" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

8 dicembre 2009

TUTTA BELLA SEI O MARIA

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“CANTA DAVANTI ALLA VERGINE IMMACOLATA”
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Dio Onnipotente, Sommo, Sapientissimo, doveva scegliere Sua Madre. Tu, che avresti fatto, se avessi dovuto sceglierla? Penso che tu e io avremmo scelto quella che abbiamo, colmandola di tutte le grazie. Dio ha fatto proprio così. Pertanto, dopo la Santissima Trinità, viene Maria.
I teologi enunciano un'argomentazione logica per quella profusione di grazie, per quel Suo non poter essere soggetta a satana: conveniva, Dio poteva farlo, dunque lo fece. È la grande prova. La prova più chiara che Dio ha dotato Sua Madre di tutti i privilegi, fin dal primo istante. E così è: bella, e pura, e senza macchia nell'anima e nel corpo! (Forgia, 482)

Sei Tutta bella, e in Te non vi è macchia. Un Giardino recintato Tu sei, Sorella mia, Sposa, un Giardino recintato, una Fonte sigillata.

Veni, coronaberis. Vieni, sarai incoronata (Ct 4, 7, 12 e 8).

Se tu e io ne avessimo avuto il potere, L'avremmo fatta anche noi Regina e Signora di tutto il creato. Un grande segno apparve nel cielo: una Donna incoronata di dodici stelle. Vestita di sole. La luna ai Suoi piedi (Ap 12, 1). Maria, Vergine senza macchia, riparò la caduta di Eva: e ha calpestato, con il Suo piede immacolato, la testa del dragone infernale. Figlia di Dio, Madre di Dio, Sposa di Dio.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo L'incoronano vera Regina dell'Universo.

E Le rendono ossequio di sudditanza gli Angeli, i patriarchi, i profeti e gli apostoli, i martiri e i confessori e le vergini e tutti i santi, e tutti i peccatori, e tu e io. (Santo Rosario, 5º mistero glorioso)

7 dicembre 2009

8 DICEMBRE: SOLENNITA' DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Nel corso dei secoli la Chiesa ha preso coscienza che Maria, colmata di grazia da Dio, era stata redenta fin dal Suo concepimento. E' quanto afferma il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato da Papa Pio IX nel 1854:
" La Beatissima Vergine Maria nel primo istante della Sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio Onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale " (Bolla Ineffabilis Deus).
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Ancor prima, nel 1830, Santa Caterina Labourè, in Rue du Bac a Parigi, nella visione della Medaglia Miracolosa vide la scritta profetica " O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi ".
Questo dogma venne poi confermato da Maria Santissima nelle apparizioni di Lourdes (1858), ma era già vivo nel cuore del popolo di Dio da secoli.
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Vergine Immacolata, Figlia prediletta del Padre, promessa Aurora di pace all'umanità decaduta che per singolare privilegio fosti preservata dal peccato originale, ottieni anche a noi di stare sempre lontano dalle seduzioni del maligno e seguire con amorosa fedeltà le ispirazioni della grazia nella pratica generosa degli ideali evangelici.
- Ave o Maria...
- O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.
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Vergine Immacolata, Paradiso dell'Incarnazione, che fosti salutata la "Piena di grazia" e nella fragranza del Tuo mistero verginale desti al mondo il Figlio di Dio perchè riportasse l'umanità decaduta alla sua primitiva innocenza, suscita nei nostri cuori l'ansia di una purezza illibata e fa' splendere sulle nostrre anime un riflesso del Tuo celestilae candore.
- Ave o Maria...
- O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.
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Vergine Immacolata, Tempio purissimo dello Spirito Santo, il gaudio che proviamo nel contemplare i Tuoi trionfi è velato di tristezza per il contegno di tanti figli ingrati che offendono il Tuo Gesù. O buona e tenera Madre, perdona loro. Con tutto il nostro affetto di figli e il nostro zelo di umili riparatori, noi vogliamo impedire il dilagare del male nel mondo.
E Tu, o Vergine riparatrice, ottienici un aumento di fervore nella nostra vocazione e insegnaci ad amare e consolare il Cuore di Gesù.
- Ave o Maria...
- O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

IL GELSOMINO

I fiori sono così belli, coi loro petali delicati e col loro profumo incantevole, che gli uomini hanno sempre pensato ad una loro origine prodigiosa.
Una leggenda racconta come sia nato il gelsomino.
La notte in cui il Bambino Gesù nacque a Betlemme, nevicava e faceva un freddo terribile. Sapete che nella stalla dove il Bambino giaceva sulla paglia, l'asinello e il bue Lo riscaldavano con il loro fiato dolcemente...
Ed Egli si era addormentato in un soave sonno. Vicino vegliavano la Madonna e San Giuseppe.
Ad un tratto, una raffica di vento impetuoso investì la capanna, e la porta mal connessa si spalancò all'improvviso. Una folata d'aria gelida e di neve candida entrò nella stalla. Presto San Giuseppe corse a chiudere la porta, ma un fiocco di neve si era posato sulla fronte del Bambino Gesù. Temendo che Egli si destasse, la Madonna si chinò su di Lui, e con un bacio rimosse dalla fronte il bianco fiocco.
Miracolo! Esso si disciolse al calore delle labbra ma si trasformò in un piccolo fiore dal profumo intenso e dai petali candidi come neve.
Il gelsomino era sbocciato dal bacio della Madonna sulla fronte del Bambino Gesù.
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(M. Tibaldi Chiesa)

IL PERDONO CRISTIANO

Molta gente pensa che il perdono è un sentimento, quando in verità, è un atto di volontà. Per questo molti dicono di non poter perdonare, perché sentono l’ offesa ricevuta ancora presente nel cuore.
Il perdono ha due tappe: la prima, e forse la più importante, è il cambio di condotta davanti a chi ci ha offesi. La cosa naturale, ma certamente non cristiana, è il lasciarsi condurre e guidare dai sentimenti di vendetta e di disprezzo nei riguardi della persona che ci ha insultati.
Al contrario, Gesù ci dice di porgere ed offrire l’altra guancia ovvero di rompere la spirale della violenza. Tipico del cristiano, anche se costa tanto sforzo, è mantenere con la persona che ci ha offesi una attitudine cordiale. Questa condotta ci porterà ad un secondo momento, quello del perdono, la sanazione della offesa in modo da non sentire più dolore nell’animo. Il perdono non è opera nostra, ma di Dio e del tempo. Se veramente ...
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... ci esercitiamo nell’arte del perdono cristiano ci accorgeremo che in poco tempo il sentimento negativo sparisce, arrivando persino ad amare colui che ci ha offesi. Ecco la bellezza del cristianesimo.
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Padre Ernesto Maria Caro

" UN'ORAZIONE CONTINUA "

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Padre, mi hai confidato: io mi porto addosso molti sbagli, molti errori. — Lo so bene, ti ho risposto. Ma Dio nostro Signore, che pure lo sa e ci fa conto, ti chiede solo l'umiltà di riconoscerlo, e la lotta per rettificare, per servirLo ogni giorno meglio, con più vita interiore, con un'orazione continua, con la devozione e con l'impiego dei mezzi adeguati per santificare il tuo lavoro. (Forgia, 379)
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Vita interiore, in primo luogo. Quanti ancora non lo capiscono! Quando sentono parlare di vita interiore pensano alle navate buie o all'aria viziata di alcune sacrestie. Da più di un quarto di secolo cerco di insegnare che non è nulla di tutto ciò. Io mi riferisco alla vita interiore dei comuni cristiani, quelli che abitualmente si incontrano in piena strada, all'aria aperta: quelli che per la strada, nel lavoro, in famiglia e nei momenti di svago non perdono di vista Gesù per tutta la giornata. Non è forse questa una vita di continua orazione? E non hai forse compreso anche tu la necessità di essere anima di orazione, di avere con Dio un rapporto che ti deifichi? Questa è la fede cristiana, e così l'hanno sempre intesa le anime d'orazione: Diventa Dio — scrive Clemente Alessandrino —l'uomo che vuole tutto ciò che Dio vuole.

L'inizio non è facile; costa sforzo rivolgersi al Signore e ringraziarLo della Sua Pietà Paterna e concreta verso di noi. Poi, a poco a poco — benché non sia cosa del sentimento — l'amore di Dio si fa tangibile come una traccia profonda nell'anima. È Cristo che ci segue amorosamente: Ecco, sto alla porta e busso. (E' Gesù che passa, 8)

6 dicembre 2009

LA LUCE CHE NON SI SPEGNE

Avvenne una volta che un uomo accese una lanterna e andò per la sua strada. Ma la luce si spense.
Egli riaccese la lanterna ed essa si spense di nuovo. E la cosa continuò così. Ogni volta che accendeva la lanterna, essa si spegneva.
Alla fine quell'uomo disse tra sè e sè:
- Quanto tempo devo andare avanti ad affaticarmi ad accendere questa lanterna? Aspetterò che sorga il sole e poi cammminerò alla sua luce!
Così avvenne agli Israeliti.
Erano schiavi in Egitto. Venne Mosè e li liberò.
Ma divennero ancora schiavi di Babilonia.
Vennero Daniele e i tre fanciulli e li liberarono.
Tuttavia furono nuovamente schiavi dei re persiani.
Vennero Mardocheo ed Ester e li liberarono.
Poi furono schiavi della Grecia e li liberarono i fratelli Maccabei.
E ora, purtroppo, sono schiavi della peggiore schiavitù:
quella di Roma. Mormorano:
- Siamo stanchi di essere schiavi e venir liberati,
non vogliamo più invocare la liberazione da uomini che passano;
vogliamo la redenzione per sempre dal nostro Redentore:
il Signore dell'universo.
Ora non vogliamo più pregare per una luce che si spegne:
attendiamo il Santo - che benedetto sia! -
e la Sua Luce che non muore.
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(Midrash Tehillim 36,6)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 9° GIORNO


CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA
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«Beato l'uomo che Mi ascolta, vegliando ogni giorno alle Mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova Me trova la vita, e ottiene favore dal Signore».
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Non è possibile che qualcuno si possa convertire o santificare senza l'aiuto della Vergine Immacolata. Anzi, quanto più uno si avvicina a questa Dispensatrice di grazia, tanto più abbondantemente sarà arricchito di tale dono, più facilmente si potrà santificare, e con maggior frutto lavorerà per la santificazione del prossimo.
Ma è indispensabile che chi desidera occuparsi della salvezza degli altri incominci da sè stesso. Perciò deve avvicinarsi sempre più all'Immacolata, per ricevere da Lei la grazia di amare Dio. E si avvicina all'Immacolata nel modo migliore colui che si dona a Lei totalmente. Tuttavia, questa donazione di sé non esige affatto l'abbandono del mondo e della famiglia e l'ingresso in un istituto religioso. Ci si può benissimo occupare dei propri affari, dei propri impegni, ma, per il fatto che ci si è donati totalmente all'Immacolata, non siamo più noi ad offrire i nostri problemi quotidiani a Dio, ma è l'Immacolata stessa, cui ci siamo consacrati, che presenta noi e tutte le nostre cose a Dio.
E' evidente che chi vuole appartenere a Maria, fa di tutto perché la propria vita divenga sempre più degna di un figlio. Non solo, ma sperimentando la forza di cui gode nelle tentazioni e la consolazione che prova nelle difficoltà, si preoccupa di partecipare anche agli altri la propria felicità, cosicché essi pure siano attratti da Maria e i loro cuori appartengano a Lei. E Maria illuminerà questi cuori, li riscalderà con l'amore del Suo Cuore Materno, li infiammerà con il fuoco della carità che arde nel Cuore Divino di Gesù.
(S. Massimiliano Maria Kolbe)
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CHINATI SU DI NOI

Ascolta, o Prediletta da Dio,
l'ardente grido che ogni cuore fedele
innalza verso di Te.
Chinati sulle nostre piaghe doloranti.

Muta le menti dei malvagi,
asciuga le lacrime
degli afflitti e degli oppressi,
custodisci il fiore della purezza nei giovani,
proteggi la Chiesa Santa,
fa' che gli uomini tutti
sentano il fascino della cristiana bontà.

Accogli, o Madre Dolcissima,
le nostre umili suppliche
e ottienici soprattutto
che possiamo un giorno ripetere
dinanzi al Tuo trono l'inno che si leva oggi
sulla terra intorno ai Tuoi altari:
Tutta bella sei, o Maria!
Tu Gloria, Tu Letizia,
Tu Onore del nostro popolo.
Amen.
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3 Ave Maria ...

" NON E' FORSE QUESTA UNA VITA DI CONTINUA ORAZIONE? "

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Santi, anormali?... È giunto il momento di sfatare questo pregiudizio. Dobbiamo insegnare, con la naturalezza soprannaturale dell'ascetica cristiana, che neppure i fenomeni mistici significano anormalità: è quella la natura propria di tali fenomeni..., così come altri processi psichici o fisiologici hanno la loro. (Solco, 559)
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Io mi riferisco alla vita interiore dei comuni cristiani, quelli che abitualmente si incontrano in piena strada, all'aria aperta: quelli che per la strada, nel lavoro, in famiglia e nei momenti di svago non perdono di vista Gesù per tutta la giornata. Non è forse questa una vita di continua orazione? E non hai forse compreso anche tu la necessità di essere anima di orazione, di avere con Dio un rapporto che ti deifichi?

L'inizio non è facile; costa sforzo rivolgersi al Signore e ringraziarLo della Sua Pietà Paterna e concreta verso di noi. Poi, a poco a poco — benché non sia cosa del sentimento — l'Amore di Dio si fa tangibile come una traccia profonda nell'anima. È Cristo che ci segue amorosamente: Ecco, sto alla porta e busso.
Come va la tua vita di orazione? Non senti a volte, durante il giorno, il desiderio di conversare con Lui, senza fretta? Ti càpita di dirGli ogni tanto: poi Ti racconterò tutto, ne parleremo insieme?

Nei momenti espressamente dedicati a tale colloquio col Signore, il cuore si apre, la volontà si irrobustisce, l'intelligenza — aiutata dalla grazia — imbeve di realtà soprannaturali le vicende umane. Come frutto, matureranno sempre propositi chiari e concreti di migliorare la tua condotta, di affinare la carità nel rapporto con tutti, di impegnarti a fondo — con lo zelo di un vero sportivo — nella lotta cristiana di amore e di pace.

L'orazione diventa allora incessante, come il battito del cuore e il pulsare delle arterie. Senza questa presenza di Dio non c'è vita contemplativa; e senza vita contemplativa a ben poco serve lavorare per Cristo, perché se Dio non edifica la casa, invano si affaticano i suoi costruttori.
(E' Gesù che passa, 8)

5 dicembre 2009

PREGHIERA SPONTANEA DI BENEDETTA

DONAMI LO SPIRITO DI OBBEDIENZA
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Padre mio, Padre Buono, Tu sei ricchissimo e io sono molto povera.
Tu vedi i miei bisogni e mi provvedi per il viaggio di ritorno a Te, perché possa ereditare il Paradiso. Lode, gloria e onore a Te, che sei Santo in tutto quello che fai.
Padre Santo, so che Tu che scruti il mio cuore sai già cosa sto per chiederTi, tuttavia aspetti pazientemente che io formuli goffamente la mia richiesta. Lode a Te per la Tua santa pazienza.
Il mio cuore freme per l'urgenza di un bisogno profondo: desidero ardentemente obbedirTi ora e per sempre.
So bene che non posso nulla da me stessa, però credo che nulla è impossibile a Te e per questo insisto: Padre, fammi dono dello spirito di obbedienza perché io ogni giorno compia le opere che Tu desideri da me. Vengo a Te con cuore grato perché Tu stesso mi hai fatto comprendere l'importanza vitale dell'obbedienza. Ogni ribellione ha conseguenze terribili e io sono peccatrice.
Donami lo Spirito d'obbedienza perché è scritto che chi chiede riceve.
Donami lo Spirito d'obbedienza perché io possa obbedirTi con amore filiale come Tu desideri.
Donami un cuore nuovo e uno spirito nuovo, togli dal mio petto il cuore di pietra e donami un cuore di carne perché io segua i Tuoi decreti, osservi le Tue leggi e le metta in pratica, perché Tu sei il mio Dio. Compi in me questa Parola, che dicesti per mezzo del profeta Ezechiele.
Esaudiscimi perché è scritto che Tu dai le cose buone a coloro che Te le chiedono. E io Ti ringrazio perché sono certa di avere già ricevuto e lodo la Tua Paterna Bontà, nell'attesa del vedere il compimento del miracolo che hai già iniziato in me, o Dio che incessantemente operi il Bene.
E poiché sono una figlia esigente donami anche lo spirito di lode e di gratitudine perché io possa essere felice, come Tu desideri, o mio Abbà!
Lode e gloria e onore al Tuo Nome Santo ora e sempre.
Amen. Alleluja.

" SONO SEMPRE ALLA ... PAGLIA! "

Il confessore ad una sua penitente:
- Le raccomando la meditazione quotidiana.
Quella chiese:
- Padre, come si fa a meditare bene?
Il sacerdote spiegò:
- Basta fare come faceva la Madonna, che meditava profondamente i fatti della Vita di Gesù.
Per esempio, ecco vicino il Natale. Si metta davanti al presepio e guardi a lungo la paglia, la mangiatoia, gli animali, i pastori, ecc.
Dopo quindici giorni, rivedendo la sua penitente, il confessore chiese:
- E allora ha provato a meditare sul presepio?
La donna rispose con semplicità:
- Sì, padre; ma non so continuare: sono sempre alla paglia!
E' così commovente pensare che un po' di paglia ha fatto da letto a Gesù, vi trovo in questo verità e sentimenti così belli, che non so andare avanti; tanta è la commozione che mi prende!

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 8° GIORNO

IDEALE DELLA CHIESA
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"Cristo ha amato la Chiesa e ha dato Sè Stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla Parola, al fine di farSi comparire davanti la Sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata".
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Oggi la parola 'peccato' è taciuta... Sembra una parola fuori uso, quasi un termine sconveniente, di cattivo gusto. E si capisce il perché.
La nozione di peccato coinvolge due realtà: una realtà vivente, onnipotente: Dio; ed una realtà soggettiva e relativa alla nostra persona, cioè la relazione insopprimibile delle nostre azioni al Dio presente, interrogante la nostra libera scelta...
Ne deriva un'etica folle che tende a rendere tutto lecito quanto piace o quanto giova, e che toglie alla vita il suo senso profondo, derivante dalla distinzione tra il bene e il male e l'avvilisce in una visione finale di angosciosa e disperata vanità. L'uomo raggiunge la sua personalità nel possesso della grazia divina; la vera ricchezza è possedere l'amore di Dio, donatoci gratuitamente per il Cristo. Nell'uomo, la bellezza produce l'amore; nel cristiano è l'amore di Dio che produce la bellezza, la sua autentica nobiltà...
Dobbiamo metterci in uno stato di difesa, di ripudio, di rinuncia a tante esibizioni e manifestazioni del malcostume moderno e non cedere per ipocrisia o per rispetto umano all'immoralità pubblica.
Lo splendore dell'Immacolata che brilla dinanzi ai nostri occhi ci suggerisce: "Ecco quello che devi essere".
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O Padre Misericordioso

O Padre di Misericordia,
Datore di ogni bene,
noi Ti ringraziamo
perché dalla nostra stirpe umana
hai eletto la Beata Vergine Maria
ad essere Madre del Figlio Tuo fatto Uomo.

Ti ringraziamo
perché L'hai preservata da ogni peccato,
L'hai riempita di ogni dono di grazia,
L'hai congiunta all'Opera di Redenzione
del Tuo Figlio e L'hai assunta in Anima e Corpo al Cielo.

Ti preghiamo, per Sua intercessione,
di poter realizzare la nostra vocazione cristiana,
di crescere ogni giorno nel Tuo amore
e di venire con Lei a godere per sempre nel Tuo Regno beato.
Amen.
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3 Ave Maria ...

"IL SIGNORE CI SOCCORRE E CI RISOLLEVA"

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Tu non puoi trattare nessuno senza misericordia: e, se ti sembra che una persona non sia degna di misericordia, devi pensare che neppure tu meriti nulla. — Non meriti di essere stato creato, né di essere cristiano, né di essere figlio di Dio, né di appartenere alla tua famiglia... (Forgia, 145)

Sono rimaste bene impresse nella nostra mente, tra molte altre scene del Vangelo, la clemenza verso la donna adultera, la parabola del figliol prodigo, quella della pecora smarrita, quella del debitore perdonato, e la risurrezione del figlio della vedova di Nain. Quanti motivi di giustizia, per spiegare questo grande prodigio! È morto l'unico figlio di una povera vedova, colui che dava senso alla sua vita e poteva aiutarla nella sua vecchiaia. Ma Gesù non opera il miracolo per dovere di giustizia; lo fa per compassione, perché Si commuove interiormente davanti al dolore umano.

Quanta sicurezza ci deve ispirare la Misericordia del Signore! Invocherà da Me aiuto e Io ascolterò il suo grido, perché sono Misericordioso.
È un invito, una promessa che non mancherà di compiere. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.
Nulla potranno i nemici della nostra santificazione, perché la Misericordia di Dio ci precede: e se — per nostra colpa e per nostra debolezza — cadiamo, il Signore ci soccorre e ci risolleva.
Avevi imparato a evitare la negligenza, ad allontanare da te l'arroganza, ad acquistare la pietà, a non essere prigioniero delle cose mondane, a non preferire ciò che è caduco all'eterno. Dato però che la debolezza umana non può procedere con passo sicuro in un mondo sdrucciolevole, il buon medico ti ha indicato anche dei rimedi contro il disorientamento, e il Giudice Misericordioso non ti ha negato la speranza del perdono. (E' Gesù che passa, 7)

4 dicembre 2009

PERCHE' DIO SI E' FATTO UOMO


Volle essere Bambino
perchè tu potessi diventare uomo perfetto.
Egli fu stretto in fasce
perchè tu fossi sciolto dai lacci della morte.
Egli nacque in una stalla
per porre te sugli altari.
Egli fu in terra
affinchè tu raggiungessi le stelle.
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(S. Ambrogio)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 7° GIORNO

SPECCHIO PURISSIMO
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"La Sapienza è un'emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell'Onnipotente: per questo nulla di contaminato in essa si infiltra. E’ un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e un'immagine della Sua bontà...
Essa in realtà è più bella dei sole e supera ogni costellazione di astri; paragonata alla luce, risulta superiore; a questa infatti succede la notte, ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere".
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Dio La volle, Specchio purissimo di santità e di bontà, Tipo ideale e reale per l'umanità rigenerata da Cristo. Incanto, ma non sogno. Privilegio per ogni cristiano a subirne il fascino, a gustarne la gioia.
E la visione, tanto singolare, ma reale, si fa simbolica, esempio, stimolo, luce, conforto per noi, sommersi nel mondo moderno, che siamo abbagliati dalle luci accecanti della ostentata seduzione dei sensi, priva di vera bellezza, di grazia e di innocenza e siamo circondati da un ambiente tanto inquinato di licenzioso costume e di vizio degradante.
La nostra devozione ci dia coraggio per concorrere a difendere nei nostri giorni la verità dell'amore, l'integrità della famiglia, la nobiltà dello spettacolo, la moralità della vita collettiva, l' "ecologia" della nostra civiltà che non deve né arrossire né dimenticarsi di essere cristiana, e quindi di avere la Vergine Madre Immacolata Maria, vestita di sole, per emblema della propria speranza e della propria salvezza. (Paolo VI)
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RicordaTi dei Tuoi figli

O Vergine Maria,
Madre della Chiesa,
a Te raccomandiamo la Chiesa tutta.
Tu che sei chiamata "Aiuto dei Pastori",
proteggi e assisti i vescovi
nella loro missione apostolica,
e quanti, sacerdoti, religiosi, laici,
li aiutano nella loro ardua fatica.

RicordaTi di tutti i Tuoi figli;
avvalora presso Dio le loro preghiere;
conserva salda la loro fede;
fortifica la loro speranza;
aumenta la carità.

RicordaTi di coloro
che versano nelle tribolazioni,
nelle necessità, nei pericoli;
ricordaTi di coloro soprattutto
che soffrono persecuzioni
e si trovano in carcere per la fede.
A costoro, o Vergine,
concedi la forza
e affretta il sospirato giorno
della giusta libertà.
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3 Ave Maria ...

CHI E' GESU' ?

Vi era una coppia atea, che aveva una bambina.
Quei genitori non avevano mai detto niente alla bambina della religione e di Dio.
Una notte, quando la bambina aveva cinque anni, quei genitori litigarono molto più del solito e il padre sparò alla madre; quindi si suicidò.
La bambina vide tutto!
Fu consegnata ad una famiglia adottiva. La nuova madre era cristiana, molto religiosa, e cominciò a portarla in chiesa. Nel primo giorno della scuola domenicale, la brava donna spiegò alla maestra che la bambina non aveva ascoltato mai niente di Gesù e che pertanto doveva usare molta molta pazienza con lei.
La maestra mostrò a tutti i bambini una immagine di Gesù e disse:
"C'è qualcuno che sa dirmi chi è questa Persona?"
La bambina subito rispose: "Io lo so! Egli è quell'Uomo che mi teneva in braccio quella notte, quando i miei genitori morirono".
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(libera traduzione di uno scritto anonimo in lingua spagnola, a cura di Gian Canio Elefante)

" IMPLORA LA MISERICORDIA DIVINA "

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Per ciascuno di noi, come per Lazzaro, fu proprio un “veni foras” — vieni fuori, a metterci in movimento. — Come fanno pena quelli che ancora permangono morti, e non conoscono il potere della Misericordia di Dio! — Rinnova la tua santa gioia perché, di fronte all'uomo che si decompone senza Cristo, si alza l'uomo che è risorto con Lui. (Forgia, 476)
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E' cosa buona considerare le insidie di questi nemici dell'anima: il disordine della sensualità e della leggerezza superficiale; l'insipienza della ragione che si oppone al Signore; la presunzione altèra che rende sterile l'amore a Dio e alle creature. Tali situazioni dello spirito sono ostacoli evidenti, e il loro potere perturbatore è grande. Per questo la liturgia ci porta nell'introito ad implorare la Misericordia Divina: A Te, Signore. elevo l'anima mia. Dio mio, in Te confido: non sia confuso! Non trionfino su di me i miei nemici. Nell'antifona dell'offertorio ripeteremo: Confido in Te, che io non sia confuso!

Ora che il tempo della salvezza è vicino, è consolante ascoltare dalle parole di San Paolo che quando si manifestarono la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il Suo amore per gli uomini, Egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per la Sua Misericordia.

Scorrendo la Sacra Scrittura scoprirete costantemente la presenza della Misericordia di Dio: essa riempie la terra e si estende a tutti i suoi figli, super omnem carne: ci circonda, ci previene, si moltiplica, per venirci in aiuto, e costantemente viene riconfermata. Dio, venendoci incontro come Padre amoroso, ci accoglie nella Sua Misericordia: una Misericordia soave, buona come le nuvole apportatrici di pioggia.

Gesù completa e ricapitola tutta la storia della Misericordia Divina: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia; e ancora: Siate misericordiosi, come è Misericordioso il vostro Padre Celeste. (E' Gesù che passa, 7)

3 dicembre 2009

LASCIA ENTRARE IL SOLE!

Un uomo disperava dell'amor di Dio. Un giorno, mentre errava sulle colline che attorniavano la sua città, incontrò un pastore. Questi vedendolo afflitto, gli chiese:
- Che cosa ti turba, amico?
- Mi sento immensamente solo.
- Anch'io sono solo, eppure non sono triste.
- Forse perchè Dio ti fa compagnia...
- Hai indovinato.
- Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere al Suo Amore. Com'è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com'è possibile che ami me?
- Vedi laggiù la nostra città? - gli chiese il pastore - Ne vedi ogni casa? Vedi le finestre di ogni casa?
- Vedo tutto questo.
- Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell'arco della giornata.
Forse tu disperi perchè tieni chiusa la tua finestra.
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(Novella araba in Almanacco di fiabe, a cura di Cristina Virone, P. Gribaudi)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 6° GIORNO

VISIONE DI PARADISO
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"Tutta bella Tu sei, Amica mia, in Te nessuna macchia... Tu mi hai rapito il cuore, Sorella mia Sposa, Tu mi hai rapito il cuore. Giardino chiuso Tu sei, Sorella mia Sposa, Giardino chiuso, Fontana sigillata. Fontana che irrora i giardini, Pozzo d'acque vive e ruscelli sgorganti dal Libano".
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Immacolata dice anzitutto i fulgori dell'Aurora. Preservata immune dalla contaminazione originale, Maria è riempita di grazia fin dal primo istante del Suo concepimento.
Già nel seno materno, l'anima di Maria è pervasa di Luce divina: dopo la morte di lunghi secoli, trascorsi nella colpa dei progenitori, si alza questa Stella mattutina, limpida e pura, trasparente e inviolata, mentre il cielo trascolora nella promessa del giorno imminente.
Immacolata dice poi Promessa e Fiore candido di Redenzione.
Colei che, in vista dei meriti del Suo Figlio Redentore, è stata preservata dalla macchia originale, ha avuto questo privilegio perché predestinata alla sublime missione di Madre di Dio. Ella, che doveva dare una carne mortale al Verbo Eterno dei Padre, non poteva essere contaminata neppure per un istante dall'ombra dei peccato.
Infine, Immacolata dice Visione di Paradiso. Preannunzia l'alba di quel giorno eterno, e ci guida e sostiene nel cammino che ancora ce ne separa. Per questo l'inno liturgico "Ave, Maria Stella" ha la dolce invocazione:
"Fa' che, vedendo con Te Gesù, con Te sempre possiamo gioire".
A questo termine estremo, coronamento della vita di grazia, devono tendere i palpiti del nostro cuore, e gli sforzi più generosi di cristiana fedeltà. (Giovanni XXIII, 7 dic. 1959)
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Tu, o Maria
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Ave Maria!
Piena di grazia,
più Santa dei Santi,
più Elevata dei cieli,
più Gloriosa degli Angeli,
Ave, celeste Paradiso!
Più venerabile d'ogni creatura.
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Ave, celeste Paradiso!
Tutto fragranza,
Giglio che olezza soave,
Rosa profumata che si schiude
a salute dei mortali.
Ave, Tempio immacolato di Dio
costruito santamente,
adorno di divina magnificenza,
aperto a tutti,
Oasi di mistiche delizie.
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Ave Purissima!
Vergine Madre!
Degna di lode e di venerazione,
Fonte di acque zampillanti,
Tesoro di innocenza, Splendore di santità.
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Tu, o Maria,
guidaci al porto della pace e della salvezza,
a gloria di Crísto che vive in eterno
con il Padre e con lo Spirito Santo.
Amen.
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(S. Germano)
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3 Ave Maria...

"LA LOTTA CONTRO LA SUPERBIA DEVE ESSERE COSTANTE"

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È cosa molto grande sapersi nulla davanti a Dio, perché è proprio così. (Solco, 260).
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L'altro nemico — scrive Giovanni — è la concupiscenza degli occhi, un'avarizia di fondo che porta a dar importanza solo a ciò che si può toccare: occhi che restano attaccati alle cose terrene, ma anche occhi che, proprio per questo, non sanno scoprire le realtà soprannaturali.
Possiamo dunque utilizzare l'espressione della Sacra Scrittura nel senso di avarizia dei beni materiali e inoltre nel senso di deformazione che porta a guardare unicamente con visione umana ciò che ci circonda: gli altri, le circostanze della nostra vita e quelle del nostro tempo.
Gli occhi dell'anima si annebbiano; la ragione si crede autosufficiente per comprendere tutto prescindendo da Dio. E una tentazione sottile, che si nasconde dietro la dignità dell'intelligenza che Dio nostro Padre ha dato all'uomo perché Lo conosca e Lo ami liberamente. Trascinata da questa tentazione, l'intelligenza umana si considera il centro dell'universo, si esalta ancora una volta al "diventerete come Dio" e, tutta piena d'amore per sè stessa, volge le spalle all'Amore di Dio.
A questo punto, la nostra vita può capitolare senza condizioni nelle mani del terzo nemico, la superbia vitae.
Non si tratta solamente di effimeri pensieri di vanità o di amor proprio: è uno stato di totale presunzione.
Non inganniamoci: questo è il peggiore dei mali, la radice di tutti i traviamenti. La lotta contro la superbia deve essere costante; non a caso è stato detto, in modo espressivo, che l'orgoglio muore il giorno dopo la morte dell'individuo.
È l'alterigia del fariseo che Dio non può giustificare, perché trova in lui la barriera dell'autosufficienza. È l'arroganza che porta a disprezzare gli altri, a dominarli, a maltrattarli: perché dove c'è superbia c'è offesa e umiliazione. (E' Gesù che passa, 6)

UNA CARTOLINA DEDICATA A TUTTI I SOSTENITORI E VISITATORI DEL MIO BLOG

La Madonna ci sostenga
nel cammino verso la beatitudine celeste!
E vi benedica tutti!
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Con affetto, Scarlet

2 dicembre 2009

IL RE MENDICANTE

Ero andato mendicando d'uscio in uscio
lungo il sentiero del villaggio,
quando il tuo cocchio dorato
apparve in lontananza
come un magnifico sogno
e mi chiesi chi fosse
questo Re di tutti i re!
Le mie speranze crebbero,
e pensai che i brutti giorni fossero passati
e rimasi in attesa di doni non richiesti,
di ricchezze profuse da ogni parte.
Il tuo cocchio si fermò vicino a me.
Mi guardasti e scendesti sorridendo.
Sentivo che alfine era arrivata
la fortuna della mia vita.
Poi, all'improvviso
mi stendesti la mano
chiedendo: "Che cos'hai da darmi?".
Quale gesto regale fu il tuo!
Stendere la mano a un mendicante
per mendicare!
Rimasi indeciso e confuso.
Poi estrassi dalla mia bisaccia
il più piccolo chicco di grano
e te lo offersi.
Ma quale non fu la mia sorpresa
quando, finito il giorno, vuotai
la mia bisaccia per terra e trovai
un granellino d'oro
nel mio povero mucchio!
Piansi amaramente e desiderai
di aver avuto il coraggio
di donarti tutto quello che avevo.
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(Tagore)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 6° GIORNO

BELLA COME LA LUNA
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"Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i Suoi piedi e sul Suo Capo una corona di dodici stelle".
"Chi è Costei che sorge come l'aurora, Bella come la luna, Fulgida come il sole, Terribile come schiere a vessilli spiegati?".
Nella contemplazione della Vergine Immacolata ci farà da guida la sacra liturgia che non si stanca di chiamarla: Bella come la luna, Fulgida come il sole.
Anzitutto, guardiamo Maria «bella come la luna». E’ un modo questo per esprimere l'eccelsa bellezza di Lei. Come deve essere bella la Vergine!
Quante volte siamo stati colpiti dalla bellezza di un volto angelico, dall'incanto di un sorriso di bambino, dal fascino di uno sguardo puro! E certamente nel volto della propria Madre Iddio ha raccolto tutti gli splendori della Sua Arte Divina...Come splende la luna nel cielo oscuro, così la bellezza di Maria si distingue da tutte le bellezze, che paiono ombre accanto a Lei.
Maria è la più bella di tutte le creature...Sul Suo Volto non si rivela soltanto la bellezza naturale. Nell'anima di Lei Iddio ha riversato la pienezza delle Sue ricchezze con un miracolo della Sua Onnipotenza.
Possiamo immaginare che il Volto di Gesù, quel Volto che gli Angeli adorano, dovesse riprodurre in qualche modo i lineamenti del Volto di Maria? Così il volto di ogni figlio rispecchia gli occhi della madre.
Potessimo avere la voce di San Bernardo che non si stancava di lodare, di cantare, di ammirare, di esultare dinanzi al trono della Vergine! Potessimo avere la lingua degli Angeli per poter dire la bellezza, la grandezza della loro Regina! Salvaci, o Maria!
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O Vergine,
Bella come la luna,
Delizia del Cielo,
nel cui Volto guardano i beati
e si specchiano gli Angeli,
fa' che noi, Tuoi figli,
Ti assomigliamo
e che le nostre anime
ricevano un raggio
della Tua bellezza
che non tramonta con gli anni,
ma rifulge nell'eternità.

O Maria,
Sole dei Cielo,
risveglia la vita
dovunque è la morte
e rischiara gli spiriti
dove sono le tenebre.
RispecchiandoTi
nel volto dei Tuoi figli,
concedi a noi
un riflesso del Tuo lume
e del Tuo fervore.

Salvaci, o Maria,
Bella come la luna,
Fulgida come il sole,
Forte come un esercito schierato,
sorretto non dall'odio,
ma dalla fiamma dell'amore.
Amen.
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3 Ave Maria...

LA VITA DI COPPIA

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“LA VITA MATRIMONIALE, UN CAMMINO DIVINO SULLA TERRA"
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Guarda quanti motivi per venerare San Giuseppe e per imparare dalla sua vita: fu un uomo forte nella fede...; mandò avanti la sua famiglia — Gesù e Maria — con il suo lavoro gagliardo...; custodì la purezza della Vergine, che era sua Sposa...; e rispettò — amò! — la libertà di Dio, che non solo scelse la Vergine come Madre, ma scelse anche lui come Sposo della Madonna. (Forgia, 552)
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Quando penso ai focolari cristiani, mi piace immaginarli luminosi e allegri, come quello della Sacra Famiglia.
Il messaggio del Natale risuona con forza: Gloria a Dio nell'alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà. Ad esso si collega il saluto dell'Apostolo: La pace di Cristo regni nei vostri cuori; la pace di saperci amati da Dio nostro Padre, di essere una sola cosa con Cristo, protetti dalla Vergine Maria Santissima e da San Giuseppe.

Questa è la grande luce che illumina la nostra vita e che, pur tra difficoltà e miserie personali, ci spinge ad andare avanti con perseveranza. Ogni focolare cristiano deve essere un'oasi di serenità in cui, al di sopra delle piccole contrarietà quotidiane, si avverte — come frutto di una fede reale e vissuta — un affetto intenso e sincero, una pace profonda.

Il matrimonio cristiano non è una semplice istituzione sociale, né tanto meno un rimedio alle debolezze umane: e un'autentica vocazione soprannaturale. Sacramento grande in Cristo nella Chiesa, dice San Paolo e, al tempo stesso, contratto che un uomo e una donna stipulano per sempre, perché — lo si voglia o no — il matrimonio istituito da Cristo è indissolubile: segno sacro che santifica, azione di Gesù che pervade l'anima di coloro che si sposano e li invita a seguirLo, perché in Lui tutta la vita matrimoniale si trasforma in un cammino divino sulla terra. (E' Gesù che passa, nn. 22-23)

1 dicembre 2009

UNA CAREZZA A MARIA

A questo punto riprendo le parole che il vescovo Tonino Bello rivolge a Giuseppe padre, sposo operaio della casa di Nazaret.
Il libretto La carezza di Dio fu regalato da don Pierantonio Castello, parroco di Presciane (Rovigo) come augurio di Natale ai suoi parrocchiani.
E' un libro tutto da leggere e da ascoltare in devota ammirazione complice la poesia.
Alla fine dopo la conversazione con Giuseppe sui problemi che potevano preoccuparlo come padre e garante della piccola famiglia, il vescovo esclama, congedandosi:
" Si è fatto tardi, Giuseppe, nella piazza non c'è più nessuno".
Nelle case di Nazaret la famiglie sono riunite per la cena e recitano lo "Shemà Israel"= Ascolta Israele.
Vicino al fuoco la cena è pronta anche per la tua famiglia, cena di povera gente la tua!
C'è l'acqua che hai attinto alla fonte, c'è il pane di giornata e il vino di Engaddi.
E poi, scusa, c'è Maria che ti aspetta.
Ti prego, quando entri da Lei, sfioraLa con un bacio.
FaLLe una carezza pure per me, e diLLe che anch'io Le voglio bene.
Un bene da morire.
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"Buona notte, Giuseppe!".
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(Prof. Carlo Folchini)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 4° GIORNO


RALLEGRATI, FIGLIA DI SION
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"Gioisci, esulta, Figlia di Sion, perché ecco, Io vengo ad abitare in mezzo a Te - oracolo del Signore. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno Suo popolo ed Egli dimorerà in mezzo a Te e Tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a Te".
Nessuna creatura fu mai così vicina a Dio come la Beata Vergine Maria. Chi più puro? Chi più irreprensibile? Quale prodigio! Nel Suo immenso amore per gli uomini, Dio non si è vergognato di prendere come Madre Colei ch'era Sua Creatura.
Veramente a Maria si applicano le parole del profeta Zaccaria: "Canta inni, rallegrati, o Figlia di Sion, perché ecco che vengo ad abitare in mezzo a Te, dice il Signore". Ed è ancora a Lei che si rivolge Gioele allorché esclama: "Non temere, terra, ma rallegrati e gioisci poiché cose grandi ha fatto il Signore".
Esulta, casa dei Signore, terra che Dio ha sfiorato con i Suoi Passi. Tu che hai contenuto nella Tua Carne Colui la cui divinità sorpassa l'universo.
Da Te, Colui che è la Divinità stessa ha assunto la natura umana; l'Eterno è entrato nel tempo e l'infinito Si è lasciato circoscrivere. Esulta, Dimora di Dio che brilli della luce della divinità...
"Ti saluto, o piena di grazia": la Tua opera e il Tuo Nome sono fonti di gioia più della gioia stessa. Da Te è venuta al mondo la gioia immortale, il Cristo, rimedio alla tristezza degli uomini. Esulta, Paradiso più felice del giardino dell'Eden nel quale è germogliata ogni virtù ed è spuntato l'albero della Vita.
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(S. Teodoro Studista)
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AIUTACI, O MADRE
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Regina nostra,
inclita Madre di Dio,
Ti preghiamo:
fa' che i nostri cuori
siano ricolmi di grazia
e risplendano di sapienza.

Rendili forti con la Tua forza
e ricchi di virtù.
Su noi effondi il dono
della misericordia,
perché otteniamo il perdono
dei nostri peccati.

Aiutaci a vivere
così da meritare la gloria
e la beatitudine del Cielo.
Questo ci conceda
Gesù Cristo, Tuo Figlio,
che Ti ha esaltata
al di sopra degli Angeli.

Ti ha incoronata Regina,
e Ti ha fatto assidere
in eterno su fulgido trono.
A Lui onore e gloria
nei secoli. Amen.
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(S. Antonio di Padova)
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3 Ave Maria...

"NON POSSIAMO INSEGNARE QUELLO CHE NON METTIAMO IN PRATICA"

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“Coepit facere et docere” — Gesù cominciò a fare e poi a insegnare: tu e io dobbiamo dare la testimonianza dell'esempio, perché non possiamo condurre una doppia vita: non possiamo insegnare quello che non mettiamo in pratica. In altre parole, dobbiamo insegnare quello che, perlomeno, ci sforziamo di mettere in pratica. (Forgia, 694)
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Il Signore non si è limitato a dirci che ci amava, ma lo ha dimostrato con le opere. (…) Venne a insegnare, ma innanzitutto a fare; venne a insegnare, ma facendoSi Modello, facendoSi Maestro ed Esempio con la Sua condotta.
Possiamo ora continuare il nostro esame di coscienza davanti a Gesù Bambino. Siamo decisi a fare in modo che la nostra vita serva di modello e di insegnamento agli uomini, nostri fratelli e nostri uguali? Ognuno di noi è deciso a essere un altro Cristo? Ma non basta dirlo con le labbra. Tu, che come cristiano sei chiamato a essere un altro Cristo — lo domando a ciascuno di voi e lo domando a me stesso — , meriti che si dica anche di te: coepit facere et docere?, e cioè che hai incominciato a fare le cose da figlio di Dio, attento alla volontà del Padre, in modo da spingere tutte le anime a prendere parte alle cose buone e nobili, divine e umane della Redenzione? Vivi la vita di Cristo nella tua vita ordinaria in mezzo al mondo?
Fare le opere di Dio non è una bella frase: significa corrispondere all'invito di spendere la propria vita per Amore. Bisogna morire a sè stessi per rinascere a vita nuova. Tale è l'obbedienza di Gesù, usque ad mortem, mortem autem crucis: propter quod et Deus exaltavit illum, e per questo Dio Lo esaltò. (E' Gesù che passa, 21)

30 novembre 2009

IL DONO PIU' BELLO

In Provenza, tra le molte statuine del presepio, se ne vede una curiosa. Rappresenta un uomo con le mani vuote, ma con il viso carico di meraviglia.
Lo chiamano "Stupìto".
La leggenda racconta che un giorno tutte le statuine del presepio se la presero con lui, perchè non portava nessun dono a Gesù:
- Non hai vergogna? Vieni da Gesù e non Gli porti proprio niente?!
Al che "Stupìto" non badava: era tutto assorto nel guardare il Bambino Gesù.
Poichè i rimproveri continuavano, Maria prese le sue difese e disse:
- Sembra che "Stupìto" venga a mani vuote da Gesù e invece Gli porta la cosa più bella: la sua meraviglia! Questo vuol dire che l'immenso Amore di Dio lo incanta!
E concluse:
- Il mondo sarà meraviglioso fin quando ci saranno persone, come "Stupìto", capaci di meravigliarsi!
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( R. Voillaume)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 3° GIORNO

PER SINGOLARE PRIVILEGIO
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"Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli".
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La prima e inevitabile imperfezione che contrae l'anima di ogni misero figlio di Adamo è il peccato originale. Solo Maria ne fu esente: Ella è l’Immacolata Concezione.
Il peccato originale non è altro che il peccato di superbia commesso dai nostri progenitori fin dalle origini e questo peccato portò ad Adamo e ai suoi discendenti innumerevoli mali.
Anche Maria come discendente di Adamo avrebbe dovuto contrarre il peccato originale; avrebbe dovuto apparire in questo mondo priva, come noi, dei doni preternaturali e soprannaturali, priva specialmente della grazia di Dio. Ma non fu così.
Ella per singolare privilegio a Lei concesso da Dio, in previsione dei meriti dei Figlio Redentore, fin dal primo istante della Sua Concezione fu preservata dalla colpa originale.
La verità dell'Immacolata Concezione fu proposta implicitamente dai Padri della Chiesa con quelle innumerevoli espressioni che esaltano l'assoluta purezza e santità di Maria. In seguito questa verità venne insegnata e professata in modo più esplicito finché il Papa Pio IX, il giorno 8 dicembre 1854, la definì solennemente come dogma della fede cattolica.
La stessa Vergine Santa a Lourdes facendo eco alla voce del Papa si presentò a Bernardetta dicendo: "Io sono l'Immacolata Concezione".
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Santa Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come acqua di sorgente.
Ottienimi un cuore semplice
che non ripieghi ad assaporare le proprie tristezze:
un cuore magnanimo nel donarsi,
facile alla compassione.
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Un cuore fedele e generoso,
che non dimentichi alcun bene
e non serbi rancore di alcun male.
Formami un cuore dolce e umile
che ami senza esigere di essere riamato.
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Un cuore grande e indomabile
così che nessuna ingratitudine
lo possa chiudere
e nessuna indifferenza lo possa stancare.
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Un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo,
ferito dal Suo grande Amore
con una piaga che non rimargini se non in Cielo.
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(P. Grandmaison)
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3 Ave Maria...

DIO SOSTIENE I DEBOLI

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“DIO AMA SCEGLIERE STRUMENTI DEBOLI ”
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Stiamo volentieri, Signore, nella Tua mano piagata. Stringici forte! Spremici! Fa' che perdiamo tutta la miseria terrena!, che ci purifichiamo, che ci infiammiamo, che ci sentiamo imbevuti del Tuo Sangue! — E poi, gettaci lontano!, lontano, con fame di messe, in una semina ogni giorno più feconda, per Amore di Te. (Forgia, 5)

Senza troppa fatica potremmo trovare nella nostra famiglia, tra i nostri amici e i nostri colleghi, per non parlare dell'immenso panorama del mondo, tante persone più degne di ricevere la chiamata di Cristo. Persone più semplici, più sagge, più influenti, più importanti, più riconoscenti, più generose.

Quando ci penso, ne sento vergogna. Però mi rendo anche conto che la nostra logica umana non serve per spiegare le realtà della grazia. Dio ama scegliere strumenti deboli perché appaia con maggiore evidenza che l'opera è Sua. (…)
Vi dicevo che tutto è avvenuto senza alcun merito da parte nostra, perché alla base della vocazione c'è la consapevolezza della nostra miseria, la certezza che la luce che illumina l'anima — la fede —, l'amore con cui amiamo — la carità —, e lo slancio che ci sostiene — la speranza — sono doni gratuiti di Dio.
Pertanto, se non cresciamo in umiltà, perdiamo di vista lo scopo della scelta divina: ut essemus sancti, la santità personale.

È con questa umiltà che possiamo comprendere le meraviglie della chiamata divina. La mano di Cristo ci raccoglie dal granaio: il Seminatore stringe nella Sua mano piagata il pugno di frumento; il Sangue di Cristo imbeve il seme, lo impregna. Poi il Signore lo getta nel solco, perché morendo sia vita e, affondando nella terra, sia capace di moltiplicarsi in spighe dorate. (E' Gesù che passa, 3)

29 novembre 2009

DOV'E' NASCOSTO DIO?

Il maestro divenne famoso mentr'era ancora in vita. Raccontavano che Dio stesso una volta avesse cercato il suo consiglio:
"Voglio giocare a nascondino con l'umanità. Ho chiesto ai Miei angeli quale sia il posto migliore per nascondersi. Alcuni dicono le profondità dell'oceano. Altri la vetta della montagna più alta. Altri ancora la faccia nascosta della luna o una stella lontana. Tu cosa mi consigli?".
Rispose il maestro: " NascondiTi nel cuore umano. E' l'ultimo posto a cui penseranno".
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(Anthony De Mello)

NOVENA ALL'IMMACOLATA: 2° GIORNO

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PIENA Di GRAZIA
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Il Signore Dio disse al serpente:
"Poiché tu hai fatto questo, sii maledetto... Io porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua stirpe e la Sua Stirpe: Questa ti schiaccerà la testa e tu Le insidierai il calcagno".
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Con Maria inizia la lotta tra la Stirpe della Donna e la stirpe del serpente; lotta dichiarata fin dalla prima origine della Vergine, essendo Questa concepita senza alcuna macchia di peccato e quindi in completa opposizione a Satana. L'ostilità si farà poi gigantesca e si risolverà in vittoria quando Gesù, "la Stirpe" di Maria, apparirà nel mondo e con la Sua morte distruggerà il peccato.
Il privilegio dell'Immacolata non consiste però soltanto nell'assenza del peccato di origine, ma più ancora nella pienezza di grazia.
"La Madre di Gesù, La quale ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova...da Dio è stata arricchita di doni consoni a tanto ufficio...adornata fin dal primo istante della Sua Concezione dagli splendori di una santità tutta singolare"
Il saluto di Gabriele: "Salve, Piena di grazia, il Signore è con Te" (Lc 1,28) è la più valida testimonianza dell'immacolata Concezione di Maria, la quale non sarebbe in senso totale "piena di grazia" se anche per un solo istante fosse stata sfiorata dal peccato.
La Vergine ha cominciato così la Sua esistenza con una ricchezza di grazia che supera immensamente quella che i più grandi Santi conseguono alla fine della loro vita.
Se poi si considera la Sua assoluta fedeltà, la Sua totale disponibilità a Dio, si può intuire a quali altezze di amore e di comunione con l'altissimo, Maria sia giunta, precedendo
"di gran lunga tutte le altre creature celesti e terrestri"
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(P. Gabriele di Santa M. Maddalena)
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Ti saluto, o Maria,
Tutta Pura, Tutta Irreprensibile e degna di lode.
Tu sei la Corredentrice,
la Rugiada dei mio arido cuore,
la serena Luce
della mia mente confusa,
la Riparatrice di tutti i miei mali.
Compatisci, o Purissima,
l'infermità dell'anima mia.
Tu puoi ogni cosa,
perché sei la Madre di Dio;
a Te nulla si nega, perché sei la Regina.
Non disprezzare la mia preghiera
e il mio pianto,
non deludere la mia attesa.
Piega il Figlio Tuo in mio favore e,
finché durerà questa vita,
difendimi, proteggimi, custodiscimi.
Amen.
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3 Ave Maria...