIME LONTANE DA TE!


Vedo la Tua Croce, Gesù mio, e godo della Tua grazia, poiché il premio del Tuo Calvario è stato per noi lo Spirito Santo... E Ti dai a me, ogni giorno, innamorato — pazzo! — nell'Ostia Santissima... E mi hai fatto figlio di Dio!, e mi hai dato Tua Madre. Non mi basta ringraziare: il mio pensiero corre altrove: Signore, Signore, tante anime lontane da Te! Alimenta nella Tua vita desideri ardenti di apostolato, perché Lo conoscano..., e Lo amino..., e si sentano amati! (Forgia, 27)
Che rispetto, che venerazione, che affetto dobbiamo provare per ogni singola anima, di fronte all'evidenza che Dio la ama come qualcosa di Suo! (Forgia, 34)
Di fronte all'apparente sterilità dell'apostolato, ti assalgono le avvisaglie di un'ondata di scoraggiamento, che la tua fede respinge con fermezza... — Però ti rendi conto d'aver bisogno di più fede, umile, viva e operativa.
Tu, che desideri la salvezza delle anime, mettiti a gridare come il padre di quel ragazzo malato, posseduto dal demonio: “Domine, adiuva incredulitatem meam!” — Signore, aiuta la mia incredulità!
Non dubitare: si ripeterà il miracolo.
(Forgia, 257)

INSEGNACI A VEDERTI LA' DOVE SEI


Signore, atteso dai popoli, noi Ti lodiamo per la pazienza che dimostri verso di noi, uomini di poca fede. Ti lodiamo soprattutto per avere invaso il regno di Satana e per avere distrutto la morte e il peccato.
Insegnaci a vederTi là dove sei, nella sofferenza e nel dolore, in coloro che sono abbandonati, traditi e soli.
Tu sei più mirabile e più bello di quanto avremmo mai potuto immaginare. Nel Tuo Corpo crocifisso ci riveli il volto autentico dell'Amore.
Concedici di conoscerTi, almeno un po', perché cominciamo a considerare gli uomini e gli avvenimenti come Tu li consideri.

QUANDO TI SEI SVEGLIATO...


Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato e ho sperato che tu Mi rivolgessi la parola; anche solo poche parole, chiedendo la Mia opinione o ringraziandoMi per qualcosa di buono che era accaduto ieri. Però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare.

Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti ed Io sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirMi "Ciao". Però eri troppo occupato. Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così Mi ascoltavi però nemmeno di questo ti sei reso conto.
Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirMi qualcosa.

Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un po' perché l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato a Me ma ti sei infuriato e hai offeso il Mio Nome; Io desideravo tanto che tu Mi parlassi; c'era ancora tanto tempo.
Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la tv, hai cenato, però ti sei dimenticato nuovamente di parlare con Me, non Mi hai rivolto la parola.

Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela; in verità era bellissimo, ma tu non eri interessato a vederlo. Al momento di dormire credo che fossi distrutto. Dopo aver dato la buonanotte alla famiglia sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato.
Ho accompagnato il tuo sogno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che Io sono sempre lì per te.

Ho più pazienza di quanto immagini. Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri; ti amo tanto che aspetto tutti i giorni una preghiera; il paesaggio che faccio è solo per te. Bene, ti stai svegliando di nuovo e ancora una volta Io sono qui e aspetto senza niente altro che il Mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarMi un po' di tempo.
Buona giornata.
tuo Papà, Dio

27 agosto 2011

NOVENA A MARIA CHE SCIOGLIE I NODI


Ma quali sono questi “nodi”? Tutti i problemi che portiamo molto spesso negli anni e che non sappiamo come risolvere: i nodi dei litigi familiari, dell’incomprensione tra genitori e figli, della mancanza di rispetto, della violenza; i nodi del risentimento fra sposi, la mancanza di pace e di gioia nella famiglia; nodi dell’angoscia; i nodi della disperazione degli sposi che si separano, i nodi dello scioglimento delle famiglie; il dolore provocato da un figlio che si droga, che è malato, che ha lasciato la casa o che si è allontanato da Dio; i nodi dell’alcolismo, dei nostri vizi e dei vizi di quelli che amiamo, i nodi delle ferite causate agli altri; i nodi del rancore che ci tormenta dolorosamente, i nodi del sentimento di colpa, dell’aborto, delle malattie incurabili, della depressione, della disoccupazione, delle paure, della solitudine… nodi dell’incredulità, della superbia, dei peccati delle nostre vite.
La Vergine Maria vuole che tutto questo abbia termine. Oggi viene incontro a noi, perché Le offriamo questi nodi e Lei li scioglierà uno dopo l’altro. Ora avviciniamoci a Lei. Quanto è bella!
ContemplandoLa scoprirete che non siete più soli. Davanti a Lei vorrete confidarLe le vostre angosce, i vostri nodi…e da quel momento, tutto può cambiare. Quale Madre piena d’amore non viene in aiuto al suo figliolo in difficoltà quando la chiama?

Preparazione:
1. Fare il segno della Croce.
2. Recitare l’atto di contrizione. Chiedere perdono per i nostri peccati e, soprattutto, proporre di non commetterli mai più.
3. Recitare le prime tre decine del Rosario.
4. Leggere la meditazione propria di ogni giorno della novena (dal primo al nono giorno)
5. Poi recitare le due ultime decine del Rosario
6. Finire con la Preghiera a Maria che scioglie i nodi.

PRIMO GIORNO
Santa Madre mia amata, Santa Maria, che scioglie i “nodi” che opprimono i Tuoi figli, stendi le Tue mani misericordiose verso di me. Ti do oggi questo “nodo”
(nominarlo se possibile..) e ogni conseguenza negativa che esso provoca nella mia vita. Ti do questo “nodo” che mi tormenta, mi rende infelice e mi impedisce di unirmi a Te e al Tuo Figlio Gesù Salvatore. Ricorro a Te, Maria che scioglie i nodi perchè ho fiducia in Te e so che non hai mai disdegnato un figlio peccatore che Ti supplica di aiutarlo. Credo che Tu possa sciogliere questi nodi perchè sei mia Madre. So che lo farai perchè mi ami con amore eterno. Grazie, Madre mia amata.
“Maria che scioglie i nodi” prega per me.

SECONDO GIORNO
Maria, Madre molto amata, Piena di grazia, il mio cuore si volge oggi verso di Te. Mi riconosco peccatore e ho bisogno di Te. Non ho tenuto conto delle Tue grazie a causa del mio egoismo, del mio rancore, della mia mancanza di generosità e di umiltà.
Oggi mi rivolgo a Te, “Maria che scioglie i nodi” affinchè Tu domandi per me, a Tuo Figlio Gesù la purezza di cuore , il distacco, l'umiltà e la fiducia. Vivrò questa giornata con queste virtù. Te le offrirò come prova del mio amore per Te. Ripongo questo “nodo”
(nominarlo se possibile..) nelle Tue mani perchè mi impedisce di vedere la gloria di Dio.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

TERZO GIORNO
Madre Mediatrice,Regina del Cielo, nelle cui mani sono le ricchezze del Re, rivolgi a me i Tuoi occhi misericordiosi. Ripongo nelle Tue mani sante questo “nodo” della mia vita
(nominarlo se possibile...), e tutto il rancore che ne risulta.
Dio Padre, Ti chiedo perdono per i miei peccati. Aiutami ora a perdonare ogni persona che consciamente o inconsciamente, ha provocato questo “nodo”. Grazie a questa decisione Tu potrai scioglierlo. Madre mia amata davanti a Te, e in nome di Tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, che è stato tanto offeso, e che ha saputo perdonare, perdono ora queste persone........ e anche me stesso per sempre.”Maria che sciogli i nodi”, Ti ringrazio perchè sciogli nel mio cuore il “nodo” del rancore e il “nodo” che oggi ti presento. Amen.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

QUARTO GIORNO
Santa Madre mia amata, che accogli tutti quelli che Ti cercano, abbi pietà di me. Ripongo nelle Tue mani questo “nodo”
(nominarlo se possibile....). Mi impedisce di essere felice,di vivere in pace,la mia anima è paralizzata e mi impedisce di camminare verso il mio Signore e di servirLo.
Sciogli questo “nodo” della mia vita, o Madre mia. Chiedi a Gesù la guarigione della mia fede paralizzata che inciampa nelle pietre del cammino. Cammina con me, Madre mia amata, perchè sia consapevole che queste pietre sono in realtà degli amici; cessi di mormorare e impari a rendere grazie, a sorridere in ogni momento, perchè ho fiducia in Te.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

QUINTO GIORNO
“Madre che scioglie i nodi”, generosa e piena di compassione, mi volgo verso di Te per rimettere, una volta di più, questo “nodo” nelle Tue mani
(nominarlo se possibile....). Ti chiedo la saggezza di Dio, perchè io riesca alla luce dello Spirito Santo a sciogliere questo cumulo di difficoltà.
Nessuno Ti ha mai vista adirata; al contrario, le Tue parole sono così piene di dolcezza che si vede in Te lo Spirito Santo. Liberami dall'amarezza, dalla collera e dall'odio che questo “nodo” mi ha causato.
Madre mia amata, dammi la Tua dolcezza e la Tua saggezza, insegnami a meditare nel silenzio del mio cuore e così come hai fatto il giorno della Pentecoste, intercedi presso Gesù perchè riceva nella mia vita lo Spirito Santo; lo Spirito di Dio venga su di me.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

SESTO GIORNO
Regina di Misericordia, Ti do questo “nodo” della mia vita
(nominarlo se possibile...) e Ti chiedo di darmi un cuore che sappia essere paziente finchè Tu sciolga questo “nodo”. Insegnami ad ascoltare la Parola del Tuo Figlio, a confessarmi, a comunicarmi, perciò resta con me Maria, prepara il mio cuore a festeggiare con gli angeli la grazia che Tu mi stai ottenendo.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

SETTIMO GIORNO
Madre purissima, mi rivolgo oggi a Te: Ti supplico di sciogliere questo “nodo” della mia vita
( nominarlo se possibile...) e di liberarmi dall'influenza del male. Dio Ti ha concesso un grande potere su tutti i demoni. Oggi rinuncio ai demoni e a tutti i legami che ho avuto con loro. Proclamo che Gesù è il mio unico Salvatore e il mio unico Signore.
O “ Maria che sciogli i nodi” schiaccia la testa del demonio. Distruggi le trappole provocate da questi “nodi” della mia vita. Grazie Madre tanto amata. Signore, liberami con il Tuo Prezioso Sangue!

“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

OTTAVO GIORNO
Vergine Madre di Dio, ricca di misericordia, abbi pietà di me, Tuo figliolo e sciogli i “nodi”
(nominarlo se possibile....) della mia vita.
Ho bisogno che Tu mi visiti, così come hai fatto con Elisabetta. Portami Gesù, portami lo Spirito Santo.
Insegnami il coraggio, la gioia, l'umiltà e come Elisabetta, rendimi piena di Spirito Santo. Voglio che Tu sia mia Madre, la mia Regina e la mia Amica. Ti dò il mio cuore e tutto ciò che mi appartiene: la mia casa, la mia famiglia, i miei beni esteriori e interiori. Ti appartengo per sempre.
Metti in me il Tuo Cuore perchè io possa fare tutto ciò che Gesù mi dirà di fare.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

NONO GIORNO
Madre Santissima, nostra Avvocata, Tu che sciogli i “nodi”, vengo oggi a ringraziarTi di aver sciolto questo “nodo”
(nominarlo se possibile...) nella mia vita. Conosci il dolore che mi ha causato. Grazie Madre mia amata, Ti ringrazio perchè hai sciolto i “nodi” della mia vita. Avvolgimi con il Tuo manto d'amore, proteggimi, illuminami con la Tua pace.
“Maria che sciogli i nodi” prega per me.

PREGHIERA A NOSTRA SIGNORA CHE SCIOGLIE I NODI
(da recitare a fine Rosario)
Vergine Maria, Madre del Bell'Amore, Madre che non ha mai abbandonato un figliolo che grida aiuto, Madre le cui mani lavorano senza sosta per i Suoi figlioli tanto amati, perchè sono spinte dall'amore divino e dall'infinita misericordia che esce dal Tuo Cuore volgi verso di me il Tuo sguardo pieno di compassione. Guarda il cumulo di “nodi” della mia vita.
Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore. Sai quanto mi paralizzano questi nodi Maria, Madre incaricata da Dio di sciogliere i “nodi” della vita dei Tuoi figlioli, ripongo il nastro della mia vita nelle Tue mani.
Nelle Tue mani non c'è un “nodo” che non sia sciolto. Madre Onnipotente, con la grazia e il tuo potere d'intercessione presso Tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, ricevi oggi questo “nodo”
(nominarlo...). Per la gloria di Dio Ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Spero in Te.
Sei l'unica Consolatrice che Dio mi ha dato. Sei la Fortezza delle mie forze precarie, la Ricchezza delle mie miserie, la Liberazione di tutto ciò che mi impedisce di essere con Cristo.
Accogli il mio richiamo. Preservami, guidami proteggimi, sii il mio Rifugio.
Maria,che scioglie i nodi, prega per me.
Madre di Gesù e Madre nostra, Maria Santissima Madre di Dio; Tu sai che la nostra vita è piena di nodi piccoli e grandi. Ci sentiamo soffocati, schiacciati, oppressi e impotenti nel risolvere i nostri problemi. Ci affidiamo a Te, Madonna di Pace e di Misericordia. Ci rivolgiamo al Padre per Gesù Cristo nello Spirito Santo, uniti a tutti gli angeli e ai Santi. Maria, incoronata da dodici stelle che schiacci con i Tuoi santissimi piedi la testa del serpente e non ci lasci cadere nella tentazione del maligno, liberaci da ogni schiavitù, confusione e insicurezza. Dacci la Tua grazia e la Tua luce per poter vedere nelle tenebre che ci circondano e seguire la giusta strada.
Madre Generosa, Ti presentiamo supplichevoli la nostra richiesta d'aiuto. Ti preghiamo umilmente:
Sciogli i nodi dei nostri disturbi fisici e delle malattie incurabili: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi dei conflitti psichici dentro di noi, la nostra angoscia e paura, la non accettazione di noi stessi e della nostra realtà: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi nella nostra possessione diabolica: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi nelle nostre famiglie e nel rapporto con i figli: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi nella sfera professionale, nell'impossibilità di trovare un lavoro dignitoso o nella schiavitù di lavorare con eccesso: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi dentro la nostra comunità parrocchiale e nella nostra Chiesa che è una, santa, cattolica, apostolica: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi fra le varie Chiese cristiane e confessioni religiose e dacci l'unità nel rispetto delle diversità: Maria ascoltaci!
Sciogli i nodi nella vita sociale e politica del nostro Paese: Maria ascoltaci!
Sciogli tutti i nodi del nostro cuore per poter essere liberi di amare con generosità: Maria ascoltaci!
Maria che sciogli i nodi, prega per noi Tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
(Imprimatur Arcivescovato- Parigi- 9.4.2001)

LA NOVENA CHE DISTRUGGE IL DIAVOLO


Padre Cipriano de Meo, il decano degli esorcisti, afferma che i posseduti svolgono un apostolato che il Signore permette per far capire l'importanza della vita di Grazia. Infatti le manifestazioni del demonio e la sua sofferenza durante gli esorcismi inducono a profonde riflessioni sulle verità di fede.
Un venerdì mi trovavo alla messa di esorcismo a Torre Le Nocelle. Davanti a me una posseduta reagiva alle preghiere con forti urla e strepiti. Il demonio, suo tramite, si lagnava di una bruciante sconfitta, ripetendo come un disco rotto: «Dovevo far saltare il cervello di quell'uomo, ma Lei lo ha salvato!». E poi, riferendosi alla Madonna di cui non pronuncia mai il Nome, ha aggiunto con rabbia: «È stata quella Donna che mi ha rovinato! È stata quella novena, quella maledetta novena che lo ha salvato!!! La novena a quella Donna!!! Di tutte le novene che sua moglie ha recitato per lui, quella è la più potente, è quella che lo ha salvato!!!».

La cantilena si protraeva all'infinito, suscitando in me, manco a dirlo, un notevole interesse. Quale novena poteva essere così potente da distruggere un progetto di morte, mi chiedevo. Mentalmente passavo in rassegna le novene mariane più famose, ma il demonio non forniva alcuna informazione per identificare quella che lo aveva sconfitto. Mi consolavo pensando che comunque qualsiasi preghiera alla Vergine Maria ha un impatto devastante sul regno delle tenebre e che quindi la sua affermazione stimolava ad implorarLa più spesso. Ma non mi davo per vinta: volevo sapere!
Allora iniziai a supplicare in cuor mio il Signore, affinché obbligasse satana a rivelare per bocca di quella posseduta il nome della novena che aveva annientato i suoi piani, e alla fine con mia grande sorpresa, mi esaudì.
Verso la fine dell'esorcismo, il demonio rivelò: «È la novena a Maria che scioglie i nodi che ha distrutto i miei piani e che lo ha salvato! Dovevo fargli saltare il cervello a quello là! È la novena più potente tra tutte quelle che ha recitato sua moglie, ne aveva già fatte tante, ma questa mi ha rovinato!». Finalmente, per divina permissione, sapevo quale novena consigliare a tutti!
Anche Félicité dalla Svizzera afferma di avere scoperto il Santuario di San Ciriaco (dove è stata liberata dalle forze occulte), dopo aver recitato la novena a Maria che scioglie i nodi.
Questa devozione consiste nella recita del rosario, intercalata al terzo mistero da una supplica, da recitarsi per nove giorni consecutivi.
I "nodi" rappresentano i problemi che paralizzano la nostra vita e ci procurano sofferenza; quelle situazioni bloccate e senza soluzione umana, che solo la mano di Dio può sciogliere.
Ma perché l'intercessione di Maria infastidisce così tanto l'avversario? Durante un esorcismo il demonio stesso ha fornito la risposta: «Perché Suo Figlio corre subito quando Lei prega!».
(Tratto dal libro: "Il diavolo in ginocchio", Patrizia Cattaneo, Ed. Segno)

SE TI MANCA SLANCIO APOSTOLICO, DIVENTERAI INSIPIDO


Come vuole il Maestro, tu devi essere — ben inserito in questo mondo, nel quale ci tocca vivere, e in tutte le attività degli uomini — sale e luce. — Luce, che illumina le intelligenze e i cuori; sale, che dà il sapore e preserva dalla corruzione. Pertanto, se ti manca slancio apostolico, diventerai insipido e inutile, defrauderai gli altri e la tua vita sarà un'assurdità. (Forgia, 22)
Molti, come per autogiustificarsi, si domandano: — Ma io, perché dovrei intromettermi nella vita degli altri?
— Perché hai l'obbligo, in quanto cristiano, di intrometterti nella vita degli altri, per servirli!
— Perché Cristo Si è intromesso nella tua vita, e nella mia!
(Forgia, 24)
Se sei un altro Cristo, se ti comporti da figlio di Dio, lì dove sei appiccherai il fuoco: Cristo infiamma, non lascia indifferenti i cuori. (Forgia, 25)

SE IL DIAVOLO TI VIENE A RICORDARE IL TUO PASSATO...



... tu ricordagli il suo futuro!

NON TEMETE...



... per le suggestioni di Satana, armatevi contro di esse con il disprezzo".
(San Pio da Pietrelcina)

25 agosto 2011

LA TUA GIOIA AVVOLGA LA MIA VITA



Signore, oggi fammi "crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti", che è la radice di quella santità irreprensibile che Tu chiedi ad ognuno dei Tuoi figli.
Poiché Tu non ci chiedi nulla che sia al di là delle nostre forze e poiché Tu Stesso sei l'amore dell'anima, liberami da ogni noia del vivere, liberami dall'"accidia", dalla tristezza che porta alla disperazione, tristezza che i Padri consideravano peccato.

La Tua gioia avvolga la nostra vita come una veste. Apri i nostri cuori a quella fiamma che l'acqua non può spegnere.

GESU' VEDE TUTTO


Gesù conosce ogni piccola cosa, ascolta anche i sospiri e ciò che pensiamo nella mente.

Nulla rimane sconosciuto al Signore. Conosce anche i doppi pensieri di coloro che agendo con un po’ di ipocrisia, pensano una cosa e ne dicono altre diverse. Giudicano nel loro cuore con malafede e all’esterno mostrano sorrisi appiccicati e finti di circostanza.
È vero che bisogna sempre sorridere ed emanare bontà dalla nostra persona, ma dobbiamo emanare una gioia sincera e cristiana, che deve sgorgare da un cuore buono, non una ipocrita felicità quando nel cuore si cova un odio quasi luciferino. Molto spesso questo odio che si cova nel cuore, è diretto a familiari, parenti, colleghi…
È vero, non si dimenticano con facilità offese, persecuzioni, giudizi velenosi, inganni.
Con la Grazia e l’aiuto di Gesù tutto è possibile. È importante arrivare a perdonare nel proprio cuore ogni persona che ci ha fatto del male o con cui abbiamo avuto problemi. È necessario pregare per chi non ci ama, pensare bene di loro, nonostante la durezza dei cuori e i comportamenti non cristiani.
Non è bello agire con ipocrisia o sorridere a coloro che si vogliono quantomeno eliminare…
Bisogna esercitarsi nella preghiera ad amare tutti e sorridere con vero amore a tutti, “in questo sta la costanza e la fede dei santi” (Apocalisse 13,10).

23 agosto 2011

IMPARA AD ESAMINARTI: LENTAMENTE, CON CORAGGIO


Al momento dell'esame sta' in guardia contro il demonio muto. (Cammino, 235)
Esàminati: lentamente, con coraggio. —Non è vero che il tuo malumore e la tua tristezza senza motivi —apparentemente, senza motivi— derivano dalla tua mancanza di decisione nel rompere i lacci sottili, ma “concreti”, che ti ha teso —accortamente, con palliativi— la tua concupiscenza? (Cammino, 237)
Concludi sempre il tuo esame con un atto d'Amore dolore d'Amore : per te, per tutti i peccati degli uomini... —E considera la paterna premura di Dio che ha rimosso gli ostacoli perché non inciampassi. (Cammino, 246)
C'è un nemico della vita interiore, piccolo, sciocco; ma molto efficace, purtroppo: il poco impegno nell'esame di coscienza. (Forgia, 109)
Non attendere la vecchiaia per essere santo: sarebbe un grande sbaglio!
— Comincia adesso, seriamente, di buon grado, con gioia, attraverso i tuoi doveri, il tuo lavoro, la tua vita quotidiana...
Non attendere la vecchiaia per essere santo, perché, oltre a essere un grande sbaglio — insisto —, non sai se per te arriverà.
(Forgia, 113)

DEVI PENSARE ALLA TUA VITA, E CHIEDERE PERDONO



Con serenità, senza scrupoli, devi pensare alla tua vita, e chiedere perdono, e fare il proposito fermo, concreto e ben deciso, di migliorare in questo e in quel punto: in questo particolare che ti costa, e in quello che abitualmente non porti a compimento come devi, e lo sai. (Forgia, 115)
Riémpiti di buoni desideri, che è cosa santa, e Dio la loda. Ma non accontentarti di questo! Devi essere anima — uomo, donna — di realtà concrete. Per realizzare questi buoni desideri, devi formulare propositi chiari, precisi.
— E, dopo, figlio mio, àpplicati a lottare, per metterli in pratica, con l'aiuto di Dio!
(Forgia, 116)
Considera attentamente la tua condotta. Vedrai che sei pieno di errori, che danneggiano te e forse anche coloro che ti stanno accanto.
— Ricorda, figliolo, che i microbi non sono meno importanti delle bestie feroci. E tu coltivi questi errori, questi sbagli — come si coltivano i microbi in un laboratorio —, con la tua mancanza di umiltà, con la tua mancanza di orazione, con le tue omissioni nel compimento del dovere, con la poca conoscenza di te stesso... E, poi, questi focolai infettano l'ambiente.
— Hai bisogno di un buon esame di coscienza quotidiano, che ti conduca a propositi concreti di miglioramento, affinché tu senta un vero dolore per le tue mancanze, per le tue omissioni e per i tuoi peccati.
(Forgia, 481)

"QUESTE ERANO LE COSE DA FARE SENZA TRALASCIARE QUELLE": COMMENTO AL VANGELO DEL 23 AGOSTO 2011


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

Gesù mette il dito nella piaga, non la sua, la piaga dei credenti che alternano momenti di preghiera debole a lunghi silenzi. Se mette il dito nella piaga, causerà leggero dolore a quanti pregano poco o sono agli inizi del cammino e non hanno ancora sperimentato la bellezza della vita spirituale.
Gesù usa molta misericordia verso loro, è molto paziente, li ama così come sono.
Dice però che un cristiano non può assolutamente ignorare “la giustizia, la misericordia e la fedeltà”. Sembrano tre indicazioni gettati lì per caso, noi sappiamo molto bene che il Signore non ha mai detto nulla per caso.
La giustizia è l’esercizio di dare a Dio tutta l’adorazione e agli altri il rispetto e l’amore.
La misericordia indica la comprensione da usare con tutti, la pazienza, la mitezza e l’umiltà.
La fedeltà ai Comandamenti è indispensabile per un cristiano, oltre il Vangelo da osservare.
Questi tre atteggiamenti manifestano inevitabilmente il cammino spirituale.
Inoltre, Gesù evidenzia agli ipocriti scribi e farisei che deve essere pulito l’interno della persona non solo l’esterno. Se il cuore è pieno “di avidità e d’intemperanza”, quindi, di cattiverie, a cosa servono le preghiere e le Sante Messe?
Gesù chiama cieco il fariseo che non vuole vedere la corruzione del suo cuore e rimane a condannare gli errori degli altri. È facile giudicare o condannare gli errori degli altri.
Non serve curare l’esteriorità se poi non si osserva il Vangelo e non si osservavano i Comandamenti. Vogliamo il consenso di Dio o degli uomini?

(padre Giulio Maria Scozzaro)

GUAI A ME SE NON EVANGELIZZASSI!


Come il Tuo apostolo Paolo che, "in mezzo a grandi lotte", ha proclamato il Vangelo e non dottrine false, senza "torbidi motivi", senza "frode alcuna", aiutaci a parlare di Te, con grande chiarezza, senza vergogna e senza raggiri umani, aiutaci ad annunciarTi in ogni momento, opportuno ed inopportuno.
Che nessuno scoglio faccia fallire la missione che ci affidi. Concedici di essere fedeli, di non svignarcela, di darci da fare invece con perseveranza, come un vignaiuolo nella sua vigna, senza indugi e con determinazione, perché Tu ci hai infiammati col fuoco della Tua Parola. Se questa prova ci distrugge, facci restare in piedi, dandoci sempre conforto e speranza.


22 agosto 2011

SE SEI FEDELE, POTRAI DIRTI VINCENTE


Se sei fedele, potrai dirti vincente. — Nella tua vita, benché perda qualche battaglia, non conoscerai sconfitte. Non esistono insuccessi — convincitene —, se agisci con rettitudine di intenzione e col desiderio di compiere la Volontà di Dio. — Allora, con o senza successo, vincerai sempre, perché avrai fatto il lavoro con Amore. (Forgia, 199)
Siamo creature, e come tali abbiamo tanti difetti. Direi che conviene che ve ne siano sempre: sono come un'ombra che fa sì che nell'anima, per contrasto, risaltino di più la grazia di Dio e il nostro sforzo di corrispondere al favore divino. Questo chiaroscuro ci fa più umani, più umili, più comprensivi, più generosi.
Cerchiamo di non ingannarci: se nella nostra vita costatiamo momenti di slancio e di vittoria, costatiamo pure momenti di decadimento e di sconfitta. Tale è stato sempre il pellegrinaggio terreno dei cristiani, non esclusi quelli che veneriamo sugli altari. Vi ricordate di Pietro, di Agostino, di Francesco? Non ho mai apprezzato quelle biografie che ci presentano — con ingenuità, ma anche con carenza di dottrina — le imprese dei santi come se essi fossero stati confermati in grazia fin dal seno materno. Non è così. Le vere biografie degli eroi della fede sono come la nostra storia personale: lottavano e vincevano, lottavano e perdevano; in tal caso, contriti, tornavano alla lotta.
Non sorprendiamoci di vederci sconfitti con relativa frequenza: di solito, o anche sempre, in cose di poca importanza ma che ci affliggono come se ne avessero molta. Quando c'è amor di Dio, quando c'è umiltà, quando c'è perseveranza e fermezza nella lotta, queste sconfitte non avranno mai molto peso. Non solo, ma verranno le vittorie, che saranno a nostra gloria agli occhi di Dio. Non esiste l'insuccesso quando si agisce con rettitudine di intenzione, quando si vuole compiere la Volontà di Dio e si fa affidamento sulla Sua grazia, consapevoli del nostro nulla.
(E' Gesù che passa, 76)

CORONCINA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal Cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto Ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le Sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che Ti domandiamo. Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della Tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e Ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera. Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della Tua Medaglia, se Ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per la Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno. Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

CONTRO LE BESTEMMIE


Gesù rivelò alla Serva di Dio Suor Saint-Pierre, carmelitana di Tours (1843), l'Apostola della Riparazione: "Il Mio Nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l'orribile peccato ferisce apertamente il Mio Cuore.
Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, Lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la pro­pria condanna. La bestemmia è una freccia avvelenata che Mi penetra nel Cuore. Io ti darò una freccia d'oro per cicatrizzar­Mi la ferita dei peccatori, ed è questa:

Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato, il Santissimo, il Sacratissimo, l'adoratissimo, eppure incomprensibile Nome di Dio in cielo, in terra e negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.

Ogni volta che ripeterai questa formula ferirai il Mio Cuore d'amore.
Tu non puoi comprendere la malizia e l'orrore della be­stemmia. Se la Mia Giustizia non fosse trattenuta dalla Miseri­cordia, schiaccerebbe il colpevole verso il quale le stesse cre­ature inanimate si vendicherebbero, ma Io ho l'eternità per punirlo! Oh, se sapessi quale grado di gloria ti darà il Cielo dicendo una volta sola: "O Ammirabile Nome di Dio!" - in spirito di riparazione per le bestemmie!».

GESU' E MARIA VI AMO: SALVATE TUTTE LE ANIME!
SIA BENEDETTA LA SANTA IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA, ORA E NEI SECOLI.

Ripetiamo sovente queste preghiere riparatrici, specie dopo aver sentito qualcuno bestemmiare, Gesù ci renderà un grandissimo merito se Lo consoliamo e ammoniamo con amore e rispetto i nostri fratelli bestemmiatori.

SAPERSI VINCERE TUTTI I GIORNI


Non è spirito di penitenza fare in certi giorni grandi mortificazioni, e in altri tralasciarle. — Spirito di penitenza significa sapersi vincere tutti i giorni, offrendo cose — grandi e piccole — per amore e senza spettacolo. (Forgia, 784)
Ma è in agguato un nemico potente che si oppone al nostro desiderio di incarnare fino in fondo la dottrina di Cristo: è la superbia, che cresce quando non cerchiamo di scoprire dietro agli insuccessi e alle sconfitte la mano benefica e misericordiosa del Signore. L'anima si vela allora di penombra — di triste oscurità — e si sente perduta. L'immaginazione inventa ostacoli irreali che si dissolverebbero se guardassimo le cose con un briciolo di umiltà. A motivo della superbia e dell'immaginazione l'anima si caccia a volte in tortuosi calvari, nei quali però non v'è Cristo, perché dove è il Signore si gode la pace e la gioia, anche quando l'anima è in carne viva e circondata da tenebre.
C'è un altro nemico ipocrita della nostra santificazione: l'idea che la battaglia interiore vada sferrata contro ostacoli straordinari, contro draghi che buttano fuoco dalle fauci. È un altro tranello dell'orgoglio: vogliamo lottare, ma con grande spettacolo, tra squilli di trombe e svettare di stendardi.
Dobbiamo convincerci che il nemico più grande della roccia non è il piccone o altro strumento di demolizione, per potente che sia: è quell'acqua insignificante che penetra, a goccia a goccia, tra le sue fenditure, fino a disgregarne la struttura.
(E' Gesù che passa, 77)

CORONCINA DI SALUTO ALLA MADRE DI DIO


(Si usi la corona del Rosario)

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Sui grani piccoli:
«Candido Giglio della SS. Trinità e Rosa splendente di Paradiso»

Sui grani grossi:
«Ti saluto, o Giglio più bianco della neve, Giglio della raggiante, sempre tranquilla Trinità.
Ti saluto, Rosa brillante della celeste umanità, dalla quale il Re del Cielo volle nascere e prendere il latte verginale: vieni in soccorso di me, povero peccatore, adesso e nell'ora della mia morte. Così sia»

Infine:
Salve Regina

La Madre di Dio ha promesso a Santa Geltrude:
«All'ora della sua morte Mi mostrerò e quest'anima nello splendore di una sì grande bellezza che la Mia vista la consolerà e le comunicherà gioie celesti»

E' UN VOLERE SENZA VOLERE, IL TUO


È un volere senza volere, il tuo, se non elimini decisamente l'occasione. —Non cercare di ingannarti dicendomi che sei debole. Sei... codardo, e non è la stessa cosa. (Cammino, 714)
Il mondo, il demonio e la carne sono degli avventurieri che, approfittando della debolezza del selvaggio che c’è in te, vogliono che, in cambio del misero specchietto d'un piacere — che non vale niente —, tu consegni l'oro fino e le perle e i brillanti e i rubini imbevuti del Sangue Vivo e Redentore del tuo Dio, che sono il prezzo e il tesoro della tua eternità. (Cammino, 708)
Un'altra caduta..., e che caduta!... Disperarti? No: umìliati e ricorri, per mezzo di Maria, tua Madre, all'Amore Misericordioso di Gesù. —Un miserere e in alto il cuore! —Si ricomincia di nuovo. (Cammino, 711)
Molto profonda è la tua caduta! —Comincia le fondamenta da laggiù. —Sii umile. —“Cor contritum et humiliatum, Deus, non despicies.” —Dio non disprezzerà un cuore contrito e umiliato. (Cammino, 712)
Tu non vai contro Dio. —Le tue cadute sono di fragilità. —D'accordo: ma sono così frequenti queste fragilità —non sai evitarle— che, se non vuoi che ti consideri cattivo, dovrò considerarti cattivo e sciocco! (Cammino, 713)

PREGHIERA SPECIALE


Una povera Clarissa defunta apparve alla sua Abbadessa che pregava per lei e le disse: "Sono andata subito al Cielo perché, avendo recitato ogni sera questa preghiera, ho pagato tutti i miei debiti e sono stata preservata dal Purgatorio".

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, Ti offro il Sacro Cuore di Gesù con tutto il Suo amore, con tutte le Sue sofferenze e con tutti i Suoi meriti:
- per espiare tutti i peccati che ho commesso quest'oggi e durante tutta la mia vita passata;
Gloria al Padre...
- per purificare il bene che ho mal fatto quest'oggi e durante tutta la mia vita passata;
Gloria al Padre...
- per supplire
al bene che ho trascurato di fare quest'oggi e durante tutta la mia vita passata. Gloria al Padre...

IL TUO AMORE IN NOI



Dio Onnipotente, infondi in noi un sentimento d'amore così grande, da amarTi in ogni cosa e al di sopra di ogni cosa, da credere che, con Te, diventa possibile tutto quanto ci esorti a fare, poiché noi diventiamo capaci di tutte le grandi azioni che il Tuo Amore può portare a compimento in noi.

15 agosto 2011

PARADISO, PARADISO, O DONNA MISERICORDIOSA, PORTACI TUTTI IN PARADISO!



"Nel Cielo abbiamo una Madre. Il Cielo è aperto, il Cielo ha un cuore!"
(Benedetto XVI, 15 agosto 2005)

LETTERA A GESU'


Penso a Te Gesù mio, a Te che amavi stare molto con la gente, Tu veramente eri uno di compagnia, Tu non Ti davi delle arie, eri semplice e Ti facevi amare da tutti anche se nella Tua città natìa non eri ben accetto; Tu Stesso l'hai detto che nessun profeta è ben accetto nella sua terra; forse non eri ben accetto perchè di Te erano gelosi o perchè come dicevano i Tuoi paesani eri figlio di un falegname.
Sai, caro Amico Gesù, anche adesso come allora mi puoi dire; cos'è che è cambiato?
Quante persone si sentono escluse dalla società perche quella persona è figlia/o di un "falegname", o perchè quella persona viene da una famiglia non considerata e poi ci sono i tanti esclusi da questa società fatta di apparenza e di immoralità.
Gesù Mio,Tu hai incontrato la gente dappertutto: nelle case, all'aria aperta, in riva al lago o in riva al mare, e Tu per parlare di Dio hai approfittato delle occasioni semplici. Tu, Gesù, hai amato tutti senza distinzione alcuna.
Caro Amico mio, ma mi potresti sussurrare all'orecchio cosa ti rendeva speciale come Maestro? Mi piacerebbe saperlo da Te.
La Tua risposta la sento e Tu mi dici: Io dò un DIO alla portata di tutti, un DIO non giustiziere, ma un DIO amico, un DIO che non fa distinzioni, un DIO che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi.
Grazie Gesù, grazie di cuore, grazie perchè Ti sei speso e "appeso" per tutta l'umanità.
Grazie Gesù, perchè eri Tu ad andare dagli altri e non eri chiuso in una "sacrestia" con gli orari fuori dalla porta: "il parroco riceve........" No! Tu non avevi orari e tanto meno un orologio perchè Tu eri a tempo pieno per il prossimo che amavi più di Te Stesso.
Tu non usavi termini cattedrati per convertire,ma parlavi con semplicità, con gesti d'amore e con la sguardo..... ("fissatolo lo amò")!

Tu, Gesù, non hai mai mandato indietro nessuno a mani vuote, Tu non hai negato un pezzo di pane perchè è domenica e la Caritas è chiusa, no. Tu hai detto: "dai da mangiare agli affamati" senza mettere i giorni di apertura e di chiusura perche Tu ci hai insegnato che la carità non ha orari.
Mio Gesù perchè nelle Tue chiese ci stanno tanti che della fede ne hanno fatto un modo di guadagno? Mi sa, caro Gesù, che dovresti tornare di nuovo e scacciare tutti come facesti 2000 anni fa.
Caro Amico mio, prima di chiudere la presente vorrei dirTi grazie perchè, per salvare tutti noi, Ti sei fatto mettere in Croce offrendo tutto Te Stesso, senza riserve; grazie ancora, Maestro, di tutto e appena vedrai Tua Madre Maria, assunta in Cielo in anima e corpo, Ti prego di mandarLe i miei saluti con amore di figlio.


"LA MADRE DI DIO SI E' ADDORMENTATA"


Ecco la chiave per aprire la porta ed entrare nel Regno dei Cieli: “Qui facit Voluntatem Patris Mei qui in Coelis est, ipse intrabit in Regnum Coelorum” —colui che fa la Volontà del Padre Mio..., questi entrerà! (Cammino, 754)

Assumpta est Maria in coelum: gaudent Angeli! Maria è stata portata da Dio, in corpo e anima, in cielo: e gli Angeli gioiscono!
Così canta la Chiesa. Con questa acclamazione di esultanza, cominciamo anche noi la contemplazione di questa decina del Santo Rosario.
La Madre di Dio si è addormentata. Attorno al Suo letto vi sono i dodici apostoli. Mattia ha sostituito Giuda.
E anche noi, per un privilegio che tutti rispettano, siamo lì accanto.
Ma Gesù vuole avere Sua Madre, corpo e anima, nella Gloria. E la Corte celeste spiega tutto il suo splendore per rendere omaggio alla Madonna. Tu e io che, dopo tutto, siamo bambini, prendiamo un lembo dello splendido manto azzurro della Vergine, e così possiamo contemplare quella scena meravigliosa.
La Santissima Trinità riceve e colma di onori Colei che è Figlia, Madre e Sposa di Dio - Ed è così grande la maestà della Madonna, che gli Angeli si domandano: Chi è Costei?
(Santo Rosario, 4º Mistero Glorioso).
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14 agosto 2011

SIGNORE, CONSOLA TU IL MIO CUORE


Mio Dio, sia su di me la Tua mano, consola il mio cuore con la Tua tenerezza e conducimi, con paterna sollecitudine, nelle Tue vie.

SENTIRO' IL CALORE DELLA TUA DIVINITA'


Quando si lavora per Dio, bisogna avere “complesso di superiorità”, ti ho ricordato. Ma questa, mi domandavi, non è una manifestazione di superbia? — No! È una conseguenza dell'umiltà, di un'umiltà che mi fa dire:

Signore, Tu sei Colui che è. Io sono la negazione. Tu hai tutte le perfezioni: la potenza, la fortezza, l'amore, la gloria, la sapienza, il dominio, la dignità... Se io mi unisco a Te, come un figlio che si mette nelle forti braccia di suo padre o nel grembo dolce di sua madre, sentirò il calore della Tua divinità, sentirò le luci della Tua sapienza, sentirò scorrere nel mio sangue la Tua fortezza. (Forgia, 342)


Vi ricordo che se siete sinceri, se vi mostrate quali siete, se vi divinizzate sul fondamento dell'umiltà e non della superbia, voi e io ci sentiremo sicuri in ogni ambiente; potremo chiamarci vincitori e parlare soltanto di vittorie: vittorie interiori dell'amore di Dio, che danno la serenità, la felicità dell'anima, la comprensione.
L'umiltà ci spingerà a compiere grandi lavori, ma a condizione di non perdere la consapevolezza della nostra pochezza, la convinzione della nostra perenne indigenza.
(Amici di Dio, nn. 106)

COME LA VECCHIA PIETRA NASCOSTA NELLE FONDAMENTA, SOTTO TERRA, DOVE NESSUNO TI VEDA


Non voler essere come quella banderuola dorata del grande edificio: per quanto brilli e per quanto stia in alto, non conta nulla per la solidità della costruzione. — Fossi tu come la vecchia pietra nascosta nelle fondamenta, sotto terra, dove nessuno ti veda: proprio per te la casa non crollerà. (Cammino, 590)

Lascia che ti ricordi, tra gli altri, alcuni sintomi evidenti di mancanza di umiltà:
- pensare che ciò che fai o dici è fatto o detto meglio di quanto dicano o facciano gli altri;
- volerla avere sempre vinta;
- discutere senza ragione o, quando ce l'hai, insistere caparbiamente e in malo modo;
- dare il tuo parere senza esserne richiesto, e senza che la carità lo esiga;
- disprezzare il punto di vista degli altri;
- non ritenere tutti i tuoi doni e le tue qualità come ricevuti in prestito;
- non riconoscere di essere indegno di qualunque onore e stima, persino della terra che calpesti e delle cose che possiedi;
- citarti come esempio nelle conversazioni;
- parlar male di te, perché si formino un buon giudizio su di te o ti contraddicano;
- scusarti quando ti si riprende;
- occultare qualche mancanza umiliante, perché non si perda il buon concetto che si ha di te;
- ascoltare con compiacenza le lodi, o rallegrarti perché hanno parlato bene di te;
- dolerti che altri siano più stimati di te;
- rifiutarti di svolgere compiti inferiori;
- cercare o desiderare di distinguerti;
- insinuare nelle conversazioni parole di autoelogio o che lascino intendere la tua onestà, il tuo ingegno o la tua abilità, il tuo prestigio professionale... .

VIVERE LA MESSA

Vivere la Messa significa diventare un silenzio immenso, illimitato, in cui sono seppelliti tutti i rumori.
Vivere la Messa significa vivere nell'umanità intera, è vivere nel Cuore di Gesù Cristo; significa formare il Corpo Mistico del Signore, nel quale non c'è più spazio né tempo.
(Maurice Zundel)

" CHE COSA HANNO DETTO, CHE COSA PENSERANNO..."


Quanto più in alto è collocata la statua, tanto più duro e pericoloso è poi il colpo nella caduta. (Solco, 269)
Sentiamo parlare di superbia e forse ci immaginiamo un agire dispotico, vessatorio: la folla che acclama e il vincitore che passa, come un imperatore romano, piegando il capo sotto gli archi trionfali, per timore di urtarvi la fronte gloriosa.
Dobbiamo essere realisti: tale genere di superbia trova posto soltanto in una fantasia malata. Dobbiamo lottare contro altre forme, più sottili, più frequenti: l'orgoglio di anteporre la propria eccellenza a quella del prossimo; la vanità nelle conversazioni, nei pensieri e nei gesti; una suscettibilità quasi morbosa, che si offende per parole e azioni del tutto inoffensive.
Queste sì che possono essere, e sono, tentazioni comuni. Ci si considera il sole, il centro di coloro che ci sono accanto; tutto deve ruotare intorno a noi. Non è raro che si ricorra, con smania morbosa, a simulare dolore, tristezza, malattia, perché gli altri si prendano cura di noi e ci vezzeggino.
La maggior parte dei conflitti che sorgono nella vita interiore di molte persone, sono un prodotto dell'immaginazione: «Che cosa hanno detto, che cosa penseranno, come mi considerano...». E la povera anima soffre, per triste vanità, a causa di sospetti infondati.
In questa avventura disgraziata, la sua amarezza è continua, ed è causa di disagio per gli altri: tutto questo accade perché non sa essere umile, perché non ha imparato a dimenticare sè stessa e a darsi, generosamente, al servizio degli altri per amore di Dio.
(Amici di Dio, 101)

SICURO NEL TUO AMORE


Signore, i miei bisogni e quelli altrui sono pressanti e, a volte, quasi mi opprimono.
Insegnami la fiducia e la perseveranza, perché possa venire a Te nella fede, sicuro del Tuo amore, pieno di speranza che la mia preghiera verrà esaudita.
Il Tuo silenzio può essere un invito a chiedere di nuovo.
Fa' che, quando chiedo di essere consolato, io cerchi innanzi tutto il Padre, la Fonte stessa della grazia, Colui che la dona, e non cerchi invece soltanto le grazie.

VANGELO DELLA XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO: "DONNA, GRANDE E' LA TUA FEDE!"


"In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita".

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il dialogo centrale avviene tra Gesù e una donna pagana, considerata impura per la sua provenienza. Dopo una breve introduzione, è la donna a prendere l’iniziativa e a supplicare il Signore con molta Fede. Una Fede che la donna scopre dentro, il suo linguaggio è certamente spirituale.
È una grave sofferenza della figlia a munire la donna cananea di coraggio, ma non basta il coraggio quando ci si rivolge a Gesù. Occorre, appunto, ciò che permette di entrare in dialogo con Lui. Ed è la Fede sincera e umile ad attrarre il Signore, a farLo chinare immediatamente verso la creatura che implora qualsiasi Grazia particolare o, addirittura, un grande miracolo.
La figlia della cananea era afflitta da una forte possessione diabolica e da problemi psichici rilevanti. Questi problemi erano certamente collegati all’attività del diavolo nel suo corpo.
Come ho già spiegato, quando satana è lasciato libero di agire in un corpo, vi porta una devastazione impressionante, anche il sorgere di malattie gravi. Soprattutto, causa facilmente esaurimenti nervosi consistenti, mettendo delle fisse nella mente di chi vuole distruggere. Molte malattie mentali sono causate dalla presenza di satana. E rimane indispensabile ricorrere alle medicine, ma la preghiera intensa e le benedizioni di un Sacerdote rimangono indispensabili per la liberazione da ogni causa malefica.
Una delle prove ci viene dalla figlia della cananea. La ragazza sarebbe rimasta in quelle condizioni se non fosse intervenuta la madre, un intervento umile e coraggioso di una madre che ama la propria figlia e si accorge di perderla giorno dopo giorno. Senza l’amore di questa madre, la ragazza sarebbe arrivata alla follia.
Prendete ad esempio la Fede e l’atteggiamento della donna cananea.
Chi non ha un familiare, un parente o un conoscente disturbato seriamente ed incapace di pregare e chiedere aiuto alla Madonna? Perché una delle preghiere che i diavoli odiano terribilmente è il Santo Rosario. Occorre pregare per chi non riesce a pregare, avvicinarsi con amore a chi soffre e parlare della Confessione, della necessità di formare la propria Fede.
Il mondo è pieno di persone insoddisfatte, scoraggiate, depresse. Persone che scoprono l’inutilità del denaro e dei piaceri effimeri, quando incontrano qualsiasi forma di malattia, soprattutto, la depressione o altri sintomi psichici di notevole portata.
Chi non ha fatto l’esperienza del mal di testa o di sofferenze debilitanti? Proprio in quei momenti di acuto dolore, ci si aggrappa a qualcosa. La cananea pregò per la figlia impossibilitata ad esprimere una sola parola.
La preghiera di intercessione è molto importante e potente.
Anche se Gesù manifesta alla donna di voler portare la salvezza ai figli di Israele, il suo intento era quello di provare la cananea. Significa che non basta ripetere delle preghiere in modo meccanico, occorre manifestare una Fede matura. Ed è un percorso da compiere, una lunga strada da seguire, senza cercare deviazioni dottrinali o altre divagazioni viziose.
Senza una Fede forte, la persona che soffre si carica di inquietudine e tristezza, diventa scontrosa e irascibile. Mostra nelle sottilissimi righe del volto una insoddisfazione profonda. Manifesta una arrabbiatura interna che esplode all’esterno. Questa è la mancanza della preghiera.
La donna cananea, una pagana, oggi insegna a pregare.
Il Vangelo evidenzia la sua umiltà, la sua ferma convinzione di avere trovato in Gesù l’unico Salvatore. È una preghiera perseverante, piena di amore verso la propria figlia. È l’amore a rendere migliore la Fede. Non è sufficiente la Fede, è l’amore ad impreziosire una richiesta di miracolo.
Quel pane che Gesù dona a tutti quelli che credono e si confessano è l’Eucaristia, Sè Stesso, il Suo Corpo e il Suo Sangue. Alla donna aveva detto che quel pane non potevano mangiarlo gli estranei, quelli che non Lo accettavano. Ma la replica della donna è felice, risponde esattamente quello che Gesù voleva sentire: si accontenta anche delle briciole.
Le briciole del pane indicate dalla donna, ci fanno venire in mente i frammenti dell’Eucaristia che in quasi tutte le Sante Messe cadono per terra, causando sacrilegi e manifestando una totale mancanza di Fede da parte di chi agisce con assoluta indifferenza. In un minuscolo frammento dell’Eucaristia c’è tutto Gesù. Chi prende l’Eucaristia sulla mano, si rende gravemente colpevole dei frammenti che cadono o si appiccicano e poi cadono inavvertitamente.
Chi è degno di toccare il Corpo di Gesù?
C’è la possibilità di prendere l’Eucaristia in bocca o sulla mano, ognuno manifesta la sua Fede verso Gesù nell’adorazione che mostra e nel rispetto della Sua Persona.

SE SIAMO UMILI, DIO NON CI ABBANDONERA' MAI



Queste depressioni, perché vedi o perché scoprono i tuoi difetti, non hanno fondamento... Chiedi vera umiltà. (Solco, 262)
Quanto più sei grande, tanto più umìliati, così troverai grazie davanti al Signore [Sir, 3, 18].
Se siamo umili, Dio non ci abbandonerà mai. Egli abbatte l'alterigia del superbo, ma soccorre gli umili. Egli libera l'innocente; questi sarà liberato per la purezza delle sue mani [Cfr Gb 22, 29-30]. L'infinita misericordia del Signore non tarda a venire in soccorso di chi Lo invoca umilmente... Malgrado vi siano molti pericoli, benché l'anima si senta perseguitata, benché sia insidiata da ogni parte dai nemici della sua salvezza, non perirà. E ciò non è cosa d'altri tempi: avviene anche ora.
Anche noi, senza azioni portentose realizzando, nella normalità di una semplice vita cristiana, una semina di pace e di gioia, dobbiamo distruggere molti idoli: quello dell'incomprensione, quello dell'ingiustizia, quello dell'ignoranza, quello della pretesa sufficienza umana che volge orgogliosamente le spalle a Dio.
Non intimoritevi e non temete alcun male, anche se le circostanze in cui realizzate il vostro lavoro sono tremende, peggiori forse di quelle di Daniele nella fossa delle belve voraci. La mano di Dio è sempre possente e, se fosse necessario, opererebbe meraviglie.
(Amici di Dio, 104)

INSEGNAMI AD AMARTI CON TUTTO IL CUORE


Signore, insegnami ad amarTi con tutto il cuore e, poiché desidero osservare i Tuoi comandamenti, fa' che sia sempre pronto ad assumere su di me il fardello degli altri e a perdonare coloro che, per una ragione o per un'altra, fanno o dicono qualcosa contro di me.
Possa io sempre ricordarmi di offrire un tale comportamento in espiazione delle offese commesse contro il Tuo Sacro Cuore.

"ECCOMI QUA, PER TUTTO CIO' CHE VUOI"

Come farò perché il mio amore per il Signore continui, perché aumenti?, mi domandi con ardore. — Figlio, abbandonando man mano l'uomo vecchio, dando volentieri anche quelle cose, buone in sé stesse, che però impediscono il distacco dal tuo io...; dicendo al Signore, con i fatti e continuamente: “Eccomi qua, per tutto ciò che vuoi”. (Forgia, 117)
Di nuovo innalzo il mio cuore in rendimento di grazie al mio Dio e mio Signore, perché avrebbe potuto benissimo crearci impeccabili, dandoci un impulso irresistibile verso il bene, ma reputò che i suoi servi L'avrebbero meglio servito se fossero stati liberi di farlo [Sant Agostino, De vera religione, 14, 17].

Quanto sono grandi l'amore, la misericordia di Dio nostro Padre! Di fronte all'evidenza delle sue 'divine pazzie' per i Suoi figli, vorrei avere mille bocche, mille cuori, e più ancora, per poter vivere in continua lode a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo. Pensate che l'Onnipotente, Colui che con la Sua Provvidenza regge l'Universo, non vuole dei servi forzati; preferisce avere dei figli liberi.
È alla portata della creatura rispondere di no a Dio, respingere questo principio di felicità nuova e definitiva. Ma se così fa, non è più figlio e diventa schiavo.
Perdonate l'insistenza. È evidente, e del resto lo possiamo verificare spesso intorno a noi o in noi stessi, che nessuno sfugge a qualche tipo di servitù.

Alcuni si inginocchiano davanti al denaro; altri adorano il potere; altri, la relativa tranquillità dello scetticismo; altri fanno della sensualità il loro vitello d'oro. E la stessa cosa accade in campi più nobili. Ci affanniamo in un lavoro, in un'impresa di proporzioni più o meno grandi, nello svolgimento di un'attività scientifica, artistica, letteraria, spirituale. Se c'è impegno, se c'è vera passione, chi si applica vive da schiavo, si dà con gioia al servizio del compito che si è prefisso. (Amici di Dio, 33-34)

UNA BELLISSIMA PREGHIERA DEL MATTINO


Signore, Ti ringrazio per avermi concesso di vedere un nuovo giorno.
La meraviglia del Tuo Creato mi avvolge di emozioni.
Con gli occhi della fede ci mostri Signore già il Tuo Paradiso.
Solo la nostra superbia lo cela ai nostri occhi.
Sia fatta sempre la Tua volontà, o Signore.

8 agosto 2011

L'AMORE O E' GRATUITO O NON E' AMORE



‎Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:

“Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro

Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro

Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro

Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro

Per aver preso due volte “ottimo” a scuola: 2 Euro

Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: 1 Euro

Totale: 9 Euro”.

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:

“Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro

Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro

Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro

Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro

Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro

Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro

Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro”.

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”.

Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci. Quando nei rapporti personali e familiari si cominciano a fare i conti, è tutto finito. L’amore o è gratuito o non è amore”.

TRIDUO A SANTA CHIARA D'ASSISI (per ottenere grazie) IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'11 AGOSTO


Santa Chiara d’Assisi si definiva “pianticella di Francesco”. Il loro era un legame speciale, che esprimeva unità di valori e di intenti. Chiara, in tutta la sua vita, amò il suo sposo, Gesù, e guardò al “poverello” come ad un punto sicuro di riferimento, come una creatura che incarnava l’amore del Creatore per il mondo.
Così sono le coppie: “pianticelle di Dio”.

Una pianta va curata, da subito e sempre, altrimenti in poco tempo si secca e muore. Una pianta tende verso la luce, spesso si sviluppa verso l’alto. Ci vogliono mani sapienti e tanta passione e allora quella pianticella porterà frutto! Se le coppie vedono nel coniuge il volto e la tenerezza di Dio e si “curano” vicendevolmente, portano frutto, aprendosi e rendendo la propria vita piena e feconda.
TRIDUO A SANTA CHIARA D' ASSISI

- O Serafica Santa Chiara, prima discepola del Poverello d' Assisi, che abbandonasti ricchezze ed onori per una vita di sacrifi-cio e di altissima povertà, ottienici da Dio con la grazia che imploriamo (...) di essere sempre sottomessi al divino volere e fiduciosi nella provvidenza del Padre. Pater, Ave, Gloria...
- O Serafica Santa Chiara, che pur vivendo segregata dal mondo non dimenticasti 1 poveri e gli afflitti, ma ti facesti loro madre sacrificando per essi le tue ricchezze e compiendo molti miracoli in loro favore, ottienici da Dio, con la grazia che imploriamo (...), la carità cristiana verso 1 nostri fratelli bisognosi, in tutte le necessita spirituali e materiali. Pater, Ave, Gloria...
- O Serafica Santa Chiara, luce della nostra patria, che liberasti la tua città dai barbari devastatori, ottienici da Dio, con la grazia che imploriamo (...), di vincere le insidie del mondo contro la fede e la morale conservando nelle nostre famiglie la vera pace cristiana con il santo timore di Dio e la devozione al Santissimo Sacramento dell' altare.
Pater, Ave, Gloria...

PREGATE SEMPRE, SENZA STANCARVI!


Signore Gesù, perdonaci se noi, che riceviamo la manna del Tuo Corpo e del Tuo Sangue nel deserto di questa vita, qualche volta abbiamo mormorato tra di noi e contestato contro la Volontà di Tuo Padre.
Aiutaci ad ascoltare umilmente la Tua Parola e ad apprendere la verità. Concedici di rispondere nella fede e nell'amore al Tuo Pane Vivo, qui ed ora, in modo da essere innalzati alla pienezza della vita nell'ultimo giorno.

7 agosto 2011

LASCIA A GESU' IL TIMONE DELLA TUA VITA


Gesù che cammina sulle acque e viene verso di noi... è una rivelazione della Sua potenza divina.

Ecco! I discepoli Lo vedono avanzare verso di loro. Furono sconvolti e gridarono dalla pura e dissero: "E' un fantasma".
Ma subito Gesù parlò loro incoraggiandoli: "Coraggio, sono Io, non abbiate paura!".

Dove c'è molta paura, c'è poca fede...
Pietro chiese a Gesù di poter camminare anch'egli sulle acque come se fossero terraferma...i suoi passi cominciarono a muoversi spediti ma appena subentrò il soffiare forte del vento si impaurì e chiese aiuto ... "Signore, salvami!". Gesù lo aiutò, dicendogli: "Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?".
Quante volte anche noi camminiamo senza indugio alcuno, mossi dalla fede, ed anche noi, come Pietro, al sopraggiungere delle prime avversità arrestiamo i nostri passi, paralizzati dalla paura...

Gesù viene in nostro soccorso e ci prende la mano, ammonendoci però, perchè la nostra fede non è così forte come crediamo, e per tal motivo lasciamo che a prendere il sopravvento sia la paura.
Gesù ci insegna che non dobbiamo avere paura ... senza la fede nulla possiamo, ma attraverso l'Amore in Cristo nulla ci è precluso e non dobbiamo temere niente e nessuno.

Quando ci troviamo nel mare in tempesta, affidiamoci a Lui : "Gesù pensaci Tu!" La tempesta si diraderà...e nessuna paura riuscirà a prendere il sopravvento.
Signore aiutami a non dubitare di Te, a vincere le mie paure, le mie insicurezze e
quando sopraggiungerà la tempesta non sarò sola, perchè con me ci sarai Tu...sempre...per sempre.

5 agosto 2011

RIPOSO SIGNIFICA RIPRENDERSI: RIGENERARE LE FORZE


Riposo significa riprendersi: rigenerare le forze, gli ideali, i progetti... In poche parole: cambiare occupazione, per ritornare poi con nuovo brio al lavoro consueto. (Solco, 514)
La santità, l'autentico desiderio di raggiungerla, non si concede soste né vacanze.
(Solco, 129)
Utilizzami bene il tempo. —Non ti dimenticare del fico maledetto. Faceva già qualcosa: dare foglie. Come te...
—Non dirmi che hai delle scuse. —Non valse al fico —narra l'Evangelista— il fatto che non fosse tempo di fichi quando il Signore andò a cercarne.
—E rimase sterile per sempre.
(Cammino, 354)
Lottate contro l'eccessiva comprensione che ciascuno prova verso di se: siate esigenti con voi stessi! Talvolta pensiamo troppo alla salute; al riposo, che peraltro non deve mancare, perché è necessario per ritornare al lavoro con rinnovate energie. Ma il riposo — come ho scritto tanto tempo fa — non consiste nel non far nulla: consiste nel distrarci con attività che richiedono meno sforzo. (Amici di Dio, 62)

IL MISTERO DELLA TUA PRESENZA IN ME


Perché, Signore, molti di noi, cresciuti nella vera fede fin dall'infanzia, l'abbandonano all'avvicinarsi dell'età adulta o diventano ad essa indifferenti, mentre invece altri, cresciuti senza contatto alcuno con Te, conoscendoTi poco o nulla, si danno completamente a Te fin dalla prima volta che Ti manifesti a loro?
Anch'io, come sono stato poco sensibile nei Tuoi confronti!

Eppure Tu sei in me dal battesimo!
Apri i miei occhi ora, Signore, al mistero della Tua presenza in me e io cercherò di non lasciare che il mio sguardo si smarrisca di nuovo.

METTERE AMORE NELLE PICCOLE COSE


Lontano laggiù, nell'orizzonte sembra che il cielo si unisca alla terra. Non dimenticare che, dove veramente la terra e il cielo si uniscono, è nel tuo cuore di figlio di Dio. (Solco, 309).
Questa dottrina della Sacra Scrittura, che si trova, come sapete, nel cuore stesso della spiritualità dell'Opus Dei, vi deve spingere a realizzare il vostro lavoro con perfezione, ad amare Dio e gli uomini facendo con amore le piccole cose della vostra giornata abituale, scoprendo quel qualcosa di divino che è nascosto nei particolari. Vengono a pennello, a questo proposito, i versi del poeta di Castiglia: « Pian pianino, con bella grafia: / ché fare le cose bene / vale più che farle».
Vi assicuro, figli miei, che quando un cristiano compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza di Dio. Per questo vi ho ripetuto, con ostinata insistenza, che la vocazione cristiana consiste nel trasformare in endecasillabi la prosa quotidiana. Il cielo e la terra, figli miei, sembra che si uniscano laggiù, sulla linea dell'orizzonte. E invece no, è nei vostri cuori che si fondono davvero, quando vivete santamente la vita ordinaria...
(Colloqui con Mons. Escrivá, 116)