" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "

" O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI CHE RICORRIAMO A TE! "
"Piena di grazia Ti chiamo perchè la grazia Ti riempie; e se potessi, molta più grazia Ti darei. Il Signore è con Te, anche più di quanto Tu sia con Dio; la Tua Carne non è più Carne Tua, il Tuo Sangue è per due. E benedetta sarai tra tutte le donne, perchè, se sei Madre di tutti, chi potrebbe non amarTi?"

29 giugno 2010

IMPARARE A FARE IL BENE

Quando sei insieme a una persona, devi vedere un'anima: un'anima da aiutare, un'anima da comprendere, un'anima con cui convivere e che va salvata. (Forgia, 573)

Mi piace raccogliere queste parole, che lo Spirito Santo ci ha comunicato per mezzo del profeta Isaia: Discite benefacere [Is 1, 17], imparate a fare il bene.

La carità verso il prossimo è una manifestazione dell'amore verso Dio. Pertanto, nello sforzo per migliorare in questa virtù, non possiamo fissarci alcun limite. Con il Signore, l'unica misura è amare senza misura. Da una parte, perché non riusciremo mai a contraccambiare ciò che Egli ha fatto per noi; dall'altra, perché anche l'amore di Dio per le creature si manifesta così: sovrabbondante, senza calcoli, senza confini.

La misericordia non si limita a un mero atteggiamento di compassione: la misericordia è sovrabbondanza di carità che, simultaneamente, comporta sovrabbondanza di giustizia. Misericordia vuoi dire mantenere il cuore in carne viva, umanamente e soprannaturalmente pervaso da un amore forte, abnegato, generoso. (Amici di Dio, 232)

27 giugno 2010

AMARE I NOSTRI NEMICI

Non siamo buoni fratelli dei nostri fratelli, gli uomini, se non siamo disposti a mantenere una condotta retta, anche quando chi ci sta accanto interpreta male il nostro comportamento, e reagisce in modo spiacevole. (Forgia, 460).

Noi, figli di Dio, ci forgiamo nella pratica del Comandamento Nuovo, impariamo nella Chiesa a servire e a non farci servire [Cfr Mt 20, 28], e siamo in grado di amare l'umanità in modo nuovo, che tutti scopriranno essere frutto della grazia di Cristo. Il nostro amore non va confuso con il sentimentalismo, neppure con il mero cameratismo, e nemmeno con il desiderio poco chiaro di aiutare gli altri per dimostrare a noi stessi la nostra superiorità. È saper convivere col prossimo, venerare — insisto — l'immagine di Dio insita in ogni uomo, facendo in modo che anche lui la contempli, e così sappia dirigersi a Cristo.

Universalità della carità significa, pertanto, universalità dell'apostolato; capacità nostra di trasformare in opere, e sul serio, il grandioso impegno di Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità [1 Tm 2, 4].

Se si devono amare anche i nemici — intendo coloro che ci considerano loro nemici: per quanto mi riguarda, non mi sento nemico di niente e di nessuno — a maggior ragione bisognerà amare coloro che sono semplicemente lontani, coloro che ci sono meno simpatici, coloro che, per motivi di lingua, di cultura, di educazione, sembrano il mio o il tuo opposto. (Amici di Dio, 230)

26 giugno 2010

UN GRANDE AMORE TI ASPETTA IN CIELO

Ne sono sempre più persuaso: la felicità del Cielo è per coloro che sanno essere felici sulla terra. (Forgia, 1005)

Scrivevi: “Simile est regnum coelorum”il Regno dei Cieli è simile a un tesoro... Questo passo del Santo Vangelo mi è caduto nell'anima, e ha messo radici. Lo avevo letto tante volte, senza coglierne il midollo, il sapore divino”.

Tutto..., tutto deve vendere l'uomo avveduto, pur di ottenere il tesoro, la perla preziosa della Gloria! (Forgia, 993)

Pensa quanto è gradito a Dio nostro Signore l'incenso che è bruciato in Suo onore; pensa anche a quanto poco valgono le cose della terra, che appena cominciate sono già finite...

Invece, un grande Amore ti aspetta in Cielo: senza tradimenti, senza inganni: tutto l'Amore, tutta la bellezza, tutta la grandezza, tutta la scienza...! E senza stancare: ti sazierà senza saziarti. (Forgia, 995)

Non c'è maggior dignità che sapersi a servizio: al servizio volontario di tutte le anime!

— È così che si conquistano i grandi onori: quelli della terra e quelli del Cielo. (Forgia, 1045)

25 giugno 2010

IDENTIKIT DI MARIA

Alta circa 1.65 cm, sui 20 anni, la Madonna appare sempre giovane. E naturalmente bellissima.
Secondo le descrizioni dei veggenti, sempre concordi su ogni punto, anche quando sono stati interrogati separatamente, la Vergine veste un abito luminoso di un grigio argentato che La copre fino ai piedi, i capelli si intravedono neri e ondulati sotto il velo bianco, mentre gli occhi, come ha affermato Jakov: " non basta dire che sono azzurri", perchè " nei Suoi occhi si vede tutta la bellezza che la Madonna può trasmettere, tutta la bontà di una Madre, tutto l'amore di una Madre, tutto ciò che di bello una Madre desidera per Suo figlio".
Il volto è regolare, leggermente rosato su zigomi e guance. Sul capo porta una corona di 12 stelle, come la Donna che vince il drago nell'Apocalisse, mentre i piedi poggiano su una nuvoletta, perchè, come ha spiegato la veggente Marija, "appartiene al Cielo, è l'Immacolata e il peccato di questa terra non La scalfisce".
A volte è apparsa tenendo in braccio Gesù Bambino. Vicka ha detto che "quando la Madonna appare ti comunica una serenità, una pace interiore e una felicità che non c'è nient'altro da desiderare".

29° ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI DELLA REGINA DELLA PACE A MEDJUGORJE

Cari amici,
nel giorno radioso del 29mo anniversario delle apparizioni esprimiamo alla Regina della Pace la nostra riconoscenza e rinnoviamo la nostra consacrazione al Cuore di Gesù attraverso il Suo Cuore Immacolato.
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Salve, o Regina,
che dal Cielo sei discesa
sull'aspra collina.

Al tuo apparire la gente
ha spezzato le catene
dell'infernale serpente.

Sulla terra appassita
ha ricominciato a fiorire
la speranza della vita.

Dai paesi vicini
e poi da tutta la terra
sono accorsi i pellegrini.

Rispondendo alla chiamata
la Chiesa universale
con Te si è rinnovata.

Sul Tuo Volto materno
abbiamo contemplato
l'amore pure ed eterno.

La Tua dolce tenerezza
ha infuso nei nostri cuori
una nuova fortezza.

Il Tuo insegnamento
in questi tempi aridi
è il nostro nutrimento.

Ti ci hai preso per mano
e ci hai condotto al Salvatore
del povero genere umano.

Or che l'umanità è sul ciglio
dell'abisso infernale
Tu ci presenti il Figlio.

O Regina della Pace,
grazie perché ci salvi
dal drago vorace.

Vicini al Tuo Cuore,
con Te realizzeremo
la civiltà dell'amore.
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vostro Padre Livio

SEI FIGLIO DI DIO

Il battesimo ci rende “fideles” — fedeli, parola che, come l'altra, “sancti” — santi, i primi seguaci di Gesù usavano per indicarsi tra di loro, e che ancor oggi è in uso: si parla dei “fedeli” della Chiesa. — Pensaci! (Forgia, 622)

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui [...]. Ed ecco una voce dal cielo che disse: 'Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto' (Mt 3, 13.17).

Con il Battesimo, Dio nostro Padre ha preso possesso della nostra vita, ci ha incorporati alla vita di Cristo e ci ha mandato lo Spirito Santo.

La forza e il potere di Dio illuminano la faccia della terra.

Faremo ardere il mondo, nelle fiamme del fuoco che sei venuto a portare sulla terra!... E la luce della tua verità, Gesù nostro, illuminerà le intelligenze, in un giorno senza fine.

Io ti sento esclamare, mio Re, con voce viva, tuttora vibrante. 'Ignem veni mittere in terram, et quid volo nisi un accendatur!' (Lc 12, 49). – E rispondo – con tutto me stesso – con in miei sensi e le mie facoltà: 'Ecce ego: quia vocasti me!' (1 Sam 3, 9).

Il Signore ha posto nella tua anima un sigillo indelebile, per mezzo del Battesimo: sei figlio di Dio.

Bambino: non ardi dal desiderio di far sì che tutti lo amino? (Santo Rosario, Iº mistero luminoso)

23 giugno 2010

GESU', NEL TUO NOME, CERCHERO' ANIME

Gesù e l'anima
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“Duc in altum”. —Prendi il largo! —Respingi il pessimismo che ti rende codardo. “Et laxate retia vestra in capturam” —e getta le tue reti per la pesca. Non vedi che puoi dire, come Pietro: “In Nomine Tuo, laxabo rete” —Gesù, nel Tuo Nome, cercherò anime? (Cammino, 792)

Dobbiamo accompagnare Cristo nella Sua pesca divina. Gesù si trova presso il lago di Genezaret e la gente si accalca intorno a Lui per ascoltare la Parola di Dio [Lc 5, 2]. Anche oggi! Non lo vedete? Desiderano ascoltare il messaggio di Dio, anche se all'esterno lo nascondono. Alcuni forse hanno dimenticato la dottrina di Cristo; altri — senza loro colpa — non l'hanno mai appresa e pensano alla religione come a qualcosa di strano. Convincetevi, però, di una realtà sempre attuale: presto o tardi arriva un momento in cui l'anima non ne può più, non le bastano più le spiegazioni abituali, non la soddisfano più le menzogne dei falsi profeti. Allora, anche se non lo ammettono, quelle persone sentono il bisogno di saziare la loro inquietudine con l'insegnamento del Signore. (Amici di Dio, nn. 260)

22 giugno 2010

STORIA DI UN PEZZO DI PANE

Quando l’anziano dottore morì, arrivarono i suoi tre figli per sistemare l’eredità: i pesanti vecchi mobili, i preziosi quadri e i molti libri. In una finissima vetrinetta il padre aveva conservato i pezzi delle sua memoria: bicchieri delicati, antiche porcellane, pensieri di viaggio e tante altre cose ancora.
Nel ripiano più basso, in fondo all’angolo, venne trovato un oggetto strano: sembrava una zolletta dura e grigia. Come venne portata alla luce, si bloccarono tutti: era un antichissimo pezzo di pane rinsecchito dal tempo. Come era finito in mezzo a tutte quelle cose preziose?
La donna che si occupava della casa raccontò:

" Negli anni della fame, alla fine della grande guerra, il dottore si era ammalato gravemente e per lo sfinimento le energie lo stavano lasciando. Un suo collega medico aveva borbottato che sarebbe stato necessario procurare del cibo. Ma dove poterlo trovare in quel tempo?
Un amico del dottore portò un pezzo di pane sostanzioso cucinato in casa, che lui aveva ricevuto in dono. Nel tenerlo tra le mani, al dottore ammalato vennero le lacrime agli occhi. E quando l’amico se ne fu andato, non volle mangiarlo, bensì donarlo alla famiglia della casa vicina, la cui figlia era ammalata. “La giovane vita ha più bisogno di guarire, di questo vecchio uomo”, pensò il dottore.
La mamma della ragazza ammalata portò il pezzo di pane donatole dal dottore alla donna profuga di guerra che alloggiava in soffitta e che era totalmente una straniera nel paese. Questa donna straniera portò il pezzo di pane a sua figlia, che viveva nascosta con due bambini in uno scantinato per la paura di essere arrestata.
La figlia si ricordò del dottore che aveva curato gratis i suoi due figli e che adesso giaceva ammalato e sfinito.
Il dottore ricevette il pezzo di pane e subito lo riconobbe e si commosse moltissimo.
“Se questo pane c’è ancora, se gli uomini hanno saputo condividere tra di loro l’ultimo pezzo di pane, non mi devo preoccupare per la sorte di tutti noi”, disse il dottore. “Questo pezzo di pane ha saziato molta gente, senza che venisse mangiato. È un pane santo!”.
Chi lo sa quante volte l’anziano dottore avrà più tardi guardato quel pezzo di pane, contemplandolo e ricevendo da esso forza e speranza specialmente nei giorni più duri e difficili! "

I figli del dottore sentirono che in quel vecchio pezzo di pane il loro papà era come più vicino, più presente, che in tutti i costosi mobili e i tesori ammucchiati in quella casa.
Tennero quel pezzo di pane, quella vera preziosa eredità tra le mani come il mistero più pieno della forza della vita.
Lo condivisero come memoria del loro padre e dono di Colui che una volta, per primo, lo aveva spezzato per amore.

Don Angelo Saporiti

SE NOI CRISTIANI SAPESSIMO SERVIRE!

Quando ti parlo del “buon esempio”, intendo anche indicarti che devi comprendere e scusare, che devi riempire il mondo di pace e di amore. (Forgia, 560)
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Se noi cristiani sapessimo servire! Andiamo dal Signore e confidiamoGli la nostra decisione di voler imparare a servire, perché soltanto così potremo non solo conoscere e amare Cristo, ma farLo conoscere e farLo amare dagli altri.
Come Lo faremo conoscere alle anime? Con l'esempio, come Suoi testimoni, offrendoci a Lui in volontaria servitù in tutte le nostre opere, perché Egli è il Signore di tutta la nostra vita, perché è l'unica e definitiva Ragione della nostra esistenza.
Poi, dopo aver offerto la testimonianza dell'esempio, saremo idonei a istruire con la Parola, con la dottrina.
Gesù fece così: Coepit facere et docere, prima insegnò con le opere, poi con la Sua predicazione divina.
Per servire gli altri nel Nome di Cristo, è necessario essere molto umani.
Se la nostra vita fosse disumana, Dio non vi edificherebbe nulla, perché di solito non costruisce sul disordine, sull'egoismo, sulla prepotenza. È necessario comprendere tutti, convivere con tutti, scusare tutti, perdonare tutti. Non si tratta di dire che è giusto ciò che non lo è, o che l'offesa a Dio non è offesa a Dio, o che il male è bene. Però, non risponderemo al male con il male, ma con dottrina chiara e buone opere, affogando il male nell'abbondanza di bene. Cristo allora regnerà nella nostra anima e in quelle di coloro che ci sono vicini.
C'è chi cerca di costruire la pace nel mondo senza mettere nel suo cuore l'amore di Dio, senza servire le creature per amore di Dio. Come è possibile realizzare una simile missione di pace? La pace di Cristo è quella del Suo Regno; e il Regno di nostro Signore si fonda sul desiderio di santità, sull'umile disponibilità a ricevere la grazia, su una vigorosa opera di giustizia, su una divina effusione d'amore. (E' Gesù che passa, 182).

PORTATE IL PESO GLI UNI DEGLI ALTRI

Dice il Signore: “Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno che siete Miei discepoli”. —E San Paolo: “Portate gli uni il peso degli altri, e così compirete la legge di Cristo”. — Io non ti dico niente. (Cammino, 385)

Se ci guardiamo intorno, forse avremmo motivo di ritenere che la carità sia una virtù illusoria. Ma, se consideri le cose con senso soprannaturale, scoprirai la radice di tanta sterilità: la mancanza di un rapporto intenso e continuo: a tu per Tu, con Gesù Cristo, nostro Signore; e il misconoscimento dell'opera dello Spirito Santo nell'anima, il cui primo frutto è appunto la carità.

Accogliendo un'esortazione dell'Apostolo — Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo [Gal 6, 2], un Padre della Chiesa aggiunge: Amando Cristo sopporteremo con facilità la debolezza degli altri, anche di chi ancora non amiamo perché non ha opere buone [Sant'Agostino, De diversis questionibus, LXXXIII, 71, 7].

Da qui si inerpica il sentiero che ci fa crescere nella carità. Se pensassimo che la prima cosa da fare sia esercitarci in attività umanitarie, in lavori di assistenza, escludendo l'amore di Dio, saremmo in errore. Non trascuriamo Cristo per preoccuparci della malattia del nostro prossimo, giacché dobbiamo amare il malato a motivo di Cristo [Sant'Agostino, Ibidem].

Mantenete sempre lo sguardo su Gesù che, senza lasciare di essere Dio, umiliò Sè Stesso prendendo la forma di Servo [Cfr Fil 2, 6-7], per poterci servire, perché soltanto in questa direzione si dischiudono gli ideali che vale la pena alimentare. L'amore cerca l'unione, I'identificazione con la persona amata: e, unendoci a Cristo, saremo attratti dall'anelito di imitare la Sua vita di dedizione, di amore incommensurabile, di sacrificio fino alla morte.
Cristo ci mette davanti al dilemma definitivo: o consumare la propria esistenza in modo egoistico e solitario, o dedicarsi con tutte le forze a un compito di servizio. (Amici di Dio, 236)

L'UNICA MISURA E' AMARE SENZA MISURA

Osservi un piano di vita esigente: ti alzi presto, fai orazione, frequenti i Sacramenti, lavori o studi molto, sei sobrio, ti mortifichi..., però ti accorgi che ti manca qualcosa! Porta al tuo dialogo con Dio questa considerazione: siccome la santità e la lotta per raggiungerla è la pienezza della carità, devi rivedere il tuo amore verso Dio e, per Lui, verso gli altri. Forse allora scoprirai, nascosti nella tua anima, grandi difetti, contro i quali non lottavi nemmeno: non sei un buon figlio, un buon fratello, un buon compagno, un buon amico, un buon collega; e, siccome ami disordinatamente la 'tua santità', sei invidioso. Ti 'sacrifichi' in molti dettagli 'personali': pertanto sei attaccato al tuo io, alla tua persona e, in fondo, non vivi per il Signore né per gli altri: solo per te. (Solco, 739)

A tutti coloro che sono disposti ad aprirGli l'ascolto dell'anima — e noi siamo di quelli — Gesù insegna nel discorso della montagna il Comandamento Divino della carità. E, a mo' di riassunto, conclude: "Amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché Egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è Misericordioso il Padre vostro" [Lc 6, 35-36].

La misericordia non si limita ad un mero atteggiamento di compassione: la misericordia è sovrabbondanza di carità che, simultaneamente, comporta sovrabbondanza di giustizia.
Misericordia vuoi dire mantenere il cuore in carne viva, umanamente e soprannaturalmente pervaso da un amore forte, abnegato, generoso. San Paolo, nel suo Inno alla Carità, ne parla così:
'La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta'. [1 Cor 13, 4-7]. (Amici di Dio, 232)

UMILTA'

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Riconoscere di ignorare
è un passo verso la Fede.
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(S.Agostino)

VOLER BENE A TUTTI, COMPRENDERE, SCUSARE, PERDONARE

L'amore alle anime, per Dio, ci fa voler bene a tutti, comprendere, scusare, perdonare... Dobbiamo avere un amore che copra le innumerevoli deficienze delle miserie umane. Dobbiamo avere una carità meravigliosa, “veritatem facientes in caritate”, sapendo difendere la verità, senza ferire. (Forgia, 559)

Anche voi, come me, vi scoprirete quotidianamente pieni di errori, se vi esaminate con coraggio alla presenza di Dio. Quando, con l'aiuto di Dio, si lotta per estirparli, gli errori non hanno più un'importanza decisiva, e si finisce per superarli, anche se sembra di non riuscire mai a sradicarli del tutto. Inoltre, al di sopra delle tue debolezze, tu contribuirai a porre rimedio alle grandi mancanze degli altri, purché ti impegni a corrispondere alla grazia di Dio. Riconoscendoti debole come loro — capace di tutti gli errori e di tutti gli orrori —, sarai più comprensivo, più delicato e, nel contempo, più esigente affinché tutti noi ci decidiamo ad amare Dio con il cuore intero.

Noi cristiani, noi figli di Dio, dobbiamo assistere gli altri mettendo in pratica onestamente ciò che gli ipocriti malignamente sussurravano al Maestro: Non guardi in faccia ad alcuno [Mt 22, 16].
Ciò significa che dobbiamo respingere decisamente ogni preferenza di persone — ci interessano tutte le anime! —, anche se, logicamente, dobbiamo cominciare a occuparci di coloro che, per qualunque motivo — anche per motivi apparentemente umani —, Dio ha messo al nostro fianco. (Amici di Dio, 162)

LO HAI SEMPRE ACCANTO

Com'è stupenda l'efficacia della Sacra Eucaristia, nell'azione — e ancor prima nello spirito — delle persone che La ricevono con frequenza e devozione. (Forgia, 303)

Se quegli uomini, per un pezzo di pane — per quanto il miracolo della moltiplicazione sia molto grande — si entusiasmano e Ti acclamano, che cosa dovremo fare noi per i molti doni che ci hai concesso e specialmente perché Ti dai a noi senza riserve nell'Eucaristia? (Forgia, 304)

Bambino buono: gli innamorati, su questa terra, come baciano i fiori, la lettera, il ricordo di chi amano!...

— E tu, potrai forse dimenticarti che Lo hai sempre accanto... Lui!? — Ti dimenticherai... che Lo puoi mangiare? (Forgia, 305)

Affàcciati molte volte in oratorio, per dire a Gesù:... mi abbandono nelle Tue braccia.

— Lascia ai Suoi piedi ciò che hai: le tue miserie!

— In questo modo, nonostante il turbinìo di cose che ti porti dietro, non mi perderai mai la pace. (Forgia, 306)

18 giugno 2010

INTERVISTA ... BIZZARRA

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Alla figlia di Billy Graham, che e' stata intervistata in un programma mattutino della televisione americana, Jane Clayson ha chiesto (a proposito della tragedia delle TwinTowers):
"Dio come ha potuto permettere che avvenisse una sciagura del genere?"
Anne Graham ha dato una risposta estremamente profonda e perspicace:
"Io credo che DIO sia profondamente rattristato da questa tragedia, proprio come lo siamo noi, ma per anni noi gli abbiamo detto di andarsene dalle nostre scuole, di andarsene dal nostro governo, di andarsene dalle nostre vite. Ed essendo LUI quel gentiluomo che è, io credo che Egli con calma si è fatto da parte. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia la Sua benedizione e la Sua protezione se Gli chiediamo: lasciaci soli?"
Vediamo...penso sia cominciato quando Madeline Murray O'Hare (che e' stata uccisa e il suo corpo e' stato trovato di recente) ha detto di non voler alcuna preghiera nelle nostre scuole, e le abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto: e' meglio non leggere la Bibbia nelle scuole... la Bibbia che dice, Tu non ucciderai, Tu non ruberai, ama il tuo vicino come te stesso, e gli abbiamo detto OK.
Poi, il Dottor Beniamino Spock ha detto che noi non dovremmo sculacciare i nostri figli allorquando si comportano male poiché le loro piccole personalita' si potrebbero deformare e con cio' si potrebbe danneggiare la loro auto-stima (il figlio del Dott. Spock si e' suicidato) e gli abbiamo detto OK al riparo della giustificazione che "l'esperto e' colui che sa cio' di cui abbiamo bisogno".
Poi, qualcuno ha detto che gli insegnanti e i presidi e' meglio che non puniscano i nostri figli quando si comportano male. E gli amministratori delle scuole (posizione equivalente ai provveditori degli studi nell'ordinamento italiano n.d.t.) hanno detto ch e nessun membro del corpo didattico tocchi uno studente quando si comporti male, in quanto non si vuole una cattiva pubblicita' e sicuramente non si vuole essere citati in giudizio (vi e' una grande differenza tra sculacciare, toccare, battere, schiaffeggiare, umiliare, e colpire) e gli abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto: "Permettiamo alle nostre figlie di abortire se lo vogliono, e senza dirlo ai loro genitori", e gli abbiamo detto OK.
Poi qualche saggio componente del consiglio didattico delle scuole ha detto: "Siccome i ragazzi sono sempre ragazzi e lo faranno comunque, concediamo loro tutti preservativi che vogliono, cosicché possano divertirsi quanto vogliono e senza dover dire ai loro genitori che li hanno avuti a scuola". E gli abbiamo detto OK.
Poi alcuni degli eletti piu' importanti hanno detto: "Non e' importante cio' che facciamo in privato purché soddisfiamo agli impegni presi con gli elettori", e d'accordo con loro, noi abbiamo detto: "Non mi importa che al cuno, incluso il Presidente, (e' evidente il riferimento agli USA, dove peraltro si e' svolta l'intervista qui tradotta) faccia cio' che vuole in privato, purché io continui ad avere una occupazione e l'economia vada bene".
E poi qualcuno ha detto: "Stampiamo riviste con fotografie di donne nude e chiamiamo tutto cio' salutare apprezzamento per la bellezza del corpo femminile". E noi gli abbiamo detto OK.
E poi qualcun'altro da quell'apprezzamento ha fatto un passo in avanti pubblicando fotografie di bambini nudi e con un passo ulteriore le ha rese disponibili in internet. E noi abbiamo detto OK, perché loro hanno diritto alla loro libera parola.
E poi l'industria del divertimento ha detto, facciamo dei programmi TV e dei film che promuovano il blasfemo, la violenza e il sesso illecito.
E registriamo musica che incoraggi il furto, le droghe, l'omicidio, il suicidio, e i temi satanici. E noi abbiamo detto: "E' solo divertimento, non ha controindicazioni, e comunque nessuno prende tutto cio' seriamente, per cui andiamo pure avanti".
Ora ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza? Perché non distinguono il giusto dallo sbagliato? E perché non li disturba uccidere i diversi, i loro compagni di classe e perfino loro stessi?
Probabilmente, se ci pensiamo abbastanza a lungo e intensamente, possiamo trovare una spiegazione. Io penso che abbia molto a che fare con "NOI RACCOGLIAMO CIO' CHE ABBIAMO SEMINATO".
"Caro Dio perché non hai salvato la piccola bambina uccisa nella sua classe? Distinti saluti, uno studente preoccupato."
E la risposta: "Caro studente preoccupato, nelle scuole non mi e' permesso entrare. Distinti saluti, DIO."
Bizzarro come e' semplice per la gente mettere nell'immondizia DIO e meravigliarsi perché il mondo sta andando all'inferno.
Curioso come la gente crede a cio' che dicono i giornali e contesta cio' che dice la Bibbia.
Bizzarro come ognuno vuole andare in Paradiso, ma al tempo stesso non credere, non pensare e non fare niente di cio' che dice la Bibbia.
Bizzarro come qualcuno dice "Io credo in Dio" nonostante segua Satana, il quale peraltro crede in DIO.
Bizzarro come siamo rapidi nel giudicare ma non nell'accettare di essere giudicati.
Bizzarro come siamo bravi nell'inviare via e-mail migliaia di giochi che poi si propagano come incendi, ma quando cominciamo ad inviare messaggi che parlano del Signore, la gente ci pensa due volte prima di farsi partecipe.
Bizzarro come il lascivo, il crudo, il volgare e l'osceno circolino liberamente nel cyberspazio, mentre le discussioni pubbliche a scuola o sul posto di lavoro su DIO siano state soppresse o meglio, sono state proibite per legge.
Bizzarro come qualcuno possa scaldarsi tanto per Cristo la domenica, mentre e' di fatto un cristiano invisibile durante il resto della settimana.
State sorridendo?
Bizzarro come quando noi spediamo questo messaggio non lo inviamo a molti nel nostro indirizzario poiché non siamo sic uri del loro credo, o di come ci considereranno per il messaggio ricevuto.
Bizzarro di come io sia piu' preoccupato di cosa la gente pensa di me piuttosto di essere preoccupato di cosa DIO pensa di me.
State pensando?
Fatelo circolare se pensate che abbia del merito. Altrimenti buttatelo via... nessuno lo sapra'...

" ...FIGLIO, NON DISPREZZARE NESSUN BUON CONSIGLIO ..." (dalla Bibbia)

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Chi non vuole essere consigliato non potrà essere aiutato.
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(Benjamin Franklin)

17 giugno 2010

VOLERE E' POTERE

Lo scoraggiamento è nemico della tua perseveranza. —Se non lotti contro lo scoraggiamento, giungerai dapprima al pessimismo, e poi alla tiepidezza. —Sii ottimista. (Cammino, 988)

Costanza, che nulla faccia vacillare. —Ne hai bisogno. Chiedila al Signore e fa' quanto puoi per ottenerla: perché è un gran mezzo per non separarti dal fecondo cammino che hai intrapreso. (Cammino, 990)

Non puoi “salire”. —Non è strano: quella caduta!...

Persevera e “salirai”. —Ricorda ciò che dice un autore spirituale: la tua povera anima è un uccello con le ali imbrattate di fango.

C'è bisogno di molto sole del cielo e di sforzi personali, piccoli e costanti, per strappare quelle inclinazioni, quelle immaginazioni, quell'abbattimento: quel fango appiccicoso delle tue ali.

E ti troverai libero. —Se perseveri, “salirai”. (Cammino, 991)

Ringrazia Dio che ti ha aiutato e rallegrati della tua vittoria. —Che gioia profonda sente la tua anima, dopo aver corrisposto! (Cammino, 992)

MARIA, DONNA DEI NOSTRI GIORNI

Santa Maria, Donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni Ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c'è anche la nostra, che vuole cantarTi la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in Te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in Te nel presente.

Fa' che possiamo sentirTi vicina ai nostri problemi. Non come Signora che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della Sua grazia o con i soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come Una che, gli stessi problemi, li vive anche Lei sulla Sua pelle, e ne conosce l'inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l'alta quota di tribolazione.

Santa Maria, Donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da Te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.

Facci comprendere che la modestia, l'umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l'obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono. Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso. Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l'edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che Ti hanno resa grande agli occhi di Dio.

Santa Maria, Donna dei nostri giorni, dandoti per nostra Madre, Gesù Ti ha costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti. Prigioniera nello stesso frammento di spazio e di tempo. Nessuno, perciò, può addebitarTi distanze generazionali, né gli è lecito sospettare che Tu non sia in grado di capire i drammi della nostra epoca.

MettiTi, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre Ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l'incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l'usura dei rapporti, l'instabilità degli affetti, l'educazione difficile dei figli, l'incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato. ..

Facci sentire la Tua rassicurante presenza, o Coetanea dolcissima di tutti. E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il Tuo, e non Ti si oda rispondere: «Presente!».

Come un' antica compagna di scuola.

(Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni, Edizioni San Paolo)

16 giugno 2010

DIECI COSE CHE DIO TI CHIEDERA'

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Dio non ti chiederà che modello di auto usavi,
ti chiederà a quanta gente hai dato un passaggio.
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Dio non ti chiederà i metri quadrati della tua casa,
ti chiederà quanta gente hai ospitato.
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Dio non ti chiederà la marca dei vestiti nel tuo armadio,
ti chiederà quanta gente hai aiutato a vestirsi.
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Dio non ti chiederà quanto era alto il tuo stipendio,
ti chiederà se hai venduto la tua coscienza per ottenerlo.
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Dio non ti chiederà qual era il tuo titolo di studio,
ti chiederà se hai fatto il tuo lavoro al meglio delle tue capacità.
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Dio non ti chiederà quanti amici avevi,
ti chiederà quanta gente ti considerava suo amico.
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Dio non ti chiederà in che quartiere vivevi,
ti chiederà come trattavi i tuoi vicini.
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Dio non ti chiederà il colore della tua pelle,
ti chiederà la purezza della tua anima.
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Dio non ti chiederà perché hai tardato tanto a cercare la salvezza,
ti porterà con amore alla tua casa in Cielo, e non alle porte dell'inferno.
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Dio non accusa:
ti chiede solo di predicare con l'esempio.

13 giugno 2010

PER AMORE DI DIO RIVESTIAMOCI DI UMILTA'

"Mai dobbiamo desiderare di essere sopra gli altri,
ma anzi dobbiamo essere servi
e soggetti ad ogni umana creatura
per amore di Dio".
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(S. Francesco d'Assisi)

DEVI CAMMINARE AL PASSO DI DIO; NON AL TUO!

Mi dici di sì, che sei fermamente deciso a seguire Cristo. — Allora devi camminare al passo di Dio; non al tuo! (Forgia, 531)

Vuoi sapere qual è il fondamento della nostra fedeltà?

— Ti direi, a grandi linee, che si basa sull'amore di Dio, che fa vincere tutti gli ostacoli: l'egoismo, la superbia, la stanchezza, l'impazienza...

— Un uomo che ama, calpesta sé stesso; sa che, pur amando con tutta l'anima, non sa ancora amare abbastanza. (Forgia, 532)

Nella vita interiore, come nell'amore umano, è necessario essere perseverante.

Sì, devi meditare molte volte gli stessi argomenti, insistendo fino a scoprire una nuova America.

— E come mai non avevo visto prima questa cosa così chiara?, ti domanderai con sorpresa. — Semplicemente perché a volte siamo come le pietre, che lasciano scorrere l'acqua, senza assorbirne neanche una goccia.

— Pertanto, è necessario tornare a riflettere sulla stessa cosa, che non è mai la stessa!, per impregnarci delle benedizioni di Dio. (Forgia, 540)

Dio non si lascia superare in generosità, e — tienilo per certo! — concede la fedeltà a chi Gli si arrende. (Forgia, 623)

AMORE A DIO E ALL'UOMO


Colui che dice d’amare Dio senza pensare al prossimo,

finisce con l’amare solo sè stesso.

(Laibniz)

ADESSO E' CRISTO CHE VIVE IN TE

I tuoi parenti, i tuoi colleghi, i tuoi amici, stanno notando il cambiamento, e si rendono conto che il tuo non è un passaggio momentaneo, che non sei più lo stesso. Non preoccuparti, va' avanti! Si avvera il 'vivit vero in me Christus' adesso è Cristo che vive in te. (Solco, 424)

Qui habitat in adiutorio Altissimi, in protectione Dei coeli commorabitur, abitare sotto la protezione di Dio, vivere con Dio: in questo consiste la rischiosa sicurezza del cristiano. Bisogna persuadersi che Dio ci ascolta, che è accanto a noi: e il nostro cuore si riempirà di pace. Ma vivere con Dio è indubbiamente un rischio, perché il Signore non si accontenta di condividere: chiede tutto. E avvicinarsi un po' di più a Lui vuoi dire essere disposti a una nuova conversione, a una nuova rettificazione, ad ascoltare più attentamente le Sue ispirazioni, i santi desideri che Egli fa sbocciare nella nostra anima, e a metterli in pratica.

Certo, dai tempi della nostra prima decisione cosciente di vivere integramente la dottrina di Cristo, abbiamo fatto molti passi sulla strada della fedeltà alla Sua Parola. Eppure, non è vero che restano ancora tante cose da fare? Non è vero che resta, soprattutto, tanta superbia? (E' Gesù che passa, 58)

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA


SONO TUTTO TUO, O MARIA

Vergine Maria, Madre mia, mi consacro a Te
e affido nelle Tue mani l'intera mia esistenza.
Accetta il mio passato con tutto ciò che è stato.
Accetta il mio presente con tutto ciò che è.
Accetta il mio futuro con tutto ciò che sarà.
Con questa totale consacrazione Ti affido quanto ho e quanto sono,
tutto quello che ho ricevuto da Dio.
Ti affido la mia intelligenza, la mia volontà, il mio cuore.
Depongo nelle Tue mani la mia libertà, le mie ansie e i mie timori,
le mie speranze e i miei desideri, le mie tristezze e le mie gioie.
Custodisci la mia vita e tutte le mie azioni,
perché sia più fedele a Dio
e con tutto il Tuo aiuto raggiunga la salvezza.
Ti affido, o Maria, il mio corpo e i miei sensi;
perché si conservino puri e mi aiutino nell'esercizio delle virtù.
Ti affido la mia anima, perché Tu la preservi dal male.
Fammi partecipe di una santità uguale alla Tua;
rendimi conforme a Cristo, ideale della mia vita.
Ti affido il mio entusiasmo e l'ardore della mia giovinezza,
perché tu mi aiuti a non invecchiare nella fede.
Ti affido la mia capacità e voglia di amare;
insegnami e aiutami ad amare come hai amato Tu,
e come Gesù vuole che si ami.
Ti confido le mie tristezze e angosce,
perché nel Tuo Cuore io trovi sicurezza, sostegno e luce,
in ogni istante della mia vita.
Con questa consacrazione m'impegno a seguire la Tua vita.
Accetto le rinunce e i sacrifici che questa scelta comporta,
e Ti prometto, con la grazia di Dio e con il Tuo aiuto,
di essere fedele all'impegno preso.
O Maria, sovrana della mia vita e della mia condotta,
disponi di me e di tutto quanto mi appartiene,
perché cammini sempre unito al Signore,
sotto il Tuo sguardo di Madre.
O Maria, sono tutto Tuo
e quanto posseggo Ti appartiene,
ora e sempre.
AMEN!

11 giugno 2010

CHI VEDE IL CUORE DELLA MADRE, VEDE IL CUORE DI GESU'

Il Cuore benedetto di Maria, Madre del Salvatore, è come un magnifico specchio nel quale l'ardente amore di Gesù ha riflesso tutte le perfezioni della divina umanità in modo meraviglioso, tutte le virtù che regnano nel Suo Cuore divino.

In maniera tale che chi potrà vedere il Cuore della Regina degli Angeli, come la vedono gli Angeli, vi vedrà l'immagine vivente e perfetta dell'amore, della carità, dell'umiltà, dell'obbedienza, della pazienza, della purezza, del disprezzo per le cose mondane, dell'odio per il peccato, e di tutte le altre virtù dell'adorabile Cuore di Gesù.

(S. Giovanni Eudes)

CONSACRIAMOCI AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

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O Cuore Immacolato di Maria,
ardente di bontà,
mostra il Tuo amore verso di noi.
La fiamma del Tuo Cuore,
o Maria,
scenda su tutti gli uomini.
Noi Ti amiamo tanto.
Imprimi nei nostri cuori
il vero amore così da avere
un continuo desiderio di Te.
.
O Maria,
di soave ed umile Cuore,
ricordaTi di noi quando siamo nel peccato.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo del Tuo Cuore Immacolato,
la salute spirituale.
Fa' che sempre possiamo guardare
alla bontà del Tuo Cuore Materno
e che ci convertiamo
per mezzo della fiamma del Tuo Cuore.
Amen.
.
(dettata dalla Madonna a Jelena Vasilj il 28 novembre 1983)

INNAMORATI DI GESU' E NON LO LASCERAI MAI PIU'

Qual è il segreto della perseveranza? L'Amore. —Innamòrati, e non “Lo” lascerai. (Cammino, 999)
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Mi fa tremare quel passo della seconda lettera a Timoteo, in cui l'Apostolo si duole della fuga di Dema a Tessalonica attratto dalle seduzioni del mondo... Per una bagattella, e per paura delle persecuzioni, un uomo che san Paolo in altre lettere cita tra i santi, ha tradito l'impresa divina.

Mi fa tremare, conoscendo la mia piccolezza; e mi porta a esigere la mia fedeltà al Signore anche nelle occasioni che possono apparire indifferenti, perché, se non mi servono per unirmi di più a Lui, non ne voglio sapere! (Solco, 343)

Hai una povera idea del tuo cammino se, nel sentirti freddo, credi di averLo perduto: è l'ora della prova; per questo ti sono state tolte le consolazioni sensibili. (Cammino, 997)

Benedetta perseveranza dell'asinello di nòria! —Sempre allo stesso passo. Sempre gli stessi giri. — Un giorno dopo l'altro: tutti uguali.
Senza di ciò, non vi sarebbe maturità nei frutti, né freschezza nell'orto, non avrebbe aromi il giardino.
Porta questo pensiero alla tua vita interiore. (Cammino, 998)

OFFERTA DELLA GIORNATA AL SACRO CUORE DI GESU'

ATTO DI VIRTU'

CUORE DI GESU', RE E CENTRO DI TUTTI I CUORI

La vita ha nel cuore il punto d'appoggio, la sorgente e il suo riferimento. Finché va bene il cuore, tutto va per il suo verso, e noi possiamo rallegrarcene. Ma la forza del cuore risiede tutta in Dio, che gliela comunica. Ciò va poi osservato specialmente per la vita morale.
Ora Gesù Cristo ha traboccato le Sue fiamme di Divino Amore dal Suo Cuore nel nostro. Noi viviamo di Lui, anche senza saperlo e pensarlo. Egli Si dice il Re e il Centro dei nostri cuori.
Come Re dei cuori, Gesù vuole sudditi affezionati e devoti intorno a Lui. Noi Gli diamo questo omaggio d'amore e Gli eleviamo nel nostro cuore un trono di adorazione.
Ripetiamo:
"Gesù sempre, Gesù sopra tutto! "

LA PROVA DEL GIUSTO



Il fuoco mette alla prova il ferro,
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la tentazione mette alla prova il giusto.
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(da "Imitazione di Cristo")

LA TENTAZIONE DELLA STANCHEZZA

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Voglio metterti in guardia di fronte a una difficoltà che forse si può presentare: la tentazione della stanchezza, dello scoraggiamento. — Non è ancora fresco il ricordo di una vita — la tua — senza rotta, senza mèta, senza gusto, che la luce di Dio e la tua donazione hanno orientato e riempito di gioia? — Non cambiare scioccamente questa con quella. (Forgia, 286)

Se ti accorgi che non ce la fai, per qualsiasi motivo, diGli, abbandonandoti in Lui: Signore, confido in Te, mi abbandono in Te, ma Tu aiuta la mia debolezza!
E, pieno di fiducia, ripetiGli: guardami, Gesù, sono uno straccio sporco; l'esperienza della mia vita è tanto triste, non merito di essere Tuo figlio. DiGlielo...; e diGlielo molte volte.
— Non tarderai a sentire la Sua Voce: “Ne timeas!” — non avere paura!; oppure: “Surge et ambula!” — alzati e cammina! (Forgia, 287)

Mi facevi osservare, ancora indeciso: come si notano i momenti in cui il Signore mi chiede di più!
— Mi limitai soltanto a ricordarti: mi avevi assicurato di volerti unicamente identificare con Lui; perché opponi resistenza? (Forgia, 288)

Magari riuscissi a compiere il proposito che ti sei prefisso: “Morire un poco a me stesso, ogni giorno”. (Forgia, 289)

PADRE LIVIO SCRIVE...SULLA DEVOZIONE AI SACRATISSIMI CUORI DI GESU' E MARIA


Cari amici,

rinnoviamo la nostra consacrazione al Cuore di Gesù per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Decidiamo di fare i primi nove venerdì e i primi cinque sabati del mese, secondo le richieste di Gesù e di Maria:

"Io ti prometto, nell'eccesso della Misericordia del Mio Cuore, che il Mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non morranno in Mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il Mio Cuore sarà loro asilo sicuro in quell'ora estrema" ( Gesù a S. Margherita Maria Alacoque).

"Guarda, figlia Mia, il Mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. ConsolaMi almeno tu e fa sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario, e Mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l'intenzione di offrirMi riparazioni, prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza" (La Madonna a Suor Lucia).

Vostro Padre Livio

SACRATISSIMO CUORE DI GESU'

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Dolce Cuor del mio Gesù,
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fa' ch'io T'ami sempre più!

9 giugno 2010

PREOCCUPAZIONE APOSTOLICA

Se non dimostri — con la tua preghiera, con il tuo sacrificio, con la tua azione — una costante preoccupazione apostolica, è segno evidente che non sei felice e che devi aumentare la tua fedeltà. — Chi possiede la felicità, il bene, cerca di darlo agli altri. (Forgia, 914)

Quando calpesterai davvero il tuo io e vivrai per gli altri, allora sarai strumento idoneo nelle mani di Dio.
Egli ha chiamato — chiama — i Suoi discepoli e li invia: “Ut eatis!”andate a cercare tutti!(Forgia, 915)

“In modico fidelis!” — fedele nel poco... — Il tuo lavoro, figlio mio, non consiste solo nel salvare anime, ma nel santificarle, giorno per giorno, dando a ogni istante — anche a quelli apparentemente banali — vibrazione di eternità. (Forgia, 917)

Come i grandiosi macchinari di dozzine di fabbriche si fermano, rimangono senza forza, se la corrente elettrica si interrompe, così anche l'apostolato cessa di essere fecondo senza l'orazione e la mortificazione, che smuovono il Cuore Sacratissimo di Cristo. (Forgia, 919)

SERENITA'. PERCHE' ARRABBIARTI ?

Serenità. —Perché arrabbiarti, se arrabbiandoti offendi Dio, molesti il prossimo, passi tu stesso un brutto quarto d'ora... e alla fine non ti resta che calmarti?(Cammino, 8)

La stessa cosa che hai detto, dilla in altro tono, senza ira: il tuo ragionamento guadagnerà forza e, soprattutto, non offenderai Dio. (Cammino, 9)

Non rimproverare quando senti indignazione per la mancanza commessa. —Aspetta il giorno seguente, o ancora di più. E poi, con calma, purificata l'intenzione, non tralasciare di riprendere. — Otterrai di più con una parola affettuosa che con una discussione di tre ore. —Modera il tuo temperamento. (Cammino, 10)

Quando ti abbandonerai sul serio nel Signore, imparerai a contentarti di ciò che avviene, e a non perdere la serenità se le faccende malgrado tu abbia messo tutto l'impegno e i mezzi opportuni non riescono secondo i tuoi gusti... Perché saranno ìriuscite' come sarà parso conveniente al Signore. (Solco, 860)

Quando è per il bene del prossimo, non stare zitto, però parla in modo amabile, senza intemperanze e senza sdegno. (Forgia, 960)

7 giugno 2010

OGGI ...

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.

Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.

Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.

Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.

Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.

Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.

Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa.

Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.

Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima.
Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.

Scriviamo di più, ma impariamo meno.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.

Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.

Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mails, ma comunichiamo sempre meno.

Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.

Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte.

Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti.

E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle.

Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre.

Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco.

Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l'unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla.

Ricordati di dire "Vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell'anima.

Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perchè un giorno quella persona non sarà più lì.

Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.

E RICORDA SEMPRE:

La vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
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(George Carlin)

CON LUI NON C'E' POSSIBILITA' DI SCONFITTA

“Tutto posso in Colui che mi dà la forza!”. Con Lui non c'è possibilità di sconfitta, e da questa persuasione nasce il santo “complesso di superiorità” per affrontare le occupazioni con morale di vittoria, perché Dio ci concede la Sua fortezza. (Forgia, 337)

Se non lotti, non dirmi che cerchi di identificarti sempre più con Cristo, di conoscerLo, di amarLo. Quando intraprendiamo il 'cammino regale' di seguire Cristo, di comportarci come figli di Dio, non ci rimane occulto ciò che ci attende: la Santa Croce, che dobbiamo contemplare come il punto centrale sul quale poggia la nostra speranza di unirci al Signore.

Ti dico subito che questo programma non è un'impresa comoda; che vivere nel modo indicato dal Signore richiede sforzo. (…) Vi scopriremo, invece, la bassezza del nostro egoismo, le unghiate della sensualità, gli schiaffi di un orgoglio inutile e ridicolo, e molte altre mancanze: tante, tante debolezze. Scoraggiarsi? No. Con san Paolo ripetiamo al Signore: 'Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte' [2 Cor 12, 10].

(…) Io vivo con la persuasione che: se non guardo in alto, se non cerco Gesù, mai otterrò qualcosa; e so che la mia fortezza, per vincermi e per vincere nasce dal ripetere quel grido che contiene la promessa sicura che Dio non abbandona i Suoi figli, se i Suoi figli non Lo abbandonano: "Tutto posso in Colui che mi dà la forza" [Fil 4, 13]. (Amici di Dio, nn. 212-213)

6 giugno 2010

IL CUORE DI GESU' SIA IL CENTRO DELLE NOSTRE ASPIRAZIONI


Il Tuo Cuore, o Gesù,
è Asilo di pace,
il soave Rifugio
nelle prove della vita,
il Pegno sicuro
della mia salvezza.
A Te mi consacro interamente,
senza riserve, per sempre.
Prendi possesso, o Gesù,
del mio cuore, della mia mente,
del mio corpo, dell'anima mia,
di tutto me stesso.
I miei sensi, le mie facoltà,
i miei pensieri ed affetti sono Tuoi.
Tutto Ti dono e Ti offro;
tutto appartiene a Te.
Signore,
voglio amarTi sempre più,
voglio vivere e morire di amore.
Fa' o Gesù,
che ogni mia azione,
ogni mia parola,
ogni palpito del mio cuore
siano una protesta di amore;
che l'ultimo respiro
sia un atto di ardentissimo
e purissimo amore per Te.

NON TI SARAI INTIMIDITO PERCHE' IL TUO AMORE E' PICCOLO?

La grazia di Dio non ti manca. Pertanto, se corrispondi, puoi stare sicuro. Il trionfo dipende da te: la tua fortezza e il tuo slancio uniti alla grazia sono motivi più che sufficienti per darti l'ottimismo di chi ha in pugno la vittoria. (Solco, 80)

Non siate anime dalla visione angusta, uomini o donne minorenni, miopi, incapaci di abbracciare il nostro orizzonte soprannaturale cristiano di figli di Dio.
Dio e audacia! (Solco, 96)

Audacia non è imprudenza, né ardimento irriflessivo, né semplice coraggio.
L'audacia è fortezza, virtù cardinale, necessaria per la vita dell'anima. (Solco, 97)
Ho letto un proverbio molto popolare in certi paesi: "Il mondo è di Dio, ma Dio lo affitta ai coraggiosi", e mi ha fatto riflettere. Che cosa aspetti? (Solco, 99)

Non sono l'apostolo che dovrei essere. Sono... il timido.
Non ti sarai intimidito perché il tuo amore è piccolo? Reagisci! (Solco, 100)

5 giugno 2010

IL DETTAGLIO

Un parroco preparava con cura meticolosa le manifestazioni esterne della sua parrocchia. Soprattutto la solenne processione del Corpus Domini. Voleva che la festa fosse un vero avvenimento per il paese.
Tre mesi prima della data, radunava un apposito comitato e organizzava i gruppi di lavoro. Il giorno della festa tutto il paese era mobilitato.
Alle dieci e trenta in punto, la processione cominciò a snodarsi. I chierichetti con i candelabri, i paggetti nei costumi colorati, le bambine con il vestito bianco che spargevano petali di rosa, i giovanotti della società sportiva con le tute gialle e blu, gli uomini e le donne delle confraternite con i labari colorati e i nastri azzurri, gialli, rossi, poi l'Azione Cattolica, i ragazzi dell'Oratorio, la gente, la teoria dei chierichetti e la banda musicale del paese. Una processione magnifica!
Quando la banda intonò il pezzo più solenne, dal portale della chiesa uscì lentamente il baldacchino di broccato dorato con i pennacchi rossi e bianchi, sorretto da quattro baldi giovani.

Sotto il baldacchino, incedeva il parroco, rivestito del piviale più prezioso, che reggeva il pesante ostensorio d'oro tempestato di pietre preziose.
Improvvisamente il viceparroco, che accompagnava i chierichetti, si avvicinò allarmato al parroco e gli sussurrò: "Prevosto, nell'ostensorio non c'è l'Ostia!".

Il parroco ribatté seccato: "Non vedi a quante cose devo pensare? Non posso occuparmi anche dei dettagli!".

Gesù, solo un dettaglio? Per tanti, troppi, è così.
SANTA SOLENNITA'........GESU' NON E' UN DETTAGLIO....E' TUTTO!

L'AMORE NON E' AMATO!


Se la gente conoscesse il valore dell'Eucaristia,
l'accesso alle chiese
dovrebbe essere regolato dalla forza pubblica.
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QUANTO POCO AMORE
L'UOMO DIMOSTRA VERSO
LA FONTE DELLA VITA
E DELL'AMORE VERO.
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L'AMORE NON E' AMATO:
UNA TRISTE VERITA' DI OGNI TEMPO.

DAL CRISTIANO CI SI ATTENDE EROISMO

Quanti di coloro che si lascerebbero inchiodare a una croce davanti allo sguardo attonito di migliaia di spettatori non sanno soffrire cristianamente le punzecchiature di ogni giorno! Pensa, allora, che cosa è più eroico. (Cammino, 204).

Oggi, come ieri, dal cristiano ci si attende eroismo. Eroismo in grandi conflitti, se è necessario; ed eroismo — più consueto — nelle piccole avvisaglie di ogni giorno. Quando si lotta assiduamente, con Amore, fin nelle cose piccole, in modo tale che la lotta sembri impercettibile, il Signore è sempre accanto ai Suoi figli come Pastore pieno d'amore:
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"Io stesso condurrò le Mie pecore al pascolo e Io le farò riposare. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata... Abiteranno in piena sicurezza nella loro terra. Sapranno che Io sono il Signore, quando avrò spezzato le spranghe del loro giogo e li avrò liberati dalle mani di coloro che li tiranneggiano".

Ricorro piuttosto alla Sua misericordia, alla Sua compassione, perché non guardi i nostri peccati, ma i meriti di Cristo e quelli della Sua Santissima Madre — che è anche Madre nostra — del santo Patriarca Giuseppe che Gli fece da padre, e di tutti i santi.

Il cristiano può essere ben sicuro che se desidera lottare, il Signore — come leggiamo nella Messa della festa odierna — lo terrà per la mano destra. Gesù, che entra in Gerusalemme cavalcando, Re di Pace, un povero asinello, è Colui che disse: il Regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. Questa forza non è una violenza contro gli altri: ma fortezza per combattere le proprie debolezze e le proprie miserie, coraggio di non mascherare le proprie infedeltà, audacia per confessare la fede anche quando l'ambiente è ostile. (E' Gesù che passa, 82)

5 GIUGNO 2010: 1° SABATO DEL MESE


Salva la tua anima! Inizia subito i primi 5 sabati del mese!

La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia:

“Gesu’ vuole servirsi di te per farMi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato”.

Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il Suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna!

Lucia racconta: “
Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al Suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna Gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati Gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.

E subito la Vergine Santissima aggiunse:
“Guarda, figlia Mia, il Mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. ConsolaMi almeno tu e fa sapere questo:

A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e Mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirMi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

E’ questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù.

Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:

1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.

2 – Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.

3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.

4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.

5 – Recitare la corona del Rosario
, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della Confessione.

6 –
Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque.
Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose:
“Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria. 1– Le bestemmie contro la Sua Immacolata Concezione. 2 – Contro la Sua Verginità. 3– Contro la Sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerLa come Madre degli uomini. 4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata. 5 – L’opera di coloro che La offendono direttamente nelle Sue immagini sacre.

Messaggio del 2 agosto 1983
(Messaggio straordinario-Medjugorje)
"Consacratevi al Mio Cuore Immacolato. Abbandonatevi totalmente a Me ed Io vi proteggerò e pregherò lo Spirito Santo perché si effonda su di voi. InvocateLo anche voi".

AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA PER OGNI PRIMO SABATO DEL MESE

Cuore Immacolato di Maria, ecco a Te dinanzi dei figli, i quali vogliono con il loro affetto riparare alle tante offese a Te recate da molti che essendo anch’essi figli Tuoi, osano insultarTi e oltraggiarTi. Noi Ti chiediamo perdono per questi poveri peccatori nostri fratelli accecati dall’ignoranza colpevole o della passione, come Ti domandiamo perdono anche per le nostre mancanze e ingratitudini, e quale omaggio di riparazione noi crediamo fermamente nella Tua eccelsa dignità a altissimi privilegi, in tutti i dogmi che la Chiesa ha proclamato, anche per quelli che non credono.

Ti ringraziamo dei Tuoi innumerevoli benefici, per quelli pure che non li riconoscono; confidiamo in Te e Ti preghiamo anche per quelli che non Ti amano, che non hanno fiducia nella Tua materna bontà, che a Te non ricorrono.

Volentieri accettiamo le sofferenze che il Signore vorrà mandarci, e Ti offriamo le nostre preghiere e i nostri sacrifici per la salvezza dei peccatori. Converti tanti Tuoi figli prodighi e apri loro, quale sicuro Rifugio il Tuo Cuore, in modo che essi possano trasformare le antiche ingiurie in tenere benedizioni, l’indifferenza in fervida preghiera, l’odio in amore.

Deh! Fa’ che non abbiamo ad offendere Dio nostro Signore, già tanto offeso. Ottienici, per i Tuoi meriti, la grazia di conservarci sempre fedeli a questo spirito di riparazione, e di imitare il Tuo Cuore nella purezza della coscienza, nell’umiltà e mansuetudine, nell’amore verso Dio e il prossimo.

Cuore Immacolato di Maria, a Te lode, amore, benedizione: prega per noi adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Vergine Santissima e Madre nostra, nel mostrare il Tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del Tuo amore, hai chiesto di consolarTi e ripararTi.Come figli Ti vogliamo amare e consolare sempre, ma specialmente dopo i Tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il Tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.

In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la Tua Immacolata Concezione e la Tua Santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che Tu sei Madre di Dio e non Ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.

Altri, non potendoTi oltraggiare direttamente, scaricano la loro collera satanica profanando le Tue Sacre Immagini e non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che Ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.

Vergine Santissima, prostràti ai Tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi Tuoi figli ingrati.

Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle Tue predilezioni, né Ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.

Madre Santa, vogliamo ancora chiederTi compassione, protezione e benedizioni per gli attivisti atei e i nemici della Chiesa. Riconducili tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle Tue apparizioni a Fatima.

Per quanti sono Tuoi figli, per tutte le famiglie e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al Tuo Cuore Immacolato sii Rifugio nelle angustie e tentazioni della Vita; sii Cammino per giungere a Dio, unica Fonte di pace e di gioia. Amen.
Salve Regina..

"Il Signore 'Vuole' stabilire nel mondo la Devozione al Mio Cuore Immacolato."

"Solo il Mio Cuore può venire in vostro soccorso".

È giunto il tempo in cui le 'Promesse' fatte dalla Madonna a Fa­tima, sono prossime al loro compimento.

L'ora del 'trionfo' del Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, si avvicina; di conseguenza, sarà anche l'ora del grande miracolo della Divina Misericordia per l'Umanità: 'Il mondo avrà un tempo di pace'.

La Madonna vuole però operare questo mirabile Evento con la nostra collaborazione. Lei che ha offerto a Dio la Sua piena disponi­bilità: "Ecco l'Ancella del Signore", ripete a ciascuno di noi le parole dette un giorno a Lucia: "Il Signore vuole servirsi di Te ... ". Sacerdoti e famiglie sono chiamati in 'prima linea' a collaborare al compimento di questo trionfo.
Ave Maria!

DOCILE ALLO SPIRITO SANTO


Nostro Signore Gesù lo vuole: bisogna seguirLo da vicino. Non c'è altra strada. Questa è l'opera dello Spirito Santo in ogni anima — nella tua —, e devi essere docile, per non porre ostacoli al tuo Dio. (Forgia, 860)

Se ora vogliamo determinare — sia pure in linee generali — quale sia lo stile di vita che porti ad avere un rapporto di amicizia e di familiarità con lo Spirito Santo — e, assieme a Lui, con il Padre e il Figlio — dobbiamo considerare tre realtà fondamentali: la docilità, la vita di preghiera, l'unione alla Croce.

In primo luogo la docilità, perché è lo Spirito Santo che con le Sue ispirazioni dà tono soprannaturale ai nostri pensieri, ai nostri desideri e alle nostre opere. È Lui che ci spinge ad aderire alla dottrina di Cristo e ad assimilarla in tutta la sua profondità; è Lui che ci illumina per farci prendere coscienza della nostra vocazione personale e ci sostiene per farci realizzare tutto ciò che Dio si attende da noi.
Se siamo docili allo Spirito Santo, l'immagine di Cristo verrà a formarsi sempre più nitidamente in noi, e in questo modo saremo sempre più vicini a Dio Padre. Sono infatti coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio, i veri figli di Dio. Se ci lasciamo guidare da questo principio di vita presente in noi, la nostra vitalità spirituale si svilupperà sempre più, e noi ci abbandoneremo nelle mani di Dio nostro Padre con la stessa spontaneità e con la stessa fiducia con cui il bambino si getta nelle braccia del padre.
"Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli", ha detto il Signore.
Questo antico e sempre attuale itinerario interiore di infanzia, non è fragile sentimentalismo né carenza di maturità umana, bensì la vera maturità soprannaturale, che ci porta a scoprire sempre meglio le meraviglie dell'amore divino, a riconoscere la nostra piccolezza e a identificare del tutto la nostra volontà con la Volontà di Dio. (E' Gesù che passa, 135)

3 giugno 2010

LA VERITA'


La verità è tanto più difficile da sentire
quanto più a lungo la si è taciuta.

LE CAROGNE (Ebrei 12,1)


Dove ci sono gli avvoltoi c'è sempre la carcassa puzzolente di un animale in decomposizione.
Lo dice anche Gesù:

'Dove sarà il cadavere, là si raduneranno anche gli avvoltoi' (Luca 17, 37).

Molti di noi hanno avvoltoi che li sorvolano, circondandoli. Non mi riferisco agli uccelli - ma agli avvoltoi emotivi e spirituali che incombono su di noi. Quelle vecchie paure che continuamente ritornano... le ferite dolorose del passato... vecchie amarezze... peccati commessi... risentimenti mai sopiti. Forse alcuni di questi avvoltoi della tua vita gettano continuamente un'ombra nera su di te - ti rendono depresso, ti tolgono le forze, ti scoraggiano. Ricordati: gli avvoltoi se ne vanno se togli le carcasse in decomposizione! Se ti decidi di fare piazza pulita delle carogne di cui gli avvoltoi amano cibarsi, ti libererai anche degli avvoltoi. Se ti liberi delle radici di quelle vecchie paure e fallimenti e ferite, esse non ti paralizzeranno o divoreranno più.
Tieni bene a mente quello che Dio ti dice in Ebrei 12, 1:
'Deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti'.

Per poter correre senza crollare distrutti, è necessario liberarsi di tutti i pesi che ci opprimono! O rimuovere tutte le carogne che satana continuamente ci mette sul cammino per farci cadere.
Quelle carogne di solito sono legate ad alcune esperienze dolorose del nostro passato - una rottura in famiglia, un abuso di cui siamo stati vittime, una famiglia che non era famiglia, parole pesanti, l'abbandono, una separazione, un fallimento personale. Sono le carcasse. Ovvio, non puoi fare finta che non sia mai successo niente.Ma ci sono delle decisioni che puoi prendere - decisioni coraggiose - che ti aiuteranno a liberarti di quelle carogne che ti sei portato dietro per così tanto tempo. Devi essere stanco di vedere vincere sempre gli avvoltoi... devi desiderare davvero di liberarti - e allora potrai compiere lo sgradevole ma liberante compito di spazzare via la carcassa.
Come fare?
Smetti di scappare dal dolore che hai vissuto e affrontalo. Intanto comincia col mettere in ordine le cose con Dio:Lui ti ha dato un sacramento per le tue ferite, il sacramento della Riconciliazione. Chiedi al sacerdote che ti accompagni e ti guidi nel cammino di guarigione.

Poi chiedi ad alcune persone di aiutarti nelle tue preghiere quotidiane a vincere gli avvoltoi. Devi essere deciso di liberarti di ogni residuo della carogna puzzolente - quindi devi essere disposto a tutto pur di ottenere il tuo scopo. Chiedi a Dio la forza di perdonare la persona che ti ha fatto del male come Gesù ha perdonato chi Lo inchiodava sulla Croce. Tu perdona, non tanto per liberarti di chi ti ha fatto del male, ma per liberare te da quella corda che ti tiene legato alla persona che non vuoi perdonare.
E' difficile fare tutti i passi necessari per liberarti della carcassa del tuo passato? Sì. Ma ricordati di quello che l'apostolo Paolo ha detto riferendosi a Gesù:

'Tutto posso in Colui che mi dà la forza' (Filippesi 4, 13).

Sì, puoi farcela di sicuro. Gli avvoltoi ti hanno sorvolato per troppo tempo. Ma se ne vanno sempre quando non ci sono più le carcasse di cui si nutrono.
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(don Luciano)