" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"
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17 dicembre 2013

13 dicembre 2013

GETTA IN DIO LE TUE PREOCCUPAZIONI!


5 PERLE DI SAGGEZZA CRISTIANA

1) Dio ti ama!

2) Quando ti sembra di non concludere nulla, ricordati che Dio è all'opera!

3) Vivi per Dio: è Lui la tua vittoria!

4) Dio è Giusto!

5) Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare perchè il Signore, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai!

14 aprile 2013

GESU' E'...


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15 giugno 2012

SUGGERIMENTI EDIFICANTI PER OGNI CRISTIANO


 Gesù brama sentire le vostre richieste di Grazie: così Lo considerate vivo e vero Dio.
Bisogna chiedere Grazie necessarie, soprattutto spirituali e fisiche, anche altre se sono secondo la volontà Dio. Ma non abbiate timore di chiedere con sincera fiducia e con umiltà. 
Se l’umanità seguisse Gesù non ci sarebbero guerre e vendette, odio e cattiverie. Ma il mondo allontanatosi dal Cuore di Gesù persegue una falsa felicità che non potrà mai incontrare e continuerà a barcollare fino a crollare. 
Se i cristiani non praticanti comprendessero che Gesù è la soluzione di tutte le sofferenze, cercherebbero Lui e non cadrebbero nell’abbattimento, non seguirebbero i falsi idoli. 
Chi prega bene, ogni giorno, con fiducia, prima o poi risolve anche i più grossi problemi.
(padre Giulio Maria Scozzaro)

20 maggio 2012

SI PUO' VIVERE NELLA GIOIA?


Oggi Gesù ci dice che 
possiamo vivere sempre nella gioia
 se accogliamo con Fede le sofferenze 
e le mettiamo nel Suo Cuore. 
Nessuna cosa può abbatterci 
se invochiamo il Suo Cuore 
e rimaniamo uniti a Lui 
recitando brevi preghiere 
come il Santo Rosario 
e, soprattutto, 
se andiamo davanti al Tabernacolo 
e parliamo a Colui che ascolta sempre 
tutto ciò che umilmente esponiamo 
e poi ci risponde come vuole Lui. 
Ma risponde sempre. 
AdoriamoLo, ringraziamoLo 
e invochiamoLo affinchè intervenga 
e ci doni la Sua pace, la Sua gioia.

10 maggio 2012

MANDAMI QUALCUNO DA AMARE


Signore, quando ho fame,
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo; 
quando ho sete, mandami qualcuno 
che ha bisogno di una bevanda;
quando ho freddo,
mandami qualcuno da scaldare;
 quando ho un dispiacere,
offrimi qualcuno da consolare;
 quando la mia croce
diventa pesante,
fammi condividere;
quando sono povero,
guidami da qualcuno nel bisogno;
 quando non ho tempo,
dammi qualcuno 
che io possa aiutare
per qualche momento;
 quando sono umiliato,
fa' che io abbia qualcuno da lodare;
 quando sono scoraggiato,
mandami qualcuno 
da incoraggiare;
 quando ho bisogno
della comprensione degli altri,
dammi qualcuno 
che ha bisogno della mia;
 quando ho bisogno di qualcuno
che ci si occupi di me,
mandami qualcuno 
di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso,
attira la mia attenzione 
su un'altra persona.
(Madre Teresa di Calcutta) 

26 aprile 2012

DAMMI CORAGGIO



Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.
Non calmar le mie pene, 

ma aiutami a superarle.

Non darmi alleati nella lotta della vita... 

eccetto la forza che mi proviene da Te.

Non donarmi salvezza nella paura,

ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco 

usurpando la Tua grazia nel successo; 
ma non mi manchi la stretta della Tua mano 
nel mio fallimento.

(Tagore)

15 giugno 2011

IL LAVORO


Chi svolge il suo lavoro giorno per giorno
e accoglie chiunque incontra nel cammino,
pensando che è volontà di Dio,
ha trovato la grandezza su questa terra.

Chi tiene da conto il suo lavoro, dovunque si trovi,
credendo che Dio ha bisogno di lui
anche se si tratta di un'occupazione umile:
si è innalzato alla nobiltà.

La grandezza e la pochezza lasciano tracce:
quando uno ci mette il massimo impegno,
e lavora con gioia e senza risparmiarsi,
non morirà in debito con la vita.

(Edgar Guest)

5 maggio 2011

RISORTI CON CRISTO



"Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.

Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con Lui nella gloria. Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri.

Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri.

Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!" (Col 3,1-10; 12-15)

22 marzo 2011

LA CISTERNA SCREPOLATA

Erano due cisterne a distanza di qualche decina di metri. Si guardavano e, qualche volta, facevano un po' di conversazione.
Erano molto diverse.
La prima cisterna era perfetta. Le pietre che la formavano erano salde e ben compaginate. A tenuta stagna. Non una goccia della preziosa acqua era mai stata persa per causa sua.
La seconda presentava invece fenditure, come delle ferite, dalle quali sfuggivano rivoletti d'acqua.
La prima, fiera e superba della sua perfezione, si stagliava nettamente. Solo qualche insetto osava avvicinarsi o qualche uccello.
L'altra era coperta di arbusti fioriti, convolvoli e more, che si dissetavano all'acqua che usciva dalle sue screpolature. Gli insetti ronzavano continuamente intorno a lei e gli uccelli facevano il nido sui bordi.
Non era perfetta, ma si sentiva tanto tanto felice.

Abbiamo bisogno di credere nella perfezione e di avere il coraggio dell'imperfezione. Viviamo in un mondo in cui la perfezione si confonde con lo sforzo per essere ''superiori'', ''i primi'', ''essere al centro'', ''essere qualcuno''. L'unica perfezione è l'amore. Soltanto così è possibile comprendere le parole di Gesù: ''Siate perfetti com'è perfetto il Padre vostro celeste''
(Matteo 5,48) che vengono dopo le beatitudini dei poveri, di quelli che piangono, dei miti, di quelli che hanno fame e sete di giustizia, dei misericordiosi, dei puri di cuori, dei pacificatori e dei perseguitati (ingiustamente) a causa della giustizia.
Chi vive a braccia aperte, di solito, non fa carriera, ma trova tanta gente da abbracciare.

4 marzo 2011

UNA VITA SOLITARIA

Figlio di una ragazza madre, era nato in un oscuro villaggio. Crebbe in un altro villaggio, dove lavorò come falegname fino a trent'anni. Poi, per tre anni, girò la Sua terra predicando.
Non scrisse mai un libro.
Non ottenne mai una carica pubblica.
Non ebbe mai né una famiglia né una casa.
Non frequentò l'università.
Non si allontanò più di trecento chilometri da dov'era nato.
Non fece nessuna di quelle cose che di solito si associano al successo.
Non aveva altre credenziali che Sè stesso.
Aveva solo trentatré anni quando l'opinione pubblica Gli si rivoltò contro. I Suoi amici fuggirono. Fu venduto ai Suoi nemici e subì un processo che era una farsa. Fu inchiodato a una Croce, in mezzo a due ladri.
Mentre stava morendo, i Suoi carnefici si giocavano a dadi le Sue vesti, che erano l'unica proprietà che avesse in terra. Quando morì venne deposto in un sepolcro messo a disposizione da un amico mosso a pietà.
Due giorni dopo, quel sepolcro era vuoto.
Sono trascorsi venti secoli e oggi Egli è la figura centrale nella storia dell'umanità.
Neppure gli eserciti che hanno marciato, le flotte che sono salpate, i parlamenti che si sono riuniti, i re che hanno regnato, i pensatori e gli scienziati messi tutti assieme, hanno cambiato la vita dell'uomo sulla terra quanto quest'unica Vita Solitaria.

Al tempo della propaganda antireligiosa, in Russia, un commissario del popolo aveva presentato brillantemente le ragioni del successo definitivo della scienza. Si celebrava il primo viaggio spaziale. Era il momento di gloria del primo cosmonauta, Gagarin. Ritornato sulla terra, aveva affermato che aveva avuto un bel cercare in cielo: Dio proprio non l'aveva visto. Il commissario tirò la conclusione proclamando la sconfitta definitiva della religione. Il salone era gremito di gente. La riunione era ormai alla fine.
''Ci sono delle domande?''.
Dal fondo della sala un vecchietto che aveva seguito il discorso con molta attenzione disse sommessamente: ''Christòs ànesti'', ''Cristo è risorto''. Il suo vicino ripeté, un po'più forte: ''Christòs ànesti''. Un altro si alzò e lo gridò; poi un altro e un altro ancora. Infine tutti si alzarono gridando: ''Christòs ànesti'', ''Cristo è risorto''.
Il commissario si ritirò confuso e sconfitto.

Al di là di tutte le dottrine e di tutte le discussioni, c'è un fatto. Per la sua descrizione basterà sempre un francobollo: ''Christòs ànesti''. Tutto il cristianesimo vi è condensato. Un fatto: non si può niente contro di esso.
I filosofi possono disinteressarsi del fatto. Ma non esistono altre parole capaci di dar slancio all'umanità: ''Gesù è risorto''.

23 febbraio 2011

AMARE E'...

"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.

La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia.

Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.

Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!"
.
(1 Cor. 13, 1- 13)

14 febbraio 2011

NON TI ARRENDERE MAI !

Neanche quando la fatica si fa sentire,
neanche quando il tuo piede inciampa,
neanche quando i tuoi occhi bruciano,
neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati.
.
Neanche quando la delusione ti avvilisce,
neanche quando l'errore ti scoraggia,
neanche quando il tradimento ti ferisce,
neanche quando il successo ti abbandona.
.
Neanche quando l'ingratitudine ti sgomenta,
neanche quando l'incomprensione ti circonda,
neanche quando la noia ti atterra,
neanche quando tutto ha l'aria del niente,
neanche quando il peso del peccato ti schiaccia.
.
Invoca il tuo Dio,
stringi i pugni, sorridi...
e ricomincia!
.
(San Leone Magno)

18 dicembre 2010

TRASFORMA IL TUO DOLORE IN PERLA!

Sal 29,12 - "Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia."

Romani 8,28 - "Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il Suo disegno."

Giovanni 19,34- "Uno dei soldati Gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua."

Giovanni 12,24- "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto."

Matteo 16, 24-25- "Se qualcuno vuol venire dietro a Me rinneghi sè stesso, prenda la sua croce e Mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà."

7 giugno 2010

OGGI ...

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.

Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.

Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.

Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.

Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.

Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.

Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa.

Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.

Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima.
Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.

Scriviamo di più, ma impariamo meno.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.

Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.

Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mails, ma comunichiamo sempre meno.

Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.

Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte.

Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti.

E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle.

Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre.

Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco.

Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l'unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla.

Ricordati di dire "Vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell'anima.

Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perchè un giorno quella persona non sarà più lì.

Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.

E RICORDA SEMPRE:

La vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
.
(George Carlin)

25 febbraio 2010

A CHI SIAMO SIMILI?


" La bontà e la grazia ci rendono simili a Gesù; il peccato invece ci abbrutisce. "
.
Si narra che Leonardo da Vinci abbia dipinto con molta lentezza la Cena al refettorio del convento di S. Maria delle Grazie a Milano. Non gli riusciva di trovare i modelli adatti.
Un giorno incontrò nel parco del Castello un giovane con il volto di un ovale perfetto, con la fronte serena e nobile, con gli occhi limpidi e penetranti, capelli biondi, leggermente ondulati.
Lo invitò a fargli da modello per Gesù.
Qualche anno dopo si torturava perchè non riusciva a trovare un viso da galeotto, che gli permettesse di ritrarre Giuda, il traditore.
Una sera, entrando in un'osteria, vide un uomo con una faccia patibolare: spiava i dadi da gioco e proferiva orribili bestemmie. Aveva finalmente trovato il tipo adatto. Lo chiamò da parte e lo invitò a fargli da modello, dietro lauta ricompensa. Quegli accettò ed entrò con Leonardo a S. Maria delle Grazie.
Mentre sul palco il sommo artista scrutava la faccia del delinquente, la fronte triste, gli occhi biechi, i capelli ispidi, ebbe un ricordo e sentì un singhiozzo. Gli chiese:
- Che hai? Ti senti male?
- No! -, rispose Francesco Bandinelli, il modello. - Piango nel vedere il mutamento che ho fatto nella mia vita.
Leonardo capì, ma chiese:
- Che vuoi dire?
- Voi ben lo sapete, maestro! Tre anni fa io stavo precisamente su questo palco e mi ritraeste per Gesù.
- E che hai fatto per ridurti così?
L'uomo guardò l'affresco, quasi ultimato, fissò gli occhi sulla figura stupenda di Gesù e sospirò:
- Sono un disgraziato: la passione e il peccato mi hanno ridotto così!
.
(Fr. Remo di Gesù)

2 settembre 2009

ALL' ORECCHIO

.
Il Signore ha bisbigliato qualcosa all'orecchio della rosa
ed eccola aprirsi al sorriso.
.
Il Signore ha mormorato qualcosa al sasso
ed ecco lo gemma preziosa scintillante nella miniera.
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Il Signore ha detto qualcosa all'orecchio del sole
ed ecco la guancia del sole coprirsi di mille eclissi.
.
Ma che cosa avrà mai bisbigliato il Signore
all'orecchio dell'uomo,
perché egli solo sia capace di amare e di amarLo?
.
Ha bisbigliato amore!

17 luglio 2009

LA PAURA DEL SILENZIO

Oggi qualsiasi evento è oggetto di discussione, dibattito, polemiche, confronto.
Pare proprio che il silenzio non venga preso molto in considerazione.
Ma cosa significa realmente fare silenzio?
La mentalità comune pensa che silenzio sia semplicemente la mancanza di parola. Ma ogni parola espressa è il nostro pensiero mediato dalla voce.
Essa è estremamente importante per la nostra società ma ha anche dei limiti: non arriverà mai ad esprimere perfettamente ciò che vorremmo perché ogni fonema, per quanto sia molto utile, è sempre una cristallizzazione del nostro retaggio culturale.
Ecco perché il vero silenzio interiore può contribuire a farci percepire meglio la ricchezza e la povertà di ogni parola.
Nel comunicare usiamo molti luoghi comuni che riecheggiano dall'ambiente esterno, dalle persone che frequentiamo e dai mass-media. Essi non sono in realtà il f rutto del nostro pensiero più genuino, ma riflessi condizionati che si ripercuotono nei muscoli della lingua.
Siamo costantemente immersi nei luoghi comuni e per chi se ne accorge la frequentazione sociale è spesso pesante e monotona proprio per questo.
Bisogna considerare, allora, un altro tipo di silenzio che è molto più interiore di quello che si pensa.
Se nel silenzio siamo realmente attenti a come funziona la nostra mente ci accorgiamo di non saper osservare senza associare all'oggetto della nostra osservazione parole già pre-confezionate. Questo snatura la nostra coscienza originale perché ci serviamo di concetti già filtrati dalla mentalità comune e quindi la nostra riflessione non è realmente creativa e perde la sua originalità.
E' nel silenzio che noi riusciamo a trascendere ogni forma di linguaggio stereotipato. In esso entriamo nella dimensione del meta-linguaggio, il quale ci aiuta a padroneggiare meglio la situazione per non scadere nei luoghi comuni e lascia rci condizionare dalla mentalità corrente.
Ciò naturalmente richiede grande attenzione e spirito di osservazione.
Il vero silenzio interiore, quindi, consiste nel porre tra parentesi concetti, immagini, e persino fonemi acquisiti sin dall'infanzia. Ci vuole sagacia, avvedutezza e coraggio perché la nostra mente è avida di contenuti e teme il vuoto.
Anticamente andare nel deserto significava rientrare in sè stessi per fronteggiare meglio le situazioni sociali.
I monasteri di clausura usano ancora l'espressione ''fare deserto''.
La mentalità comune naviga perfettamente al contrario e teme il silenzio.
Si aderisce a ideologie, partiti, istituzioni ecc. anche perché si vuole delegare il pensiero ad altri. Scaltri oratori parlano molto per dire nulla in molti campi.
L'umanità oggi è ancora in pericolo perché non sa cosa significhi fare il vero silenzio interiore, il quale è il motore del vero progresso civile ed etico.
In esso si eviterebbero guerre e conflitti vari, ingius tizie sociali ed economiche, plagi e mistificazioni, errori madornali.
E qui calza a proposito un aforisma del grande poeta e scrittore francese Alfred de Vigny:
''Solo il silenzio è grande; il resto è debolezza''.