" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post

28 ottobre 2012

MARIA SS.MA, IMMAGINE PERFETTA DI SUO FIGLIO


Maria, la Madre di Gesù, era beata perché già aveva ascoltato attentamente ed osservava perfettamente, come mai nessuno prima e dopo, la Parola di Dio. Addirittura la stessa Parola eterna, il Verbo, Si incarnò in Lei e prese tutto ciò che necessita per la formazione di un corpo umano.
Il Sangue di Gesù è lo stesso Sangue di Maria Santissima; il Cuore di Gesù si è formato dal Cuore di Maria Santissima.

14 febbraio 2012

SE VOGLIAMO CHE LA NOSTRA LEBBRA SIA SANATA DOBBIAMO FARE UNA SCELTA CONCRETA....

Sappiamo che nella Sacra Scrittura la lebbra è il simbolo del peccato. Anche il nostro peccato ci rende "lebbrosi" nell'anima. E' fondamentale credere che oggi il Signore ci può cambiare la vita e ottenere quella pace che abbiamo sempre cercato. Ti sei mai chiesto perché non hai pace? Forse non ce l'hai perché sei malvagio, egoista, indifferente ai problemi degli altri, pensi solo a te stesso e non ti apri all'azione di Dio. Troveremo pace quando la nostra vita sarà solo radicata in Dio! Siamo chiamati a fare oggi una scelta concreta. Gesù Cristo, nel Vangelo dice che non si possono servire due padroni. O si ama l'uno e si abbandona l'altro.. convertiamoci e lasciarci amare da Gesù. (Maria Maistrini)

4 febbraio 2012

L'IMPORTANZA DELLA MEDITAZIONE NELLA VITA DEL CRISTIANO

La mancanza di compassione verso chi soffre scaturisce dal cuore privo di amore e immerso nei peccati. Non c’è stabilità, scende l’amore e sale l’odio, meno bontà e più cattiveria. Non possono coesistere compassione e disprezzo o verità e falsità. Chi agisce nelle varie occasioni mostrandosi ora compassionevole e in altre sprezzante, in realtà non si può considerare coerente, non vive da cristiano.
Non sono i rari gesti di bontà a certificare la sua onestà e rettitudine.
Il vero cristiano non è vagante, vive sempre nella verità, mentre chi ha maggiore predisposizione all’inganno agisce quasi sempre nella menzogna e solamente qualche volta nella verità. Si tratta ovviamente di una verità favorevole a quella persona.
Il vero cristiano non agisce per tornaconti personali, non ama e sorride per trarne dei vantaggi, è buono a prescindere…

È difficile per chi vive nel peccato abituale fare del bene senza aspettare nulla in cambio, amare anche se ha ricevuto del male, perdonare dopo avere ricevuto offese. La natura umana non è capace di compiere sforzi spirituali che richiedono una vittoria sull’orgoglio e sulla superbia. La persona che non prega non fa del bene per amore e compassione ma per trovare gratificazione in qualche modo.
Una cosa è importante per conquistare certe abitudini sante:
conoscere il Vangelo, meditarlo, proporsi comportamenti santi. Senza la conoscenza non si può compiere nulla di buono, senza la meditazione non si approfondisce e non si comprende l’importanza e il valore di compiere opere sante, senza il proposito non si avrà mai la spinta per decidersi e vivere come vuole Gesù.
Per fare questo è opportuno il raccoglimento, il silenzio, un luogo in cui non si ascolta altro che la propria coscienza, può essere anche la propria casa o una Chiesa. Gesù ci invita ogni giorno a trovare del tempo per la meditazione, è opportuno mettere da parte tutto e riflettere sulle cose importanti, vitali.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

1 febbraio 2012

E' CORRETTO FARE BENEFICIENZA CON I SOLDI DEGLI ALTRI? (Riflessione di padre Giulio Maria Scozzaro)


Ho letto che i 750 mila euro di cachet Celentano li devolverà ai poveri. Una iniziativa buona senza dubbio, voluta per zittire quanti avevano espresso contrarietà e dubitato sulla necessità di pagare il canone. Celentano devolve questi soldi ai poveri, ma sono soldi degli italiani, soprattutto di tutte quelle famiglie monoreddito che riescono a malapena ad arrivare a fine mese e non riescono a comprare nulla oltre le cose strettamente necessarie. I soldi del canone pagato da famiglie povere finiscono ad altri poveri…

È corretto fare beneficienza con i soldi degli altri?

Il dubbio nasce dal cachet spropositato, il male è all’origine di tutto, non si poteva intavolare una trattativa con chi pretende 750 mila euro e dopo avere sentito lamentele che arrivavano anche dalle mense dei poveri e da tutti i quartieri italiani simili a zone abbandonate dell’Africa, ha escogitato l’idea della beneficienza. Non ci incanta Celentano con questa beneficienza.

Ciò che stona è la sua battaglia contro la Rai per pretendere un cachet esorbitante, l’ottiene e ne gode molto, ma non aveva previsto la reazione popolare e “aveva dimenticato” per alcuni giorni che 8 milioni di italiani sono poveri in canna, “aveva dimenticato” la crisi economica che sta terrorizzando decine di milioni di italiani, “aveva dimenticato” che l’esempio devono darlo proprio i ricchi e non i poveri che non hanno nulla.

La beneficienza di Celentano sarebbe stata apprezzata da me e credo da tutti, se lui fin dall’inizio avesse manifestato l’intenzione di donare ai poveri questa enorme somma. Perde valore se viene compiuta in una situazione di costrizione per tutte le accuse sollevate. E se lui paga l’Iva della donazione, cosa volete che sia questa piccola somma rispetto alla sua ricchezza?

Non ce l’ho contro il personaggio Celentano, considero ipocrita l’azione che sta compiendo, davanti a Dio forse vale pochissimo questa beneficienza ai poveri perché fatta non per amore ma per salvare la sua faccia.

Se poi devo valutare i veri motivi della sua presenza a Sanremo… Sappiamo che lui ha sempre avuto una certa fissazione di considerarsi una specie di messia
(minuscolo), chissà da cosa sia partita questa alterazione soggettiva. Ne fece pure un film, ma soprattutto esprime nelle sue apparizioni televisive i suoi sermoni confusi e contraddittori. Si lamenta delle case che si costruiscono a Milano, ma lui vive in una mega villa bunker di cemento, dopo avere comprato una collina e denunciato il suo amico contadino perché pascolava le pecore vicino al suo terreno.

Anche politicamente Celentano è andato dietro gli umori del tempo, del suo tempo, perché lui ha i suoi tempi… Ha votato per tutti, da Berlusconi a Pannella e tutti gli altri partiti, ed è libero di farlo, quindi non scrivo per una questione politica, assolutamente, trovo un’offesa ai veri poveri la sua beneficienza con i soldi degli italiani che pagano il canone. Tutto qui.

In lui esiste un’eccessiva considerazione di se stesso, è convinto che l’Italia senza le sue confuse prediche è perduta e finirà nel fallimento. Pensa che se non parteciperà a Sanremo, gli italiani non conosceranno la verità della crisi mondiale e le soluzioni per uscirne fuori che conosce solamente lui.

Ma la sua presenza a Sanremo ha anche un altro motivo: promuovere l’ultimo suo album. Gratuitamente. Le vendite arriveranno alle stelle ed incasserà un fiume di denaro. È stato facile rinunciare a 750 mila euro. Ma non voglio giudicare le sue intenzioni, anche se molti pensano che la sua presenza sia legata al nuovo disco.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera lo ha accusato di partecipare al Festival di Sanremo per promuovere il suo nuovo disco e Celentano gli ha risposto:
“Caro Grasso, tu hai capito male, io non vado a Sanremo a promuovere il disco. C'erano altri modi per farlo e non l'ho fatto. Vado a Sanremo soprattutto per parlare e parlerò anche di te e di quelli come te”. Ecco, Adriano Celentano vuole parlare e così conosceremo i nuovi dieci comandamenti…

Capisco che i suoi fan sono dispiaciuti da queste storie e gradiscono la sua presenza a Sanremo, anche perché è sempre stato un bravo cantante. Mi ricordo qualche canzone di molti anni fa, non conosco alcuna sua canzone degli ultimi vent’anni. Come non seguo la musica in genere, preferisco i canti gregoriani e la musica classica quando ho un po’ di tempo.

Per salvare la faccia, Celentano dovrebbe donare ai poveri tutti i proventi del nuovo album, che si moltiplicheranno grazie alla sua presenza a Sanremo. A quel punto anch’io gli direi bravo, senza dimenticare che la montagna di soldi guadagnati con il suo lavoro potrebbe farla diventare collina, donando cospicue somme in beneficienza. Cosa se ne fa un ricco di mille milioni di euro? Corrispondono a quasi duemila miliardi di lire. Cosa se ne fa?

Ho scritto su Celentano proprio oggi che il Vangelo afferma: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. Una coincidenza, ma Celentano crederà che si è trattata di una coincidenza? Non siamo poi noi a dargli la patente di profeta e a spingerlo a declamare i nuovi dieci comandamenti…?

A parte la battuta, io vedo Celentano come una brava persona, con sani principi morali, però incapace di controllare l’istinto di voler dire la sua, quando sarebbe preferibile il silenzio. Parlo per il passato, per questo Sanremo spero che possa portare parole serene e di conciliazione insieme al suo umorismo, gradito a milioni di italiani. Ecco, la risata che porterà nei cuori degli italiani è una cosa buona, perché quando si sorride anche il cuore gradisce, la persona sta meglio.

Per il futuro, Celentano accetti di partecipare gratis e di fare beneficienza ai poveri con i suoi soldi. Dio lo benedirebbe. Come Dio benedice quanti aiutano le famiglie povere che non hanno nulla, sostengono le mense dei poveri, pregano per far arrivare la Provvidenza di Dio a quanti muoiono di fame.
...Vi assicuro che quando pensate ai poveri, Dio aumenta di beni la vostra casa oltre alle benedizioni che vi manda.

31 gennaio 2012

I PECCATI CHE REGALANO PIU' CLIENTI ALL'INFERNO



INSIDIE IN AGGUATO
È particolarmente importante tener presente la prima insidia diabolica, che trattiene tante anime nella schiavitù di Satana: è la mancanza di riflessione, che fa perdere di vista il fine della vita.
II demonio grida alle sue prede: "La vita è un piacere; dovete cogliere tutte le gioie che la vita vi regala".
Gesù invece sussurra al tuo cuore: 'Beati quelli che piangono."
(cfr. Mt 5, 4)... "Per entrare in cielo bisogna farsi violenza." (cfr. Mt 11, 12)... "Chi vuol venire dietro a Me, rinneghi sè stesso, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua." (Lc 9, 23).
Il nemico infernale ci suggerisce: "Pensate al presente, perché con la morte tutto finisce!".
II Signore invece ti esorta:
"Ricordati dei novissimi (la morte, il giudizio, l'inferno e il paradiso) e non peccherai".
L'uomo impiega buona parte del suo tempo in tanti affari e dimostra intelligenza e scaltrezza nell'acquistare e conservare i beni terreni, ma poi non impiega neppure le briciole del suo tempo per riflettere sulle necessità molto più importanti della sua anima, per cui vive in un'assurda, incomprensibile e pericolosissima superficialità, che può avere conseguenze spaventose.
II demonio porta a pensare: "Meditare non serve a niente: tempo perso!". Se oggi tanti vivono in peccato è perché non riflettono seriamente e non meditano mai sulle verità rivelate da Dio.
II pesce che è già finito nella rete del pescatore, finché è ancora nell'acqua non sospetta di essere stato catturato, quando però la rete esce dal mare, si dibatte perché sente vicina la sua fine; ma ormai è troppo tardi. Così i peccatori...! Finché sono in questo mondo se la spassano allegramente e non sospettano nemmeno di essere nella rete diabolica; se ne accorgeranno quando ormai non potranno più rimediarvi... appena entrati nell'eternità!
Se potessero ritornare in questo mondo tanti trapassati che vissero senza pensare all'eternità, come cambierebbe la loro vita!

SPRECO DI BENI
Da quanto esposto finora e specialmente dal racconto di certi fatti, appare chiaro quali siano i principali peccati che portano alla dannazione eterna, ma si tenga presente che non sono solo questi peccati a spedire gente all'inferno: ce ne sono molti altri.
Per quale peccato il ricco epulone è finito all'inferno? Aveva tanti beni e li sprecava in banchetti
(sperpero e peccato di gola); e inoltre si manteneva ostinatamente insensibile ai bisogni dei poveri (mancanza di amore e avarizia). Tremino dunque certi ricchi che non vogliono esercitare la carità: anche a loro, se non cambiano vita, è riservata la sorte del ricco epulone.

L'IMPURITÀ
Il peccato che più facilmente porta all'inferno è l'impurità. Dice Sant'Alfonso:
"Si va all'inferno anche solo per questo peccato, o comunque non senza di esso".
...Gesù ci ha detto: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio"
(Mt 5, 8). Ciò significa che gli impuri non solo non vedranno Dio nell'altra vita, ma neanche in questa vita riescono a sentirne il fascino, per cui perdono il gusto della preghiera, pian piano perdono la fede anche senza accorgersene e... senza fede e senza preghiera non percepiscono più per quale motivo dovrebbero fare il bene e fuggire il male. Così ridotti, sono attratti da ogni peccato.
Questo vizio indurisce il cuore e, senza una grazia speciale, trascina all'impenitenza finale e... all'inferno.

MATRIMONI IRREGOLARI
Dio perdona qualunque colpa, purché ci sia il vero pentimento e cioè la volontà di mettere fine ai propri peccati e di cambiare vita.
Fra mille matrimoni irregolari
(divorziati risposati, conviventi) forse solo qualcuno sfuggirà all'inferno, perché normalmente non si pentono neanche in punto di morte; infatti, se campassero ancora continuerebbero a vivere nella stessa situazione irregolare.
C'è da tremare al pensiero che quasi tutti oggi, anche quelli che divorziati non sono, considerano il divorzio come una cosa normale! Purtroppo, molti ormai ragionano come vuole il mondo e non più come vuole Dio.

IL SACRILEGIO
Un peccato che può condurre alla dannazione eterna è il sacrilegio. Disgraziato colui che si mette su questa strada! Commette sacrilegio chi volontariamente nasconde in Confessione qualche peccato mortale, oppure si confessa senza la volontà di lasciare il peccato o di fuggirne le occasioni prossime. Quasi sempre chi si confessa in modo sacrilego compie anche il sacrilegio eucaristico, perché poi riceve la Comunione in peccato mortale.
Racconta san Giovanni Bosco...
"Mi trovai con la mia guida
(l'Angelo custode) in fondo a un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso con una porta altissima che era chiusa. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva; un fumo grasso, quasi verde e guizzi di fiamme sanguigne si innalzavano sui muraglioni dell'edificio.
Domandai: 'Dove ci troviamo?'. 'Leggi l'iscrizione che c'è sulla porta'. mi rispose la guida. Guardai e vidi scritto: 'Ubi non est redemptio! , cioè: `Dove non c'è redenzione!', Intanto vidi precipitare dentro quel baratro... prima un giovane, poi un altro e poi altri ancora; tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato.
Mi disse la guida: 'Ecco la causa prevalente di queste dannazioni: i compagni cattivi, i libri cattivi e le perverse abitudini'.
Quei poveri ragazzi erano giovani che io conoscevo. Domandai alla mia guida: “Ma dunque è inutile lavorare tra i giovani se poi tanti fanno questa fine! Come impedire tutta questa rovina?” – “Quelli che hai visto sono ancora in vita; questo però è lo stato attuale delle loro anime, se morissero in questo momento verrebbero senz'altro qui!” disse l'Angelo.
Dopo entrammo nell'edificio; si correva con la velocità di un baleno. Sboccammo in un vasto e tetro cortile. Lessi questa iscrizione: 'Ibunt impii in ignem aetemum! ; cioè: `Gli empi andranno nel fuoco eterno!'.
Vieni con me - soggiunse la guida. Mi prese per una mano e mi condusse davanti a uno sportello che aperse. Mi si presentò allo sguardo una specie di caverna, immensa e piena di un fuoco terrificante, che sorpassava di molto il fuoco della terra. Questa spelonca non ve la posso descrivere, con parole umane, in tutta la sua spaventosa realtà.
All'improvviso cominciai a vedere dei giovani che cadevano nella caverna ardente. La guida mi disse: 'L'impurità è la causa della rovina eterna di tanti giovani!'.
- Ma se hanno peccato si sono poi anche confessati.
- Si sono confessati, ma le colpe contro la virtù della purezza le hanno confessate male o del tutto taciute. Ad esempio, uno aveva commesso quattro o cinque di questi peccati, ma ne ha detto solo due o tre. Ve ne sono alcuni che ne hanno commesso uno nella fanciullezza e per vergogna non l'hanno mai confessato o l'hanno confessato male. Altri non hanno avuto il dolore e il proposito di cambiare. Qualcuno invece di fare l'esame di coscienza cercava le parole adatte per ingannare il confessore. E chi muore in questo stato, decide di collocarsi tra i colpevoli non pentiti e tale resterà per tutta l'eternità. Ed ora vuoi vedere perché la misericordia di Dio ti ha portato qui? - La guida sollevò un velo e vidi un gruppo di giovani di questo oratorio che conoscevo bene: tutti condannati per questa colpa. Fra questi ce n'erano alcuni che in apparenza avevano una buona condotta.
La guida mi disse ancora: 'Prèdica sempre e ovunque contro l'impurità! Poi parlammo per circa mezz'ora sulle condizioni necessarie per fare una buona confessione e si concluse: 'Bisogna cambiar vita... Bisogna cambiar vita'.
- Ora che hai visto i tormenti dei dannati, bisogna che anche tu provi un poco l'inferno!
Usciti da quell'orribile edificio, la guida afferrò la mia mano e toccò l'ultimo muro esterno. Io emisi un grido di dolore. Cessata la visione, notai che la mia mano era realmente gonfia e per una settimana portai la fasciatura."

Padre Giovan Battista Ubanni, gesuita, racconta che una donna per anni, confessandosi, aveva taciuto un peccato di impurità. Arrivati in quel luogo due sacerdoti domenicani, lei, che da tempo aspettava un confessore forestiero, pregò uno di questi di ascoltare la sua confessione.
Usciti di chiesa, il compagno narrò al confessore di aver osservato che, mentre quella donna si confessava, uscivano dalla sua bocca molti serpenti, però un serpente più grosso era uscito solo col capo, ma poi era rientrato di nuovo. Allora anche tutti i serpenti che erano usciti rientrarono.
Ovviamente il confessore non parlò di ciò che aveva udito in Confessione, ma sospettando quel che poteva essere successo fece di tutto per ritrovare quella donna. Quando arrivò presso la sua abitazione, venne a sapere che era morta appena rientrata in casa. Saputa la cosa, quel buon sacerdote si rattristò e pregò per la defunta. Questa gli apparve in mezzo alle fiamme e gli disse: "lo sono quella donna che si è confessata questa mattina; ma ho fatto un sacrilegio. Avevo un peccato che non mi sentivo di confessare al sacerdote del mio paese; Dio mi mandò te, ma anche con te mi lasciai vincere dalla vergogna e subito la Divina Giustizia mi ha colpito con la morte mentre entravo in casa. Giustamente sono condannata all'inferno!". Dopo queste parole si aprì la terra e fu vista precipitare e sparire.
Scrive il padre Francesco Rivignez
(l'episodio è riportato anche da Sant'Alfonso) che in Inghilterra, quando c'era la religione cattolica, il re Anguberto aveva una figlia di rara bellezza che era stata chiesta in sposa da diversi principi.
Interrogata dal padre se accettasse di sposarsi, rispose che non poteva perché aveva fatto il voto di perpetua verginità.
II padre ottenne dal Papa la dispensa, ma lei rimase ferma nel suo proposito di non servirsene e di vivere ritirata in casa. II padre l'accontentò.
Cominciò a fare una vita santa: preghiere, digiuni e varie altre penitenze; riceveva i Sacramenti e andava spesso a servire gli infermi in un ospedale. In tale stato di vita si ammalò e morì.
Una donna che era stata sua educatrice, trovandosi una notte in preghiera, sentì nella stanza un gran fracasso e subito dopo vide un'anima con l'aspetto di donna in mezzo a un gran fuoco e incatenata tra molti demoni...
- lo sono l'infelice figlia del re Anguberto.
- Ma come, tu dannata con una vita così santa?
- Giustamente sono dannata... per colpa mia. Da bambina io caddi in un peccato contro la purezza. Andai a confessarmi, ma la vergogna mi chiuse la bocca: invece di accusare umilmente il mio peccato, lo coprii in modo che il confessore non capisse nulla. Il sacrilegio si è ripetuto molte volte. Sul letto di morte io dissi al confessore, vagamente, che ero stata una grande peccatrice, ma il confessore, ignorando il vero stato della mia anima, mi impose di scacciare questo pensiero come una tentazione. Poco dopo spirai e fui condannata per tutta l'eternità alle fiamme dell'inferno.
Detto questo disparve, ma con così tanto strepito che sembrava trascinasse il mondo e lasciando in quella camera un odore ributtante che durò parecchi giorni.

L'inferno è la testimonianza del rispetto che Dio ha per la nostra libertà. L'inferno grida il pericolo continuo in cui si trova la nostra vita; e grida in modo tale da escludere ogni leggerezza, grida in modo costante da escludere ogni frettolosità, ogni superficialità, perché siamo sempre in pericolo. Quando mi annunciarono l'episcopato, la prima parola che dissi fu questa: "Ma io ho paura di andare all'inferno".
(Card. Giuseppe Siri)

30 gennaio 2012

OLTRE LA CROCE SPLENDE LA LUCE DELLA RISURREZIONE


Cristo, Colui che ci ha liberato dalle catene del peccato, ci rende forti e coraggiosi annunciatori del Vangelo...con gesti concreti cooperiamo sempre più al progetto di salvezza.
E' sbagliato guardare al futuro focalizzandosi soltanto sugli avvenimenti negativi che si verificano quotidianamente nel mondo... così facendo finiamo per perdere di vista il bene, smarrendo la via maestra.
Il cristiano deve puntare il proprio sguardo oltre la Croce, dove splende la Luce che ha vinto la morte e che ci ha salvato.
Dobbiamo guardare al domani con occhi di speranza, abbandonandoci all'Amore di Cristo, lungo i sentieri della fede diretti verso la pace e la salvezza eterna.
Ave Maria!

29 gennaio 2012

LE COSE CAMBIANO SE SIAMO NOI A CAMBIARE!!!


Continuiamo a leggere notizie sulla Concordia e alcune ci lasciano davvero addolorati. Ieri è stato ritrovato un altro cadavere, il corpo è stato identificato e si tratta di Erika Fani Soriamolina, peruviana. Erika, 25 anni, era laureata in Turismo all’Università Andina di Cusco, la notte del naufragio si è comportata da vera eroina aiutando molte persone a salire sulle scialuppe di salvataggio. Con il ritrovamento di Erika, il numero dei dispersi scende a 16.

Ho letto che da quel giorno in televisione si ripetono un po’ i racconti del naufragio scadendo nella ripetitività e nell’ovvietà. L’amarezza viene dal pensiero che tutta la tragedia è avvenuta per la segnalazione data con un’ora di ritardo, il tempo necessario per permettere a tutti una sicura salvezza. Invece, 33 persone hanno perduto la vita, non sono più in mezzo ai loro cari, sono scomparse dalla vista dei loro familiari e amici. Non c’è prezzo paragonabile alla vita.

Mentre molti chiamati ad aiutare il prossimo fuggivano, questa ragazza è rimasta sul ponte ad aiutare i turisti, forse avrà aiutato anche quel parroco di Besana Brianza, don Massimo Donghi, tra i primi a raggiungere la scialuppa e salvarsi la vita. Sarà difficile per lui parlare nelle omelie di amore per il prossimo e spiegare che “non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”
(Gv 15,13).

Preghiamo per i 33 morti della tragedia e per quanti hanno ignorato i bisognosi per mettersi in salvo!

Lascio questa tragedia per passare a una bestialità: con la crisi economica vicina al fallimento delle Nazioni, la Rai paga Celentano circa 750 mila euro per la sua presenza a Sanremo. In questo sacro commento inserisco notizie che non dovrebbero interessarci, invece ci riguardano, perché in Italia ci sono 8 milioni di poveri, famiglie monoreddito che non riescono più ad andare avanti, milioni di disoccupati senza cibo, decine di migliaia di aziende fallite con incalcolabili persone disoccupate e disperate, altrettante decine di migliaia di aziende sul punto di fallire e vai a regalare a un uomo miliardario una somma così elevata!

Cosa se ne fa questo personaggio di questo denaro se già ne possiede vagoni pieni?

Comprendo che i suoi fan lo difenderanno, ma con un po’ di buon senso si chiedano se è ragionevole questa cifra! Non discuto sulla presenza dell’artista a Sanremo, non mi interessa, è il cachet spropositato che amareggia. A quanto pare ha discusso molto per ottenere questa alta cifra. Neanche fosse un questuante …

Come ha fatto discutere la partecipazione di Benigni ad una trasmissione qualche mese fa, ottenendo 400 mila euro per una ventina di minuti di spettacolo. Soldi che elargisce la Rai, la quale li ottiene dagli abbonati costretti a pagare il canone. Vi ricordate dieci anni fa che alta considerazione si dava a 800 milioni di lire? O a un miliardo e mezzo di lire?

I soldi pagati a questi artisti sono un insulto alla povertà, ignorano gli italiani in piena crisi economica.

I fan di questi personaggi la pensano diversamente, è evidente, ricordino che proprio Celentano nei suoi confusi sermoni ha cercato di difendere a modo suo la legalità, ed oggi non può incassare questa enorme cifra ignorando la situazione economica e la crisi che milioni di italiani si portano a tavola dentro i piatti. Celentano partecipi gratis a Sanremo, senza dire che devolverà i soldi perché nessuno ci crede.

Scrivo queste parole e mi rendo conto che poche sono le voci che denunciano le contraddizioni della società. Quelli della Rai non ne parlano perché parte interessata, altre televisioni ignorano perché anche lì si guadagna bene, i quotidiani istigano a creare confusione e noi continuiamo a pregare per la conversione del mondo… E continueremo a farlo!

...Molti cristiani sono disillusi, convinti che nulla cambierà nella vita e nella società. Ed è un consegnarsi al nemico! Preferiscono rimanere assuefatti a questo modo di vivere piuttosto che elevare il grido del Vangelo, indicando un modello sublime e indispensabile: Gesù Cristo.

Le cose cambiano se siamo noi a cambiare. Non possiamo cambiare gli altri, cominciamo da noi…

Uno dei primi impegni nella vita spirituale è di guarire l’anima, la vita interiore, impariamo a pregare bene; non si può continuare a pregare in una situazione di odio, malizia, egoismo.

Quando il cristiano prega, per i diavoli è una tortura e si allontanano, per questa ragione è importante pregare spesso nella giornata e quando si è impegnati si possono ripetere le giaculatorie spontanee, che sono le brevi invocazioni o suppliche. Brevi preghiere che riscaldano l’anima e riportano il fervore in tutta la persona.

Se non si aggiunge legna nella stufa non emana più calore. Lo vedo io che utilizzo la stufa a legna, molta legna regalata da persone generose. Questo riscaldamento dipende da noi! Come ognuno di noi può riscaldare l’anima di fervore con molte brevi preghiere anche quando lavora o si trova fuori casa, in viaggio e in compagnia di altre persone. Mentre le preghiere prolungate si recitano nei momenti di calma e raccoglimento.

Ricordiamo che nelle anime in cui regna Gesù, non c’è posto per i diavoli e per l’odio. Molte malattie fisiche sono causate dalla mancanza della Grazia di Gesù, non si prega o si prega male, senza amore e verità. Vi assicuro che molte malattie causate dall’ansia, dalla tristezza, dal nervosismo, dall’egoismo e dalla superbia, scaturiscono per la mancanza di Gesù.

Se molti malati pregassero come vuole Gesù, certe malattie scomparirebbero.

Quanti non vivono in Grazia di Dio sono facile preda di attacchi fisici e di sensazioni che arrivano dai diavoli e di conseguenza ricorrono a cure mediche e a preoccuparsi maggiormente. Conosco molte persone malate e prendevano molte medicine, mentre dopo la Confessione e il cammino di Fede sono guarite. È molto importante ricevere benedizioni dai Sacerdoti, fatevi benedire spesso dai vostri parroci.

C’è bisogno delle benedizioni dei Sacerdoti...
Sono tempi molto difficili, nessuno si abbatta mai e reagisca con la certezza che Gesù e la Madonna sono sempre vicini a noi e ci liberano dai mali che ci affliggono. Preghiamo sempre con vera fede, amore, umiltà.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

28 gennaio 2012

A GESU' PER MARIA


Affìdati alla Vergine e attraverso Lei arriverai prima a Cristo!
Recita il Rosario tutti i giorni donando a Maria tutto! Il tuo lavoro, i tuoi dolori, le tue gioie, le tue preoccupazioni e tribolazioni, così che Lei possa offrirle a Suo Figlio.
Infine porta la Sua medaglia miracolosa al collo ripetendo ogni giorno la frase che la Vergine ci ha insegnato: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!".
Il Signore ti dia la Sua Pace!

28 ottobre 2011

HALLOWEEN? NO, GRAZIE!


In un mondo dove già abbiamo di che temere, guerre, malattie, disastri economici, problemi familiari... c'è ancora chi cerca di divertirsi con streghe, spiriti, e musiche lugubri. E poi non ci si spiega perché aumentano le persone depresse!
Dai da bere alcool ad un ammalato di cirrosi epatica e poi non ti meravigliare se la malattia aumenta.
Siamo nel mondo degli squilibri. Più cresce la paura, più si pensa che vedendo spettacoli lugubri, film d'orrore, giornaletti gialli, storie di fantasmi e organizzando feste come quelle di Halloween la paura passi. Ma è proprio così?
No, assolutamente no! La paura, l'ansia, l'angoscia non si superano sottoponendosi a feste d'orrore, ma vivendo nella pace, facendosi magari una passeggiata all'aria aperta, pregando il Signore, aiutando chi è nella necessità, alimentando amicizie sane, ecc... .
Come un ammalato di ulcera non guarisce se beve alcolici, caffè e mangia frittura... così chi vive nella paura, e un po' tutti abbiamo delle paure, non guariamo se, oltre alla fatica di affrontare i problemi reali, ci sottoponiamo anche a tormenti inutili come è ad esempio la festa di Halloween.
Ma è proprio da considerare festa? Una festa deve avere la caratteristica di gioia, pace, comunione, distensione, armonia, bellezza. Niente di tutto questo!
Questa è una tradizione pagana celtica, nata da una leggenda superstiziosa che diffondeva il culto di spiriti, scheletri e di pratiche magiche per pronostici sul futuro.
Quello che sconvolge di più è che anche maestri e insegnanti, sottopongono a queste strane feste i piccoli bambini delle scuole materne ed elementari.
Si fanno vedere filmati d'orrore, ai bambini, e poi ci meravigliamo se tanti bambini la notte hanno incubi.
A un bambino di appena nove anni è stata regalata dai genitori una cassetta con effetti speciali di Halloween, dove suoni orrendi, con catene, urla terribili, pipistrelli, si accavallano continuamente per fare del povero innocente un piccolo "deficiente" impaurito!
Ancora una volta il buon senso è andato a spasso e nessuno lo ha più ritrovato.
Chi non sa divertirsi in un modo sano è segno che è un pò malato.
Rifletti e cerca un pò di buon senso per non lasciarti manipolare da nessuna moda... che porta fuori strada.
Halloween? No grazie. Mi piacciono cose più belle, serene e interessanti!
Don Salvatore Tumino (2002)

6 ottobre 2011

CI SI SALVA RESTANDO FIANCO A FIANCO


Non limitiamoci a cercare la nostra salvezza individuale: significherebbe comprometterla.
In guerra, mentre la truppa combatte allineata, guai se un soldato pensa unicamente a salvarsi fuggendo: contribuisce a una catastrofe che travolgerà tanto lui che i compagni. Invece, il soldato di valore che combatte per gli altri, questi salvando gli altri salva anche sè stesso.
Ora, la nostra vita è una lotta, è la più dura di tutte le guerre.
Restiamo dunque fianco a fianco e combattiamo tutti insieme, pensando alla salvezza comune, incoraggiando quelli che si reggono ancora in piedi e rialzando quelli che son caduti per terra.
Molti nostri fratelli sono caduti per terra in questa battaglia, molti sono stati feriti e sanguinano. Ma nessuno si occupa di loro.
Ciascuno pensa soltanto ai propri affari. Ciò diminuisce le probabilità del successo.
Potremmo essere più fiduciosi e ci attenderebbe una gloria più grande se considerassimo il bene altrui come bene nostro. Invece non ci proteggiamo gli uni gli altri, non usiamo come scudo l'amore fraterno.
Abbiamo tra noi rapporti d'amicizia, ma per altri motivi: la parentela, l'abitudine, la vicinanza. Siamo amici, ma per tutt'altra ragione che la fede. Solo la fede dovrebbe essere il nodo dei nostri legami d'amicizia.
(Giovanni Crisòstomo)

11 marzo 2011

VORREI ESSERE...

Vorrei essere uno fiammella di luce
per accendere le speranze
di chi è disperato;
vorrei essere un raggio di sole
per scaldare i cuori
di chi è senza amore;
vorrei essere un colore dell'arcobaleno
per dipingere la gioia
sul volto di chi soffre;
vorrei essere una mano tesa
per dare a chi non ha;
vorrei essere un caldo abbraccio
per lenire le lacrime di chi piange..

31 gennaio 2011

GESU' E' IL NOSTRO TUTTO!

Se la ferita ti duole, Lui è il Medico.
Se la febbre ti brucia, Lui è la Fonte.
Se l'iniquità ti perseguita, Lui è la Giustizia.
Se la debolezza ti estenua, Lui è la Forza....
Se la morte ti spaventa, Lui è la Vita.
Se il Cielo ti attrae, Lui è la Via.
Se il buio ti sommerge, Lui è la Luce.
Se la fame ti consuma, Lui è il Cibo.

(S. Ambrogio)

31 dicembre 2010

IL VALORE DI UN GRAZIE


Un grazie costa meno dell'elettricità, ma trasmette più luce.
Un grazie non costa nulla e produce molto.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo offre.
Non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno, perché è il segno sensibile di un'amicizia profonda.
Nei momenti di stanchezza e di delusione, è incoraggiamento, consolazione, riposo e forza.
Un grazie è un bene che ha un valore dal primo istante in cui si dona.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, e nessuno è così povero da non poterlo dare.
Se incontrerai chi non vuoi dire "grazie" a te, sii generoso e dillo tu, perché nessuno ha tanto bisogno di ricevere un grazie, come chi non vuole o non sa donarlo.
Per questo, Signore, Ti dico grazie per tutto ciò che mi hai dato quest'anno e grazie per darmi la possibilità di iniziare il 2011.

Felice 2011!

(da Senza Frontiere - Ergon Edizioni snc)

14 ottobre 2010

PROBLEMI


Hai un problema grandissimo?
.
Incomincia a pregare, a lodare Dio e ti accorgerai che quel problema diventerà sempre più piccolo, perchè lo vedrai con gli occhi di Dio.

20 luglio 2010

L'AMORE


Come l'amore vi incorona,
così vi crocifigge;
e come vi matura, così vi poterà.
Come esso sale sulla vostra cima
e accarezza i rami che fremono
più teneri al sole,
così discenderà alle vostre radici,
e laggiù le scuoterà
dove più forte aderiscono alla terra.
Vi accoglie in sé, covoni di grano.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dalle reste.
Vi macina per farvi neve.
Vi plasma finché non siete cedevoli alle mani.
E vi consegna al suo sacro fuoco,
perché voi siate il pane sacro
della mensa di Dio.
In voi tutto ciò compie l'amore,
affinché conosciate il segreto del vostro cuore,
e possiate farvi frammenti del cuore della vita.

20 aprile 2010

DIO LO SA

Nei trambusti della vita
sosteniamoci con questi pensieri:
Dio lo sa,
Dio mi vuole bene,
Dio mi aiuterà.

10 marzo 2010

CI PENSA LUI


In tutte le cose che possono darci afflizione,
turbamento, spavento,
consoliamoci col pensiero
che le nostre sorti sono nelle mani di Dio.

23 ottobre 2009

LA VERA PACE!


Anime mie fedeli,
Io sono Gesù di misericordia infinita, il Grande assetato d’amore! Sono accanto a voi, voi mi chiamate ed Io vi rispondo prontamente, vorrei che anche voi anime mie faceste lo stesso con Me, cioè che quando vi chiamo, voi Mi rispondiate prontamente.
Anime Mie dilette, “la Pace”, questo è il messaggio che oggi Io vi voglio dare, vi do la pace, vi do la Mia pace, ma voi non sapete come accoglierla, sì, lo so che voi tutti la vorreste raggiungere con tutto il vostro cuore, ma non è semplice così come appare.
Vedete la pace è una cosa che si costruisce lentamente, nei vostri cuori, attimo dopo attimo, si costruisce con mattone dopo mattone, con il sacrificio personale, con la propria abnegazione, resistendo alle persecuzioni, accettando i dolori della vita, sopportando le maldicenze, le invidie e le gelosie, perseverando sulla strada dell’amore eterno, donandosi ai fratelli meno fortunati, con la carità di donarsi, con l’umiltà di accettare e con la costanza nella preghiera. Certo, la speranza di raggiungerla è forte in voi; se prendete il treno della speranza, arriverete alla stazione della Pace, che si trova tra la stazione del dolore e la stazione della felicità eterna dove Io sono, ed il cammino non è certo facile.
Mie dilette, questa è la pace che Io vi do, questa è la pace che avrete mille volte, se siete vicino a Me. La pace vi porterà dove nulla sarà mistero, nulla sarà desiderio ma tutto sarà solo e autentico amore. La pace non ha colore, ma voi immaginatela di colore celeste come il manto della Mia santissima Mamma, ecco perché il cielo sereno è celeste, ecco perché il mare calmo è celeste,;per lo stesso motivo la pace è celeste.
Anime Mie, non abbandonate mai la strada maestra, state in Me e riceverete, tanta di quella pace da poterla donare alle anime sofferenti, nello spirito prima e nel corpo dopo, donatela alle anime che sono senza pace e non pretendono neanche di raggiungerla, ma anelano ad essa nella loro anima, anime che vivono nel dolore dello spirito e non hanno voglia di conoscere neppure Me, Amore eterno, perché pieni di rancore e odio verso tutti; troppa è stata la sofferenza che hanno ricevuto nel mondo e dal mondo e da coloro di cui si dovevano fidare, ed ora hanno perso quella fiducia che li rendeva uomini liberi, sì perchè ora sono schiavi, schiavi del loro passato, passato che torna sempre nei loro pensieri indurendo i loro cuori, schiavi del loro rancore, rancore che li allontana dalla salvezza, dalla Via, dalla Verità e dalla Vita.
Per questo dovete esser forti fermi e rigogliosi come alberi, sì alberi di pace, ed anche se qualche volta perderanno i loro frutti essi si rinnoveranno con pazienza, ma solo se la pace è in voi, voi cercate di far maturare i loro frutti e se poi cadranno sarò Io a raccoglierli e a riattaccarli ai rami. Per questo voglio che la vostra volontà si centuplichi, attraverso le prove che vi manderò, affinché la vostra volontà sia infinita e si disinteressi assolutamente dei piaceri e delle vanità del mondo. Ricordatevi che trovando la vostra pace sarete il Mio scudo e la Mia corazza, ma questi dovranno essere ogni giorno lucidati con la carità, con l’umiltà e con il sacrificio.
Io sono vicino a voi, chiamateMi spesso, sono sempre vicino a voi e vi ascolto, anche se siete voi che tante volte non Mi volete ascoltare, il vostro cuore Mi conosce ma la vostra mente Mi sfugge, voi sapete ciò che voglio da voi ma fate finta di non saperlo, Io sono il Signore Dio vostro, scacciate la presunzione che si riaffaccia spesso in voi, sciogliete le vele della pace e Io vi farò navigare, con sicurezza, nelle acque paludose del mondo.
Anime Mie, ora più che mai voi che amate la pace, siate operatori di essa, riempite i cuori di chi la cerca, di chi soffre, di chi è pieno di rancore e di odio per tutti; non è facile combattere contro la loro sofferenza di anni, non è facile riesumare dai loro cuori anni di amore represso, ma voi non arrendetevi e rivolgetevi a Me e cercateMi con cuore semplice. Non aspettatevi però che le anime sofferenti vi accolgano con un plauso per essere loro di aiuto o dandovi lodi e onori per questo vostro prodigarvi per loro, ma sarete tacciati di essere presuntuosi nella vostra spiritualità, vi diranno che non potete capire, vi chiederanno conto e ragione di ciò che hanno passato; anime Mie, lo Spirito santo verrà in vostro aiuto e vi metterà le parole giuste sulle labbra.
Anime Mie adorate, sono contento di voi e nel ringraziarvi vi benedico, con la Mia Santa Croce che ha redento il mondo; nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

5 settembre 2009

LASCIAMOCI ACCOMPAGNARE DA MARIA NELLA NOSTRA VITA!

.
Maria è una Madre
che sa farSi per te
Sorella e Compagna di viaggio.
.
Una Madre
che ti conduce mano nella mano,
verso Gesù.
.
Una Madre
che ti aspetta da sempre.

27 agosto 2009

IL TUO CUORE, MAMMA, E' IL MIO RIFUGIO!


"Nei bisogni gettatevi nelle braccia di Maria Santissima,
ricorrete a Lei come a una Madre Misericordiosa,
poi non vi inquietate,
non vi perdete d'animo,
ma fidatevi di Lei"
.
(San Paolo della Croce)