" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

22 gennaio 2011

PERLE DI SAGGEZZA

Per giungere dove non sei, devi passare per dove non sei. Per giungere a possedere tutto, non volere possedere niente. Per giungere ad essere tutto, non volere che essere niente”.

“Non pensare ad altro se non che tutto è disposto da Dio. E dove non c’è amore, metti amore e ne riceverai amore”.
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(S. Giovanni della Croce)

COLLOQUIO D'AMORE


Signore, sono affamato di Te!

Nutri questo mendicante
col flusso continuo della Tua Divinità.

Rallegrami con la presenza,
che tanto desidero, della Tua grazia.

Ecco la mia domanda, ecco il mio desiderio:
che il Tuo amore che arde
mi penetri interamente,
mi riempia e mi trasformi a Tua immagine.

O Luce che sempre brilla
e non è mai oscurata, illuminami!

Fuoco che sempre brucia
e non si estingue mai, abbracciami!

O Amore, sempre ardente
e che mai s'intiepidisce,
assorbimi e trasformami in Te!

O Amato, donami di trovarTi,
e poi tenerTi e di stringerTi forte a me
in un abbraccio spirituale.

Io Ti desidero, sospiro verso di Te.

ConcediTi a me,
unisciTi intimamente alla mia anima
e inebriami con il vino del Tuo Amore.

O Gesù,
Fiore più bello della più bella primavera;
Vita eterna, Vita che sei la mia vita
e senza la quale muoio;
Vita che sei la mia gioia
e senza la quale piango;
amabile e dolce Vita,
donami di essere unito
e di addormentarmi nella pace in Te.

Abbatti, dolce Gesù,
l'odiosa muraglia della mia tiepida vita
e fa' che in tutta gioia e libertà,
io Ti segua con un coraggio invincibile.

Fa' che si levi il vento violento
di una infinitamente ardente carità,
che mi precipiti in Te così impetuosamente
da far sì che non abbia
più altro respiro all'infuori di Te.

21 gennaio 2011

LA DEVOZIONE DELLE TRE AVE MARIA

Santa Matilde, per quanto ormai consumata in santità, per quanto unita a Dio in una specie di Paradiso anticipato, aveva una grande paura della morte.
Voleva che il grande passaggio fosse anche per lei — come per molti Santi — nient’altro che un ultimo atto di amore. Tuttavia, per la sua grande umiltà e il basso concetto che aveva di sè stessa, temeva assai quel momento.
Intensificando allora le sue preghiere e la sua confidenza verso la Mamma del Cielo, La scongiurava con dolci lacrime di non abbandonarla in punto di morte.
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Meravigliosa e consolante fu la risposta della Madre di Dio a quell’anima in pena, che rappresen­tava in quell’istante tutta l’umanità, di fronte al momento estremo della morte:
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"Io farò ciò che Mi chiedi, figlia Mia, impegnandoMi con una solenne promessa. Ma chiedo che da te siano recitate ogni giorno fedelmente e devotamente tre Ave Maria.
La prima per ringraziare l’eterno Padre di averMi reso onnipotente in Cielo ed in terra.
La seconda in onore del Figlio Divino per avermi dato lumi e sapienza impareggiabili fra tutti gli angelici Spiriti.
La terza in ono­re dello Spirito Santo per aver acceso nel Mio Cuore le fiamme più ardenti dell’amore Suo.
Non temere, Mi servi­rò della Mia potenza per distruggere nel punto estremo del­la tua vita la potenza dell’eterno nemico, mentre adopererò il lume della Mia sapienza per fortificare in quel tremendo istante la tua fede e la fiamma della Mia carità per supplire in quel momento all’insufficienza del tuo amore.
Nessuno può farMi un saluto più dolce che usan­do con riverenza la parola: Ave che Dio Padre Mi ri­volse, confermando così, con la Sua Onnipotenza ch’Io fossi libera da ogni macchia di peccato.”
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Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dalle insidie del maligno in vita e specialmente nell'ora della morte,
per il potere che Ti ha concesso l'Eterno Padre. Ave, o Maria...
per la sapienza che Ti ha concesso il Divin Figlio. Ave, o Maria...
per l'amore che Ti ha concesso lo Spirito Santo. Ave, o Maria...

20 gennaio 2011

L'INTIMA AMICIZIA CON GESU'

Quando è presente Gesù, tutto è per il bene e nulla pare difficile. Invece, quando Gesù non è presente, non parla nell'intimo, ogni cosa ci appare complicata; ogni consolazione terrena vale assai poco. Se invece il Signore dice anche soltanto una parola, sentiamo una grande consolazione.

Momento felice, quello in cui Cristo ci invita dalla tristezza al gaudio spirituale. Siamo aridi ed aspri senza di lui; siamo sciocchi e vuoti se andiamo dietro qualche altra cosa che non sia Gesù.
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Non ci sarà nemico che potrà farci del male se il Signore ci sarà amico. Chi trova Gesù, trova un Tesoro Prezioso; chi Lo perde, perde più di quanto si possa immaginare.
Grande avvedutezza è saper stare sempre vicino a Gesù Cristo; grande sapienza è sapersi tenere stretti a Lui. Dobbiamo avere umiltà e pace, e Lui sarà sempre con noi. Senza di Lui come amico non si può vivere pienamente; senza Gesù saremo estremamente tristi e desolati.
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E' da stolti se poniamo la nostra fiducia negli uomini e non nel Signore.
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E' preferibile avere il mondo intero contro, e Gesù dalla nostra parte, che essere lodati da tutti gli uomini e non godere della benedizione di Gesù.
Tra le persone care, ci sia caro più di tutti il Signore; Egli è il solo Amico che troviamo sempre, buono e fedele.
Nei rapporti affettivi non bisogna lasciarsi prendere nel proprio cuore completamente dall'amore dell'altro, ma bisogna lasciare posto anche a Gesù che è fuoco che arde e non consuma.
Chiediamo a Gesù ciò che vogliamo; se è cosa buona ci sarà accordata; l'importante è mantenere la nostra intima amicizia anche se la nostra richiesta non dovrebbe essere approvata; vuol dire che il Signore ha un altro disegno su di noi.
Non è la grazia che ci rende meritevoli della Vita Eterna, ma le nostre buone opere e, soprattutto, la nostra fede ed il nostro amore verso Dio. Chi è amico di Gesù, sopporta anche le più aspre tribolazioni; chi invece è lontano da Lui, vive un duro inferno.

UN PICCOLO PENSIERO


Un pensiero..
a chi termina la sua giornata di sofferenza,
a chi inizia la sua serata di frustrazione,
a chi soffrirà rientrando a casa,
a chi non trova le parole,
...e a chi le ha perdute per sempre..

Un pensiero..
a chi pensa che non ci sia più nulla da fare,
a chi ha gettato la spugna,
a chi ha tirato i remi in barca,
e si sta lasciando morire..

Un pensiero..
a chi lotta ogni giorno per rimanere a galla,
a chi è circondato da gente incapace di ascoltare,
a chi si sente solo, inutile e sconfitto,
a chi, anche oggi, si è sentito completamente ignorato..

Un pensiero..
a tutti quelli, come noi,
che, in alcuni momenti,
si sentono o si sono sentiti così,
ma poi trovano sempre un appiglio,
per andare avanti
e ogni giorno rinascere...

GESU', IO SPERO IN TE!

Sono qui, Signore;
come il cieco della strada,
passi vicino a me e non Ti vedo.
Ho gli occhi chiusi
e li sento ricoperti di squame pesanti
che mi impediscono di vederTi.
Voglio, Signore,
fissare i miei occhi nei Tuoi,
e leggervi la Tua amicizia.
Voglio vedere il Tuo Volto
con occhi puliti.
Voglio aprire i miei occhi
alla luce del Tuo Vangelo.
Voglio guardare in faccia la vita
e darle un senso.
Voglio che la fede
sia lampada ai miei passi.
Voglio vederTi e imparare
che la vita, il dolore e la morte
senza la tua luce sono un caos.
Voglio vedere in ogni uomo un fratello.
Voglio aprire i miei occhi
e guardare dentro la mia vita.
Voglio fissare i miei occhi sulle cose
e scoprire in esse la Tua impronta.
Signore Gesù, aiutami a vederTi.

SEGUIRE DIO

Porre la propria fiducia in Dio, credere che solo Lui può dare stabilità e pienezza, senso alla nostra vita; di questo ci ammonisce anche il Profeta Geremia (17,5-8). Egli, in tempi difficili, ha scelto di stare dalla parte di Dio, a differenza di quanti confidano negli idoli, non accorgendosi che stanno commettendo una empietà, una vera e propria follia.

Ma in ogni caso la conseguenza è chiara: l’infelicità per chi disprezza Dio, la felicità per chi, al contrario, Lo onora e Gli è sottomesso. L’opposizione tra felici e infelici si precisa ulteriormente nell’insegnamento che l’apostolo Paolo indirizza ai Corinzi (15,12-16): ciò che fissa il destino degli uni e degli altri è la fede nella Risurrezione di Cristo e dei morti o l’incredulità.

L’evangelista Luca ci parla di Gesù che annuncia, “in un luogo pianeggiante”, la buona novella ai poveri, che chiama beati perché non hanno nel cuore altre ricchezze o idoli, ma sono aperti e disponibili.

Il Regno che Gesù, il Messia è venuto a proclamare e a realizzare è per loro e per quanti, tra i discepoli, sono disposti a lasciare tutto e a seguire il Maestro. E saranno beati quando, incompresi e odiati, saranno anche perseguitati a causa del suo Nome e del Vangelo; avranno, allora, la certezza di essere sulla via giusta.
Dio vi benedica.

(Vito Matraxia)

MARIA, TU HAI PARTORITO LA VITA, LA GRAZIA E LA GLORIA

Ecco perché tutte le nazioni Ti chiameranno Beata, Santissima Vergine, perché hai partorito la Vita, la Grazia e la Gloria; la Vita per i morti, la Grazia per i peccatori, la Gloria per i miserabili.

(Cardinale Hugues de Saint-Cher In: "San Jean Eudes, L’ammirevole Cuore della Santissima Madre di Dio")

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

PREGHIERA PER IL PERDONO DEI PECCATI

Signore Dio,
come posso capire i miei errori?
Lavami dai peccati nascosti
cui tengo ancora,
frènami dal commettere peccati
abitudinari e sfrenati.

Signore, fai sì che il peccato
non abbia il dominio su di me,
purificami con la Tua mano guaritrice
e con il Tuo perdono;

in questo modo sarò innocente
e senza macchia di peccato;
fai sì che le parole della mia bocca
e la direzione del mio cuore
siano accetti davanti ai Tuoi occhi, o Signore.

Tu sei la mia Forza
ed il mio Redentore;
nel Nome di Cristo Gesù, io Ti prego.
Amen.

IL PECCATO

Qual’ è la radice comune di ogni peccato?
Quali conseguenze provoca il peccato? Come si esce dal peccato?
A queste e altre simili domande cercano di dare una risposta le lettere di Paolo. Dietro ogni peccato si nasconde la pretesa dell’uomo di sostituirsi a Dio (“diventerete come Dio”, dice il serpente alla donna), considerato come un avversario dal quale difendersi.

L’uomo ha già deciso in anticipo come dev’essere Dio (è il peccato contro lo Spirito Santo di cui parla Gesù) e rifiuta di accogliere ciò che non rientra nel suo schema ipotetico.

In realtà l’uomo si accorge ben presto che il peccato non solo non lo rende uguale a Dio, ma anzi lo “spoglia” anche della propria identità: egli non sa più dove sia e chi sia. Dopo il peccato comincia a nascondersi: si nasconde davanti a Dio perché ha paura e si sottrae davanti alle sue responsabilità, addossandole agli altri.

Ma la benedizione di Dio non abbandona l’uomo peccatore: Cristo è più forte del male e può liberare l’uomo dal potere delle tenebre. Per uscire dal dominio del peccato bisogna compiere la Volontà di Dio: non è sostituendosi a Dio che l’uomo guadagna la salvezza, ma affidandosi a Lui.

A chi crede, Dio “procura una quantità smisurata ed eterna di gloria… una dimora eterna… nei cieli.
Dio vi benedica.
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(Vito Matraxia)

19 gennaio 2011

ESORTAZIONI UTILI NELLA PROPRIA VITA

"Non aprire il tuo cuore al primo che càpita" (Siracide 8,22); e i tuoi problemi trattali con chi ha saggezza e timore di Dio.
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Cerca di stare raramente con persone sprovvedute e sconosciute; non metterti con i ricchi per adularli; non farti vedere volentieri con le persone importanti. Stai, invece, accanto alle persone umili e semplici, devote e di buoni costumi; e con esse tratta anche di cose che giovino alla tua santificazione.

Cerca di non avere contatto con persone stolte e immorali, o che hanno cattive abitudini. Considera Dio il tuo migliore Amico e cerca di essere unito principalmente a Lui ed ai Suoi angeli, evitando di porre particolare fiducia negli uomini.

Non impicciarti in faccende altrui che non ti riguardano.

Evita l'eccessiva popolarità.

Cerca, infine, di essere sempre uniforme nel comportamento con gli altri, senza fare differenze di persone, evitando così che potresti non piacere a quelle persone.

E' UN FATTO MIRABILE CHE UN UOMO SIA STATO CONCEPITO SOLO DA UNA DONNA

È un fatto mirabile che la donna sia stata fatta, all’inizio, da un uomo solo ; ma è molto più mirabile che un Uomo sia stato fatto solo da una Donna.
È un fatto mirabile che Dio abbia fatto l’uomo a Sua immagine e somiglianza, ma è ancora più mirabile, che Si sia fatto Lui Stesso a immagine e sembianza dell’uomo.

(Cardinale Hugues de Saint-Cher In : San Jean Eudes, L’ammirevole Cuore della Santissima Madre di Dio)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

18 gennaio 2011

LA VITA ANCHE COME SACRIFICIO

Una delle paure più grandi dell'uomo è quella di soffrire. Spesso, davanti alla domanda: "Perchè proprio a me?", il primo ad essere interpellato è proprio Dio. Magari ci dimentichiamo spesso di Lui, ma basta un insuccesso, una delusione, una prova, un dolore... e subito diamo la colpa a Lui. La sofferenza resta un mistero: la fede dà, però, la forza di combattere la sofferenza e la pace interiore per viverci dentro, in modo da superarla.
Grazie ad una grande fede c'è persino chi è "beato nel pianto!".

Un giorno, mentre Gesù stava sulla barca con i Suoi discepoli, si sollevò una grande tempesta di vento, e questa gettava le onde sulla barca. I discepoli, per la paura di affondare, svegliarono Gesù che stava dormendo, e Gli dissero: "Maestro, non t'importa che moriamo?". Ma il Signore fece subito calmare le acque, rimproverando poi i discepoli per mancanza di fede.

Così siamo anche noi, che rimproveriamo Dio quando la nostra vita è in balìa degli eventi e delle tribolazioni, e sembra che Lui non si curi per nulla della nostra situazione.

Fratelli, la sofferenza fa parte della vita; dobbiamo imparare a rafforzarci sempre di più interiormente, per essere pronti a fronteggiare le avversità tragiche della vita stessa.

Dio, con la Sua sofferenza in Cristo Gesù, non ha eliminato il dolore, ma ha dato un senso alla sofferenza umana.

L'Onnipotente ci ha insegnato che il dolore e la morte non sono le ultime parole. L'ultima parola è la Vita, quella Eterna.

Spesso noi cristiani vorremmo che Dio intervenisse ogni qualvolta ci troviamo in difficoltà. Indubbiamente, Egli non è sordo alle nostre sofferenze, ma Lui sa quando e come intervenire, sempre pronto a dire al male "Taci, calmati!".

Inoltre, sulla Croce, Gesù accanto ai due miseri ladroni, ci fa capire che il Dio dei cristiani è una Persona che sta dalla parte dell'uomo; ci insegna che anche il più miserabile, il più disgraziato degli uomini trova qualcuno che gli sta vicino. Perciò non dobbiamo avere paura delle tribolazioni, perchè Gesù Risorto continua ogni giorno a remare con noi nel mare della vita.

17 gennaio 2011

OGNI AVVERSITA' VA SOPPORTATA PER CONSEGUIRE LA VITA ETERNA

Fratelli, non lasciamoci sopraffare dai compiti che ci siamo assunti per amore di Gesù; non lasciamoci mai abbattere dalle tribolazioni. In ogni evenienza ci dìa, invece, forza e consolazione la Sua promessa di Vita Eterna.
Non durerà a lungo la nostra sofferenza quaggiù; non continuerà per sempre il peso dei nostri dolori. Attendiamo un poco, e li vedremo finire d'un tratto; verrà il momento in cui fatiche ed agitazioni cesseranno. E' poca cosa e dura poco, tutto ciò che passa in questa vita. Facciamo quel che dobbiamo; svolgiamo con passione il nostro lavoro; Gesù stesso sarà la nostra Ricompensa. Scriviamo, leggiamo, cantiamo, preghiamo e inoltre sopportiamo le avversità: premio a questo, alle più grandi lotte con sè stesso, è la Vita Eterna.

Sarà pace, in quell'ora che sa il Signore, e non ci sarà più giorno e notte come adesso, ma perpetua luce, chiarità infinita, pace ferma e sicura tranquillità. Allora non diremo: "Chi ci libererà da questo corpo mortale?", e non esclameremo: "Ohimè, quanto si prolunga il mio stare quaggiù".

La morte sarà annientata e vi sarà piena salvezza, senza ombra di angustia; e intorno a noi una gioia beata, una soave schiera gloriosa. Se noi vedessimo il premio eterno che ricevono i santi in cielo; se vedessimo di quanta gloria esultano ora, essi che un tempo erano ritenuti spregevoli e quasi immeritevoli di vivere, per certo ci getteremmo subito a terra, preferendo essere inferiori a tutti, piuttosto che metterci al di sopra degli altri, anche di uno solo; non desidereremmo giorni lieti in questa vita ma tribolazioni sopportate per amore di Dio; infine crederemmo che il guadagno più grande consiste nell'essere considerato un nulla tra gli uomini.

Grande virtù se queste cose avessero un gusto per noi e ci scendessero nel profondo del cuore! Infatti, non è cosa di poco conto, perdere o guadagnare il Regno di Dio.

Alziamo, dunque, lo sguardo al cielo: ecco Gesù insieme a tutti i santi, i quali sopportarono grandi lotte nella vita terrena. Ora essi sono nella gioia, ricevono consolazione, stanno nella serenità, nella pace e nel riposo. E resteranno con Gesù nel Regno del Padre, per sempre.

Facciamo anche noi in modo di essere presenti nel Regno di Dio per godere della Sua presenza beatifica.

L'UMILTA'

Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo:
– Chi mai potrà scamparne?
E udii una voce che mi disse:
– L'umiltà.
.
(Sant'Antonio abate)

16 gennaio 2011

SIGNORE, AIUTAMI!

Signore,
aiutami a dire la verità davanti ai forti
e a non mentire
per avere l'applauso dei deboli.
Se mi dai fortuna, non togliermi la ragione.
Se non ho fortuna,
dammi la forza per trionfare sul fallimento.
Se mi dai successo, non togliermi l'umiltà.
Se mi dai l'umiltà, non togliermi la dignità.
Se sarò in difetto con la gente,
dammi il coraggio di chiedere scusa;
e se la gente mancherà con me,
dammi il coraggio di perdonare.
Signore, se mi dimentico di Te,
non ti dimenticare di me!

Amen.
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Non stanchiamoci mai di chiedere il Suo aiuto.
Lui c'è sempre, e ci ascolta!!!

GUARIRE CON LA PREGHIERA

La preghiera, unita alla fede, ha una forza che nemmeno immaginiamo. Ci avvicina a Dio più che ogni altra cosa e permette che vengano esauditi tutti i nostri desideri, più o meno importanti. Spesso è la mancanza di convinzione, la scarsa umiltà, il chiedere senza amore che ci allontana da quello che vogliamo. Chiedi e ti sarà dato, diceva Gesù, senza porre limite alcuno alla richiesta.

"Quale padre darebbe un sasso al figlio che gli chiede un pezzo di pane, o darebbe un serpente al figlio che gli chiede un pesce? Se voi, quindi, che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, tanto più il Padre vostro che è nei Cieli darà cose buone a quelli che Gliele domandano!", diceva ancora Gesù Cristo.

Per questo è necessario pregare, sempre e comunque, soprattutto quando i dubbi ci assalgono, come è normale che sia, per raggiungere un più alto livello di comprensione. Non c'è un solo momento sbagliato per pregare. Prima di addormentarsi e al risveglio, facendo colazione e a pranzo, al lavoro e nel tempo libero; si può pregare insieme o in compagnia, in una Chiesa o nell' intimo della nostra camera.

Vi accorgerete immediatamente degli effetti benefici della preghiera. Quando pregate con fede e credete veramente che tutto può succedere e che tutto ciò che chiedete vi sarà dato, come Gesù ci ha insegnato, allora vi renderete conto che la vita è qualcosa di meraviglioso già qua, sulla nostra bella Terra.

Martin Luther King pregava almeno 3 ore al giorno; il Dalai Lama, prima di incominciare qualsiasi attività alle 7 del mattino, pregava per almeno 4 ore; lo stesso faceva e predicava Madre Teresa e tutti i grandi santi e illuminati che dir si voglia, avevano un rapporto particolare con Dio, fatto di intimi colloqui e di preghiera per sè stessi e per l' umanità intera.

Molti di noi preghiamo, spesso in maniera inconsapevole, per strada, al lavoro, durante una partita, prima di un esame ... chiediamo a Qualcuno una mano di aiuto per le più svariate circostanze, anche le più futili e apparentemente insignificanti.
Preghiamo in modo particolare nel momento del bisogno nostro o dei nostri cari.
E' bello pregare, parlare con il Creatore, e chiedere di donarci la forza e la saggezza, la pace e la serenità per affrontare la vita con il sorriso sulle labbra; preghiamo per chiedere la forza di superare le avversità che dovessero presentarsi lungo il nostro cammino. Preghiamo per avere il dono dell' accorgerci di quanto bello è tutto ciò che ci circonda.
Preghiamo per tante cose di ogni giorno, dalle più importanti alle più piccole e questo perchè abbiamo un continuo bisogno di parlare con l' Essere cui fin dalla nostra nascita siamo protesi.

Per questo la preghiera unita alla fede può fare miracoli veri e propri.

Migliaia sono i casi di guarigioni dovute alla fede, ma miliardi sono i casi in cui i nostri più disparati desideri espressi anche tramite le preghiere, sono stati esauditi.

Quindi la preghiera ha tante sfaccettature, così come il nostro stesso pensiero.
Preghiera intesa come colloquio con Dio. Un discorso a quattro occhi col nostro Creatore dove riveliamo le nostre sensazioni più profonde. E' come gridare al mondo il nostro urlo di dolore o la nostra richiesta d' aiuto.
E' come rivelare i nostri desideri più intimi o come esprimere il nostro più sentito ringraziamento per quanto ogni giorno la vita ci dona.

Sì, la preghiera è anche questo. Ringraziare con tutto il cuore e con tutto il nostro amore per tutto quello che abbiamo ricevuto, a incominciare dalla vita stessa.

Dio e l' universo da Lui creato rispondono alle nostre lodi, ai nostri messaggi d' amore e al nostro rendere grazie.

Quando accogliete con gratitudine i doni, l' universo entra nella spirale magica della felicità e non farà altro che ricompensarvi con sempre nuovi doni.
La preghiera sentìta, il comunicare amorevole con il creato vi renderà capaci di realizzare tutti i vostri desideri.
Provate da subito e vedrete come immediatamente la vostra giornata prenderà una piega diversa, puntando senza ostacoli alla vera gioia e felicità. Incominciate la vostra giornata con una preghiera di aiuto e di sostegno e subito dopo ringraziate per tutti i doni che vi sono piovuti dal Cielo: respirate! Vedete! Sentite! Vivete!
Guardate fuori dalla finestra e rendetevi conto di quante cose belle potete ammirare ogni giorno per estasiare i vostri sensi: il cielo, i fiori, gli uccellini, le piante, il gatto, il cane, un fratello, la mamma, la moglie, il marito, un figlio, una canzone, una poesia, un libro, un gelato, una fragola, un film, una pasta, una torta, un quadro, una parola, la poltrona, il letto, la doccia, l' acqua, il sole, la pioggia,il mare, la montagna, una statua, un filo d' erba, una lumachina, un profumo.........
Cavolo! Quante belle cose abbiamo a disposizione per allietare le nostre giornate!
E, pensate un pò, non sono nemmeno tra quelle richieste nelle nostre preghiere!

Quindi, impariamo ogni giorno a pregare, sia nell' estremo bisogno, nella malattia, nel dolore,..... sia per intensificare il rapporto col nostro Dio; imparate a chiedere qualsiasi cosa per voi stessi e per gli altri e
non dimenticate mai di ringraziare per tutto ciò che vi viene donato tutti i santi giorni, a iniziare dalla vita stessa.

15 gennaio 2011

DIO SACRIFICA SE' STESSO PER L'UOMO

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: 'Ecco l'Agnello di Dio, Colui che toglie il peccato del mondo! Egli è Colui del quale ho detto: -Dopo di me, viene un Uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non Lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché Egli fosse manifestato a Israele'.
Giovanni testimoniò dicendo: 'Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di Lui. Io non Lo conoscevo, ma proprio Colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: -Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è Lui che battezza nello Spirito Santo-. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio.
Ecco l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Ecco l'agnello, ecco il piccolo animale sacrificato, il sangue sparso, la vittima innocente. Ma di che cosa è vittima Gesù? Forse dell'ira di Dio per i nostri peccati, che si placa solo con il sangue dei sacrifici? Della giustizia di Dio che come risarcimento esige la morte dell'unico Innocente?
No, Dio aveva già detto per bocca di Isaia: 'Sono stanco dei tuoi sacrifici senza numero. Io non bevo il sangue dei tuoi agnelli, io non mangio la loro carne' (cf. Isaia 1, 11). Appare invece il capovolgimento totale portato da Gesù: in tutte le religioni l'uomo sacrifica qualcosa per Dio, ora è Dio che sacrifica sè stesso per l'uomo. Dio non esige la vita del peccatore, dà la Sua vita anche a coloro che Gliela tolgono.
E dal Suo costato aperto sulla Croce non esce vendetta o rabbia, ma Sangue e Acqua, Sangue d'amore, Acqua di vita, la capacità di amare sempre e comunque. Di che cosa è vittima allora l'Agnello di Dio? Gesù è Vittima d'Amore.
Scrive Origene: "Dio prima ha sofferto, poi Si è incarnato. Ha sofferto perché caritas est passio", la sofferenza di Dio è figlia della Sua passione d'amore; ha sofferto vedendo il male che l'uomo ha e fa, sentendolo far piaga nel Suo Cuore; ha sofferto per amore.
Gesù è Vittima della violenza. Ha sfidato e smascherato la violenza, padrona e signora della terra, con l'amore. E la violenza non ha potuto sopportare l'unico Uomo che ne era totalmente libero. E ha convocato i Suoi adepti e ha ucciso l'Agnello, il Mite, l'Uomo della tenerezza. Gesù è l'ultima Vittima della violenza, perché non ci siano più vittime. Doveva essere l'ultimo Ucciso, perché nessuno fosse più ucciso.
Giovanni diceva parole folgoranti: 'Ecco la morte di Dio perché non ci sia più morte', e la nostra mente può solo affacciarsi ai bordi di questo abisso.
Ecco Colui che toglie il peccato; non un verbo al futuro, nell'attesa; non al passato, come un fatto concluso, ma al presente: ecco Colui che instancabilmente continua a togliere, a raschiare via il mio peccato di adesso.
E come? Con il castigo? No, con il bene. Per vincere la notte incomincia a soffiare la luce del giorno, per vincere la steppa sterile semina milioni di semi, per disarmare la vendetta porge l'altra guancia, per vincere la zizzania del campo si prende cura del buon grano. Noi siamo inviati per essere braccia di questo Amore, braccia aperte donate da Dio al mondo, piccolo segno che ogni creatura sotto il sole è amata teneramente dal nostro Dio, Agnello mite e forte che dona Sè stesso.
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(Mons. Alfredo Adornato)

UNA PREGHIERA A GESU' NASCOSTO NELL'EUCARISTIA


L'AMORE DELLA VERGINE MARIA VERSO IL PROSSIMO

Il primo e più grande precetto dell'amore verso Dio viene completato dall'amore verso il prossimo.
Al dottore della Legge, Gesù rispose:
"Amerai il prossimo tuo come te stesso".
Non si può amare Dio se non si ama il prossimo. I due precetti si completano e sono inscindibili. Se Dio è Amore, allora la perfezione consiste nell'amare Dio. Non possiamo separarLo dal prossimo. Per questo, Gesù volle spiegare, con la parabola del Buon Samaritano, questo precetto della carità verso il prossimo, e concluse con questa espressione: "Va' e fa' anche tu lo stesso".
La Madonna ha amato, più di ogni creatura, Dio e, di conseguenza, ha amato il prossimo più di ogni altro. E' Modello in tutto.
Noi dobbiamo amare il prossimo per amore di Dio. Se l'amore verso Dio, in Maria, è immenso, altrettanto dovette essere l'amore della Madonna per il prossimo.
Gesù diede Giovanni a Maria per figlio, ed in Giovanni consegnò tutti gli uomini a Lei, come Madre di tutti i redenti.
Poteva Maria non amarci di un amore sconfinato? Se Lei è la Madre di Dio, poteva non essere anche la Madre del Corpo Mistico, di cui tutti noi, come membra, ne facciamo parte?
Il Vangelo ci rivela episodi eloquenti della tenerezza materna di Maria per il prossimo. La Madonna acconsentì a divenire la Madre di Cristo, per amore di tutti noi che saremmo dovuti essere redenti dal Suo divin Figlio, per restituirci la dignità di figli di Dio.
Fu lo stesso amore che mosse la Vergine a chiedere a Gesù di rompere gli indugi e manifestare la Sua potenza, cambiando l'acqua in vino alle nozze di Cana, pur di risparmiare ai due sposi il dispiacere e la vergogna di vedere mancare il vino, che era finito, durante il banchetto nuziale.
Non possiamo che ammirare la grandezza di Maria. Se poi vogliamo ricevere grazie, il modo migliore e più efficace per ottenerle è quello di aiutare i bisognosi, unicamente per amore di Dio; in questo modo ci sarà restituito il centuplo di ciò che abbiamo fatto di buono per gli altri.

PREGHIERA CONTRO I CATTIVI PENSIERI

Signore, mio Dio,
non allontanarti da me;
Dio mio, volgiTi in mio aiuto
perchè vengono contro di me
vari pensieri e grandi terrori,
ad affliggere l'anima mia.
Come ne uscirò illeso,
come mi aprirò un varco
attraverso di essi?
Dice il Signore:
"Io andrò innanzi a te
e abbatterò i grandi della terra.
Aprirò le porte della prigione
e ti rivelerò i più profondi segreti".
O Signore, fa' come dici;
ed ogni iniquo pensiero fugga dinanzi a Te.
Questa è la mia speranza,
questo è il mio unico conforto:
in tutte le tribolazioni rifugiarmi in Te,
porre la mia fiducia in Te;
invocarTi dal profondo del mio cuore
ed attendere pazientemente la Tua consolazione.
Amen.

IL DIAVOLO E IL CONTADINO

Un giorno il diavolo si recò in perlustrazione per vedere come gli uomini pregassero. Il suo giro fu breve - poiché gli uomini in preghiera erano ormai rari come le mosche bianche - e soddisfacente - poiché i loro gemebondi biascichii erano del tutto innocui.
Se ne stava tornando allegro a casa, quando notò in un campo un contadino che stava gesticolando. Incuriosito, si nascose dietro ad una zolla e stette ad osservare.
L'uomo stava litigando violentemente con Dio: Lo strapazzava, Lo trattava senza riguardo, Gliene diceva di tutti i colori.
Il diavolo si fregò le mani. Ma in quel momento passò di lì un prete:
- Buon uomo - disse al contadino. - Perché mai ti comporti così? Non sai che insultare Dio è peccato?
- Reverendo - rispose l'uomo -, se me la prendo con Dio, è perché ci credo; se Lo strapazzo, è perché ci sono affezionato; se grido, è perché so che mi ascolta.
- Tu vaneggi - disse il prete allontanandosi.

Ma il diavolo, che ne sapeva una più di un prete, fu molto allarmato: aveva scoperto un uomo capace ancora di pregare.

MARIA, LA VERGINE FEDELE (IV)

Ma ogni fedeltà deve passare per la prova più esigente: quella della perseveranza. Perciò la quarta dimensione della fedeltà è la costanza.
È facile esser coerente per un giorno o per alcuni giorni. È difficile e importante esser coerente per tutta la vita. È facile esser coerente nell’ora dell’entusiasmo, è difficile esserlo nell’ora della tribolazione.
Perciò può chiamarsi fedeltà solo una coerenza che dura per tutta la lunghezza della vita. Il “fiat” di Maria nell’Annunciazione ritrova la sua pienezza nel “fiat” silenzioso che Lei ripete ai piedi della Croce.
Esser fedele significa non tradire nelle tenebre ciò che si è accettato in pubblico.

(Omelia di Giovanni Paolo II, Città del Messico, Cattedrale Metropolitana, Venerdì 26 gennaio 1979)
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Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

MARIA, LA VERGINE FEDELE (III)

La terza dimensione della fedeltà è la coerenza.
Vivere in accordo con quanto si crede. Ordinare la propria vita con l’oggetto della propria adesione. Accettare piuttosto incomprensioni e persecuzioni, ma non permettere mai dissociazioni tra ciò che si vive e ciò che si crede: questo è la coerenza. Qui si trova forse il nucleo più intimo della fedeltà.

(Omelia di Giovanni Paolo II, Città del Messico, Cattedrale Metropolitana, Venerdì 26 gennaio 1979)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

13 gennaio 2011

MARIA, LA VERGINE FEDELE (II)

La seconda dimensione della fedeltà si chiama accoglienza, accettazione.

Il “quomodo fiet?”, sulle labbra di Maria, si trasforma in un “fiat”. Che ciò avvenga, sono pronto, accetto: questo è il momento cruciale della fedeltà, momento nel quale l’uomo percepisce che mai comprenderà totalmente il come; che ci sono nel disegno di Dio più zone di mistero che di evidenza; che l’uomo, per quanto si sforzi, mai riuscirà a capirlo totalmente.

A questo punto, l’uomo accetta il mistero, gli dà un luogo nel suo cuore, così come “Maria conservava tutte queste cose, meditandole nel Suo Cuore” (Lc 2,19; cf.Lc 3,15).

È il momento nel quale l’uomo si abbandona al mistero, non con la rassegnazione di qualcuno che capìtola di fronte a un enigma, o a un assurdo, ma piuttosto con la disponibilità di chi si apre per essere abitato da qualcosa – da Qualcuno! – più grande del proprio cuore. Questa accettazione si compie definitivamente attraverso la fede, che è appunto l’adesione di tutto l’essere al mistero che si rivela.

(Omelia di Giovanni Paolo II, Città del Messico, Cattedrale Metropolitana, Venerdì 26 gennaio 1979)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

LA NOSTRA TIEPIDEZZA DINANZI AL CORPO DI CRISTO

"Quanto è grande, o Signore, la ricchezza della Tua bontà, riservata a coloro che Ti temono" (Salmo 30,20).
Ci sono certe anime devote che si accostano al Tuo Sacramento con grandissima devozione ed amore, mentre invece molti di noi veniamo alla mensa della santa Comunione con tanta tiepidezza e freddezza, restando aridi e senza slancio nel cuore, per nulla infiammati dinanzi a Te.
Invece le vere anime devote, nel loro grande desiderio della Comunione e nel palpitante loro amore, non possono trattenersi dal pianto; con la bocca del cuore insieme a quella del corpo, anelano dal profondo a Te, o Signore, non potendo calmare o saziare la propria sete di unirsi a Te in altro modo che ricevendo il Tuo Corpo.
Veramente ardente la loro fede, tale da costituire motivo di prova della Tua Presenza!
Questi devoti ti riconoscono nello spezzare il pane, e il loro cuore arde tutto per Te; mentre noi, miserabili, siamo ben lontani da un tale slancio devoto, da un amore così ardente.
Usaci misericordia, o buon Gesù, dolce e benigno. A noi poveretti che andiamo implorando, concedi di sentire, almeno qualche volta, nella santa Comunione, un poco dell'ìmpeto amoroso del Tuo Cuore; così si irrobustirà la nostra fede, si dilaterà la speranza nella Tua bontà, e in noi non verrà mai meno l'amore che ci hai fatto pregustare nei momenti di grazia.
Concedici nella Tua misericordia, di unirci a coloro che Ti amano con fervore, e di essere considerati, nel giorno da Te stabilito, nella santa schiera degli angeli. Amen.

MARIA, LA VERGINE FEDELE (I)

Fra tanti titoli attribuiti alla Vergine durante i secoli dall’amore filiale dei cristiani, ve ne è uno di significato molto profondo: Vergine fedele, la “Virgo fidelis”! Che significato ha questa fedeltà di Maria? Quali sono le dimensioni di questa fedeltà?

La prima dimensione si chiama ricerca. Maria fu fedele anzitutto quando, con amore, si mise a cercare il senso profondo del disegno di Dio in Lei e per il mondo. “Quomodo fiet?” (Come avverrà questo?), chiedeva Maria all’Angelo dell’Annunciazione. Già nell’Antico Testamento il senso di questa ricerca si traduce in una espressione di rara bellezza e di straordinario contenuto spirituale: “cercare il Volto del Signore”.

Non ci sarà fedeltà se non ci sarà nella radice questa ardente, paziente e generosa ricerca; se non si troverà nel cuore dell’uomo una domanda, per la quale solo Dio offre risposta, dico meglio, per la quale solo Dio è la Risposta.

(Omelia di Giovanni Paolo II Città del Messico, Cattedrale Metropolitana, Venerdì 26 gennaio 1979)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

INTERVISTA A DIO

Carissimi,
mi hanno mandato questo aneddoto che vorrei condividere con voi. Sicuramente potrete farne tesoro. Vi auguro un' esistenza davvero serena ... E mi raccomando non trascurate Dio!
Scarlet

Ho sognato di fare un' intervista a Dio.
"E così vorresti intervistarmi?" chiese Dio.
"Se ne hai il tempo" risposi.
Dio sorrise: "Il mio tempo è l'eternità..." "Che domande hai in mente per me?"

"Che cosa ti sorprende più degli uomini?"
Dio rispose...
"Che si stancano di essere bambini, hanno fretta di crescere, e poi...vorrebbero tornare bambini...;
che perdono la loro salute per fare soldi, e poi perdono i soldi per riacquistare la salute...;
che pensano con ansia al futuro dimenticando il presente, così che non vivono nè nel presente nè nel futuro...;
che vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto..."

La mano di Dio prese la mia e rimanemmo in silenzio per un po'.
E dopo io chiesi: "Quali sono le lezioni di vita che vuoi dare ai tuoi figli ?"

Dio rispose con un sorriso: "Voglio che imparino che non possono costringere nessuno ad amarli, ciò che possono fare è amare senza riserve...e lasciarsi amare...; voglio che imparino che non è bene paragonarsi agli altri...;
imparino che la persona più ricca non è quella che ha di più, ma chi ha bisogno solo dell'essenziale...;
imparino che bastano pochi secondi per aprire delle profonde ferite nelle persone che amiamo...e ci vogliono molti anni per sanarle; imparino a dimenticare praticando il perdono...; sappiano che ci sono persone che li amano profondamente ma semplicemente non sanno come esprimere o mostrare i sentimenti..; imparino che due persone possono guardare la stessa cosa e vederla in due modi diversi...; capiscano che non è sempre sufficiente essere perdonati dagli altri ma che devono perdonare sè stessi..."

"Grazie per il tuo tempo"...dissi umilmente. "C'è qualcos'altro che vuoi che i tuoi figli sappiano?"

Dio sorrise e disse: "Sappiano che io sono qui... SEMPRE!"

11 gennaio 2011

TI RICONOSCIAMO, VERGINE MARIA, COME CANDELABRO SPIRITUALE...

Come una terra vergine, ci hai prodotto senza coltivarla la Spiga Divina, augusta Maria, il Signor Gesù che nutre l’universo, e che è divenuto il nostro Alimento, nostro Richiamo alla vita.

Contemplando il Dio incarnato in Te, casta Vergine! Ti confessiamo vera Madre di Dio, Tu che, indubbiamente, sei divenuta la Causa della rigenerazione di tutte le cose.

Gesù, il Giardiniere di questo mondo, Ti ha incontrata come una Rosa in mezzo alle spine, nelle valli di questa terra, Vergine senza macchia, e degnandoSi di nascere nel Tuo seno, ci ha ricoperti dei soavi profumi della dottrina che fa conoscere Dio.

Ti riconosciamo, Vergine Maria, per il Candelabro Spirituale che ha portato la Luce inaccessibile; sei stata Tu ad illuminare le anime di tutti i fedeli e hai dissolto le tenebre del peccato.

(Chiesa Greca, in: Dom Prosper Guéranger. L'Anno liturgico. Il Tempo di Natale. Epifania)

Ave Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

AFFIDIAMO AL SIGNORE LE NOSTRE DEBOLEZZE

La nostra società è spesso messa a dura prova, e fa esperienza di tutti i fallimenti e gli insuccessi che possono capitare.
Bisogna accettare la propria condizione di piccolezza e nullità umana aprendosi a Dio, nostra forza. E' da Lui che riceviamo ogni cosa, e grazie a Lui la nostra vita trova la luce necessaria per non smarrire la sua strada.
Il Suo Figlio Gesù ha voluto assumere la nostra fragile natura per esserci solidale in tutto e per insegnarci a porre in Dio Padre la nostra fiducia.
E' dunque necessario riconoscere le proprie debolezze; questo ci aiuterà ad aprirci verso gli altri e di provare sentimenti di compassione e di comprensione. Non sempre, comunque, siamo liberati da queste debolezze; spesso Dio vuole che conviviamo con esse affinchè raggiungiamo un profitto maggiore.
E' bello guardare l'esempio del lebbroso che si avvicina a Gesù, e consapevole del suo male, non chiede necessariamente la guarigione, ma lascia a Cristo la piena libertà di decidere cosa sia più conveniente per lui in quel momento (Marco 1,40-45).
Anche San Paolo, nel suo lavoro apostolico e nella sua santità, fa esperienza di questa fragilità umana tanto da chiedere al Signore per ben tre volte di essere liberato da quella "spina" che lo tormentava (2 Corinzi 12,1-10).
Con grande stupore constatiamo che la sua richiesta, per quanto sia stata valida e insistente, non viene esaudita.
La speranza cristiana ci insegna dunque ad abbandonarci al Volere di Dio, che sa cosa è giusto o sbagliato per ognuno di noi. La nostra fragilità non dobbiamo nasconderla, o stimmatizzarla; il Signore non ci chiede questo, ma piuttosto di accoglierla con discrezione offrendola a Dio e pregandoLo che ci renda migliori.

LA VERGINE MARIA COME MODELLO DI UMILTA'

Sant'Agostino affermò:
"Maria piacque a Dio per la Sua verginità; fu scelta quale Sua Madre per la Sua umiltà".
Maria attirò lo sguardo di benevolenza su di Sè, per la Sua umiltà profonda e convinta.
Il primo atto dell'umiltà di cuore è l'aver basso il concetto di sè; Maria riconoscendo di essere stata arricchita di grazie e di doni più di ogni altra creatura, cantò nel Magnificat:
"Il Signore ha guardato all'umiltà della Sua Serva ed ha fatto in Me cose grandi".
E' atto di umiltà nascondere i doni ricevuti. Maria non volle rivelare a San Giuseppe, Suo promesso sposo, la grazia straordinaria di cui era stata insignita e di quanto aveva operato in Lei lo Spirito Santo.
Inoltre, l'umile rifiuta le doti che gli vengono rivolte e tutte le riferisce a Dio. La Madonna, infatti, si turba quando l'angelo Gabriele saluta: "Piena di grazia, il Signore è con Te". Si sente lodare e si turba.
Lo stesso avviene quando la cugina Elisabetta Le dice: "Benedetta Tu tra le donne... e donde che la Madre del mio Signore venga a me? E beata Te che hai creduto" (Luca 1,42-43).
Maria attribuisce tutte quelle lodi a Dio e risponde con quel cantico ispirato: "L'anima Mia magnifica il Signore ed esulta in Dio, Mio Salvatore, che si è degnato di guardare all'umile Sua Serva".
E' proprio degli umili, servire. Maria scelse di correre frettolosamente presso la cugina Elisabetta non appena venne a sapere dall'angelo che avrebbe dovuto dare alla luce, entro tre mesi, il Precursore del Suo Divin Figlio. Si mette al suo servizio, scegliendo di prestare i lavori più umili.
Infine, gli umili amano d'essere disprezzati. La Madonna non compare nella domenica del trionfo di Gesù, quando tutti L'acclamavano: "Osanna, osanna al Figlio di Davide; benedetto Colui che viene nel Nome del Signore".
Maria, invece, compare sul Calvario, accanto al patibolo infame della Croce, a cui Gesù era stato condannato.
Imitiamo la Madonna, fratelli!
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Ave, o Maria, Piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il Frutto del Tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

9 gennaio 2011

VUOI LE MIE MANI?

Signore, vuoi le mie mani
per passare questa giornata
aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno?
Signore, oggi Ti do le mie mani.
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Signore, vuoi i miei piedi
per passare questa giornata
visitando coloro che hanno bisogno di un amico?
Signore, oggi Ti do i miei piedi.
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Signore, vuoi la mia voce
per passare questa giornata
parlando con quelli che hanno bisogno
di parlare d'amore?
Signore, oggi Ti do la mia voce.
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Signore, vuoi il mio cuore
per passare questa giornata
amando ogni uomo solo
perchè è un uomo?
Signore, oggi Ti do il mio cuore.

PERLE DI SAGGEZZA



" Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I veri amici.
La cosa più bella? L'amore. "
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(Madre Teresa di Calcutta)

"QUESTI E' IL FIGLIO MIO, L'AMATO: ASCOLTATELO!"

Signore Gesù,
non avevi bisogno di conversione, eppure, solidale con il Tuo popolo, hai condiviso il cammino penitenziale.
La Teofania al Giordano ci fa rileggere nel Battesimo la nostra rinascita dall'acqua e dallo Spirito Santo sentendoci, o Padre, anche noi figli amati.
Si adempia "ogni giustizia" anche nell'oggi e la Tua Volontà, ci trovi pronti ad accoglierla: supereremo, come il Battista, le esitazioni per camminare con la forza dello Spirito ovunque ci conduca.
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(Lucia Giallorenzo)

CON DIO, PER SEMPRE!

Signore amato,
la Tua compassione per noi
è coinvolgente, trasfigurante.
Non Ti fermi a ciò che appare,
ma ascolti ogni singolo palpito del cuore,
percepisci le vibrazioni dell’anima
e il canto dello spirito.
In ognuno riconosci ciò che è Tuo:
ciò che il Tuo Pensiero ha concepito,
ciò che la Tua Parola ha creato, c
iò che il Tuo Sangue ha reso simile a Te.
E noi vogliamo appartenerTi
perché solo in Te ritroviamo
la nostra libertà, il nostro splendore,
la nostra felicità.

IL SIGNORE E' SEMPRE CON NOI

Il Signore sia davanti a te
per mostrarti la retta via.
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Il Signore sia vicino a te,
per strngerti tra le Sue braccia
e per liberarti dal pericoli.
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Il Signore sia dietro di te,
per proteggerti da ogni insidia.
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Il Signore sia sotto di te,
per sorreggerti quando cadi
e fortificarti nel tuo cammino.
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Il Signore sia dentro di te,
per consolarti quando sei triste.
Il Signore sia intorno a te,
per difenderti da ogni male.
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Il Signore sia sopra di te,
per benedirti e ricolmarti di ogni bene.

8 gennaio 2011

SPIRITO E ACQUA PER LA VITA CHE SORGE

"Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli, e si vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba sopra di Lui."
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Lo Spi­rito e l'acqua sono le più antiche presenze della Bibbia, entrano in scena già dal se­condo versetto della Gene­si: la terra era informe e de­serta, ma "lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque".
Il primo movimento della vita nella Bibbia è una dan­za dello Spirito sulle acque. Come una colomba che cerca il suo nido, che cova la vita che sta per nascere. Da allora sempre lo Spirito e l'acqua sono legati al sorge­re della vita. Per questo so­no presenti nel Battesimo di Gesù e nel nostro Battesi­mo: come vita sorgente.

Di quale vita si tratta? Lo spiega la Voce dal cielo:
"Questi è il Figlio Mio, l'Ama­to: in Lui ho posto il Mio compiacimento".
"Figlio" è la prima parola. Ogni figlio vive della vita del padre, non ha in sè stesso la propria sorgente, viene da un altro. Quella stessa voce è scesa sul nostro Battesi­mo e ci ha dichiarati figli, i quali non da carne né da vo­lere d'uomo ma da Dio sono stati generati ( Gv 1,13).
Bat­tesimo significa immersio­ne: siamo stati immersi dentro la Sorgente, ma non come due cose separate ed in fondo estranee, come il vestito e il corpo, ma per di­ventare un'unica cosa, co­me l'acqua e la Sorgente, come il tralcio e la Vite: la nostra carne in Dio in ri­sposta a Dio nella nostra carne, il farSi Uomo di Dio che genera 'l'indiarsi' (Dante) dell'uomo. Il nostro abitare in Dio dopo che Dio è venuto ad abitare in mez­zo a noi (Gv 1,14), il mio Na­tale dopo il Suo Natale.

Amato è la seconda parola. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sap­pia o no, ogni giorno appe­na ti svegli, il tuo nome per Dio è "amato". Immeritato amore, che precede ogni ri­sposta, lucente pregiudizio di Dio su ogni creatura.
Mio compiacimento è la ter­za parola. Termine raro e prezioso che significa: tu - figlio - mi piaci. C'è dentro una gioia, un'esultanza, una soddisfazione, c'è un Dio che trova piacere a stare con me e mi dice: tu, gioia Mia!
E mi domando quale gioia posso regalare al Padre, io che L'ho ascoltato e non mi sono mosso, che non L'ho mai raggiunto e già perdu­to, e qualche volta L'ho per­fino tradito. Solo un amore immotivato spiega queste parole.
Amore puro: avere un motivo per amare non è amore vero. E un giorno quando arriverò davanti a Dio ed Egli mi guarderà, so che vedrà un pover'uomo, nient'altro che una canna incrinata, il fumo di uno stoppino smorto.
Eppure so che ripeterà pro­prio a me quelle tre parole: Figlio Mio, amore Mio, gioia Mia. Entra nell'abbraccio di tuo Padre!
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(Mons. Adornato Alfredo)