" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

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"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"
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24 dicembre 2010

CANTERO' PER SEMPRE L'AMORE DEL SIGNORE


Quando sarà sorto il sole nel cielo,

vedremo il Re dei re,

che procede dal Padre,

come sposo che sorge dal suo riposo.

E' SEMPRE NATALE...

Quando crediamo e difendiamo la vita,

quando Ti ringraziamo per quanto già abbiamo,

quando sappiamo metterci in ascolto della Tua Parola,

quando siamo di aiuto a chi ne ha bisogno,

quando dividiamo le nostre gioie con gli altri,

quando la speranza guida le nostre giornate e azioni,

quando sappiamo essere docili alla Tua Volontà,

quando Ti riconosciamo come Padre
.
e Ti preghiamo e adoriamo in silenzio;

Tu, o Signore, nasci dentro di noi,

e per noi ogni giorno è
NATALE !!!!!

AUGURI A TUTTI PER UN SERENO E SANTO NATALE

E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarLo agli altri.

(Madre Teresa di Calcutta)

Con il sincero augurio che questo Santo Natale porti pace, amore e serenità a voi e ai vostri cari e apra i nostri cuori e ci consenta di donare l’amore che abbiamo dentro, a chi ne ha più bisogno..

BUON NATALE!


A chi è solo,
a chi è contento,
a chi cerca l'amore,
a chi si è arreso,
a chi sbaglia,
a chi perdona.

A chi è in guerra,
a chi è in pace,
a chi soffre,
a chi è ricco.

A chi non vede,
a chi non sente,
a chi ha famiglia,
a chi non ce l'ha,
a chi ha amici,
a chi invece ne cerca uno.
.
A chi è povero,
a chi non ha una casa,
per tutti è Natale...
per te, per me...
per noi tutti!

23 dicembre 2010

LEVIAMO IL CAPO: E' VICINA LA NOSTRA SALVEZZA

O Emmanuele,
nostro Re e Legislatore,
Speranza e Salvezza dei popoli,
vieni a salvarci,
o Signore nostro Dio.

IL NATALE DEL SIGNORE E' IL NATALE DEL POVERO

Lasciamoci attraversare dalla Parola e dalla Presenza di Dio; cogliamo l’essenziale del messaggio del Natale di Gesù Cristo: il Figlio di Dio che Si fa Uomo nella solitudine di Betlemme di Giuda. Una dimora improvvisata, la precarietà del viandante, una povertà totale: ecco come Dio entra nella storia, nell’assoluta semplicità.
Nascendo nella semplicità e nella povertà di Betlemme, Gesù ci rivela una verità straordinaria: la Sua Incarnazione appartiene ad ogni uomo.

Gesù Si è rivolto prima di tutto ai poveri, perché questi potessero senza alcun timore rivolgersi a Lui.

Il Suo Natale si manifesta appieno specialmente nell’uomo povero e dolorante, solo e senza speranza. Ma in ogni uomo è presente Gesù Cristo e il Suo Natale. Lui stesso ce lo ha assicurato. Gesù Si fa Uomo con grande discrezione, senza strepito, senza gloria: il Suo Natale è il Natale del povero.

Perchè? Perché fosse rivelata appieno la grandezza di Gesù Salvatore.

Dio ha scelto di venire in mezzo a noi ( è il Dio con noi) nella piccolezza: questo non senza motivo, ma anzi manifesta il modo che Dio ha scelto per avvicinarci a Lui. Se non diventeremo come bambini non entreremo nel Regno dei Cieli.

La grazia del Natale viene a noi come un grande dono che chiede di essere accolto nella semplicità della vita di ogni giorno, nella vita familiare, nella comunità, nei luoghi di lavoro e di incontro.

La semplicità ci mantiene uniti nella verità e ci rende liberi.

Non si può essere di Gesù se non si accetta di essere completamente poveri e piccoli, se non si accetta di imitare il Gesù quotidiano, nascosto e povero. Questa povertà è necessaria per avere il cuore libero di dire “sì” a Dio, per farsi riempire la vita da Lui.

IL MIO CUORE ESULTA NEL SIGNORE

O Re delle genti,
atteso da tutte le nazioni,
pietra angolare che riunisci i popoli in uno,
vieni e salva l'uomo che hai formato dalla terra.

21 dicembre 2010

CANTIAMO AL SIGNORE UN CANTO NUOVO

O Astro che sorgi,
Splendore della luce eterna,
Sole di giustizia,
vieni,
illumina che giace nelle tenebre
e nell'ombra di morte.

20 dicembre 2010

ECCO, VIENE IL SIGNORE, RE DELLA GLORIA

O Chiave di Davide,
scettro della casa di Israele,
che apri, e nessuno può chiudere,
chiudi e nessuno può aprire,
vieni, libera l'uomo prigioniero,
che giace nelle tenebre
e nell'ombra di morte.

19 dicembre 2010

CANTERO' SENZA FINE LA TUA GLORIA, SIGNORE

O Germoglio di Jesse,
che Ti innalzi
come Segno per i popoli:
tacciano davanti a Te
i re della terra
e le nazioni Ti invochino:
vieni a liberarci,
non tardare.

18 dicembre 2010

VERBUM CARO HIC FACTUM EST

Nazareth - Basilica dell'Annunciazione
.
Qui il Verbo eterno di Dio Si è incarnato ...
Ha riaperto la speranza per l'uomo ...
Un' umile ragazza di Nazaret, toccata dallo Spirito, diventa Madre di Dio e dell'umanità, Arca della nuova alleanza, Roveto ardente dell'amore di Dio visibile nel mondo...
Oggi Cristo vuole nascere nel nostro cuore... .

I TRAVESTIMENTI DELLA BONTA'

Il Natale ci parla di Dio che viene a testimoniarci un amore povero: che sa fare spazio all’altro; un amore obbediente: che preferisce l’altro a Sé; un amore indifeso: che sa chiedere cura e sa affidarsi. Abbiamo bisogno di tutta la vita per imparare ad amare così. Più spesso perseguiamo esclusivamente il nostro interesse personale o lo travestiamo di bontà.
Siamo governati da forze centripete e dall’ istinto di sopravvivenza, ma sappiamo che l’amore di sé ha bisogno di essere salvato dall’amore per il prossimo, che non c’è pienezza se non realizziamo, fino in fondo, noi stessi e non ci prendiamo, fino in fondo, cura degli altri.

Chi ama sé stesso senza amare l’altro si ammala di narcisismo, chi ama l’altro senza amare sé stesso si ammala di depressione, di dipendenza.

E’ più facile riconoscere atteggiamenti egocentrici, più difficile riconoscere la bontà travestita.

E’ facile individuare in noi e negli altri la tendenza a compiacersi. Ci sono persone che, in un discorso, il pronome “io” lo inseriscono una infinità di volte. Di narcisismo oggi siamo tutti un po’ ammalati e troppo spesso concediamo a noi stessi il piacere di compiacerci. Il narcisista conosce un solo interesse: sé stesso. Teme in modo esagerato di essere criticato e di essere messo da parte.

Non è cattivo, ma è cresciuto con l’idea che è speciale. Non ha nessun vero interesse per l’altro. Vive dell’applauso e si aspetta che tutti dicano: “ che bravo, che buono , che bello !”.

La bontà per non sentirsi in colpa è logorante. E’ tipica delle persone che non sanno dire di no e che si costringono a dire sì. Fare del bene in questo caso non fa sentire bene! Fa sentire male! Si fanno sacrifici in nome dell’amore, ma ci si lamenta e si accumula risentimento.

Abbiamo paura che gli altri si facciano di noi una cattiva opinione, che non ci apprezzino e paghiamo prezzi che odiamo pagare.

Poi ci sono coloro che hanno un eccessivo bisogno di riconoscimento. Si tratta di persone generose che sarebbero capaci di dare la loro ultima camicia e che sanno stare accanto agli altri quando soffrono. Non è facile individuare, nel loro caso, in che modo la bontà si travesta. Con un gioco di parole possiamo dire : “ che hanno bisogno che gli altri abbiano bisogno di loro” .

“I generosi per bisogno” sono cresciuti avendo giurato a sé stessi di rendersi utili per venire notati e amati perché non hanno sperimentato sicurezza e amore incondizionato, anzi spesso sono stati una stampella per le difficoltà emotive degli adulti della famiglia. Il giuramento fatto è stato di questo tipo: “vengo amato se sono comprensivo e generoso e se metto da parte le mie esigenze”.

Per questo hanno bisogno di viziare e riempire di cure le altre persone anche quando non è richiesto o gradito, ma guai se non ne consegue un ringraziamento. I “generosi per bisogno” costruiscono la loro identità sull’opinione degli altri e il loro umore scende e sale a seconda della simpatia, della gratitudine o del rifiuto che ottengono. Possono essere manipolati perché essi hanno bisogno di sentirsi utili. Quando si sentono dire: “ho bisogno di te” ogni resistenza svanisce e anche se non hanno più energia si fanno in quattro.
Cambiano continuamente per adeguarsi, di volta in volta, all’esigenza del’interlocutore che hanno davanti. Hanno un largo giro di amicizie anche perché hanno la tendenza a sedurre l’altro e a definire, troppo presto, le persone loro amiche..
L’altruismo è la maniera legittima di vivere il proprio egoismo. In questo senso potremmo definirli “egoisti illuminati”!! Questo è il loro dono e nello stesso tempo il loro problema: danno ciò che si augurano per sé e che hanno desiderato da una vita diventando controllanti, invadenti e risentiti quando non ottengono conferme. Hanno bisogno di imparare a distinguere gli altri da sé.

Abbiamo tutti bisogno di guarire la nostra capacità di amare, di risanare le ferite dell’orgoglio e della paura presenti nella bontà travestita o nel narcisismo. Sentiamo il fascino di un amore che sa prendersi cura di sé, che sa chiedere cura, che sa condividere cura, che sa prendersi cura degli altri.
Un amore-cura flessibile, armonico, autentico. Di questo amore avvertiamo la pienezza. La guarigione non richiede autocommiserazione, richiede un lungo percorso di consapevolezza e a volte la consapevolezza è dolorosa.
Nella letteratura agiografica si parla spesso di santi che piangono i loro peccati. Se riusciamo a deporre ai piedi del Dio Bambino lacrime di conoscenza di noi stessi, allora il Natale è vicino.

(Tonino Solarino)

NEI SUOI GIORNI FIORIRANNO GIUSTIZIA E PACE


O Signore,
Guida della casa di Israele,
che sei apparso a Mosè
nel fuoco del rovèto
e sul monte Sinai
gli hai dato la Tua Legge,
vieni a liberarci con braccio potente.

14 dicembre 2010

VENGA IL TUO REGNO DI GIUSTIZIA E DI PACE

O Sapienza,
che esci dalla bocca dell'Altissimo,
Ti estendi ai confini del mondo
e tutto disponi con soavità e forza,
vieni,
insegnaci la via della saggezza.

TI ESALTERO' SIGNORE PERCHE' MI HAI RISOLLEVATO

Ecco, verrà il Re,
il Signore della terra,
che toglierà il giogo della nostra schiavitù.

22 dicembre 2009

UN PENSIERO SUL NATALE DI...

PAPA GIOVANNI XXIII
.
Ahimè! E' già tardi, sono stato sopraffatto dal sonno, e la penna mi scivola dalle dita. Lasciami dormire, o Gesù, mentre Tua Madre e San Giuseppe Ti preparano la culla. Mi sdraierò e riposerò all'aria aperta. Non appena arriverai, lo splendore della Tua Luce abbaglierà i miei occhi. I Tuoi angeli mi sveglieranno con inni di gloria e pace, e io correrò da Te con gioia, Ti darò il benvenuto e Ti offrirò i miei poveri doni, la mia casa, tutto il poco che ho. Ti adorerò e Ti mostrerò tutto il mio amore, con gli altri pastori che si sono uniti a me e con gli angeli del Cielo, canteremo inni di gloria al Tuo Santo Cuore. Vieni, Ti aspetto impaziente.

20 dicembre 2009

UN PENSIERO SUL NATALE DI...

SAN PIO DA PIETRELCINA
.
Una sola cosa è necessaria: essere vicini a Gesù. Voi sapete bene che nel giorno della Nascita di Nostro Signore, i pastori hanno udito i canti degli spiriti celesti.
Ma non dicono che la Sua Vergine Madre e San Giuseppe, che erano le Persone più vicine al Bambino, udirono le voci degli angeli o videro i miracoli dello splendore.
Sentirono invece il Bambino piangere e videro, alla debole luce di una lanterna, gli occhi del Bambino divino pieni di lacrime, che sospirando tremava per il freddo. Ora vi chiedo: non avreste preferito trovarvi nella stalla buia ad ascoltare le dolci melodie che venivano dal Cielo, e ad ammirare la bellezza della luce splendente che il Cielo emanava?

19 dicembre 2009

UN PENSIERO SUL NATALE DI...

PAPA PAOLO VI
.
Natale è vicino, e Natale è pace.
Vuol dire pace con Dio, col quale Cristo ci ha riconciliati, e vuol dire pace interiore, dentro noi stessi, nelle coscienze, nei cuori: l'abbiamo noi questa pace?
Vuol dire pace nelle famiglie. Non è il Natale la festa dell'intimità domestica?
Vuol dire pace sociale. Non siamo tutti fratelli?
Vuol dire ancora: pace fra le nazioni, della quale abbiamo ancora, dopo le ultime guerre, l'alto e ansioso ideale, ma lo andiamo tradendo e perdendo, con nuove interminabili guerre locali, con la gara di armamenti sempre più costosi e formidabili, con l'insorgenza delle ideologie irriducibilmente avversarie, dei razzismi esclusivisti ed egoisti e con il facile ricorso alla oppressione e alla violenza.

18 dicembre 2009

UN PENSIERO SUL NATALE DI...

PAPA GIOVANNI XXIII
.
Gesù, Ti aspetto; oh, i cattivi Ti rifiutano; fuori, spira un vento glaciale; Ti lasciano gelare, vieni nel mio cuore; sono poverello, ma Ti riscalderò più che posso; almeno, voglio che Ti compiaccia del mio buon desiderio che ho di farTi buona accoglienza, di volerTi un gran bene, di sacrificarmi per Te.
A Tua volta, Tu sei ricco, e vedi i miei bisogni; Tu sei Fiamma di Carità e mi purificherai il cuore da tutto ciò che non è il Tuo Cuore Santissimo; sei la Santità Increata, e mi ricolmerai di grazie fecondatrici di progresso vero nello spirito.
Vieni, Gesù, ho tante cose da dirTi! ... Tante pene da confidarTi! Tanti desideri, tante promesse, tante speranze. Ti voglio adorare, baciare in fronte, o piccolo Gesù, darmi a Te un'altra volta, per sempre. Vieni, o Gesù, non tardare più oltre, accetta il mio invito, vieni.