" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

22 gennaio 2012

RIFLESSIONI SULLA TRAGEDIA DELLA "COSTA CONCORDIA"


Si continua a discutere animatamente sulla nave da crociera, un avvenimento che ha inorridito il mondo per la modalità dell’abbandono della nave. Il comandante viene ritenuto il colpevole e su questo non ci sono dubbi, perché si è trattato di errore umano. Schettino non sembrava lucido quando parlava al telefono con il capitano portuale di Livorno Gregorio De Falco. È l’uomo che nelle due telefonate esprime tutto il suo avvilimento parlando con energia e determinazione a quel povero comandante oramai affondato nello smarrimento.
Il presidente del gruppo Costa ha spiegato nella conferenza stampa con molta educazione e avvedutezza la verità del disastro e ha anche parlato del comandante Schettino, definendolo preparato e determinato nel lavoro. Umanamente non sbaglia, sul lavoro Schettino poteva mostrare certe qualità rilevanti, per me il discorso si sposta sull’aspetto spirituale.
Che capacità aveva Schettino di praticare le virtù morali in situazioni di allarme rosso?
La compagnia di navigazione non poteva saperlo e non aveva gli strumenti per capire la vita interiore di Schettino. Molte persone sono abili nel proprio mestiere o professione ma interiormente sono pessime, vuote di una minima virtù umana. E non sto ancora parlando di virtù cristiane!
E allora, i passeggeri della Concordia quando sono saliti sulla nave hanno fatto un atto di fede sul comandante, chiaramente quasi tutti non avranno pensato a questo per l’euforica attesa della crociera. Poi, perché avrebbero dovuto pensare alla paura quando la tecnologia è avanzatissima?
Riflettiamo che durante la giornata compiamo moltissimi atti di fede umana, ritorno a parlarne per aiutarvi ad accrescere la Fede in Gesù. Prima di prendere un aereo non chiedete alla compagnia notizie sul pilota, se è bravo o se usa droghe, non sapete se c’è carburante sufficiente e se i controlli sono stati effettuati adeguatamente. Mi pare chiaro. Così quando viaggiate in macchina non cercate di sapere in anticipo chi viaggerà su quella strada perché è impossibile saperlo. Effettivamente potrebbe passare un ubriaco o un drogato che sbatte su tutte le macchine. Quindi, si viaggia compiendo atti di fede, si crede nella capacità del pilota d’aereo perché garantisce la compagnia per lui. Si crede che nessun folle attraverserà la strada ad alta velocità nell’ora in cui viaggiate.
Prima di metterci in viaggio dobbiamo pregare un po’ e pregare durante il viaggio. Gli Angeli Custodi ci assistono.
L’errore del comandante Schettino non è dovuto ad una distrazione, è stato un atto di incoscienza per salutare da “molto vicino” il suo ex maestro e grande comandante della Costa, oltre a salutare con la sirena la famiglia di un ufficiale di bordo. È diverso l’errore a causa di un problema tecnico o una svista sul monitor, qui ha cercato volontariamente di avvicinarsi abbondantemente oltre il limite per una goliardata, e lo spiego meglio: modo di vivere trasgressivo, senza pensare al pericolo.
A questo punto bisogna considerare le virtù umane che deve possedere un uomo che ricopre un incarico di responsabilità, da cui dipendono centinaia o migliaia di passeggeri. Vedendo la foto di Schettino si vedono chiaramente i lineamenti di un uomo libertino e con poca voglia di pregare Gesù e la Madonna. Non è una condanna, ma c’è una differenza incalcolabile con l’ufficiale della Capitaneria che risulta un uomo modello per l’altissimo senso del dovere.
Ma Schettino mi fa molta pietà e prego per la conversione di quanti vivono spensieratamente e colpevolmente come lui, vedo la sua foto al Tg e provo vergogna per lui, vorrei tanto che non gli fosse successo nulla, invece è stato protagonista di una sciagura. Ancora una ventina di persone sono disperse, e dopo questi giorni le speranze di trovarle vive sono pressoché nulle.
Per ogni Schettino c’è un Gregorio De Falco, meno male che c’è questa compensazione.
Ma non sono troppo sicuro che oggi la valutazione sia questa, forse per 99 Schettino che fugge e abbandona tutto e tutti c’è un virtuoso De Falco che continua ad aiutare e mostra una maturità umana veramente eccezionale. Sia l’Italia che il mondo hanno bisogno di uomini come De Falco, ligi al dovere e onesti. È senz’altro un uomo onesto De Falco, dall’interesse che ha mostrato per salvare i passeggeri a cominciare dai bambini e dalle donne, non può che essere un uomo onesto.
Se Schettino ha svergognato l’Italia nel mondo intero, De Falco ha mostrato un’Italia perbene, leale, incorrotta.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

GESU' ED I SUOI CONTEMPORANEI


I contemporanei di Gesù pensavano che Lui fosse uno sprovveduto, uno che prendeva iniziative assurde e imprevedibili.
Quanti israeliti a quel tempo biasimavano il Signore Gesù e Lo consideravano pazzo?
Eppure, Gesù difendeva la Legge antica e predicava un insegnamento pacifico e misericordioso. Non era compreso e diventerà l’Incompreso anche dopo averLo inchiodato in Croce. Crocifisso perché coerente all’infinito, strenuo Difensore della Verità che il Padre Gli aveva detto di rivelare all’umanità.
Tutti coloro che seguono con piena fedeltà Gesù, diventano i nuovi incompresi.
Incompresi da quanti non posseggono lo Spirito Santo oppure vivono in buonafede e si fidano eccessivamente dei loro pensieri, non riescono a discernere la verità, non vogliono lasciare i loro peccati. È come se i propri ragionamenti precedessero lo Spirito di Dio oppure Lo zittiscono con la loro prevenuta risposta sulle domande che vengono poste.
Mi viene in mente l’errore nel discernimento di un grandissimo Santo francese, San Giovanni Maria Vianney, conosciuto come Santo Curato d’Ars. Dopo le apparizioni di La Salette nel 1846, a quanti gli chiedevano il suo parere, rispondeva che era tutto falso e che i due bambini erano disonesti. Come si vede anche un grande Santo è stato umiliato dalla sua testardaggine e una risposta prevenuta a un fenomeno che doveva valutare con lo Spirito di Dio.
Successivamente il Santo Curato d’Ars riconobbe il suo errore e parlava bene delle apparizioni di La Salette.
I nemici di Gesù, si sa, Lo odiavano a morte e Lo diffamavano in ogni modo e questo causava la Sua reazione impetuosa:
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti (…) Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città”
(Mt 23,23-34).
Gesù denunciava pubblicamente gli immorali, gridava a voce alta accuse e peccati dei corrotti, pubblicava parole che volavano nelle piazze con assoluta fermezza, rispondeva senza paura e precisava: “Vi dico che, se i Miei apostoli taceranno, grideranno le pietre” (Lc 19,40).
Quest’ultima affermazione di Gesù non deve però confondere nessuno, Lui era il Verbo che doveva fare conoscere la Parola eterna, noi dobbiamo agire con massima prudenza e gridare senza dubbio la Verità del Vangelo, ma per il resto occorre valutare caso per caso.
A volte il silenzio è più forte di molte parole inutili.
In famiglia ci sono sempre occasioni per scontrarsi, invece la maturità spirituale ci indica in quali occasioni si deve parlare e in altre ascoltare con amore e rispondere serenamente. La giustizia che a volte si cerca con troppa premura, dobbiamo chiederla a Gesù e lasciare a Lui il modo e il tempo di replicare.
Non abbattetevi se in famiglia vi insultano per la vostra Fede e le preghiere. Voi state salvando i vostri familiari!

(padre Giulio Maria Scozzaro)

IL COMANDAMENTO NUOVO DELL'AMORE



Gesù nostro Signore ha tanto amato gli uomini, che Si è incarnato, ha preso la nostra natura ed è vissuto in contatto quotidiano con poveri e ricchi, con giusti e peccatori, con giovani e vecchi, con gentili e giudei. Ha dialogato costantemente con tutti: con quelli che Gli volevano bene e con quelli che cercavano solo il modo di travisare le Sue parole, per condannarLo. — Cerca di comportarti anche tu come il Signore. (Forgia, 558)
Si comprendono benissimo l'impazienza, l'ansia, i desideri inquieti di coloro che, con un'anima naturalmente cristiana, non si rassegnano di fronte all'ingiustizia personale e sociale che il cuore umano è capace di creare. Sono tanti i secoli della convivenza degli uomini, e tanto è ancora l'odio, tante le distruzioni, tanto il fanatismo accumulato in occhi che non vogliono vedere e in cuori che non vogliono amare.
Vediamo i beni della terra divisi tra pochi e i beni della cultura chiusi in cenacoli ristretti. Fuori, c'è fame di pane e di dottrina; e le vite umane, che sono sante perché vengono da Dio, sono trattate come cose, come numeri statistici. Comprendo e condivido questa impazienza: essa mi spinge a guardare a Cristo che continua a invitarci a mettere in pratica il comandamento nuovo dell'amore.
Occorre riconoscere Cristo che ci viene incontro negli uomini, nostri fratelli. Nessuna vita umana è isolata; ogni vita si intreccia con altre vite. Nessuna persona è un verso a sé: tutti facciamo parte dello stesso poema divino che Dio scrive con il concorso della nostra libertà.
(E' Gesù che passa, 111)

17 gennaio 2012

IL VANGELO IN PILLOLE

ABBIAMO MAI CONTATO TUTTI I BENEFICI DI DIO?...


"Benedici il Signore, anima mia!

E tutto quello che è in me,

benedica il Suo Santo Nome!"

(cfr. Salmo 103,1)

IL PROFUMO DI CRISTO


Dio ci aiuti ad essere come Egli ci desidera e non come a noi pare conveniente!

SE STAI CERCANDO DIO E NON SAI DA CHE PARTE COMINCIARE, IMPARA A PREGARE!


Puoi pregare in qualsiasi momento, ovunque. Non è necessario trovarsi in cappella o in chiesa.
Assùmiti l'impegno di pregare ogni giorno. Puoi pregare al lavoro: il lavoro non deve necessariamente fermare la preghiera, né la preghiera deve fermare il lavoro. Puoi anche consultare un sacerdote per essere guidato, o cercare di parlare direttamente con Dio. Basta che tu parli.
DiGli tutto, parlaGli. È nostro Padre, è Padre di tutti noi, qualunque sia la nostra religione.
Siamo stati tutti creati da Dio, siamo i Suoi figli.
Dobbiamo riporre in Lui la nostra fiducia, lavorare per Lui.
Se preghiamo, otterremo tutte le risposte di cui abbiamo bisogno.
(Madre Teresa di Calcutta)

PERLE DI SAGGEZZA


IL SILENZIO E' MITEZZA: quando non rispondi alle offese, quando non reclami i tuoi diritti, quando lasci a Dio la difesa del tuo onore, il silenzio è mitezza.


IL SILENZIO E' MISERICORDIA: quando non riveli le colpe dei fratelli, quando perdoni senza indagare ne passato, quando non condanni, ma intercedi nell'intimo, il silenzio è misericordia.


IL SILENZIO E' PAZIENZA: quando soffri senza lamentarti, quando non cerchi consolazione degli uomini, quando non intervieni ma attendi che il seme germogli lentamente, il silenzio è pazienza.


IL SILENZIO E' UMILTA': quando taci per lasciare emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci agli altri la gloria dell'impresa: il silenzio è umiltà.


IL SILENZIO E' FEDE: quando taci perchè è Lui che agisce, quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla Sua presenza, quando non cerchi comprensione perchè ti basta essere conosciuto da Lui: il silenzio è fede.

NOI, FIGLI DI DIO DOBBIAMO ESSERE CONTEMPLATIVI


Non condividerò mai — anche se la rispetto — l'opinione di chi separa l'orazione dalla vita attiva, come se fossero incompatibili. Noi figli di Dio dobbiamo essere contemplativi: persone che, in mezzo al frastuono della folla, sanno trovare il silenzio dell'anima in dialogo permanente con il Signore; e sanno guardarLo come si guarda un Padre, come si guarda un Amico, che si ama alla follia. (Forgia, 738)
Siatene pur certi, figli miei: qualsiasi specie di evasione dalle realtà oneste di tutti i giorni significa per voi uomini e donne del mondo, il contrario della volontà di Dio.
Dovete invece comprendere adesso - con una luce tutta nuova - che Dio vi chiama per servirLo nei compiti e attraverso i compiti civili, materiali, temporali della vita umana: in un laboratorio, nella sala operatoria di un ospedale, in caserma, dalla cattedra di un'università, in fabbrica, in officina, sui campi, nel focolare domestico e in tutto lo sconfinato panorama del lavoro, Dio ci aspetta ogni giorno. Sappiatelo bene: c'è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire.
...
E' necessario saper materializzare la vita spirituale allontanandoci, in questo modo, dalla tentazione - così frequente oggi - di condurre una specie di doppia vita: da una parte, la vita interiore, la vita di relazione con Dio; dall'altra, come una cosa diversa e separata, la vita familiare, professionale e sociale, fatta tutta di piccole realtà terrene.
No, figli miei! Non ci può essere una doppia vita, non possiamo essere come degli schizofrenici, se vogliamo essere cristiani: vi è una sola vita, fatta di carne e di spirito, ed è questa che dev'essere - nell'anima e nel corpo - santa e piena di Dio: questo Dio invisibile Lo troviamo nelle cose più visibili e materiali.
Non vi è altra strada, figli miei: o sappiamo trovare il Signore nella nostra vita ordinaria, o non Lo troveremo mai. Per questo vi posso dire che la nostra epoca ha bisogno di restituire alla materia e alle situazioni che sembrano più comuni, il loro nobile senso originario, metterle al servizio del Regno di Dio, spiritualizzarle, facendone mezzo e occasione del nostro incontro continuo con Gesù Cristo.
(Colloqui con Monsignor Escrivá, n. 114)

16 gennaio 2012

RICORDIAMO SEMPRE CHE...


PER IL SANGUE DI CRISTO SIAMO STATI SALVATI,
PER LE LACRIME DI MARIA RIGENERATI.

SERVIRE IL SIGNORE NEL MONDO


Bada bene: nel mondo ci sono molti uomini e molte donne, e il Maestro non tralascia di chiamarne neppure uno. Li chiama a una vita cristiana, a una vita di santità, a una vita di elezione, a una vita eterna. (Forgia, 13)
Consentitemi di parlare ancora della schiettezza e della semplicità della vita di Gesù, che già tante volte vi ho fatto considerare. Gli anni della vita nascosta del Signore sono tutt'altro che insignificanti, né rappresentano una semplice preparazione agli anni della vita pubblica. ...Ho sempre compreso con chiarezza che Dio desidera che i cristiani prendano esempio dalla vita del Signore tutta intera. Da allora ho capito appieno la Sua vita nascosta, la Sua vita di umile lavoro in mezzo agli uomini: il Signore vuole che molte anime trovino la loro via in quei Suoi anni di vita silenziosa e senza splendore. Obbedire alla volontà di Dio, pertanto, è sempre un uscire dal proprio egoismo; ma non è detto che ciò sia possibile solo a condizione di abbandonare le circostanze ordinarie di una vita come è quella di coloro che, per il loro stato, la loro professione e il loro posto nella società, sono in tutto uguali a noi.
Il mio sogno — un sogno che è divenuto realtà — è che vi sia una moltitudine di figli di Dio che si santificano vivendo la condizione comune dei loro simili, condividendone le ansie, le aspirazioni, gli sforzi. Sento il bisogno di gridare loro questa divina verità: voi restate in mezzo al mondo non perché Dio si sia dimenticato di voi, non perché il Signore non vi abbia chiamati. Vi ha invitati a permanere in mezzo alle attività e agli impegni terreni facendovi capire che la vostra vocazione umana, il vostro lavoro, le vostre doti, lungi dall'essere estranee ai disegni divini, sono le cose che Egli ha santificato vivendole come offerta graditissima al Padre.
(E' Gesù che passa, 20)

NON AMERAI MAI ABBASTANZA


Per quanto tu ami, non amerai mai abbastanza. Il cuore umano ha un enorme coefficiente di dilatazione. Quando ama si allarga in un crescendo di affetto che supera tutti gli ostacoli. Se tu ami il Signore, non ci sarà creatura che non trovi spazio nel tuo cuore. (Via Crucis, 8ª Stazione, n. 5)
Osservate adesso un'altra scena: il Maestro è riunito con i Suoi discepoli, nell'intimità del Cenacolo. Mentre si avvicina il momento della Passione, il Cuore di Cristo, circondato da coloro che ama, manda ineffabili bagliori di fiamma: "Vi do un comandamento nuovo", confida ai Suoi: "che vi amiate gli uni gli altri; come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete Miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" [Gv 13, 34-35].
Signore, perché dici "nuovo" questo comandamento? Abbiamo appena ascoltato che l'amore verso il prossimo era prescritto già nell'Antico Testamento, e certamente ricorderete che Gesù, all'inizio della vita pubblica, aveva ampliato con divina generosità, queste esigenze: "Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma Io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori" [Mt 5, 43-44].
Signore, consentici di insistere: perché ancora chiami "nuovo" questo precetto? Quella notte, poche ore prima di immolarTi sulla Croce, durante quell'indimenticabile colloquio con coloro che — nonostante le loro miserie e debolezze personali, così simili alle nostre — Ti hanno accompagnato fino a Gerusalemme, Tu ci hai rivelato la misura insospettata della carità: "come Io vi ho amato". Come Ti capivano bene gli Apostoli, che erano stati testimoni del Tuo amore insondabile!
Se professiamo la stessa fede, se davvero vogliamo ricalcare le nitide impronte lasciate sulla terra dai passi di Cristo, non dobbiamo accontentarci di evitare agli altri il male che non auguriamo a noi stessi. Questo è già molto, ma è ancora poco, se capiamo che la misura del nostro amore è definita dal comportamento di Gesù. Egli, inoltre, non ci propone questa norma di condotta come una mèta lontana, come il coronamento di tutta una vita di lotta. È — deve esserlo, insisto, perché tu lo traduca in propositi concreti — il punto di partenza, perché Gesù nostro Signore lo addita come contrassegno: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli
."(Amici di Dio, nn. 222-223)

15 gennaio 2012

SANTO ROSARIO: PREGHIERA COMPLETA


Il Santo Rosario è considerato una preghiera completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza. Con il Rosario, infatti, meditiamo i “misteri” della gioia, della luce, del dolore e della gloria di Gesù e Maria. È una preghiera semplice, umile così come Maria. È una preghiera che facciamo insieme alla Madre di Dio. Quando con l’Ave Maria La invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudisce sempre la nostra domanda, unisce la Sua preghiera alla nostra.

Il Rosario è una sintesi di tutto il Vangelo, i misteri che si meditano sono armonie angeliche, che ci permettono di godere la pace del Cielo, ci trasmette la gioia e la delizia conosciuta su questa terra dai Santi.

Nel Rosario non possiamo separare l’aspetto puramente devozionale da quello teologico dottrinale. Questi due elementi sono così uniti da costituire un unico corpo. Se consideriamo i misteri e tutta la sua articolazione delle parti, scopriamo una preghiera tutta permeata della Parola di Dio, perché il fondamento del Rosario è la Parola di Dio ed è anche il suo modo di essere.

Il messaggio del Rosario è uno solo: il Vangelo. Se si condivide questo messaggio meditato nel Rosario, nasce la comunione di intenti nella Chiesa. Recitando il Rosario conosci il Vangelo, ti lasci assorbire dallo stesso Spirito che operava in Gesù nella Sua missione pubblica; che operava in Maria, dall’Annunciazione fino all’Assunzione, e che continua ad operare ineffabilmente e potentemente nella Persona della Sua Sposa amatissima.

Quando si parla dell’Annunciazione, conosciamo il dialogo tra la Vergine e l’Arcangelo Gabriele; ma anche sotto la Croce avvenne un’altra Annunciazione, la seconda. Nel primo annuncio la Madonna accolse il Figlio di Dio nel Suo grembo, nel secondo annuncio la Madonna ha accolto ognuno di noi nel Suo Cuore Immacolato. Poco prima di spirare, Gesù ha detto: “Figlio, ecco la tua Madre”. Questo è il secondo annuncio e lo compie Gesù, donando tutti gli esseri umani a Maria. Nel primo, Dio Padre per mezzo dell’Arcangelo dona Gesù a Maria; nel secondo, Gesù Stesso dona tutti noi a Maria. È sempre Maria a ricevere Gesù e tutti noi.

Il Rosario è un annuncio di Fede perché fondato sugli eventi che hanno determinato il Mistero della Redenzione di ciascuno di noi.

Il Rosario è Maria che contempla la storia del Suo Figlio e quanto è stato compiuto per la Redenzione. È la preghiera di Maria, è la preghiera che permette a Maria di agire in un’anima come piace a Lei, per ricolmare di Grazie quell’anima.

Il primo lavoro che compie la Madonna è quello di trasmettere il Suo Spirito, affinché il Suo Sposo -lo Spirito Santo- riversi i Suoi doni nell’anima in cui trova la Sua Sposa. È Maria ad attrarre lo Spirito Santo in un’anima, e senza la Sua presenza, lo Spirito di Dio non opererebbe. Così vuole Dio.

Scrive Paolo VI nella “Marialis cultus” al n. 44:
“… è apparsa in più vivida luce l’indole evangelica del Rosario, in quanto dal Vangelo esso trae l’enunciato dei misteri e le principali formule; al Vangelo si ispira per suggerire, muovendo dal gioioso saluto dell’Angelo e dal religioso assenso della Vergine, l’atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo: e del Vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale: l’Incarnazione del Verbo contemplato nel momento decisivo dell’Annuncio fatto a Maria”.

Il Rosario è il Vangelo che diventa preghiera, l’inno a Dio per mezzo di Maria. La recita devota e fiduciosa del Santo Rosario è la preghiera di Gesù, preghiera cristocentrica, che ripresenta il ricordo di quanto fece Gesù, la Sua opera di Redenzione viene meditata e diventa sempre più dominante la presenza dello Spirito di Gesù.

Il Rosario fa rivivere tutte le tappe del “dogma della Redenzione”, equilibra il cuore e la mente, e li conduce nell’adesione al volere divino, il quale permette di accogliere la Parola e di metterla in pratica.

Un’adesione che non è puramente esteriore, ma investe e riveste di significato, ogni momento della nostra vita, per dire sempre sì a Dio, non solo quando siamo nella gioia, ma anche quando il dolore ci opprime e fa diventare pesante il nostro cammino.

Le anime buone e spirituali riconoscono la grande importanza del Santo Rosario e dedicano ogni giorno del tempo alla contemplazione dei divini misteri. È una preghiera piena di amore, così facile e al tempo stesso così ricca. È una sintesi della preghiera. Include la lode alla Madonna nell’Ave Maria, la supplica nella Santa Maria, la contemplazione nei misteri, il Padre Nostro come glorificazione ed invocazione al Padre, punto terminale di ogni nostra supplica, di ogni preghiera.

Possiamo affermare che il Rosario è una professione di Fede. “È il Credo fatto preghiera”, affermava il Cardinale Newman. Pregando il Rosario, dinanzi ai nostri occhi scorre tutto il mistero della nostra Redenzione, la nostra mente contempla la vita di Gesù e di Maria, il nostro cuore gioisce per quanto è stato compiuto per ognuno di noi, quanto amore hanno sprigionato i due Sacratissimi Cuori.

Inteso così, il Santo Rosario diventa una confessione di Fede storica, perché i misteri ci fanno riattraversare con Maria gli eventi salvifici della nostra Redenzione. In ogni mistero si considera ogni evento della vita di Gesù, ci aiuta a leggere più attentamente la Sua vita, ad entrare meglio e in modo esistenziale negli avvenimenti realmente accaduti di Gesù Cristo. Questa è la grande importanza del Santo Rosario, che non è solo preghiera vocale, ma considerazione approfondita di ciò che Gesù fece e disse.

Recitando il Santo Rosario, la Madonna ci trasforma nel Suo Figlio Gesù. La Maternità di Maria continua in noi.

Il lavoro che compie la Madonna nelle anime umili, è silenzioso e nascosto, ma interiormente ci trasforma e attira le compiacenze di Gesù su ognuno di noi.

È attraverso la recita del Rosario che chiediamo Grazie ed aiuto a Gesù e a Maria, e riceviamo da Loro la forza per realizzare degnamente il cammino della nostra santificazione, per essere “perfetti come è perfetto il Padre che è nei cieli”
(Mt 5,48). Questa santa preghiera del Rosario, ci permette di imitare la Madonna che “conservava tutte queste cose meditandole nel Suo Cuore” (Lc 2,51).

La Madonna che accoglie la Parola diventa il terreno buono che, accogliendo il seme, fa germogliare il frutto (cf. Lc 8,15). Anche noi dobbiamo essere terreno buono per lasciare “riposare” la Parola di Dio, e crescere in santità proprio per avere accolto questa Parola di verità.

Il Santo Rosario è stato definito:
“Catena d’oro che ci lega a Dio. Vincolo d’amore che ci unisce agli Angeli. Torre di salvezza negli assalti dell’inferno. Porto sicuro nel comune naufragio”.

È il libro di tutti. Il Santo Rosario è divenuto popolare come la Croce; è divenuto il libro di tutte le preghiere e delle preghiere di tutti.

Papa Paolo VI nella sua Enciclica “Marialis Cultus” ha scritto sul Rosario: «Preghiera evangelica, incentrata nel mistero dell’incarnazione redentrice, il Rosario è, dunque, preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico -la ripetizione litanica del “Rallegrati, Maria”- diviene anch’esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell’annuncio dell’Angelo e del saluto della madre del Battista: “Benedetto il frutto del tuo seno”
(Lc 1,42). Diremo di più: la ripetizione dell’Ave Maria costituisce l’ordito, sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri: il Gesù che ogni Ave Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, di volta in volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme; presentato dalla Madre al tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell’orto; flagellato e coronato di spine; carico della Croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito. È noto che, appunto per favorire la contemplazione e far corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo -e la consuetudine si è conservata in varie regioni- aggiungere al nome di Gesù, in ogni “Ave Maria”, una clausola che richiamasse il mistero enunciato» (MC 44).

Il Papa Giovanni Paolo II ha sempre affermato: “Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità”.

Il Patrono dei moralisti, Sant’Alfonso M. dé Liguori scriveva nel suo celeberrimo libro “Le Glorie di Maria”:
“Tra tutte le pratiche di lode a Maria, non ne conosco alcuna più gradita alla Madre di Dio del Rosario”.

“Il Rosario è un modo eminentemente vantaggioso di pregare, quando è recitato correttamente”, predicava San Francesco di Sales.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

NON DATE MAI SPAZIO ALLA PAURA ALL'ABITUDINARISMO

Attraversi una fase critica: un certo vago timore; difficoltà nell'adeguare il piano di vita; un lavoro opprimente, perché non ti bastano le ventiquattro ore del giorno, per compiere tutti i tuoi doveri... Hai provato a seguire il consiglio dell'Apostolo: «Tutto avvenga decorosamente e con ordine»?: vale a dire, alla presenza di Dio, con Lui, per Lui e solo in Lui. (Solco, 512)
Forse ti domandi: ma come farò a comportarmi sempre con questo spirito, a portare a termine con perfezione il mio lavoro professionale? La risposta non è mia, è di San Paolo: "Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità" [1 Cor 16, 13-14]. Fate tutto liberamente e per Amore: non date mai spazio alla paura o all'abitudinarismo; servite Dio nostro Padre.
Mi piace molto ripetere — perché ne ho buona esperienza — questi versi non eccelsi, ma molto espressivi: Mi vida es toda de amor / y, si en amor estoy ducho, / es por fuerza del dolor, / que no hay amante mejor / que aquél que ha sufrido mucho. (La mia vita è tutta d'amore / e, se in amore sono esperto, / è a forza di dolore, / perché non c'è amante migliore / di chi ha molto sofferto). Impégnati nei tuoi doveri professionali per amore: porta tutto a buon fine per amore, insisto, e potrai sperimentare, proprio perché ami, anche se devi assaporare l'amarezza dell'incomprensione, dell'ingiustizia, dell'ingratitudine e perfino dell'insuccesso umano, le meraviglie che il tue lavoro produce.

Frutti succosi, semi di eternità!
Succede, peraltro, che alcuni — che pure sono buoni, o meglio, bonaccioni — assicurino a parole di voler diffondere il bell'ideale della fede, ma in pratica si rassegnino a un comportamento professionale superficiale, trascurato: sembrano teste sventate. Se ci imbattiamo in questo tipo di cristiani a parole, dobbiamo aiutarli con affetto e con chiarezza; e ricorrere, se necessario, al rimedio evangelico della correzione fraterna:
"Qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con dolcezza. E vigila su te stesso, per non cadere anche tu in tentazione. Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo." [Gal 6, 12]. (Amici di Dio, nn. 68-69)

MIRACOLI A MEDJUGORJE


Fin dall'inizio, le apparizioni di Medjugorje sono state accompagnate da molti fenomeni insoliti, sia in cielo che a terra, specialmente da guarigioni miracolose. Io stesso ho visto l'insolita danza del sole insieme a un centinaio di pellegrini. Questa manifestazione era così insolita e ovvia, che tutti senza eccezione l'hanno classificata come un miracolo. Nessuno dei presenti è stato indifferente e me ne sono convinto facendo delle domande ai presenti. La gioia, le lacrime e le loro asserzioni lo hanno confermato.
Dalle loro parole si potrebbe vedere che essi hanno capito quella manifestazione come una conferma dell'autenticità delle apparizioni e un incentivo a rispondere ai messaggi di Medjugorje, accettandoli. Questo è lo scopo reale del miracolo: aiutare la gente a credere e a vivere di fede perché essi siano al servizio della fede e della salvezza.
Per quanto riguarda i fenomeni luminosi di Medjugorje, un professore che lavorava a Vienna ed esperto nel campo, ammise che per una settimana aveva studiato tali fenomeni a Medjugorje. Mi disse alla fine: “La scienza non ha risposte per queste manifestazioni”. Anche se il giudizio sui miracoli non dipende dalla scienza naturale e dalla scienza in generale ma piuttosto dalla teologia e la fede, esso è molto importante perchè dove la scienza non arriva, subentra la fede.
Molto significativo è il fatto che molti avvenimenti sono stati capiti dai fedeli come veri miracoli. Essi hanno capito il loro significato e, sia che siano stati testimoni diretti o indiretti, si sono sentiti obbligati ad accettare i messaggi di Medjugorje. È difficile dire precisamente quanti tra questi eventi miracolosi si sono verificati come una conseguenza delle apparizioni di Medjugorje. Tuttavia si sa che diverse centinaia sono stati riportati e confermati. Parecchi sono stati esaminati per intero ed elaborati scientificamente e teologicamente e non esiste alcuna ragione seria di dubitare del loro carattere soprannaturale. È sufficiente menzionarne alcuni.
La signora Diana Basile, nata a Platizza, Cosenza, il 5 ottobre 1940, soffriva di sclerosi multipla, una malattia incurabile, dal 1972 fino al 23 maggio 1984. Nonostante l'aiuto professionale di professori e dottori della Clinica di Milano, era sempre più malata. Per un suo desiderio, venne a Medjugorje e presente all'apparizione della Madonna nella stanza laterale della Chiesa, fu improvvisamente guarita. E' successo in un modo così veloce e totale che il giorno seguente la stessa donna ha comminato per 12 km, a piedi nudi, dall'hotel di Ljubuski dove alloggiava, fino alla collina delle apparizioni per ringraziare la Madonna della guarigione.
Da allora sta bene. Dopo il suo ritorno a Milano, i dottori, colpiti dalla sua guarigione, hanno immediatamente creato una commissione medica per esaminare di nuovo a fondo sia le sue condizioni precedenti che quelle del momento. Hanno radunato 143 documenti e alla fine 25 professori, specialisti e non, hanno scritto un libro speciale sulla malattia e sulla guarigione, dove dichiarano che la signora Diana Basile soffriva veramente di sclerosi multipla, che per molti anni era stata curata senza successo ma che ora era completamente guarita non grazie alle terapie o alle medicine, che la causa della guarigione non era scientifica.
Un altro miracolo significativo è successo a Rita Klaus di Pittsburgh, Pennsylvania, USA, insegnante e madre di tre bambini, nata il 25 gennaio 1940, che per 26 anni soffriva di sclerosi multipla. Anche lei non poteva essere aiutata né dai dottori né dalle medicine. Leggendo un libro su Medjugorje, “La Madonna appare a Medjugorje?” di Larentin-Rupcic, ha deciso di accettare i messaggi della Madonna e una volta, mentre stava pregando il Rosario, era il 23 maggio 1984, ha sentito in lei un calore insolito. Poi si è sentita bene. Da allora, la paziente sta completamente bene ed è capace di adempiere a tutti i lavori domestici e scolastici. Esiste una solida documentazione sulla sua malattia e sulle sue inutili terapie, oltre che un certificato dei dottori sulla sua straordinaria ed incomprensibile guarigione, che è completa e permanente.
Ci sono ancora altre guarigioni improvvise e totali che riguardano Medjugorje. Sono più o meno esaminate con perizia. Alcune non sono ancora state analizzate. Non è da escludere che tra di esse vi siano dei casi della stessa portata di quelli già analizzati.
Per i miracoli è cruciale che derivino da Dio e che servano la fede, mentre non è importante che siano “grandi”. È la gente di buona volontà e aperta alla verità che li riconoscerà, al posto di scienziati prevenuti e critici versatili, perché spesso si chiudono in schemi dove un miracolo “non deve” o “non può” accadere.
(Prof. Dr. Ljudevit Rupcic)

11 gennaio 2012

DON GABRIELE AMORTH: "Monti, capo massone e strumento di satana in un'Europa quasi atea. Medjugorje? E' una grazia."

Nel giorno dell'Epifania, il Papa - all'Angelus - ha detto che il mondo occidentale viaggia a vista nelle tenebre. Chiediamo il parere di Don Gabriele Amorth, decano degli esorcisti.

Padre Amorth, condivide l'analisi del Papa?
"Certo, ma succede questo perché l'Occidente, l'Europa e l'Italia hanno rinunciato a Dio, Lo hanno messo fuori. E quando fai questo, ti schieri col nemico che è Satana".


Ossia?
"L'occidente, almeno per ora, ha scelto Satana. E stancherà il Signore, che ammonisce, rincuora, provvede, ma alla fine stanga".

L'Italia si è affidata a Monti, che cosa ne pensa?
"Che è un capo massone, un massone che vuole distruggere la Chiesa o affamarla. Piaccia o meno, è uno strumento nella mani di Satana. Come la crisi finanziaria".

La crisi?
"Certo, come considerate i suicidi che stanno avvenendo? Il suicidio è una delle conseguenze del piano satanico. L'uomo ripone tutto nella mani degli altri uomini, dell'economia e della finanza e dimentica che chi comanda ... ... è Dio. Da questo punto di vista, l'attuale crisi è una insidia satanica per dividere l'uomo da Dio".

Ma chi vincerà?
"Dio. Del resto a Fatima le cose erano chiare. La Madonna aveva previsto tante di quelle cose, però alla fine avrebbe vinto il Suo Cuore Immacolato. Ma attenzione che nei piani di Satana ci sta anche la guerra atomica".

La guerra atomica?
"Indubbiamente. Come spiegare le recenti vittime cristiane per mani di fanatici islamici? Non tutti gli islamici sono come quelli, ma il demonio si scatena e vuole creare lo scontro di civiltà e prima o dopo il fattaccio potrà avvenire".

Medjugorje, lei è favorevole:
"Certo e solo la stupidità umana non fa in modo che si riconosca una cosa che è buona, che è una Grazia e non un inganno, indipendentemente da quanto ne dicano Preti e Vescovi. La Santa Sede ha nominato una commissione, ma per studiare che cosa? Gli alberi si vedono dai frutti e i frutti sono buoni, ottimi. Anche in Europa dovrebbero ascoltare i messaggi della Madonna di Medjugorje per evitare di cadere nel piano di Satana. Il nemico ha creato due livelli: allontanare da Dio e fare trionfare l'ateismo. In Europa ci sta riuscendo".


Lei è critico con Monti:
"Lo ribadisco: è un capo massone che pensa di risolvere tutto senza pensare a Dio, dunque presuntuoso e orgoglioso, e pretende di affamare la Chiesa. E' uno strumento di Satana".

(Fonte: Pontifex Roma - "Intervista all'esorcista" di Bruno Volpe)

TI DEVE SPINGERE LA CARITA' DI CRISTO


Hai bisogno di vita interiore e di formazione dottrinale. Sii esigente con te stesso! — Tu — uomo cristiano, donna cristiana — devi essere sale della terra e luce del mondo, perché sei obbligato a dare esempio con santa sfacciataggine. — Ti deve spingere la carità di Cristo e, nel sentirti e nel saperti un altro Cristo dal momento in cui Gli hai detto che Lo segui, non ti separerai dai tuoi uguali — i tuoi familiari, i tuoi amici, i tuoi colleghi —, come il sale non si separa dall'alimento a cui dà sapore. La tua vita interiore e la tua formazione includono la vita di pietà e il criterio che un figlio di Dio deve avere, per insaporire tutto con la sua presenza attiva. Chiedi al Signore di essere sempre un buon condimento nella vita degli altri. (Forgia, 450)
Un cristiano non può fermarsi ai suoi problemi personali, perché deve vivere al cospetto della Chiesa universale, pensando alla salvezza di tutte le anime.
In tal modo, anche ciò che si potrebbe considerare più privato e intimo — la preoccupazione per il proprio progresso interiore — non è, in realtà, personale: la santificazione, infatti, fa un tutt'uno con l'apostolato. Ci dobbiamo dunque impegnare generosamente nella cura della vita interiore e nello sviluppo delle virtù cristiane, pensando al bene di tutta la Chiesa, giacché non potremmo fare il bene e far conoscere Cristo se noi stessi non ci impegnassimo sinceramente a tradurre in pratica vissuta gli insegnamenti del Vangelo.
Impregnate di questo spirito, le nostre orazioni, anche se iniziano con temi e con propositi apparentemente personali, finiscono sempre sulla via del servizio agli altri. E se procediamo nel cammino tenendo per mano la Santissima Vergine, Ella farà sì che ci sentiamo fratelli di tutti gli uomini: perché tutti sono figli di quel Dio di cui Ella è Figlia e Sposa e Madre.
I problemi del nostro prossimo devono essere i nostri problemi. La fraternità cristiana deve essere profondamente radicata nella nostra anima, in modo che nessuno ci sia indifferente. Maria, la Madre di Gesù, Colei che Lo allevò, Lo educò e Lo accompagnò nella vita terrena, e che ora è vicina a Lui in Cielo, ci aiuterà a riconoscere Gesù che passa accanto a noi, che Si fa presente nei bisogni degli uomini, nostri fratelli.
(E' Gesù che passa, 145)

VI APPOGGERETE GLI UNI AGLI ALTRI


Se sai voler bene agli altri e diffondi questo affetto — carità di Cristo, fine, delicata — fra tutti, vi appoggerete gli uni agli altri: e chi sta per cadere si sentirà sostenuto — e sollecitato — da questa fraterna fortezza, per essere fedele a Dio. (Forgia, 148)
Giunge la Pienezza dei Tempi e per compiere questa missione non viene a noi un genio filosofico come Platone o Socrate, non si stabilisce sulla terra un potente conquistatore come Alessandro Magno. Nasce un Bambino a Betlemme. È il Redentore del mondo; e ancor prima di parlare ama con le opere. Non porta nessuna formula magica, perché sa che la salvezza che offre deve passare attraverso il cuore dell'uomo. E affinché ci innamorassimo di Lui e sapessimo accoglierLo nelle nostre braccia, le Sue prime azioni sono il sorriso e il pianto di un Bambino, il sonno inerme di un Dio Incarnato.
Ci rendiamo conto, una volta di più, che il Cristianesimo è fatto così. Se il cristiano non ama con le opere, è fallito come cristiano; ed è come dire che è fallito anche come uomo. Non puoi pensare agli altri come fossero dei numeri o degli scalini per arrampicarsi; oppure come fossero massa da esaltare o da umiliare, da adulare o disprezzare, a seconda dei casi. Prima di ogni altra cosa, devi pensare agli altri, a coloro che ti sono vicini, stimandoli per quello che sono: figli di Dio, con tutta la dignità di questo titolo meraviglioso.
Con i figli di Dio dobbiamo comportarci come figli di Dio: il nostro amore deve essere abnegato, quotidiano, ricco di mille sfumature di comprensione, di sacrificio silenzioso, di donazione nascosta. È questo il bonus odor Christi che faceva dire a quelli che vivevano tra i primi fratelli nella fede: guardate come si amano!
(E' Gesù che passa, 36)

COSA C'E' DI PIU' IMPORTANTE DELLA FEDE CRISTIANA?


...Sono convinto che certe malattie sono causate dai diavoli oppure essi intervengono durante la malattia e creano una sofferenza ancora più straziante. Una delle principali soddisfazioni dei diavoli è di farci soffrire, causarci tutto il male possibile. Ma non riesce ad andare oltre ciò che gli viene consentito, altrimenti distruggerebbe tutto.
Egli non potrà mai più provare gioia, ho scritto che prova solo appagamento, compiacimento.
I diavoli non potranno mai entrare in Paradiso e provano un forte e violento senso di odio nei nostri confronti, perché seguendo Gesù vivremo nella gloria eterna, una gioia senza fine e davanti a Dio. I diavoli sono depressi e avviliti, conoscono molto bene che il loro futuro sarà sempre nella tortura dell’inferno. Anche perché l’odio è forte tra i diavoli, non possono amare nessuno, ognuno odia se stesso.
In un esorcismo Don Gabriele Amorth disse ai diavoli presenti in una ragazza: “Nel Nome di Gesù uscite, anche perché più torturate questa ragazza e maggiori pene soffrirete quando Gesù vi rimanderà all’inferno”. I diavoli non si spaventarono, al contrario risposero: “Non ci interessa quanto soffriremo, vogliamo continuare a tormentare questa ragazza”.
...Gesù con un solo atto del suo intelletto fa tremare e terrorizzare tutto l’inferno. Nulla possono i diavoli quando noi siamo veramente uniti a Gesù e conduciamo una intensa vita spirituale. E sono due i mezzi più potenti: la Santa Messa e il Santo Rosario.
Come diventa forte quella persona che partecipa ogni giorno alla Messa e recita più Corone del Rosario!
Al contrario, vediamo ogni giorno molti fatti che manifestano l’assenza della preghiera. Chi prega, per esempio, non commette azioni stupide e stravaganti. Ho letto che alcuni giorni fa a Londra molte persone hanno partecipato al No Trousers Day, la giornata senza pantaloni. Una stupidata maestosa, in pratica circa 150 persone hanno preso parte a Londra al flash mob in metropolitana, questa volgare e insignificante sceneggiata.
Ad una certa ora della giornata si sono ritrovati in metropolitana tanti che non si conoscevano e si sono spogliati dei pantaloni, uomini e donne. In una carrozza moltissime persone che li vedevano rimanevano sbigottiti e senza parole.
Hanno partecipato non persone del bronx, erano giovani impiegati, universitari, tutte persone vestite bene, almeno dalla cinta in su… Così affermava il quotidiano. Quale scintilla deviata si è scatenata nella mente di queste persone? Vogliono essere anticonformisti? Questo è il modo migliore per manifestarlo?
Ognuno è libero di rifiutare di conformarsi alle idee, ai costumi, agli atteggiamenti predominanti in un determinato tempo e ambiente, non c’è dubbio su questo, ognuno è libero di credere in Gesù o di rifiutarLo. Ma arrivare a togliersi i pantaloni in mezzo alla gente e mostrare volutamente le mutande, tenendo la giacca, camicia e cravatta, non mi sembra un’idea intelligente.
All’inizio di questa settimana che segna il ritorno al Tempo Ordinario liturgico, noi virtualmente vogliamo baciare per terra per la Fede che abbiamo, il grande dono di credere in Dio e di avere la certezza che la Madonna ci assiste e ci protegge da mali e pericoli.
Cosa c’è di più importante della Fede cristiana? Nella sofferenza non ti abbatti perché ti rivolgi a Dio, parli con Lui e sempre ti ascolta. Gesù è veramente Onnipotente, credetelo con piena convinzione.
Ho assistito a guarigioni di persone ammalate dopo avere messo le mani sulla testa e la liberazione di persone che da molti anni soffrivano senza riuscire a trovare un rimedio. Pronunciando queste parole: “Nel Nome di Gesù io ti ordino…”.
Gesù è la nostra medicina, Lui stesso è il Medico che guarisce quanti Lo invocano con umiltà e amore.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

IL SANTO ROSARIO E' PREGHIERA PIU' FORTE DELL'ESORCISMO


Per vincere il diavolo occorre l’aiuto della preghiera. Anche del digiuno, come ha indicato Gesù agli Apostoli. Specialmente il Santo Rosario risulta essere, da tantissimi fatti, dopo la Santa Messa, la preghiera di liberazione più efficace. Sono testimonianze raccolte in prima persona da numerosi esorcisti, ma anche la Madonna lo ha affermato più volte. I Santi lo hanno sempre detto, vissero con questa chiara e sicura convinzione: il Santo Rosario è la preghiera più efficace per vincere il diavolo, la magia occulta e per ottenere Grazie particolari, tutto ciò che umanamente è impossibile. Sono i Santi a confermare la grandezza e l’insostituibilità di questa preghiera.

Il diavolo lavora per allontanarci dal culto di Dio e cerca di farci innalzare il culto al nostro io. Noi possiamo essere o immagine di Maria o immagine del diavolo. Non c’è via di mezzo, perché anche chi ama poco
(ma veramente) la Madonna si trova già nello spirito di Lei, e non vorrà compiere le opere del diavolo.

Al contrario, chi segue la malizia del diavolo, non avrà spinte interiori per fare del bene e vivere bene. La sua concezione della vita e la sua mentalità sono perverse, indirizzate verso l’immoralità dissacrante. L’uomo così formato, vive solamente per fare del male.

Dopo la Santa Messa, il Santo Rosario è la preghiera più potente, più efficace, che pènetra i cieli ed arriva davanti al Trono di Dio, seguita da innumerevoli Angeli osannanti di gioia. Il Santo Rosario è la preghiera più amata dalla Madonna, è la preghiera degli umili, la preghiera che schiaccia la testa a colui che personifica la superbia, Lucifero, e a tutti i diavoli. In un famoso esorcismo, Lucifero
(il capo dei diavoli) fu costretto ad affermare: “Il Rosario ci vince sempre, ed è la sorgente di grazie incredibili per quanti lo recitano intero (20 misteri). Per questo noi lo avversiamo e lo combattiamo con tutte le nostre forze, ovunque, ma specialmente nelle Comunità (sia quelle religiose che le famiglie, dove al centro di tutto c’è, purtroppo, la televisione) la cui forza spezzerebbe ogni nostra resistenza”.

È l’opera del diavolo, volere distogliere la devozione del Rosario, e si può servire anche di persone che dovrebbero avere una grande devozione verso il Rosario. Se esistesse una preghiera migliore e più efficace, io stesso sarei il primo a recitarla al posto del Rosario: ma non c’è.

Giovanni Paolo II così si è rivolto agli sposi cristiani:
“…per essere buona notizia per il terzo millennio, cari sposi cristiani, non dimenticate che la preghiera in famiglia è garanzia di unità in uno stile di vita coerente con la volontà di Dio. Proclamando l’Anno del Rosario, ho raccomandato questa devozione mariana come preghiera della famiglia e per la famiglia”.

“La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po’ il clima nella casa di Nazareth; si pone Gesù al centro, si condividono con Lui gioie e dolori, si mettono nelle Sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza per il cammino. Assieme a Maria viviamo con Lui, amiamo con Lui, pensiamo con Lui, percorriamo le strade e le piazze con Lui, cambiamo il mondo con Lui”, afferma Mons. Paglia.

“Il Cielo esulta, l’inferno trema, satana fugge ogni volta ch’io dico soltanto: Ave, Maria”, afferma San Bernardo.

Monsambrè diceva a Parigi:
“Il Rosario è la più grande forza da Dio posta al servizio della pietà cristiana dopo il Sacrificio della Santa Messa”.

Satana, costretto nel Nome di Dio dall’esorcista, ha dovuto parlare del Rosario. Ecco perché, in un celebre esorcismo, satana in persona, fu costretto ad affermare: “Dio ha dato a Lei
(la Madonna) il potere di scacciarci, e Lei lo fa con il Rosario, che ha reso potente. Per questo il Rosario è la preghiera (dopo la Santa Messa) più forte, la più esorcizzante. Esso è il nostro flagello, la nostra rovina, la nostra sconfitta...”.

Durante un altro esorcismo: “È più potente il Rosario (intero e recitato col cuore) dell’esorcismo solenne. Il Rosario è più potente del bastone di Mosè!”.

San Giovanni Bosco diceva che poteva abbandonare tutte le devozioni quotidiane, ma per nessun motivo poteva rinunciare al Rosario. Diceva a tutti:
“Il Rosario è la preghiera che satana teme di più. Con quelle Ave Maria si possono abbattere tutti i demoni dell’inferno”.

E poi, nelle tentazioni è Maria che ci aiuta a vincerle, sempre col Rosario. Quante tentazioni ogni giorno attentano la tua vita spirituale? Puoi superarle insieme a Maria. La tattica del diavolo nelle tentazioni è sottilissima, alle volte non ti spinge direttamente al male, ma sotto le apparenze del bene nasconde la sua bava e perfidia. Come puoi capire il suo piano diabolico contro di te, e come puoi superare i suoi “dolci” inviti, se non pregando il Santo Rosario?

Durante un esorcismo, un famoso esorcista, Padre Pellegrino Maria Ernetti, comandò a Lucifero di dire ciò che gli dispiace. Oltre la Confessione, l’Eucaristia, l’Adorazione Eucaristica e l’obbedienza al Magistero del Papa, ciò che lo tormenta è il Santo Rosario.

Queste le sue parole:
“Oh, il Rosario... quell’arnese guasto e marcio di quella Donna lì, è per me un martello che mi spacca la testa... ahiiiii! È l’invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella Donnaccia! Sono falsi, falsi... invece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella Donnaccia, mia prima nemica, con quell’arnese... oh quanto male mi fanno... (strilli di pianto)... quante anime mi strappa”.

Gli esorcisti consigliano vivamente a tutti di essere devotissimi della Madonna e di recitare tante Corone del Santo Rosario, perché se non hai ricevuto seri disturbi dal diavolo, non credere che lui non ha già pensato di rovinarti! La professione del diavolo è di tentare, non fare adorare la SS. Trinità e portare tutti dove si trova lui, nell’inferno. Questo ricordalo bene. E se non avverti tentazioni nella tua vita, questo è un gran brutto segno... credimi. Chiedi aiuto a Maria, perché “è amabile a Dio e terribile al demonio come un potentissimo esercito schierato a battaglia”, commenta l’Abate Ruperto. PregaLa, dato che “Maria in Cielo sta sempre al cospetto di Suo Figlio, senza cessare di pregare per i peccatori”, come consiglia San Beda.

Non solo per queste ragioni, ma anche per quanto il Santo Rosario contiene nelle sue preghiere che scorrono nei grani, è la preghiera che fa tremare tutti i diavoli. Essi avversano con ogni forza questa santissima preghiera e trasmettono questa loro avversione a tutti quei consacrati che non sono più fedeli a Gesù.

Per questo, oggi sono molti i consacrati che non recitano più il Rosario e che addirittura lo avversano. Quando un consacrato non recita e avversa il Rosario, nel suo cuore non è più presente Gesù.

Questi tempi sono dominati da una presenza minacciosa del diavolo, e coloro che vivono senza la grazia di Dio, negano la presenza del diavolo e, di conseguenza, negano anche il ruolo di burattinaio del diavolo, che gioca su più tavoli, guidando tantissime teste arroganti ed orgogliose contro Dio per diventare lui il signore di questo mondo.

Se il diavolo ha sferrato un ultimo e spietato attacco contro l’unica Chiesa di Gesù Cristo, Dio ha risposto inviando Maria, la Sua Creatura prediletta, per vincere la furia cieca e distruttiva, l’arroganza di questi angeli decaduti e vinti da una piccola Donna di Nazareth. Proprio questa è la più grande rabbia del diavolo: essere vinto da una Creatura inferiore a lui per natura, ma superiore per Grazia perché Madre di Dio.

Il diavolo vuole distruggere la Chiesa, ma la Madonna è Madre della Chiesa e mai permetterà la sua sconfitta. Avviene tuttora e avverrà un’apparente trionfo del diavolo, ma solo per poco tempo, perché Gesù ha affidato la Chiesa e tutti noi e a Sua Madre. Così, Lei ha formato una schiera di anime semplici ed umili, che dovrà sconfiggere il diavolo, seguendo le indicazioni di questa celeste Condottiera.

Anche se molti cattolici si stanno degradando per le teorie false che seguono, mettendo da parte anche il Rosario, la Madonna lo stesso salverà la Chiesa Cattolica da questa impetuosa, accanita e folle aggressione del diavolo, che è riuscito a raggiungere molti cuori di consacrati, svuotandoli di Dio e riempiendoli di concetti irragionevoli, incoerenti e contraddittori. Ma per capire questi attacchi del diavolo, bisogna avere la Grazia di Dio, essere docili all’azione dello Spirito. Per liberarsi da questi attacchi ed infestazioni del diavolo, bisogna consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria. Solo dove è presente la Madonna, il diavolo incontra una potente ed irrimediabile sconfitta. Immediatamente o dopo un po’ di tempo, ma sarà sicuramente sconfitto.

Il primo e feroce avversario del Rosario è il diavolo, angelo perverso e pervertitore, capace di raggirare tante anime consacrate, inculcando ad esse lo stesso suo rifiuto e avversione verso il Rosario. È tragico questo, perché per il diavolo riuscire ad ingannare certe anime, vuol dire che in quelle anime non c’era più la Fede Cattolica, ma solo apparenza di cristianesimo.

Amiamo la Madonna, sia piena la nostra mente di Lei. DiamoLe il posto che merita nel nostro cuore, affidiamoLe ogni mattina il nostro lavoro e tutte le opere che si compiono. Rimaniamo sempre in Sua compagnia, nella Sua presenza per parlarLe delle nostre sofferenze e preoccupazioni.

Guardiamo con grande fiducia Lei, dicendoLe molte volte questa invocazione:
“Madre mia, Fiducia mia”.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

MARIA E' MADRE DI DIO E MADRE NOSTRA


Quant'è grande l'umiltà di mia Madre, Maria! — Non La vedrete tra le palme di Gerusalemme, né — tranne la primizia di Cana — al momento dei grandi miracoli. — Però non fugge il disprezzo del Gòlgota: lì, “iuxta crucem Iesu” —, accanto alla Croce di Gesù, c'è Sua Madre. (Cammino, 507)
Questa, da sempre, è la fede sicura. Contro coloro che la negavano, il Concilio di Efeso ha proclamato che se qualcuno non confessa che l'Emmanuele è vero Dio, e che pertanto la Santissima Vergine è Madre di Dio, avendo generato secondo la carne il Verbo di Dio Incarnato, sia anàtema (...).
La Trinità Beatissima, avendo scelto Maria come Madre di Cristo, Uomo come noi, ha messo anche ciascuno di noi sotto il Suo materno manto. Maria è Madre di Dio e Madre nostra.
La Maternità Divina di Maria è la fonte di tutte le perfezioni e di tutti i privilegi che L'adornano. In vista di questo titolo fu concepita immacolata ed è Piena di grazia, è sempre Vergine, fu assunta in Cielo in corpo e anima, è stata coronata Regina della creazione, al di sopra degli angeli e dei santi. Più di Lei, soltanto Dio. La beata Vergine Maria, perché Madre di Dio, ha una dignità in certo modo infinita, derivante dal bene infinito, che è Dio
[San Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q. 25, a. 6]
Non c'è pericolo di esagerare. Non riusciremo mai ad approfondire a sufficienza questo ineffabile Mistero; non potremo mai ringraziare a sufficienza la Madre nostra per averci reso così familiare la Trinità Beatissima.
Eravamo peccatori e nemici di Dio. La Redenzione non solo ci libera dal peccato e ci riconcilia con il Signore: ci fa diventare figli, ci dà una Madre, la Stessa che ha generato il Verbo secondo l'Umanità. Ci può essere amore più grande, più immenso?
(Amici di Dio, nn. 275-276)

9 gennaio 2012

SANTO ROSARIO: L'ARMA POTENTE


La Corona del Santo Rosario fa del più povero della terra, l’uomo spiritualmente più forte, più ricco di Grazia di Dio, felice, ricolmo di pace, amato da Maria e considerato Suo figlio prediletto. Il Rosario ci fa ottenere il dono della sapienza, perché ci fa comprendere il senso della vita, ci dà lume soprannaturale per cercare Dio, solo Dio e stare sempre con Dio, così da allontanarci dalle vanità terrene e da ciò che dispiace a Gesù e a Maria.
Potenza del Santo Rosario, perchè ci rende sempre più umili, buoni, esperti del sapere divino, capaci di resistere al maligno e meritevoli del Paradiso.
Il Rosario è Arma potente, solamente se recitato con attenzione: più delle labbra deve parlare il cuore. Nella nostra mente non deve esserci altro che l’Ave Maria, si deve pensare a ciò che si dice con la bocca, perché una sola Ave Maria recitata bene, è più meritoria di 200 recitate male. Dice San Luigi, che “nessuna preghiera è più meritoria per l’anima e più gloriosa per Gesù e Maria quanto il Rosario ben recitato”.
Il Santo Rosario non è un’arma qualsiasi, perché anche l’arma più debole è un’arma, ma è l’ARMA POTENTE, immensamente più potente di tutte le potenze del mondo messe insieme, perché col Rosario abbiamo la Madre di Dio e, quindi, la SS. Trinità Stessa dalla nostra parte. E chi è superiore in questo mondo di Colui che ha creato questo mondo, che lo alimenta con il Suo soffio vitale e può farlo sparire quando vuole? Nessuno e nessuna cosa al mondo potrà mai vincerci o abbatterci, senza la permissione divina.
Il Rosario è chiamato Arma potente, perché è strumento di difesa e strumento di offesa. Di difesa da tutti gli attacchi diabolici, da coloro che intenzionalmente cercano di arrecarci del male con le parole o con le opere. Di offesa a tutte le situazioni negative che incontriamo nella vita e che dobbiamo superare con l’amore, il perdono, il silenzio, la bontà e la comprensione.
Nelle apparizioni di Lourdes e di Fatima la Madonna ci ha invitato a recitare il Rosario come Arma potente contro il male, per portarci alla vera pace.
“Il Santo Rosario è un’Arma potente. Impiegala con fiducia e ti meraviglierai del risultato”, questo insegnava e scriveva una grande anima come San Josemaria Escrivà.
Anche Suor Lucia di Fatima ha detto questo: “Il Rosario è l’Arma più potente con cui possiamo difenderci in campo di battaglia”.
È molto famoso quanto avvenne nella battaglia di Lepanto, per arginare l’invasione musulmana. Giunti all’apice della loro potenza nel Mediterraneo, i maomettani minacciavano sul serio di invadere l’Europa cristiana. Il Papa San Pio V formò una lega, a cui presero parte le Repubbliche italiane di Venezia e di Genova; vi si unì la flotta della Spagna. Comandante in capo fu Don Giovanni d’Austria. Fin dal 17 settembre 1571 il Papa aveva ordinato a tutta la cristianità di chiedere aiuto dal Cielo, mediante la pia recita del Santo Rosario. Prima di partire all’attacco, a Lepanto i marinai cristiani recitarono anche loro devotamente il Rosario, mentre il Legato Pontificio dava loro la solenne Benedizione Apostolica. Per ben 3 ore i 65.000 uomini, i quali avevano ricevuto la Santa Comunione, continuarono a recitare il Rosario. La battaglia infuriò al tardi pomeriggio; i turchi furono sbaragliati e completamente sconfitti; e mai più si ripresero. Don Giovanni attribuì il grande trionfo della flotta cristiana alla potente intercessione della Regina del Rosario. Il Senato veneziano così ne scrisse agli altri Stati che formavano la lega: “Non furono i generali, né i battaglioni, né le armi che ci procurarono la strepitosa vittoria di Lepanto; ma fu nostra Signora del Santo Rosario”.
L’Arma potente del Rosario è utile a tutti, efficace a coloro che lo recitano con umiltà, fede, perseveranza, grande attenzione, e soprattutto con amore.
Certo è cosa molto difficile - specialmente per i principianti - non avere distrazioni, perché la fantasia o il diavolo portano a volte la mente altrove. Rivolgiamoci alla Madonna, non pensiamo di vincere le distrazioni da noi stessi - pur sforzandoci di non distrarci durante il Rosario e di impegnarci a diminuire le distrazioni -, ma con il Suo aiuto, tutto sarà facile, specialmente se noi ci siamo consacrati al Suo Cuore Immacolato.
Nel libro “Il segreto meraviglioso del Santo Rosario”, San Luigi Grignon da Monfort indica che non è sufficiente recitare le Ave Maria con la bocca, bisogna che sia principalmente il cuore a parlare, ad amare: “Per pregare bene non basta esporre le nostre domande con la più bella fra le preghiere qual è il Rosario: occorre anche una grande attenzione perché Dio ascolta la voce del cuore più che la voce della bocca. Mèttiti alla presenza di Dio: pensa che Dio e la Sua Santa Madre ti guardano, che l’Angelo Custode posto alla tua destra coglie le tue Ave Maria, se dette bene, come altrettante rose per farne una Corona a Gesù e a Maria”.
Anche se un principiante non capisce il valore del Rosario, è sempre bene recitarlo, perché piano piano prenderà comprensione di questa sublime preghiera. È la Madonna ad accendere l’amore verso il Santo Rosario.
Con il Rosario uno va dritto al cuore del Cristianesimo, recita la preghiera che impregna tutta la Rivelazione operata da Gesù. È questa preghiera a favorire la conversione, perché c’è la Madre di Dio che prega con te, prega per te, prega su di te.
È grande cosa recitare il Rosario in grazia di Dio o quantomeno avere il proposito di uscire dallo stato mortale, perché senza la Grazia nell’anima, le preghiere e buone opere non sono meritevoli davanti a Dio. Non per questo, i peccatori non devono recitarlo, anzi, devono recitare molte Corone per ricevere molte grazie. Più c’è purità nella persona, più il Rosario diventa l’Arma potente.
Dio ci vede sempre, Maria in Dio non toglie gli occhi dai Suoi consacrati e non abbandona i peccatori, ma ricordiamo che specialmente durante la recita del Rosario, Maria è presente, perché lo recita con noi, e raccoglie quelle rose che noi Le offriamo, per portarle davanti al Trono di Dio. Ogni Ave Maria, ogni rosa che noi offriamo alla Madonna, Gesù la vede, la conosce, l’accetta perché è data alla Sua Madre, che è Avvocata potente davanti a Dio e ci ottiene Misericordia, quando siamo invece meritevoli di castighi.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

"SE TU CONOSCESSI IL DONO DI DIO!"


Il tuo talento, la tua simpatia, le tue attitudini... si perdono: non ti si consente di metterle a frutto. —Mèdita bene queste parole di un autore spirituale: “Non si perde l'incenso che si offre a Dio. —Il Signore è più onorato con il sacrificio dei tuoi talenti che con il vano impiego di essi”. (Cammino, 684)
Poi aprirono i loro scrigni e Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Fermiamoci un po' e cerchiamo di capire questo passo del Vangelo. Come è possibile che noi, che siamo nulla e nulla valiamo, possiamo fare delle offerte a Dio? Dice la Scrittura: "Ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto". L'uomo non riesce neppure a scoprire pienamente la profondità e la bellezza dei doni del Signore: "Se tu conoscessi il dono di Dio!", dice Gesù alla samaritana. Gesù ci ha insegnato ad attendere tutto dal Padre, a cercare prima di ogni cosa il Regno di Dio e la Sua giustizia, perché tutto il resto ci sarà dato in sovrappiù, ed Egli sa bene di che cosa abbiamo bisogno.
Nell'economia della salvezza, il Padre nostro dei cieli si prende cura di ogni anima con amorosa delicatezza: ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. Sembrerebbe pertanto inutile preoccuparsi di presentare al Signore qualcosa di cui Egli possa aver bisogno; dalla situazione di debitori che non hanno di che pagare, i nostri doni sarebbero simili a quelli dell'Antica Legge, che Dio ormai non accetta più: "Non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato...", cose tutte che vengono offerte secondo la Legge.
Ma il Signore sa che il dare è proprio degli innamorati, ed Egli Stesso ci indica che cosa desidera da noi. Non Gli importano le ricchezze, i frutti o gli animali della terra, del mare o dell'aria, perché tutto è Suo; vuole qualcosa di intimo che Gli dobbiamo offrire con libertà: "Figlio Mio, daMMi il tuo cuore". Vedete? Non si accontenta di spartire: vuole tutto. Torno a ripetere che non cerca le nostre cose, cerca noi stessi. Solo da qui, da questo primo dono, acquistano senso tutti gli altri doni che possiamo offrire al Signore.
(E' Gesù che passa, 35)

UMILTA' DI GESU': A BETLEMME, A NAZARET, SUL CALVARIO..."


Umiltà di Gesù: a Betlemme, a Nazaret, sul Calvario... — Ma la Sua umiliazione e il Suo annichilimento sono maggiori nell'Ostia Santissima: più che nella stalla, che a Nazaret, che sulla Croce. Perciò, quanto sono obbligato ad amare la Messa! (Cammino, 553)
Figli miei, riempitevi di stupore e Di gratitudine davanti a questo Mistero, e imparate: tutta la potenza, tutta la maestà, tutta la bellezza, tutta l'armonia infinita di Dio, le Sue grandi e incommensurabili ricchezze, un Dio tutt'intero, Si è celato nell'Umanità di Cristo per servirci. L'Onnipotente Si mostra risoluto ad offuscare per un certo tempo la Sua gloria, per facilitare l'incontro redentore con le Sue creature.
Dio nessuno L'ha mai visto —
scrive san Giovanni Evangelista —; proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, Lui Lo ha rivelato [Gv 1, 18], presentandoSi allo sguardo attònito degli uomini: dapprima, come un neonato, a Betlemme; poi, come un bambino uguale agli altri; più tardi, nel tempio, come un adolescente assennato e sveglio; e, alla fine, con la figura amabile e attraente del Maestro, che faceva breccia nei cuori delle folle che Lo seguivano con entusiasmo. (Amici di Dio, 111)

8 gennaio 2012

IL SANTO ROSARIO: LA PREGHIERA PREFERITA DAI SANTI


Se consideriamo la vita di tutti i Santi, oltre ad un amore infiammato verso la Madonna, troviamo - come sua ovvia conseguenza - un grande amore per il Santo Rosario. “Sulla devozione a Maria, i Santi ci insegnano che i Suoi veri devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il Paradiso. La devozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria Santissima è la recita del Santo Rosario”, ha scritto San Pio X nel catechismo della Dottrina Cristiana.
Chi ama la Madonna, La prega con fiducia, La onora come una Regina, La invoca come la perfetta Madre di Dio. Il grande amore che si può avere per il Santo Rosario è una normale conseguenza dell’amore portato a Maria. È Lei a dare amore verso il Rosario; è la Sua presenza a dare impulso alla recita perseverante del Rosario.
È da quasi mille anni la preghiera preferita dai Santi:
S. Caterina da Siena recitava quotidianamente parecchi Rosari interi e col suo Rosario convertiva tante anime da tenere occupati tutto il giorno vari confessori.
S. Tommaso Moro conservava per sé un Rosario a grossi chicchi di legno e a sua moglie ne donò uno d’oro, ma voleva che lo tenesse al collo quale ornamento femminile.
S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, dedicò la più bella cappella del Duomo di Milano alla Madonna del Rosario.
S. Filippo Neri reputava non gradito a Dio il giorno in cui non avesse recitato il Rosario intero.
S. Francesco di Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa, recitava il Rosario intero ogni giorno e ci impiegava un’ora.
S. Francesco Saverio, il grande missionario delle Indie, portava il Rosario al collo quale difesa della sua persona dai pericoli materiali.
S. Pietro Claver distribuiva ogni anno circa 9.000 Rosari agli schiavi.
S. Luigi Gonzaga, dopo avere recitato il Rosario intero, fece voto di verginità.
S. Gabriele dell’Addolorata, dopo aver recitato il Rosario intero nella Santa Casa di Loreto, fece la sua confessione generale, poi andò a farsi passionista nel vicino convento di Morrovalle (Macerata).
S. Giovanni Battista de la Salle nella sua regola permette, come ricchezza nelle camere dei suoi religiosi, un grosso Rosario insieme ad un Crocifisso.
S. Alfonso dè Liguori fece voto “sub gravi” di recitare ogni giorno il Rosario intero. Al suo infermiere un giorno disse:
“Dall’aver recitato un Rosario può dipendere la mia eterna salvezza”.
S. Giuseppe Cottolengo, fondatore della “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, volle essere sepolto nella Cappella della Madonna del Rosario.
Il Beato Massias, laico domenicano, devotissimo del S. Rosario, in punto di morte confessò che con i suoi Rosari aveva salvato dall’inferno 1.400.000 anime.
S. Giovanni Berchmans, vicino a morire, volle essere composto sul letto di morte con tre cose: il Crocifisso, il Rosario, e la Regola, e disse:
“Queste sono le tre cose che ho amato di più: con queste, muoio volentieri”.
S. Paolo della Croce non lasciò mai il Rosario. Sul letto di morte lo recitava ancora. “Non vede che non ne può più? Non si affatichi”, gli diceva l’infermiere. Ed il Santo:
“Lo voglio dire finché son vivo; se non lo posso dire con la bocca, lo dirò col cuore”.
Nei secoli passati molti Re e Regine mostravano con piacere la Corona del Rosario, che recitavano ogni giorno. Oggi questo avviene molto raramente. Ricordiamo questi episodi:
Leopoldo il Grande recitava ogni giorno il S. Rosario senza rispetto umano.
Enrico V volle eretta nella sua cappella privata la confraternita del Rosario.
Giovanni Sobieski, combattendo contro i Turchi, aveva la Corona del Rosario intrecciata all’elsa della spada.
Emanuele Filiberto, dopo la vittoria di S. Quintino, entrava trionfatore in Torino con la Corona del Rosario in mano.
Maria Stuarda trovava nel Rosario il suo conforto.
Maria Clotilde e Cristina di Savoia recitavano il Rosario intero ogni giorno.
Anche molti grandi uomini hanno trovato nel Rosario la forza per procedere nelle loro vicende della vita:
Daniele O’ Connell, l’eroe dell’Irlanda, chiamato d’urgenza alla Camera, dove si discuteva la legge per la libertà dell’Irlanda, rispose:
“Lasciatemi prima finire il Rosario, che per la libertà della mia Patria vale più di ogni eloquente discorso”.
Andrea Hofer, il difensore del Tirolo contro Napoleone, dopo la vittoria sul monte Isel, disse ai suoi soldati: “Non tanto le palle del fucile quanto le palline del Rosario furono quelle che ci fecero vincere la battaglia”.
Federico Ozanam si convertì vedendo il celebre scienziato Ampère che recitava il Rosario.
Silvio Pellico recitava il Rosario sovente e la sua Corona si conserva ancora nella sua casa di Cavazza (Saluzzo).
Alessandro Manzoni interrompeva le visite e ogni discussione quando l’orologio batteva l’ora del Rosario.
W. Amedeo Mozart, dopo l’esecuzione della “Sinfonia in re maggiore”, recitava il Rosario in ringraziamento.
Giuseppe Haydn affermava che le più belle sinfonie le aveva scritte dopo aver recitato il Rosario.
Michelangelo Buonarroti era devotissimo del Rosario e lo immortalò nel suo “Giudizio universale”, dipingendo gli Angeli che traggono le Anime dal Purgatorio con una Corona.
La nostra vita è tutto un cumulo di bisogni e di necessità: il Rosario è la chiave che ci apre l’accesso ai tesori divini. La nostra vita è tutta un pianto: il Rosario è la mano divina che asciuga le nostre lacrime. La nostra vita è una battaglia: il Rosario è l’Arma della vittoria. Dunque il Rosario sia la nostra quotidiana preghiera.
È preghiera che dà gloria alla Santissima Trinità, preghiera della famiglia, degli innamorati di Maria, preghiera che al diavolo causa tantissima sofferenza, preghiera che gli fa perdere forze spirituali, fino ad abbandonare ogni tentativo di disturbo nel consacrato a Maria.
Il Santo Rosario trasforma interiormente il devoto di Maria, lo rende testimone dell’Amore di Gesù nel mondo e imitatore delle virtù di Maria. Si riconosce il devoto di Maria da come parla, ama, agisce, come è onesto, leale, sincero e amante del prossimo. Quando gli altri incontrano un devoto della Vergine Immacolata, che recita ogni giorno ripetutamente con amore l’Ave Maria, si accorgono della presenza materna della Madonna e che in quel cuore il Regno di Gesù è presente ed operante.

NON DIMENTICARE CHE...

RIENTRO DA MEDJUGORJE


Cari amici,

eccomi di nuovo tra voi! Sono rientrata pochi giorni fa dal pellegrinaggio a Medjugorie e spero che tutto quello che ho vissuto possa restare per sempre vivo nei miei occhi, nella mia mente e nel mio cuore. Ringrazio, di cuore, la Vergine Maria per avermi regalato questa meravigliosa opportunità di conversione. Pregate per me perchè ne ho davvero tanto bisogno e così farò anch'io per voi. Dio e la Sua dolce Mamma vi benedicano e abbiano cura di tutti voi! Vi voglio bene!

Scarlet